Televisione

mezzo di comunicazione di massa

Citazioni sulla televisione.

Una famiglia guarda la televisione, 1958

Citazioni

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  • A che ti serve leggere quando c'è la televisione piazzata lì davanti a te? Quello che può insegnarti un libro puoi impararlo meglio e più in fretta dalla televisione. (Matilda 6 mitica)
  • Avevamo una vita prima di avere un televisore! (Kirby)
  • Butta via la tua televisione | è tempo di prendere questa sana decisione. (Red Hot Chili Peppers)
  • Con "Ballarò" ho imparato che ci sarà sempre una voce che descrive quello che fai in modo cattivo. Si dice che il video monta la testa. Per me è stato un bagno di umiltà. (Giovanni Floris)
  • Con la tv lo spettatore è lo schermo. Esso viene bombardato da impulsi leggeri che James Joyce definiva la «Carica della brigata leggera» e che imbevono la «pelle della sua anima di sospetti sobconscious» [gioco di parole tra subconscious, «subconscio» e sob, «singhiozzo»]. (Marshall McLuhan)
  • Cristo, sto veramente là dentro? Mi sembravo così familiare. (Kurt Cobain)
  • E poi si vede che sei televisiva: in televisione si contano le battute, Arianna. Nel cinema conta altro: gli sguardi, i miei primi piani... (Stanis La Rochelle, Boris - Il film)
  • Era evidente che i nuovi schermi dal «colore sempre vivo», combinati ai nuovi standard audio, rapivano i sensi delle persone in maniera ben diversa rispetto ai televisori degli anni Settanta: vista e udito dello spettatore erano saturati, il tatto inibito dalla posizione immobile. Dei cinque sensi restavano liberi solo l'olfatto e il gusto, problema tecnico al quale si ovviava mangiando davanti allo schermo acceso: così l'idea di casa e protezione divennero un tutt'uno con la tivù e i suoi programmi, versione fredda e moderna del focolare domestico. (Enrico Brizzi)
  • – Fry, questa non è la televisione, è la vita vera. La capisci la differenza?
    – Sì, la TV è più divertente. (Futurama)
  • Guardo molto la televisione e credo purtroppo che sia cambiata in peggio. Non voglio giudicare e criticare però sono una nostalgica dei varietà, quelli grandi con tanto di orchestra e corpo di ballo. (Moira Orfei)
  • Hai mai notato che la razza umana è divisa in due gruppi distinti e inconciliabili? Quelli che entrano in una stanza e automaticamente accendono la televisione e quelli che entrano in una stanza e automaticamente la spengono. Sai, il problema è che in genere si sposano tra loro. (Va' e uccidi)
  • Ho lavorato a lungo in tv, e sono interessato al conflitto tra la creatività e gli affari. La televisione è come la pubblicità, oscilla costantemente tra i due poli perché in gioco ci sono un mucchio di soldi. (Matthew Weiner)
  • Ho lavorato moltissimo, ma se non vai in tv per la gente non esisti. (Vera Gemma)
  • I genitori che si servono abitualmente ed a lungo della televisione come una specie di bambinaia elettronica, abdicano al ruolo di primari educatori dei propri figli. (Papa Giovanni Paolo II)
  • Il contenuto di programmi e di pubblicità della televisione influenza profondamente atteggiamenti, credenze e azioni dei bambini. (John Condry)
  • Il fatto è che la vita di una persona è come uno show televisivo. Io ero la stella del Will Show e il Will Show non era un dramma di gruppo. C'erano degli ospiti che andavano e venivano, ma ero io il protagonista, tutto si riduceva a me, a me soltanto. Se la madre di Marcus non riusciva a mandare avanti il suo show, se i suoi indici d'ascolto crollavano, era una cosa triste, ma era un problema suo. (About a Boy - Un ragazzo)
  • Il funerale di Kennedy rivelò il potere della tv di coinvolgere un'intera popolazione in un processo rituale. In confronto i giornali, i cinema e persino la radio sono soltanto congegni per produrre beni di consumo. (Marshall McLuhan)
  • Il maggiore pericolo della TV non sta tanto in ciò che induce a fare, ma in ciò che impedisce di fare: la conversazione, i giochi e le discussioni, tutte cose che contribuiscono moltissimo all'educazione del bambino e alla formazione del suo carattere. (Urie Bronfenbrenner)
  • Il modello della televisione centralizzata, con una grande antenna che trasmette a milioni di spettatori, si è polverizzato col passare del tempo. Ormai la tv ha più di mezzo secolo. Sono arrivate le parabole e e la tv via cavo. Poi i vhs e i dvd, sempre più economici: la gente compra i video e se li guarda quando vuole. Certo ci sono ancora tante persone che seguono la tv, ma sono sempre di meno, e più distribuite tra i tanti canali. (Bruce Sterling)
  • Il potere, oggi, è di chi controlla la televisione: che crea le mitologie del momento, fortunatamente solo istantanee, non perenni. Le immagini trasmesse sono selezioni preventive, regie a effetto speciale: "realtà" che fanno dell'inganno il loro linguaggio. Come avverte Orwell, il linguaggio politico è un artificio per far sembrare vere le menzogne. È l'idea che affiora nei miei film, fin da Papà è in viaggio d'affari. (Emir Kusturica)
  • Il televisore è "reale", è immediato, ha dimensioni. Vi dice lui quello che dovete pensare, e ve lo dice con voce di tuono. Deve avere ragione, vi dite: sembra talmente che l'abbia! (Ray Bradbury)
  • In televisione [...] tutto deve essere comprensibile e chiarissimo. Un ospite di un talk show deve sapere alla perfezione chi è, deve potersi riassumere in poche battute e risultare comprensibile al grande pubblico: io sono così e così e così. E lo spettatore a casa pensa: "Ma certo". (Mattia Torre)
  • In Tv si vede un altro sport, mica il calcio. La Tv è un preservativo: annulla e mistifica. (Renzo Ulivieri)
  • Io odio guardarla, ma farla offre ottime opportunità. (Che pasticcio, Bridget Jones!)
  • La censura in TV non esiste. Esiste bensì l'autocensura che ogni autore deve esercitare su se stesso nell'atto di stendere un testo per un così grande mezzo di diffusione. Se, per caso lo dimentica, il funzionario gentilmente si presta ad applicare lui questa autocensura ma sempre per conto dell'autore. (Marcello Marchesi)
  • La conquista del successo può costarti la vita: molti personaggi famosi, per «arrivare» hanno consumato tutte le energie vitali lungo il percorso, cosicché al traguardo giunge soltanto il loro cadavere. Questo spiega la presenza di mummie in TV. (Gianni Monduzzi)
  • La cosa terrificante della tv è che la guardi da solo. E più la guardi più la solitudine aumenta. E la solitudine è il grande problema della contemporaneità. (Sidney Lumet)
  • La dimensione fredda della tv è anche il viso freddo, senza espressione, dei teenager. (Marshall McLuhan)
  • La gente accende la TV, sembra proprio una finestra, yeah. (St. Vincent)
  • La maggior parte degli adulti, per loro stessa ammissione, guarda la televisione «per divertimento». La maggior parte dei bambini, pur trovandola divertente, guarda la televisione perché cerca di capire il mondo. (John Condry)
  • La nostra casa è la televisione: è come la mafia, nun se ne esce se non da morti. (René Ferretti, Boris - Il film)
  • La prima e più grande colpa o forma illusoria della televisione è che semplifica, diminuisce. Idee importanti e complesse, porzioni di tempo, intere carriere, vengono ridotte a un solo fotogramma. (Frost/Nixon - Il duello)
  • La televisione cambia radicalmente l'ambiente e dall'ambiente così brutalmente modificato i bambini traggono i modelli da imitare. Risultato: stiamo facendo crescere tanti piccoli criminali. (Giancarlo Bosetti)
  • La televisione ci porta cose che inducono a pensare, ma non ci lascia il tempo per farlo. (Gilbert Cesbron)
  • – La televisione del vostro mondo-- è strana...
    – Non la guardo troppo spesso, io. Quel che è peggio, è che mi sembra una scappatoia-- per gente che non vuole dare un significato alla propria vita. (Wolverine)
  • La televisione distrae dalla massacrante necessità di fare progetti a partire dal nulla delle nostre frivole esistenze e, ingannando gli occhi, solleva la mente dalla grande opera del senso. (Muriel Barbery)
  • La televisione è brutta perché è brutta l'anima di chi la fa. (Tommaso Labranca)
  • La televisione è come l'Aids; se la conosci non ti uccide. (Antonio Ricci)
  • La televisione è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. (Fabrizio De André)
  • La televisione è come una spugna: raccoglie tutto ciò che c'è sul pavimento e quando vai a spremerla esce fuori il succo della società. (Pippo Baudo)
  • La televisione è il regno dell’abitudine. Abbiamo visto diventare star delle persone di cui, il giorno in cui sono comparse in televisione, sia i critici che il pubblico pensavano "ma con quella voce" o "con quella faccia" non ce la faranno mai. Ma poi cos’è successo? L’abitudine ha vinto su tutto. Perché una faccia familiare diventa credibile in quel che fa. La televisione è questo processo. Nel bene e nel male. (Mia Ceran)
  • La televisione è la più grande meraviglia della scienza al servizio dell'imbecillità umana. (Barão de Itararé)
  • La televisione è più interessante delle persone. Non fosse così, dovremmo avere persone agli angoli delle nostre stanze. (Alan Coren)
  • La televisione è un mezzo ben diverso dal teatro; assomiglia più al cinema. Ma l'ambiente è lo stesso, quelle di un gruppo di persone tese verso la stessa direzione; il successo di uno spettacolo. (Isa Barzizza)
  • La televisione è un mezzo veramente assurdo, capace di massacrare qualunque tipo di artista. (Mango)
  • La televisione è un passatempo familiare. Qualcosa come i concerti della Scuola Domenicale, con regolari iniezioni di cultura. (Allan Prior)
  • La televisione è una ladra di tempo. Quando i bambini la guardano ininterrottamente per ore, non fanno molte cose che sul lungo periodo possono essere assai più importanti dal punto di vista del loro sviluppo. (John Condry)
  • La televisione è uno strumento che arriva alle famiglie e ritengo che ci voglia molta attenzione per evitare che vadano in onda cose che danno fastidio. È importante dire le cose in maniera educata, "in punta di penna", senza inseguire la volgarità, il sensazionalismo e la ricerca assoluta dell'applauso o dell'emozione. (Piero Angela)
  • La Televisione ha cambiato il nostro modo di essere. Non siamo più quelli di prima. Siamo diventati, o almeno lo crediamo, più informati, ma siamo anche più superficiali, meno uniti; è scomparsa l'aggregazione. [...] La Tv è la nostra mamma, ci tiene compagnia, ci opprime, ci guida, ci taglieggia. (Domenico Morace)
  • La televisione ha chiarito che il mio prossimo non ha confini. Anche nel Vangelo il prossimo della parabola del Samaritano supera i confini, però la televisione ce l'ha reso presente... (Carlo Maria Martini)
  • La televisione ha fatto danni enormi, ha distrutto la sanità mentale di un popolo e la stessa società educante. I genitori sono tali per caso, tutto è regolato dalla provvisorietà e in questa organizzazione subentrano i media [...]. Penso all'infanzia, una volta tutelata e ora sottoposta non alla cultura del '900, ma ad una cultura primitiva, esposta di continuo alla violenza e alla stimolazione sessuale. (Susanna Tamaro)
  • La televisione ha una sua grammatica che è lungi dall'essere stata capita [...]. La televisione consente di guadagnare molto denaro. (Vittorio Sgarbi)
  • La televisione in sé è un elettrodomestico intrigante e tecnologicamente avanzato. Oggi, ha anche più programmi della lavatrice. (Alberto Patrucco)
  • La televisione non si sceglie, si subisce. Il cinema si sceglie, la radio si sceglie. La televisione è una grossa fatica. Io credo che la televisione vada guardata ma non accesa. (Alessandro Bergonzoni)
  • La televisione riempie molte solitudini. (Enzo Biagi)
  • La televisione segue i mutamenti del mondo e del paese, e soprattutto delle persone. Quindi cambia con i gusti, con gli interessi e con il senso dell'umorismo. È in continua evoluzione. Chi è bravo riesce ad adattarsi e ad ascoltare gli spettatori. Perché sono loro, alla fine, a decidere. Se fai un programma e va male, c'è un motivo. (Filippa Lagerbäck)
  • La tv, che invecchia veloce, è nei guai. Anche la parola stessa suona antica, la gente oggi parla sempre più spesso di video. Andate in Rete, su Google Video, YouTube, Revver, VideoSift. Guardate i videoblog amatoriali, o vlog: nessuno dice di avere un "blog televisivo". Tutti questi siti sono felici di distribuire clip e video, nessuno aspira a imitare la televisione, nessuno sogna di diventare un noioso, antico, canale tv. (Bruce Sterling)
  • La TV è la nuova cattedrale. Le nicchie da affrescare sono le serate tra uno spot e l’altro, in una società che non è più in mano alla Chiesa… Un prodotto che non fa ascolti è fatto male. Si può fare ascolto catturando viscere, stomaco, genitali. Ma anche chiedersi se la vita ha un senso tira. (Gianmario Pagano)
  • La tv è solo un mezzo. E c’è il rischio che crei false illusioni. (Massimiliano Alajmo)
  • La tv è un'arma a doppio taglio. Lo è perché ti può portare a grandi successi e ti può far conoscere alla gente, ma può condurti anche ad autodistruggerti come artista, a farti percepire come falso, ripetitivo, contraddittorio. Devi stare attento con la tv, non esagerare, muoverti con attenzione. Anche perché è rischioso vivere di sola tv pure a livello personale: diventa una routine, ti trasporta fuori dalla vita reale. Esci dallo studio, vai al bar, e chi incontri? Un divo della televisione. Finisci con l'esistere soltanto in funzione del piccolo schermo. (Giorgio Panariello)
  • La TV non è così innocua come sembra. Ci sono casi di soffocamento da sbadigli e di paralisi dei centri nervosi. Lussazioni del pollice per abuso del telecomando. Piaghe da decubito, per eccesso di parcheggio in poltrona. Perdita della vista e allucinazioni visive. Crepacuore da telenovela. Stupore catodico, paranoia e noia mortale. (Gianni Monduzzi)
  • La tv premia, indifferentemente, chi la venera come chi la irride. Basta saperla servire. (Aldo Grasso)
  • La Tv: qui la donna è considerata a tutti gli effetti un essere inferiore: viene delegata a incarichi d'importanza minima, come per esempio informare dei programmi della giornata; ed è costretta a farlo in un modo mostruoso, cioè con femminilità. Ne risulta una specie di puttana che lancia al pubblico sorrisi di imbarazzante complicità e fa laidi occhietti. Oppure viene adoperata ancillarmente come «valletta» (al «maschio» Mike Bongiorno e affini). (Pier Paolo Pasolini)
  • La tv tiene insieme più coppie disastrate dei figli o della Chiesa. (Charles Bukowski)
  • La tv vive di cinema, ma il cinema muore di tv. (Dino Risi)
  • La verità è che chi ha lavorato in tv sa che poi quella lucetta rossa ti manca. Credo sia inevitabile. (Gabriella Golia)
  • L'elettrodomestico tv è ormai il re delle case. Può essere amato od odiato ma è diventata una presenza costante nelle 24 ore. E anche i giornali sono sempre più destinati a essere fatti con la tv accanto. (Barbara Palombelli)
  • Lo schermo televisivo, ormai, è il vero unico occhio dell'uomo. Ne consegue che lo schermo televisivo fa ormai parte della struttura fisica del cervello umano. Ne consegue che quello che appare sul nostro schermo televisivo emerge come una cruda esperienza per noi che guardiamo. Ne consegue che la televisione è la realtà e che la realtà è meno della televisione. (Videodrome)
  • Ma la televisione che ti culla dolcemente | presa a piccole dosi direi che è come un tranquillante | la si dovrebbe trattare in tutte le famiglie | con lo stesso rispetto che è giusto avere | per una lavastoviglie. (Giorgio Gaber)
  • Mi manca la televisione, quel chiacchiericcio di sottofondo che ti fa pensare che tutto continua anche se ti addormenti o muori. (Mario Tozzi)
  • Molte trasmissioni lo hanno capito e pubblicano in diretta i tweet: un'indagine ha rivelato che mandare in onda i tweet aumenta l'ascolto, ossia l'auto-ascolto. Si noti che in tv ormai nessuno commenta mai i tweet inviati, passano in sovraimpressione e basta perché tanto basta. (Massimiliano Parente)
  • Nella stampa ci sono centinaia di modi per manipolare le notizie. E altre centinaia ve ne sono nella radio e nella televisione. E senza dire bugie. Il problema della radio e della televisione è che non c'è bisogno di mentire: ci si può limitare a non riflettere la verità. Il sistema è molto semplice: omettere l'argomento. La maggior parte degli spettatori della televisione ricevono in modo molto passivo ciò che essa offre loro. I padroni dei network televisivi decidono per loro cosa debbono pensare. Determinano la lista delle cose a cui pensare e cosa pensarne. Non possiamo aspettarci che il telespettatore medio possa svolgere studi indipendenti sulla situazione del mondo, sarebbe impossibile persino per gli specialisti. L'uomo medio, che lavora, torna a casa stanco e vuole semplicemente starsene un po' con la sua famiglia, recepisce giusto quello che gli arriva in quei cinque minuti di telegiornale. Gli argomenti principali che danno vita alle "notizie del giorno" decidono che cosa pensiamo del mondo e come lo pensiamo.(Ryszard Kapuściński)
  • Noi facciamo quello che il pubblico vuole. È un grande errore pensare che la tv sia scadente e brutta, perché vuol dire che la gente è scadente e brutta. (Enrico Papi)
  • Non capisco perché la gente continui a pensare che se una non appare in Tv, vuol dire che è morta. (Eva Robin's)
  • Non è quello che vuole il pubblico televisivo! Le finezze lo fanno sentire stupido e le cose inaspettate lo spaventano! [...] il telespettatore non vuole niente di originale. Vuole vedere la stessa cosa che ha visto centinaia di volte. (Futurama)
  • Non c'è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogan mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l'aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano; il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione) non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre. (Pier Paolo Pasolini)
  • Non accesi la tv, ho scoperto che quando ti senti male quella figlia di puttana ti fa solo sentire peggio. Una sfilza senza fine di visi insulsi. Una processione infinita di idioti, alcuni dei quali famosi. (Charles Bukowski)
  • Non è la tv a essere pericolosa, ma il ruolo che le affidiamo. (Vincenzo Varagona)
  • Non ha molta importanza che s'introduca il televisore in ogni aula: la rivoluzione è già avvenuta nelle case. La tv ha mutato la nostra vita sensoriale e i nostri processi mentali. (Marshall McLuhan)
  • Non lava, non frulla, non lucida, non stira, non aspira, non refrigera, non riscalda, non depura, non umidifica, e pure è l'elettrodomestico più diffuso. I palazzi hanno i capelli dritti. Sono le antenne del più inutile degli elettrodomestici: il televisore. (Marcello Marchesi)
  • Non saranno né la televisione né Internet a creare disagio ai bambini e agli adolescenti, quanto una certa indisponibilità degli adulti a esserci. (Paolo Crepet)
  • Non si può essere mai sicuri di quello che un bambino impara guardando la televisione. E non si deve mai sottovalutare la sua capacità di reagire creativamente al visibile. (Gianni Rodari)
  • Non so, questa cosa della tv non mi convince: gente che recita tutto il tempo, ti rendi conto? Girano un bottone, e tac, c'è qualcuno che recita per loro. Mah. Farà bene, alla gente, tutto questo recitare? (James Stewart)
  • Non so se la televisione oggi sia meglio del cinema. I brutti film ci sono sempre stati e ci sono ancora e c'è anche un sacco di brutta televisione. Ma certo quella distinzione non ha più significato. (Steve Buscemi)
  • [Nel 2011] Oggi la televisione è un punto di partenza, prima era un punto d'arrivo. (Stefano Jurgens)
  • Oggi tutto è miracolo. Premete un bottone, è il nevoso «Carbon bianco», la cascata delle montagne che vi illumina. Allacciate il capo di un filo a quel cofanetto, opera d'ebanisteria, e la voce di uomini lontani, la commovente voce della Radio, vi parla attraverso gli oceani. Abbassate quella leva: lo schermo scintilla, la Televisione entra in casa vostra. (Pierre Devaux)
  • Ora si va solo in tv. Per far pettegolezzi. [...]. Oggi nelle discussioni private prevalgono l'imbecillità, la vanità e il pettegolezzo, e poi c'è la tv. Il salotto si è spostato da Costanzo. (Rosellina Archinto)
  • Ormai la parola pubblica è morta, sostituita da un potentissimo elettrodomestico. Chi lo possiede – per dirla con De Gasperi – «vince le elezioni». (Luciano Canfora)
  • Per sopravvivere in televisione senza diventare l'imitazione di sé stessi occorre un solido senso della misura, il coraggio di sparire ogni tanto. (Neri Marcorè)
  • [Interpretando un televisore] Pensa, anzi lascia fare a me che me la cavo meglio: | i cervelli li maneggio come voglio, | è il mio ramo! | Io li squaglio coi miei pollici | e loro alzano gli indici | e poi ricominciamo. (Frankie hi-nrg mc)
  • Pensare e mandare in onda un programma significa contribuire alla costruzione della cultura e dei linguaggi delle giovani generazioni, dunque la televisione non può esimersi dall'assolvere un ruolo primario nell'educare. (Paolo Crepet)
  • Poi accende la televisione e si mette a guardare una soap opera, avete presente, no? Gente vera che interpreta gente finta e con problemi inventati, a uso e consumo di gente vera che le guarda per dimenticare problemi veri. (Chuck Palahniuk, Soffocare)
  • Purtroppo, noi imitiamo la tv e non viceversa. Non dobbiamo assomigliare alla tv ma considerarla una finestra sul mondo. (Michele Mirabella)
  • Quanti erano quelli che prima della televisione coltivavano sogni di grandezza? Sì, qualcuno c'è sempre stato; ma si tratta di un'esiguissima minoranza... il cinema ecco, col cinema l'idea di mettersi in mostra, di essere additati dalle folle, inizia a diffondersi, ma è con la televisione che nasce l'idea del divismo di massa. Come di massa diviene la frustrazione che deriva dal non riuscire a realizzare questo ideale. (Gaetano Cappelli)
  • "Rimettiamo in discussione il ruolo di Sua Maestà la televisione". Lei, l'imperatrice delle nostre case sempre più vuote di pensieri e parole e sempre più inzuppate di rumori. Lei, appollaiata sul trono delle nostre serate, lei divoratrice dei nostri attimi più privati, così ingorda di scandali, di pochezze e di immagini virtuali, con i suoi flash abbaglianti e le sue sequenze accelerate che inghiottono lo spazio e soffocano il tempo. Lei che non lascia via di scampo. Dalle sue frattaglie non si può sfuggire. Lei, che vomita pattume in quantità industriale, non accetta più di essere un vago sottofondo: ti penetra nell'iride sotto forma di stupefacenti videoclip, di pianti in diretta e altre amenità. Sua Maestà la tv ha decretato che il nostro cervello debba essere soltanto una discarica. E a noi, bravi e diligenti utenti, ha riservato una sola libertà: quella dello zapping da un cassonetto per la plastica ad un contenitore per rifiuti organici. Il saltapicchio da un canale all'altro non è più motivato dalla ricerca di ciò che potrebbe sollecitare maggiormente la nostra intelligenza, il nostro interesse. Quando brandiamo un telecomando, ci trasformiamo in un animalone tecnologico, un tutt'uno con l'apparecchio televisivo. Una schifezza massmediale rassegnata e inconsapevole. E quanto più ciò che vediamo è inquietante, tanto più le nostre facoltà inferiori si sentono gratificate. (Mina)
  • Roma dovrebbe occuparsi di arte e lasciare perdere gli abiti. Troppa volgarità. Delle donne eleganti di un tempo non c'è più traccia. Colpa della tv e dei suoi modelli-velina. (Roberto Capucci)
  • [Interpretando un televisore] Sangue? La mia specialità, | te ne faccio veder fiumi: facevo il Colosseo un paio di millenni fa. | Intere o a pezzi incluse le frattaglie spaccio storie d'ogni sorta, | complete di dettagli e figli morti, | contorti psicodrammi esistenziali e passioni turbolente, | torbide ossessioni con amanti, parenti, Isso, Essa e o' Malamente, | tutti insieme a vendicarsi, ma appassionatamente. (Frankie hi-nrg mc)
  • Se guardi la televisione di giorno, ecco il bacino di consumatori in cui rientri. O sei un alcolizzato. O un invalido. O un idiota. Nel giro di un paio di settimane, uno si rompe di vivere da tapiro. (Chuck Palahniuk)
  • Se la scuola fosse più efficace, la televisione non sarebbe tanto potente. (John Condry)
  • Se la televisione è lo specchio della realtà, perché non la si tiene in bagno? (Corrado Guzzanti)
  • Televisión, quanti dé, quanti nòcc sö quei pultrón. | Televisión, quanti nòcc quanti dé cun quèl butón.[1] (Davide Van De Sfroos)
  • Ti costringo a pensare che sono delizioso | Con le cose che dico | Sono il meglio che puoi avere | Hai già indovinato chi sono? | Sono la melma che gronda | Dal tuo televisore | Mi obbedirai mentre ti guido | E mangerai la spazzatura che ti passo. (Frank Zappa)
  • Ti regoli sulle reazioni di quel pubblico? Questo... questo è il pubblico cresciuto con la televisione, il suo gusto è stato sistematicamente guastato attraverso gli anni. Stanno seduti davanti al televisore e i raggi gamma gli mangiano le cellule del cervello. (Manhattan)
  • Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l'accende, vado in un'altra stanza a leggere un libro. (Groucho Marx)
  • Tutta la televisione oggi è adulazione. (Claudio Amendola)
  • Tutti guardan la televisione | e aspettano di piangere per farsi compassione, | ma dentro quella scatola risposte non ce n'è, | solo donne in maschera e buffoni come me. (Cesare Cremonini)
  • Un ragazzino di 15 anni si guarda la televisione adesso? È solo un oggetto che si trova in salone. (Emanuela Fanelli)
  • Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi. (Karl Popper)
  • Certa tv va verso il nulla composto e graficato. Un po' come quei collegamenti avvilenti dei post partita. Se pensi alla tristezza di un eventuale colpo di Stato, oggi. Ma ci pensi, che tristezza: i militari manco si avvicinerebbero a via Teulada o a Saxa Rubra. Resterebbero a casa. Oggi forse il tenente colonnello Antonio Tejero [uno dei capi del tentato colpo di Stato in Spagna del 23 febbraio 1981] urlerebbe al cellulare su Facetime, e in molti riderebbero tantissimo.
  • I format sono importanti, non vanno certo ignorati, ma come sempre manca la misura e il coraggio. Soprattutto, troppo spesso mancano gli editori. In tv i Longanesi non passano.
  • [«Fare televisione oggi, fare televisione ieri, quanto è importante il soggetto, il protagonista?»] Il conduttore è fondamentale, da sempre. Ma un problema c'è: la nostra editoria televisiva ha favorito e preferito sempre le facce alle teste, quando spesso sono le teste a inventare quei soggetti e a disegnare il parco giochi dove quel soggetto riceverà gli applausi.
  • La sperimentazione è di chi guarda, è lo spettatore a sperimentare nuovi stili, nuove sensazioni. Noi portiamo un prodotto finito che ha l'obbligo di creare palati nuovi. Al pubblico non possiamo dare solo e sempre amatriciana e carbonara.
  • La tv, secondo me, oggi funziona quando rappresenta un evento: che sia politico, sportivo, di attualità o di spettacolo. Sulla quotidianità, ho la sensazione che la tv faccia come il border collie con il gregge di pecore, correndo a destra e a sinistra per non farle uscire dal recinto. Il problema è un altro, credo: noi conserviamo e facciamo la guardia a quelle pecore ma un giorno moriranno e nessuno avrà pensato di allevare e crescere un nuovo gregge, creando e allargando nuovi recinti per il pubblico. Con le dovute attenzioni penso questo: la frenesia per l'ascolto di oggi può rappresentare il mancato ascolto di domani.
  • [«La televisione ha i giorni contati?»] Non credo, ma senza il traino dei social network avrebbe vita molto breve.
  • Quando anni fa viaggiavo e arrivavo in albergo, controllavo immediatamente la televisione. Oggi nemmeno guardo se c'è. La tv non è più centrale: mi sembra laterale, periferica.
  • Sembrerà strano, e forse è un paradosso, ma la tv non ha bisogno di idee. Ha bisogno di Programmi.
  • La televisione non è come il cinema. La televisione è sempre accesa, viene vista in pantofole, a casa. La gente non la percepisce come qualcosa di finto, di inventato. È come se si continuasse il discorso fatto nell'altra stanza con la moglie, la suocera, il figlio, il padre.
  • Le istituzioni, la famiglia, la scuola, la Chiesa sempre meno sono in grado di fornire alle persone modelli di comportamento. Un genitore, un nonno oggi riescono a malapena a comunicare qualche norma igienica, dietetica, di sicurezza, lavati i denti, non correre col motorino, non mangiare troppo. La televisione, con tutta la suggestione del colore, la suasività della parola ben tornita, la dolcezza delle musiche di sottofondo, dà modelli di comportamento.
  • Le persone, più sono "giuste", più sono ispirate da principi morali, meno vedono la televisione. Le persone colte non vogliono "rincretinirsi con quelle baggianate". Le persone che hanno una vita equilibrata non vedono la televisione e non se ne curano. Contemporaneamente in Italia la metà dei ragazzi dai 6 ai 18 anni vede in media tre ore di tv. E riceve, in queste tre ore, mille inviti a bere alcolici ad alta gradazione.
  • Nella società i violenti sono una minoranza. La televisione invece enfatizza il fenomeno. È un moltiplicatore atomico.
  • Abituati ad una TV accesa che ci pare spenta, | ci pesa la gente che si accontenta da casa | e non si addormenta, ma si gasa, commenta, | e segue attenta 'sto scempio mentre lo share aumenta!
  • In TV c'è più calcio che in una cura per osteoporosi.
  • Nei salotti TV figuranti stolti fanno più ascolti di molti programmi colti, tant'è che tanti li han tolti dando potere a spalti di giudicanti.
  • Scaldati in casa | davanti al tuo televisore, | la verità | della tua mentalità | è che la fiction sia meglio | della vita reale.
  • Credo che sia arrivato il momento di abbandonare il passato e pensare alla tv del presente. Quella del passato l'hanno prosciugata tutta, bisognerebbe cominciare a lavorare – oltre che sulla nostalgia – anche su qualcos'altro.
  • La televisione deve rimanere un'emozione.
  • [Nel 1998] Ogni tempo ha la tv che si merita, la nostra rende anche un cane una star. [«Pensa a Rex?»] Sì, ma non solo a lui.
  • - Bisogna imparare a guardare. Bisogna aprirsi ai dati. La T.V. offre un'incredibile quantità di dati sovrannaturali. Porta allo scoperto ricordi della nascita del mondo, ci accoglie nella grata, nel reticolo di macchioline ronzanti che formano la struttura dell'immagine. C'è la luce, c'è il suono. [...] Guardate la ricchezza di dati celata in quella grata, in quel bell'involucro, le canzoncine, i quadretti di vita famigliare pubblicitari, i prodotti che balzano in primo piano emergendo dalle tenebre, i messaggi codificati e le ripetizioni interminabili, simili a tanti mantra. "Coke is it". "Coke is it". "Coke is it". Il mezzo televisivo trabocca praticamente di formule sacre, se riusciamo a ricordarci come rispondere con innocenza e a superare l'irritazione, la stanchezza e il disgusto.
  • Da più di due mesi sto seduto in questa stanza a guardare la T.V. fino alle ore piccole, ascoltando con attenzione, prendendo appunti. Grande esperienza, che rende umili, consentitemi di dirlo. Prossima al mistico.
  • La T.V. costituisce un problema soltanto se si è dimenticato come guardare e ascoltare, - replicò Murray. - Ne discuto continuamente con i miei studenti. Cominciano a pensare di doversi ribellare al mezzo televisivo, esattamente come una generazione precedente si è rivoltata contro i genitori e il paese. Io invece dico loro che devono imparare di nuovo a guardare da bambini. A scavare il contenuto. A decifrare i codici e messaggi [...]
  • - Peggio della pubblicità per posta, dicono: da buttare via. Secondo loro la televisione rappresenterebbe gli spasimi agonici della coscienza umana. Si vergognano del proprio passato televisivo. Vogliono parlare di cinema.
  • Se le nostre lagnanze hanno un punto focale, esso deve risiedere nell'apparecchio T.V., dove si annida il tormento proveniente dall'esterno, provocando timori e desideri segreti.
  • Le TV sono un rombo di tuono per l'indifferenza scostante dei gatti.
  • Per capire la nostra storia bisogna farsi ad un tempo remoto: | c'era un vecchio con la barba bianca, lui, la sua barba, ed il resto era vuoto. | Voi capirete che in tale frangente quel vecchio solo lassù si annoiava, | si aggiunga a questo che, inspiegabilmente, nessuno aveva la T.V. inventata... || Be', poco male, pensò il vecchio un giorno, a questo affare ci penserò io: | sembra impossibil, ma in roba del genere, modestia a parte, ci so far da Dio! | "Dixit", ma poi toccò un filo scoperto, prese la scossa, ci fu un gran boato: | come T.V. non valeva un bel niente, ma l'Universo era stato creato...
  • Un presente fatto di trasmissioni televisive ignobili e di ignoranza, di persone pronte a prostituirsi per meno di trenta denari e di dignità strappate. Di volgarità di immagini e di un linguaggio sempre più decaduto. Di persone che hanno smesso di sognare in modo normale e pensano che l'aspirazione massima sia apparire in uno schermo, piccolo o grande, anche senza sapere niente e senza saper fare niente. La televisione è un continuo rilancio verso il basso e, invece di sforzarci per invertire la tendenza, noi ci uniformiamo e facciamo di tutto per abbassarci sempre più.
  • Dicono che la televisione fa male alla Cultura. Ma quante sono le persone – uomini e donne indifferentemente — che vanno in giro orgogliose di sé; che si propongono come persone culturalmente esigenti solo perché "non guardano la televisione" (almeno ufficialmente)? Non parliamo di quelle altre persone — ancora più audaci — che la televisione addirittura non ce l'hanno. Ne sono così intimamente soddisfatte che tendono a portar la testa come se fosse il Santissimo Sacramento. Magari non conoscono nessun canto di Dante a memoria. Di Giacomo Leopardi ricordano solo la gobba. Alle Mostre, che attivamente frequentano, si distraggono. Ai concerti (hanno l'abbonamento) si addormentano. Pensieri particolarmente originali non ne formulano.
  • La nuova invenzione ci modifica sì, ma in peggio. In peggio: e perché mai? Come si fa a dimostrarlo? Ho un ricordo piuttosto vivo di com'era il mondo prima della televisione. Nessuno è riuscito a convincermi che fosse meglio, solo perché la televisione non c'era. Quei paradisi agresti di delicata conversazione di cui si favoleggia non me li ricordo. Mi ricordo la noia, che si tagliava con il coltello. So io quel che ho sofferto a non poter vedere le partite di calcio, gli incontri di boxe o di tennis che si svolgevano lontano. Non auguro le stesse sofferenze a nessuno.
  • La televisione presenta un mondo fatto di facce e di facciate, di immagini. Ti fa credere che è tutto lì. Ti fa dimenticare che dietro quelle facce, quelle facciate c'è un altro universo. Che lei, la televisione, non ha modo di esplorare.
  • Ognuno si sente in dovere di esprimere – almeno una volta alla settimana – un' opinione fermamente sdegnosa sulla televisione. [...] Mai però che venga in mente [...] di chiedersi il perché di questo "pregiudizio sfavorevole" tenace e vischioso che nel loro cuore così affettuosamente albergano. Non sarà per caso – e per l'appunto – un pregiudizio?
  • La tv aggressiva non mi piace, ma non è un problema di gusto, non è questione se mi piace o non mi piace. Ci sono delle cose che mi mettono a disagio ed altre che mi mettono a mio agio. Come nevrotico della tv mi fa star male.
  • La tv è costretta ad essere sempre e comunque estremamente seduttiva, a commettere continuamente adescamento.
  • Saranno un ottimo metadone le pay tv. È un gesto volontario, di cui esiste una reciprocità tra il telespettatore che sceglie e la televisione che mi da il prodotto che mi serve.
  • Si diventa critici nei confronti della tv continuando a guardarla. Il senso non è assolutamente spegnerla.
  • Da noi non potrete ottenere mai la verità: vi diremo tutto quello che volete sentire mentendo senza vergogna, noi vi diremo che, che Nero Wolfe trova sempre l'assassino e che nessuno muore di cancro in casa del dottor Kildare e che per quanto si trovi nei guai il nostro eroe, non temete – guardate l'orologio – alla fine dell'ora l'eroe vince, vi diremo qualsiasi cazzata vogliate sentire. Noi commerciamo illusioni, niente di tutto questo è vero, ma voi tutti ve ne state seduti là, giorno dopo giorno, notte dopo notte, di ogni età, razza, fede... conoscete soltanto noi! Già cominciate a credere alle illusioni che fabbrichiamo qui, cominciate a credere che la TV è la realtà e che le vostre vite sono irreali. Voi fate tutto quello che la TV vi dice: vi vestite come in TV, mangiate come in TV, tirate su bambini come in TV, persino pensate come in TV. Questa è pazzia di massa, siete tutti matti! In nome di Dio, siete voialtri la realtà: noi siamo le illusioni! Quindi spegnete i vostri televisori, spegneteli ora, spegneteli immediatamente, spegneteli e lasciateli spenti, spegnete i televisori proprio a metà della frase che vi sto dicendo adesso, spegneteli subito!
  • L'unica verità che conoscete è quella che ricevete alla TV! Attualmente, c'è da noi un'intera generazione che non ha mai saputo niente che non fosse trasmesso alla TV. La TV è la loro Bibbia, la suprema rivelazione. La TV può creare o distruggere presidenti, papi, primi ministri. La TV è la più spaventosa, maledettissima forza di questo mondo senza Dio.
  • Non sono sicuro che sia capace di qualsiasi vero sentimento. È della generazione della TV, la vita l'ha imparata dalla pubblicità. L'unica realtà che conosce le viene direttamente dal televisore. Ha attentamente architettato un numero di ruoli che ognuno di noi deve interpretare, come il film della settimana.
  • Tu sei la televisione incarnata, Diana: indifferente alla sofferenza, insensibile alla gioia, tutta la vita si riduce a un cumulo informe di banalità. Guerre, morti, delitti, sono uguali per voi come bottiglie di birra, e il quotidiano svolgimento della vita è solo un'orribile commedia. Tu frantumi anche le sensazioni di tempo e spazio in frazioni di secondo e lunghezza di segmenti.
  • Una fra le più grandi corporazioni del mondo controlla la più efficiente macchina per una propaganda fasulla e vuota, in questo mondo senza Dio, io non so quali altre cazzate verranno spacciate per verità, qui. Quindi ascoltatemi. Ascoltatemi! La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni e giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere.
  1. «Televisione, quanti giorni quante notti su quelle poltrone. | Televisione, quante notti quanti giorni con quel bottone.»

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