Capitalismo

in ambito economico: pratiche economiche o insieme di teorie o regime economico

Citazioni sul capitalismo e sui capitalisti.

Il sistema piramidale del capitalismo in un'illustrazione del 1911

Citazioni

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  • Abbiamo bisogno di dire che il capitalismo globale attuale non può essere intoccabile, anzi, serve una critica al capitalismo, ma per criticarlo dobbiamo uscire da discussioni astratte e capire come si fa una crescita sana. (Matteo Ricci)
  • Benché il capitalismo sia, in linea di principio, fortemente individualista, esso ha contribuito in pratica a rafforzare la tendenza all'integrazione, proprio perché ha reso le nostre vite sempre più interdipendenti. Inoltre, il benessere economico senza precedenti che le economie moderne hanno prodotto ha fatto sì che potessero essere accettati obblighi sociali che in precedenza nessuno si sarebbe potuto «permettere». (Amartya Sen)
  • Bisogna pensare a modelli diversi di società rispetto al capitalismo. Non è accettabile che nel XXI secolo alcuni paesi e multinazionali continuino a provocare l'umanità e cerchino di conquistare l'egemonia sul pianeta. Sono arrivato alla conclusione che il capitalismo è il peggior nemico dell'umanità perché crea egoismo, individualismo, guerre mentre è interesse dell'umanità lottare per cambiare la situazione sociale ed ecologica del mondo. (Evo Morales)
  • Che la grande guerra fosse provocata dal capitalismo è una favola senza fondamento. Dappertutto, se non forse in qualche centro d'industrie belliche, i più importanti uomini d'affari furono atterriti dalla prospettiva di un conflitto. (Herbert Fisher)
  • Chi non ha nulla da dire sul capitalismo deve tacere anche sul fascismo. (Max Horkheimer)
  • Contro le apparenze e i luoghi comuni, capitalismo e borghesia si configurano come due determinazioni storiche e concettuali che non coincidono né sono sovrapponibili. Il primo si presenta come una totalità espressiva (un "mondo storico", in termini hegeliani) che coincide con un anonimo meccanismo di riproduzione autoreferenziale e nichilisticamente volto all'autovalorizzazione illimitata; magnificamente espressa dal genere del "romanzo di formazione", la seconda, invece, tipica della fase antitetica [del capitalismo], corrisponde a una precisa soggettività dialettica (Mozart, Hegel, Goethe e Marx sono soggetti borghesi ma non capitalistici), capace di maturare la coscienza infelice dell'impossibilità di conciliare lo sfruttamento schiavistico del capitalismo con i propri valori emancipativi universalistici di marca illuministica. (Diego Fusaro)
  • Da un punto di vista storico generale, il capitalismo nasce con il problema dei poveri che esso stesso crea, nasce quindi con la sua politica sociale, che è in fondo il tentativo di trovare una soluzione alla povertà. È una sua caratteristica quella di produrre di continuo, oltre che merci e plusvalore, una popolazione in esubero. (n+1)
  • [Domandato da Upton Sinclair se credeva nel sistema capitalistico] Dissi in tono faceto che per rispondere avrei avuto bisogno di un ragioniere. (Charlie Chaplin)
  • È come se esistesse qualcuno che inventa lavori inutili solo per farci continuare a lavorare. E proprio qui sta il mistero: nel capitalismo, questo è esattamente quel che non dovrebbe succedere. (David Graeber)
  • E venne il capitalismo e l'intera esistenza umana ne fu rivoluzionata. Il capitalismo trasforma il prodotto del lavoro in merce; eleva a commercio lo scambio primitivo; mette il denaro al posto della zolla di terra, il mercato al posto del «cliente». Soppianta l'agricoltura con l'industria, la mano dell'uomo con la macchina. Vapore ed elettricità mutano radicalmente l'immagine del lavoro e della vita sociale. E ancora di più di quanto realmente apporti e crei, il capitalismo lascia immaginare per il futuro; promette agli uomini di provvederli più abbondantemente di beni di prima necessità; annuncia la conquista di libertà politiche e di diritti, il godimento di una civiltà perfezionata. L'umanità deve diventare più ricca e più felice. Natura e Ragione devono sposarsi in una bella unità. I desideri già rinviati alla beatitudine celeste vengono esauditi non più in cielo, ma in terra. È una splendida alba; un «entusiasmo dello spirito» che dà un brivido al mondo.
    Ma il capitalismo non mantiene ciò che promette. La liberazione del lavoro finisce con un nuovo e più profondo asservimento nello sfruttamento e nella fatica. L'ordine del futuro si rivela fatale ad una giustizia fra le classi. La ricchezza dei pochi viene creata con l'immiserimento dei molti, della maggior parte; civiltà e progresso devono essere pagati con la miseria delle masse, l'umiliazione e la barbarie. Mentre l'intero lato soleggiato del progresso è rivolto verso la borghesia, per il proletariato c'è soltanto ombra e notte. (Otto Rühle)
  • I capitalisti privati controllano inevitabilmente, in modo diretto o indiretto, le fonti principali d'informazione (stampa, radio, pubblica istruzione). Per cui è estremamente difficile e nella maggior parte dei casi del tutto impossibile, che il singolo cittadino possa arrivare a conclusioni oggettive e avvalersi in modo intelligente dei propri diritti politici. (Albert Einstein)
  • I mali del capitalismo sono reali quanto i mali del militarismo e i mali del razzismo. (Martin Luther King Jr.)
  • Il capitalismo è come un pesce morto al chiaro di luna: luccica ma puzza. (Uno, due, tre!)
  • Il capitalismo e l'imperialismo si coprono con una maschera che dice "mondo libero" e, sotto quella maschera, si nascondono il terrore, la repressione di classe, la perversità sociale. (Pablo Neruda)
  • Il capitalismo è l'opposto della solidarietà e della partecipazione democratica. I modelli di produzione e consumo che lo caratterizzano promuovono il saccheggio, il militarismo, minacciano la pace, generano violazioni dei diritti umani e sono il più grande pericolo per l'equilibrio ecologico del pianeta e la sopravvivenza degli esseri umani. (Miguel Díaz-Canel)
  • Il capitalismo è la via del diavolo e dello sfruttamento, del tipo di miseria e disuguaglianza che distrugge i valori sociali. Se guardi davvero le cose attraverso gli occhi di Gesù Cristo - che penso sia stato il primo socialista - solo socialismo può davvero creare una società genuina. (Hugo Chávez)
  • Il capitalismo è sopravvissuto al comunismo. Adesso si distrugge da solo. (Charles Bukowski)
  • Il capitalismo ha consolidato il colonialismo; ha dato vita al fascismo, al terrorismo e all'apartheid e diffuso guerre e conflitti, violazioni della sovranità e dell'autodeterminazione dei popoli, repressione su lavoratori, minoranze, rifugiati e migranti. (Miguel Díaz-Canel)
  • Il capitalismo maturo, al pari di quello originario, poggia su sofferenze umane non contabilizzate, ma non per questo meno frustranti e degradanti. (Federico Caffè)
  • Il capitalismo non è intelligente, non è bello, non è giusto, non è virtuoso e non produce i beni necessari. In breve, non ci piace e stiamo cominciando a disprezzarlo. Ma quando ci chiediamo cosa mettere al suo posto, restiamo estremamente perplessi. (John Maynard Keynes)
  • Il capitalismo non è una persona né un'istituzione. Non vuole e non sceglie. È una logica che opera attraverso un modo di produzione: cieca e ostinata logica di accumulazione.
    Logica che si basa sulla produzione di beni, poiché il valore d'uso costituisce il supporto di plusvalore che deve fare ritorno al capitale; occorre inoltre che tale valore sia realizzato, che la merce venga venduta; altrimenti l'accumulazione si blocca, e può originarsi una crisi. (Michel Beaud)
  • Il capitalismo si presenta , prima facie, come un particolare sistema economico centrato sul mercato, luogo in cui si incontrano la domanda e l'offerta dei beni e dei servizi e si svolge il gioco della concorrenza; tanto particolare che è stato giustamente detto che razionalità strumentale e capitalismo coincidono, in quanto solo grazie ai prezzi di mercato il calcolo economico è possibile. (Luciano Pellicani)
  • Il socialismo reale ha impaurito il capitalismo più di qualsiasi critica. La critica del capitalismo, per radicale che possa essere, non è ancora il socialismo. La critica il capitalismo la può sopportare, ma il socialismo, comunque lo si voglia oggi definire, significa la soppressione dei rapporti di produzione capitalisti. (Erich Honecker)
  • Il viaggio capitalista che ebbe inizio con la mercificazione dello spazio e della materia, si sta ora concludendo con la mercificazione del tempo umano. (Jeremy Rifkin)
  • I "mercati" e il capitalismo sono due cose ben distinte: i mercati possono esistere senza il capitalismo (e lo fanno), ma l’inverso non si dà. La cultura capitalistica ha interiorizzato il concetto di rischio, il movente del profitto e la necessità di accumulare: non è solo la cultura del mercante e del commerciante, ma anche quella del risparmiatore, dell’investitore e dell’imprenditore. Se si dovesse definirla con un solo termine, la si chiamerebbe "competizione". Al centro di questa cultura, la cui massima espressione artistica è la "distruzione creativa", stanno la passione per la lotta e lo slancio verso l’ignoto. (Susan George)
  • Il peggio il sistema capitalistico l'ha dimostrato da quando è caduto il muro di Berlino. Ragionando in termini di antitrust che mi sono abbastanza consueti, quando è rimasto senza un sistema credibile, alternativo, come era, a un certo stadio, il sistema comunista; così, uncontested, il sistema capitalista ha generato le cose peggiori, sia come deterioramento dei comportamenti, sia come soverchia attenzione alla finanza rispetto all'economia reale, sia come totale disattenzione per gli aspetti distributivi. (Mario Monti)
  • Il punto debole der capitalismo è che è boccalone, perde troppo tempo se ce deve controlla' tutti. È vulnerabbile... ai cazzari. (Strappare lungo i bordi)
  • Io non so se sia nata prima la prostituzione o il capitalismo, ma Sombart ha scoperto che la donna e il denaro sono due termini dipendenti l'uno dall'altro. (Mario Mariani)
  • Io sono comunista. | Perché detesto l'ipocrisia e amo la verità. | Perché si può sbagliare, | ma non fino al punto di essere capitalista. (Mahmoud Darwish)
  • L'ansia è endogena nel capitalismo. Non sei mai sicuro del tuo posto di lavoro, bisogna essere sempre pronti alle rivoluzioni tecnologiche, un concorrente di qualsiasi parte del mondo può sbaragliare la tua azienda, l'imprenditoria cambia continuamente (...). E l'ansia aumenta sempre di più. Perché esso non esiste senza crisi: queste ultime lo rigenerano. (Donald Sassoon)
  • L'essenza stessa del capitalismo è avere il massimo beneficio, la minima trasparenza e nessun controllo pubblico. (Jean Ziegler)
  • L'utopia socialista è indubbiamente un prodotto delle contraddizioni del capitalismo. Gli scandali del capitalismo non si sono attenuati dai tempi di Marx e di Engels, anzi si sono drammaticamente accentuati ed estesi su scala mondiale. (Peter Schneider)
  • La democrazia è la forma politica del capitalismo. (Georges Bernanos)
  • La democrazia, sciolta dalle necessarie pastoie dell'autorità e dell'ordine infranto nel 1789, e il giudaismo, a cui la museruola viene tolta dalla Rivoluzione Francese, hanno regalato all'umanità l'indesiderabile rampollo del capitalismo. E il capitalismo, divenuto adulto, ha prodotto a sua volta, nel suo commercio con la democrazia, un altro rampollo, il socialismo.
    La grande contesa che sembra dividere l'umanità contemporanea in due campi irriducibili situati apparentemente agli antipodi l'uno dell'altro, la contesa tra capitalismo e socialismo, si rivela solo una contesa tra due sètte di una stessa chiesa scomunicantisi reciprocamente. (Emmanuel Malynski)
  • La potenza del capitale è tutto, la Borsa è tutto, mentre il parlamento, le elezioni, sono un gioco di marionette, di pupazzi... (Lenin)
  • La Riforma, attraverso Calvino, aveva gettato le basi del capitalismo, legittimando l'iniziativa individuale tesa a qualunque scopo, santificando lo sforzo e l'ardimento del singolo anche se mirava a un fine di grandezza e di dominio, consacrando nel guadagno e nel successo il segno della predestinazione e dell'elezione divina. (Giovanni Spadolini)
  • La storia del capitalismo è la storia della pirateria organizzata da pochi che si appropriano del lavoro di molti. (Che Guevara)
  • La storia e il capitalismo uscivano insieme. La storia frequentava anche altre persone, quindi il capitalismo provò in tutti i modi a sembrare il migliore dei mondi possibili. Poi si sposarono e il capitalismo smise di provarci sul serio. E allora la storia disse: «Ricordi il mio voto, finché morte non ci separi? Be', non crederai che io stessi scherzando...» (McKenzie Wark)
  • La storia ha dimostrato che i capitalisti vanno carichi di ottimismo anche al loro funerale. (Paul Samuelson)
  • Là dove si è voluto esasperare ancora di più il capitalismo, facendone un capitalismo di Stato, la miseria è semplicemente spaventosa. (Benito Mussolini)
  • Mah... dunque... mio padre era commerciante, ma contro la sua volontà. Si vergognava di essere un commerciante. Anch'io, da bambino, quando avevo dieci, dodici anni, me ne vergognavo. Se qualcuno mi diceva "sono un commerciante" avevo pietà di lui; mi dicevo "ma come si può ammettere che lo scopo della sua vita sia quello di guadagnare del denaro?". [...] Evidentemente sono cresciuto nel mondo moderno, ma non mi sono mai sentito a mio agio: il mio vero mondo è il mondo precapitalistico, del quale il mio bisnonno e quell'aneddoto sono un esempio. In fondo, mi sento così ancora oggi; mi sento straniero in un mondo il cui scopo è guadagnare il più possibile. Per me questo è piuttosto una perversione. (Erich Fromm)
  • Nel capitalismo contemporaneo, la creazione di ricchezza fa ancora perno sullo sfruttamento del lavoro ma a esso si è aggiunta la predazione ambientale e la mercificazione della vita. Vita e ambiente sono i fattori più naturali che siano presenti sulla terra. Oggi il capitalismo è in grado di fagocitarli contemporaneamente. (Andrea Fumagalli)
  • Nessuna ricchezza può recare vantaggio ai capitalisti se non trovano degli operai disposti ad applicare il loro lavoro agli strumenti e ai materiali che essi posseggono e a produrre nuove ricchezze. (Lenin)
  • Non c'è chi non veda come il capitalismo globale tenda, dovunque lo possa, a demolire, frodare o violentare tutte le regole, i vincoli che l'evoluzione politica e sociale dei paesi liberi gli ha imposto nel tempo. (Giuseppe Are)
  • Non il capitalismo, ma l'organizzazione politica anarchica del mondo è il male principale della nostra civiltà. (Lionel Robbins)
  • Oggi è molto più evidente per il popolo e la gioventù che il sistema di sfruttamento capitalista non può essere umanizzato, né è migliorabile. (Dīmītrios Koutsoumpas)
  • Oggi il capitalismo viene scosso da concorrenze interne, fra USA e Germania, fra USA e UE, ma anche all'interno dell'UE. Si scontrano fra di loro per le loro concorrenze, per i loro interessi, ma sono uniti su una base comune e già concordata che prevede ancora più sacrifici per i lavoratori, più guerre e sofferenze per i popoli che porteranno più profitti per quelli che rappresentano, per i monopoli e per le borghesie. (Sōtīrios Zarianopoulos)
  • Ora, se uno parla dei limiti del capitalismo, c’è sempre il furbacchione che ti appiccica la provenienza comunista o ne fa derivare visioni antagonistiche. (Andrea Orlando)
  • Per molti, che hanno imparato un poco come i pappagalli lo teorie socialiste, il «capitalismo» spiega tutto ed è cagione di ogni male che si osserva nell'umano consorzio. (Vilfredo Pareto)
  • Possono passare secoli in cui un sistema iniquo riesce a farsi accettare, magari anche a creare consenso, e poi esplode. Non c’è motivo di pensare che questo capitalismo disgraziato stia per finire, ma non c'è nemmeno certezza che un giorno la Rivoluzione non arrivi. (Alessandro Barbero)
  • "Profitto"? "Anno fiscale"? Stia attento, mio caro Zilkov, il virus del capitalismo è contagioso. Tra poco lei presterà denaro ad interesse! (Va' e uccidi)
  • Questa era un'altra delle trovate di Coketown. Non c'era capitalista che, partito con sei pence in tasca e ritrovandosi con sessantamila sterline, non si stupisse che i primi sessantamila lavoratori che gli capitavano sott'occhio non facessero anche loro sessantamila sterline partendo da sei pence. Ed eccolo a rimproverarli di non essere riusciti a ottenere un risultato tanto modesto. Quello che ho fatto io, puoi farlo anche tu, no? Perché non ti ci metti e lo fai? (Charles Dickens)
  • Questo è il vero genio del capitalismo: impacchettare, mettere l'etichetta con il prezzo sui sogni degli uomini. Mai valutarci al di sopra della nostra mediocrità. [...] Con quanta precisione l'America ha valutato l'uomo, riducendolo al benessere, mettendo pace tra i desideri umani e l'appagamento. (George Steiner)
  • Se guardiamo alla situazione in un modo razionale, lavorare coscienziosamente per un principale capitalista è come aiutare un ladro a rubare con maggior fortuna. (George Douglas Howard Cole)
  • Se l'industrializzazione sovietica ha dovuto essere realizzata sia pure attraverso la repressione contro il cinque per cento di ricchi e reazionari, l'industrializzazione capitalista è nata dal terrore esercitato dal cinque per cento di benestanti contro l'insieme delle masse lavoratrici del loro stesso paese e dei paesi dominati. (Ludo Martens)
  • Se le cose del capitalismo vanno male, è colpa del capitalismo, ma è colpa del capitalismo anche se vanno male le cose del comunismo. (Antonio Martino)
  • Si è sempre sostenuto che il problema del capitalismo è di esser materialista, mentre il collettivismo può permettersi di essere attento al non-materiale. Ma l'esperienza ha dimostrato il contrario. Non c'è stata società che abbia tanto enfatizzato i requisiti puramente materiali del benessere quanto il collettivismo. Una gran maggioranza di persone si preoccupa sempre del proprio interesse materiale, ma nelle società collettiviste quella grande maggioranza domina la politica e la minoranza viene soppressa. Una società libera, una società di mercato, permette a quella minoranza di perseguire i propri obiettivi; di fatto è nelle società libere che si è verificato uno sviluppo di gran lunga maggiore degli aspetti non-materiali, spirituali, artistici del benessere. (Milton Friedman)
  • Si legge quasi ovunque [...] che "il capitalismo non c'entra niente" con crac e banche chiuse e manager felloni. Che siano stati dunque il comunismo o il socialismo o il pensiero greco o il giusnaturalismo, in forme subdole, a spingere metà del mondo a indebitarsi fino al midollo? [...] Nelle ingenuissime, strenue difese delle virtù del liberismo, che di suo sarebbe buono e benefico, ed è stato deviato dalle intenzioni malvagie di poche cricche di mascalzoni (per altro in genere impuniti e ben liquidati), pare di risentire pari pari la patetica difesa che alcuni comunisti fecero del comunismo, in sostanza un'ottima idea applicata però maluccio o malissimo da despoti asiatici o burocrazie ottuse. Allo stesso modo il liberismo degli ultimi vent'anni viene considerato un'idea così brillante, così gagliarda, che non gli si imputa neanche ciò che proprio lui e solo lui può avere innescato, un capitalismo senza più alcun rapporto con la ricchezza prodotta dal lavoro, senza misura e senza controlli, senza etica e senza freni. (Michele Serra)
  • Sono arrivato alla conclusione che il successo è quello che la società sventola davanti agli occhi di tutti per far credere che se uno s'impegna ce la fa, che, se uno se lo merita, può farcela con le sue sole forze: può avere successo, appunto. Tutto questo è ovviamente falso, questa società non è in grado di premiare tutti, non premia tutti quelli che lavorano e s'impegnano [...]. Però c'è una terribile implicazione in tutto questo: se ognuno è responsabile delle proprie fortune, allora ognuno è colpevole del proprio fallimento. Se guadagni poco, se sei disoccupato, se sei povero, è colpa tua perché non t'impegni, e quindi non te lo meriti. Questo non è solo un errore, è un orrore. Questa è un'ingiustizia spirituale che si aggiunge all'ingiustizia materiale. Come ci siamo arrivati? Come siamo arrivati a venerare il potere, i soldi, la bella vita? A considerarli lo scopo del vivere in società e a considerare la povertà come qualcosa di normale, qualcosa che inevitabilmente colpisce chi non lavora abbastanza o magari non ha i mezzi per raggiungere quel successo. Perché questa società non si scandalizza delle ingiustizie, invece di preoccuparsi del profitto e della crescita? È semplice, ha trionfato il punto di vista dei vincitori, dei ricchi e dei potenti, e sono stati dimenticati gli ultimi, dimenticati quelli che sono alla base della società, quelli che permettono all'economia di stare in piedi. Quelli che con il loro lavoro costruiscono la ricchezza di altri. (Cosmo)
  • Stalin pensava che la prima guerra mondiale aveva strappato una nazione alla schiavitù capitalista, la seconda aveva creato il sistema socialista e la terza avrebbe annientato una volta per tutte il capitalismo. (Vjačeslav Michajlovič Molotov)
  • Tutti dicono che il modello esistente di capitalismo, che è la base della struttura sociale nella stragrande maggioranza dei paesi oggi, si è esaurito. Ovunque, anche nei paesi e nelle regioni più ricche, la distribuzione ineguale della ricchezza materiale porta ad aggravare la disuguaglianza. (Vladimir Putin)
  • Un'obiezione comune rivolta al capitalismo è che esso sfrutta i poveri per servire gli interessi dei ricchi. In verità questo accadeva nelle epoche precapitalistiche. Nei cosiddetti bei tempi dell'Europa medievale (idealizzati da pensatori come John Ruskin e Hilaire Belloc) la vasta maggioranza della popolazione sgobbava nei campi in cui era confinata, oppure praticava un mestiere pesantemente regolato da una gilda. Nel frattempo l'élite aristocratica aveva il monopolio virtuale sui beni di lusso. (Robert P. Murphy)
  • Verso l'abolizione del Capitalismo si va espropriando i capitalisti a beneficio di tutti, e non creando un capitalismo peggiore: il capitalismo di Stato. (Luigi Fabbri)
  • È davvero impressionante che porcheria di sistema è il capitalismo, che non riesce a garantire alla propria gente né un lavoro, né la salute, né un'educazione adeguata; che non può impedire che la gioventù si corrompa con droghe, gioco d'azzardo e ogni sorta di vizio.
  • Il capitalismo è un sistema che si regge su leggi cieche, distruttive e tiranniche imposte alla specie umana.
  • Il capitalismo non ha né la possibilità, né la morale, né l'etica, né la volontà di risolvere i problemi della povertà.
  • Il capitalismo produce bestie, il socialismo produce uomini.
  • Gli anni Ottanta furono il periodo in cui per il realismo capitalista si lottò fino a riuscire a imporlo; anni in cui la dottrina thatcheriana del There Is No Alternative – «non c’è alternativa»: il perfetto slogan realista capitalista – si trasformò in una spietata profezia che si autoavvera.
  • Il potere del realismo capitalista deriva in parte dal modo in cui il capitalismo sussume e consuma tutta la storia pregressa: è un effetto di quella «equivalenza» che riesce ad assegnare un valore monetario a qualsiasi oggetto culturale, si tratti di icone religiose, pornografia, o Il Capitale di Marx. Provate a passeggiare per il British Museum: vedrete oggetti privati di ogni vitalità riassemblati come sul ponte di qualche astronave alla Predator, e potrete così godervi una potente rappresentazione di questo processo.
  • I sentimenti predominanti nel tardo capitalismo sono paura e cinismo. Emozioni del genere non ispirano né ragionamenti coraggiosi né stimoli all’impresa: coltivano semmai il conformismo, il culto delle variazioni minime, l’eterna riproposizione di prodotti-copia di quelli che già hanno avuto successo.
  • La descrizione più accurata del Capitale ha un che di romanzo gotico: il Capitale è un parassita astratto, un vampiro insaziabile, uno zombie infetto. Ma la carne viva che trasforma in lavoro morto è la nostra. Gli zombie che contagia siamo noi. In un certo senso, è vero che le élite politiche sono nostre serve: ma il miserevole servizio che ci prestano è quello di mondare le nostre libido, di esibire i desideri che abbiamo ripudiato in maniera compiacente e come se questi non ci riguardassero.
  • Negli anni Sessanta e Settanta il capitalismo ha dovuto affrontare il problema di come contenere e assorbire le energie che provenivano dal suo esterno. Adesso ha il problema opposto: avendo incorporato con fin troppo successo quanto gli era esterno, come potrebbe mai continuare a funzionare senza un «fuori» da colonizzare e di cui appropriarsi? In Europa e negli Stati Uniti, per la maggior parte delle persone sotto i vent’anni l’assenza di alternative al capitalismo non è nemmeno più un problema: il capitalismo semplicemente occupa tutto l’orizzonte del pensabile. Jameson osservava con orrore il modo in cui il capitalismo si è sedimentato nel nostro inconscio: che il capitalismo abbia colonizzato i sogni delle persone è oggi un dato di fatto talmente accettato da non meritare più alcuna discussione.
  • Senza propaganda, fascismo e stalinismo sono impossibili da concepire: ma il capitalismo funziona altrettanto bene, se non addirittura meglio, anche quando nessuno si prende il disturbo di perorarne la causa.
  • Il modo di produzione capitalistico trova, nello sviluppo delle forze produttive, un limite che ha nulla a che vedere con la produzione della ricchezza in quanto tale; e questo particolare limite testimonia del carattere ristretto, semplicemente storico, transitorio, del modo di produzione capitalistico; prova che esso non costituisce affatto l’unico modo di produzione in grado di generare ricchezza, ma, al contrario, arrivato ad un certo punto entra in conflitto con il suo stesso ulteriore sviluppo.
  • Il processo di produzione capitalistico, considerato nel suo nesso complessivo, cioè considerato come processo di riproduzione, non produce dunque solo merce, non produce dunque solo plusvalore, ma produce e riproduce il rapporto capitalistico stesso: da una parte il capitalista, dall'altra l'operaio salariato.
  • Ma si deve dire che non è tanto l'abuso di autorità paterna a generare il diretto o indiretto sfruttamento di forze lavorative non ancora mature da parte del capitale; è stato invece il modo capitalistico di sfruttamento a far degenerare nell'abuso l'autorità dei genitori, sopprimendone la corrispondente base economica.
  • Nella società capitalistica si produce tempo libero per una classe mediante la trasformazione in tempo di lavoro di tutto il tempo di vita delle masse.
  • Ogni centro industriale e commerciale possiede ora in Inghilterra una classe operaia divisa in due campi ostili, i proletari inglesi e i proletari irlandesi. L'operaio inglese medio odia l'operaio irlandese come un concorrente che abbassa il suo livello di vita. Rispetto al lavoratore irlandese egli si sente un membro della nazione dominante, e così si costituisce in uno strumento degli aristocratici e dei capitalisti del suo paese contro l'Irlanda, rafforzando in questo modo il loro dominio su lui stesso. Si nutre di pregiudizi religiosi, sociali e nazionali contro il lavoratore irlandese. [...] L'irlandese gli rende la pariglia, e con gli interessi. Egli vede nell'operaio inglese nello stesso tempo il complice e lo strumento stupido del dominio inglese sull'Irlanda. Questo antagonismo è artificialmente mantenuto e intensificato dalla stampa, dagli oratori, dalle caricature, in breve da tutti i mezzi di cui dispongono le classi dominanti. Questo antagonismo è il segreto dell'impotenza della classe operaia inglese, a dispetto della sua organizzazione. È il segreto grazie al quale la classe capitalista mantiene il suo potere. E questa classe ne è perfettamente cosciente.
  • È un sistema in cui gli uomini si rapportano gli uni agli altri non come vittime e carnefici, non come padroni e schiavi, ma come mercanti, attraverso lo scambio volontario per il mutuo beneficio. È un sistema in cui nessun uomo può ottenere qualcosa ricorrendo alla forza fisica e nessuno può dare inizio alla forza fisica contro gli altri.
  • Il capitalismo era l'unico sistema nella storia in cui la ricchezza non veniva acquisita con il saccheggio, ma con la produzione, non con la forza, ma con il commercio, l'unico sistema che rappresentava il diritto dell'uomo alla propria mente, al suo lavoro, alla sua vita, alla sua felicità, a se stesso.
Capitalism was the only system in history where wealth was not acquired by looting, but by production, not by force, but by trade, the only system that stood for man's right to his own mind, to his work, to his life, to his happiness, to himself.
  • Il capitalismo ha creato il più alto tenore di vita mai conosciuto sulla terra. Le prove sono incontrovertibili. Il contrasto tra Berlino Ovest e Berlino Est è l'ultima dimostrazione, come un esperimento di laboratorio che tutti possono vedere. Eppure quelli che sono più forti nel proclamare il loro desiderio di eliminare la povertà sono più forti nel denunciare il capitalismo. Il benessere dell'uomo non è il loro obiettivo.
Capitalism has created the highest standard of living ever known on earth. The evidence is incontrovertible. The contrast between West and East Berlin is the latest demonstration, like a laboratory experiment for all to see. Yet those who are loudest in proclaiming their desire to eliminate poverty are loudest in denouncing capitalism. Man's wellbeing is not their goal.
  • Ci avevano raccontato che dopo il 1989, con la caduta del Muro di Berlino e nel 1991 con l'ammainamento della bandiera rossa dal Cremlino, era giunta la "fine della storia", che il capitalismo aveva vinto e che era l'unica strada da percorrere. Abbiamo visto in questi 20 anni che non è così.
  • La Chiesa per un certo periodo è stata affine allo sviluppo del sistema capitalistico, adesso probabilmente può dare fastidio. Io non escludo che una costruzione ideale-filosofica come quella del cattolicesimo possa essere adesso d'intralcio al sistema capitalistico.
  • La competizione tra capitalismo e socialismo non va temuta: le ragioni del secondo sono più forti di quelle del primo.
  • Oggi c'è la guerra e si muore di fame perché c'è il capitalismo.
  • Solo l'ingordigia del capitalismo può imporre un modello in cui i servizi fondamentali di una nazione debbano esser vincolati al profitto di privati e non al benessere pubblico.
  • Il Capitalismo ha generato milioni d'uomini e di donne attivi e operosi, li ha sparsi per tutto il mondo, ha bonificato le località deserte e accresciuta la popolazione in modo che la produzione disponibile è aumentata più rapidamente che la popolazione stessa.
  • Non è giusto rovesciare il sistema capitalistico pel solo motivo ch'esso non ci ha ancora dato tutto ciò che desideriamo, per sostituirvene un altro che potrebbe dare ancor meno, mentre è chiaro che la produzione a base di capitale può, se gliene daremo la possibilità, far molto più e meglio in avvenire a misura ch'essa accumulerà nuove esperienze e le applicherà.
  • Sotto un regime capitalistico ideale, ciascun lavoratore sarebbe un capitalista ed ogni capitalista un operaio.

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