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Sergio Mattarella

12° Presidente della Repubblica Italiana
Sergio Mattarella

Sergio Mattarella (1941 – vivente), politico e giurista italiano, 12º Presidente della Repubblica Italiana.

Indice

Citazioni di Sergio MattarellaModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • In tutto l'Occidente è in corso un processo per cui i veri centri di decisione rischiano di trasferirsi fuori dalla politica. Guardi che la mia non è una difesa interessata del mestiere di politico. Esiste davvero il pericolo che la politica diventi una sovrastruttura che galleggia su altri centri di potere né palesi né responsabili. La politica, invece, dev'essere un punto alto di mediazione nell'interesse generale. Se la politica non è in grado d'esser questo, le istituzioni saltano e prevale chi ha più forza economica o più forza di pressione, che è poi lo stesso.[1]
  • C'è infine lo sforzo per recuperare il senso dello Stato. Non mi faccia dire di più. Il confine fra attività pubblica e interessi privati va ristabilito in modo rigido. [...] È il presupposto da cui discende un altro livello di problemi: come ridare efficienza alla pubblica amministrazione, in quale modo realizzare di nuovo lo Stato sociale in condizioni tanto cambiate, come aggredire davvero la differenza tra il Nord e il Mezzogiorno d'Italia.[1]
  • Oggi, voi del Governo [Berlusconi] e della maggioranza state facendo la «vostra» Costituzione. L'avete preparata e la volete approvare voi, da soli, pensando soltanto alle vostre esigenze, alle vostre opinioni e ai rapporti interni alla vostra maggioranza. Il Governo e la maggioranza hanno cercato accordi soltanto al loro interno, nella vicenda che ha accompagnato il formarsi di questa modifica, profonda e radicale, della Costituzione. Il Governo e la maggioranza – ripeto – hanno cercato accordi al loro interno e, ogni volta che hanno modificato il testo e trovato l'accordo tra di loro, hanno blindato tale accordo. Avete sistematicamente escluso ogni disponibilità ad esaminare le proposte dell'opposizione o anche soltanto a discutere con l'opposizione. Ciò perché non volevate rischiare di modificare gli accordi al vostro interno, i vostri difficili accordi interni.[2]
  • Studiare insieme [...] mi ha fatto capire che si cresce se si cresce insieme, ci si realizza se ci si realizza insieme, che si è davvero liberi, liberi dall'ignoranza, liberi dal bisogno, liberi dalla violenza, se liberi lo sono anche gli altri.[3]
  • [...] mutano le stagioni, mutano le condizioni di vita, ma c'è qualcosa che rimane costantemente inalterato ed è il complesso dei valori che danno senso alla vita e alla condizione umana: [...] la dignità della persona, il bene comune, il rispetto degli altri, la responsabilità [...] con cui viviamo lo stesso tempo. Questo complesso di valori è quello che la cultura aiuta a individuare e a fare proprio.[3]
  • Grazie, il pensiero va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini. È sufficiente questo. (dalle prime parole pronunciate da Mattarella dopo la comunicazione ufficiale della sua elezione alla carica di Presidente della Repubblica Italiana[4])
  • L'alleanza tra Nazioni e popolo seppe battere l'odio nazista, razzista, antisemita e totalitario di cui questo luogo è simbolo doloroso. La stessa unità in Europa e nel mondo saprà battere chi vuole trascinarci in una nuova stagione di terrore. (durante la visita alle fosse ardeatine il giorno dell'elezione a Presidente della Repubblica Italiana[4])
  • L'Europa deve riprendere a crescere, a sviluppare la propria integrazione. Soltanto così potrà continuare ad alimentare speranze per le nuove generazioni.[5]
  • È vero, c'è una corruzione che vediamo diffusa come se ci fosse una sorta di concezione rapinatoria della vita. La corruzione, il potere fine a se stesso, sono conseguenza di una caduta della politica. Di un suo impoverimento.[6]
  • I giovani si allontanano e perdono fiducia perché la politica, spesso, si inaridisce. Perde il legame con i suoi fini oppure perde il coraggio di indicarli chiaramente. La politica smarrisce il suo senso se non è orientata a grandi obiettivi per la umanità, se non è orientata alla giustizia, alla pace, alla lotta contro le esclusioni e contro le diseguaglianze. La politica diventa poca cosa se non è sospinta dalla speranza di un mondo sempre migliore. Anzi, dal desiderio di realizzarlo. E di consegnarlo a chi verrà dopo, a chi è giovane, a chi deve ancora nascere. La politica, deve saper affrontare i problemi reali, ha bisogno di concretezza.[6]
  • La pace nasce dalla coerenza, dalla legalità, dal rispetto dell'altro, dal far proprie le speranze e le esigenze degli altri. La pace nasce dalla fatica di dire no quando è necessario.[6]
  • In occasione della nona Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia, istituita per iniziativa del Parlamento Europeo nel 2007, desidero incoraggiare quanti in questi anni si sono battuti e continuano a battersi contro ogni forma di discriminazione basata sull'orientamento sessuale delle persone. [...] Il principio di uguaglianza, sancito dalla nostra Costituzione e affermato nella Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione europea, non è soltanto un asse portante del nostro ordinamento e della nostra civiltà. Esso costituisce un impegno incessante per le istituzioni e per ciascuno di noi. Rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della personalità umana è una responsabilità primaria, dalla quale discende la qualità del vivere civile e della stessa democrazia. [...] Le discriminazioni, le violenze morali e fisiche, non sono solo una grave ferita ai singoli, ma offendono la libertà di tutti, insidiano la coesione sociale, limitano la crescita civile. Dobbiamo promuovere il rispetto delle differenze laddove invece la diversità scatena reazioni intolleranti. E dobbiamo parlarne con i giovani, perché purtroppo continuano a registrarsi atti di bullismo contro ragazze e ragazzi, che talvolta spingono alla disperazione. Si tratta di espressioni di disumanità insopportabili che vanno contrastate con un'azione educativa ispirata alla bellezza di una società aperta, solidale e ricca di valori. [...] Contro l'inciviltà delle discriminazioni e delle violenze molta strada è stata fatta, eppure il cammino è ancora lungo. È il cammino di una libertà come pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale come in quella economica, nelle sfera personale come in quella affettiva. Libertà anche come responsabilità. È compito della società nel suo insieme abbattere i pregiudizi dell'intolleranza. E costruire al loro posto una cultura che assuma l'inclusione come obiettivo sociale, che applichi il principio di eguaglianza alle minoranze, che contrasti l'omofobia e la transfobia, perché la piena affermazione di ogni persona è una ricchezza inestimabile per l'intera comunità.[7]
  • Il terrorismo, alimentato anche da fanatiche distorsioni della fede in Dio, sta cercando di introdurre nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in Africa i germi di una Terza guerra mondiale. Sta alla nostra responsabilità fermarla.[8]
  • [Su Expo 2015] È per me un onore concludere l'esposizione universale del 2015 che l'Italia ha offerto al mondo intero come un ponte per il futuro. I risultati vanno oltre la cifra dei 21 milioni. I risultati includono i tanti Paesi coinvolti nella rete del dialogo e della ricerca. Abbiamo guardato al cibo come lingua comune dei popoli, che non vuol dire omologazione, ma rispetto delle culture e delle loro radici, scoperta di valori profondi.[9]
  • Sconfiggere le mafie è possibile, oltre a essere una necessità vitale per l'equilibrio e lo sviluppo del Paese. Pio La Torre ha testimoniato che le mafie possono essere duramente colpite ogni volta che si realizza una convergenza tra le forze positive della società.[10]
  • Questa giornata [la Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia] offre l'occasione di riflettere sulla centralità della dignità umana e sul diritto di ogni persona di percorrere la vita senza subire discriminazioni. La piena realizzazione di questa libertà, che deve appartenere a tutti, indipendentemente dall'orientamento sessuale delle persone, è essenziale per la costruzione di un ordinamento che garantisca il pieno rispetto dei diritti fondamentali e costituisca un pilastro della convivenza civile, in applicazione del principio di uguaglianza sancito dall'articolo tre della Costituzione. Sulla capacità di respingere ogni forma di intolleranza si misura la maturità della nostra società. L'intolleranza affonda infatti le sue radici nel pregiudizio e deve essere contrastata attraverso l'informazione, la conoscenza, il dialogo, il rispetto.[11]
  • La non accettazione delle diversità genera violenza e per questo va contrastata con determinazione. È inaccettabile che l'orientamento sessuale delle persone costituisca il pretesto per offese e aggressioni. Così come è inaccettabile che ciò determini discriminazioni sul lavoro e nelle attività economiche e sociali. Dietro queste forme di degenerazione del vivere civile vi è il rifiuto di conoscere e accettare le peculiarità di ciascuno. La Costituzione richiede, all'articolo 2, di garantire il pieno rispetto dei diritti fondamentali di ognuno, non solo come singolo ma anche nelle formazioni sociali in cui si realizza la sua personalità. E la Corte costituzionale ci ha ricordato che la realizzazione di questi diritti, non può essere condizionata dall'orientamento sessuale, perché tra i compiti della Repubblica vi è quello di garantire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione.[11]
  • L'Italia è, per condizione geografica, storia e cultura, ponte tra Africa ed Europa.[12]
  • Il 2 giugno del 1946, dopo il duro ventennio fascista e la sciagura della guerra, l'Italia entrava a far parte a pieno titolo del novero delle nazioni libere e democratiche. E questo accadde, si badi bene, non soltanto perché la forma repubblicana prevalse su quella monarchica, ma perché, per la prima volta nella storia della nazione, ritrovata la libertà, la partecipazione al voto di tutti, uomini e donne, realizzava una piena democrazia. È stata l'introduzione dell'autentico suffragio universale a far compiere all'Italia il vero salto di qualità, trasformandola in un Paese in cui tutti i cittadini concorrono, in egual misura, a determinare, con il loro voto, le scelte fondamentali della vita nazionale. Furono i cittadini a scegliere la forma di Stato, ad eleggere i membri dell'Assemblea costituente, a determinare la formazione dei governi. Per questo credo che oggi si possa affermare che la festa del 2 giugno è la festa della libertà di scelta: e per questo è la festa che riunisce tutti gli italiani.[13]
  • La corruzione in Italia – ma non solo in Italia – esiste. È un fenomeno grave, perché divora risorse, nega diritti e mina il rapporto di fiducia tra lo Stato e i cittadini. Ma non sarebbe giusto pensare che tutto il Paese sia così o che sia in balìa della corruzione. Abbiamo anticorpi per combatterla. A differenza di altri luoghi, da noi viene combattuta e, spesso, scoperta e sanzionata. La risposta delle istituzioni esiste e si fa sentire con vigore. Non sempre, ripeto, accade così nel resto del mondo.[13]
  • Lampedusa è la porta d'Europa e la base per un ponte tra i continenti. L'isola ha offerto a chi è arrivato, e la sente come seconda patria, il volto migliore dell'Europa.[14]
  • Il processo di integrazione continentale nasce per abbattere distanze, rendere più vicine le persone, garantendo a ogni europeo, ovunque egli risieda, di condurre la propria vita con diritti, doveri e tutele avanzati, comuni e difesi – insieme – al di fuori dei propri confini nazionali e di quelli dell'Unione Europea.[15]
  • La volontà di rimuovere le barriere tra persone è alla base del sostegno che l'Italia ha sempre assicurato alla aspirazione di Bucarest di completare il percorso di integrazione europea, attraverso la sua piena partecipazione al sistema Schengen.[15]
  • Con le guerre non si risolvono i problemi. Se ne creano dei nuovi. Tutte le guerre creano nuovi problemi, in particolare quelle grandi, quelle mondiali. E in fondo la guerra è ingiusta. Di solito sono leader incapaci e avventati a causare le guerre, ma poi sono le popolazioni civili e i soldati, per lo più innocenti, che le patiscono. La Grande Guerra, in seguito detta Prima guerra mondiale, è un chiaro esempio di questo tragico assunto. Non era necessaria, non era inevitabile. Il mondo e l'umanità non erano destinati a questa deriva morale. Ma così fu deciso dai leader politici e militari, erroneamente convinti che la guerra avrebbe risolto problemi e sarebbe stata di breve durata. Niente di tutto questo era vero. Questa ecatombe mondiale durata quattro anni non risolse alcun problema. Al contrario, nuovi problemi si aggiunsero. Fino al punto che, dopo venti anni, l'umanità venne travolta da un altro, ancor più terribile conflitto mondiale. E questo fu così incomprensibilmente mostruoso da cancellare la memoria storica dell'orrore della Prima guerra mondiale.[16]
  • La geografia – e la storia – hanno posto su un sentiero comune Grecia e Italia, centri di irradiazione di una civiltà che ha posto l'essere umano al centro della propria riflessione. Ciò ha consentito di percorrere un lungo cammino, le cui tappe sono state segnate dall'emergere del concetto stesso di cittadinanza e di autogoverno – il Demos, incarnato dalle antiche Poleis greche – successivamente declinato nelle molteplici vicende che hanno caratterizzato la storia dei nostri popoli, sino alla rinascita nazionale vissuta nell'Ottocento. Se la democrazia è lo spazio ideale – concretamente vissuto e quotidianamente alimentato – che ci accomuna, il Mediterraneo rappresenta lo spazio fisico della nostra storia.[17]
  • Sono trascorsi cinque anni dalla morte di Oscar Luigi Scalfaro, uno dei costruttori della nostra democrazia, che ha servito il Paese con passione, coerenza e rigore morale, contribuendo al rafforzamento delle istituzioni in momenti non facili. Scalfaro ha impegnato la sua intelligenza e la sua umanità, sin dalla Liberazione e dall'Assemblea Costituente, nella concreta realizzazione di quegli ideali di libertà, di coesione sociale, di uguaglianza nei diritti e nei doveri, alla base poi del testo costituzionale. La Costituzione divenuta per lui, giorno dopo giorno, non soltanto la pietra angolare su cui è edificata la nostra casa comune, ma un elemento fondante la sua testimonianza, il traguardo a cui tendere sempre, per migliorare il nostro modello sociale e allargare le opportunità e le libertà. Onore e rettitudine hanno guidato Scalfaro nell'assolvimento dei compiti di Capo dello Stato, così come aveva fatto in tutte le funzioni pubbliche e nei ruoli istituzionali che gli erano stati affidati. Una coerenza di vita che ha legato strettamente convincimenti personali e impegno pubblico, e che è stata testimoniata fino all'ultima volontà, quella di fare della sua abitazione di Novara un luogo di accoglienza e sostegno per persone povere e in difficoltà. Convinto del fondamento etico della politica democratica, Oscar Luigi Scalfaro ha accompagnato dal Quirinale una stagione di cambiamenti profondi, che hanno segnato la storia repubblicana. La sua linea-guida è sempre stata l'interesse dell'Italia, con la salvaguardia e il rafforzamento dei valori costitutivi, primo fra tutti l'unità nazionale. Alla sua figura continua ad andare l'ammirazione e il pensiero riconoscente degli italiani.[18]
  • Adriano è stato l'Imperatore romano filelleno per antonomasia, il sovrano illuminato che ha scelto Atene quale capitale culturale dell'Impero, oltre che sua patria d'elezione, nella quale scelse di trascorrere lunghi periodi della propria vita. La sua figura sollecita una riflessione, rivolta soprattutto ai giovani e incentrata sull'armonia tra tradizione dell'Occidente e tradizione dell'Oriente; sul conseguimento della pace come condizione necessaria per la ricerca della prosperità; sullo studio e la riflessione per comprendere appieno il mondo, complesso, che ci circonda. Non si tratta, quindi, della celebrazione di un uomo quanto, piuttosto, del valore della tendenza, di cui egli si rese protagonista. Quella di interpretare i propri tempi, valutarne le dinamiche e impostare una strategia.[17]
  • Il libero mercato è indispensabile, ma non può essere il solo mercato a dettare le regole di un modello sociale. Il modello sociale europeo è fatto da diritti, da solidarietà. È evidente che questo va perseguito.[19]
  • La crisi siriana ha avuto conseguenze molto forti anzitutto per i siriani e in secondo luogo per l'Europa. Ma l'Europa era sostanzialmente assente nell'influenza in quel teatro durante quella crisi. Vi erano Paesi europei presenti, in funzione non certamente decisiva; i protagonisti erano altri, ma le conseguenze erano in Europa. La mancanza di linee comuni di politica estera e di difesa si è avvertita in grande misura in quella circostanza, e continua ad avvertirsi.[20]
  • A ogni mese di settembre l'apertura dell'anno scolastico rappresenta una svolta nel ritmo della vita del nostro Paese.[21]
  • Nella scuola si cresce, ci si incontra, si sviluppano cultura, affetti, solidarietà, conoscenza reciproca. Si sperimenta la vita di comunità, il senso civico.[21]
  • Quando si danneggia una scuola, viene ferita, in realtà, l'intera comunità nazionale.[21]
  • Biagi è stato una delle figure di maggior spicco del giornalismo italiano del dopoguerra. Il suo talento per la scrittura si è unito a una grande passione civile, e a una curiosità sempre viva non soltanto per ciò che cambiava nei costumi ma anche negli strumenti e nelle modalità della comunicazione. Da giovane scelse la Resistenza, e questo suo impegno partigiano per la libertà e la democrazia rimase per lui un punto fermo, un tratto indelebile della sua identità di cittadino e di giornalista. La forza delle proprie idee, tuttavia, non fece mai venir meno in Biagi la convinzione di una necessaria autonomia del giornalista, di una irrinunciabile capacità di analisi che doveva esercitarsi su tutti i protagonisti della cronaca proprio per rendere un servizio corretto al pubblico. Biagi ha espresso una grande qualità professionale dando un contributo significativo alla conoscenza e alla libera critica, sale essenziale della vita democratica.[22]
  • Ogni aggressione, ogni vessazione diretta ai danni di ogni donna, espressioni dell'idea primitiva che le donne non abbiano il diritto di realizzarsi e di decidere per se stesse, è una violenza di genere e una violazione della dignità della persona. Contro questo atteggiamento l'intera comunità deve sapersi opporre fermamente.[23]
  • [...] Filippo Turati, padre del Socialismo Italiano, personalità di grande prestigio, che ha contribuito alla crescita del movimento dei lavoratori, all'affermazione di fondamentali diritti civili e sociali e, così, a un allargamento delle basi democratiche dello stato liberale.[24]
  • Turati continuò fino alle ultime sue forze a sostenere le ragioni dell'unità antifascista, e si spese per promuoverla tra gli italiani rifugiati all'estero. La sua eredità ideale, la sua testimonianza, il suo impegno, restano alle radici della nostra democrazia e sono iscritte, insieme alle tracce di altri uomini coraggiosi, nei principi della Carta costituzionale nata dalla Liberazione. Turati non ebbe la fortuna di veder il ritorno della libertà, ma contribuì a che la sua fiammella non si spegnesse negli anni bui della dittatura e per questo il Paese lo ricorda con gratitudine e riconoscenza.[24]
  • Ogni morte sul lavoro è una perdita irreparabile per l'intera società.[25]
  • Il lavoro costituisce il cardine del patto di cittadinanza su cui si fonda la nostra Repubblica ed è un diritto del lavoratore e un dovere della società che vengano rispettate ed applicate le norme sulla sicurezza. In questi dieci anni nella prevenzione degli incidenti e nel supporto agli infortunati sul lavoro sono stati fatti passi avanti, ma resta ancora molto da fare per far sì che la sicurezza venga considerata essa stessa un volano che contribuisce allo sviluppo.[25]
  • L'Università di Porto si contraddistingue [...] per la sua operosità, per la sua vocazione all'apertura, al dinamismo, all'internazionalità qualità che le consentono di interpretare nel modo più efficace e autentico il ruolo che il sistema universitario deve svolgere, quello di contribuire alla formazione degli europei di domani, forgiando talenti che sappiano adattarsi a una realtà in così profonda e rapida trasformazione.[26]
  • La corruzione può essere combattuta soltanto attraverso il convinto coinvolgimento etico e culturale di ciascuno nella società, diretto ad affermare, senza esitazioni o timidezze, il primato della legalità, non essendo esaustiva la repressione penale.[27]
  • La corruzione rappresenta un fattore di rallentamento della competitività e della produttività, danneggia gravemente il sistema economico, impedendo la valorizzazione delle elevate professionalità che il nostro paese vanta, influisce negativamente sui traffici e le relazioni internazionali.[27]
  • Con l'adozione, quasi 70 anni fa, della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite non ha soltanto fatto propria una serie di principi di fondamentale importanza giuridica e politica, ma ha fornito alla comunità internazionale uno strumento essenziale per orientare l'attività degli Stati verso il riconoscimento e la tutela dei diritti di ogni persona.[28]
  • [...] il rispetto per la dignità umana e la promozione dei principi di uguaglianza e giustizia costituiscono i pilastri di una società giusta, capace di rispettare le differenze e di valorizzare il contributo che ciascuno offre al benessere generale.[28]
  • In questi mesi di un secolo fa i diciottenni di allora – i ragazzi del '99 – vennero mandati in guerra, nelle trincee. Molti vi morirono. Oggi i nostri diciottenni vanno al voto, protagonisti della vita democratica. Propongo questa riflessione perché, talvolta, corriamo il rischio di dimenticare che, a differenza delle generazioni che ci hanno preceduto, viviamo nel più lungo periodo di pace del nostro Paese e dell'Europa. Non avviene lo stesso in tanti luoghi del mondo. Assistiamo, persino, al riaffacciarsi della corsa all'arma nucleare. Abbiamo di fronte, oggi, difficoltà che vanno sempre tenute ben presenti. Ma non dobbiamo smarrire la consapevolezza di quel che abbiamo conquistato: la pace, la libertà, la democrazia, i diritti. Non sono condizioni scontate, né acquisite una volta per tutte. Vanno difese, con grande attenzione, non dimenticando mai i sacrifici che sono stati necessari per conseguirle.[29]
  • Il cammino dell'umanità, purtroppo, è costellato di stragi, uccisioni, genocidi. Tutte le vittime dell'odio sono uguali e meritano uguale rispetto. Ma la Shoah – per la sua micidiale combinazione di delirio razzista, volontà di sterminio, pianificazione burocratica, efficienza criminale – resta unica nella storia d'Europa.[30]
  • Leggi razziali – che, oggi, molti studiosi preferiscono chiamare "leggi razziste"- rappresentano un capitolo buio, una macchia indelebile, una pagina infamante della nostra storia.[30]
  • Sorprende sentir dire, ancora oggi, da qualche parte, che il fascismo ebbe alcuni meriti, ma fece due gravi errori: le leggi razziali e l'entrata in guerra. Si tratta di un'affermazione gravemente sbagliata e inaccettabile, da respingere con fermezza. Perché razzismo e guerra non furono deviazioni o episodi rispetto al suo modo di pensare, ma diretta e inevitabile conseguenza. Volontà di dominio e di conquista, esaltazione della violenza, retorica bellicistica, sopraffazione e autoritarismo, supremazia razziale, intervento in guerra contro uno schieramento che sembrava prossimo alla sconfitta, furono diverse facce dello stesso prisma.[30]
  • «Il "Manifesto della Razza" firmato da professori, medici, intellettuali, venne fatto proprio dal fascismo il 25 luglio di 80 anni or sono. Questa presa di posizione rimane la più grave offesa recata dalla scienza e dalla cultura italiana alla causa dell’umanità. La aberrazione dell’affermazione della supremazia di uomini su altri uomini considerati di razze inferiori, la volontà di dominio che esprimeva, la violenza, segregazione, pulizia etnica che portava con sé, avrebbero segnato nel profondo la storia del XX secolo e, con essa, la coscienza dei popoli. La finalità era dare al razzismo basi scientifiche, con un atto di servilismo verso il regime e il suo potere dittatoriale, con un capovolgimento dell’etica umana.[31]
  • Il ricordo della tragedia di Marcinelle rimane parte indelebile della memoria collettiva del nostro Paese e dei Paesi che ne furono colpiti. Il sacrificio dei duecentosessantadue lavoratori, tra i quali centotrentasei connazionali, è destinato a richiamare alla memoria di tutti noi il valore delle sofferenze e del coraggio dei migranti in terra straniera alla ricerca di un futuro migliore per le loro famiglie, da costruire con il loro lavoro.[32]
  • Il diritto al lavoro, fondamento della Repubblica italiana, continua a rappresentare il principio cardine intorno al quale ruota il nostro sistema sociale e si esprime il principio di cittadinanza. La promozione dell’occupazione e la tutela piena della salute dei lavoratori costituiscono, oggi come ieri, sfide fondamentali nell’attuale contesto economico europeo e nel quadro del processo di integrazione continentale, nel cui ambito lo sviluppo del "pilastro sociale" appare irrinunciabile.[32]

Citazioni su Sergio MattarellaModifica

  • Abbiamo pensato di proporre una persona la cui esperienza personale e istituzionale garantisca sette anni di autorevole guida al Colle. [...] La proposta che vogliamo formularvi è quella che riguarda Sergio Mattarella. (Matteo Renzi)
  • È molto bello un uomo che si ricorda degli altri esseri umani. Quell'uomo, che avevo visto solo quando tirava fuori il corpo del fratello dalla macchina, adesso è Presidente della Repubblica. Avevamo fatto una decina di foto, io e Franco Zecchin. Oggi questa foto non è più la foto di allora, non è più mia, è entrata dentro la storia. Un Presidente della Repubblica che ha questo background non ci abbandona. Quello che non hanno fatto in precedenza gli altri, lo farà lui. (Letizia Battaglia)
  • È l'uomo più serio e composto che abbia mai visto. È così serio che in confronto Clint Eastwood sembra Stanlio. (Maurizio Crozza)
  • Il silenzio di Mattarella di fronte allo scempio della Costituzione fatto da Renzie [Matteo Renzi], mai eletto neppure in Parlamento che ieri notte si aggirava come un bullo in parlamento a provocare le opposizioni. Questo silenzio è inquietante, forse peggio dei moniti di Napolitano. (Beppe Grillo)
  • Mattarella viene da una storia e da una cultura politica molto diverse dalla mia, ma gli ho sempre riconosciuto preparazione e autorevolezza, dignità e garbo istituzionale. E poi non posso dimenticare come il suo impegno politico nasca da un grande valore morale e civile, come risposta a un gravissimo atto di criminalità che lo ha colpito negli affetti più cari. La sua famiglia ha pagato un alto prezzo di sangue alla causa della democrazia, della legalità, della libertà. Da capo dello Stato si sta dimostrando, e non ne ho mai dubitato, all'altezza del ruolo. (Silvio Berlusconi)
  • Nel centrosinistra una delle persone più eminenti è il ministro Sergio Mattarella, un politico serio e preparato. Il motivo, però, della sua permanenza ai vertici non è tanto legato a queste qualità quanto alla affidabilità che egli riscuote all'interno della delegazione di appartenenza. Mattarella resterà, con molta probabilità, nella storia della Repubblica per aver inventato il «mattarellum», la legge elettorale che ha bloccato «sull'orlo del baratro» la spinta riformatrice che stava spazzando via il vecchio sistema di potere.[33] (Nino Alongi)
  • Qualcuno ha detto di Mattarella: in politica è tenacissimo e insistente, come la goccia che cade. (Giampaolo Pansa)
  • Sergio Mattarella è stato un uomo di partito, di corrente, di polemiche aspre. È stato l'uomo che all'indomani del ribaltone che defenestra Romano Prodi diventa il vicepresidente del Consiglio con D'Alema. (Claudio Martelli)

NoteModifica

  1. a b Dall'intervista di Giampaolo Pansa, L'ultimo dei morotei contro i re delle tessere, La Repubblica, 7 febbraio 1989.
  2. Dal resoconto stenografico dell'Assemblea della Camera dei deputati – XIV Legislatura – Seduta n. 692 del 20 ottobre 2005, p. 29.
  3. a b Da un'intervista rilasciata al Movimento Studenti di Azione Cattolica nel 2010.
  4. a b Citato in Sergio Mattarella: “Pensiero va alle speranze e alle difficoltà dei concittadini”, Il Fatto Quotidiano.it, 31 gennaio 2015.
  5. Citato in Mattarella a Berlino: “L'Europa deve cambiare passo per tornare a crescere”, Il Fatto Quotidiano.it, 2 marzo 2015.
  6. a b c Durante l'intervento al Serming di Torino; citato in Mattarella: "Corruzione diffusa, è concezione rapinatoria vita", Repubblica.it, 14 maggio 2015.
  7. Citato in Mattarella: «Gay, discriminazioni e violenze offendono libertà di tutti», Corriere.it, 17 maggio 2015.
  8. Da un messaggio inviato al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini del 2015; citato in Mattarella: fermare terrorismo, Tgcom24.it, 19 agosto 2015.
  9. Durante la cerimonia conclusiva dell'Expo 2015 all'Open Air Theatre; citato in Stefano Rizzato, Expo chiude. Mattarella: "L'Italia ha vinto la sfida", Lastampa.it, 31 ottobre 2015.
  10. Citato in Mattarella: «Sconfiggere la mafia è possibile, cittadini siano protagonisti», ilsole24ore.com, 30 aprile 2016.
  11. a b Citato in Mattarella: la Giornata mondiale contro l'omofobia e la transfobia «occasione di riflettere sulla centralità della dignità umana e sul diritto di ogni persona di percorrere la vita senza subire discriminazioni», Quirinale.it, 17 maggio 2016; ripreso da Giornata mondiale contro l'omofobia, Mattarella: "Stop a discriminazioni", Repubblca.it, 17 maggio 2016.
  12. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della sessione d'apertura della I Conferenza ministeriale Italia-Africa, Quirinale.it, Roma, 18 maggio 2016.
  13. a b Dall'intervista di Marzio Breda, Il 2 giugno, un'Italia migliore, Quirinale.it, 2 giugno 2016.
  14. Citato in Mattarella:«Lampedusa è il volto migliore dell'Europa», famigliacristiana.it, 4 giugno 2016.
  15. a b Dal Saluto del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Forum Economico italo-romeno "Gli investimenti italiani in Romania: un percorso europeo nell'economia globale", Qurinale.it, Bucarest, 14 giugno 2016.
  16. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor in occasione dell'inaugurazione di una targa commemorativa dei caduti sloveni nella Prima Guerra Mondiale a Doberdò del Lago, Doberdò del Lago, 26 ottobre 2016.
  17. a b Dal discordo in occasione del Brindisi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Colazione offerta dal Presidente della Repubblica Ellenica, Atene, 17 gennaio 2017.
  18. Dalla commemorazione nel quinto anniversario della morte di Oscar Luigi Scalfaro, Dichiarazione del Presidente Mattarella nel quinto anniversario della scomparsa di Oscar Luigi Scalfaro, Quirinale.it, 29 gennaio 2017.
  19. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della prima sessione di lavoro della XIII Riunione informale dei Capi di Stati del Gruppo Arraiolos, Malta, La Valletta, 14 settembre 2017.
  20. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della seconda sessione di lavoro della XIII Riunione informale dei Capi di Stati del Gruppo Arraiolos, Malta, La Valletta, 15 settembre 2017.
  21. a b c Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di inaugurazione dell'anno scolastico, Taranto, 18 settembre 2017.
  22. Dal Dichiarazione del Presidente Mattarella nel decennale della scomparsa di Enzo Biagi, Roma, 6 novembre 2017.
  23. Dal Messaggio del Presidente Mattarella in occasione del Seminario "Fermare la violenza contro le donne. Insieme si può fare", Roma, 23 novembre 2017.
  24. a b Dalla Dichiarazione del Presidente Mattarella nel 160° anniversario della nascita di Filippo Turati, Roma, 26 novembre 2017.
  25. a b Dalla Dichiarazione del Presidente Mattarella in occasione del X anniversario dell'incendio dell'acciaieria ThyssenKrupp, Roma, 5 dicembre 2017.
  26. Dall'[Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del conferimento del Dottorato "honoris causa" da parte dell'Università di Porto], Porto, 7 dicembre 2017.
  27. a b Dalla Dichiarazione del Presidente Mattarella in occasione della Giornata internazionale contro la corruzione, Roma, 9 dicembre 2017.
  28. a b Dalla Dichiarazione del Presidente Mattarella in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani, Roma, 10 dicembre 2017.
  29. Dal messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Roma, Palazzo del Quirinale, 31 dicembre 2017.
  30. a b c Dall'intervento alla celebrazione del "Giorno della Memoria" 2018. Video disponibile su Repubblica.it.
  31. Da Dichiarazione del Presidente Mattarella per l’ottantesimo anniversario del “Manifesto della Razza”, Quirinale.it, Roma, 25 luglio 2018.
  32. a b Da Messaggio del Presidente Mattarella in occasione dell'anniversario della tragedia di Marcinelle, Quirinale.it. Roma, 8 agosto 2018.
  33. Da La politica delle tribù: tre anni di cronaca siciliana, Rubbettino Editore, 2002, p. 19. ISBN 9788849803563.

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