Mango (cantante)

cantautore e musicista italiano

Giuseppe Mango conosciuto semplicemente come Mango (1954 – 2014), cantautore, musicista e scrittore italiano.

Mango nel 2009

Citazioni di MangoModifica

  • Il mio rapporto con la comunicazione è per certi versi buono e per altri invece un disastro. Chi partecipa a Sanremo, per esempio, in quattro minuti deve raccontarti un po' il suo mondo. La televisione è un mezzo veramente assurdo, capace di massacrare qualunque tipo di artista.[fonte 1]
  • In Gaber la solidarietà tra parola e suono diventa gesto e luogo in cui spingere il canto: ed ecco nascere il Teatro Canzone, il cabaret intelligente fatto di suono e di satira, di pianto quotidiano e sorriso ancestrale, di quadro d'autore e canzone popolare. Con Giorgio Gaber la parola percorre lo spazio del vivere e ne appassiona il dialettico incontro con la voce del cuore: proprio come chi sa che la parola è un pigiama di seta, e la notte l'altare che ne assume i contorni.[fonte 2]
  • Io sono un credente a modo mio: non riesco a pensare che tutto nasce e finisce, altrimenti la vita non avrebbe ragion d'essere; non scomodo divinità, credo prima di tutto nell'uomo. Non scelgo questa o quella confessione: le religioni creano troppi pregiudizi.[fonte 3]
  • [Sull'album L'albero delle Fate] L'Albero delle Fate, nei miei pensieri, é un albero sul quale tutti dovremmo salire per raggiungere il ramo più alto e cogliere il frutto più bello, quello più importante. Tutti gli adulti dovrebbero impegnarsi a ritrovare l'Albero delle Fate. È, se vogliamo, la metafora della fantasia, che abbiamo quando siamo bambini, ma che perdiamo crescendo. Senza la fantasia, l'uomo è niente.[fonte 4]
  • La parola riprende le proprie paure e le proprie certezze, le organizza in modo da dar loro una linfa e un colore assolutamente nuovi: di volta in volta precipitandoli e arrampicandoli come nuovi destini campestri e cittadini, quasi fossero nebbie annegate dal sole e distribuite sule teste degli uomini veri e incerti.[fonte 5]
  • Odio le cover e il termine cover perché si intende il rifacimento delle canzoni. È un concetto che non reggerà mai perché il paragone con l'originale, considerato giustamente intoccabile, è inevitabile ed è anche un po' stupido fare dei paragoni [...] Delle canzoni cerco di scoprire il fulcro e rifarle mie con il mio stile.[fonte 6]
  • Sono importanti le mie radici. Penso a un foglio bianco su cui, con una matita, traccio un puntino. Ecco, è fondamentale potersi riconoscere in un contesto più generale. Ma se globalizzazione significa tener conto degli aspetti positivi di tante realtà, io continuo ad essere Lucano, ma mi apro a ciò che gli altri possono insegnarmi. Perciò, divento, come diceva qualcuno, cittadino del mondo, senza perdere il legame con le mie origini.[fonte 7]
  • [Giorgio Gaber] Un artista poliedrico al punto tale da confondere e mescolare dentro di sé quel suo essere attore grande e grande cantante, e poi mimo, e poi dicitore sottile, e poi ancora uomo dalla timbrica vocale inconfondibile, marcata come la pennellatura di un grande pittore.[fonte 5]

Citazioni tratte da canzoniModifica

OdisseaModifica

Etichetta: Fonit Cetra, 1986, prodotto da Alberto Salerno.

  • Per averti pagherei | un milione anche più, | anche l'ultima Malboro darei, | perché tu sei | oro, oro, oro. (da Oro[1], n. 10)

Visto cosìModifica

Etichetta: WEA, 1999, prodotto da Armando Mango.

  • Io passerei tra le tue dita | ci passerei tutta la vita. (da Amore per te[2], n. 1)

DisincantoModifica

Etichetta: WEA Records Italia, 2002, prodotto da Rocco Petruzzi e Mango.

  • Nonostante tu sia | la mia rondine andata via, | sei il mio volo a metà, | sei il mio passo nel vuoto. (da La rondine, n. 3)
  • Sai di vento del Nord, | sai di buono ma non di noi, | stessa luna a metà, | sei nel cielo sbagliato. (da La rondine, n. 3)
  • Un amore non torna | vive quel momento che è, | come un fiore d'inverno | si apre e prende il sole che c'è. (da Un amore non torna[3], n. 4)
  • Non moriremo mai, | il senso è tutto qui, | mi piace quest'idea | di eternità. (da Non moriremo mai, n. 10)

Citazioni su MangoModifica

  • Aveva una vocalità celeste, mondiale: se fosse nato in un Paese che non era l'Italia poteva avere ancora più successo. Ma lui stava bene a casa sua, a Lagonegro. Era un ragazzo quieto [...] La musica italiana perde qualcosa di molto importante, che forse non ha mai capito in pieno. Non è mai stata colta tutta la sua potenza. (Mara Maionchi)
  • Era un artista generoso. Aveva una gentilezza d'animo e una sensibilità eccezionale, come ha potuto vedere tutta l'Italia quando si è sentito male sul palco. Era un lucano Doc, un artista diverso con una unicità particolare non rintracciabile anche in altri grandi artisti. (Mogol)
  • Ho iniziato negli anni 80 cantando nei piano bar "Lei Verrà". Una delle canzoni che mi hanno dato la possibilità di cominciare il mio percorso musicale. La notizia della sua scomparsa è sconvolgente. Mango sarà ricordato per sempre come un grande artista, perché la morte non può congelare una voce e una canzone. (Marco Masini)
  • Ho sempre rispettato Mango, un cantante virtuoso e perbene, sempre sul palco a portare la sua arte, fino all'ultimo. (J-Ax)
  • La morte di Mango è uno dei momenti più toccanti che io ricordi. Un artista che si sente male sul palco, chiede scusa al pubblico per il disturbo prima di morire è assolutamente incredibile. Certo, lo stile di Mango era lontano dal mio, ma io volevo celebrare la persona, l’artista che lo è fino all’ultimo minuto, con un incredibile rispetto per il suo pubblico. (Willie Peyote)
  • Ma perché per riconoscere un grande artista, in Italia, bisogna morì? (Enrico Montesano)
  • Mango è stato un caso unico nella musica leggera italiana: ha saputo coniugare raffinata melodia con un pizzico di sperimentalismo vocale e con una spruzzata di sensazioni etniche, senza perdere di vista né il rock né la canzone d'autore, generi da cui ha sempre evitato accuratamente di attingere qualsiasi effetto, accordo, prassi in qualche modo prevedibile. (Mario Luzzatto Fegiz)
  • Per metafora si potrebbe affermare che Mango recita la parte di un folletto che si muove agile e furtivo in un ambiente dall'architettura complessa, senza urtare le cristallerie la cui esatta ubicazione solo lui conosce, in un insieme vocal strumentale molto pittorico e mai banale. Nel suo caso si può parlare di «voce che si fa strumento con modulazioni speciali». (Mario Luzzatto Fegiz)
  • Una delle voci più belle del Mediterraneo. (Pino Daniele)

NoteModifica

  1. Testo di Mogol.
  2. Testo di Armando Mango e Pasquale Panella.
  3. Testo di Armando Mango.

FontiModifica

  1. Citato in I consigli di lettura di... Mango, Wuz.it, 18 marzo 2005.
  2. Citato in Pedrinelli, p. 94.
  3. Citato in Mango al Saschall la voce degli angeli diventa bestseller , Repubblica.it, 23 ottobre 2002.
  4. Dall'intervista a Sundayradio.it.
  5. a b Citato in Pedrinelli, p. 93.
  6. Citato in Mango: "Odio le cover e le reinvento", Tgcom24.mediaset.it, 24 maggio 2014.
  7. Dall'intervista a Sundayradio.it.

BibliografiaModifica

  • Mango, Poeta come Neruda; in Andrea Pedrinelli (a cura di), Gaber, Giorgio, il Signor G. Raccontato da intellettuali, amici, artisti, Kowalski, Milano, 2008 (pp. 93-94). ISBN 978-88-7496-754-4

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