Mia Ceran

giornalista e conduttrice televisiva italiana

Mia Ceran (1986 – vivente), giornalista e conduttrice televisiva italiana.

Arnaldo Greco, linkiesta.it, 5 dicembre 2020.

  • Anche se sono classe ’86, ci sono tante cose in me che sono invecchiate. Ho iniziato a fare questo mestiere a 20 anni con uno stage e non ho mai smesso di lavorare. Ho fatto l’inviata, la conduttrice, l’autrice, tante cose diverse tra loro, ma le ho sempre fatto nell’ancien regime, i miei modelli di riferimento erano sempre persone molto più grandi di me o persone che si muovevano a loro agio in un mondo che aveva tutto il sapore della fine dell’impero.
  • La televisione è il regno dell’abitudine. Abbiamo visto diventare star delle persone di cui, il giorno in cui sono comparse in televisione, sia i critici che il pubblico pensavano "ma con quella voce" o "con quella faccia" non ce la faranno mai. Ma poi cos’è successo? L’abitudine ha vinto su tutto. Perché una faccia familiare diventa credibile in quel che fa. La televisione è questo processo. Nel bene e nel male.
  • Sono arrivata a fare il praticantato al Tg5 nel 2010 e c’era già forte – e c’era ovunque, a prescindere dalle testate – una sensazione costante: quella che un tempo fosse tutto meglio. Che fosse meglio il modo in cui si lavorava, che le trasferte durassero di più, che c’era più tempo per preparare un prodotto, che si lavorasse con una squadra più ampia. E forse è perfino vero. Ma è come se la nostalgia per qualcosa di straordinario e di eccezionale che le persone hanno conosciuto, li avesse resi incapaci di adattarsi a quello che è il nuovo mondo. E non voglio dire che il nuovo mondo sia meglio del vecchio. Ma semplicemente è il nuovo mondo. 

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