Luciano Pellicani

sociologo e giornalista italiano

Luciano Luigi Pellicani (1939 – 2020), sociologo, politologo, giornalista e accademico italiano.

Luciano Pellicani

Citazioni di Luciano PellicaniModifica

  • Il capitalismo si presenta , prima facie, come un particolare sistema economico centrato sul mercato, luogo in cui si incontrano la domanda e l'offerta dei beni e dei servizi e si svolge il gioco della concorrenza; tanto particolare che è stato giustamente detto che razionalità strumentale e capitalismo coincidono, in quanto solo grazie ai prezzi di mercato il calcolo economico è possibile.[1]
  • Tutta la solidità della gerarchia feudale si basava sulla fedeltà del subordinato all'uomo al quale egli si era «dato». Se questa veniva a mancare, il tasso di anarchia del sistema, già molto elevato, non poteva che crescere.[2]
Pellicani: più pagane che cristiane le radici dell' Europa liberale, Corriere della sera, 27 settembre 2007
  • Il cristiano Soren Kierkegaard considerava neopagana tutta la filosofia moderna. Del resto gli antichi romani non avevano teologia, né testi sacri, né clero. I loro sacerdoti erano semplici magistrati dello Stato. Cicerone, da pontefice massimo della Repubblica romana, scrive un trattato in cui si domanda se le divinità esistono. Si può immaginare un papa che dubita dell'esistenza di Dio e lo mette per iscritto?.
  • [Sulla fede cristiana] Il suo merito maggiore è consistito nell'introdurre un principio di solidarietà verso i deboli, la caritas, che il mondo pagano non conosceva. Però il cristianesimo è solo una componente della nostra civiltà, non ne è l'unica origine. Il punto essenziale è che il Dio della Bibbia esprime una verità rivelata: pronuncia dall'alto sentenze, comandi e divieti, senza argomentarli. Invece la filosofia greca ritiene che ogni proposizione vada giustificata in termini razionali: un principio fatto proprio dalla democrazia moderna.
  • Nell'antica Roma lo Stato era laico e quasi tutte le religioni erano tollerate e garantite. Il cristianesimo fu colpito perché era percepito come una minaccia politica, in quanto i suoi fedeli rifiutavano di fare sacrifici all'imperatore, cioè di compiere un atto di lealtà al potere costituito. Inoltre le classi colte del mondo antico avevano del mondo una visione laica, fondata sul primato della ragione.

NoteModifica

  1. Saggio sulla genesi del capitalismo, SugarCo Edizioni, 1992, ISBN 88-7198-203-7, Il problema, p. 10.
  2. Saggio sulla genesi del capitalismo, cit, cap. V, p. 163.

Altri progettiModifica