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Manhattan (film)

film del 1979 diretto da Woody Allen

Manhattan

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Queensboro Bridge, Manhattan

Titolo originale

Manhattan

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1979
Genere commedia, drammatico, sentimentale
Regia Woody Allen
Sceneggiatura Woody Allen, Marshall Brickman
Produttore Charles H. Joffe
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Manhattan, film statunitense del 1979, scritto, diretto e interpretato da Woody Allen.

Indice

IncipitModifica

Capitolo primo. "Adorava New York. La idolatrava smisuratamente..." Ah no, è meglio "la mitizzava smisuratamente", ecco. "Per lui, in qualunque stagione, questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero e pulsava dei grandi motivi di George Gershwin..." Ah no, fammi cominciare da capo... Capitolo primo. "Era troppo romantico riguardo a Manhattan, come lo era riguardo a tutto il resto: trovava vigore nel febbrile andirivieni della folla e del traffico. Per lui New York significava belle donne, tipi in gamba che apparivano rotti a qualsiasi navigazione..." Eh no, stantio, roba stantia, di gusto... Insomma, dai, impegnati un po' di più... da capo. Capitolo primo. "Adorava New York. Per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea: la stessa carenza di integrità individuale che porta tanta gente a cercare facili strade stava rapidamente trasformando la città dei suoi sogni in una..." Non sarà troppo predicatorio? Insomma, guardiamoci in faccia: io questo libro lo devo vendere. Capitolo primo. "Adorava New York, anche se per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea. Com'era difficile esistere, in una società desensibilizzata dalla droga, dalla musica a tutto volume, televisione, crimine, immondizia..." Troppo arrabbiato. Non voglio essere arrabbiato. Capitolo primo. "Era duro e romantico come la città che amava. Dietro i suoi occhiali dalla montatura nera, acquattata ma pronta al balzo, la potenza sessuale di una tigre..." No, aspetta, ci sono: "New York era la sua città, e lo sarebbe sempre stata." (Isaac) [voce fuori campo]

FrasiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Sono solo pettegolezzi. Il pettegolezzo è la nuova pornografia, ne sono pieni i giornali. (Yale)
  • Senti, non dovresti consigliarti con me quando si tratta di rapporti con le donne. Io sono il vincitore del premio Sigmund Freud. (Isaac) [a Yale]
  • Senti, perché parli come se facessi il topo nei cartoni animati di Tom & Jerry? (Isaac) [a Tracy]
  • Se diceva un'altra cosa su Bergman con un cazzotto le rompevo le lenti a contatto![1] (Isaac)
  • Noi non la consideriamo sordomuta, preferiamo considerarla silenziosa. (Attore nello spettacolo di Isaac)
  • Ti regoli sulle reazioni di quel pubblico? Questo... questo è il pubblico cresciuto con la televisione, il suo gusto è stato sistematicamente guastato attraverso gli anni. Stanno seduti davanti al televisore e i raggi gamma gli mangiano le cellule del cervello. (Isaac)
  • Sono persone interessanti i tuoi amici. [...] Sono un cast per un film di Fellini. (Isaac) [a Mary]
  • Lui è un genio, Helen è un genio... Ma sai che conosci un sacco di geni? Frequenta qualche cretino, ogni tanto; potrai imparare qualcosa. (Isaac)
  • Io senza le mie sedici ore di sonno sono un grande invalido, sai? (Isaac)
  • Anni fa scrissi un racconto su mia madre, intitolato La sionista castrante. (Isaac)
  • Non ti basta avermi vicina? Il tuo amore per me deve sempre esprimersi sessualmente? Che ne è degli altri valori come la dolcezza, il contatto spirituale... In albergo va bene? Gesù, mai una volta che non ci sto. (Mary) [a Yale]
  • Io guardavo le pubblicità sugli intimi. Sai, non me le lascio mai scappare, sono così erotiche. (Isaac)
  • Io non sono mai riuscito a convincermi che il tuono sia lo scampato pericolo. (Isaac)
  • Per me Renoir è quasi virale. Ecco mettiamo La grande illusione, quello lo vedo tutte le volte in televisione se so che lo danno. (Isaac)
  • Ma eri così sexy sai: eri tutta bagnata di pioggia e... io... avevo il folle impulso di metterti contro la superficie lunare e... darmi a... perversioni interstellari. (Isaac)
  • Il mio problema è che provo un'attrazione repulsa per l'organo maschile. Eh sai, questo non è proprio l'ideale per un buon rapporto con gli uomini. (Mary)
  • Sei così bella che stento a tenere gli occhi sul tassametro. (Isaac) [a Mary]
  • Stavo pensando che devo avere qualcosa di storto, perché non ho mai avuto una relazione con una donna che sia durata più di quella tra Hitler ed Eva Braun. (Isaak)
  • Non fissarmi così con quei grandi occhi! Gesù, sembri uno di quei bambini scalzi della Bolivia in cerca di adozione! (Isaac) [a Tracy]
  • Una volta provai a bloccare una demolizione. Mi distesi con altri davanti al fabbricato e un poliziotto mi camminò su una mano. (Isaac)
  • Questo è un altro fenomeno contemporaneo americano, roba da mentecatti: il romanzo tratto dal film. (Isaac)
  • Gesù, sentite questa. "Fare all'amore con quella donna più profonda e più esperta, mi fece comprendere che vacua esperienza, quale bizzarra sciarada era il sesso con mio marito." (Yale) [leggendo il libro di Jill]
  • Ehi, sentite questa "Era soggetto ad accessi d'ira, di paranoia giudaico-liberale, di sciovinismo maschile, di misantropia farisaica, di ubbie nichiliste e prostrazioni, un continuo lagnarsi della vita senza tentare mai la via di una soluzione. Spasimava per essere un artista ma evitava i sacrifici necessari per esserlo. Nei momenti di maggiori intimità parlava di morte raggiungendo vette di una tragicità che in effetti era mero narcisismo." (Emily) [leggendo il libro di Jill]
  • Sta diventando un film commedia anni Cinquanta, qualcuno dovrebbe cominciare a servire dei Martini. (Isaac)
  • Io non mi arrabbio, va bene? Io tendo ad interiorizzare. Non so esprimere l'ira, è uno dei problemi che ho. Io mi allevo un tumore invece. (Isaac)
  • Per te un mese è una previsione a lungo termine? Insomma, ma che razza di preveggenza hai? (Isaac) [a Mary]
  • Tu non avevi che da telefonarmi, lo sai che sono molto comprensivo. Avrei detto "no" ma poi ti sentivi onesto. (Isaac) [a Yale]
  • Idea per un racconto sulla gente a Manhattan, che si crea costantemente dei problemi veramente inutili e nevrotici perché questo le impedisce di occuparsi dei più insolubili e terrificanti problemi universali. Ah, ehm... Deve essere ottimistico. Perché vale la pena di vivere? È un'ottima domanda. Be', ci sono certe cose per cui valga la pena di vivere. Ehm... Per esempio... Ehm... Per me... boh, io direi... il vecchio Groucho Marx per dirne una e... Joe DiMaggio e... secondo movimento della sinfonia Jupiter e... Louis Armstrong, l'incisione di Potato Head Blues e... i film svedesi naturalmente... L'educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra... quelle incredibili... mele e pere dipinte da Cézanne... i granchi da Sam Wo... il viso di Tracy... (Isaac) [registrandosi]

DialoghiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Yale: Io credo che l'essenza dell'arte sia fornire una sorta di approfondimento delle situazioni della gente, sapete? E questo nella presa di coscienza di sensazioni che non sapevi di avere.
    Isaac: Il talento è fortuna. Però l'importante nella vita è il coraggio.
    Emily: Stanno facendo questa discussione da ventidue anni.
    Isaac: Sentite questo esempio che vi faccio: se noi quattro stessimo camminando sopra un ponte e se ci fosse una persona che stesse affogando nel fiume, noi avremmo il coraggio di... Chi di noi avrebbe il coraggio di gettarsi nell'acqua e salvare quella persona dalla morte? Perché... questa, questa è una domanda chiave. Ecco, io, io... io proprio non so nuotare quindi non dovrò mai farmela. [si mette una sigaretta in bocca]
    Yale: Ah no, chi di noi lo farebbe? [dice qualcosa a Emily mentre Isaac si accende la sigaretta con un fiammifero]
    Isaac: Che bello... non c'è che una sigaretta!
    Tracy: Ma se non fumi!
    Isaac: Lo so non fumo. Io non aspiro perché fa venire il cancro, ma divento così incredibilmente bello con la sigaretta che non posso non averla in mano.
  • Yale [parlando di Mary]: È molto bella, sai? E anche – capisci – un po' nervosa, molto tesa, elusiva...
    Isaac: Capisco... Sa di meraviglioso!
  • Isaac: Come sta Will? [riferito al figlio]
    Jill: Bene.
    Isaac: Dammi i particolari! Che significa "bene"? Voglio dire... Gioca a baseball, fa il travestito... cosa?!
    Jill: Non fa il travestito. Saprai i particolari quando ti spetta di vederlo.
    Isaac: Eh, non scrivere il libro, sarebbe un'esperienza umiliante!
    Jill: È una cronaca fedele della nostra unione.
    Isaac: Gesù, ma tutta la gente che ci conosce saprà tutto!
    Jill: Che cos'hai? La coda di paglia?
    Isaac: Io non ho code, perché di noi due non sono io lo psicotico, immorale, ambisesso. Spero di non avere omesso niente! [Jill va via]
  • Tracy: Credo di essere innamorata di te.
    Isaac: Ehi, non perdiamo la testa, va bene? Questa è una cosa fantastica. Spostati, dai. [sedendosi accanto a lei] E poi è meraviglioso, ci divertiamo un mondo, eccetera. Ma sei una bambina e io non vorrei mai che te lo scordassi. Voglio dire... Incontrerai un sacco di uomini fantastici nella vita e capisci... Voglio che ti goda me, il mio umorismo perverso, la mia straordinaria tecnica sessuale ma non scordarti mai che... che hai tutta una vita davanti a te.
    Tracy: Ma non senti proprio niente per me?
    Isaac: Ma come puoi chiedermelo?! Cosa? Ma certo, io sento moltissimo per te però sai, non vorrai legarti a una persona alla tua età... incantevole, d'accordo, e... erotico, su questo non si discute. Salvo irruzioni della polizia noi credo che batteremo un paio di record. Sai ma non... non puoi farlo, non è... non è mica bene. Pensa a me come a una deviazione nell'autostrada della vita.
  • Yale: Per me LeWitt è sopravvalutato anzi potrebbe essere candidato per la nostra accademia. [Mary ride] Mary e io abbiamo inventato un'Accademia dei sopravvalutati.
    Mary: Sì, è vero.
    Yale: Per i tipi come Gustav Mahler.
    Mary: Isak Dinesen e Carl Jung.
    Yale: Scott Fitzgerald.
    Mary: Lenny Bruce. Non dimentichiamocelo. E allora Norman Mailer?
    Isaak: Per me sono tutti grandi. Tutti quelli che avete nominato.
    Yale: E poi? Ce n'era un altro...
    Mary: No, no, io no, era tuo. Ricordi? Heinrich Böll.
    Isaak: Sopravvalutato?
    Yale: Comunque non vorremmo lasciar fuori...
    Isaak [infastidito]: E allora Mozart? Non vorrete lasciar fuori Mozart, già che siete a buttarli via...
    Mary: Vabbè, allora Vincent Van Gagh o Ingmar Bergman?
    Isaak [a Tracy]: Van Gagh? Si dice Van Gagh?
    Yale: Ah... Ora ti sei messa nei guai con Bergman.
    Isaac: Bergman è l'unico genio del cinema d'oggi forse.
    Yale: Senti, lui è un patito.
    Mary: Mi dispiace... [rivolta a Isaac] Oddio, lei è l'esatto contrario! Lei scrive quello show televisivo assolutamente favoloso. È brillante, buffo mentre lui è talmente "scandinavo". Che tetro, mio Dio! E poi tutto quel Kierkegaard... è pessimismo adolescenziale, che è un fatto di moda. Voglio dire... Il silenzio... Il silenzio... oddio, ok, ok, ok, certo mi piaceva molto quando ero ad Harvard, ma, mio Dio, esiste il superamento... anche i Bergman li superi!
    Isaak [molto infastidito, rivolto a Tracy]: Portami via da questa...
    Mary: Oddio no, no, non capite ragazzi. È il nobilitare propri problemi psicologici e sessuali allegandoli a temi filosofici grandiosi e universali. Ecco cos'è.
    [...] Sentite, non so come sono entrata in questa discussione. Cioè davvero... io sono di Philadelphia... sapete, noi crediamo in Dio. E allora, ok?
    Isaak [molto infastidito, rivolto a Tracy]: E allora? Cosa vuol dire? Co... co... cosa avrà voluto dire con questo? "Sono di Philadelphia", "noi crediamo in Dio"... Tu ci trovi un senso qualsiasi?
  • Isaac: Be', io sono all'antica. Io non credo alle relazioni extra-coniugali. Credo che ci si dovrebbe accoppiare a vita, come i piccioni... o i cattolici.
    Tracy: Be', non so forse la gente non era adatta per avere rapporti profondi. Forse siamo fatti per avere, sai, una serie di rapporti con legami diversi. Le cose, come dici tu, sono antiquate.
    Isaac: Ehi, non dire a me cos'è antiquato, ok? Tu hai diciassette anni, vi hanno cresciuto con la droga, la televisione e la pillola. Io... io ho fatto la guerra, sono stato in trincea.
    Tracy: Se avevi otto anni, durante la guerra!
    Isaac: Vero, non sono stato in trincea. Giocavo, durante il conflitto: posizione di estremo disagio.
  • Yale: Se hai bisogno di soldi in prestito te li do io.
    Isaac: Ah, non è questo il punto, i soldi che c'entrano? Io ne ho per un anno, se io... se io vivrò come il Mahatma Gandhi me la cavo! Il commercialista dice che ho scelto un gran brutto momento: le mie azioni sono basse, io... io sono allo scoperto, che so. Dice che io non sono liquido... la liquidità... ho qualche cosa che non fluttua... io so che, boh, hanno una lingua tutta loro i ragionieri.
  • Invitata #1: Ma guardi la satira veramente corrosiva è sempre meglio della forza fisica.
    Isaac: Ah, ma la forza fisica va sempre meglio coi nazisti. Perché è difficile satireggiare un tizio con le svastiche addosso.
  • Invitata #2: Be', è che io finalmente ebbi l'orgasmo e il mio medico mi disse che era di tipo sbagliato.
    Isaac: Di tipo sbagliato, sì? Io, mai avuti di tipo sbagliato, mai: coi peggiori faccio crollare il lampadario.
  • Isaac: Che razza di cane hai?
    Mary: La peggiore.
    Isaac: Davvero?
    Mary: È un bassotto. Sai, è un sostitutivo del pene, per me.
    Isaac: Oh, nel tuo caso avrei pensato ad un alano.
  • Isaac: Non so capire come tu preferisca lei a me. Insomma...
    Jill: Non lo sai capire, eh?
    Isaac: No, no. È un mistero.
    Jill: Conoscevi la mia storia quando mi hai sposata.
    Isaac: Sì, lo so, il mio analista mi avvertì. Ma tu eri così bella che io presi un altro analista.
  • Mary: Realtà. Ho milioni di realtà sulle punte delle dita.
    Isaac: E non servono a niente, vero? Perché niente che valga la pena di conoscere può essere compreso dalla mente. Sai, ecco, tutto quello che vale davvero deve entrare in te attraverso un'apertura diversa, se mi perdoni la disgustosa metafora.
    Mary: Hm... Non sono affatto d'accordo. Voglio dire, dove saremmo senza il pensiero razionale?
    Isaac: No, no, ah-ah-ah. Anche tu fai assegnamento sul cervello. Senti il cervello è l'organo più sopravvalutato, io credo.
  • Isaac: Ora ne hai diciassette, quando ne avrai quaranta io ne avrò... ehm...
    Tracy: Sessantacinque.
    Isaac: Sessantacinque, ecco, grazie. Capisci? È assurdo. Sarai all'acme della carriera sessuale. Lo sarò anch'io probabilmente perché ho avuto tutto in ritardo.
  • Tracy: È stato magnifico. Sei straordinario.
    Isaac: Ah sì? E tu... senti... tu sei la risposta di Dio a Giobbe. Sai avresti messo fine a tutte le discussioni tra loro. Dio avrebbe indicato te e detto: "Faccio tante cose tremende ma ne so fare anche come questa, sai?" E Giobbe avrebbe detto: "Ah, ok, hai vinto!"
  • Isaac: Quante volte puoi fare all'amore in una nottata?
    Tracy: Un sacco!
    Isaac: Sì, me ne accorgo... Wow, "un sacco" è il mio numero preferito! Gesù, davvero?
    Tracy: Sì. Facciamolo in qualche modo strano che avresti sempre voluto fare, ma nessuna ha mai voluto.
    Isaac: Sono scioccato! Ma che razza di discorsi per una bambina della tua età!
    Tracy: Be'?
    Isaac: Allora prendo il mio equipaggiamento da sub e ti faccio vedere io!
  • Isaac: Non dovresti prendere quel valium, sai, perché credo che sia cancerogeno.
    Mary: No! Mezzo valium?
    Isaac: Sì, sì, dà il mezzo cancro allo stomaco.
  • Mary: Oh, ti prego non psicanalizzarmi. Io pago un dottore per quello.
    Isaac: Ehi, tu chiami quel tizio con cui chiacchieri "un dottore"? No, dico, voglio dire... non ti insospettisce quando quel tuo analista ti chiama alle tre del mattino e scoppia in singhiozzi al telefono?
    Mary: Va bene, non sarà ortodosso. Ma è un dottore altamente qualificato.
    Isaac: Ah! Ha fatto un gran lavoro con te. Hai una stima di te che è solo di una tacca sotto Kafka.
  • Mary: Mi piaci tanti, sto bene insieme a te.
    Isaac: Senti, non ti biasimo. [ridono]
    Mary: Sì, cioè, non lo so... Yale era un tesoro, assolutamente un tesoro ma era sposato e Geremia... Be', Geremia, il mio ex-marito era quel supersessuato animalesco e geniale che è...
    Isaac: E io chi sono? Il Beato Angelico? Come sarebbe?
    Mary: Nient'affatto. No, no, no, tu sei molto diverso. Molto diverso. Sì. Sei qualcuno con cui potrei pensare di avere dei bambini.
    Isaac: Davvero? Be', spegni la luce, spegnila ancora. Be', mi programmo per un quadrigemino.
  • Isaac: Sono venuto qui per strangolarti!
    Jill: Niente di quello che ho scritto è falso.
    Isaac: Come sarebbe? Da quel libro esco come un Lee Harvey Oswald!
    Jill: È la cronaca fedele di un matrimonio.
  • [Isaac è riuscito ad entrare a scuola per parlare con Yale]
    Yale: Ma come hai superato i bidelli?!
    Isaac: Che domande! Sul piano culturale.
  • Yale: Abbiamo preso due caffè insieme.
    Isaac: Ehi, andiamo! Lo sai che lei non prende caffè. Incontri col decaffeinato? Non è affatto romantico! Non trovi che dà un po' sul gerontologico?!
  • Yale: Sei così farisaico, senti. Be', noi siamo persone, solo essere umani, sai? Tu ti credi Dio!
    Isaac: Io... io a qualche modello dovrò pure ispirarmi!
  • Tracy: Lo sai che ho già compiuto diciotto anni?
    Isaac: Ah, sì?
    Tracy: Sono maggiorenne ma sono ancora una ragazzina.
    Isaac: Mica tanto ragazzina! Diciott'anni... Sei già soggetta... sei già soggetta a richiamo. In certi paesi saresti già sotto.

ExplicitModifica

Tracy: Tanto tra sei mesi torno.
Isaac: Tra sei mesi? Stai scherzando?! Per sei mesi ci vai a Londra?
Tracy: È durato fin ora... Ma che sono sei mesi se noi ci amiamo ancora?
Isaac: Ehi, non essere tanto matura, va bene? Voglio dire, sei mesi... sono tanto tempo sei mesi. Lo sai che sarai in... lavorerai in teatro con gli attori e coi registi... e tu sei... le prove... ti aggreghi a quella gente... mangiare assieme. Ci sono delle forme di attaccamento, quelle forme sai che si... non vorrai diventare così? Voglio dire, cambierai, capisci? Sarai... in sei mesi sarai una persona completamente diversa
Tracy: Ma non vuoi che faccia questa esperienza? Non facevi di tutto per convincermi qualche tempo fa?
Isaac: Sì, sì, certamente. Ma lo sai... tu... sai, cioè insomma... io non voglio che quel non so che che mi piace di te possa cambiare.
Tracy: Io devo prendere l'aereo.
Isaac: Andiamo tu... andiamo... Non devi andarci per forza.
Tracy: Oh, non potevi dirmelo la settimana scorsa?
Isaac: Sei mesi...
Tracy: Senti, sei mesi non sono tanti. E non è che tutti si guastino. Bisogna avere un po' di fiducia – sai – nella gente.

NoteModifica

  1. Riferito a un precedente dialogo con Mary.

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