Alessandro Barbero

storico e scrittore italiano
Alessandro Barbero, 2012

Alessandro Barbero (1959 – vivente), storico e scrittore italiano.

Citazioni di Alessandro BarberoModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Si può raccontare la storia in forma lieve, senza essere troppo ponderosi, rispettando tuttavia le fonti e la verità storica. Montanelli era molto bravo a scrivere, ma in fondo ne sapeva poco, gli piaceva gigioneggiare, sprofondava nell'anacronismo. Oggi ci si è accorti che, nel raccontare la storia, essere rigorosi ed essere divertenti non è conflittuale.[1]
  • La gente crede che a chiedere un favore si indebolisca, perché poi si rimane in debito verso quelli che te l'hanno fatto... non è affatto così. Chiedere un favore è come chiedere un prestito per investirlo in un grosso affare. Poi si rimane in debito, certo, e prima o poi bisogna restituirlo. Ma intanto quello che ti ha fatto il prestito è diventato diciamo così, il tuo socio. Ha interesse che le cose ti vadano bene, non che ti vadano male. Ti ha fatto un favore, e vuole che tu ti trovi in condizione di restituirlo. Vuole che si sappia che quelli a cui lui fa dei favori, hanno successo.[2]
  • Quando una cosa comincia a essere necessaria, di solito qualcuno la inventa.[3]
  • Lo Ius primae noctis è una straordinaria fantasia che il medioevo ha creato, che è nata alla fine del medioevo, ed a cui hanno creduto così tanto, che c'era quasi il rischio che qualcuno volesse metterlo in pratica davvero, anche se non risulta che sia mai successo davvero. In realtà è una fantasia: non è mai esistito.[4]
  • Da molti anni ci hanno fatto il lavaggio del cervello dicendoci che i totalitarismi son tutti uguali, che l'Unione Sovietica di Stalin e la Germania di Hitler erano la stessa cosa... e allora anche il loro accordo [il Patto Molotov-Ribbentrop] sembra meno strano. La realtà è che per allora, per la gente di allora, è uno shock immenso. Perché la Germania nazista e l'Unione Sovietica comunista appaiono come i due paesi più contrari e nemici che ci siano. E lo sono! È una prova del cinismo, dell'astuzia, e della freddezza straordinarie sia dei nazisti, sia di Stalin e del suo gruppo, il fatto che facciano questo accordo, da cui il mondo rimane esterrefatto. Stalin ha deciso che gli inglesi e i francesi son troppo molli, non lo vogliono l'accordo [l'alleanza antinazista proposta dall'URSS], "perciò lo faccio coi nazisti, alla faccia loro, perché io ho bisogno di essere sicuro! [...] Tanto poi non lo manterremo il patto, ma per il momento ci serve!".[5]
  • Sarebbe bene se, diversamente da Roberto Benigni nel suo film [La vita è bella], ci ricordassimo che a liberare Auschwitz e le sue vittime sono stati i "malvagi comunisti sovietici" e non i "buoni americani" [...]. Ecco, vedete come si sfuma tra la memoria vera, la memoria ricostruita? Quanta gente ha visto il film e si ricorderà per sempre che Auschwitz è stata liberata dagli americani? Ecco, la storia è un'altra cosa.[6]
  • I ragazzi dei GAP sono partigiani improvvisati, senza nessuna esperienza, a corto di armi, a corto di munizioni. Quelle poche armi e munizioni che hanno, le hanno perché a Roma esiste anche una resistenza militare monarchica, organizzata da ufficiali del Regio Esercito [...], solo gli ufficiali dell'esercito riescono a rimediare armi ed esplosivi e, ovviamente - fornirle ai partigiani comunisti - qualche discussione c'è; però poi alla fine le danno, perché gli ufficiali hanno le armi e gli esplosivi ma i comunisti le usano.[7]
  • Furono i nostri alleati francesi e britannici a pretendere la testa di un comandante che aveva subito una disfatta così rovinosa [a Caporetto]. E i politici, che non amavano affatto il comandante supremo, furono ben felici di cogliere l'occasione per sostituirlo con Armando Diaz. In particolare il nuovo presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando, ex ministro degli Interni, era da tempo in rapporti gelidi con Cadorna.[8]
  • [Su Armando Diaz] Non è poi così diverso dal suo predecessore, i due sono il prodotto di uno stesso sistema. Di certo Diaz migliora il trattamento delle truppe, anche se qualche misura per sollevarne il morale era già stata presa. Inoltre la situazione sul Piave è diversa da quella che si era creata sull'Isonzo per oltre due anni. Cadorna doveva attaccare, mandando i soldati al macello in territorio asburgico. Invece a Diaz basta respingere gli assalti di un nemico ormai esausto. E può fare appello al sentimento nazionale di soldati che adesso si battono per difendere la patria.[8]
  • Non sono sicuro che un cristiano o un musulmano, dalla totale e perfetta appartenenza alla propria religione, possano dirsi pienamente compatibili con dei cittadini laici. Ma la Repubblica è fatta per tener dentro tutti. Purché si rispettino principi di fondo, come l'uguaglianza, il rispetto delle regole da parte di tutti e l'impegno a non sollevare gli uni contro gli altri.[9]
  • L'idea che dopotutto la Resistenza abbia avuto poco o nessun peso, in termini strettamente militari, è da relegare nell'armamentario dei luoghi comuni, apparentemente così veri e invece imprecisi e faziosi.[10]
  • L'Islam in senso religioso è certamente diviso, come lo è anche il Cristianesimo. Oggi siamo abituati a una visione irenica in cui tutte le varie fedi cristiane coesistono abbastanza bene e dove solo una, quella cattolica, ha un leader di statura internazionale come il papa. Quindi, soprattutto noi che viviamo in un paese cattolico, tendiamo a pensare che il cristianesimo sia più unitario, cosa che non è, e ad immaginarci un Islam monolitico, quando in realtà non lo è affatto.[9]
  • Nella tradizione islamica non c'è una sola interpretazione. O meglio, un maestro può anche dire che l'interpretazione vera sia la sua, ma il maestro della moschea accanto può sostenere il contrario. E poi c'è da dire che, anche laddove i testi sacri sono estremamente espliciti, i fedeli di ogni religione, storicamente, hanno sempre avuto una grandissima capacità di dimenticarseli e di considerarli tacitamente decaduti. Per cui, quand'anche qualcuno dimostrasse che un certo passo del Corano inciti a fare la guerra agli "infedeli", la questione diventerebbe quella di aiutare il mondo musulmano a non pensare più a quel versetto. Così come è accaduto per noi nel mondo cristiano, che certo non andiamo più ripetendo la massima di San Paolo "La donna taccia nell'assemblea!". Sta scritta nel Nuovo Testamento, ma fingiamo che non ci sia. Insomma, in tutte le religioni, un conto sono i libri sacri con le loro contraddizioni, dove si può trovare tutto ciò che si vuole. Un altro è l'atteggiamento dell'interprete. Qui, la sfida è incoraggiare chi trova significati che facilitano convivenza e tolleranza anziché chi trova messaggi aggressivi, che pure ci sono.[9]
  • È indubbio che esista un Islam intollerante, come del resto è esistito un Cristianesimo intollerante. Anzi, per gran parte della sua storia, il Cristianesimo è stato molto intollerante. Però, oggi, noi viviamo in una fase felice perché il Cristianesimo, nel suo insieme, è molto più tollerante di una volta, pur avendo le sue sacche di intolleranza, specie in materia di vita sessuale.[9]
  • [...] noi italiani viviamo in una democrazia in cui una maggioranza cattolica, dal concordato del '29, impone al paese leggi che ne mutuano la visione confessionale. È un fatto di cui molti nemmeno si accorgono, mentre ad altri dà un po' fastidio. Ora, dal punto di vista teorico, per uno stato laico questo non sta in cielo né in terra. Però, in pratica, sappiamo tutti che nella nostra repubblica si può convivere. Avere una maggioranza cattolica che in Italia vieta certe leggi e ne impone certe altre è una seccatura, è un fastidio, è un limite della nostra libertà.[9]
  • La storia è diversa della memoria: la memoria è infatti soggettiva e non può essere condivisa ma pacificata. La memoria è una trappola. La storia è ricostruire i fatti all'interno del loro contesto, a volte è l'interpretazione dei fatti se i fatti sono acclarati. Non esiste una storia oggettiva, proprio perché l'orientamento personale rischia di offuscare il giudizio.[11]
  • I tedeschi uno può pensare quello che vuole, ma la guerra la sapevano fare. Hanno fermato di netto lo sbarco americano. Gli americani sono inchiodati sulle spiagge di Anzio, non si muovono più. Su un muro di Trastevere compare una scritta [dei partigiani] "Americani resistete, veniamo noi a liberarvi".[12]
  • Sono andato a vedere se la documentazione immensa -perchè ogni burocrazia, ogni Stato, ogni esercito produce un'immensa documentazione- prodotta in quegli anni permette davvero di ricostruire cosa è successo a quei 100.000 uomini, a quegli 8.000 fra loro che sono stati effettivamente portati al nord come prigionieri di guerra alla fine del 1860, e a tutti gli altri. La documentazione [sabauda] permette di ricostruire in modo molto dettagliato cosa volevano fare di loro le autorità sabaude, cosa gli hanno fatto e cosa è accaduto a questa gente...è la storia di un'epoca di conflitto, di guerre, di traumi, non è in nessun modo una storia di sterminio...il punto che a me interessa è: si dice, si scrive e si crede che lo Stato italiano tra il 1860 e il 1861 ha scientificamente sterminato migliaia di italiani, facendoli morire di fame e di freddo. Questo non è vero.[13]
  • La storia non è particolarmente magistra vitae, nel senso che appunto permetta di dare le risposte, con certezza, non ha leggi. Una forse, direi che una legge la storia ce l'ha: non bisogna invadere la Russia.[14]
  • Gli Stati Uniti dal 1945 a oggi non sono mai stati, credo, in pace in senso stretto. Nel senso che non ci fosse qualche posto del mondo dove dei soldati americani stavano combattendo e morendo.[15]
  • Siamo un Paese [l'Italia] particolarmente variegato e frazionato e litigioso e spaccato, più della Francia di sicuro, o della Germania che è comunque un Paese di grandi diversità e che però non è così profondamente litigioso. E in più c’è la grande diversità geografica... Al di là del pittoresco, l’Italia è tuttora un Paese per metà fascista e per metà antifascista. E lo è sempre stato, salvo che si è fatto finta che i fascisti non fossero proprio la metà, che fossero una minoranza, invece sono chiaramente la metà del Paese.[16]
  • [Parlando del Movimento delle sardine] Si va troppo in fretta a dare importanza a queste cose. Il movimento esisteva da qualche settimana e già ci si chiedeva quale fosse il loro programma; ma sono solo un’increspatura nella storia.[17]
  • Il nazismo è un'ideologia inventata in Germania da Hitler e i suoi soci, è durata 20 anni; essere nazista vuol dire essere d'accordo con quella cosa. Il comunismo è esistito per 150 anni, in tutto il mondo, ha avuto milioni di fedeli e militanti. In alcuni casi questi sono andati al potere e hanno commesso delitti. Ma il comunismo non ha mai voluto dire prendere il potere per mandare la gente nei lager. Erano quelli che lottavano per i diritti della povera gente, e finivano loro nei lager.[18]
  • In qualche cassetto ho una tessera del PCI firmata da Enrico Berlinguer, con la falce e il martello; voglio vedere chi venga a dirmi che me ne devo vergognare.[18]
  • Alcuni volutamente confondono antisemitismo e opposizione alla politica israeliana. [...] C'è chi ha interesse a impedire che si critichi lo Stato di Israele. Questo è un antisemitismo inventato.[18]
  • Possono passare secoli in cui un sistema iniquo riesce a farsi accettare, magari anche a creare consenso, e poi esplode. Non c’è motivo di pensare che questo capitalismo disgraziato stia per finire, ma non c'è nemmeno certezza che un giorno la Rivoluzione non arrivi.[18]
  • [In Polonia] Si ostinano a pensare che i nazisti erano meglio dei comunisti, [...] si cerca di non far ricordare l'entusiasmo con cui molti polacchi hanno partecipato allo sterminio degli ebrei. Nella loro concezione distorta può nascere l'idea che la falce e martello faccia orrore quanto la svastica.[18]
  • Non c'è stata alcuna risposta europea a questa emergenza [il Coronavirus]. Da questo punto di vista l'Europa non esiste, l'Unione Europea è inesistente. Oltre a essere inesistente negli spiriti, nel senso che si è visto che ogni Paese comunque pensa esclusivamente a sé stesso, con la meravigliosa eccezione della Cina che ci manda medici [...], tutte le decisioni sono prese a livello del singolo Paese, i dati vengono raccolti e comunicati con criteri che ogni Paese ha scelto, e che non sono per nulla trasparenti fra l'altro. L'inesistenza totale dell'Europa in questo che è il più grande avvenimento storico degli ultimi 20 o 30 anni è qualcosa su cui bisognerà evidentemente poi riflettere a cose finite, perché è drammatica.[19]
  • La guerra, Hitler, l'ha persa nel momento stesso in cui ha attaccato l'Unione Sovietica, nel giugno del 1941, perché si è messo contro un nemico di cui non immaginava la potenza, i tedeschi avevano sottovalutato clamorosamente la potenza industriale, le capacità organizzative, la volontà di resistenza e la forza militare dell'Unione Sovietica.[20]

Incipit di alcune opereModifica

Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomoModifica

L'anno 1848 finirà presto. Le foglie degli aceri sono morte, e il vento che le spazza via odora già di neve. Ho settantotto anni, che sono una bella età anche in questo secolo di progresso, e credo che anch'io finirò presto. Può darsi che l'elettricità, il vapore e la strada ferrata permettano un giorno agli uomini di vivere più a lungo, ma mi sembra più probabile il contrario, nonostante le chiacchiere dei giornalisti; ad ogni modo, io non lo saprò mai. La gotta ha preso possesso del mio piede sinistro, e sta scavandosi la via verso l'alto, sicché un giorno o l'altro arriverà a bussare al cuore; non lo rimpiango, perché penso a tutto il roast-beef che ho mangiato, a tutto il Bordeaux che ho bevuto, e credo che ne sia valsa la pena, ma non posso nascondermi che sarò fortunato se arriverò a vedere un altro autunno.

Carlo MagnoModifica

È il luglio del 799, e il re dei Franchi, Carlo, è accampato a Paderborn, nel cuore della Sassonia conquistata. C'è gran traffico di muratori e falegnami, convogli di carri carichi di mattoni e calcina giungono ogni giorno lungo le piste di terra battuta, altri materiali arrivano per via d'acqua, risalendo i fiumi su chiatte e barconi: in mezzo alle foreste e alle paludi il re sta costruendo una nuova città, che sarà l'avamposto della Cristianità in mezzo ai pagani da poco convertiti, con un palazzo e una basilica capaci di rivaleggiare con quelli di Aquisgrana.

Gli occhi di VeneziaModifica

C'era stato il sole per tutto il giorno, ma adesso il vento dalla laguna si era rinfrescato e il cielo su Venezia cominciava a intorbidire. Matteo, ritto sul ponteggio principale del palazzo in costruzione, si asciugò il sudore con la manica fradicia della camicia, per l'ennesima volta: d'estate le giornate di lavoro cominciavano presto e non finivano mai. Guardò il sole per valutare quanto mancava al tramonto; nessuna chiesa aveva ancora suonato il vespro, nemmeno quella dei Frari che da un po' di tempo, per chissà quale mania del campanaro, lo suonava sempre prima delle altre.

L'ultimo rosa di LautrecModifica

Il nano procedeva cautamente, puntando davanti a sé il bastone da passeggio, come se sperasse di tenere a distanza l'acciottolato. Ci voleva poco per inciamparci, del resto: la ripida stradina di periferia scendeva a precipizio verso la place Blanche, e alzando gli occhi da terra ci si smarriva subito nel candore ovattato d'un cielo invernale, striato dal fumo dei camini. Poco sicuro delle proprie gambe, il nano cercava di tenersi accostato alle case, ma senza sfiorarle, per non sporcarsi; perché erano assai sudicie.

Romanzo russoModifica

Quando si atterra a Mosca col buio, mentre l'aeroplano vira lentamente sulla città in attesa che trasmettano il segnale di via libera, è facile che l'occhio incontri dal finestrino il grattacielo dell'Università, sui Monti dei Passeri. Le luci sono accese dietro innumerevoli finestre, fioche, è vero, ma nella notte brillano; e sulla guglia più alta brucia ancora la stella rossa, come una volta. Per adesso il grattacielo sta lì può anche darsi che un giorno lo facciano saltare con la dinamite, e al suo posto scavino, chissà, una piscina, ma non mi pare che se ne sia ancora parlato seriamente, e del resto sarebbe un peccato.

NoteModifica

  1. Dall'intervista Alessandro Barbero: levate la polvere alla storia e vi divertirete, La Stampa.it, 30 gennaio 2011.
  2. Da Gli occhi di Venezia, p. 315
  3. Dal programma televisivo Superquark, Rai 1, 8 agosto 2013. Video disponibile su Rai.tv (min. 1:28:50).
  4. Da Medioevo da non credere. Lo ius primae noctis, Festival della Mente.it, Sarzana, 31 agosto 2013.
  5. Dal discorso al Festival della Mente, Sarzana, 2014.Video disponibile su YouTube.com (min. 46:27).
  6. Dal discorso al Festival èStoria, 12 giugno 2017. Video disponibile su YouTube.com (min. 33:11).
  7. Dal discorso al Festival della Mente, 2 settembre 2017. Video disponibile su YouTube.com (min. 25:32).
  8. a b Dall'intervista di Antonio Carioti, Caporetto, l'arma segreta tedesca. Sull'Isonzo trionfarono i tenenti, Corriere.it, 12 ottobre 2017.
  9. a b c d e Dall'intervista di David Crescenzi "Va incoraggiato chi promuove un Islam tollerante...", Tusciaweb.eu, novembre 2017.
  10. Dal discorso per il giorno della Liberazione a Vercelli, 25 aprile 2019. Video disponibile su YouTube.com (min. 20:43).
  11. Sermig: Alessandro Barbero all'Università del Dialogo, 14 novembre 2018.
  12. Dal discorso al Festival della Mente, 24 mar 2018. Video disponibile su YouTube.com (min. 12:16).
  13. Estratto dalla videopresentazione Barbero vs Neoborbonici - La sfida di Fenestrelle (Bari, 5 dicembre 2012, libreria Laterza), pubblicato su youtube.com, canale di Mimmo Marazia ch1, 23 luglio 2018, dal minuto 13:10 al minuto 14:08. URL archiviato il 14 dicembre 2019.
  14. Dal discorso all'Università del Dialogo, 14 novembre 2018. Video disponibile su YouTube.com (min. 59:12).
  15. Dal discorso all'Università del Dialogo, 14 novembre 2018. Video disponibile su YouTube.com (min. 1:27:38).
  16. Citato dall'intervista di Matteo De Giuli, Stella Succi, La storia secondo Alessandro Barbero, su iltascabile.com, 26 luglio 2019, con illustrazioni a cura di Andrea Settimo. URL archiviato il 14 agosto 2019.
  17. Dall'intervista di Giulia Ricci, Alessandro Barbero: «A Torino i partiti non rappresentano più nessuno», torino.corriere.it, 8 gennaio 2020.
  18. a b c d e Dall'intervista di Daniela Ranieri, Alessandro Barbero: “La Ue che equipara nazismo e comunismo? I Parlamenti non dovrebbero esprimersi sulla storia”, ilfattoquotidiano.it, 23 gennaio 2020.
  19. Da un'intervista, 19 marzo 2020.Video disponibile su YouTube.com (min. 24:31).
  20. Da un audiolibro, 11 maggio 2020.Video disponibile su YouTube.com (min. 2:19).

BibliografiaModifica

  • Alessandro Barbero, Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo, L'ultimo rosa di Lautrec, Romanzo russo, Mondadori.
  • Alessandro Barbero, Carlo Magno: un padre dell'Europa, Laterza, 2004. ISBN 8842072125
  • Alessandro Barbero, Gli occhi di Venezia, Mondadori, 2011. ISBN 9788804595434

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