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Citazioni di Valentina MariModifica

  • [Riguardo agli insegnamenti del doppiaggio] Credo che abbiamo imparato a lottare, a combattere, a essere rispettosi, a essere educati, ad avere rispetto del lavoro, del lavoro degli altri, dello stare insieme, del saper condividere, noi condividevamo il leggio e la cuffia… e il panchetto. […] Questo credo sia stato molto importante… poi, per la vita, per stare con gli altri.[1]
  • [Riguardo al doppiaggio quando era giovane] Era un altro doppiaggio, si doppiava tutti insieme. Questo voleva dire che non ero avvantaggiata come bambina, io vedo oggi bambini che naturalmente arrivano, viene fatta la loro parte, vengono mandati via. Noi invece no, dovevamo doppiare con gli altri perché si doppiava tutti insieme […], si stava al leggio con i grandi nomi, […] con persone che lavoravano con te, guadagnavano quanto te. Quindi… questo è qualcosa che nessuno mi ha mai detto ma che aleggiava nell’aria, non so, era una percezione.[1]
  • [Riguardo al doppiaggio di Rei Ayanami in Neon Genesis Evangelion] Noioso, noioso! Perché noi viviamo di emozioni, noi doppiatori, quindi fare qualcosa che non devi trasmettere niente… un piattume incredibile! Intanto era difficilissimo: per me, di una difficoltà incredibile, come se ti danno un pallone, e non puoi palleggiare […]. Scalpiti, no? Ti senti un po’ in gabbia. Quindi: faticoso, stancante, e poi più noioso di altri ruoli. Poi lo fai perché lo fai, perché è il tuo lavoro, ma non ti sei divertita.[1]
  • Tonino professionalmente era molto esigente. E anche umanamente. É stato faticosissimo. Ero piccola, [Léon] era un film fantastico, importantissimo, fortissimo; non so, forse a sedici anni non ero pronta per quelle emozioni, per emozioni così forti. Non ero neanche in grado di elaborarle, di riviverle, quindi di ricrearle. […] Probabilmente poi, comunque sia, ce l’ho fatta, perché secondo me… in realtà, poi è un prodotto fantastico. Lui mi ha aiutato naturalmente tantissimo, perché è tutto farina del suo sacco, perché lui ha tirato fuori tutto questo. Forse doveva agire in quel modo per tirarlo fuori, però… mi ha massacrata. Mi ha massacrata, e lui anche umanamente era una persona faticosa, nel senso che lui era molto incentrato su sé stesso, e quindi aveva i suoi ritmi, i suoi tempi, che non coincidevano con quelli di una bambina di quindici anni che andava a scuola. A me è capitato di andare avanti, di lavorare fino alle undici di sera, e il giorno dopo dover andare a scuola. E i turni fino alle undici non esistono. […] Ma lui aveva cominciato più tardi per motivi suoi, e quindi poi voleva finire la scena, perché era giusto finirla, per carità, quindi si andava ad oltranza. Perdevi la cognizione del tempo, però poi il prodotto è fantastico, lui mi ha insegnato tantissimo, è grazie a lui se probabilmente io sono ancora qua. Era una scommessa, io non ho fatto il provino: avevano chiesto i provini, lui ha mandato solo il mio provino. Quindi, ha anche un po’ “fregato”: però questa cosa poi si sa, si è saputa. Lui ha detto: “No, è lei!”. E io non facevo niente, non facevo ancora cose importanti, per cui lui ha avuto proprio… non dico un colpo di genio […] nel senso, ha scommesso, ha voluto scommettere e ce l’ha fatta, ma perché lui era talmente geniale che avrebbe potuto scommettere, come ha scommesso su me, su qualcun altro e il prodotto sarebbe stato, comunque, così bello e positivo.[1]

DoppiaggioModifica

FilmModifica

Film d'animazioneModifica

Serie televisiveModifica

Serie animateModifica

NoteModifica

  1. a b c d Da Intervista a Valentina Mari, YouTube.com.

Altri progettiModifica