Michele Mirabella

personaggio televisivo, regista teatrale e attore italiano

Michele Mirabella (1943 – vivente), attore, conduttore televisivo e regista italiano.

Michele Mirabella

Citazioni di Michele MirabellaModifica

  • [...] ci fu chi sbarcò il lunario a furia di allestire mutande scultoree e pittoriche. Tale fu, per esempio, Daniele Ricciarelli da Volterra, pittore e scultore di buona lana, prolifico e noto, soprattutto, per il suo collegamento con l'ultima produzione di Michelangelo che seguì e imitò. È molto più famoso, suo malgrado, come il "Braghettone" per aver coperto con panneggi e foglie di fico i genitali dell'affresco del Gudizio universale nella Cappella Sistina e, sempre in quella folla, per aver scalpellato e ridipinto gran parte della santa Caterina e l'intero san Biagio, poiché, nell'originale, quest'ultimo sembrava sbirciare il dorso nudo della Santa. E non solo.
    Il povero Braghettone è passato alla popolarità imbracando genitali su disposizione del Concilio di Trento che, tra le altre cose, aveva proibito il nudo nelle opere d'arte di carattere religioso. Come tutto compenso, ha ottenuto che gli altri suoi pur insigni lavori, sono esposti perfino al Louvre, siano ignorati dai più. Ancora una volta, alla Storia passano le mutande.[1]

Da Mirabella, Elisir della tv di successo

Intervista di Monica Sala, Famigliacristiana.it, 6 giugno 2012.

  • Il presentatore deve mantenersi schivo da qualsiasi pretesa di sapere tutto, deve dimostrare di capirne quanto mediamente ne capisce un cittadino qualsiasi. In più, deve avere la tecnica professionale e cioè essere in grado di prelevare dagli ospiti la saggezza che serve per arrivare a tutti.
  • Ho sempre cercato di essere onestamente ignorante perché solo così riesco a interpretare l’esigenza del pubblico. In caso contrario, si finisce in un marasma di equivoci funzionali.
  • [Sul successo delle trasmissioni culturali della Rai] Non da oggi ma da sempre, con la cultura, si può fare audience. Dipende dalla fiducia che ci mette l’azienda nell’incoraggiare i programmi culturali. Se, l’azienda per prima non ci crede e li programma alle due di notte, è evidente che il pubblico poi non li può premiare seguendoli.
  • Non sono d’accordo sul fatto che la tv generalista sia in crisi. Se guardiamo i dati Auditel sono sempre 25 milioni le persone che la guardano, ma utilizzano anche altri strumenti. Internet, per esempio. Generalista non è la televisione, ma il pubblico.
  • L'educazione generale aumenta, perché la coscienza dei propri diritti è più determinata. Possiamo dire che c'è un interesse che si è accentuato negli ultimi trent'anni perché l’idea sociale della salute come diritto, per altro sancito dalla Costituzione, ormai permea tutti gli stati della cittadinanza.
  • A volte non ce ne rendiamo conto, ma le parodie dei miti antichi sono prese per scenari irrinunciabili dell'immaginario nostro. Sotto sotto gli italiani sono affascinati dal loro passato. E non bisogna dimenticare che per amarlo bisogna conoscerlo.
  • Purtroppo, noi imitiamo la tv e non viceversa. Non dobbiamo assomigliare alla tv ma considerarla una finestra sul mondo.

Da Michele Mirabella: "Non vaccinarsi è una sciocchezza"

Humanitasalute.it, 13 febbraio 2017.

  • Ho imparato a emanciparmi dalla mia ipocondria, a volte eccessiva.
  • Il rapporto che abbiamo con la salute è il retaggio di una vecchia cultura contadina del popolo italiano che è stato saggio fin quando ha considerato la malattia parte della vita. Siamo tra i popoli più longevi al mondo perché conserviamo un grande amore per la vita e sappiamo che la salute ne è la chiave.
  • Non vaccinarsi e non vaccinare i propri figli è una sciocchezza. L'uomo l'ha sempre fatto, anche inconsapevolmente prima che la scienza scoprisse i vaccini veri e propri.

NoteModifica

  1. Da Cantami, o mouse. Il mondo di oggi spiegato dagli antichi, Mondadori, Milano, 2011, p. 37.

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