Sergio Mattarella

politico, giurista, accademico e avvocato italiano (1941), 12º Presidente della Repubblica Italiana

Sergio Mattarella (1941 – vivente), politico e giurista italiano, 12º Presidente della Repubblica Italiana.

Sergio Mattarella

Citazioni di Sergio MattarellaModifica

  Citazioni in ordine temporale.

1989Modifica

  • In tutto l'Occidente è in corso un processo per cui i veri centri di decisione rischiano di trasferirsi fuori dalla politica. Guardi che la mia non è una difesa interessata del mestiere di politico. Esiste davvero il pericolo che la politica diventi una sovrastruttura che galleggia su altri centri di potere né palesi né responsabili. La politica, invece, dev'essere un punto alto di mediazione nell'interesse generale. Se la politica non è in grado d'esser questo, le istituzioni saltano e prevale chi ha più forza economica o più forza di pressione, che è poi lo stesso.[fonte 1]
  • C'è infine lo sforzo per recuperare il senso dello Stato. Non mi faccia dire di più. Il confine fra attività pubblica e interessi privati va ristabilito in modo rigido. [...] È il presupposto da cui discende un altro livello di problemi: come ridare efficienza alla pubblica amministrazione, in quale modo realizzare di nuovo lo Stato sociale in condizioni tanto cambiate, come aggredire davvero la differenza tra il Nord e il Mezzogiorno d'Italia.[fonte 1]

2005Modifica

  • Oggi, voi del Governo [Berlusconi] e della maggioranza state facendo la «vostra» Costituzione. L'avete preparata e la volete approvare voi, da soli, pensando soltanto alle vostre esigenze, alle vostre opinioni e ai rapporti interni alla vostra maggioranza. Il Governo e la maggioranza hanno cercato accordi soltanto al loro interno, nella vicenda che ha accompagnato il formarsi di questa modifica, profonda e radicale, della Costituzione. Il Governo e la maggioranza – ripeto – hanno cercato accordi al loro interno e, ogni volta che hanno modificato il testo e trovato l'accordo tra di loro, hanno blindato tale accordo. Avete sistematicamente escluso ogni disponibilità ad esaminare le proposte dell'opposizione o anche soltanto a discutere con l'opposizione. Ciò perché non volevate rischiare di modificare gli accordi al vostro interno, i vostri difficili accordi interni.[fonte 2]

2010Modifica

  • Studiare insieme [...] mi ha fatto capire che si cresce se si cresce insieme, ci si realizza se ci si realizza insieme, che si è davvero liberi, liberi dall'ignoranza, liberi dal bisogno, liberi dalla violenza, se liberi lo sono anche gli altri.[fonte 3]
  • [...] mutano le stagioni, mutano le condizioni di vita, ma c'è qualcosa che rimane costantemente inalterato ed è il complesso dei valori che danno senso alla vita e alla condizione umana: [...] la dignità della persona, il bene comune, il rispetto degli altri, la responsabilità [...] con cui viviamo lo stesso tempo. Questo complesso di valori è quello che la cultura aiuta a individuare e a fare proprio.[fonte 3]

2015Modifica

  • Grazie, il pensiero va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini. È sufficiente questo. (dalle prime parole pronunciate da Mattarella dopo la comunicazione ufficiale della sua elezione alla carica di Presidente della Repubblica Italiana[fonte 4])
  • L'alleanza tra Nazioni e popolo seppe battere l'odio nazista, razzista, antisemita e totalitario di cui questo luogo è simbolo doloroso. La stessa unità in Europa e nel mondo saprà battere chi vuole trascinarci in una nuova stagione di terrore. (durante la visita alle fosse ardeatine il giorno dell'elezione a Presidente della Repubblica Italiana[fonte 4])
  • [Sul massacro delle foibe] Per troppo tempo le sofferenze patite dagli italiani giuliano-dalmati con la tragedia delle foibe e dell'esodo hanno costituito una pagina strappata nel libro della nostra storia.[1]
  • L'Europa deve riprendere a crescere, a sviluppare la propria integrazione. Soltanto così potrà continuare ad alimentare speranze per le nuove generazioni.[fonte 5]
  • È vero, c'è una corruzione che vediamo diffusa come se ci fosse una sorta di concezione rapinatoria della vita. La corruzione, il potere fine a se stesso, sono conseguenza di una caduta della politica. Di un suo impoverimento.[fonte 6]
  • I giovani si allontanano e perdono fiducia perché la politica, spesso, si inaridisce. Perde il legame con i suoi fini oppure perde il coraggio di indicarli chiaramente. La politica smarrisce il suo senso se non è orientata a grandi obiettivi per la umanità, se non è orientata alla giustizia, alla pace, alla lotta contro le esclusioni e contro le diseguaglianze. La politica diventa poca cosa se non è sospinta dalla speranza di un mondo sempre migliore. Anzi, dal desiderio di realizzarlo. E di consegnarlo a chi verrà dopo, a chi è giovane, a chi deve ancora nascere. La politica, deve saper affrontare i problemi reali, ha bisogno di concretezza.[fonte 6]
  • La pace nasce dalla coerenza, dalla legalità, dal rispetto dell'altro, dal far proprie le speranze e le esigenze degli altri. La pace nasce dalla fatica di dire no quando è necessario.[fonte 6]
  • In occasione della nona Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia, istituita per iniziativa del Parlamento Europeo nel 2007, desidero incoraggiare quanti in questi anni si sono battuti e continuano a battersi contro ogni forma di discriminazione basata sull'orientamento sessuale delle persone. [...] Il principio di uguaglianza, sancito dalla nostra Costituzione e affermato nella Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione europea, non è soltanto un asse portante del nostro ordinamento e della nostra civiltà. Esso costituisce un impegno incessante per le istituzioni e per ciascuno di noi. Rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della personalità umana è una responsabilità primaria, dalla quale discende la qualità del vivere civile e della stessa democrazia. [...] Le discriminazioni, le violenze morali e fisiche, non sono solo una grave ferita ai singoli, ma offendono la libertà di tutti, insidiano la coesione sociale, limitano la crescita civile. Dobbiamo promuovere il rispetto delle differenze laddove invece la diversità scatena reazioni intolleranti. E dobbiamo parlarne con i giovani, perché purtroppo continuano a registrarsi atti di bullismo contro ragazze e ragazzi, che talvolta spingono alla disperazione. Si tratta di espressioni di disumanità insopportabili che vanno contrastate con un'azione educativa ispirata alla bellezza di una società aperta, solidale e ricca di valori. [...] Contro l'inciviltà delle discriminazioni e delle violenze molta strada è stata fatta, eppure il cammino è ancora lungo. È il cammino di una libertà come pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale come in quella economica, nelle sfera personale come in quella affettiva. Libertà anche come responsabilità. È compito della società nel suo insieme abbattere i pregiudizi dell'intolleranza. E costruire al loro posto una cultura che assuma l'inclusione come obiettivo sociale, che applichi il principio di eguaglianza alle minoranze, che contrasti l'omofobia e la transfobia, perché la piena affermazione di ogni persona è una ricchezza inestimabile per l'intera comunità.[fonte 7]
  • Uscire dalla crisi non è facile. Signor Tarantino, anche se ci prestasse il suo mister Wolf, non credo che lui da solo riuscirebbe a risolvere tutti i problemi.[fonte 8]
  • Il terrorismo, alimentato anche da fanatiche distorsioni della fede in Dio, sta cercando di introdurre nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in Africa i germi di una Terza guerra mondiale. Sta alla nostra responsabilità fermarla.[fonte 9]
  • [Su Expo 2015] È per me un onore concludere l'esposizione universale del 2015 che l'Italia ha offerto al mondo intero come un ponte per il futuro. I risultati vanno oltre la cifra dei 21 milioni. I risultati includono i tanti Paesi coinvolti nella rete del dialogo e della ricerca. Abbiamo guardato al cibo come lingua comune dei popoli, che non vuol dire omologazione, ma rispetto delle culture e delle loro radici, scoperta di valori profondi.[fonte 10]

2016Modifica

  • Signore e Signori, sono davvero lieto di ricevere al Palazzo del Quirinale i partecipanti alla riunione Plenaria della Commissione Trilaterale. Quando, oltre quaranta anni fa, David Rockefeller ebbe l'intuizione di dar vita alla Commissione, si mosse nell'intento di capitalizzare le risorse e le energie degli ambienti imprenditoriali, culturali e sociali in America, Europa e Giappone, per superare le rigidità che sovente accompagnano le relazioni ufficiali tra Governi, così da fornire interpretazioni non formali ma originali di fenomeni complessi e dalle ampie ramificazioni. [...] I problemi – e non solo di politica internazionale – necessitano, infatti, di essere affrontati in un'ottica multidimensionale. Da qui la perdurante utilità di un foro di dialogo che possa favorire, avvalendosi di una ampia varietà di esperienze, una prospettiva strategica, di lungo periodo, sganciata da ogni ufficialità. [...] Luoghi di incontro come la Trilaterale sviluppano un metodo di lavoro che consente, attraverso il confronto tra sensibilità presenti nei gruppi dirigenti, la comprensione delle sfide che le nostre società si trovano a dover affrontare. I rapporti elaborati dalla Trilaterale costituiscono, da più di quarant'anni, un interessante stimolo per i policy makers.[fonte 11]
  • Sconfiggere le mafie è possibile, oltre a essere una necessità vitale per l'equilibrio e lo sviluppo del Paese. Pio La Torre ha testimoniato che le mafie possono essere duramente colpite ogni volta che si realizza una convergenza tra le forze positive della società.[fonte 12]
  • Questa giornata [la Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia] offre l'occasione di riflettere sulla centralità della dignità umana e sul diritto di ogni persona di percorrere la vita senza subire discriminazioni. La piena realizzazione di questa libertà, che deve appartenere a tutti, indipendentemente dall'orientamento sessuale delle persone, è essenziale per la costruzione di un ordinamento che garantisca il pieno rispetto dei diritti fondamentali e costituisca un pilastro della convivenza civile, in applicazione del principio di uguaglianza sancito dall'articolo tre della Costituzione. Sulla capacità di respingere ogni forma di intolleranza si misura la maturità della nostra società. L'intolleranza affonda infatti le sue radici nel pregiudizio e deve essere contrastata attraverso l'informazione, la conoscenza, il dialogo, il rispetto.[fonte 13]
  • La non accettazione delle diversità genera violenza e per questo va contrastata con determinazione. È inaccettabile che l'orientamento sessuale delle persone costituisca il pretesto per offese e aggressioni. Così come è inaccettabile che ciò determini discriminazioni sul lavoro e nelle attività economiche e sociali. Dietro queste forme di degenerazione del vivere civile vi è il rifiuto di conoscere e accettare le peculiarità di ciascuno. La Costituzione richiede, all'articolo 2, di garantire il pieno rispetto dei diritti fondamentali di ognuno, non solo come singolo ma anche nelle formazioni sociali in cui si realizza la sua personalità. E la Corte costituzionale ci ha ricordato che la realizzazione di questi diritti, non può essere condizionata dall'orientamento sessuale, perché tra i compiti della Repubblica vi è quello di garantire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione.[fonte 13]
  • L'Italia è, per condizione geografica, storia e cultura, ponte tra Africa ed Europa.[fonte 14]
  • Il 2 giugno del 1946, dopo il duro ventennio fascista e la sciagura della guerra, l'Italia entrava a far parte a pieno titolo del novero delle nazioni libere e democratiche. E questo accadde, si badi bene, non soltanto perché la forma repubblicana prevalse su quella monarchica, ma perché, per la prima volta nella storia della nazione, ritrovata la libertà, la partecipazione al voto di tutti, uomini e donne, realizzava una piena democrazia. È stata l'introduzione dell'autentico suffragio universale a far compiere all'Italia il vero salto di qualità, trasformandola in un Paese in cui tutti i cittadini concorrono, in egual misura, a determinare, con il loro voto, le scelte fondamentali della vita nazionale. Furono i cittadini a scegliere la forma di Stato, ad eleggere i membri dell'Assemblea costituente, a determinare la formazione dei governi. Per questo credo che oggi si possa affermare che la festa del 2 giugno è la festa della libertà di scelta: e per questo è la festa che riunisce tutti gli italiani.[fonte 15]
  • La corruzione in Italia – ma non solo in Italia – esiste. È un fenomeno grave, perché divora risorse, nega diritti e mina il rapporto di fiducia tra lo Stato e i cittadini. Ma non sarebbe giusto pensare che tutto il Paese sia così o che sia in balìa della corruzione. Abbiamo anticorpi per combatterla. A differenza di altri luoghi, da noi viene combattuta e, spesso, scoperta e sanzionata. La risposta delle istituzioni esiste e si fa sentire con vigore. Non sempre, ripeto, accade così nel resto del mondo.[fonte 15]
  • Lampedusa è la porta d'Europa e la base per un ponte tra i continenti. L'isola ha offerto a chi è arrivato, e la sente come seconda patria, il volto migliore dell'Europa.[fonte 16]
  • Il processo di integrazione continentale nasce per abbattere distanze, rendere più vicine le persone, garantendo a ogni europeo, ovunque egli risieda, di condurre la propria vita con diritti, doveri e tutele avanzati, comuni e difesi – insieme – al di fuori dei propri confini nazionali e di quelli dell'Unione Europea.[fonte 17]
  • La volontà di rimuovere le barriere tra persone è alla base del sostegno che l'Italia ha sempre assicurato alla aspirazione di Bucarest di completare il percorso di integrazione europea, attraverso la sua piena partecipazione al sistema Schengen.[fonte 17]
  • Con le guerre non si risolvono i problemi. Se ne creano dei nuovi. Tutte le guerre creano nuovi problemi, in particolare quelle grandi, quelle mondiali. E in fondo la guerra è ingiusta. Di solito sono leader incapaci e avventati a causare le guerre, ma poi sono le popolazioni civili e i soldati, per lo più innocenti, che le patiscono. La Grande Guerra, in seguito detta Prima guerra mondiale, è un chiaro esempio di questo tragico assunto. Non era necessaria, non era inevitabile. Il mondo e l'umanità non erano destinati a questa deriva morale. Ma così fu deciso dai leader politici e militari, erroneamente convinti che la guerra avrebbe risolto problemi e sarebbe stata di breve durata. Niente di tutto questo era vero. Questa ecatombe mondiale durata quattro anni non risolse alcun problema. Al contrario, nuovi problemi si aggiunsero. Fino al punto che, dopo venti anni, l'umanità venne travolta da un altro, ancor più terribile conflitto mondiale. E questo fu così incomprensibilmente mostruoso da cancellare la memoria storica dell'orrore della Prima guerra mondiale.[fonte 18]

2017Modifica

  • La geografia – e la storia – hanno posto su un sentiero comune Grecia e Italia, centri di irradiazione di una civiltà che ha posto l'essere umano al centro della propria riflessione. Ciò ha consentito di percorrere un lungo cammino, le cui tappe sono state segnate dall'emergere del concetto stesso di cittadinanza e di autogoverno – il Demos, incarnato dalle antiche Poleis greche – successivamente declinato nelle molteplici vicende che hanno caratterizzato la storia dei nostri popoli, sino alla rinascita nazionale vissuta nell'Ottocento. Se la democrazia è lo spazio ideale – concretamente vissuto e quotidianamente alimentato – che ci accomuna, il Mediterraneo rappresenta lo spazio fisico della nostra storia.[fonte 19]
  • Sono trascorsi cinque anni dalla morte di Oscar Luigi Scalfaro, uno dei costruttori della nostra democrazia, che ha servito il Paese con passione, coerenza e rigore morale, contribuendo al rafforzamento delle istituzioni in momenti non facili. Scalfaro ha impegnato la sua intelligenza e la sua umanità, sin dalla Liberazione e dall'Assemblea Costituente, nella concreta realizzazione di quegli ideali di libertà, di coesione sociale, di uguaglianza nei diritti e nei doveri, alla base poi del testo costituzionale. La Costituzione divenuta per lui, giorno dopo giorno, non soltanto la pietra angolare su cui è edificata la nostra casa comune, ma un elemento fondante la sua testimonianza, il traguardo a cui tendere sempre, per migliorare il nostro modello sociale e allargare le opportunità e le libertà. Onore e rettitudine hanno guidato Scalfaro nell'assolvimento dei compiti di Capo dello Stato, così come aveva fatto in tutte le funzioni pubbliche e nei ruoli istituzionali che gli erano stati affidati. Una coerenza di vita che ha legato strettamente convincimenti personali e impegno pubblico, e che è stata testimoniata fino all'ultima volontà, quella di fare della sua abitazione di Novara un luogo di accoglienza e sostegno per persone povere e in difficoltà. Convinto del fondamento etico della politica democratica, Oscar Luigi Scalfaro ha accompagnato dal Quirinale una stagione di cambiamenti profondi, che hanno segnato la storia repubblicana. La sua linea-guida è sempre stata l'interesse dell'Italia, con la salvaguardia e il rafforzamento dei valori costitutivi, primo fra tutti l'unità nazionale. Alla sua figura continua ad andare l'ammirazione e il pensiero riconoscente degli italiani.[fonte 20]
  • Adriano è stato l'Imperatore romano filelleno per antonomasia, il sovrano illuminato che ha scelto Atene quale capitale culturale dell'Impero, oltre che sua patria d'elezione, nella quale scelse di trascorrere lunghi periodi della propria vita. La sua figura sollecita una riflessione, rivolta soprattutto ai giovani e incentrata sull'armonia tra tradizione dell'Occidente e tradizione dell'Oriente; sul conseguimento della pace come condizione necessaria per la ricerca della prosperità; sullo studio e la riflessione per comprendere appieno il mondo, complesso, che ci circonda. Non si tratta, quindi, della celebrazione di un uomo quanto, piuttosto, del valore della tendenza, di cui egli si rese protagonista. Quella di interpretare i propri tempi, valutarne le dinamiche e impostare una strategia.[fonte 19]
  • Il libero mercato è indispensabile, ma non può essere il solo mercato a dettare le regole di un modello sociale. Il modello sociale europeo è fatto da diritti, da solidarietà. È evidente che questo va perseguito.[fonte 21]
  • La crisi siriana ha avuto conseguenze molto forti anzitutto per i siriani e in secondo luogo per l'Europa. Ma l'Europa era sostanzialmente assente nell'influenza in quel teatro durante quella crisi. Vi erano Paesi europei presenti, in funzione non certamente decisiva; i protagonisti erano altri, ma le conseguenze erano in Europa. La mancanza di linee comuni di politica estera e di difesa si è avvertita in grande misura in quella circostanza, e continua ad avvertirsi.[fonte 22]
  • A ogni mese di settembre l'apertura dell'anno scolastico rappresenta una svolta nel ritmo della vita del nostro Paese.[fonte 23]
  • Nella scuola si cresce, ci si incontra, si sviluppano cultura, affetti, solidarietà, conoscenza reciproca. Si sperimenta la vita di comunità, il senso civico.[fonte 23]
  • Quando si danneggia una scuola, viene ferita, in realtà, l'intera comunità nazionale.[fonte 23]
  • Biagi è stato una delle figure di maggior spicco del giornalismo italiano del dopoguerra. Il suo talento per la scrittura si è unito a una grande passione civile, e a una curiosità sempre viva non soltanto per ciò che cambiava nei costumi ma anche negli strumenti e nelle modalità della comunicazione. Da giovane scelse la Resistenza, e questo suo impegno partigiano per la libertà e la democrazia rimase per lui un punto fermo, un tratto indelebile della sua identità di cittadino e di giornalista. La forza delle proprie idee, tuttavia, non fece mai venir meno in Biagi la convinzione di una necessaria autonomia del giornalista, di una irrinunciabile capacità di analisi che doveva esercitarsi su tutti i protagonisti della cronaca proprio per rendere un servizio corretto al pubblico. Biagi ha espresso una grande qualità professionale dando un contributo significativo alla conoscenza e alla libera critica, sale essenziale della vita democratica.[fonte 24]
  • Ogni aggressione, ogni vessazione diretta ai danni di ogni donna, espressioni dell'idea primitiva che le donne non abbiano il diritto di realizzarsi e di decidere per se stesse, è una violenza di genere e una violazione della dignità della persona. Contro questo atteggiamento l'intera comunità deve sapersi opporre fermamente.[fonte 25]
  • [...] Filippo Turati, padre del Socialismo Italiano, personalità di grande prestigio, che ha contribuito alla crescita del movimento dei lavoratori, all'affermazione di fondamentali diritti civili e sociali e, così, a un allargamento delle basi democratiche dello stato liberale.[fonte 26]
  • Turati continuò fino alle ultime sue forze a sostenere le ragioni dell'unità antifascista, e si spese per promuoverla tra gli italiani rifugiati all'estero. La sua eredità ideale, la sua testimonianza, il suo impegno, restano alle radici della nostra democrazia e sono iscritte, insieme alle tracce di altri uomini coraggiosi, nei principi della Carta costituzionale nata dalla Liberazione. Turati non ebbe la fortuna di veder il ritorno della libertà, ma contribuì a che la sua fiammella non si spegnesse negli anni bui della dittatura e per questo il Paese lo ricorda con gratitudine e riconoscenza.[fonte 26]
  • Ogni morte sul lavoro è una perdita irreparabile per l'intera società.[fonte 27]
  • Il lavoro costituisce il cardine del patto di cittadinanza su cui si fonda la nostra Repubblica ed è un diritto del lavoratore e un dovere della società che vengano rispettate ed applicate le norme sulla sicurezza. In questi dieci anni nella prevenzione degli incidenti e nel supporto agli infortunati sul lavoro sono stati fatti passi avanti, ma resta ancora molto da fare per far sì che la sicurezza venga considerata essa stessa un volano che contribuisce allo sviluppo.[fonte 27]
  • L'Università di Porto si contraddistingue [...] per la sua operosità, per la sua vocazione all'apertura, al dinamismo, all'internazionalità qualità che le consentono di interpretare nel modo più efficace e autentico il ruolo che il sistema universitario deve svolgere, quello di contribuire alla formazione degli europei di domani, forgiando talenti che sappiano adattarsi a una realtà in così profonda e rapida trasformazione.[fonte 28]
  • La corruzione può essere combattuta soltanto attraverso il convinto coinvolgimento etico e culturale di ciascuno nella società, diretto ad affermare, senza esitazioni o timidezze, il primato della legalità, non essendo esaustiva la repressione penale.[fonte 29]
  • La corruzione rappresenta un fattore di rallentamento della competitività e della produttività, danneggia gravemente il sistema economico, impedendo la valorizzazione delle elevate professionalità che il nostro paese vanta, influisce negativamente sui traffici e le relazioni internazionali.[fonte 29]
  • Con l'adozione, quasi 70 anni fa, della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite non ha soltanto fatto propria una serie di principi di fondamentale importanza giuridica e politica, ma ha fornito alla comunità internazionale uno strumento essenziale per orientare l'attività degli Stati verso il riconoscimento e la tutela dei diritti di ogni persona.[fonte 30]
  • [...] il rispetto per la dignità umana e la promozione dei principi di uguaglianza e giustizia costituiscono i pilastri di una società giusta, capace di rispettare le differenze e di valorizzare il contributo che ciascuno offre al benessere generale.[fonte 30]
  • In questi mesi di un secolo fa i diciottenni di allora – i ragazzi del '99 – vennero mandati in guerra, nelle trincee. Molti vi morirono. Oggi i nostri diciottenni vanno al voto, protagonisti della vita democratica. Propongo questa riflessione perché, talvolta, corriamo il rischio di dimenticare che, a differenza delle generazioni che ci hanno preceduto, viviamo nel più lungo periodo di pace del nostro Paese e dell'Europa. Non avviene lo stesso in tanti luoghi del mondo. Assistiamo, persino, al riaffacciarsi della corsa all'arma nucleare. Abbiamo di fronte, oggi, difficoltà che vanno sempre tenute ben presenti. Ma non dobbiamo smarrire la consapevolezza di quel che abbiamo conquistato: la pace, la libertà, la democrazia, i diritti. Non sono condizioni scontate, né acquisite una volta per tutte. Vanno difese, con grande attenzione, non dimenticando mai i sacrifici che sono stati necessari per conseguirle.[fonte 31]

2018Modifica

  • Il cammino dell'umanità, purtroppo, è costellato di stragi, uccisioni, genocidi. Tutte le vittime dell'odio sono uguali e meritano uguale rispetto. Ma la Shoah – per la sua micidiale combinazione di delirio razzista, volontà di sterminio, pianificazione burocratica, efficienza criminale – resta unica nella storia d'Europa.[fonte 32]
  • Leggi razziali – che, oggi, molti studiosi preferiscono chiamare "leggi razziste"- rappresentano un capitolo buio, una macchia indelebile, una pagina infamante della nostra storia.[fonte 32]
  • Sorprende sentir dire, ancora oggi, da qualche parte, che il fascismo ebbe alcuni meriti, ma fece due gravi errori: le leggi razziali e l'entrata in guerra. Si tratta di un'affermazione gravemente sbagliata e inaccettabile, da respingere con fermezza. Perché razzismo e guerra non furono deviazioni o episodi rispetto al suo modo di pensare, ma diretta e inevitabile conseguenza. Volontà di dominio e di conquista, esaltazione della violenza, retorica bellicistica, sopraffazione e autoritarismo, supremazia razziale, intervento in guerra contro uno schieramento che sembrava prossimo alla sconfitta, furono diverse facce dello stesso prisma.[fonte 32]
  • Questa riflessione di Einaudi indicava come avesse ben chiaro, all'inizio del suo mandato di Presidente della Repubblica, di interpretare un'esperienza senza precedenti: essere il moderatore dell'avvio della vita dell'Italia repubblicana. [...] Consigli, previsioni, esortazioni che gli valsero, da taluno, la definizione di pedante. [...] Einaudi rinviò due leggi approvate dal Parlamento, perché comportavano aumenti di spesa senza copertura finanziaria, in violazione dell'art. 81 della Costituzione. [...] Tale l'importanza che attribuiva al tema della scelta dei ministri, dal volerne fare oggetto di una nota verbale [...] "Dovere del Presidente della Repubblica evitare si pongano precedenti grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore, immuni da ogni incrinatura, le facoltà che la Costituzione gli attribuisce".[fonte 33]
  • In questo caso il Presidente della Repubblica svolge un ruolo di garanzia, che non ha mai subito, né può subire, imposizioni. [...] È mio dovere, nello svolgere il compito di nomina dei ministri – che mi affida la Costituzione – essere attento alla tutela dei risparmi degli italiani. In questo modo, si riafferma, concretamente, la sovranità italiana. [...] se si vuole discuterne lo si deve fare apertamente e con un serio approfondimento. Anche perché si tratta di un tema che non è stato in primo piano durante la recente campagna elettorale.[fonte 34]
  • «Il "Manifesto della Razza" firmato da professori, medici, intellettuali, venne fatto proprio dal fascismo il 25 luglio di 80 anni or sono. Questa presa di posizione rimane la più grave offesa recata dalla scienza e dalla cultura italiana alla causa dell'umanità. La aberrazione dell'affermazione della supremazia di uomini su altri uomini considerati di razze inferiori, la volontà di dominio che esprimeva, la violenza, segregazione, pulizia etnica che portava con sé, avrebbero segnato nel profondo la storia del XX secolo e, con essa, la coscienza dei popoli. La finalità era dare al razzismo basi scientifiche, con un atto di servilismo verso il regime e il suo potere dittatoriale, con un capovolgimento dell'etica umana.[fonte 35]
  • Il ricordo della tragedia di Marcinelle rimane parte indelebile della memoria collettiva del nostro Paese e dei Paesi che ne furono colpiti. Il sacrificio dei duecentosessantadue lavoratori, tra i quali centotrentasei connazionali, è destinato a richiamare alla memoria di tutti noi il valore delle sofferenze e del coraggio dei migranti in terra straniera alla ricerca di un futuro migliore per le loro famiglie, da costruire con il loro lavoro.[fonte 36]
  • Il diritto al lavoro, fondamento della Repubblica italiana, continua a rappresentare il principio cardine intorno al quale ruota il nostro sistema sociale e si esprime il principio di cittadinanza. La promozione dell'occupazione e la tutela piena della salute dei lavoratori costituiscono, oggi come ieri, sfide fondamentali nell'attuale contesto economico europeo e nel quadro del processo di integrazione continentale, nel cui ambito lo sviluppo del "pilastro sociale" appare irrinunciabile.[fonte 36]
  • [Giovanni Gronchi richiese] Anzitutto riconoscimento dei diritti del lavoro e trasformazione dei rapporti tra le classi sociali, sottolineando che "il primo problema da risolvere in ordine di urgenza è costituito dalla eliminazione della disoccupazione, che si accompagna alla miseria e agli stenti". [...] fu lo stesso Gronchi, ormai verso la fine del suo mandato, a voler tornare su quello che era stato definito da qualcuno il suo "interventismo". [...] Potremmo riassumere, evocando liberamente Paolo Barile, che il Presidente della Repubblica pro-tempore è portatore dell'indirizzo di attuazione e di rispetto della Costituzione. [...] Nel succedersi dei decenni, l'edificio della Repubblica è stato irrobustito dall'azione dei presidenti che si sono succeduti sino a ieri. A Giovanni Gronchi, il merito [...] di aver saputo accompagnare il nuovo che si manifestava nella vita del Paese; in piena aderenza agli obblighi del mandato affidatogli.[fonte 37]
  • La nuova Grecia e la nuova Italia sono nate dalla resistenza al nazifascismo e hanno ripudiato la guerra. Dopo le terribili guerre del secolo scorso che hanno dilaniato l'Europa, l'Unione europea ha avviato un percorso di mettere il futuro in comune per i popoli europei, assicurando pace, amicizia e collaborazione.[fonte 38]
  • Nessuno Stato, da solo, può affrontare la nuova dimensione sempre più globale. Ne uscirebbe emarginato e perdente[fonte 39]
  • Come Garibaldi per l'Italia, Skanderbeg non fu, infatti soltanto il protagonista dell'unità albanese, ma divenne, nel tempo, il simbolo dell'orgoglio nazionale. Un simbolo nel quale tutto il "popolo delle Aquile" si identifica, anche fuori dai confini albanesi. Egli difese strenuamente principi e valori che conservano oggi stringente attualità: l'accettazione della diversità, e il rispetto delle identità dei singoli, come punto di partenza per l'edificazione di un'identità nazionale che trascende e include, valorizzandole, le specificità di ciascuno.[fonte 40]
  • Gli arbëreshe costituiscono una storia di integrazione e accoglienza che ha avuto pieno successo, un esempio di come la mutua conoscenza e il reciproco rispetto delle culture siano strumento di crescita per le realtà territoriali e per i Paesi in cui le diverse comunità vivono. La preservazione delle antiche origini, la reciproca influenza, la fusione armonica di lingua, cultura e tradizioni, sono state nei secoli e sono ancora oggi il "valore aggiunto" di queste comunità. Realtà che svolgono un'essenziale funzione di ponte tra i due "popoli di fronte", come spesso ci si riferisce ad albanesi e italiani.[fonte 40]
  • Centotrent'anni anni sono tanti e sono una bella storia. Nobile e di valore, connotata da due esigenze e due valori, quello della libertà di stampa e quello della tutela della lingua e della cultura della popolazione tedesca dell'Alto Adige e del Südtirol: due valori importanti che Athesia ha difeso e tutelato con grande merito come testimoniano le persecuzioni ricevute dalle autorità fasciste e naziste. La casa editrice è stata un punto di riferimento per la tutela della lingua, della cultura e dell'identità del gruppo di lingua tedesca del Südtirol Alto Adige.[fonte 41]
  • Il rapporto tra la tutela delle minoranze e la tutela della libertà di stampa è un elemento importante nella nostra Repubblica. La tutela delle minoranze e la loro cultura non è soltanto un diritto fondamentale, di quelli che la Repubblica deve non soltanto proclamare e affermare ma anche promuovere concretamente, ma è anche un interesse generale della Repubblica, perché il confronto e il contributo delle varie identità è una ricchezza per qualunque Paese democratico.[fonte 41]
  • Vi sono tanti giovani con disabilità che vorrebbero fare sport e non ne hanno la possibilità né le condizioni. Ve ne sono altri – giovani e non giovani – che non ci provano neppure perché sono sfiduciati. Ecco, dobbiamo riconoscere, come società, i progressi fatti ma anche i limiti che rimangono ancora da superare e i ritardi da recuperare. Lo sport paralimpico non è soltanto un ambito dello sport nazionale, è anche la punta e l'avanguardia di un movimento sociale nel nostro Paese, che punta a far crescere il nostro Paese e a migliorare le condizioni di vita di tutti i suoi cittadini che hanno alcuni problemi e difficoltà. Quando si abbatte una barriera che impedisce a una persona di esprimere i propri talenti è un successo non soltanto per quella persona, ma per tutti coloro che la circondano, per tutto l'ambiente in cui è inserita e per tutta la comunità.[fonte 42]
  • [...] i valori dello sport – di quello paralimpico, particolarmente – sono valori universali, che riguardano tutti: il coraggio, la determinazione, l'ispirazione. Sono valori che riguardano ogni persona umana.[fonte 42]
  • La guerra è un'ingiustizia, una condizione disumana. [...] La guerra semina sempre distruzione, fa morire persone, distrugge abitati, ma lascia poi tracce pesanti sulla vita di ciascuno che è coinvolto nella guerra. [...] Perché avviene? La risposta non è facile, perché la guerra è irrazionale, non c'è una ragione e, per quanto nei libri di storia ogni tanto si spieghino le ragioni delle guerre, non sono mai sufficienti. La verità è che nel mondo gli adulti sorgono delle barriere che non sono soltanto fisiche, sono anche mentali. Le barriere che nascono nella mente di alcune persone, dall'avversione verso altre, dai pregiudizi, dalla ostilità preconcetta nei confronti di altri, di altre persone, di altri popoli, di altre etnie sono una cosa priva di senso. Ma che avviene.[fonte 43]
  • La cultura e la ricerca producono spirito critico. È la loro funzione, la loro natura.[fonte 44]
  • Le università sono il luogo principe per irrobustire la cultura del nostro Paese, per evitare che si perda il senso del passato e si abbandoni la prospettiva del futuro, la consapevolezza e la responsabilità di costruire il futuro.[fonte 45]
  • Non dobbiamo avere timore o vergogna di nutrire, e di manifestare, buoni sentimenti. Perché ci aiutano a migliorarci, mentre invece il cinismo è triste e gretto: si inchina al cosiddetto realismo, ritenendolo immutabile. La realtà può essere cambiata e migliorata.[fonte 46]
  • Dobbiamo abbattere le barriere che discriminano. Vi sono barriere che sono reali, altre sono di convinzione, di mentalità, di modo di pensare. Sono barriere che discriminano, che creano pregiudizi ed esclusione. Occorre un po' di coraggio, è vero, ma, in realtà, andare incontro agli altri e realizzarsi insieme è la nostra realtà, la nostra vocazione più profonda.[fonte 46]
  • Vi sono alcuni valori di fondo che ne costituiscono l'ossatura e la chiave di lettura. Uno di questi valori è il pluralismo, che sostiene l'intero impianto della Costituzione, in conseguenza della scelta di porre la persona – ogni persona – al centro dell'azione dello Stato in tutte le sue articolazioni. Pluralismo nell'assetto dell'ordine istituzionale che presenta organi con diverse fonti di legittimazione e che svolgono funzioni differenti in modo autonomo e indipendente. Pluralismo nell'assetto della società civile, nel cui ambito sorgono e si affermano formazioni autonome di diversa natura e, tra queste quelle delle rappresentanze sociali: in queste formazioni, nel rispetto dei principi democratici, si manifesta l'esercizio di diritti inviolabili dei cittadini. Pluralismo nel dovere di assoluto rispetto della libertà dell'arte e della scienza; dell'autonomia delle università e delle altre realtà attraverso cui si esprimono. Pluralismo nella libertà riconosciuta al mondo dell'informazione e alle molteplici voci che ne costituiscono espressione; da salvaguardare perché rappresentano un presidio irrinunciabile dello Stato democratico. Pluralismo nella libera iniziativa economica che garantisce solidità, innovazione e ulteriore sviluppo al tessuto imprenditoriale che fa, tra l'altro, dell'Italia il secondo Paese manifatturiero d'Europa.[fonte 47]

2019Modifica

  • Guido Rossa non indugiò a chiedersi se toccasse proprio a lui contrastare il terrorismo. Seppe battersi per tutti. Anche per chi preferiva fingere di non vedere. Anche per chi stentava a capire cosa fosse in gioco nella drammatica stagione del terrorismo, più o meno mascherato dietro deliri ideologici e sigle di maniera.[fonte 48]
  • [...] Auschwitz non è soltanto lo sbocco inesorabile di un'ideologia folle e criminale e di un sistema di governo a essa ispirato. Auschwitz, evento drammaticamente reale, rimane, oltre la storia e il suo tempo, simbolo del male assoluto. Quel male che alberga nascosto, come un virus micidiale, nei bassifondi della società, nelle pieghe occulte di ideologie, nel buio accecante degli stereotipi e dei pregiudizi. Pronto a risvegliarsi, a colpire, a contagiare, appena se ne ripresentino le condizioni.[fonte 49]
  • Le persecuzioni naziste si iscrivevano in un progetto di società basato sul predominio dei popoli cosiddetti forti e puri sui popoli deboli, su un nazionalismo esasperato nemico della convivenza, sulla guerra come fonte di rigenerazione e di grandezza, su un imperialismo alimentato da delirio di onnipotenza, sulla sottomissione dell'individuo allo Stato, sulla negazione della libertà di coscienza, sulla repressione feroce di ogni forma di dissenso. Tutto quel che la nostra Costituzione ha voluto consapevolmente bandire e contrastare – segnando un discrimine tra l'umanità e la barbarie – con il riconoscimento di eguali diritti e dignità ad ogni persona e con l'obiettivo e il metodo della cooperazione internazionale per una convivenza pacifica tra i popoli e gli Stati.[fonte 49]
  • Una sola considerazione sul tema delle donne nella Shoah: le ideologie totalitarie hanno sempre considerato le donne come esseri inferiori. E così come la donna ariana, nella follia nazista, era ridotta a mero strumento per la riproduzione di nuovi ariani, la donna ebrea portava la colpa ulteriore di aver generato la progenie di una razza ritenuta diversa. Anche per questo va sempre ricordato che non può esistere democrazia e libertà autentica nei Paesi in cui, ancora, si continua a negare pienezza dei diritti e pari opportunità per ogni donna.[fonte 49]
  • Auschwitz, il più grande e più letale dei campi di sterminio – con le sue grida, il suo sangue, il suo fumo acre, i suoi pianti e la sua disperazione, la brutalità dei carnefici – è stato spesso, e comprensibilmente, definito come l'inferno sulla terra. Ma fu, di questo inferno, solo l'ultimo girone, il più brutale e perverso. Un sistema infernale che ha potuto distruggere milioni di vite umane innocenti nel cuore della civiltà europea, soltanto perché, accanto al nefando pilastro dell'odio, era cresciuto quello dell'indifferenza.[fonte 49]
  • Per una serie di coincidenti circostanze, interne ed esterne, sugli orrori commessi contro gli italiani istriani, dalmati e fiumani, cadde una ingiustificabile cortina di silenzio, aumentando le sofferenze degli esuli, cui veniva così precluso perfino il conforto della memoria. Solo dopo la caduta del muro di Berlino – il più vistoso, ma purtroppo non l'unico simbolo della divisione europea – una paziente e coraggiosa opera di ricerca storiografica, non senza vani e inaccettabili tentativi di delegittimazione, ha fatto piena luce sulla tragedia delle foibe e sul successivo esodo, restituendo questa pagina strappata alla storia e all'identità della nazione.[fonte 50]
  • L'ideale di Europa è nata tra le tragiche macerie della guerra, tra le stragi e le persecuzioni, tra i fili spinati dei campi della morte. Si è sviluppata in un continente diviso in blocchi contrapposti, nel costante pericolo di conflitti armati: per dire mai più guerra, mai più fanatismi nazionalistici, mai più volontà di dominio e di sopraffazione. L'ideale europeo, e la sua realizzazione nell'Unione, è stato – ed è tuttora – per tutto il mondo, un faro del diritto, delle libertà, del dialogo, della pace. Un modo di vivere e di concepire la democrazia che va incoraggiato, rafforzato e protetto dalle numerose insidie contemporanee, che vanno dalle guerre commerciali, spesso causa di altri conflitti, alle negazioni dei diritti universali, al pericoloso processo di riarmo nucleare, al terrorismo fondamentalista di matrice islamista, alle tentazioni di risolvere la complessità dei problemi attraverso scorciatoie autoritarie.[fonte 50]
  • Stroncare il traffico è compito delle forze di polizia, dei magistrati, delle istituzioni nazionali e degli organismi internazionali. Ma tutta la società civile è chiamata a fare la propria parte, agendo con responsabilità e coerenza morale. Nessuno può restare indifferente. Contrastare la tratta vuol dire sottrarsi a ogni complicità con le organizzazioni criminali e prosciugare le aree grigie. Vuol dire spezzare il legame di protezione che, purtroppo, si crea tra la vittima e i suoi aguzzini. Significa che tutti devono aprire gli occhi su una cruda realtà: la domanda di prostitute schiave è alimentata da comportamenti di uomini delle società più prospere. Da uomini, di ogni età e censo, che approfittano di queste povere donne, indifferenti davanti alla violenza, alla riduzione in schiavitù, spesso anche di fronte alla minore età palese delle ragazze. È un fenomeno diffuso, che, in realtà, esprime una acquiescenza se non una tacita ma concreta connivenza con il crimine.[fonte 51]
  • Marco Biagi era un uomo di dialogo, era un docente che amava l'insegnamento e il confronto con gli studenti; era uno studioso che approfondiva i temi della sua disciplina, avvertendo con grande consapevolezza che quell'equilibrio mirabile disegnato dalla nostra Costituzione richiede che ci si preoccupi costantemente di evitare che nascano ferite nella coesione sociale, di intervenire per sanarle, per ridurre le fratture sociali e per rimuoverle. Per questo i brigatisti assassini lo hanno ucciso, nel loro folle disegno di esasperare le contrapposizioni e le tensioni. Chi si preoccupava di cucire, di legare, di far crescere la coesione sociale era un ostacolo. Così come è stato per altre persone, per altri docenti, da Ezio Tarantelli a Massimo d'Antona, anche loro, come è noto, giuslavoristi. O come è stato per altri docenti, studiosi profondi e miti come Roberto Ruffilli in questa regione.[fonte 52]
  • [Sulla Commissione banche] Non è in alcun modo in discussione, ovviamente, il potere del Parlamento di istituire commissioni di inchiesta in settori della vita istituzionale, economica o sociale, tenendo conto, peraltro, dei limiti all'attività delle commissioni derivanti dalla Costituzione e puntualmente indicati dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale. Non può, tuttavia, passare inosservato che, rispetto a tutte le banche, e anche agli operatori finanziari, questa volta viene, tra l'altro, previsto che la Commissione possa "analizzare la gestione degli enti creditizi e delle imprese di investimento". Queste indicazioni, così ampie e generali, non devono poter sfociare in un controllo dell'attività creditizia, sino a coinvolgere le stesse operazioni bancarie, ovvero dell'attività di investimento nelle sue varie forme. Occorre considerare la natura privata degli enti interessati la cui attività costituisce esercizio della libertà di iniziativa economica riconosciuta e garantita dall'articolo 41 della Costituzione.[fonte 53]
  • La storia insegna che quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e di tutela, gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica e distruttiva.[2]
  • Tutti coloro che fanno parte delle nostre Forze armate sono dei soldati; "soldato" è un termine che unifica, che abbraccia dal più giovane dei militari di truppa al capo di Stato Maggiore, ed esprime quella condizione [...] di dedizione, di impegno, di onore, di amor di patria.[fonte 54]
  • "Noi soldati polacchi, per la nostra e vostra libertà, abbiamo dato l'anima a Dio, i corpi al suolo d'Italia e i cuori alla Polonia"[3]. In questa frase – carica di significati – è racchiuso il nucleo dell'amicizia che lega Polonia e Italia, un'amicizia nutrita da contatti culturali intensi, da sensibilità comuni, da una condivisa, e spesso sofferta, aspirazione alla libertà, sin dalla partecipazione alla Giovine Europa di Mazzini e alle guerre di indipendenza. Gli italiani che sacrificarono la loro vita nella "Rivolta di gennaio", guidati da Francesco Nullo, erano condotti dallo stesso spirito che animava i coraggiosi soldati polacchi, agli ordini del Generale Anders, il cui ricordo è costantemente vivo e radicato. Coloro che qui combatterono e caddero, lo fecero per liberare l'Italia dal nazifascismo, e per rendere possibile la nascita di una nuova Europa, i cui popoli, abbattute le ultime barriere che troppo a lungo hanno diviso il nostro Continente, potessero sentirsi uniti. Come oggi possono dirsi, in un'Europa finalmente libera dal giogo della dittatura e del conflitto. Un'Europa della libertà contrapposta a quell'Europa della prevaricazione e degli orrori di cui furono testimoni, tra gli altri, due straordinarie personalità che quest'anno ricordiamo, nel centenario della loro nascita, Gustaw Herling e Primo Levi.[fonte 55]
  • La Repubblica ha l'obiettivo di colmare le fratture che si aprono nella società. Chi detesta la democrazia, invece, vuole che le fratture si allarghino, che diventino conflitti insanabili, che seminino paure e rancore; che la Costituzione divenga irrealizzabile.[fonte 56]
  • Il terrorismo è stato sconfitto grazie all'unità del nostro Paese, dei suoi soggetti politici, delle sue forze intellettuali, del mondo del lavoro. Le minacce alla democrazia cambiano, e così i rischi per la convivenza. In un Paese democratico, qual è il nostro, si deve costantemente rammentare che vi è un patrimonio di valori e di istituzioni che va sempre difeso insieme.[fonte 56]
  • Non c'è futuro al di fuori dell'Unione Europea. Di fronte alle grandi questioni e numerose sfide, tutte di carattere globale, in un modo sempre più condizionato da grandi soggetti, i singoli paesi dell'Unione si dividono tra quelli che sono piccoli e quelli che non hanno ancora compreso di esser piccoli anche loro.[fonte 57]
  • [Su Abiy Ahmed Ali] Con grande coraggio e visione Ella ha riaperto un dialogo con l'Eritrea e posto le basi per un processo di integrazione regionale che include anche la Somalia. Questa sua iniziativa è stata foriera di speranza per milioni di persone, creando nuove prospettive di futuro soprattutto per le giovani generazioni dell'Etiopia e dei paesi vicini.[fonte 58]

2020Modifica

  • C'è un triste episodio di questi giorni che sottolinea l'importanza della comunanza di studio che attraversa le frontiere. Tutto il mondo dello sport, ogni continente, è rattristato dalla morte di Kobe Bryant, con una tristezza che ha il fondamento non soltanto per la sua capacità e la sua popolarità, ma, per il nostro Paese, perché si era formato qui, nelle nostre scuole elementari e medie. E la comunanza di studi è quella che, al di sopra e molto di più dei legami politici istituzionali ed economici, lega davvero l'umanità attraverso i suoi confini. In questa stagione – ripeto – di incertezze internazionali, la comunanza di rapporti umani che si crea con gli studi in comune è l'antidoto ai pericoli che attraversa la comunità internazionale.[fonte 59]
  • L'economia sostenibile è farsi carico che il limite e l'esigenza di difesa del clima non sono un freno all'economia; al contrario, stimolano risorse e sono un motivo di crescita per l'economia.[fonte 59]
  • L'Italia sta attraversando una condizione difficile e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del coronavirus sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell'Unione Europea. Si attende quindi, a buon diritto, quanto meno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l'azione.[4][fonte 60]
  • Le mafie cambiano le forme, i campi di azione, le strategie criminali. Si insinuano nelle attività economiche e creano nuove zone grigie di corruzione e complicità. Sono un cancro per la società e un grave impedimento allo sviluppo. Occorre vigilanza, e la consapevolezza deve farsi cultura. Occasioni come queste ci aiutano a riflettere insieme. Sconfiggeremo ed estirperemo le mafie. Con l'azione delle istituzioni, con la coesione delle comunità, con il protagonismo dei cittadini.[fonte 61]
  • Arbasino è stato uno scrittore di grandi qualità e creatività, un romanziere innovatore, un uomo di cultura poliedrico, tra i motori del Gruppo 63. La sensibilità con cui ha guardato la realtà si combinava con il coraggio della sperimentazione. Ha cercato espressione anche nella poesia. E con passione civile è stato giornalista, cercando sempre nella modernità strumenti utili alla narrazione e alla comprensione dei mutamenti, sociali e di costume. L'Italia si è arricchita del suo talento, e la cultura ne farà tesoro.[5]
  • Operare per una società libera e matura significa non permettere che la propria identità o l'orientamento sessuale siano motivo di aggressione né di discriminazioni nel lavoro e nella vita sociale.[fonte 62]
  • Sul tema delle notizie manipolate può [...] sorgere un equivoco che è opportuno evitare, giacché potrebbe evocare il rischio della tentazione di un controllo sulle libere espressioni di stampa. Le fake news – notizie contraffatte – sono, normalmente, il prodotto di azioni malevole, abitualmente anonime, concertate allo scopo di ingannare la pubblica opinione, contando sull'effetto moltiplicatore del web e sulla assenza di sanzioni che caratterizza un mondo privo di responsabilità definibili. La pretesa di un “non luogo”, come è stato chiamato, dove ci si può permettere di propalare presunti fatti, falsati o inesistenti, senza alcuna sanzione. Esattamente l'opposto dell'informazione professionale che prevede anche sistemi di sanzioni puntuali sia degli organi preposti alla deontologia professionale, che da parte della magistratura. I due fenomeni non vanno quindi in alcun modo confusi.[6]
  • Dante è in realtà il grande profeta dell'Italia, un patriota visionario, destinato, quasi biblicamente, a scorgere ma non a calcare la Terra vagheggiata e promessa. Il contributo artistico, culturale e linguistico che Dante ha fornito alla formazione dell'Italia è immenso e inestimabile.
    Dante è anche l'uomo che ha portato a compimento il passaggio tra latino e volgare, riconoscendo al parlare del popolo, alla lingua "naturale", la dignità letteraria e la superiorità comunicativa. Dante è il poeta italiano e civile per eccellenza, che a distanza di secoli ha trasmesso alimento e ispirazione vitale anche a quella generazione di poeti, artisti e uomini politici del Risorgimento che hanno costruito l'unità d'Italia, di cui Dante è padre e pilastro essenziale.[7]
  • I pionieri dell'Associazione italiana per la ricerca sul cancro hanno avuto una preziosa lungimiranza. Si tratta di scienziati e di personalità che, poco più di cinquant'anni addietro, sono stati capaci di iniziative comuni e di chiamare a raccolta tutte le forze disponibili per combattere il cancro. Sapevano che l'umanità, alleata con la scienza, avrebbe vinto, come certamente avverrà definitivamente – speriamo – in un futuro non lontano. Hanno lanciato la sfida consapevoli che il cammino non sarebbe stato facile, né breve. Ma puntando sulla ricerca, raccogliendo fondi per investirveli, nutrivano fiducia sui risultati.[8]
  • La scienza ci offre l'arma più forte, prevalendo su ignoranza e pregiudizi. Ora a tutti e ovunque, senza distinzioni, dovrà essere consentito di vaccinarsi gratuitamente: perché è giusto e perché necessario per la sicurezza comune. Vaccinarsi è una scelta di responsabilità, un dovere.[9]

2021Modifica

  • [...] Auschwitz – che simboleggia e riassume tutto l'orrore e la lucida follia del totalitarismo razzista – racchiude in sé i termini di un tragico paradosso. Si tratta, infatti, della costruzione più disumana mai concepita dall'uomo. Uomini contro l'umanità. Una spaventosa fabbrica di morte. Il non luogo, l'inaudito, il mai visto, l'inimmaginabile. Sono questi i termini ricorrenti con cui i sopravvissuti hanno descritto il loro tremendo passaggio in quei luoghi di violenza e di abiezione. Lo abbiamo ascoltato poc'anzi ancora dalle parole di Sami Modiano. Un unicum, nella storia dell'umanità, che pur è costellata purtroppo di stragi, genocidi, guerre e crudeltà. Una mostruosa costruzione, realizzata nel cuore della civile ed evoluta Europa.[10]
  • Il fascismo, il nazismo, il razzismo non furono funghi velenosi nati per caso nel giardino ben curato della civiltà europea. Furono invece il prodotto di pulsioni, di correnti pseudo culturali, e persino di mode e atteggiamenti che affondavano le radici nei decenni e, persino, nei secoli precedenti. Certo, nei salotti di tante parti d'Europa, dove a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, si conversava, con irresponsabile civetteria, di gerarchia razziale, di superiorità ariana, di antisemitismo accademico, forse nessuno avrebbe pensato che si sarebbe poi arrivati un giorno a quella che fu crudelmente chiamata soluzione finale, ai campi di sterminio, ai forni crematori. Ma le parole, specialmente se sono di odio, non restano a lungo senza conseguenze. Quelle idee e quei pensieri grotteschi, nutriti di secoli di pregiudizi contro gli ebrei, rappresentarono il brodo di cultura nel quale nacque e si riprodusse il germe del totalitarismo razzista. Rimasto per molto tempo allo stato latente, esplose e si diffuse, con violenza inimmaginabile, quando infettò organismi politici e sociali indeboliti e sfibrati dalla crisi economica esplosa dopo la Grande Guerra. La disperazione e la paura del futuro, di fronte all'inefficacia e alle divisioni della politica, spinsero molte persone a consegnare il proprio destino nelle mani di chi proponeva scorciatoie autoritarie, ad affidarsi ciecamente al carisma “magico” dell'uomo forte. “Credere, obbedire e combattere”, intimava il fascismo. “Obbedienza incondizionata ad Adolf Hitler” giuravano invece i soldati e i funzionari del regime nazista. La fiducia nel potere diventava un atto di fede cieco e assoluto. L'arbitrio soppiantava la legge.[10]
  • Nei giorni scorsi Edith Bruk ha detto che “sull'Europa intera sta tornando una nuvola nera”. Confido che non sia così, anche per la fiducia nella grande, storica costruzione di pace rappresentata dall'Unione Europea, nata dando centralità alla persona umana, sulla base dell'amicizia tra i popoli del Continente e mettendo in comune il loro futuro. Ma quell'appello, quell'avvertimento non va dimenticato. Sta a noi impedire che quel che – di così turpe – è avvenuto si ripeta. Sta a noi vigilare e guidare gli avvenimenti e trasmettere alle future generazioni i valori della civiltà umana.[10]
  • Poteri economici sovranazionali, tendono a prevalere e a imporsi, aggirando il processo democratico.[11]
  • Quando mi hanno eletto al Quirinale mi sono preoccupato perché sapevo quanto era impegnativo il compito. Ma due cose mi hanno aiutato: ho ottimi collaboratori ma soprattutto il fatto che in Italia in base alla Costituzione non c'è un solo organo che decide ma le decisioni sono distribuite tra tanti organi. Il presidente della Repubblica deve conoscere tutti, seguire tutti per poter intervenire con suggerimenti. Ma tra otto mesi il mio mandato di presidente termina. Io sono vecchio tra qualche mese potrò riposarmi.[12]
  • Questo non è giorno di discorsi ma di applausi e ringraziamenti. Complimenti! Ieri sera avete meritato di vincere ben al di là dei rigori perché avete avuto due pesanti handicap: giocare in casa degli avversari in uno stadio come Wembley e il gol a freddo che avrebbe messo in ginocchio chiunque. Siete stati accompagnati e circondati dall'affetto degli italiani e li avete ricambiati rendendo onore allo sport. Così come ha fatto Matteo Berrettini. Arrivare alla finale di Wimbledon ma la rimonta del primo set equivale a una vittoria. [...] Negli Europei avete reso onore allo sport per diversi motivi, avete vinto esprimendo un magnifico gioco che ha fatto divertire tutti. Avete reso onore allo sport, avete manifestato il legame comune che vi ha unito e armonia di squadra e questo è di straordinario valore. Un ringraziamento a Roberto Mancini: la fiducia che ha sempre manifestato, la rivoluzione nell'impostazione del gioco, l'accurata preparazione di ogni partita. Grazie, grazie davvero Mancini.[13]
  • Non si invochi la libertà per sottrarsi alla vaccinazione, perché quell'invocazione equivale alla richiesta di licenza di mettere a rischio la salute altrui e in qualche caso di mettere in pericolo la vita altrui.[14]
  • Chi pretende di non vaccinarsi – naturalmente con l'eccezione di coloro che non possono farlo per motivi di salute – e comunque di svolgere una vita normale, frequentando luoghi condivisi, di lavoro, di intrattenimento, di svago, in realtà costringe tutti gli altri a limitare la propria libertà, a rinunziare a prospettive di normalità di vita.[14]
  • Non posso non dire una parola sui fenomeni e sulle espressioni di violenza, di minacce che affiorano in questo periodo contro medici, contro scienziati, contro giornalisti, contro persone delle istituzioni. Sono fenomeni allarmanti e gravi che vanno contrastati con fermezza.[14]
  • L'Alleanza Atlantica rappresenta per l'Italia una pietra angolare della politica di sicurezza, nel coordinamento, in maniera sempre più ampia e proficua, con una Unione Europea che intende contribuire in modo efficace alla stabilità e alla affermazione dei principi dello Stato di diritto. Sono convinto che il rafforzamento dell'Unione Europea in questo campo – basato sulla complementarietà con la Nato e la condivisione delle risorse militari – fornirà un contributo prezioso e qualificato al processo di rafforzamento dell'Alleanza, alla solidità dell'indispensabile rapporto transatlantico.[fonte 63]
  • Forse la solitudine è coessenziale alla funzione di Presidente della Repubblica. Ma nessun uomo è solo se sceglie di mantenere la sua libertà, avendo come limite l'obbedienza alla propria coscienza.[fonte 64]

2022Modifica

  • I giorni difficili trascorsi per l'elezione alla Presidenza della Repubblica nel corso della grave emergenza che stiamo tuttora attraversando – sul versante sanitario, su quello economico, su quello sociale – richiamano al senso di responsabilità e al rispetto delle decisioni del Parlamento. Queste condizioni impongono di non sottrarsi ai doveri cui si è chiamati – e, naturalmente, devono prevalere su altre considerazioni e su prospettive personali differenti – con l'impegno di interpretare le attese e le speranze dei nostri concittadini.[fonte 65]
  • Poteri economici sovranazionali tendono a prevalere e a imporsi, aggirando il processo democratico.[fonte 66]
  • [...] i regimi autoritari o autocratici tentano ingannevolmente di apparire, a occhi superficiali, più efficienti di quelli democratici, le cui decisioni, basate sul libero consenso e sul coinvolgimento sociale, sono, invece, più solide ed efficaci.[fonte 66]
  • Senza partiti coinvolgenti, così come senza corpi sociali intermedi, il cittadino si scopre solo e più indifeso. Deve poter far affidamento sulla politica come modalità civile per esprimere le proprie idee e, insieme, la propria appartenenza alla Repubblica.[fonte 66]
  • La cultura non è il superfluo: è un elemento costitutivo dell'identità italiana.[fonte 66]
  • La pari dignità sociale è un caposaldo di uno sviluppo giusto ed effettivo. Le diseguaglianze non sono il prezzo da pagare alla crescita. Sono piuttosto il freno per ogni prospettiva reale di crescita.[fonte 66]
  • Dignità è non dover essere costrette a scegliere tra lavoro e maternità.[fonte 66]
  • Sono certo di interpretare il sentimento di tutte le italiane e di tutti gli italiani rivolgendo il primo pensiero di questo 8 marzo alle donne ucraine. Madri, lavoratrici, giovani, colpite da una violenza inattesa, crudele, assurda. Donne che partecipano coraggiosamente alla difesa della loro comunità, donne costrette a ripararsi nei rifugi d'emergenza, che lasciano le loro case e il loro Paese, che hanno paura per i loro figli, che prestano cura ai più deboli, che piangono morti innocenti. E tante, troppe, sono le donne già cadute in questo ingiustificabile conflitto. Nelle guerre le donne pagano sempre prezzi altissimi. Come donne, come madri, come compagne di vita. Vittime dell'insensatezza della guerra, vittime spesso di violenze brutali. Eppure la loro forza nel dolore, la loro dignità, si sono sempre rivelate energie insostituibili di resistenza, di coesione, di pacificazione, di ricostruzione.[fonte 67]
  • [Su Oksana Lyniv] La sua carriera artistica – la prima donna al mondo a dirigere a Bayreuth e la prima direttrice di una fondazione lirica italiana – è già di per sé un modello in un campo – quello della direzione musicale - abitualmente occupato da uomini. Oggi questa sua alta competenza musicale si fonde con l'impegno per il suo Paese vittima di una crudele e insensata invasione.[fonte 67]
  • Le giovani donne rappresentano un grande potenziale di crescita economica, sociale, civile. È un diritto costituzionale delle nostre concittadine poter partecipare allo sviluppo del nostro Paese in modo pieno ed efficace. La Repubblica non può sopportare che questo diritto venga meno per una parte così importante della propria società. Se alla politica spetta il compito di abbattere gli ostacoli per una completa realizzazione dei loro progetti di vita, alle giovani donne va chiesto di superare scoraggiamenti e di intraprendere, con determinazione, la via dello studio, delle università, della specializzazione, della formazione professionale. Non è compatibile con la nostra civiltà che, a parità di mansioni e di impiego, esista una differenza di retribuzione a sfavore delle donne.[fonte 67]
  • Ai magistrati è attribuita la tutela dei diritti e la garanzia di giustizia che vi è connessa; senza queste lo Stato democratico, fondato sull'uguaglianza e sulla pari dignità delle persone, sarebbe gravemente compromesso. Principale corollario dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, riconosciuta dall'art. 3 della Costituzione, è l'imparzialità nell'esercizio della giurisdizione, vale a dire la capacità di assicurare la tutela dei diritti riconosciuta in modo efficace a ciascuno.[fonte 68]
  • Il legame che intercorre tra le garanzie costituzionali di autonomia e indipendenza e l'imparziale esercizio della giurisdizione è indissolubile ed è di valore imprescindibile.[fonte 68]
  • Interpretare non può mai voler dire né arbitrio né, tanto meno, ricerca di originalità: è la norma – stabilita democraticamente dal Parlamento e correttamente inserita nella cornice valoriale delineata dalla Costituzione - a dover definire, perimetrandolo, l'ambito di riferimento della decisione. Interpretare, quindi, significa adattare al caso concreto la norma, senza mai stravolgerla o forzarla, rendendola, piuttosto, attraverso un percorso logico, viva e riconoscibile. Al contempo, la norma deve rimanere uno strumento certo per la risoluzione dei conflitti, non può risolversi in un percorso argomentativo che eviti di affrontare la responsabilità della decisione. Occorre aver ben presente che il fine ultimo dell'intervento richiesto alla Magistratura è la risposta di giustizia, che rimarrebbe irrimediabilmente denegata ogni qualvolta, alla pur sapiente ricostruzione normativa, non corrispondesse l'adozione di una decisione riconoscibile e comprensibile.[fonte 68]
  • La guerra: è esattamente il contrario dello spirito olimpico e paralimpico. E' esattamente il contrario del significato di incontro di pace, di amicizia, di collaborazione, di confronto leale e amichevole fra tutti, da ogni parte del mondo, che Olimpiadi e Paralimpiadi rappresentano.[fonte 69]
  • La cultura non è un luogo separato dal contesto sociale, una nicchia di attività umane voluttuarie o superflue. Bensì è bellezza che si trasmette, è pensiero che arricchisce, è conoscenza, etica, dialogo, emozioni.[fonte 70]
  • Il patrimonio culturale genera patrimonio morale in cui risiede la civiltà di un popolo. Genera umanesimo.[fonte 70]
  • Il mare che ci attornia è una ricchezza straordinaria: dobbiamo averne cura, e al tempo stesso riconoscerne il valore. Il mare unisce. Il mare è vita. Il mare è solidarietà. ll mare è relazione tra i popoli. Il mare è cultura.[fonte 70]
  • Il nostro Paese riuscirà a raggiungere i traguardi che si è dato soltanto se il Meridione tornerà a crescere in modo equilibrato, nel segno di una forte innovazione e di una ritrovata coesione.[fonte 70]
  • Abbiamo assistito, in queste settimane – con un profondo senso di angoscia - a scene di violenza sui civili, anziani donne e bambini, all'uso di armi che devastano senza discrimine, senza alcuna pietà. L'attacco violento della Federazione Russa al popolo ucraino non ha alcuna giustificazione... La pretesa di dominare un altro popolo, di invadere uno Stato indipendente, ci riporta alle pagine più buie dell'imperialismo e del colonialismo. L'incendio appiccato alle regole della comunità internazionale appare devastante; destinato a propagare i suoi effetti se non si riuscisse a fermarlo subito, scongiurando il pericolo del moltiplicarsi, dalla stessa parte, di avventure belliche di cui sarebbe difficile contenere i confini. Per tutte queste ragioni la solidarietà, che va espressa e praticata nei confronti dell'Ucraina, deve essere ferma e coesa. È possibile che questo comporti alcuni sacrifici. Ma questi avrebbero portata di gran lunga inferiore rispetto a quelli che sarebbe inevitabile subire se quella deriva di aggressività bellica non venisse fermata subito.[fonte 71]
  • L'8 settembre produsse il vaglio, che spazzò via vent'anni di illusioni, di parole d'ordine vuote e consumate, di retorica bellicista. Il regime fascista, implose dall'interno, crollò su se stesso, corroso dalla sua stessa vanagloria. Non fu la morte della Patria. Ma, al contrario, la riscoperta del suo senso autentico. Quella di una comunità di destino, di donne e uomini che condividono il comune senso di pietà, i valori di libertà, giustizia e democrazia, che si proteggono a vicenda, che lavorano per la pace, il benessere, la solidarietà.[fonte 72]
  • Un vostro eroico concittadino, nato qui ad Acerra, Medaglia d'oro al valore militare, il Colonnello Michele Ferrajolo, di stanza a Mondragone, rifiutò sdegnosamente il 9 settembre di consegnare le armi ai tedeschi, incitando i suoi soldati alla resistenza. A chi, tra i suoi, gli propose di arrendersi per aver salva la vita, rispose: “Non si vergogna di parlarmi così? Qui è in gioco l'onore della Patria”. Fu ucciso da una raffica di mitra. Morì, tra i primissimi, per amore della Patria, quella che il fascismo aveva tradito e umiliato, imponendo la dittatura, la repressione, la guerra a fianco di Hitler. In quel momento, il più duro e decisivo, la parola Patria riacquistava agli occhi di tanti italiani il suo significato più limpido e più autentico.[fonte 72]
  • Furono resistenti i combattenti delle montagne, le tante staffette partigiane, i militari che, perdendo la vita o subendo la deportazione, rifiutarono di servire sotto la cupa bandiera di Salò. Furono resistenti, a pieno titolo, le persone che nascosero in casa gli ebrei, o i militari alleati, o ricercati politici, coloro che sostenevano la rete logistica della Resistenza. Furono resistenti gli operai che entrarono in sciopero al Nord, gli autori di volantini e giornali clandestini, gli intellettuali che non si piegarono, i parroci che rimasero vicini al loro gregge ferito. Le vittime innocenti delle tante stragi che, in quella terribile stagione, insanguinarono il nostro Paese.[fonte 72]
  • Il Consiglio d'Europa ha sempre avuto la vocazione a essere la “casa comune europea” e ha saputo svilupparla nei decenni che hanno fatto seguito alla sua istituzione, come testimonia anche la sua attuale ampia rappresentatività. Una casa che, se è stata specchio fedele delle divisioni e delle difficoltà manifestatesi fra le diverse comunità nazionali, ha saputo essere anche, e soprattutto, espressione del coraggio di unità dell'Europa, spesso prefigurando quanto si è potuto successivamente costruire, sotto altri profili e in altri ambiti, come la Unione Europea.[15]
  • Quanto la guerra ha la pretesa di essere lampo – e non le riesce - tanto la pace è frutto del paziente e inarrestabile fluire dello spirito e della pratica di collaborazione tra i popoli, della capacità di passare dallo scontro e dalla corsa agli armamenti, al dialogo, al controllo e alla riduzione bilanciata delle armi di aggressione. E' una costruzione laboriosa, fatta di comportamenti e di scelte coerenti e continuative, non di un atto isolato. Il frutto di una ostinata fiducia verso l'umanità e di senso di responsabilità nei suoi confronti.[15]
  • La pace non si impone automaticamente, da sola, ma è frutto della volontà degli uomini.[15]
  • La guerra è un mostro vorace, mai sazio.[15]

Citazioni su Sergio MattarellaModifica

  • Abbiamo pensato di proporre una persona la cui esperienza personale e istituzionale garantisca sette anni di autorevole guida al Colle. [...] La proposta che vogliamo formularvi è quella che riguarda Sergio Mattarella. (Matteo Renzi)
  • È molto bello un uomo che si ricorda degli altri esseri umani. Quell'uomo, che avevo visto solo quando tirava fuori il corpo del fratello dalla macchina, adesso è Presidente della Repubblica. Avevamo fatto una decina di foto, io e Franco Zecchin. Oggi questa foto non è più la foto di allora, non è più mia, è entrata dentro la storia. Un Presidente della Repubblica che ha questo background non ci abbandona. Quello che non hanno fatto in precedenza gli altri, lo farà lui. (Letizia Battaglia)
  • È l'uomo più serio e composto che abbia mai visto. È così serio che in confronto Clint Eastwood sembra Stanlio. (Crozza nel Paese delle Meraviglie)
  • Il silenzio di Mattarella di fronte allo scempio della Costituzione fatto da Renzie [Matteo Renzi], mai eletto neppure in Parlamento che ieri notte si aggirava come un bullo in parlamento a provocare le opposizioni. Questo silenzio è inquietante, forse peggio dei moniti di Napolitano. (Beppe Grillo)
  • In un momento in cui la politica è innanzitutto mediatica, nell'epoca della disintermediazione, una figura come quella di Mattarella viene facilmente bollata come grigia. È grigio davvero? Se il grigio è il colore dell'eleganza, certamente sì. Se invece è un modo per definire chi non è carne né pesce, certamente no. Perché Mattarella non è un peluche, e anche nel mare magnum del pentapartito ha sempre avuto chiaro da che parte stare: non è un caso che, se c'è un ostacolo alla sua elezione [a presidente della Repubblica], è il fatto che Berlusconi si sia legato al dito le sue dimissioni da ministro della Pubblica Istruzione nel 1990, per protestare contro la legge Mammì. (Andrea Sarubbi)
  • Mattarella viene da una storia e da una cultura politica molto diverse dalla mia, ma gli ho sempre riconosciuto preparazione e autorevolezza, dignità e garbo istituzionale. E poi non posso dimenticare come il suo impegno politico nasca da un grande valore morale e civile, come risposta a un gravissimo atto di criminalità che lo ha colpito negli affetti più cari. La sua famiglia ha pagato un alto prezzo di sangue alla causa della democrazia, della legalità, della libertà. Da capo dello Stato si sta dimostrando, e non ne ho mai dubitato, all'altezza del ruolo. (Silvio Berlusconi)
  • Nel centrosinistra una delle persone più eminenti è il ministro Sergio Mattarella, un politico serio e preparato. Il motivo, però, della sua permanenza ai vertici non è tanto legato a queste qualità quanto alla affidabilità che egli riscuote all'interno della delegazione di appartenenza. Mattarella resterà, con molta probabilità, nella storia della Repubblica per aver inventato il «mattarellum», la legge elettorale che ha bloccato «sull'orlo del baratro» la spinta riformatrice che stava spazzando via il vecchio sistema di potere.[fonte 73] (Nino Alongi)
  • Qualcuno ha detto di Mattarella: in politica è tenacissimo e insistente, come la goccia che cade. (Giampaolo Pansa)
  • Sergio Mattarella è stato un uomo di partito, di corrente, di polemiche aspre. È stato l'uomo che all'indomani del ribaltone che defenestra Romano Prodi diventa il vicepresidente del Consiglio con D'Alema. (Claudio Martelli)

NoteModifica

  1. Da un discorso alla Camera dei Deputati, Roma, 10 febbraio 2015 (Giorno del ricordo); citato in Presidente Mattarella in occasione del Giorno del Ricordo: Comunicato, Quirinale.it.
  2. Intervento del Presidente Sergio Mattarella alla cerimonia commemorativa del 74° Anniversario della Liberazione www.quirinale.it/elementi/28579
  3. Frase incisa sulla stele del Sacrario di Montecassino.
  4. In riferimento alla decisione della BCE del 12 marzo 2020 di non intervenire con un ribasso dei tassi, nonostante la crisi pandemica. Cfr. Coronavirus, monito di Mattarella all'Europa: "All'Italia serve solidarietà, non ostacoli", Repubblica.it, 12 marzo 2020.
  5. Da Dichiarazione del Presidente Mattarella per la scomparsa di Alberto Arbasino, Roma, 23 marzo 2020.
  6. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di consegna del “Ventaglio” da parte dell'Associazione Stampa Parlamentare, Roma, Palazzo del Quirinale, 31 luglio 2020.
  7. Da Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione delle celebrazioni per il settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri, Roma, Palazzo del Quirinale, 3 ottobre 2020.
  8. Dall'Intervento del Presidente Mattarella in occasione della cerimonia di celebrazione de “I Giorni della Ricerca“, Roma, Palazzo del Quirinale, 26 ottobre 2020.
  9. Dal Messaggio di Fine Anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Roma, Palazzo del Quirinale, 31 dicembre 2020.
  10. a b c Dall'intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla celebrazione del Giorno della Memoria, Roma, Palazzo del Quirinale, 27 gennaio 2021.
  11. [del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Parlamento nel giorno del giuramento]
  12. Citato in Mattarella ai bambini: "Sono vecchio, fra otto mesi potrò riposarmi", repubblica.it, 19 maggio 2021.
  13. Citato in Mattarella agli Azzurri: "Avete reso onore allo sport", rainews.it, 13 luglio 2021.
  14. a b c Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di inaugurazione dell'Anno Accademico 2021-2022 dell'Università degli Studi di Pavia, in occasione del 660° anniversario dell'Ateneo, 5 settembre 2021.
  15. a b c d Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, Palazzo d'Europa, Strasburgo, 27 aprile 2022.

FontiModifica

  1. a b Dall'intervista di Giampaolo Pansa, L'ultimo dei morotei contro i re delle tessere, La Repubblica, 7 febbraio 1989.
  2. Dal resoconto stenografico dell'Assemblea della Camera dei deputati – XIV Legislatura – Seduta n. 692 del 20 ottobre 2005, p. 29.
  3. a b Da un'intervista rilasciata al Movimento Studenti di Azione Cattolica nel 2010.Video disponibile su Youtube.com.
  4. a b Citato in Sergio Mattarella: "Pensiero va alle speranze e alle difficoltà dei concittadini", Il Fatto Quotidiano.it, 31 gennaio 2015.
  5. Citato in Mattarella a Berlino: "L'Europa deve cambiare passo per tornare a crescere", Il Fatto Quotidiano.it, 2 marzo 2015.
  6. a b c Durante l'intervento al Serming di Torino; citato in Mattarella: "Corruzione diffusa, è concezione rapinatoria vita", Repubblica.it, 14 maggio 2015.
  7. Citato in Mattarella: «Gay, discriminazioni e violenze offendono libertà di tutti», Corriere.it, 17 maggio 2015.
  8. Dall'Intervento del Presidente Mattarella alla cerimonia di presentazione dei candidati ai "Premi David di Donatello", Palazzo del Quirinale, Roma, 12 giugno 2015.
  9. Da un messaggio inviato al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini del 2015; citato in Mattarella: fermare terrorismo, Tgcom24.it, 19 agosto 2015.
  10. Durante la cerimonia conclusiva dell'Expo 2015 all'Open Air Theatre; citato in Stefano Rizzato, Expo chiude. Mattarella: "L'Italia ha vinto la sfida", Lastampa.it, 31 ottobre 2015.
  11. Dall'Intervento del Presidente Mattarella all'incontro con i partecipanti alla Riunione Plenaria della Commissione Trilaterale, 15 aprile 2016.
  12. Citato in Mattarella: «Sconfiggere la mafia è possibile, cittadini siano protagonisti», ilsole24ore.com, 30 aprile 2016.
  13. a b Citato in Mattarella: la Giornata mondiale contro l'omofobia e la transfobia «occasione di riflettere sulla centralità della dignità umana e sul diritto di ogni persona di percorrere la vita senza subire discriminazioni», Quirinale.it, 17 maggio 2016; ripreso da Giornata mondiale contro l'omofobia, Mattarella: "Stop a discriminazioni", Repubblca.it, 17 maggio 2016.
  14. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della sessione d'apertura della I Conferenza ministeriale Italia-Africa, Quirinale.it, Roma, 18 maggio 2016.
  15. a b Dall'intervista di Marzio Breda, Il 2 giugno, un'Italia migliore, Quirinale.it, 2 giugno 2016.
  16. Citato in Mattarella:«Lampedusa è il volto migliore dell'Europa», famigliacristiana.it, 4 giugno 2016.
  17. a b Dal Saluto del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Forum Economico italo-romeno "Gli investimenti italiani in Romania: un percorso europeo nell'economia globale", Quirinale.it, Bucarest, 14 giugno 2016.
  18. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor in occasione dell'inaugurazione di una targa commemorativa dei caduti sloveni nella Prima Guerra Mondiale a Doberdò del Lago, Doberdò del Lago, 26 ottobre 2016.
  19. a b Dal discordo in occasione del Brindisi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Colazione offerta dal Presidente della Repubblica Ellenica, Atene, 17 gennaio 2017.
  20. Dalla commemorazione nel quinto anniversario della morte di Oscar Luigi Scalfaro, Dichiarazione del Presidente Mattarella nel quinto anniversario della scomparsa di Oscar Luigi Scalfaro, Quirinale.it, 29 gennaio 2017.
  21. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della prima sessione di lavoro della XIII Riunione informale dei Capi di Stati del Gruppo Arraiolos, Malta, La Valletta, 14 settembre 2017.
  22. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della seconda sessione di lavoro della XIII Riunione informale dei Capi di Stati del Gruppo Arraiolos, Malta, La Valletta, 15 settembre 2017.
  23. a b c Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di inaugurazione dell'anno scolastico, Taranto, 18 settembre 2017.
  24. Dal Dichiarazione del Presidente Mattarella nel decennale della scomparsa di Enzo Biagi, Roma, 6 novembre 2017.
  25. Dal Messaggio del Presidente Mattarella in occasione del Seminario "Fermare la violenza contro le donne. Insieme si può fare", Roma, 23 novembre 2017.
  26. a b Dalla Dichiarazione del Presidente Mattarella nel 160° anniversario della nascita di Filippo Turati, Roma, 26 novembre 2017.
  27. a b Dalla Dichiarazione del Presidente Mattarella in occasione del X anniversario dell'incendio dell'acciaieria ThyssenKrupp, Roma, 5 dicembre 2017.
  28. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del conferimento del Dottorato "honoris causa" da parte dell'Università di Porto, Porto, 7 dicembre 2017.
  29. a b Dalla Dichiarazione del Presidente Mattarella in occasione della Giornata internazionale contro la corruzione, Roma, 9 dicembre 2017.
  30. a b Dalla Dichiarazione del Presidente Mattarella in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani, Roma, 10 dicembre 2017.
  31. Dal Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Roma, Palazzo del Quirinale, 31 dicembre 2017.
  32. a b c Dall'intervento alla celebrazione del "Giorno della Memoria" 2018. Video disponibile su Repubblica.it.
  33. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia in occasione dell'anniversario del giuramento e dell'entrata in carica del Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, 12 maggio 2018. Video disponibile su Youtube.com.
  34. Dalla Dichiarazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine del colloquio con il professor Giuseppe Conte, 27 maggio 2018. Video disponibile su Youtube.com.
  35. Da Dichiarazione del Presidente Mattarella per l'ottantesimo anniversario del "Manifesto della Razza", Quirinale.it, Roma, 25 luglio 2018.
  36. a b Da Messaggio del Presidente Mattarella in occasione dell'anniversario della tragedia di Marcinelle, Quirinale.it, Roma, 8 agosto 2018.
  37. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di commemorazione del 40º anniversario della scomparsa del Presidente Emerito della Repubblica, Sen. Giovanni Gronchi, 18 ottobre 2018. Video disponibile su Youtube.com.
  38. Dalla Dichiarazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione delle commemorazioni del 75° anniversario dell'eccidio della Divisione Acqui, Cefalonia, 28 ottobre 2018. Video disponibile su Youtube.com.
  39. Da un'intervista pubblicata dal Corriere della Sera, 4 novembre 2018; disponibile su Quirinale.it.
  40. a b Dall'Intervento del Presidente Sergio Mattarella in occasione della cerimonia per il 550° anniversario della morte di Giorgio Castriota Skanderbeg, San Demetrio Corone, 7 novembre 2018.
  41. a b Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia in occasione dei 130 anni dalla fondazione della società Athesia, Merano, 19 novembre 2018.
  42. a b Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia del Festival della Cultura Paralimpica, Roma, 23 novembre 2018.
  43. Dall'Estratto di alcune domande e risposte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'Arsenale della pace, Torino, 26 novembre 2018.
  44. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2018/2019 dell'Università degli Studi di Verona. Verona, 30 novembre 2018.
  45. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2018/2019 dell'Università degli Studi di Firenze, Firenze, 4 dicembre 2018.
  46. a b Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla riunione mondiale della Comunità Giovanni XXIII, Rimini, 7 dicembre 2018.
  47. Dall'Intervento Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia per lo scambio degli auguri di fine anno con i Rappresentanti delle Istituzioni, delle Forze Politiche e della Società Civile. Roma, Palazzo del Quirinale, 19 dicembre 2018.
  48. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Cerimonia commemorativa del 40° Anniversario dell'uccisione di Guido Rossa, Genova, 23 gennaio 2019.
  49. a b c d Dall'Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla celebrazione del Giorno della Memoria, Roma, Palazzo del Quirinale, 24 gennaio 2019.
  50. a b Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della celebrazione del ‘Giorno del Ricordo', Roma, Palazzo del Quirinale, 09 febbraio 2019.
  51. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Celebrazione della Giornata Internazionale della Donna dal titolo: "Mai più schiave", Roma, Palazzo del Quirinale, 8 marzo 2019.
  52. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al XVII Convegno Internazionale in ricordo di Marco Biagi dal titolo "La dimensione collettiva delle relazioni di lavoro: Sfide organizzative e regolatorie in un mondo del lavoro in trasformazione", Modena, 18 marzo 2019.
  53. Dalla Lettera ai Presidenti del Senato e della Camera (Commissione Banche), 23 marzo 2019.
  54. Dall'Intervento del Presidente Sergio Mattarella in occasione dell'incontro con una rappresentanza dell'Esercito Italiano, nel 158° anniversario di fondazione, Roma, Palazzo del Quirinale, 8 maggio 2019.
  55. Dal saluto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della partecipazione alla cerimonia per il 75° Anniversario della Battaglia di Montecassino, Montecassino, 18 maggio 2019; citato in La cerimonia a Montecassino: "Europa unita antidoto all'odio", Moked.it.
  56. a b Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di intitolazione dell'Aula XIII a vent'anni dall'assassinio di Massimo D'Antona. Roma, 20 maggio 2019.
  57. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell'incontro con i componenti dell'Associazione Stampa Parlamentare, i Direttori dei quotidiani e delle agenzie giornalistiche e i giornalisti accreditati presso il Quirinale per la consegna del "Ventaglio" da parte dell'Associazione Stampa Parlamentare, 25 luglio 2019.
  58. Dal Messaggio di Mattarella al Primo Ministro dell'Etiopia Abiy Ahmed Ali per il conferimento del Premo Nobel per la Pace, 11 ottobre 2019.
  59. a b Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'inaugurazione dell'Anno Accademico 2019-2020 dell'Università del Sannio, Benevento, 28 gennaio 2020.
  60. Dalla Nota del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Roma, 12 marzo 2020.
  61. Dalla Dichiarazione del Presidente Mattarella per la Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, Roma, 21 marzo 2020.
  62. Citato in Giornata mondiale contro l'omobitransfobia, in neg.zone, 17 maggio 2020.
  63. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della celebrazione del 70° anniversario della NATO in Italia, Lago Patria, 17 settembre 2021.
  64. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all'incontro di studio "Giovanni Leone. Presidente della Repubblica 1971-1978" nel ventesimo anniversario della scomparsa, Quirinale.it, Roma, Palazzo del Quirinale, 11 novembre 2021.
  65. Dalla Dichiarazione del Presidente Mattarella dopo la comunicazione dell'esito della votazione da parte dei Presidenti di Senato e Camera, Roma, Palazzo del Quirinale, 29 gennaio 2022.
  66. a b c d e f Dal Messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Parlamento nel giorno del giuramento, Roma, Camera dei deputati, 3 febbraio 2022.
  67. a b c Dall'intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della “Giornata Internazionale della Donna”, Roma, Palazzo del Quirinale, 8 marzo 2022.
  68. a b c Dall'[Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell'incontro con i magistrati ordinari in tirocinio nominati con D.M. 2 marzo 2021, Roma, Palazzo del Quirinale, 30 marzo 2022.
  69. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Cerimonia di restituzione della bandiera degli atleti italiani di ritorno dai Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Pechino 2022, Roma, Palazzo del Quirinale, 5 aprile 2022.
  70. a b c d Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia inaugurale di "Procida Capitale della Cultura 2022", Procida, 9 aprile 2022.
  71. Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell'incontro con gli esponenti delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma, nella ricorrenza del 77° anniversario della Liberazione, Roma, Palazzo del Quirinale, 22 aprile 2022.
  72. a b c Dall'Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del 77° Anniversario della Liberazione, Acerra, 25 aprile 2022.
  73. Da La politica delle tribù: tre anni di cronaca siciliana, Rubbettino Editore, 2002, p. 19. ISBN 9788849803563.

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