Storia di un matrimonio

film del 2019 diretto da Noah Baumbach

Storia di un matrimonio

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Titolo originale

Marriage Story

Lingua originale inglese
Paese Usa
Anno 2019
Genere drammatico, sentimentale
Regia Noah Baumbach
Sceneggiatura Noah Baumbach
Produttore David Heyman
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note
  • Premio Oscar (2020) per la miglior attrice non protagonista (Laura Dern)

Storia di un matrimonio, film statunitense del 2019 con Scarlett Johansson, Adam Driver e Laura Dern scritto e diretto da Noah Baumbach.

FrasiModifica

  • Quello che amo di Nicole. Sa far sentire le persone a proprio agio anche in situazioni imbarazzanti. Ascolta davvero quando qualcuno le parla. A volte ascolta fin troppo e troppo a lungo. È una cittadina modello. Sa sempre cosa fare quando si tratta di rotture di coglioni familiari. Io faccio molto a modo mio e lei sa quando insistere e quando lasciarmi stare. Taglia i capelli a tutti noi. Prepara sempre inspiegabilmente una tazza di té che non beve mai. E per lei non è facile mettere a posto un calzino o chiudere un pensile o lavare un piatto, ma ci prova per me. Nicole è cresciuta a Los Angeles circondata da attori, registi, film e televisione, ed è molto legata a sua madre, Sandra, e a Cassie, sua sorella. Nicole fa dei regali fantastici. È una madre che gioca, gioca davvero. Non si tira mai indietro se c'è da giocare, né dice mai che è troppo. Ma dev'essere troppo, a volte... È competitiva. È bravissima ad aprire i barattoli grazie alle sue braccia muscolose che ho sempre trovato sexy. Lei tiene il frigo troppo pieno: nessuno soffre la fame a casa nostra. Sa usare il cambio manuale. Dopo quel film 'All over the girl', sarebbe potuta restare a Los Angeles e diventare una star del cinema ma ha rinunciato per fare teatro con me a New York. È coraggiosa. È un'ottima ballerina, contagiosa, vorrei saper ballare così. Lo ammette sempre se non sa qualcosa, se non ha letto un libro o non ha visto un film o uno spettacolo, mentre io fingo e dico "L'ho visto tanto tempo fa". Quando ho delle idee folli non vede l'ora di capire come metterle in scena. È la mia attrice preferita. (lettera di Charlie Barber a Nicole)
  • Quello che amo di Charlie. Charlie è indomito. Non permette che opinioni altrui o eventuali intoppi lo ostacolino in ciò che vuole fare. Charlie mangia come se volesse togliersi il pensiero e come se il cibo non fosse sufficiente per tutti: un panino dev'essere strangolato mentre viene divorato. Ma è incredibilmente preciso e mi affido a lui per tenere le cose in ordine. Risparmia l'energia elettrica. Non si guarda spesso allo specchio. Piange quando guarda i film. È autosufficiente: sa rammendare i calzini, preparare la cena e stirare una camicia. Non si dà mai per vinto, cosa che invece io faccio sempre. Charlie accetta sempre ogni mio umore, non si lascia coinvolgere e non mi fa sentire in colpa. Ha ottimo gusto nel vestire e non è mai imbarazzante, il che è difficile per un uomo. È molto competitivo. Ama fare il padre, ama tutte quelle cose che dovrebbe odiare, come i capricci e svegliarsi di notte. È quasi fastidioso quanto gli piaccia ma, alla fine, è dolce. Si perde nel suo mondo. Lui e Henry in questo si somigliano. Sa dire alle persone che hanno del cibo tra i denti o sul viso in un modo che non le fa sentire in imbarazzo. Charlie si è fatto da solo: i suoi genitori li ho incontrati solo una volta ma... mi ha detto che la sua infanzia è stata segnata da alcol e violenza. Si è trasferito a New York dall'Indiana senza nessun aggancio e adesso è più newyorkese di qualsiasi newyorkese. È bravissimo a creare una famiglia con le persone che lo circondano. Con tutta la compagnia crea un incantesimo per farli sentire inseriti. Nessuno, neanche uno stagista era insignificante, ricordava le battute scambiate con ogni persona. È estremamente organizzato e scrupoloso, è molto lucido su ciò che vuole. A differenza di me che non sempre lo sono... (lettera di Nicole Barber a Charlie)
  • Come può questo male permettere la moderazione? Come può essere giusto tradire i defunti? Come può un essere umano essere così... privo di fede? Non volevo lodi da uomini empi. Non voglio vivere con loro in pace. Sangue nobile scorre ancora nelle mie vene. Dovrei tradire mio padre, soffocando le mie grida, tagliando le ali del dolore, mentre il suo cadavere marcisce miseramente nella terra fino a non contare nulla. E intanto i suoi assassini gongolano non pagando mai il sangue con il sangue. (monologo teatrale di Nicole)
  • La gente non accetta le madri che bevono troppo, sgridano i figli e li chiamano stronzi. Ti capisco. Capita anche a me. I padri imperfetti sono accettati. Ammettiamolo, l'idea di un buon padre è stata inventata trent'anni fa. Prima, era normale che i padri fossero silenziosi, assenti, inaffidabili ed egoisti. Diciamo a tutti di volerli diversi... ma alla fine è comunque accettato. Li adoriamo per le loro fallibilità, ma la società non accetta affatto gli stessi difetti in una madre. Non li accetta né strutturalmente né spiritualmente. Perché alla base della nostra storia giudeo-cristiana c'è Maria, Madre di Gesù, e lei è perfetta. È una vergine che partorisce! Appoggia il figlio con risolutezza e ne regge il cadavere quando non c'è più. E il padre non c'è. Non l'ha neanche scopata. Dio è in cielo. Dio è il padre e non si è nemmeno fatto vivo. Quindi tu devi essere perfetta, ma Charlie può fare cazzate e non importa. Su di te graveranno sempre aspettative maggiori. È una merda. Ma è così. (Nora Fenshaw, Storia di un matrimonio)

DialoghiModifica

  • [Dopo aver visto un film insieme]
    Henry Barber: Ho pianto quattro volte.
    Charlie Barber: Anche io! Chissà se erano le stesse quattro...

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