Aleksej Naval'nyj

attivista, politico e blogger russo
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Aleksej Anatol'evič Naval'nyj (1976 – 2024), avvocato e politico russo.

Naval'nyj nel 2011

Citazioni di Aleksej Naval'nyj

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  Citazioni in ordine temporale.

  • [Parlando dell'immigrazione] Nessuno dovrebbe essere picchiato. [Invece,] tutto ciò che ci infastidisce dovrebbe essere accuratamente, ma inflessibilmente eliminato mediante la deportazione... Un dente senza radice è considerato morto. Un nazionalista è colui che non vuole che la radice "russa" venga cancellata dalla parola "Russia". Abbiamo il diritto di essere russi in Russia e proteggeremo questo diritto.
No one should be beaten. [Instead,] everything that bothers us should be carefully, but unyieldingly eliminated by means of deportation … A tooth without a root is considered dead. A nationalist is he who does not want the root ‘Russian’ to be deleted from the word ‘Russia.’ We have the right to be Russian in Russia and we will protect this right.[1]

Da Yale

28 aprile 2010; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • Voglio allargare seriamente lo strumentario del nostro lavoro, e imparare/capire come usare contro i Capaci Manager tutte le leggi estere sulla corruzione, la legislazione antiriciclaggio di USA ed UE, i regolamenti di Borsa eccetera. Noi dobbiamo essere capaci di fregarli per bene là dove non sono protetti dagli avidi truffatori della Procura Generale e dei tribunali russi.
  • Non c'è bisogno di dimostrare, alle riunioni, che il Wi-Fi non è un'invenzione diabolica della CIA per informazioni top secret sulla diminuzione dei capi di bestiame.
  • [...] l'Oscar non l'ho ancora ricevuto, ma di ringraziamenti ne ho molti da fare.
  • Abbiamo problemi con l'immigrazione illegale, abbiamo il problema del Caucaso, abbiamo un problema di crimini etnici... il fatto che le nostre autorità fingano ipocritamente che tali problemi non esistano porta le persone a discuterne solo per strada, alla Marcia russa [la marcia dei nazionalisti].
We have problems with illegal migration, we have the problem of the Caucasus, we have a problem of ethnic crimes... the fact that our authorities hypocritically pretend that such problems do not exist leads to people discussing them only in the street, at the Russian March.[2]

Da Sono un tipico credente post-sovietico

Intervista di Boris Akunin, 4 gennaio 2012; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • La fonte del potere nello Stato nazionale è la nazione, i cittadini e non le élite che invitano a conquistare la metà del mondo e a imporre il dominio globale, ma sotto sotto derubano la popolazione che marcia verso l'oceano Indiano. Lo Stato è indispensabile per garantire una vita confortevole e dignitosa ai cittadini, per difenderne gli interessi individuali e collettivi. Lo Stato nazionale va nella direzione di uno sviluppo europeo per la Russia, la nostra piccola casa europea confortevole e al tempo stesso forte e sicura.
  • Va bene che le persone siano religiose, così come va bene che alcune persone prendano in giro la religione. Le battute sulla religiosità nei Simpson o in South Park vanno benissimo e non mi offendono minimamente.
  • La posizione della Chiesa ortodossa è che ogni potere viene da Dio, perciò qualsiasi potere va sostenuto. Bisogna prenderla con filosofia.
  • Giorni fa ho letto un curioso articolo su «Vedomosti», che descriveva i casi dei dittatori che hanno lasciato il potere in modo pacifico. Curiosamente, quasi ovunque il principale mediatore tra il dittatore e gli oppositori è stata la Chiesa. È possibile che questo avvenga ora nel nostro Paese? Non credo. Ma mi piacerebbe molto che la Chiesa ortodossa russa avesse una posizione tale che tutte le parti in conflitto cercassero e accettassero la sua mediazione.

Da «L'aula del tribunale è la mia tribuna». Ultima parola al primo processo «Kirovles»

5 luglio 2013; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • Noi tutti (me compreso) sappiamo benissimo che lo scopo principale di questo processo è come quello delle serie televisive, fare in modo che nei telegiornali dei canali federali qualcuno possa citare il mio nome come quello della persona che ha rubato il legname nella Regione di Kirov, il delinquente. Come se questo potesse cancellare con un colpo di spugna tutto quello che ho scritto sui delinquenti veri, quelli che rubano miliardi a noi tutti e che hanno preso il potere nel nostro Paese.
  • Comunico che io e i miei colleghi faremo di tutto per distruggere il sistema feudale che stanno costruendo in Russia. Distruggere un sistema di potere nel quale l'83% delle risorse nazionali appartiene allo 0,5% della popolazione.
  • [...] dopo 15 anni che è arrivata una valanga di soldi grazie al gas e al petrolio, agli abitanti non è rimasto nulla. [...] Un solo ed unico prodotto oggi è più disponibile rispetto al periodo sovietico, la vodka. A parità di potere d'acquisto, solo la vodka costa di meno. Questo vuol dire che a noi, cittadini di questo Paese, sono garantiti solo il degrado e l'alcolismo.
  • Se qualcuno ritiene che io, avendo sentito ventilare una condanna a sei anni, scapperò all'estero o mi nasconderò, si sbaglia di grosso, non scapperò da me stesso. Non ho altra via d'uscita e non voglio fare altro che questo, aiutare gli abitanti del mio Paese, lavorare per i miei concittadini.
  • [...] non può continuare all'infinito che un Paese di 140 milioni di abitanti, immenso, il più grande del mondo, uno dei più ricchi al mondo, sia sottomesso a una banda di mostri che in realtà non sono nessuno, neanche negli oligarchi, perché quelli si sono fatti i capitali con il cervello e l'astuzia. Sono semplicemente i bassi ranghi del partito, che poi sono diventati democratici e oggi fanno i patrioti, e hanno ramazzato tutto quanto. Questo equivoco verrà superato col nostro lavoro.

Intervista di Claudio Altarocca, Lastampa.it, 27 agosto 2013.

  • La mia posizione è basata esclusivamente sulla legge e la Costituzione, dove è scritto che le manifestazioni pacifiche non possono essere vietate. [...] Non intendo dire no ai gay pride, alle "marce russe" [le marce degli ultranazionalisti] o qualsiasi altro evento pubblico. Chiunque voglia uscire e marciare senza violare l'ordine pubblico, potrà farlo quanto gli pare. È la mia posizione più importante.
  • Il Cremlino semplicemente governa con la sociologia: hanno individuato tramite qualche inchiesta un gruppo, che a loro parere suscita reazioni negative nel popolo: gli omosessuali. E di continuo tirano fuori qualche storia, perché i gay disturbano la loro agenda politica.
  • Sarò un ottimo sindaco. Se vinco, il sistema Putin chiaramente non potrà esistere. Voglio cambiare il Paese.
  • Per me [Vladimir Putin] è la persona che ha fondato nel mio Paese un sistema corrotto che ne impedisce lo sviluppo e che voglio distruggere.
  • [Sull'annessione della Crimea alla Russia] La Crimea appartiene alla gente che ci vive [...] La penisola è stata occupata in flagrante violazione di tutte le norme internazionali. E tuttavia la situazione reale è tale che la Crimea ora è parte della Federazione Russa. E non dobbiamo nutrire illusioni. Anche agli ucraini consiglio vivamente di non illudersi. Resterà parte della Russia e nel prossimo futuro non tornerà all'Ucraina.[3]
  • Cos'è la Crimea, un panino al salame che ci si passa l'un l'altro? Io non credo.[3]
  • [Su Robin Williams] Lui, senza alcun dubbio, era una persona davvero in gamba.[4]

Da Buona Pasqua!

20 aprile 2014; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • Contro che cosa si era battuto il Signore? Contro la menzogna, l'ipocrisia, la schiavitù, l'usurpazione del potere da parte di delinquenti e ladri. Contro tutto quello che maggiormente ci disgusta, che ha disgustato molti prima di noi e disgusterà molti dopo di noi.
  • Non aveva chi potesse sostenerlo, cose come i nostri meeting erano proibite, gli OMON lo tormentavano con le lance, i mass media erano sotto il controllo dei farisei, al potere c'erano dei furfanti con proprietà immobiliari all'estero. E dei dodici che componevano il comitato centrale del suo partito, uno era un provocatore, un traditore che si era venduto per soldi e si era messo al servizio della Sezione «E» del tempo.
  • I malvagi distrussero tutto quello che era stato fatto. I discepoli furono costretti a rinnegarlo. Lui stesso fu torturato e ucciso. E tutto crollò e calarono le tenebre.
    Cosa sono tutte le nostre "difficoltà" e i nostri "problemi" in confronto a ciò che ha dovuto provare lui?
    Ma il Bene, la Giustizia, la Fede, la Speranza e la Carità ebbero comunque la meglio.

Da Come nasce un caso politico. Il processo «Yves Rocher»

22 aprile 2014; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • Il caso Yves Rocher è stato proficuamente usato dalla tivù in modo che per due anni di fila al nome Naval'nyj venisse associato «che con suo fratello ha rubato 50 milioni di rubli alla compagnia francese Yves Rocher». Poi un po' per volta la cifra sottratta è scesa a 27 milioni, ma la sostanza non cambiava.
  • Noi siamo centinaia di migliaia. Basta cliccare tre volte e parlare con tre persone che subito qualche milione sarà informato.
  • Ho detto centinaia di volte che noi siamo di più, e la nostra forza è tale da far fuori in un attimo qualsiasi propaganda. Bisogna semplicemente lavorare, e non credere che qualcuno lo farà al posto nostro. Qualcuno che ha più tempo o gli amici di Facebook. Nessuno farà niente, semplicemente il vostro posto sul fronte resterà sguarnito. E in quello spazio si insinueranno il brutto muso di Dmitrij Kiselëv, le varie Margarita Simonian con gli pseudopodi tremanti. E nessuno ne avrà colpa se non voi.

Da Non bisogna fissare il tavolo. Ultima parola al processo «Yves Rocher»

19 dicembre 2014; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • Gli esseri umani sono fatti in maniera diversa. La coscienza umana compensa il senso di colpa, altrimenti le persone si spiaggerebbero come le balene. Non si può tornare a casa e dire ai propri figli e al marito: «Sai, oggi ho fatto condannare una persona chiaramente innocente. Sto male e starò male per sempre». No, noi non facciamo così, siamo fatti in un altro modo. Loro diranno invece: «Aleksej Anatol'evič, lei capisce», oppure: «Non c'è funo senza arrosto». O anche: «Non c'era bisogno di pestare i calli a Putin», come ha detto di recente un rappresentante del Comitato Investigativo. Se non avesse attirato l'attenzione su di sé, se non avesse agitato le braccia e non avesse ostacolato il passaggio dei cittadini, probabilmente tutto sarebbe andato bene.
  • Ci sono moltissime persone che sono costrette a commettere certe bassezze oppure (ancora più spesso) le fanno senza che nessuno le costringa o neanche glielo chieda. Fissano semplicemente il tavolo, cercano di ignorare tutto ciò che accade attorno a loro. E la nostra battaglia per le persone come voi, che guardano il tavolo, è proprio quella di spiegarvi ancora una volta che non dovete farlo, ma dovete ammettere davanti a voi stessi che purtroppo, nel nostro bel Paese, tutto il potere e tutto ciò che accade si basa su menzogne senza fine.
  • Mi raccontano che non occorre difendere gli interessi dei russi in Turkmenistan, ma che per gli interessi dei russi in Ucraina dobbiamo fare la guerra. Mi dicono che nessuno offende i russi in Cecenia. Mi dicono che non ci sono ruberie in Gazprom. Io porto documenti concreti che dimostrano che questi funzionari hanno proprietà e società non registrate, e loro mi rispondono: «Non è vero niente». Dico: «siamo pronti a venire alle urne e a sconfiggervi in queste elezioni: abbiamo registrato un partito, facciamo un sacco di cose» e loro rispondono: «Sciocchezze: vinceremo noi le elezioni, voi non particeperete, non perché non ve lo permettiamo, ma perché non avete compilato correttamente i documenti».
  • Gli unici momenti della nostra vita che hanno un senso sono quelli in cui facciamo qualcosa di giusto. Quando non guardiamo il tavolo ma alziamo lo sguardo e ci guardiamo negli occhi. Tutto il resto non ha senso.
  • Non sarò mai d'accordo con il sistema che è stato costruito nel Paese, perché questo sistema mira a derubare tutti i presenti. Abbiamo fatto in modo da avere una junta al potere. Ci sono 20 persone che sono diventate miliardarie, che hanno preso il controllo di tutto, dagli appalti pubblici alla vendita del petrolio. C'è un migliaio di persone che attinge alla mangiatoia di questa junta. In realtà non sono più di mille: deputati, delinquenti. C'è una piccola percentuale a cui non piace. E ci sono milioni di persone che fissano il tavolo. Non smetterò di lottare contro questa banda, né di scuotere e agitare in ogni modo quelli che fissano il tavolo. Voi compresi. Non la smetterò mai.
  • È una situazione paradossale, quando una dozzina di delinquenti ci deruba tutti, noi e voi, ci deruba ogni giorno e noi lo tolleriamo. Io non intendo tollerarlo.
  • Aspettarsi che in breve tempo la Crimea torni in Ucraina è assurdo. Di per sé in questo consiste la pesantezza della situazione creata da Putin, ha creato un problema che resterà per anni. La Crimea sta assieme a Cipro del Nord, alle isole Falkland, alle isole Curili, vicende su cui ancora discuteranno i nostri nipoti, per cui ci saranno problemi, sanzioni eccetera. La verità oggi è che di fatto la Crimea è annessa alla Russia; la verità è che per lunghi anni cercheremo di risolvere questo problema e non ci riusciremo perché non si vede una soluzione. Questi problemi nel mondo non si risolvono, purtroppo.[5]

Repubblica.it, 3 marzo 2015.

  • Ritengo che Nemtsov sia stato ucciso dai servizi segreti o da un'organizzazione pro-governativa su ordine delle autorità politiche del Paese (incluso Putin). Queste organizzazioni si creano direttamente nelle riunioni del Cremlino e non come reazione a una richiesta non bene articolata.
  • [...] a chi conveniva [l'omicidio di Boris Nemcov,] al Papa?
  • Boris era uno dei politici più scomodi per il Cremlino, uno dei pochi che condannava la corruzione di Putin e del suo circolo ristretto.
  • [...] visto il modo in cui WikiLeaks sembra essere sincronizzata con la propaganda falsa dei media russi come Russia Today e Sputnik, ci sono ragioni per pensare che questa cooperazione sia in effetti probabile.[6]
  • Dirò in breve la mia posizione. Primo: l'occupazione della Crimea è stata chiaramente illegale. Secondo: non esiste una soluzione semplice di questo problema, né in Russia, né in Ucraina, né da nessuna parte. Terzo: qualsiasi programma a tappe per normalizzare la situazione in Crimea deve cominciare da un vero referendum, onesto e trasparente, perché quello che c'è stato non era un referendum. Quarto, che si collega al secondo punto: ritengo che questa situazione durerà decenni. È un problema simile a quello esistente a Cipro del Nord, nei Territori palestinesi eccetera. Ce ne sono molti sulla carta del mondo, ma in un prossimo futuro non saranno risolti. Così sarà per la Crimea. Purtroppo, è un "regalo" (tra virgolette) che Putin lascerà alla Russia, all'Ucraina e ai crimeani tutti. In tempi brevi non si potrà risolvere.[7]
  • [L'avvelenamento con il novičok] è difficile da descrivere perché non c'è nulla con cui lo posso paragonare. I composti organofosforici attaccano il sistema nervoso come un attacco DDoS attacca il computer: si crea un sovraccarico che ti spezza. Non riesci più a concentrarti. Sento che qualcosa non va. Sono coperto di sudore gelido. [...] Non capisco cosa mi sta succedendo. [...] La consapevolezza principale è che non ho dolore, ma so con sicurezza che sto morendo. Morendo in questo preciso momento, anche se non mi fa male niente. [...] Sono trascorsi forse 30 minuti dal momento in cui ho sentito che qualcosa non andava al momento in cui ho perso conoscenza.[8]
  • Sono sdraiato. Sono già uscito dal coma, ma non riconosco nessuno, non capisco cosa sta succedendo. Non parlo e non so cosa significhi parlare. E tutto il mio tempo lo passo ad aspettare che arrivi Lei. Non è chiaro chi sia Lei. Non so che aspetto abbia. Anche se con uno sguardo sfuocato riesco a vedere qualcosa, non riesco a fissare l'immagine. Ma Lei è diversa, per me questo è chiaro, quindi sto sempre lì ad aspettarla. Lei entra e diventa il centro della stanza. Mi aggiusta il cuscino molto bene. Non ha un tono pacato e comprensivo. Parla allegramente e ride. Mi racconta delle cose. Quando Lei è nei paraggi le stupide allucinazioni se ne vanno. Con Lei sto molto bene. Poi Lei se ne va, io divento triste e ricomincio ad aspettarla. Non ho dubbi che ci sia una spiegazione scientifica per questo.[9]

Intervista di Tikhon Dzyadko, Project-syndicate.org, 16 ottobre 2020.

  • Gli assassini e coloro che hanno dato loro l’ordine devono essere perseguiti penalmente. Ma ciò che è veramente necessario è cacciare dall’Europa tutti gli oligarchi: gli Usmanov, gli Abramovich, gli Shuvalov, i Peskov e tutti questi propagandisti che si arricchiscono e inviano denaro in Europa mentre i russi sono tenuti in povertà e degrado. Queste sono le persone che devono essere combattute.
  • Non so quali misure prenderanno i paesi europei in risposta al mio avvelenamento, ma vorrei che si concentrassero sulla punizione non solo dei lacchè che eseguono gli ordini, ma anche dei criminali di alto profilo che nascondono i loro soldi rubati a Berlino, Londra e Parigi.
  • La Russia ha i miei vestiti, che dovrebbero essere esaminati. La Russia ha il mio sangue, che dovrebbe essere testato. L’ospedale di Omsk è dove si trovano le mie cartelle cliniche e tutto il necessario per un’indagine adeguata. Ma, per qualche motivo, non ne vediamo traccia. Invece, assistiamo a una sorta di schermaglia tra Russia e Germania.
  • Supponevo che almeno avrebbero finto di svolgere un’indagine. Ma, finora, non c’è nemmeno un’indagine fittizia. Questa, per me, è un’ulteriore conferma del fatto che sia stato il presidente russo Vladimir Putin ad emettere l’ordine. Altrimenti avremmo visto qualcosa di simile alle investigazioni sull’omicidio di Boris Nemtsov.
  • [...] questo non è stato un incidente “canaglia”. Non c’è un generale pazzo che abbia ordinato a un gruppo di misteriosi assassini di eliminare qualcuno. Era il progetto personale di Putin ed è fallito. Adesso sta cercando di proteggersi, anche con questa bugia completamente mostruosa. L’uomo è stato sorpreso con una pistola fumante puntata alla mia nuca e, dopo essere scomparso, dice: “Non è colpa mia. È stato un tentativo di suicidio”.
  • Fissare la morte in faccia è un’esperienza gratificante. Ovviamente ho forti sentimenti per le persone che mi hanno fatto questo. Ma non mi sorprendo a pensare che mi piacerebbe strangolarli con le mie stesse mani. Desidero ardentemente giustizia per me e per tutti quelli che mi circondano, ma questo perché è impossibile considerare un paese normale se un simile sfacciato tentativo di omicidio non viene nemmeno indagato.
  • Prima avevamo capito di avere a che fare con mascalzoni ossessionati dal potere e dal denaro e che apparentemente non si fermeranno davanti a nulla. Ma adesso siamo consapevoli più che mai che la “cassetta degli attrezzi” include assassini politici e intimidazioni attraverso metodi straordinariamente pericolosi. Le armi chimiche sono armi chimiche, dopotutto. L’unica domanda che rimane è fino a che punto siano disposti ad applicare tali metodi.
  • Non voglio impegnarmi in attività da emigrato. Le mie attuali priorità sono il recupero, la riabilitazione e il ritorno in Russia.
  • Cerco di comportarmi nel modo più ragionevole e responsabile possibile, ma mi rendo conto che è semplicemente impossibile competere con l’intera macchina statale. Il mio atteggiamento è probabilmente diventato più fatalista di prima. Faccio solo quello che penso sia la cosa giusta da fare.
  • Sono sopravvissuto. E adesso Putin, che aveva dato l'ordine di uccidermi, strilla per il suo bunker e ordina di fare qualsiasi cosa perché io non torni. E i suoi servi agiscono come al solito, fabbricano nuove cause penali contro di me.[10]
  • [Messaggio a Julija per San Valentino] Ti amo.
    E tutte le battute in aula le dico perché tu, seduta in prima fila, ti metta a ridere.[11]
  • Non lasciatevi ingannare dall'illusione della forza e della strafottezza. Ma che forza è se ha bisogno di avvelenare di nascosto le persone e di rinchiuderle illegalmente? Dove sarebbe il sostengo popolare se riescono a vincere le elezioni solo eliminando i candidati indipendenti, e se la paura delle proteste li obbliga a chiudere le stazioni del metro?[12]
  • [...] secondo quello che dicono i giudici, io avrei sottratto tutte le donazioni che avete fatto all'FBK. Il capo d'accusa è riportato su tre foglietti senza la benché minima prova. C'è scritto soltato: «ha rubato». Nient'altro. Che bisogno c'è di fornire prove, avete visto il suo nome? Contro uno così si può muovere qualsiasi accusa.
    Poi sono stato accusato in base all'esoticissimo articolo 239, «Creazione di un'organizzazione non commerciale che viola i diritti della persona e dei cittadini». I giudici mi hanno accusato di «indurre i cittadini a rifiutarsi di compiere i loro doveri civici». Anche questa ordinanza sta tutta su tre pagine, e tra le prove c'è il fatto che ho reso pubblico il film Un palazzo per Putin senza essere autorizzato a farlo. Ahahah![13]
  • La mia potente organizzazione criminale si sta espandendo. E ogni giorno che passa io commetto sempre più crimini. Sempre più giudici istruttori si occupano del mio caso, piuttosto che di bagatelle come omicidi, furti con scasso o rapimenti. Ci abbiamo pensato bene, e questo rientra nelle competenze della Direzione delle Istruttorie e delle sue «indagini su casi particolarmente importanti».[13]
  • Combattere la corruzione e consegnare i delinquenti a un tribunale imparziale è l'elemento chiave del mio programma. Ma quando li incontro, soprattutto quelli per i quali il primo pensiero che mi viene è: «Ti strozzo, pezzo di merda», cerco di scacciare quel primo pensiero; e, come secondo pensiero, cerco invece con tutte le mie forze di capire ognuno di loro, di perdonarlo e persino (non ditemi che sono un degenerato) di volergli un po' bene. Non è facile, ma cerco di sforzarmi il più possibile.[14]
  • Quando la corruzione è il fondamento del potere statale, chi la combatte è un estremista.[15]
  • Dobbiamo organizzarci. Cambiare. Evolvere. Adattarci. Ma non rinunceremo ai nostri obiettivi e alle nostre idee. Questo è il nostro Paese, non ne abbiamo altri.[15]
  • [Su Vladimir Putin] Se non ha appena mentito a qualcuno entra subito in una terribile e dolorosa crisi di astinenza; e allora se la cava così: «Il reddito della popolazione russa è in crescita; in Russia non ci saranno vaccinazioni obbligatorie; Naval'nyj è andato all'estero di sua spontanea volontà; la FBK ha insegnato a fare le molotov». A questo punto riprende a respirare, il dolore si attenua e può finalmente abbracciare teneramente Rotenberg, Timčenko, Roldugin (o chiunque si trovi a passare di lì) e sussurrare affettuosamente nelle loro orecchie: «Oggi non l'abbiamo ancora fatto... non va bene... dai, facciamo in fretta... freghiamoci un altro miliardo dal bilancio...».[16]
  • [Messaggio di buon compleanno a Julija] Ormai odio i vetri.
    Perché negli ultimi sei mesi ho potuto vederti solo attraverso i vetri. In tribunale, attraverso un vetro. Nella sala visite, attraverso un vetro. Se poi capita che ti intraveda in televisione, è di nuovo attraverso un vetro. Naturalmente, durante i nostri appuntamenti, facciamo il gesto che tutti conoscete grazie al cinema (e voglia il cielo che voi possiate conoscerlo solo grazie al cinema), quando ognuno di noi preme il palmo della mano su un lato del vetro e pronuncia parole tenere nella cornetta del telefono. Certo, è carino, ma resta il fatto che si sta toccando solo un vetro.[17]
  • Statemi a sentire: anche per andare a mangiare devo marciare in fila per due, ed è un'eternità ormai che non uso internet. Ma non mi passa neanche lontanamente per la testa che non posso cambiare niente. E non sto qui a rimpiangere di aver perso la possibilità di rivolgermi a milioni di persone attraverso il mio canale YouTube, di fare trasmissioni in diretta, ecc.[18]
  • Una cosa è quando le aziende monopolistiche del Web sono gestite da simpatici nerd amanti della libertà e guidati da solidi principi etici. Una cosa completamente diversa è quando sono gestite da persone vigliacche e al tempo stesso avide.[19]
  • Una delle sfide di questa nuova era sta nel fatto che i falsi profeti si presentano a noi non più camuffati da pecore, ma con felpe col cappuccio e jeans elasticizzati. Davanti a schermi giganti, ci dicono: «Make the world a better place», mentre in realtà sono loro stessi bugiardi e ipocriti.[19]

Discorso in tribunale, 2 febbraio 2021; riportato in Linkiesta.it, 5 febbraio 2021.

  • [...] il punto di questo processo è mettermi dentro per un caso su cui sono già stato scagionato. Un caso che, è già stato riconosciuto, era una montatura.
  • Sono stato condannato nel 2014 con un periodo di libertà vigilata di tre anni e mezzo. Adesso è il 2021 e sono ancora perseguito per questo [...]. Perché proprio per questo caso? [...] Il motivo per cui è accaduto tutto questo sono l'odio e la paura di un solo uomo – uno che si nasconde in un bunker [...]. Io l'ho offeso mortalmente sopravvivendo a un attentato alla mia vita ordinato da lui [...]. L'ho offeso mortalmente sopravvivendo, grazie a persone buone, grazie ai piloti e ai medici. E a quel punto gli ho provocato un'offesa ancora più grave: non mi sono andato a nascondere, non ho cominciato a vivere sotto protezione in un bunker – più piccolo – che mi potessi permettere.
  • Ho preso parte alle indagini sul mio stesso avvelenamento e abbiamo dimostrato, con tanto di prove, che è stato Putin, impiegando i Servizi di sicurezza federali russi, a mettere in piedi questo tentativo [...]. E questo sta facendo impazzire quel ladruncolo chiuso nel suo bunker: il fatto che tutto questo sia venuto alla luce.
  • [Su Vladimir Putin] Non ha mai partecipato a un dibattito, non ha mai fatto una campagna elettorale. L'omicidio è il solo modo che conosce per combattere [...]. Resterà nella storia soltanto come un avvelenatore. E tutti ricorderemo Alessandro il Liberatore e Jaroslav il Saggio. Bene, adesso avremo Vladimir l'Avvelenatore di mutande. È così che rimarrà alla storia [...].
  • Io sono qui in piedi, controllato dalla polizia, e lì fuori c'è la Guardia nazionale, mentre mezza Mosca è transennata. Tutto questo perché quell'ometto nel bunker sta uscendo di testa. Sta uscendo di testa perché abbiamo dimostrato e provato che non è tutto preso da questioni geopolitiche. Al contrario, è tutto preso in incontri in cui decide il modo in cui rubare le mutande agli oppositori e di spalmarle con qualche arma chimica.
  • Abbiamo 20 milioni di persone che vivono sotto la linea della povertà. Decine di milioni che vivono senza la minima prospettiva per il futuro [...]. A Mosca la vita è sopportabile, ma basta spostarsi di 100 chilometri in qualsiasi direzione e tutto è in uno stato disastroso.
  • Spero molto che le persone non vedano questo processo come la prova che devono avere paura. Tutto ciò – la Guardia nazionale, la gabbia – non è una dimostrazione di forza. È uno spettacolo di debolezza: nient'altro che debolezza.
  • L'unica cosa che in Russia continua a crescere è il numero dei miliardari. Tutto il resto è in declino.
  • La mia vita non vale più di due centesimi, ma ciò nonostante, anche da dove mi trovo ora, vi dico che combatterò contro di voi. E chiedo a tutti di non avere paura di voi e di fare tutto ciò che possono perché la legge prevalga su questi pagliacci in toga e uniforme [...].
  • Ci sono molte cose buone in Russia, adesso. Quella migliore di tutte è costituita dalle persone che non hanno paura. Persone che non abbassano gli occhi, che non girano lo sguardo, che non consegneranno mai il nostro Paese a una manica di agenti corrotti che lo vogliono svendere in cambio di palazzi, vigne e piscine.

Da La Russia sarà felice. Ultima parola al processo dell'appello per il caso Yves Rocher

20 febbraio 2021; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • Se qualcuno volesse pubblicare tutte le mie ultime parole, credo che verrebbe fuori un grosso volume.
  • Il fatto è che sono un uomo di fede, il che mi sottopone a continue prese in giro alla FBK, dove la maggior parte della gente è atea, io stesso una volta ero ateo militante. Ma ora sono un uomo di fede e questo mi aiuta moltissimo nella mia attività, perché fa diventare tutto molto più semplice. Ho meno esitazioni, meno dilemmi nella vita, perché esiste un libro in cui è scritto più o meno a chiare lettere cosa bisogna fare in ogni situazione. Certo, non è sempre facile seguire questo libro, ma in generale io ci provo. Ed è per questo che, come ho detto, per me è probabilmente più facile che per molti altri fare politica.
  • È improbabile, credo, che la gente scelga di studiare legge e diventi procuratore per fabbricare casi penali e falsificare firme per conto di qualcuno. [...] Non c'è mai stato uno che sin dalle elementari abbia detto con gli occhi lucidi: Da grande andro all'FSB, e mi manderanno a lavare le mutando di un oppositore, dopo che qualcuno ci avrà spalmato il veleno. Non c'è gente così. Nessuno vuole fare cose del genere. Tutti vogliono essere persone normali e rispettabili, catturare terroristi, banditi, spie, combattere contro queste cose. Insomma, non bisogna aver paura delle persone che cercano la verità, e anzi bisogna sostenerle in qualche modo, direttamente, indirettamente. O magari non sostenerle, ma almeno non contribuire alla menzogna, non rendere peggiore il mondo intorno a noi. Chiaro, comporta un certo rischio ma, in primo luogo, è un rischio piccolo e, in secondo luogo, come ha detto un altro importante filosofo del nostro tempo, Rick Sanchez: «La vita è un rischio. E se non corri rischi sei solo un insulso agglomerato di molecole assemblate in modo casuale, che galleggia nell'universo».
  • Se leggete la letteratura russa, la grande letteratura russa, rimarrete allibiti: mio Dio, solo descrizioni di miseria e sofferenza. Siamo un Paese molto infelice. Siamo come in un circolo di miseria e non riusciamo a uscirne. Ma naturalmente vorremmo farlo. Ed è per questo che propongo di cambiare lo slogan: non solo la Russia deve essere libera, ma deve essere felice. La Russia sarà felice.

Da Chi umilia i veterani. Ultima parola al processo per calunnia

20 febbraio 2021; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • Quando lei, Vostro Onore, ha detto: «Non osi. I veterani sono la cosa che ci sta più a cuore. Tutto in Russia è per i veterani»,... ho tirato fuori di nuovo il mio foglietto, dove avevo ricopiato un certificato della Previdenza sociale in cui si elencano tutti i sussidi ricevuti dal suddetto veterano Artemenko.
    Da lì si vede che negli ultimi quattro anni ha ricevuto sette sussidi alimentari (l'ultimo dei quali il 6 luglio) sotto forma di un pacco e sette buoni pasto. Se il mio calcolo è giusto, e lo è, il valore totale dei buoni è di 10 mila rubli. Questa è la grande cura dei veterani, capite, voi mascalzoni e ipocriti! In questo si esprime il trattamento reale dei veterani. Degli anziani, di tutti, nel nostro Paese.
  • La cosa più disgustosa, vile e ignobile di questo regime è che esiste per rapinare le persone più sfortunate, come veterani e pensionati. Sono a loro che succhiano i soldi. Da dove credete che venga il denaro per i palazzi e gli scopini da bagno che costano 50 mila rubli cadauno? I soldi devono ben venire da qualche parte: li rubano al nostro veterano. Ora non lo curano, ora non gli fanno gli esami di controllo, ora gli negano la sedia a rotelle, ora non gli danno le medicine, e tutto per potersi costruire un palazzo, per comprare un appartamento alle suocere di Putin, per assicurare a Medvedev i suoi quattro palazzi.
  • Rispetto ai Paesi che hanno perso la guerra, Italia, Giappone, Germania, la Russia paga molto meno le pensioni ai suoi soldati che pure sono usciti vincitori. E voi non volete aumentarle! Io ho scritto un progetto di legge per aumentare le pensioni ai soldati... ma niente! Altrimenti non gli bastano i soldi per il palazzo. [...] E voi alzate il grugno e dite: «Ehi, non permetteremo che vengano offesi i veterani!». E se qualcuno dice: «Magari basta rubare?», voi alzate ancora il vostro muso e dite: «Ehi? Non permetteremo revisionismo storici sull'esito della Seconda Guerra Mondiale!».
  • Ma cosa c'entrate voi, il vostro Putin e la vostra «Russia Unita» con quella guerra? [...] Voi la usate perché è molto imbarazzante parlare di qualsiasi problema corrente. Se no qualcuno farà domande su corruzione, povertà, disuguaglianza, sfascio della sanità, e voi non avete niente da dire.

Da Il re è nudo. Ultima parola al processo d'appello per calunnia

29 aprile 2021; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • Voglio dire, cara Corte, che il vostro re è nudo e ormai non è solo un ragazzino a gridarlo, lo vedono tutti. Vent'anni di governo assolutamente incompetente ha portato a questo bel risultato: la corona che gli scivola giù sulle orecchie; un sacco di bugie alla televisione; immense ricchezze personali.
  • Siamo nel XXI secolo, in un Paese ricco di gas e petrolio, che aspira ad essere leader mondiale. Il vostro re nudo e ladro vuole continuare a governare sino alla fine, a lui non gliene frega niente del Paese, ci si è attaccato e vuole tenere il potere all'infinito.
  • Siccome tutti lo capiscono e sempre più gente vede che il re è nudo, il re nudo deve riconoscere che non ci può fare nulla. Nulla per far stare meglio il Paese. E allora cerca freneticamente dei pezzi di sacralità e se ne appropria per i suoi scopi personali. Così avviene da molti anni con la vittoria nella Grande guerra patriottica. Cerca di farne cosa sua, dichiara che lui ha vinto la guerra, e fa commercio della vittoria a destra e a manca. Questo processo viene proprio di qui: il vostro re nudo ha rubato la bandiera della vittoria e cerca di farsene un perizoma.
  • [...] il vostro regime è un regime di occupanti e traditori, infati considero voi tutti dei traditori poiché, al seguito del vostro re nudo, realizzate il piano che trovate scritto nei manuali di storia: che la Russia sarà occupata, i russi trasformati in schiavi, spogliati di ogni avere, dell'istruzione, della sanità, di qualsiasi prospettiva. Siete stati voi a realizzare questo piano. Ogni anno 200 mila persona se ne vanno all'estero. La popolazione diminuisce di milioni, la gente non vede nessuna prospettiva.
  • Molte volte i regimi d'occupazione con la loro amministrazione hanno cercato di prendere la Russia. Il vostro regime ha avuto un certo successo, giacché siete riusciti a rapinare il nostro popolo per 20 anni, a togliergli il futuro e portar fuori le sue ricchezze. Ma presto o tardi questo finirà.

Da Intervista al «New York Times»

25 agosto 2021; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • Quelli che hanno la disgrazia di sentirsi dire che finiranno a Pokrov, arrivano qui depressi e spaventati. Questa zona è specializzata nella violenza psicologica. [...] Non ti picchiano, al contrario, provocandoti di continuo spingono te a picchiare qualcun altro, a colpirlo, a minacciarlo. E allora sei fritto, ci sono videocamere dappertutto, e l'amministrazione aprirà con soddisfazione un nuovo fascicolo contro di te con l'accusa di aggressione, aggiungendo qualche anno alla tua condanna. La cosa principale da imparare qui è non cedere alle provocazioni.
  • Non dimentichiamo che abbiamo chiaramente a che fare con una persona, Putin, che ha perso la testa. Un bugiardo patologico, megalomane e con delirio di persecuzione. Ventidue anni al potere ridurrebbero così chiunque, e noi stiamo assistendo alla classica situazione dello zar mezzo matto.
  • Come sappiamo, i killer dell'FSB hanno cominciato a seguirmi nei miei viaggi per il Paese letteralmente il giorno dopo che ho reso pubblica la mia decisione di correre per la presidenza. È stata una mossa intelligente? Ordinare ai tuoi servizi di sicurezza di uccidere il tuo oppositore con un'arma chimica? Un'idea tutt'altro che geniale. Ma Putin lo ha fatto perché è ossessionato dalle sue paure e idee fisse.
  • Putin non è eterno, fisicamente o politicamente. La cosa importante è che il regime di Putin è un incidente storico, non una fatalità. È stato la scelta della famiglia El'cin e della sua corruzione. Presto o tardi questo errore verrà corretto e la Russia procederà su una via di sviluppo democratico europeo. Semplicemente perché è questo che la gente vuole.
  • Continuo a credere che la corruzione sia il problema principale della Russia, che corrode il Paese, toglie il futuro alla gente e ostacola qualsiasi riforma. Ed è il fondamento del governo attuale.
  • Il mio Paese potrebbe diventare già oggi uno Stato ricco e di successo, che segue uno sviluppo di tipo europeo. Noi siamo particolari, come ogni nazione, ma siamo Europa. Siamo Occidente. La nostra struttura politica fondamentale dovrebbe essere la democrazia parlamentare; nella nuova Russia le elezioni oneste, i tribunali indipendenti e la piena libertà di stampa dovrebbero essere sacri. L'obiettivo principale del nuovo governo dovrebbe essere aumentare i redditi dei cittadini. I russi sono troppo poveri. Cittadini poveri di un Paese ricco.
  • [Sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022] Eccellentissima corte, voglio dichiarare ufficialmente e far mettere a verbale che sono contro questa guerra. La ritengo immorale, fratricida e criminale. È stata scatenata dalla banda che siede al Cremlino, per poter rubare meglio. Uccidono per rubare.[20]
  • La guerra in Ucraina è stata scatenata da Putin per coprire la corruzione, il furto ai cittadini russi.[21]
  • Putin ci ha ricordato la famosa «legge della papera». Ricordate? Se cammina come una papera, se ha l'aspetto e fa il verso della papera, vuol dire che è una papera. Allo stesso modo: se uno ha annientato la stampa, se organizza omicidi politici e vaneggia di illusioni imperialiste vuol dire che è un folle, capace di provocare un bagno di sangue nel centro d'Europa nel XXI secolo. Uno così non lo si deve abbracciare ai forum internazionali.[22]
  • [Messaggio di buon compleanno a Julija] Mi è facile stare in carcere, perché ci sei tu.
    Qui a tutti capita di essere tristi e malinconici. Ma io, non appena la tristezza si insinua, mi metto a pensare a te.
    A quanto sei buffa, elegante e bellissima. Al fatto che ha una voce come i personaggi dei cartoni animati e a quanto ti dia fastidio che ti prenda in giro per questo.
    A qualsiasi cosa che c'entri con te. E la tristezza si allontana prima ancora di arrivare.[23]

Da Nel primo anniversario del ritorno in Russia. Un'intervista sottobanco a «Time»

19 gennaio 2022; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • Io preferirei che, nel caso mio e della mia organizzazione, l'Occidente difendesse non noi ma se stesso, per prima cosa ottenendo l'attuazione delle decisioni della Corte Europea dei diritti dell'uomo; e secondariamente opponendosi all'esportazione della corruzione, al fatto che Putin compra i leader stranieri (offrendo poltrone nei Consigli d'amministrazione), alla guerra ibrida che si attua provocando disordinatamente il caos e premendo sui punti deboli delle società occidentali, dalla migrazione in Europa alla frattura nella società americana.
  • Putin mi ha sorpreso quando ho constatato quanto male è disposto a infliggere all'intero Paese, al suo futuro, pur di risolvere un suo problema politico, sia pure importante. La Russia dell'autunno 2020 e la Russia di oggi sono due Paesi molto diversi, con regimi politici molto diversi. Già allora era un regime pienamente autoritario, ma nessuno si sarebbe immaginato l'eliminazione così massiccia e totale degli altri candidati alle elezioni, l'estensione a tutti i giornalisti indipendenti dell'accusa di «agente straniero», e a migliaia di persone l'accusa di estremismo. In pochi mesi la Russia ha percorso il cammino che la Bielorussia ha impiegato anni a fare.
  • Putin ha scritto sui suoi programmi di governo lo slogan «stabilità», e usa questa parola per giustificare qualsiasi cosa: dalla censura alla repressione delle manifestazioni, fino ai brogli elettorali.
  • È in corso la lotta sotterranea per impadronirsi del potere «dopo Putin». Praticamente tutti quelli che non fanno parte della cerchia ristretta di Putin considerano degli idioti quelli che ne fanno parte perché non sanno neppure rubare come si deve. E non aspettano altro che il momento per sottrargli i bocconi più ricchi.
  • [«Le sue dichiarazioni precedenti contro gli immigrati clandestini, soprattutto il video del 2007 dove lei li paragona agli scarafaggi, continuano a segnare la sua immagine pubblica. Cosa pensa oggi di quelle dichiarazioni e di quel video? La pensa ancora così?»]
    Mi pento di aver girato un video con quel testo. Ma d'altro canto, sono un politico di internet, ogni mia parola degli ultimi 15 anni o quasi è stata registrata e discussa. Se siamo ancora fermi a criticare questo video del 2007, vuol dire che dopo non ho più detto o fatto molte altre stupidaggini. Anche se ho fatto e detto molte cose di cui mi sono scusato. Non sono uno di quelli che fanno fatica a riconoscere i propri errori e a scusarsi.
  • [...] l'ideale di Putin è Singapore o la Cina. Zero libertà ma crescita economica, tecnologia e stranieri che si mettono in coda per investire.
    Ma invece di ottenere un enorme Singapore con l'atomica, o almeno un URSS 2.0 con yacht e Mercedes, se ne sta sulla tribuna delle parate e il suo unico ospite straniero è il presidente del Tadžikistan. E invece delle tecnologie e della crescita fa vedere un'animazione digitale sulla mitica nuova arma.

Da Intervento al doppio processo

15 febbraio 2022; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • Dopo aver scritto a destra e a manca che avevo rubato un miliardo ad uso personale, che avevo rubato 300 milioni e li avevo usati per me stesso, cosa siete riusciti a raccogliere per il processo? Avete portato quattro testimoni. Di 300 mila donatori in tutti questi anni, quattro che abbiano scritto una denuncia. [...] Avete dovuto cercare dei falsi testimoni che mi devolvessero dei soldi per poi fare denuncia, perché degli altri 300 mila nessuno lo ha mai fatto. Loro sono i migliori. Ed esulto anche pensando al nostro sistema, per cui mai abbiamo scavalcato la "muraglia cinese" che separa i soldi delle donazioni dai nostri soldi personali, e neanche un copeco è mai stato usato per scopi estranei alla nostra attività.
  • Dopo che degli agenti dell'FSB mi hanno seguito per due anni e mi hanno avvelenato con un agente chimico, dopo che sono stato in coma 20 giorni e altri 20 ho avuto le allucinazioni, sarebbe stupido da parte mia temere il vostro giudizio. Non lo temevo prima, adesso ancor meno.
  • Continuo [...] a pensare che la mia attività, quella dei miei colleghi, sia più importante del destino di una singola persona. E penso anche che la cosa peggiore che potrei fare, il vero delitto che potrei compiere sarebbe quello di avere paura di voi tutti che siete qui, e di quelli che stanno dietro di voi. Ve lo dico ancora una volta, non ho paura e invito ancora gli altri a non averne, perché qui non c'è niente da temere.

Sulla crisi russo-ucraina del 2021-2022, Adnkronos.it, 22 febbraio 2022.

  • Il risultato di questa decisione era stato quello di avere centinaia di migliaia di vittime, ferite all'intero paese. E le conseguenze, sia noi russi che l'Afghanistan non le abbiamo superate. L'emergenza è stata una delle ragioni chiave nel collasso dell'Urss.
  • La propaganda non è più sufficiente a questi anziani ladri. Vogliono il sangue. Vogliono spostare le figurine dei carri armati su una mappa di ostilità. Quindi, "il capo del Politburo del 21esimo secolo" pronuncia questo discorso da pazzo, "come mio nonno ubriaco a una riunione di famiglia che annoia tutti con le sue storie su come funziona davvero la politica". Sarebbe divertenze se il nonno ubriaco non fosse un uomo di 69 anni con il potere in un paese con armi nucleari. Sostituisci nel suo discorso "Ucraina" con "Azerbaigian", "Kazakistan", "Bielorussia", "Paesi Baltici", "Uzbekistan" e così via, o anche includi la Finlandia, pensa a dove il flusso del pensiero geopolitico di questo nonno ubriaco può portarlo. Tutto questo è finito molto male per tutti nel 1979. E finirà male anche ora.
  • Sì, Putin non consentirà all'ucraina di svilupparsi, la trascinerà in una palude, ma la Russia pagherà lo stesso un prezzo.

Da È il momento della responsabilità

4 marzo 2022; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • Non è stata la Russia ad attaccare l'Ucraina, ma Putin, sono anni che intimidisce, arresta, uccide i russi; ha rubato elezioni e miliardi. È stato Putin a voler bombardare città pacifiche, uccidere i bambini e distruggere la vita. Ai russi non hanno chiesto se volevano la guerra. Nella Russia che amiamo e di cui andiamo fieri, milioni di persone sono contro questa follia. E adesso il loro aiuto è più necessario che mai. Non solo all'Ucraina e neanche alla Russia, l'aiuto serve a tutto il mondo. L'aiuto per combattere Putin e la sua guerra.
  • Potete avere paura, ma cedere a questa paura significa mettersi dalla parte dei fascisti e degli assassini. Putin ha già tolto alla Russia l'economia, i rapporti col mondo e la speranza nel futuro. Il che è infinitamente peggio di una multa per aver partecipato a una manifestazione (multa che, fra l'altro, qualcuno vi aiuterebbe a pagare). Mentre stare nei rifugi antiaerei e sulla linea del fronte è molto peggio che stare ventiquattr'ore in cella al commissariato di polizia. Non cedete alla paura, scendete in strada perché il mondo veda che Putin non è la Russia. Solo così possiamo restituire l'onore alla nostra patria. Solo così ciascuno di noi potrà conservare la propria dignità. E potrà dire: in questi giorni tremendi sono rimasto un uomo e non ho taciuto.
  • Sapete, spesso prima di un meeting chiedono: «ma questa manifestazione cosa può cambiare?». Questa manifestazione cambierà noi. Questa manifestazione cambierà quello che direte ai vostri figli e nipoti quando vi chiederanno di questo periodo tremendo. Dobbiamo scendere in strada per amore di noi stessi.

Da Nessuno qui rispetta i tribunali

Ultima parola all'udienza del tribunale di Mosca che conferma la condanna a 9 anni, 24 maggio 2022; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • Basta accendere la televisione e si sente dire che qualcuno opprime i russi. Ma siete voi e il vostro Putin i nemici della Russia ora, traditori e assassini del popolo russo. Negli ultimi anni nessuno ha ammazzato più russi del vostro Putin. Non vi piace che parli della guerra? Ma adesso questo è più importante della mia sentenza. Userò la guerra come metafora dei vostri processi, anch'essa è costruita sulla menzogna, la più spudorata menzogna. Come nella mia sentenza, non c'è una sola parola di verità. Qualche mese fa in tutti i reportage del telegiornale dicevano che noi non avremmo mai mandato le truppe in Ucraina. Mesi di bugie, e poi con un clic hanno mandato le truppe.
  • Il regime cerca di fare in modo che il popolo diventi come i pesci rossi, che non ricordano niente di quel che è successo ieri, per questo riscrivete le leggi ogni giorno.
    Ma io non sono un pesce rosso, mi ricordo che nel 2013 la Russia ha aperto una base NATO a Ul'janovsk, e tutti erano contenti. [...] E adesso questi stessi personaggi dicono che dobbiamo fare un bagno di sangue perché la NATO è il nostro nemico. Bugie spudorate ad ogni parola, far finta di non ricordare quel che si è detto ieri...
  • Avete preso un popolo di 40 milioni di persone e avete dichiarato che è nazista. [...] Sono pronto a restare in prigione pur di mostrare a tutto il mondo e a me stesso che non tutti in Russia sono dei matti pervertiti e sanguisughe.
  • La citazione che più vi si addice è: «Questa è la vostra ora, è l'impero delle tenebre» [Lc 22,53]. Curioso che la cosa neanche vi tocca, anzi vi ispira. Quando sentite la verità, pensate: «Siamo forti, siamo l'impero delle tenebre». Ma il vostro tempo finirà. E quando brucerete all'inferno, saranno i vostri nonni ad aggiungere legna, perché loro non volevano che faceste nuove guerre nel XXI secolo.

Da È morto Gorbačëv

31 agosto 2022; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • È stato proprio sotto Gorbačëv che vennero liberato gli ultimi prigionieri politici dell'URSS. Il fatto che oggi gente come me venga a sapere della sua morte da "radio-galera" è la perfetta illustrazione della capriola che il mio Paese ha compiuto e che questo grande uomo ha iniziato.
  • I miei sentimenti nei confronti di Gorbačëv sono passati da una feroce irritazione – stava ostacolando i «democratici radicali», che io idolatravo – a un amaro rispetto. Quando fu chiaro che i «democratici radicali» erano in gran parte un gruppo di ladri e ipocriti, Gorbačëv rimase uno dei pochi a non usare il potere, e le opportunità che offriva, per l'arricchimento personale. Ha lasciato il potere pacificamente, di sua spontanea volontà, rispettando la volontà degli elettori. Già solo questo era un enorme successo per gli standard dell'ex URSS.
  • Sono certo che la sua vita e la sua storia, che hanno avuto un significato cruciale per quanto è accaduto alla fine del XX secolo, saranno giudicate più favorevolmente dai posteri che dai suoi contemporanei.

Da Arruolare i delinquenti per la guerra?

20 settembre 2022; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • Permettetemi, come detenuto di un carcere di rigore, di esprimere la mia opinione sul reclutamento di criminali per la guerra. [...] Si sostiene che per partecipare alla guerra sono necessari assassini, ladri, rapinatori e gente condannata per lesioni personali gravi.
    Per qualche motivo, molti hanno l'impressione che queste categorie di cittadini finiti in prigione siano dei combattenti micidiali. Tipo la Suicide Squad.
  • [...] non è un caso che i detenuti non venissero reclutati nell'esercito né in URSS né oggi in Russia. Quasi tutta la gente di questo tipo ha seri problemi di disciplina e ha problemi ancora più grandi con l'alcool e la droga.
  • Quella dei disciplinati zek-d'assalto è una favola per idioti, proprio come quella delle «decine di guerre vittoriose combattute dalla compagnia militare privata Wagner». Dove son queste guerre? Esistono solo nei sogni di Prigožin.

Sulla mobilitazione russa del 2022, Ilfoglio.it, 22 settembre 2022.

  • Non capisco una cosa. L'esercito russo conta un milione di persone, la Guardia russa ne ha 350 mila, il ministero dell'Interno ne ha un altro milione e mezzo o due, e il servizio penitenziario federale conta così tante persone. Perché arruolare dei civili? Cinque milioni di persone che cercheranno di evitare la leva correranno avanti e indietro per il paese. E ci sarà un milione di poliziotti che cercherà di rincorrerli per mobilitarli da qualche parte.
  • Penso che non chiameranno giovani da Mosca. Provate a convocare 50 mila ragazzi da Mosca: domani vi ritroverete 150 mila parenti a protestare per le strade.
  • Per estendere il proprio potere personale, Putin sta tormentando un paese vicino, uccidendo persone, e ora sta gettando in questo tritacarne di guerra un'enorme quantità di cittadini russi che vorrebbero semplicemente vivere nella normalità e prendersi cura delle proprie famiglie. Certo, questo crimine c'è sempre stato, ma ora è diventato un crimine su scala molto più ampia.

Da Bare in saldo

23 novembre 2022; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • Riuscite a immaginarvi quante persone debbano essere morte nella guerra con l'Ucraina, quante bare arrivino qui, se persino a Kovrov, con i suoi 134.000 abitanti, la concorrenza nel mercato in piena espansione dei servizi funerari è diventata così agguerrita da indurre le imprese di pompe funebri ad acquistare spazi pubblicitari? E non ovunque, ma sulla popolarissima Russkoe Radio, dove indubbiamente costano più che altrove.
  • Ecco a voi quello che si chiama il ruolo dell'individuo nella storia. Siamo stati trascinati in questo incubo da un singolo nonnetto demente, che si immagina di essere un condottiero straordinariamente popolare in Ucraina.
  • Il nucleo decisionale – Putin, 70 anni, Patrušev, 71, Bortnikov, 71 – insieme totalizza 212 anni. Ok, quindi non si tratta di un solo nonnetto che vive delle sue fantasie, ma di tre. Questo però non cambia l'essenza della questione. Loro si sono immaginati di essere tanti Napoleone, ma il prezzo lo pagano coloro che vengono seppelliti nelle bare con lo sconto.
  • La nostra patria misera e tormentata ha bisogno di salvezza. È depredata, ferita, coinvolta in una guerra d'aggressione e trasformata in una prigione governata dai mascalzoni più impenitenti e bugiardi. Qualsiasi opposizione a questa banda, anche simbolica, com'è per me oggi viste le mie limitate possibilità, è importante.[24]
  • Come due anni fa dico che la Russia è il mio Paese. Qui sono nato e cresciuto, qui vivono i miei genitori, e qui ho messo su famiglia, ho trovato l'amore e ho avuto due figli. Sono un cittadino a pieno titolo, e ho diritto di unirmi a quelli che la pensano come me, e di fare attività politica. E siamo in molti, sicuramente più dei giudici corrotti, dei propagandisti bugiardi e dei ladri al Cremlino. Non ho intenzione di cedere loro il mio Paese, e credo che le tenebre si dissolveranno. Ma finché ci sono, io farò quel che posso, cercherò di agire in modo giusto e di esortare tutti a non cedere allo sconforto.
    La Russia sarà felice![24]
  • Quali confini ha l'Ucraina? Gli stessi che ha la Russia, riconosciuti dal consesso internazionale e definiti nel 1991. Anche la Russia li aveva riconosciuti. E la Russia deve riconoscerli anche oggi. Qui non c'è nulla da discutere. Quasi tutti i confini nel mondo sono casuali e scontentano molti. Ma combattere per cambiarli, nel XXI secolo, non si può. Altrimenti il mondo sprofonderebbe nel caos.[25]
  • Molto tempo fa, ho letto in un romanzo di spionaggio che, per torturare i prigionieri, gli facevano ascoltare le poesie di Mao Tse-tung a tutto volume. A quanto pare, qualcuno dell'amministrazione carceraria deve aver letto lo stesso libro. [...] la loro punizione più creativa è quella di farmi ascoltare ogni sera i discorsi di Putin a tutto volume. Cioè, i vari discorsi e allocuzioni che ha tenuto dall'inizio della guerra con l'Ucraina. [...] C'è una sorta di giustizia nel fatto che le autorità carcerarie abbiano messo sullo stesso piano i discorsi di Putin e la puzza.[26]
  • Oggi, nel 2023, Memorial non c'è più, è stata chiusa ufficialmente dalle autorità. Ma di prigionieri politici ce ne sono di nuovo, e molti. Il potere in Russia sta tornando alle sue radici: arresti, repressioni, processi a porte chiuse, illegalità ostentata sotto l'insegna «tribunale».[27]
  • Sono contro Vladimir Putin. Credo che si sia impossessato illegalmente del potere. Credo che sia un usurpatore e un corrotto. Tutta la sua squadra non è composta da uomini di Stato ma da scagnozzi e banditi, truffatori e ladri.[28]
  • Non abbiate nostalgia: né terribile, né forte, né tanta. Non abbiatene per niente e non lasciate che i vostri cari abbiano nostalgia di voi. Rimanete persone buone e oneste, e il prossimo anno cercate di esserlo un po' di più. Del resto, è proprio quello che auguro anche a me. Non ammalatevi, riguardatevi.[29]

Da Coscienza e raziocinio. Ultima parola al processo per estremismo

21 luglio 2023; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • Chiunque in Russia sa che chi cerca giustizia davanti a un tribunale è totalmente inerme. La sua causa è senza speranza. Infatti, se il suo caso è arrivato in tribunale vuol dire che questa persona non ha alcun potere. Perché in un Paese governato da un criminale, le questioni controverse si risolvono con la compravendita, il potere, la corruzione, l'inganno, il tradimento e altri meccanismi della vita reale, e non certo a norma di legge.
  • Come agire è il problema principale dell'umanità. Perché è tutto così complicato e indecifrabile, intorno. La gente si consuma a cercare la formula per fare la scelta giusta. Cercando il punto fermo cui appoggiarsi nel prendere le decisioni.
  • Non volendo poggiare sulla gamba della coscienza, la mia Russia ha fatto alcuni grossi salti, facendo perdere l'equilibrio a tutti attorno a sé, ma poi è scivolata ed è rovinata al suolo con uno schianto, mandando in frantumi tutto ciò che la circondava. Ed ora sta annaspando in una pozza di fango, o di sangue, con le ossa rotte, con una popolazione miserabile e derubata, e intorno ha decine di migliaia di morti nella guerra più stupida e assurda del XXI secolo.
  • Io amo la Russia. Il mio raziocinio mi dice che vivere in un Paese libero e prospero è meglio che vivere in uno corrotto e povero. E quando sto qui e guardo questa Corte, la coscienza mi dice che in questo tribunale non ci sarà giustizia né per me né per chiunque altro. Un Paese dove non c'è un sistema giudiziario libero non sarà mai prospero. E dunque – qui torna a parlare il raziocinio – sarà ragionevole e giusto da parte mia lottare per una giustizia indipendente, per elezioni oneste, e osteggiare la corruzione, perché così raggiungerò il mio scopo e potrò vivere nella mia Russia libera e prospera.
  • Vengo accusato di fomentare l'odio verso i rappresentanti del potere e dei Servizi, verso i giudici e i membri del partito «Russia Unita». Ma non è vero, non fomento l'odio. Semplicemente ricordo che l'uomo ha due gambe, coscienza e raziocinio. E quando sarete stufi di barcollare assieme a uesto governo, rompendovi la fronte e il futuro, quando finalmente capirete che rinunciare alla coscienza alla fine dei conti porta a cancellare il raziocinio, allora forse tornerete a mettervi sulle due gambe su cui deve reggersi un uomo, e insieme potremo approssimarci alla Bellissima Russia del Futuro.

Da Il giorno prima della sentenza

3 agosto 2023; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • Per favore, pensate e ricordate che, sbattendone dentro centinaia, Putin cerca di intimidirne milioni. Viviamo in un Paese in cui decine di milioni di persone in questo stesso istante sono contrarie alla corruzione, alla guerra e all'illegalità. In questo preciso istante decine di milioni di persone sono a favore di elezioni oneste, della democrazia, della possibilità di cambiare governo, e vogliono che Putin se ne vada. Sappiamo bene che, se una persona su dieci di coloro che sono scandalizzati dalla corruzione di Putin e dei suoi burocrati scendesse in piazza, il governo cadrebbe domani. Sappiamo bene che, se coloro che sono scontenti della guerra scendessero in piazza, la fermerebbero all'istante.
  • Chi è semplicemente scontento nei Paesi a regime dittatoriale non scende in piazza fin quasi alla fine del regime: né da noi, né in URSS, né in Iran, né a Cuba, né nella Germania Est. A ottenere tutti i cambiamenti è il 10% dei cittadini, i più attivi. Cioè voi. Reprimere, nel senso di gettare in carcere, punire, multare anche solo il 10% di loro, ossia un milione e mezzo di persone, oggi sarebbe impossibile, sia dal punto di vista politico che organizzativo. Allora bisogna sgomentare e impaurire, per far passare la voglia di fare qualcosa.
  • Non bisogna vergognarsi di scegliere il modo meno pericoloso di opporsi. Bisogna vergognarsi di non fare niente, di lasciarsi spaventare. Qualsiasi condanna abbiano programmato lassù in alto, non raggiungerà il suo scopo se capirete perché succede tutto questo e risponderete «Io non ho paura», dando tutti i giorni, a sangue freddo, un contributo anche piccolo alla libertà della Russia.

Messaggio dopo la condanna a 19 anni di reclusione, 11 agosto 2023; riportato in valigiablu.it, 14 agosto 2023.

  • [...] ho detto tante volte che l'odio è la cosa più importante da vincere in prigione, qui vi sono tante ragioni per esso, e la tua impotenza è il più potente catalizzatore di questo processo, perché se si dà all'odio la libertà, ti ucciderà e divorerà.
  • Non vi è stato nel nostro paese nessun colpo di Stato, né strisciante né aperto, con a capo gente dei servizi segreti, non sono andati loro al potere, togliendolo ai democratici–riformatori. Son stati loro, i democratici-riformatori, a chiamarli, a invitarli, loro gli hanno insegnato come falsificare le elezioni, come rubare la proprietà di interi settori economici, come mentire sui media, come cambiare le leggi a proprio piacimento, come reprimere con la forza l'opposizione e addirittura come cominciare guerre idiote e inutili.
  • Odio Eltsin e "Tania e Valia", Chubais e tutto il resto della famiglia di venduti che ha messo Putin al potere. Odio gli affaristi che chissà perché chiamiamo riformatori, adesso è chiaro come il giorno che oltre agli intrighi e al proprio benessere non si sono occupati di nulla. In quale altro paese così tanti ministri del "governo delle riforme" son diventati milionari e miliardari? Odio gli autori della più stupida e autoritaria costituzione che ci hanno venduto a noi idioti come democratica, costituzione che già allora dava al presidente le prerogative di un monarca assoluto.
    Specialmente odio tutti perché non vi è stato nemmeno un serio tentativo di eliminare le basi della mancanza di legge, ovvero implementare la riforma giudiziaria, senza la quale tutte le restanti riforme sono condannate al fallimento.
  • [Sulle elezioni presidenziali in Russia del 1996] Odio i "media indipendenti" e "l'opinione pubblica democratica" che hanno garantito ampio sostegno a uno degli avvenimenti più drammatici di svolta nella nostra storia recente – la falsificazione delle elezioni presidenziali del '96. [...] Adesso paghiamo perché nel '96 abbiamo pensato che falsificare i risultati delle elezioni non è sempre un male: il fine ha giustificato i mezzi.
  • Odio tutta la leadership della Russia, che ha avuto nel '91 (dopo il putsch) e nel '93 (dopo il bombardamento del Parlamento) tutto il potere possibile ma non ha nemmeno provato a fare le riforme democratiche più banali, quello che è stato fatto nella Repubblica Ceca (dove oggi c'è la democrazia e il salario medio è di 181.000 rubli), in Polonia (democrazia e 179.000 rubli), Estonia (democrazia e 192.000 rubli), Lituania (democrazia e 208.000 rubli) e in altri paesi dell'Europa orientale. Certo, allora vi erano persone diverse al potere, tanto buone, oneste, sincere, ma questa minuscola minoranza, la cui lotta ostinata e fallimentare ci mostra ancora meglio la corruzione e l'incoscienza dell'allora élite al potere.
  • Le falsificazioni del voto elettronico sono state dimostrate accuratamente e non presentano dubbi, ed ecco, mi son meravigliato che si è trovata una quantità considerevole di gente per cui né alcuni elementi de "i soldi dal bilancio statale e la falsificazione delle elezioni", né tutto insieme "i soldi dal bilancio durante la falsificazione delle elezioni" sembrano essere vergognosi o significativi. Eh sì, una fesseria, sì, hanno combinato qualcosa, ma non ci sono prove che lo hanno pagato per la falsificazione, è stato al tempo dei mammuth, è iniziato nel 2019, nessuno se ne ricorda. Tutto questo non importa, adesso importa che è "contro la guerra". Come era scritto in uno dei tweet sul tema: "Embé?" come idea nazionale.
  • [...] la lealtà ai principi da noi viene messa in dubbio e viene vista da molti come qualcosa di ingenuo, romantico, come far la mosca bianca. La lealtà personale, l'appartenenza a una corporazione, una vecchia amicizia vengono considerate da molti come più importanti.
  • La vita reale è complicata, difficile e piena di compromessi con persone spiacevoli, ma noi dovremmo almeno evitare di diventare spiacevoli e di accogliere la corruzione con macchinazioni ciniche prima ancora che le condizioni esigano compromessi.
  • Soltanto quando la stragande maggioranza dell'opposizione russa sarà composta da chi in nessun modo accetta elezioni truffa, processi farsa e corruzione, soltanto allora noi potremo davvero adoperare la possibilità che di nuovo, sicuramente, verrà, così che nessuno nel 2055 debba leggere il libro di Sharansky in cella d'isolamento pensando: ma è come adesso con me.

Da In cosa credo

Intervista di Boris Akunin, 30 ottobre 2023; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • Credo che viviamo in un universo non deterministico e possediamo il libero arbitrio. Credo che in questo universo non siamo soli. Credo che le nostre azioni e le nostre scelte saranno giudicate. Credo nel vero amore. Credo che la Russia sarà felice e libera. Non credo nella morte.
  • L'evoluzione ci ha resi tali da non stare a riflettere a lungo vedendo un serpente nel letto. Ma non prenderemo decisioni improvvise su come costruire una casa in cui i serpenti non possano entrare.
  • [«Che cosa l'amareggia di più?»] Il fatto che la gente non voglia pensare, che non voglia capire i più elementari nessi causa-effetto. Ogni volta che mi dicono: «La corruzione non ha nessun effetto sulla mia vita», oppure «Questi hanno rubato, ma quelli che verranno dopo cominceranno a rubare daccapo». E penso: possibile che centinaia di milioni di anni di evoluzione hanno fornite a quest'uomo un cervello straordinario e lui non lo usa?
  • [«Secondo lei cosa fa più male all'uomo e all'umanità?»] [...] L'ipocrisia della neutralità, dell'"apoliticità", il tirarsi fuori che nasconde la pigrizia, la codardia e la meschinità sono il motivo principale per cui un gruppo di delinquenti ben organizzati ha potuto dominare su milioni nel corso di tutta la storia umana.
  • [Messaggio a Julija per San Valentino] Piccola, tra noi è come nella canzone: ci separano città, le luci di decollo degli aeroporti, bufere azzurre e migliaia di chilometri. Ma io ti sento vicina ogni secondo, e ti amo sempre di più.[30]

Da Perché sono tornato

17 gennaio 2024; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

  • Ho il mio Paese e ho le mie convinzioni. E non voglio rinunciare né al mio Paese né alle mie convinzioni. Non posso tradire né il primo né le seconde. Se le tue convinzioni valgono qualcosa devi essere pronto a difenderle. E, se necessario, devi essere disposto ad accettare dei sacrifici.
  • Le persone al potere devono cambiare. Il modo migliore per scegliere chi deve avere il potere sono elezioni giuste e libere. Tutti hanno bisogno di tribunali equi. La corruzione distrugge lo Stato. Non ci dev'essere nessuna forma di censura.
  • [...] adesso al potere ci sono settari e marginali. E, generalmente parlando, non hanno nessun tipo di ideale. Perseguono un unico scopo: tenersi strette le loro poltrone. E un'ipocrisia spinta alla perfezione permette loro di voltar gabbana ad ogni piè sospinto. E così, dei tipi che hanno donne a destra e a manca sono diventati dei conservatori. Membri del Partito Comunista Sovietica si sono trasformati in ortodossi devoti. Titolari di "passaporti d'oro" e conti offshore sono diventati dei patrioti aggressivi.

Citazioni su Aleksej Naval'nyj

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  • Alexey è morto in una lontana colonia siberiana chiamata "Lupo polare". Per sua natura, lui era proprio un lupo polare: coraggioso, indipendente, con un cuore pieno di affetto e anche di odio per il potere di funzionari corrotti e autocrati. Ha combattuto per la giustizia. E rimarrà nella memoria delle persone come un vero eroe. In un paragone letterario, Navalny mi ricorda gli eroi di Jack London. (Vladimir Georgievič Sorokin)
  • È un personaggio che non ha nessun appoggio popolare, se si escludono una parte della gioventù e della popolazione delle grandi città che sono a favore dell’Occidente e sono liberali, la cui massa critica dal punto di vista elettorale non è assolutamente percettibile. Questa gente rappresenta più o meno lo zero per cento nelle elezioni. Si tratta di uno zero statistico. Non è paragonabile alla situazione in Armenia dove esiste un’opposizione consistente. In Russia, statisticamente parlando, non c’è opposizione. (Aleksandr Gel'evič Dugin)
  • Gli uomini forti odiano essere presi in giro e la specialità di Navalny erano i video sarcastici che ritraevano il Grande Leader e i suoi compari come dei nullatenenti corrotti e incompetenti che erano incappati in un grande potere quasi per caso, ma erano determinati a mantenerlo. (Gwynne Dyer)
  • I russi non hanno saputo eguagliare il coraggio di Alexei nel porre fine alla dittatura di Putin. (Garri Kasparov)
  • I russi onorano sempre il ricordo delle persone per bene disposte a correre rischi e a sacrificarsi. E penso che Navalny sarà ricordato. Continuerà a ispirare la gente. Paradossalmente, è ciò che anche Putin vuole: essere ricordato per sempre. Ma ho l'impressione che tra 50 anni si parlerà dell'attuale presidente in un modo che a lui proprio non piacerebbe. Mentre Navalny resterà un eroe della Russia. (Timothy Snyder)
  • Il fatto è che, a differenza degli oppositori del passato, come Boris Nemtzov, che aveva tutte le doti del politico, Aleksey Navalny è invece un uomo lontano dalla politica seriamente strutturata e non è in grado di rappresentare un modello alternativo al governo in carica. È senz'altro un bravo comunicatore, che abilmente sfrutta la rete e denuncia coraggiosamente alcuni scandalosi casi di corruzione all'interno dell'apparato governativo. A volte riesce a stuzzicare qualche pezzo grosso, suscitandone l'ira, ma il suo lessico politico è costruito in gran parte su concetti fondamentalmente populisti, riduttivi dal punto di vista intellettuale, limitati soprattutto per quello che riguarda le implicazioni relative agli aspetti amministrativi. La sua visione è poi totalmente carente di linee guida nella politica estera, nemmeno un accenno. E la politica estera, per un paese come la Russia, specialmente nell'attuale situazione geopoilitica, è di importanza vitale, per non dire assoluta. (Nicolai Lilin)
  • Il punto è che Navalny non dovrebbe essere in prigione: è ancora illegalmente, ingiustamente, per motivi politici, incarcerato dal regime del Cremlino. Non è colpevole di nulla se non di essere un avversario politico di Putin, che sta violando non solo la legislazione russa, ma anche gli impegni internazionali assunti dalla Russia come Stato membro del Consiglio d'Europa, che ha aderito alla Convenzione Europea dei diritti dell'uomo. Navalny, va ricordato, è solo uno dei quasi 400 prigionieri politici oggi in Russia, in carcere per aver osato intralciare il cammino di Putin. (Vladimir Kara-Murza)
  • Il suo solo errore è quello di opporsi a Vladimir Putin. Evidentemente non è un errore, lo fa apposta. (Vladimir Kara-Murza)
  • [L'ambasciatore russo Vasilij Nebenzja] ha affermato che l'Ucraina è infestata dalla corruzione. Ricordo a tutti che Alexei Navalny aveva documentato quale fosse il livello di onestà e correttezza nel suo stesso Paese. (Radosław Sikorski)
  • L'Occidente ha bisogno di questa "figura" per destabilizzare la situazione in Russia, per creare disordini sociali, scioperi e nuovi "Maidan". [...] Possiamo vedere a cosa questo può portare sull'esempio dell'Ucraina, che ha sostanzialmente perso la sua indipendenza. (Nikolaj Patrušev)
  • [«Che cosa aveva di speciale Navalny rispetto ad altri?»] La sua risata, il suo senso dell'umorismo, la sua volontà di ferro. Era finito a terra tante volte e si era sempre rialzato. Dal punto di vista mentale era estremamente sano e questo è decisivo per un oppositore politico in Russia. Io soffro di attacchi di panico e depressione. Navalny sembrava sempre padrone di sé e allo stesso tempo capace di gioia. Ha scherzato con i giudici fino al giorno prima di morire, pur sapendo che rischiava la vita ogni secondo. Emanava un senso di positività. Abbiamo un leader sociopatico da così tanto tempo, che la differenza si nota. Putin è un tipo che non mostra emozioni umane, uno di cui non sappiamo niente. Passa il tempo a nascondersi. Navalny era un libro aperto. La storia d'amore con sua moglie è una delle più belle che abbia mai visto. Sono arrabbiata non solo perché hanno ucciso una speranza per la Russia, ma perché hanno spezzato una storia d'amore bellissima. (Nadežda Tolokonnikova)
  • Oppositore coraggioso al di là delle idee xenofobe e fascistoidi, che in Italia l'avrebbero portato in carcere per istigazione al razzismo in base alla legge Mancino. (Marco Travaglio)
  • Non ha storia politica, né un programma chiaro. Non ha mai ricoperto cariche pubbliche. Si muove su Internet. Parla ai giovani ma puoi conoscerlo solo se se usi la Rete: io non lo faccio e quindi non lo conosco a fondo. Sono stati i giornali occidentali a renderlo leader dell'opposizione. In realtà è una figura illusoria, artificiale, senza seguito. (Roj Aleksandrovič Medvedev)
  • Non vedo nessuno simile a lui. Navalny era ancora forte perché era un politico reale, che sapeva parlare con la gente, che sapeva trascinare. Proprio per questo lo stavano uccidendo. Era capace di attrarre non solo una cerchia ristretta di seguaci, ma anche masse molto più larghe e popolari. Una perdita al momento incolmabile. (Oleg Orlov)
  • Quell'uomo non è accettabile. Naval'nyj non è accettabile. [...] Non dovrebbe far parte della politica russa. I tedeschi lo adorano, lasciatelo eleggere al Bundestag... Possono dargli un passaporto tedesco. (Vladislav Surkov)
  • Quella di Navalny era una strategia peculiare e intelligente: fingeva che la Russia fosse un Paese democratico e agiva di conseguenza. (John Sweeney)
  • Un blogger anti-Putin, venduto come leader dell’opposizione. Ma che secondo le stime avrebbe solo il 3%. Insomma, è uno dei tanti che si oppone a Putin. È come se in Italia Nicola Fratoianni fosse considerato l’anti Renzi. (Matteo Salvini)
  • Un uomo brillante e, ora come ora, l'uomo più coraggioso che io abbia mai incontrato. È un grande esempio di dignità e libertà. È in prigione ed è stato condannato a nove anni di carcere duro. Eppure scherza. Si prende gioco di quegli idioti che lo hanno messo dietro le sbarre. (Galina Timčenko)

  Citazioni in ordine temporale.

  • Non sono più il nemico numero uno in assoluto di Putin, adesso lo è sicuramente Navalny. Diciamo che sono il suo nemico numero uno all’estero.
  • Penso che lo ucciderebbero in un batter d’occhio se pensassero che non ci fossero conseguenze, motivo per cui le sanzioni sono così importanti.
  • Lo conosco per il suo lavoro contro la corruzione e abbiamo fatto cose insieme in passato e lo considero un’alternativa di molto migliore rispetto a Vladimir Putin. Ci sono tanti punti su cui sono d’accordo con lui, e altre su cui non ci troviamo affatto d’accordo, ma se l’alternativa è lasciare che sia un criminale a gestire il Paese, penso che la scelta sia ovvia.
  • In un certo senso la sua storia è quasi una favola: un uomo sfida il dittatore, il dittatore cerca di ucciderlo, e lui sopravvive. Allora il dittatore cerca di esiliarlo, e lui riesce a tornare. Ha rischiato la vita, e adesso ha messo in gioco la sua libertà. Non c’è un’espressione di leadership più potente di questa: il messaggio che sta trasmettendo ai cittadini russi è che, se lui è disposto a rischiare la sua vita, dovrebbero esserlo anche loro. E molte persone stanno ascoltando questo messaggio.
  • La Russia è un grande Paese, ma attualmente è occupato da un clan criminale. Se Alexei Navalny diventasse presidente e Vladimir Kara-Murza premier, avrei grandi speranze.
  • [«Perché, dopo il tentativo di avvelenamento ordinato dal Cremlino, Navalny decise di tornare in Russia, dove poi è morto?»] Perché credeva che sarebbe sopravvissuto alla detenzione. E che, come Nelson Mandela in Sudafrica, avrebbe poi avuto ragione, conquistando il popolo russo. Invece, sarà un nuovo Martin Luther King.
  • Ora è a tutti gli effetti un martire e la gente continuerà a guardare a lui come speranza per la democrazia, contro la corruzione.
  • I molti procedimenti legali erano processi di stile staliniano – allo scopo di dare illusione della giustizia, nel mentre si escludeva un oppositore di alto profilo dalle votazioni e dagli schermi televisivi. Ma mentre i processi dell'epoca staliniana facevano un uso abbondante della pena di morte (così come dei gulag), questo non è avvenuto nel caso di Navalny, a prescindere da quanto inventato e giustificato fosse – almeno non ufficialmente.
  • La gente non ama Navalny, lo ritiene un megalomane. Tutti i politici sono megalomani ma il problema è che con Navalny il gap tra il suo messaggio e come viene percepito è troppo forte. Mi spiego. Ho parlato con alcuni manifestanti. Non è stato facile, la gente è venuta a gruppi e si è limitata a parlare con quelli del proprio gruppo, ma ho chiacchierato con tre quattro persone, gente sui 30-40 anni. Uno mi ha detto: è la prima protesta alla quale partecipo, sono qui perché il trattamento subito da Navalny alla stazione di polizia è incomprensibile, lo trovo inaccettabile. È questo sentimento, più che la causa contro la corruzione, a muovere i dimostranti. Diciamo che la gente vede Navalny non come uno che lotta contro la corruzione, ma come uno che lotta per un posto al sole nel sistema politico russo, per essere importante come Putin. Per tornare al gap di cui parlavo prima: Navalny dice "sono contro Putin" e la gente capisce "come osate non considerarmi importante come Putin"?
  • Navalny in questo senso è un simbolo, ha rivelato come sia ridicolo lo stato russo, che gli cambia aeroporto, lo arresta, svolge la prima udienza non in tribunale ma nella stazione di polizia… Insomma, davvero imbarazzante. Non menzionano neanche il nome, come se facendo così, come per magia, scomparisse. Si comportano come se fossero terrorizzati da lui e infatti per il sistema russo sarebbe meglio che rimanesse in esilio, così potrebbero dire, vedete è scappato. Navalny ha capito invece che doveva tornare.
  • Supponiamo che diventi presidente, un'eventualità praticamente impossibile, ma diciamo che lo diventi: la Russia non diventerebbe democratica all'improvviso come sogna Bugajski e quelli come lui. Non funziona cosí in Russia.
  • Anno dopo anno, ha tenuto testa alla potenza di uno degli Stati più crudeli del mondo e alla vendetta di uno degli uomini più crudeli del mondo.
  • Il lavoro di Navalny ha dato vita a un’intera generazione di media investigativi russi indipendenti, molti dei quali continuano a lavorare in esilio, documentando non solo le ricchezze provenienti da attività criminali ma anche i crimini di guerra e le attività degli assassini della Russia in patria e all’estero.
  • Inizialmente era collocato su posizioni etno-nazionaliste, a volte apertamente xenofobe e liberali. Ha sostenuto il diritto a possedere armi e la repressione dei migranti. Ma ha trovato la sua agenda e la sua voce politica nel documentare la corruzione. Ha costruito un movimento basato sulla premessa che i cittadini, anche in Russia, potrebbero e dovrebbero esercitare il controllo sul modo in cui viene speso il denaro pubblico. Negli anni successivi ha abbandonato il nazionalismo etnico in favore di un nazionalismo civico, evolvendo da liberale a socialdemocratico.
  • Nel corso degli anni avevamo discusso in più di un’occasione della natura sostanziale di Putin e del suo regime. Lui diceva che erano «truffatori e ladri», io ribattevo che erano assassini e terroristi. Quando uscì dal coma gli chiesi se si fosse finalmente convinto che si trattava di assassini. Mi rispose di no. Uccidono per proteggere la loro ricchezza. Sono semplicemente avidi. Ne aveva una considerazione troppo alta. In realtà sono assassini.
  • Putin era da tempo terrorizzato dalle proteste di massa. Ora doveva avere altrettanta paura di Navalny, un uomo la cui sola esistenza sembrava infondere alle persone le energie per superare le proprie paure.
  • Putin non poteva che provare invidia per la capacità di Navalny di mobilitare i russi.
  • Si immaginava come il Nelson Mandela della Russia: sarebbe sopravvissuto al regno di Putin e sarebbe diventato presidente. Forse era convinto che gli uomini con cui stava combattendo fossero capaci di provare imbarazzo e non avrebbero osato ucciderlo dopo aver dimostrato di averci provato.
  • Navalny era un leader, perché era in prigione. Altre persone si trovano in carcere: loro sono i veri leader.
  • Non è l'unico ad essere così in Russia, ne conosco tanti fin dalla mia stessa esperienza in prigione. Pensano che la dignità sia più importante della stessa vita. Lui era un eroe, un eroe di tipo antico.
  • Se Navalny non fosse andato incontro alla morte, nessuno ora si curerebbe di lui.
  • Alexei è percepito come un combattente, le persone credono che lui sia un uomo coraggioso e basta. In realtà è una persona pacifica e un fine pensatore [...]. Riflette molto su che fare per la Russia e il mondo e nonostante sia in prigione sembra molto ben informato. Non è un accademico, ma è impressionante come elabori idee profonde, io lo rispetto anche per questo.
  • Dieci anni fa era percepito solo come il rappresentante della upper class di Mosca e quindi presumibilmente poteva raggiungere il 15%. Lo scenario è cambiato dal 2017 quando cominciò a viaggiare di città in città: uscì dalla capitale e raggiunse i ceti che soffrono perché vivono con stipendi bassissimi.
  • [«Da quanto tempo Aleksei Navalny sapeva che la sua vita era in pericolo?»] Dodici anni fa l'aveva già capito. Ricordo che era venuto a parlare alla mia università, e gli studenti gli chiesero già perché Putin non lo avesse ancora ucciso. Era il 2012. Lui a quel tempo era già molto allenato a rispondere a domande del genere. Yulia era in sala e, quando sentì quella domanda, non era contenta.
  • Lui non è un opportunista. Ha dimostrato semplicemente di essere fedele a sé stesso. Da quando è diventato un personaggio pubblico si è scusato ripetutamente delle sue frasi razziste che peraltro risalgono a 15 anni fa. Ma su tutto il resto è rimasto coerente ai suoi ideali nel tempo. È servito? Beh, ha dimostrato una tale superiorità morale rispetto ai suoi avversari che penso sia stato utile, a discapito di costi molto alti per lui e la sua famiglia. Nel breve periodo ha anche alzato la posta in gioco che ha determinato una maggior repressione politica per cui la società civile patirà tempi duri. Ma nel corso del tempo la gente capirà che Navalny è una vittima colpevolizzata: come se si punisse la vittima di uno stupro invece dello stupratore. È la dimostrazione che Putin teme la competizione politica, che fa affidamento sulla repressione e che la sua popolarità non è così alta.
 
Naval'nyj con sua moglie Julija e Il'ja Jašin
  • Aleksej è un amico e un alleato, e io sono sinceramente in pena per la sua sorte. [...] Parlare di competizione fra me e lui è quantomeno strano. Per cosa dovremmo competere? Per il posto in cella? Oppure per una dose di Novičok? Non esiste nessun oppositore «principale». Esistono persone che si contrappongono ai ladri e agli assassini che si sono impadroniti del potere in Russia. Ciascuno lo fa in base alle proprie forze e al coraggio personale.
  • Aleksej Naval'nyj rappresentava un pericolo per Putin, soprattutto perché proponeva alla società russa una politica fondamentalmente diversa. Invece di volgare cinismo, ha mostrato ai suoi compatrioti un sogno idealistico.
  • Alexei rimarrà nella storia come un uomo di eccezionale coraggio che è andato avanti fino alla fine per ciò in cui credeva. Ha sfidato la paura e la morte. Ha camminato con un sorriso e una testa orgogliosamente alzata. Ed è morto da eroe.
  • Posso attestare che era veramente un uomo di fede, per il quale i comandamenti "non uccidere" e "non rubare", e i precetti etici del Discorso della Montagna, non erano meri orpelli religiosi, ma divenne una stella polare per la sua vita e la sua politica. Posso dire con certezza che, a differenza di Putin, anche Aleksej era un vero uomo di famiglia: un figlio, marito e padre amorevole. La sua vita familiare, basata sull'amore e sul rispetto reciproco, è sempre stata per me motivo di ammirazione.
  • Aleksej più di tutto al mondo amava la Russia, amava il nostro Paese, voi, credeva in noi, nella nostra forza, nel nostro futuro, nel fatto che meritiamo una vita migliore. Ci credeva non a parole, ma coi fatti. Ci credeva in modo così profondo e sincero che era pronto a sacrificare per questo la propria vita. E il suo grande amore ci basterà per continuare la sua causa per tutto il tempo che ci vorrà, nello stesso modo accanito e coraggioso di Aleksej.
  • Ci risollevava il morale, rideva, scherzava, incoraggiava, non dubitava nemmeno per un attimo per che cosa stava lottando e per che cosa stava soffrendo. Era impossibile sottomettere mio marito e proprio per questo Putin l'ha ammazzato in modo vergognoso e codardo, senza mai decidere di guardarlo negli occhi o semplicemente citare il suo nome.
  • Mio marito non vedrà la Russia del futuro, ma noi sì. E io farò tutto il possibile per realizzare il suo sogno, per accelerare la caduta del male e spianare la strada a un domani luminoso.
  • Non è mai stato di umore depresso. Ma penso che abbia avuto momenti molto difficili. Negli ultimi due anni lo stavano davvero torturando. Stava morendo di fame. Non gli permettevano di comprare il cibo allo spaccio.
  • Non smetteva mai di congetturare, immaginare e sperimentare. Non ti vogliono in televisione? Impariamo a girare i video su YouTube, in modo da farci conoscere dal Paese intero. Non ti permettono di votare? Escogitiamo una strategia di voto tattico per sottrarre seggi al partito al potere. Persino nel gulag di Putin, Aleksei era riuscito a trasmettere le sue idee su progetti che avrebbero gettato nel panico il Cremlino. Aleksei era l’antitesi della noia e della mediocrità.
  • Naval'nyj è un giovane El'cin, solo sobrio. Conosco questa razza a memoria.
  • Non lo considero un oppositore. Rappresenta il capitale finanziario americano. [...] Lo presentano come una grande figura, ma questo non è altro che un tentativo di denigrare la realtà russa. [...] Non è il capo di sé stesso. Lavora con specialisti esperti che hanno promosso altre persone prima di lui.
  • Se noi o uno dei nostri si "incollasse" a Naval'nyj - questo giocattolo americano, inventato, preparato, che si trovava all'Università di Washington accanto a Saak'ashvili, che era preparato per continuare a strangolarci e organizzare una "rivoluzione colorata" - allora la sconfitta politica sarà al cento per cento.
  1. Citato in Putin crafts spectacle for re-election landslide, cambridgeglobalist.org, 18 marzo 2018. Dal video originale Diventa un nazionalista!, 17 ottobre 2007
  2. Citato in Moscow nationalist rally hears attack on Putin party, Bbc.com, 4 novembre 2011.
  3. a b Da La Crimea è nostra?, intervento su Radio Echo Moskvy, 15 ottobre 2014; citato in Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  4. Da un tweet del 12 agosto 2014; citato in La Russia piange Robin Williams, Rbth.com, 13 agosto 2014.
  5. Da Ancora la Crimea, intervento su Radio Echo Moskvy, 14 gennaio 2015; citato in Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  6. Citato in Anche la Russia ha il suo Julian Assange, Ilpost.it, 29 ottobre 2016.
  7. Da La Crimea è un "regalo" di Putin, intervento durante una conferenza di Solidarnost, 13 febbraio 2017; citato in Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  8. Da Sapevo che stavo morendo. Dall'intervista a «Der Spiegel», 23 settembre 2020; citato in Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  9. Da Amore e coma, dicembre 2020; citato in Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  10. Da Ho deciso di tornare, 13 gennaio 2021; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  11. Da San Valentino, 14 febbraio 2021; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  12. Da Rimanete liberi, 4 febbraio 2021; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  13. a b Da Sempre più reati, 25 maggio 2021; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  14. Da Bilancio di un anno, 4 giugno 2021; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  15. a b Da Siamo degli estremisti, 9 giugno 2021; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  16. Da Maestri della menzogna, 17 giugno 2021; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  17. Da Buon compleanno senza vetri di mezzo, 24 luglio 2021; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  18. Da Provate il voto intelligente, 15 settembre 2021; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  19. a b Da La viltà di Big Tech, 23 settembre 2021; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  20. Da Guerra!, 24 febbraio 2022; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  21. Citato in Navalny: «Guerra in Ucraina scatenata da Putin per coprire la corruzione, il furto ai cittadini russi», Ilmessaggero.it, 24 febbraio 2022.
  22. Da Putin sale in cattedra, 24 maggio 2022; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  23. Da Di nuovo sull'amore, 24 luglio 2022; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  24. a b Da Quanti anniversari ancora?, 17 gennaio 2023; citato in Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  25. Da L'ultima presa di posizione sulla Crimea, 20 febbraio 2023; citato in Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  26. Da Ascoltare i discorsi di Putin, 3 maggio 2023; citato in Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  27. Da La giornata del detenuto politico, 5 ottobre 2023; citato in Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  28. Da I miei eroici avvocati, 19 ottobre 2023; citato in Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  29. Da L'ultima foto di Capodanno, 31 dicembre 2023; citato in Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.
  30. Da L'ultimo post due giorni prima della morte, 14 febbraio 2024; Aleksej Naval'nyj, Io non ho paura, non abbiatene neanche voi, Scholé, 2024, ISBN 978-88-284-0649-5.

Bibliografia

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