Nina Lvovna Chruščёva

Nina Lvovna Chruščёva (1964 – vivente), scrittrice russa.

Chruščёva nel 2015

Citazioni di Nina Lvovna ChruščёvaModifica

Da Putin in crisi? Ricordando quello che successe la volta che l'Unione Sovietica abbatté un aereo

huffingtonpost.it, 23 settembre 2014

  • L'enorme perdita di vite in Afghanistan (pari alle perdite degli Stati Uniti in Vietnam, ma in un periodo di tempo più ridotto) suggeriva già a molti che il Cremlino stesse diventando un pericolo per se stesso; l'attacco su un aereo civile [volo Korean Air Lines 007] sembrò confermare quel punto di vista sempre più diffuso. Fu rendersi conto di ciò che spronò Mikhail Gorbaciov a salire al potere, così come incoraggiò il supporto dei leader alle politiche di riforma della perestroika e della glasnost promosse da Gorbaciov.
  • La base logica di Putin per annettere la Crimea somiglia molto alle ragioni di Brezhnev per invadere l'Afghanistan: per confondere i nemici, cercare di circondare il paese.
  • L'incompetenza di Putin si estende molto oltre l'economia. Le sue forze di sicurezza restano brutali e inaffidabili; in alcune parti del paese si sono mescolate a delle bande criminali. La sua direzione della magistratura non tranquillizza i comuni cittadini, e le installazioni militari, i sottomarini, le trivelle, i pozzi, gli ospedali e le case di riposo del paese esplodono continuamente, si rompono, o affondano, a causa della negligenza e dell'irresponsabilità.
  • Se lo stato russo funzionasse bene, Putin potrebbe continuare a resistere alla pressione dei leader dell'opposizione. Ma l'accusa dell'opposizione che il regime di Putin sia composto di "truffatori e ladri" risuonerà con forza maggiore, perché i russi adesso possono vedere i risultati tutt'intorno a loro.
  • Calcando troppo la mando in Afghanistan e mentendo al mondo sull'abbattimento del KAL 007, il regime sovietico si espose e accelerò quella putrefazione che rese il suo collasso inevitabile. Non c'è ragione di credere che il destino di Putin sarà diverso, per il suo sforzo di restituire alla Russia un potere imperiale.

Da Il Problema della Stampa Semilibera di Putin

project-syndicate.org, 4 gennaio 2019

  • [Su Vladimir Putin] Ha passato gli ultimi 18 anni a interpretare di tutto, dal padre premuroso della nazione a un James Bond esperto di judo.
  • Invece di contare sulle promesse personali e sulle performance di Putin, le autorità si sono sempre più concentrate sugli indicatori tecnici dello sviluppo della Russia, mentre sottolineavano la minaccia rappresentata dall’Occidente.
  • Durante il suo terzo mandato presidenziale – ora è al quarto – si era concentrato più sulla difesa del suo entourage dalle accuse di corruzione o indifferenza che sulla felicità delle persone comuni. In vero stile sovietico, egli rimane più spaventato da un colpo di stato di palazzo che da una rivolta pubblica.
  • Il problema con un regime semi-autoritario come quello di Putin, tuttavia, è che il comportamento delle persone non è completamente sotto il controllo del leader. E, nella Russia di oggi, questo si estende ai media, che riportano le sfide sociali e la rabbia che alimentano molto più spesso – e in modo più audace – di quanto dall’esterno ci si potrebbe aspettare.
  • [Sulla dissoluzione dell'Unione Sovietica] L’Unione Sovietica ha fallito in parte a causa della disconnessione tra i bisogni fondamentali della gente comune e l’agenda del superpotere statale, che ha reso la popolazione più povera. Sostenendo di difendere la madrepatria, ignorando la propria gente, Putin rischia oggi di commettere un errore simile.

Da Nina Khrushcheva: "Le grandi colpe di Putin e il fallimento della diplomazia"

Intervista di Anna Di Lellio sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022, foglieviaggi.cloud, 12 marzo 2022

  • Secondo me ha deciso all’ultimo momento. Si spiegano così forse gli errori tattici dell’esercito. È anche vero che i russi prendono sempre decisioni sul momento, ma qui c’è anche un grande errore strategico. Qualcosa si è rotto dentro di lui, e la responsabilità di questa rottura è degli Stati Uniti.
  • Non dico che quello che sta succedendo sia colpa degli Stati Uniti, la colpa è di Putin e basta. Quello che voglio dire è che Putin ha abboccato alla politica di Biden, che negli ultimi mesi lo ha provocato facendo la voce grossa quando bisognava invece de-escalare.
  • Gli americani ci vogliono soggiogare, lo hanno sempre voluto. Con Putin ce l’hanno finalmente fatta provocandolo fino in fondo.
  • Secondo me lui voleva solo minacciare e farsi grande, ma quando Biden gli urlava che se avesse invaso l’Ucraina lo avrebbe punito senza tregua, lì c’è stato l’errore più grande. La diplomazia si fa a bassa voce, dietro le quinte.
  • La guerra è cominciata, ed è disastrosa per gli ucraini soprattutto. Le armi atomiche però le ha usate solo l’America finora, organizzando un isolamento economico e politico della Russia che ha completamente distrutto il paese. Comunque vada a finire l’America ha vinto.
  • Gli oligarchi non faranno nulla. Il sistema repressivo attorno a Putin sta vivendo la sua ora migliore. Ora la polizia ha mano libera, fa quello che ha sempre sognato di fare. Lo sai che fermano i ragazzi per strada, così a caso, si fanno consegnare il telefonino e controllano chi hai chiamato, chi ti ha chiamato, ecc.? Questo non è legale neanche in Russia. E che fai? Protesti? Ti piantano della droga in tasca e ti arrestano.

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