Formula 1

massima serie automobilistica per vetture a ruote scoperte
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Citazioni sulla Formula 1.

CitazioniModifica

  • [Nel 2022, «cosa pensa che sia necessario che la Formula 1 faccia per assicurare un maggiore equilibrio in griglia?»] A meno che non si corra con le stesse macchine, come avviene in Formula 2, ci saranno sempre persone che faranno un lavoro migliore degli altri. [...] Penso però che la combinazione dei regolamenti tecnici con quelli finanziari livellerà il gruppo nel corso degli anni. (Mike Krack)
  • [Nel 2021] Ai miei tempi c'era più libertà, si rischiava molto di più in termini tecnici, oggi i progettisti sono assai condizionati dall'aspetto economico. (Mauro Forghieri)
  • [Sul confronto tra la Formula 1 passata e quella del 2015] Allora il pilota prevaleva sull'auto. Oggi vediamo chi sono i migliori ma è difficile dare un giudizio consolidato, specie se la vettura non ha interpretato gli ondivaghi e a volte misteriosi regolamenti. (Mario Poltronieri)
  • [«La Formula Uno appare ai più come un mondo eccessivamente tecnologico e forse lontano dalla realtà delle vetture di serie. È una interpretazione corretta?»] Come in tanti altri sport l'esasperazione la fa da padrona; lo si deduce dai regolamenti tecnici, eccessivamente articolati, talvolta nebulosi, contorti, dalla sofisticazione e complessità meccanica e aerodinamica delle monoposto, dalla preparazione atletica che i piloti devono possedere per sopportare le elevate sollecitazioni che subiscono al volante. L'obiettivo rimane quello di primeggiare. (Giancarlo Bruno)
  • Credo di aver corso in generale nel miglior periodo della F1 perché le macchine degli anni Ottanta col motore Turbo erano pazzesche, con quasi 1500 cavalli e una tenuta molto limitata che le rendeva incredibili da guidare, come una bomba sul punto di esplodere... Non penso ci sarà mai un'altra era come quella: la qualità dei piloti era altissima, quando sono arrivato in F1 c'erano ben sei campioni del mondo. (Stefan Johansson)
  • [Nel 2019] Guardo i Gran premi, ho amici legati al mondo delle corse, ma ho l'impressione che la Formula 1 oggi sia peggiorata rispetto a quando correvo io. Ci sono troppe regole, le penalizzazioni, succede che chi arriva primo viene retrocesso per qualche motivo... No, credo che il periodo in cui ho corso io fosse sportivamente migliore, un'epoca in cui la macchina e il pilota, per emergere, dovevano dare qualcosa di più. [«Qualcosa che talvolta costava molto caro.»] Sì, rischiavamo la vita ogni settimana. Anche adesso, sia chiaro. Ma allora le auto erano diverse. Correvamo con i piedi oltre l'asse delle ruote anteriori... Lo so bene: sono stato molto fortunato. (Jody Scheckter)
  • Ho avuto la fortuna di vivere la Formula 1 in un'epoca secondo me molto bella, piena di campioni di talento. Ho vissuto l'era di Senna e Prost, della McLaren-Honda, ma di tanti personaggi prima che piloti, che hanno fatto la storia dell'automobilismo sportivo. La mia è stata l'epoca precedente Schumacher [...] ma come dicevo Senna, Prost, Berger, Mansell, Piquet, gli italiani, Nannini, Patrese, Alboreto, De Angelis [...] però voglio dire era una F1 molto diversa dall'attuale, se vogliamo anche molto più umana ma divertente... (Gabriele Tarquini)
  • Ho capito che non c'è niente di sicuro in Formula 1. Anche se hai vinto, se hai tenuto testa ad un doppio campione del mondo come Fernando, non hai la certezza di avere un futuro garantito. [...] Bisogna sempre essere al top, guai a mollare. (Esteban Ocon)
  • [Nel 2014, «com'è cambiata la F1 rispetto ai tuoi tempi?»] Ho fatto recentemente un confronto: oggi le F1, a parità di tracciati, impiegano 12 secondi al giro in meno rispetto a quelle che guidavo io vent'anni fa. Ma non c'è la percezione di questa maggior velocità perché oggi le macchine viaggiano sui binari e non danno spettacolo. Quando, quasi trent'anni fa, al GP del Belgio, circuito di Spa-Francorchamps, mi buttavo giù dalla discesa che porta alla esse dell'Eau Rouge e poi al Radillon, mi chiedevo starà dentro la macchina, ce la farò a venirne fuori? Oggi non è più così. (Ivan Capelli)
  • Ho vissuto sia il periodo ancora "romantico" della F1, con tecnologie e mezzi molto inferiori a quelli di oggi, con i piloti veri "Cavalieri del rischio", con auto molto pericolose, sia il periodo dell'alta tecnologia e della super-sicurezza. Ebbene, debbo dire che nel primo periodo c'era più passione, e i piloti contavano di più, potevi vincere con un mezzo inferiore; oggi, anche se sei bravissimo, senza un mezzo competitivo, non puoi fare molto [...]. Poi c'è troppa tecnologia, i piloti sembrano telecomandati dai box, quasi conta di più l'ingegnere, lo stratega, che non il pilota, e questo non è giusto, perché penso che anche i piloti bravi vorrebbero più autonomia, e si divertirebbero e farebbero divertire di più. (Daniele Audetto)
  • [Nel 2015] I miei parametri sono assolutamente diversi da quelli con cui adesso fanno le corse. Magari noi eravamo anche troppo gladiatori, ma adesso è ridicolo: intendo il drive through, le penalità, e roba del genere. Poi lo chiamano campionato piloti e se si deve sostituire il motore, che è problema della scuderia, la penalità la danno al pilota. Ma non puoi punire il pilota se il problema è della scuderia. Se una squadra usa un motore in più, i punti vanno tolti alla squadra nella classifica costruttori. Fanno veramente cose che sono dei veri controsensi. È ridicolo che anche i piloti si siano adeguati a questa regola. Ed è ridicolo che se uno che non ti fa passare, dici al team di chiamare [...] per prendere provvedimenti. Ma che Formula 1 è? Roba da matti! (Riccardo Patrese)
  • [Nel 1984] In Formula Uno ci sono troppe variabili, troppe differenze. [...] Ci sono troppi salti qualitativi tra le varie macchine. Ti puoi chiamare Lauda, Prost, Piquet, ma se non hai una macchina vincente non fai niente. [«Ritieni quindi, che se non si è in possesso di una vettura vincente, è giusto non dare il massimo?»] Esattamente. Anzi, si dovrebbe andare ancora più piano, dal momento che si verificano ancora incidenti fra vetture che lottano nelle retrovie. Un pilota deve dare il massimo quando ha la macchina competitiva. Non puoi pretendere chissà cosa da una vettura che gira più lenta di tre secondi. Puoi andare più forte del tuo compagno di squadra, non potrai certo pretendere di vincere la corsa. È inutile rischiare per niente. (Elio De Angelis)
  • La Formula 1 è cambiata molto nel corso degli anni, si è trasformata in uno sport più atletico. Come piloti, siamo sottoposti ad alte temperature, a una forza di gravità da tre a sei volte maggiore, a molto rumore e vibrazioni. Durante la corsa, la frequenza cardiaca può arrivare al 90% del suo massimo e la temperatura corporea aumenta fino a un massimo di 39,8 gradi. Sono sicuramente tanti di numeri ma, in breve, durante una gara si bruciano circa lo stesso numero di calorie che bruceresti correndo una mezza maratona. [«Qual è, dunque, la sfida più impegnativa?»] Senz'altro mantenere la concentrazione durante la corsa. Questo significa prendere continuamente decisioni ad alto rischio per la guida, ma anche comunicare costantemente con il team per la strategia e premere oltre 20 diversi pulsanti del volante durante i giri. Direi quindi che bisogna essere sicuramente in forma per riuscirci. (Max Verstappen)
  • La Formula 1 la seguo e mi piace seguirla. Forse la trovo un ambiente un po' poco attraente per noi piloti delle altre categorie, poiché nel circus ci sono tanti piloti che sono lì non tanto per merito quanto per soldi e per business. Perché in fin dei conti è naturale che quando attorno ad un mondo girano così tanti soldi, l'interesse di chi sia lì dentro siano i soldi. Quindi a parte i team che hanno le Academy [...], gli altri team vanno a prendere i piloti paganti, per non parlare dei terzi piloti o i development driver d'occasione. È tutto un insieme di cose che rende quell'ambiente un po' poco affascinante per noi piloti ma dopotutto è il circus no? È un grande circo, e alla fine piace guardarlo. (Michela Cerruti)
  • La Formula 1 non può continuare ad andare contro la realtà mondiale: deve essere più economica e più attraente per il pubblico. Quello che il pubblico vede il weekend è lo sport, ma quando si dà lavoro a 1000 persone non si può parlare solo di sport. (Flavio Briatore)
  • La Formula non è un vero e proprio campionato piloti. Per me il fascino della F1 sta nell'importanza delle auto [...] quando penso alla F1, penso a un campionato costruttori. Si cercano di costruire le auto più veloci possibili all'interno di un budget che dovrei definire irragionevole. Questo è quello che è emozionante. (Josef Newgarden)
  • [Nel 2017] L'accordo con Sauber F1 Team è un passo significativo nella ricostruzione del brand Alfa Romeo che, tornando in F1 dopo un'assenza dalle corse di oltre 30 anni, restituisce al campionato uno dei marchi che hanno fatto la storia di questo sport, andando ad aggiungersi ad altre importanti aziende automobilistiche in F1. (Sergio Marchionne)
  • [Nel 2022] La struttura di una squadra in Formula 1 non è mai statica, ma si evolve in continuazione. C'è chi arriva e chi parte, ci sono i cambiamenti regolamentari e il rafforzamento di alcuni dipartimenti a volte viene fatto proprio per le novità del regolamento. L'aspetto finanziario credo sia un ottimo esempio: anni fa i dipartimenti delle finanze erano molto piccoli, mentre adesso con i regolamenti economici queste divisioni stanno crescendo. (Mike Krack)
  • [Nel 2020] Mancano tanto nel paddock di oggi i rapporti umani, negli anni 90 era più semplice, l'amicizia ci legava. Ricordo di tante serate passate con piloti e team manager a scherzare, l'atmosfera era diversa. (Claudia Peroni)
  • Mi piacerebbe tornare ai tempi d'oro in cui la F1 rivoluzionava per la prima volta la sua aerodinamica. Essere in Lotus, quella di Colin Chapman. A quei tempi si rivoluzionava di continuo con meno limiti. Le minigonne e non solo. Un periodo purista mai rivissuto, per l'aerodinamica e il concetto del telaio che gli andava intorno. (Luca Furbatto)
  • Mi ricordo che nel 1983 o '84 mio padre mi porta a vedere le prove libere a Monza, in parabolica. Era il periodo dei turbo. Quindi vedo Arnoux, e la visione di quella velocità mi sciocca. Cosa sto vedendo? Questi sono dei mostri. Io magari guardavo i cartoni animati dei robot, dove c'era dentro un uomo che li guidava, e la Formula Uno era la cosa più vicina possibile a Mazinga. (Francesco Mandelli)
  • [Nel 2013] Nello sport di alto livello, e parlo in generale di tutti gli sport, manca quel rapporto che avevamo noi all'epoca. Non vedo oggi quella capacità di essere amici e nemici allo stesso tempo. Spesso si è nemici fuori e dentro il campo, fuori e dentro la pista. Con la cattiveria addosso, insomma. Fino agli anni Ottanta, finito il lavoro, si era amici e si andava al bar a bere insieme. Anche allora girava il denaro, ma non girava tutto intorno ai soldi. C'era di più. C'era più cuore. E l'invidia rappresentava uno stimolo, non un sentimento da trasformare in qualcosa di brutto. E poi, diciamola tutti. Nella mia Formula 1 correvano i più bravi, quelli che avevano dimostrato di saperci fare. Oggi corrono soltanto i piloti che portano in dote un bel po' di quattrini. (Arturo Merzario)
  • [Nel 1973] Non cambiare mai solo per il gusto di cambiare. Questa F.1 è molto popolare, alla gente piace guardarla e noi abbiamo avuto folle da primato ovunque. I cambiamenti che migliorano le cose, come la sicurezza, sono buoni, ma non penso che sia necessario cambiare totalmente la Formula. (Ken Tyrrell)
  • [Nel 2013, «la F1 di allora e quella di adesso sono due mondi diversi, quale le piace di più?»] Non mi interessa tornare indietro. Preferisco la tecnologia, il maggiore business e lo spettacolo generale che è diventata la F1 attuale, in grado di attirare molti personaggi in gamba sia dal punto di vista tecnico che commerciale. Credo che anche il pubblico possa capire e apprezzare meglio quello che facciamo, che è uno sport sofisticato. (Frank Williams)
  • [Sulla Formula 1 degli anni Duemiladieci] Oggi abbiamo uno show molto bello all'esterno, nel contorno. Ma in gara mancano i sorpassi. [...] E questo a mio parere penalizza l'aspetto umano, la possibilità di utilizzare e mostrare tutta la propria forza. Credo che soluzioni tecniche dovrebbero lasciare più spazio al pilota, per utilizzare e mostrare in modo più libero il proprio talento. La tecnica è importantissima, ma è il gesto umano a emozionare. (Daniel Ricciardo)
  • [Sulla Formula 1 degli anni Duemiladieci] Oggi c'è molta enfasi sulla raccolta e lo sviluppo dei dati, cosa che appiattisce molto il livello perché è possibile copiare la strategia degli avversari. La telemetria è un po' un male: se potessi, darei più potere ai piloti, inserendo più comandi manuali. Ho guidato una Ferrari del 1988, quella di Berger, senza servosterzo, con tre pedali e il cambio manuale. Era molto semplice, un po' più lenta ma più viva di quelle di oggi. (Sebastian Vettel)
  • [«Che differenza vede tra la sua Formula 1 e quella di oggi?»] Oggi c'è più competitività che permette anche alle scuderie minori di lottare per buone posizioni. Non comprendo quelle persone che criticano la Formula 1 attuale. Ai miei tempi il distacco tra i team più forti e quelli più deboli era di quattro-cinque secondi, oggi in meno di tre ci sono 20 monoposto su un circuito di 5,3 chilometri e 15 curve. Alla competitività vengono però meno i sorpassi e contano di più le strategie, gli ingegneri e le abilità dei piloti. (Gian Carlo Minardi)
  • Passare dalla F.2 alla F.1? Lo confesso, il salto è stato superiore alle mie aspettative, pensavo sarebbe stato difficile, ma non così. Oggi un debuttante in F.1 ha più problemi rispetto al passato, perché una volta i piloti potevano debuttare dopo aver percorso parecchi km di prove, oggi invece no. Le prove le fai al simulatore e poi quando entri in macchina davvero, devi scoprire tutto un mondo nuovo. Non fai molti km di test, per cui arrivi alla prima gara che guidi a intuito, a sensazioni, scopri giro per giro come va una F.1. Un conto è il simulatore di F.1, un altro guidarla davvero. (Charles Leclerc)
  • Quando correvo in Formula 1 anch'io ero fatalista, mi ripetevo sempre che a me non sarebbe mai capitato. Ho capito che l' incidente mortale sarebbe potuto capitare a chiunque quando ho visto morire Senna, che era il migliore pilota del mondo, aveva la migliore macchina della Formula 1, curata nel modo migliore del mondo. Allora capii e dissi basta: e le corse sono riuscito a mandarle a quel paese. (Riccardo Patrese)
  • [...] quello che voglio vedere è un regolamento che dia libertà alle innovazioni, alle idee, all'ispirazione dei tecnici. La F1 ha bisogno di questo, altrimenti la sola alternativa è avere pezzi standard. Bisogna premiare le soluzioni più intelligenti: fa parte dell'essenza della F1. (Ross Brawn)
  • Questa è la Formula 1. I venti piloti migliori del mondo sono qui e inevitabilmente dovrai competere contro di loro se vuoi diventare campione del mondo, anche se sono compagni di squadra. Fa parte del gioco. Se hai timore di andare contro un qualsiasi pilota, allora questo sport non fa per te. (Carlos Sainz Jr.)
  • Questo è uno sport di squadra, ma quando tagli il traguardo tu sei la persona che ha vinto, tu sei il campione del mondo. (Jenson Button)
  • [Sulla Formula 1 degli anni Duemiladieci] Riportare un grosso nome nei gran premi mondiali è un ricco business: basti osservare la mania ecclestoniana di riproporre una finta Lotus, o di far ponti d'oro a una Mercedes, che solo gli ignoranti o i più servili chiamano macchina tedesca o macchina di Stoccarda, con un telaio costruito nell'ex team Brawn a Brackley (Inghilterra) e con un motore realizzato dalla ex Ilmor a Brixworth (sempre Inghilterra), con capitali germanici. Eppure, il grande Jack Brabham, imitato dai suoi ammirevoli eredi, disse no allo stesso Ecclestone, che pure ebbe in gestione la squadra già a fine anni Settanta. La saga dei Chapman (Lotus) o Brabham o Cooper o Maserati o Bugatti non può continuare, se mancano valide discendenze. Questi sono i grandi valori che ancora contano in uno sport dell'automobile in declino. (Enrico Benzing)
  • [...] sappiamo bene che la Formula 1 è uno sport ma allo stesso tempo anche un terreno d'affari. (Daniel Ricciardo)
  • Si dice che vincono sempre gli stessi, ma d'altronde non è che nel campionato di calcio si faccia tutto per far vincere il Chievo. (Giorgio Terruzzi)
  • [«[...] lei inventò gli alettoni o quantomeno lì applicò alla F.1»] Si e ho fatto male perché l'aerodinamica che ne è scaturita ha rovinato un po' tutta la F.1. (Mauro Forghieri)
  • [Nel 1984, «piloti di Formula Uno si nasce?»] Si nasce e ci si costruisce per diventarlo. [...] Occorre fare una scelta a 14 anni. Invece del motorino, bisogna comperare il go-kart. Bisogna rinunciare alla prima ragazzina perchè non la si può portare in pista. [«E alla seconda?»] Alla seconda no. Però è una vita di sacrifici. La gente spesso non sa che la nostra è una vita difficile, una vita stressante. Un uomo che vuol fare carriera, ad esempio un imprenditore, ha vent'anni a disposizione per mostrare agli altri ciò che sa fare. Noi no, solo quattro o cinque. Dieci quando va benissimo. Quindi è tutto molto più accellerato. Si invecchia in fretta. (Elio De Angelis)
  • [Nel 2015] Sicuramente una volta era molto più difficile sorpassare, perché dovevi fare azioni molto più aggressive. Adesso quasi tutti i sorpassi si fanno in rettilineo. (Teo Fabi)
  • Sono nato con la Formula 1 anni '80 ma penso che l'apice si sia raggiunto a cavallo tra gli anni '60 e '70: quella per me è l'epoca d'oro, perché le macchine erano spettacolari e veloci. Ma era il pilota a fare la differenza. Nella Formula 1 contemporanea è la tecnologia a fare la differenza. (Gerhard Berger)

Claudio LombardiModifica

  • [Nel 2014] Della Formula 1 ho una conoscenza tecnica, mentre non sono aggiornato sui meccanismi che regolano lo spettacolo sportivo. Non lo ritengo un aspetto negativo l'allargamento del calendario in paesi che non hanno una tradizione con la Formula 1, perchè la platea televisiva è quella che governa gli orientamenti degli organizzatori, anche se in alcuni autodromi il pubblico è scarso. Invece proprio non mi piacciono alcuni tracciati privi di contenuti tecnici, quelli piatti, dove è molto difficile superare. Spa e Suzuka sono l'esempio da considerare quando si vuole immaginare un nuovo progetto di pista per la Formula 1.
  • [Nel 2014] La Formula 1 degli anni '70 era una palestra tecnica di grande livello, dove tutti si potevano esercitare al massimo. Oggi tutto questo è limitato [...]: è ammessa una sola soluzione.
  • [Nel 2015] La Formula 1 di oggi non ha perso di interesse a causa della power unit: sostenere questa tesi, mi sia concesso, nasconde secondi fini... Abbandonare le attuali unità propulsive sarebbe una decisione di retroguardia, miope. Ritornare al passato significherebbe sacrificare gli obiettivi raggiunti in termini di reale progresso tecnico che hanno portato, tra i tanti vantaggi, un livello di efficienza del motore superiore del 40% rispetto agli aspirati della Formula 1 di un tempo. Sono invece contrario agli investimenti giganteschi per l'aerodinamica necessari a introdurre soluzioni sempre più sofisticate sulle monoposto che nessun ritorno hanno sulle vetture di serie: ogni minuto speso in galleria del vento sono soldi buttati al vento per esercizi che producono alette e alettine — io le chiamo "pennette" — il cui rendimento è minimale. L'obiettivo della Formula 1, sin dagli albori, è sempre stato incentrato sulla ricerca della prestazione. Dopo oltre sessant'anni, il nuovo obiettivo imposto dall'evoluzione tecnica in campo motoristico è quello della ricerca della massima efficienza del propulsore: questa è la chiave di lettura che costituisce la vera differenza tra la Formula 1 di ieri e quella che verrà [...]. Oggi è già domani.
  • La Formula 1 rappresenta la massima espressione della ricerca tecnica, un'attività che deve essere sviluppata in casa senza chiudersi in se stessi, bensì guardando lontano attraverso un nucleo stabile di ingegneri in grado di sedimentare nel tempo insieme il grande patromonio di esperienza acquisita progetto dopo progetto. Il team tecnico di una scuderia di Formula 1 non può essere gestito come una squadra di calcio dove c'è un continuo cambio di giocatori o dove si sostituisce l'allenatore in pieno campionato, nella speranza di raggiungere un risultato migliore. Nemmeno nel calcio una strategia del genere premia, figuriamoci nella Formula 1 che fonda l'attività sul patrimonio tecnico e cioè sugli uomini che compongono l'azienda. La miglior macchina è sempre figlia di una evoluzione progettuale che si arricchisce nel tempo di soluzioni e intuizioni maturate con l'esperienza del gruppo di lavoro. Ripartire ogni stagione sportiva da un foglio bianco, spesso significa azzerare gli elementi acquisiti con i precedenti modelli di progetto.
  • Ognuno vive nel suo motorhome, i piloti fuggono dopo le gare, si è tutti diffidenti per via di una stampa aggressiva.

Andreas SeidlModifica

  • [Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi] Dal mio punto di vista, il divario tra i top team e gli altri [...] non è una sorpresa quando in Formula 1 si affrontano dei nuovi regolamenti tecnici. Le squadre che hanno le infrastrutture migliori e che in passato hanno disposto di finanze illimitate per creare il miglior team possibile con i migliori strumenti e le migliori metodologie, forse hanno persino più motivi per creare qualcosa da un foglio bianco e assicurarsi un vantaggio più grande, utilizzando tutto quello che hanno a disposizione. [...] Allo stesso tempo però, sono convinto che con il budget cap in vigore e con una stabilità regolamentare nel tempo le prestazioni tra le squadre convergeranno e lo sport migliorerà sempre di più. Ne sono assolutamente convinto.
  • La ragione per cui amo questo sport è perché oltre ai soldi e alla tecnologia resta uno sport umano e di squadra, dove il pilota gioca ancora un ruolo.
  • [Nel 2022, sulla questione "squadre B" in Formula 1] Non è un segreto che queste collaborazioni consentite all'interno delle regole siano una preoccupazione per noi. Per questo motivo sono dell'opinione che in futuro si debbano regolamentare queste collaborazioni per fare in modo che la Formula 1 torni ad essere un campionato con 10, 11 o 12 costruttori reali. Dal mio punto di vista l'unica condivisione possibile dovrebbe essere quella relativa alle power unit ed al cambio, mentre tutti il resto deve essere realizzato in maniera autonoma. Sappiamo che appena vai oltre questo scambio hai un trasferimento di dati che diventa rilevante per migliorare le prestazioni della monoposto. [...] è necessario che venga definito con certezza il limite di ciò che può essere condiviso tra i team.

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