Mike Krack

Mike Krack (1972 – vivente), ingegnere e dirigente sportivo lussemburghese.

La nuova impronta di Aston Martin

Intervista di Carlo Platella, formulapassion.it, 23 agosto 2022.

  • La struttura di una squadra in Formula 1 non è mai statica, ma si evolve in continuazione. C'è chi arriva e chi parte, ci sono i cambiamenti regolamentari e il rafforzamento di alcuni dipartimenti a volte viene fatto proprio per le novità del regolamento. L'aspetto finanziario credo sia un ottimo esempio: anni fa i dipartimenti delle finanze erano molto piccoli, mentre adesso con i regolamenti economici queste divisioni stanno crescendo.
  • [«State ancora inseguendo le vostre idee oppure guardate [...] per cercare ispirazione?»] Penso che in primo luogo ci si debba concentrare su sé stessi, perché copiare semplicemente [...] non funziona. È importante comprendere i progetti, le filosofie della concorrenza e capire quale sia il ragionamento dietro, piuttosto che concentrarsi sui dettagli. [...] guardare cosa fanno gli altri, in particolare cercare di capire come far funzionare qualcosa e come questa lavori rispetto alle soluzioni proprie. Si tratta anche di capire quale soluzione abbia il maggiore potenziale di sviluppo, perché con una filosofia si potrebbe restare bloccati a un certo punto, mentre con altre si può sviluppare ulteriormente.
  • [«Cosa pensa che sia necessario che la Formula 1 faccia per assicurare un maggiore equilibrio in griglia?»] A meno che non si corra con le stesse macchine, come avviene in Formula 2, ci saranno sempre persone che faranno un lavoro migliore degli altri. [...] Penso però che la combinazione dei regolamenti tecnici con quelli finanziari livellerà il gruppo nel corso degli anni.
  • [Sul come esercitare una leadership] [...] provo a gestire senza esagerare, perché bisogna trovare il giusto compromesso tra la carenza di supervisione e la completa mancanza di fiducia. È importante che quando si assumono persone di alto livello [...] non si dica loro cosa fare ogni cinque minuti. È importante avere un dialogo con loro e chiedere cosa si possa fare, di cosa ci sia bisogno e in cosa si possa essere utili, ma non sta a me analizzare i campi di flusso aerodinamici. Per quello abbiamo degli esperti che sono molto molto più bravi di me. Queste sono cose in cui penso di poter essere positivo, provare a dare loro la libertà per sviluppare senza troppi vincoli, che possono essere finanziari oppure copie, ad esempio dire "voglio questo" oppure "lo voglio come lo fanno gli altri". Questo è completamente sbagliato, perché stronca le persone. Devi promuovere un ambiente dove la gente si senta al sicuro e possa essere creativa [...].
  • [«Quanto è difficile arrivare in un'organizzazione in espansione rispetto che in una realtà già consolidata?»] Ci sono pro e contro in questo. Se arrivi in un'organizzazione consolidata, non puoi cambiare niente in realtà. Non intendo cambiamenti fini a sé stessi, ma ad esempio quando dopo un'analisi capisci di dover rafforzare qualcosa perché è di vecchio stampo. Sicuramente questo è un problema. [...] D'altra parte, in una squadra in espansione è molto più difficile mantenere la presa e restare al passo, perché cambia tutto. C'è un po' più di distrazione, ma preferisco questo piuttosto che arrivare in un'organizzazione dove tutti pensano di dover continuare a lavorare come fatto negli ultimi trent'anni.

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