Cristiano (religione)

seguace e discepolo di Cristo

Citazioni sul cristiano.

Un martire cristiano annegato nel Tevere durante il regno di Diocleziano (H. Delaroche, 1853)

Citazioni

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  • A noi cristiani non bastano i riti, serve l'adesione del cuore e dell'intelletto. Non basta ripetere formule di cui non si sa il significato: chi prega deve capire ciò che dice, e in questo senso la riforma liturgica del Concilio Vaticano II è stata fondamentale per una fede più pensata, che non sia solo devozione. (Enzo Bianchi)
  • Alcuni pur non essendo cristiani vivono la medesima sorte di Cristo! (Maurizio di Gesù Bambino)
  • Barnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Saulo e trovatolo lo condusse ad Antiochia. Rimasero insieme un anno intero in quella comunità e istruirono molta gente; ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati Cristiani. (Atti degli Apostoli)
  • Beati i veri cristiani! Si buttano a' piedi di un confessore, si accusano, si mortificano, e si rialzano di lì, e si spazzolano i calzoni insudiciati con una consolazione grandissima: perché, o vennero assoluti, o fu loro imposta una penitenza, che frutterà l'assoluzione. (Vittorio Imbriani)
  • Buona parte dei cristiani in generale si accontentano della brodaglia insipida di poche nozioni religiose condite con qualche pizzico di sentimentalismo, e hanno perduto completamente il gusto del cibo solido e sostanzioso, di alcune verità vitali che pure stanno alla base di tutta la costruzione dogmatica cristiana. (Carlo Gnocchi)
  • «Ci ha del sale in zucca, quel cane. Forse che non guarda storto certi giovinotti che ridono o cantano se è in compagnia?», continuò Dodger. «O non ringhia se sente suonare un violino? O non odia i cani di razza diversa dalla sua? Ah, no! Mica!».
    «È un vero cristiano», fece Charley.
    Ciò fu detto come semplice tributo alle qualità del cane, ma la frase era appropriata anche in un altro senso, pur rimanendone mastro Bates inconsapevole, poiché ci sono parecchie gentildonne e gentiluomini, cristiani professi, che hanno marcati e singolari punti di somiglianza col cane del signor Sikes. (Charles Dickens)
  • Ciò che vi è di più tragico, non è l'incredulo che bestemmia, non è l'uomo che cerca, che ha dei dubbi. La cosa più tragica è il cristiano che non fa più salti di gioia pensando che Dio lo ha cercato, come ha cercato la pecorella. Perché è questa, ancora una volta, la grande verità rivelata al cristiano. (Jacques Loew)
  • Come cristiani siamo tenuti a dare l'esempio del sacrificio e della dedizione. (Charles de Foucauld)
  • Così, invece di capire e seguire gli insegnamenti di Gesù, i cristiani disputarono e litigarono sulla natura della divinità di Gesù e sulla trinità. Si chiamarono reciprocamente eretici e si perseguitarono e decapitarono fra di loro. (Jawaharlal Nehru)
  • Cristiano (s.m.). Persona convinta che il Nuovo Testamento sia un libro ispirato da Dio e straordinariamente adatto alle esigenze spirituali del suo prossimo. Seguace degli insegnamenti di Cristo finché questi non contraddicano i peccati cui indulge più volentieri. (Ambrose Bierce)
  • Da cristiano ho anch'io una missione da assolvere nella vita. (Carlo Verdone)
  • Dal Gesù umiliato alle umiliazioni praticate in suo nome, la conversione è rapida, facile e la mania durevole presso i cristiani. (Michel Onfray)
  • Dal momento che il mondo odia il cristiano, perché ami chi ti odia e non segui piuttosto Cristo, che ti ha redento e ti ama? (Tascio Cecilio Cipriano)
  • Di tutte le religioni, quella cristiana è senza dubbio quella che dovrebbe ispirare più tolleranza, sebbene fino ad ora i cristiani siano stati i più intolleranti tra gli uomini. (Voltaire)
  • È meglio essere cristiano senza dirlo piuttosto che proclamarlo senza esserlo. (Ignazio di Antiochia)
  • È nella sconfitta che si diventa cristiani. (Ernest Hemingway)
  • E non pensare nemmeno male di Anselmo. Anselmo è un cristiano, qualcosa di molto raro nei paesi cattolici. (Ernest Hemingway)
  • E penso a come cambia in fretta la Morale: | un tempo si uccidevano i cristiani e poi questi ultimi | con la scusa delle streghe ammazzavano i pagani. (Franco Battiato)
  • Ecco perché un buon cristiano deve guardarsi non solo dagli astrologhi ma anche da qualsiasi indovino che usi mezzi contrari alla religione, soprattutto quando dicono il vero, per evitare che ingannino l'anima mettendola in rapporto con i demoni e la irretiscano in una specie di patto d'alleanza con loro. (Agostino d'Ippona)
  • Esser perfetti come Dio è la mèta a cui deve tendere il cristiano: la mèta è certamente irraggiungibile, ma è dovere del cristiano avvicinarsi sempre più ad essa. (Giuseppe Ricciotti)
  • Già, perché sono cristiano? [...] In breve: perché, nonostante ogni veemente obiezione contro ciò che è cristiano solo di nome, trovo tuttavia nel cristianesimo un orientamento di fondo nelle questioni circa il grande da-dove e verso-dove, perché e a-che-scopo dell'uomo e del mondo: un orientamento di fondo per la mia vita individuale e sociale! E con esso contemporaneamente una patria spirituale, cui vorrei tanto poco voltare le spalle quanto poco in ambito politico le vorrei voltare alla democrazia, di cui a suo modo non meno del cristianesimo si è fatto e si fa un uso indebito e vergognoso. (Hans Küng)
  • Gli ebrei cristiani costituiscono il segno fiducioso che un giorno l'intero popolo di Israele riconoscerà in Gesù Cristo il compimento della propria ardente speranza. (Rainer Riesner)
  • Gli Ebrei non volevano che la statua di Giove fosse a Gerusalemme; ma i cristiani non volevano che fosse in Campidoglio. (Voltaire)
  • Gli increduli d'Europa combattono i cristiani più come nemici politici che come avversari religiosi: essi odiano la fede più come l'opinione di un partito che come una erronea credenza; e nel sacerdote combattono assai più l'amico del potere che non il rappresentante di Dio. (Alexis de Tocqueville)
  • Gratta il cristiano e troverai il pagano – rovinato. (Israel Zangwill)
  • [Ultime parole] Guardate come può morire in pace un cristiano! (Joseph Addison)
  • Homer, sai perché sono cristiano? [...] Perché io sono convinto che ogni anima abbia la possibilità della salvezza. O almeno ne ero convinto fino adesso. Homer Simpson, tu non sei degno di essere salvato! (I Simpson)
  • I cristiani che non sono in piena comunione con l'insegnamento sulla salvezza e la costituzione apostolica ed episcopale della Chiesa cattolica, sono giustificati dalla fede e dal battesimo e incorporati integralmente nella Chiesa di Dio in quanto Corpo di Cristo. (Gerhard Ludwig Müller)
  • I cristiani devono essere continuamente chini sugli abissi. (Léon Bloy)
  • I cristiani hanno bruciato sul rogo altri cristiani, nella ferma convinzione che tutti gli apostoli avrebbero fatto altrettanto. (George Gordon Byron)
  • I cristiani non restano indietro quando si tratta di arruolare Dio per i loro misfatti. (Michel Onfray)
  • I cristiani non fanno gruppo a sé, perché il loro compito è di essere dentro l'umanità, come un fermento di speranza, una indicazione possibile, una anticipazione incredibile. (Ernesto Balducci)
  • I cristiani, se non sono accoglienti, non dicano che sono cristiani. (Andrea Gallo)
  • I cristiani sono ammaestrati a farsi il segno della croce in certe occasioni, a inchinarsi e cosi via; del resto la religione è, in genere, il vero capolavoro dell'ammaestramento. (Arthur Schopenhauer)
  • I cristiani sono figli di una profezia attuata alla luce del Golgota; in forza di questo, reclamano giustamente la presenza di profeti come segni di un amore che sa arrivare fino al dono totale di sé. (Rino Fisichella)
  • I cristiani sono portatori nel mondo di una speranza temporale realista, non di un vano sogno utopico, anche quando testimoniano la propria fedeltà a valori assoluti come la vita. (Georges Cottier)
  • I cristiani sono stoici, eh sì, perché i cristiani che cosa vogliono? Vogliono la felicità eterna e come dicono i cristiani: siamo nati per soffrire. (Così parlò Bellavista)
  • I cristiani vivono la pace del cuore. Chi vive la pace del cuore vive un'inquietudine positiva. (Ernesto Olivero)
  • I cristiani volevano cristianizzare tutti, compresi i cosiddetti "selvaggi", quelli che non erano nemmeno considerati esseri umani, che abitavano nelle foreste... Popolazioni che i missionari consideravano come "scimmie" eppure volevano evangelizzarli lo stesso. Per farli diventare umani. (Boualem Sansal)
  • I pagani non conoscono Dio e amano soltanto la terra. Gli ebrei conoscono il vero Dio e amano soltanto la Terra. I cristiani conoscono il vero Dio e non amano affatto la terra. (Blaise Pascal)
  • Il cristiano attribuisce al Creatore tutte le caratteristiche di un mascalzone, e giunge poi alla conclusione che un mascalzone e un padre sono la stessa cosa! (Mark Twain)
  • Il cristiano che vota a sinistra si schiera dalla parte del peccato e del demonio. (Roberto Calderoli)
  • Il cristiano, come anche il pagano, non può non incominciare il lavoro del proprio perfezionamento partendo dall'inizio, ovverosia da quel medesimo punto da cui parte anche il pagano, e precisamente dalla temperanza, proprio così come uno che vuol salire una scala non può non cominciare dal primo gradino. (Lev Tolstoj)
  • Il cristiano è libero di fronte allo stato perché non è mai solo un cittadino dello Stato. (Christoph Schönborn)
  • Il cristiano è portatore di una parola che è capace di raggiungere l'altro e di farlo progredire, di farlo andare avanti, ma dal punto in cui lui è realmente, non a partire dalle aspettative di colui che parla, dalle sue decisioni, dai suoi giudizi. (Sabino Chialà)
  • Il cristiano energumeno e razzista sogna la rivincita di Lepanto. (Michele Serra)
  • Il cristiano evade dal mondo per rifugiarsi nell'universo, il buddhista vuole evadere dall'universo ancora più che dal mondo. Uno vorrebbe annientarsi, l'altro vorrebbe tornare alla sua creazione: al suo Creatore. [...] C'è ben poco al mondo che si possa confrontare con queste due alternative quanto a completezza. E chi non si sentirà di scalare la montagna di Cristo, precipiterà fatalmente nel baratro di Buddha. (Gilbert Keith Chesterton)
  • Il cristiano moderno è divenuto certamente più tollerante, ma non per merito del cristianesimo. Questo addolcimento del costume è dovuto a generazioni di liberi pensatori che – dal Rinascimento ad oggi – hanno provocato nei cristiani un senso di sana vergogna per i loro tradizionali pregiudizi. (Bertrand Russell)
  • Il mestiere dei cristiani non è vendere il pane ma il lievito. (Miguel de Unamuno)
  • Il modo di funzionare del cervello umano è assolutamente peculiare. Il cristiano parte da questa affermazione diretta, precisa, inflessibile e intransigente: Dio sa tutto ed è onnipotente. (Mark Twain)
  • Il sangue (dei martiri) è il seme dei cristiani. (Tertulliano)
  • Il sussurro: «Saremo come dei», è per il marxista la sorgente e la realizzazione di tutte le sue ambizioni; per il cristiano è la peggiore tentazione diabolica e conduce inevitabilmente alla perdizione. (Donald Nicholl)
  • Il vero cristiano non appartiene a nessuna sètta particolare. Può partecipare alle cerimonie di qualsiasi sètta e non appartenere a nessuna. Egli possiede una sola scienza, che è Cristo entro di lui; ha un solo desiderio, fare il bene. (Jakob Böhme)
  • In quei quattro anni di guerra non avevo mai sparato contro un uomo: né contro un uomo vivo, né contro un uomo morto. Ero rimasto cristiano. Rimaner cristiano, in quegli anni, voleva dir tradire. Esser cristiano voleva dire essere un traditore, poiché quella sudicia guerra non era una guerra contro gli uomini, ma contro Cristo. Da quattro anni vedevo torme d'uomini armati andar cercando Cristo, come il cacciatore va cercando la selvaggina. In Polonia, in Serbia, in Ukraina, in Romania, in Italia, per tutta l'Europa, da quattro anni, vedevo torme d'uomini pallidi andar frugando nelle case, nei cespugli, nei boschi, sui monti, nelle valli, per stanare Cristo, per ammazzarlo come un cane arrabbiato. Ma ero rimasto cristiano. (Curzio Malaparte)
  • In tutta la mia vita non ho mai conosciuto un uomo che non fosse capace di sopportare le disgrazie di un altro da perfetto cristiano. (Aleaxnder Pope)
  • Io credo che se un giorno diventerò cristiano sul serio, dovrò vergognarmi soprattutto, non di non esserlo diventato prima, ma di aver tentato prima tutte le scappatoie. (Søren Kierkegaard)
  • L'operatore cristiano agisce a partire dalla sua fede, portando l'amore che Dio ha come padre, a ciascun uomo e ciascuna donna, di qualunque credo, e soprattutto a coloro che soffrono. (Paul Josef Cordes)
  • La maggioranza dei cristiani, ahimè, non è mai passata dal Gesù personaggio — cioè un insieme di dottrine, di dogmi — a Gesù persona viva; non è passata mai da «Gesù Egli» a «Gesù Tu». Per questo la fede di molti cristiani è come il sole invernale, che illumina ma non riscalda. (Raniero Cantalamessa)
  • La parola d'ordine dei primi cristiani era «gioia», e dunque continuiamo a servire il Signore con gioia. (Madre Teresa di Calcutta)
  • La solitudine a cui noi cristiani non siamo stati preparati, è quella della nostra condizione di credenti, fra masse nelle quali la nostra fede, di per sè, ci imponeva un deserto. (Madeleine Delbrêl)
  • La speranza dei cristiani di possedere un bene infinito è permeata di gioia reale e di timore; difatti per essi non è come per coloro che s'aspettassero un regno di cui intanto non possiedono nulla, essendo dei sudditi; i cristiani invece sperano la santità, la liberazione dall'ingiustizia e ne posseggono qualcosa. (Blaise Pascal)
  • La vita è una totalità: amarla, custodirla, diffonderla in tute le sue manifestazioni è il modo di esistere da cristiani nel mondo. (Ernesto Balducci)
  • Le nostre azioni, le nostre opere di cristiani dovranno essere contrassegnate dall'apertura di una assoluta gratuità: questa stabilirà un continuo flusso di bene e di grazia tra il cielo e noi. E ci libererà da tutte quelle solidificazioni create dall'ambizione vanitosa di porre una finalità alle nostre azioni, anche a quelle che riteniamo più conformi alle qualità cristiane. Amiamo «per», preghiamo «per», facciamo delle opere sociali «per»; motivare l'amore non è amare, avere una ragione per donare non è dono puro, avere una motivazione per pregare non è preghiera. (Giovanni Vannucci)
  • Lo spirito di Cristo è radicalismo per amore e ogni cristiano deve adoperarsi per questo spirito. (Richard Gutzwiller)
  • Meglio dormire con un cannibale sobrio che con un cristiano ubriaco. (Herman Melville)
  • Mi hanno detto che i cristiani insegnano ad amare il prossimo. Vedendo cosa sono gli uomini, non posso, in fede mia, amare i miei simili. (Quo vadis?)
  • Nessun ebreo fu mai abbastanza stupido da diventare cristiano senza essere un uomo intelligente. (Israel Zangwill)
  • Nessuno è propriamente un credente cristiano, finché non trova in Gesù di Nazareth, crocifisso e risorto, la ragione e il contenuto del suo credere; finché non accetta di misurare la propria mentalità su quella di Gesù, detto il Cristo; non ha imparato da Lui a conoscere chi è Dio e chi è l'uomo; non ha trovato «logico» costruire la propria vita come «memoria» della sua. Quando Gesù Cristo è talmente il punto di riferimento della vita di un uomo, allora quel credente si qualifica come cristiano. «Un cristiano non è un libero pensatore». Per lui, al principio, non sta l'uomo, il suo pensiero, la sua forza, le sue possibilità. Al principio non sta neppure un'idea. Sta la carità di Dio: cioè quel dimostrarsi di Dio nell'uomo Gesù, che dice a noi concretamente tutta la verità. Di fronte a ogni proposta, o ricerca, o cammino, la preoccupazione dominante di un credente cristiano sarà sempre quella di non perdere il riferimento a Cristo; di non giudicarlo o «svuotarlo» secondo le sollecitazioni del momento, per lasciarci invece sempre giudicare da Lui, assumendo la comunione con Lui come criterio irrinunciabile di verità e di azione. (Giovanni Moioli)
  • Noi cristiani lo sappiamo, o dovremmo saperlo: la nostra fede è all'insegna dell'et et, non dell'aut aut. Non siamo esclusivisti. Dio è uno e trino. È Padre e Figlio e Spirito Santo. Gesù è Dio e uomo, vero Dio e vero uomo. Per il cristiano, l'uomo è carne e spirito, corpo e anima. Al cristiano piace integrare, includere, non ergere barriere. Con l'incarnazione Dio si è fatto uomo. La chiesa stessa vive all'insegna dell'et et. È chiesa di preghiera e di azione, di grandi asceti e grandi lavoratori, di contemplazione e di missione. Ora et labora, non ora aut labora. La chiesa ha i predicatori e i confessori, i monaci e le monache di clausura e i preti di strada. La chiesa accoglie tutti: poveri e ricchi, colti e incolti, giovani e vecchi. (Aldo Maria Valli)
  • Noi cristiani non dobbiamo avere paura o scandalizzarci a torto dei risultati della ricerca scientifica. (Pierre Teilhard de Chardin)
  • Noi non abbiamo che un Padre, quello che è nei cieli. Il cristiano che aspiri a non demeritar troppo questa tremenda qualifica deve accostumarsi a non ritenere mai nulla di suo, in quel che egli fa, ma a scoprire, per tutto, l'azione provvida e incessante di chi lo regge e lo guida dal cielo. (Ernesto Buonaiuti)
  • Non ci sarebbero più pagani, se ci comportassimo da veri cristiani. (Giovanni Crisostomo)
  • Non ci sono belve tanto infeste agli uomini quanto i più dei cristiani sono esiziali a se stessi. (Ammiano Marcellino)
  • Non possiamo non essere cristiani, anche se non seguiamo più le pratiche del culto, perché il cristianesimo ha modellato il nostro modo di sentire e di pensare in guisa incancellabile; e la diversità profonda che c'è fra noi e gli antichi [...] è proprio dovuta a questo gran fatto, il maggior fatto senza dubbio della storia universale, cioè il verbo cristiano. (Benedetto Croce)
  • Non sarà cristiano in avvenire chi non porterà anche agli animali, alle piante, ai metalli, quell'amore cristiano che finora egli portava soltanto all'uomo. (Alberto Savinio)
  • Non saremmo cristiani fedeli, se non fossimo cristiani in continua fase di rinnovamento! (Papa Paolo VI)
  • Non sono un credente perché non credo nel dogma cristologico e in altri dogmi. Ma sono cristiano perché sono nato e vissuto in questa civiltà cristiana, e so quanta parte della mia formazione, direi di me stesso, debba a questa civiltà di cui sono figlio, e che, ahimè! volge al tramonto. Per capire che cosa sia stato Gesù per l'umanità, basta pensare che cosa saremmo noi se Egli non fosse esistito, la figura più sublime che sia apparsa nella storia di tutti i tempi e di tutti i popoli. (Augusto Guerriero)
  • Ogni cristiano è invitato da Dio a vivere di fede: vedere ciò che non si vede, contemplare la sapienza di Dio nell'assurdità apparente della storia. (Pavel Nikolaevič Evdokimov)
  • Ora, se esistevano già prima di Filone il Vangelo e gli scritti degli Apostoli, e se Filone viveva già da 25 a 30 anni allorché sarebbe nato Cristo, chi non vede che l'esistenza dei cristiani è anteriore a Cristo stesso? (Emilio Bossi)
  • Parlo di cristiani. Ma dove sono in realtà i cristiani? Tutt'intorno non vedo che pseudocristiani, che vivono allo stesso modo dei miscredenti. Mentre, essere cristiano significa vivere in maniera diversa. Significa seguire la strada di Cristo, imitare Cristo. Significa rinunciare agli interessi personali, all'agiatezza e al potere, e volgere il viso ai poveri, ai semplici e ai sofferenti. Ma hanno forse fatto questo le Chiese? (Milan Kundera)
  • Per Cristo e per il cristiano, la grandezza sta in questo, che essendo sensibili alla sofferenza, la si accetta tuttavia per amore, appoggiandosi non solo sulla propria forza – è il secondo aspetto –, ma sulla forza di Dio, con la sicurezza che Dio non può permettere che noi soffriamo o siamo tentati oltre le nostre forze. (Jean Daniélou)
  • Per i cristiani trovarsi di fronte a una cosa incredibile è una bella occasione per credere. (Michel de Montaigne)
  • Per il cristiano, come per Gesù, si tratta di vivere, nel rendimento di grazie al Padre, le gioie umane che il Creatore gli dona. (Papa Paolo VI)
  • Per il cristiano è certa, reale soltanto l'esistenza del dio cristiano, per il pagano l'esistenza del dio pagano. (Ludwig Feuerbach)
  • Per ogni cristiano, la testimonianza della verità prende, in maniera visibile o oscura, la forma di una passione. (Jean-Marie Lustiger)
  • Per un cristiano, quella che chiamiamo vita è una preparazione a quello che chiamiamo l'aldilà, l'altra vita. (Jean Guitton)
  • Pur possedendo chiese ed immagini della Madonna, nel santuario dell'anima, Maria è talvolta assente. Occorre il vitale spirito mariano, il vero spirito di umiltà, di soprannaturalità, di amore, di fiducia, che forma il cristiano. Occorre la vita interiore che feconda tutta l'attività e l'apostolato del cristiano. (Giacomo Alberione)
  • Qualunque sia la facilità o la difficoltà d'imparare la grammatica, provati a confrontare la rozza fede con la cultura. Un Cristiano ignorante saprà a stento che cosa credere. (Coluccio Salutati)
  • Quando si è cristiani di qualunque sesso si sia non è permesso esser vili. L'anima del cristianesimo, se si può dir così, è il disprezzo di questa vita e l'amore dell'altra. (Fénelon)
  • Quando si incontra Dio, la prima scoperta è l'insignificanza di tutte le cose che anche oggi i cristiani, esclusi ovviamente i santi, prendono così ridicolmente sul serio. (André Frossard)
  • Questo sono i cristiani. Un miracolo nel mondo della violenza: il perdono delle vittime ai carnefici. (Antonio Socci)
  • Rivoluzioni ordinate non esistono, e poi, i cristiani sono nati per soffrire, e non per combattere. (John Osborne)
  • Se è vero che per essere un buon cristiano bisogna porgere l'altra guancia, è pur vero che Gesù Cristo, con molta intelligenza, di guance ce ne ha date soltanto due. (Il divo)
  • Se i cristiani credessero effettivamente a Cristo farebbero il più delle volte il contrario di ciò che fanno e sarebbero l'opposto di quel che sono in quasi tutte le ore della vita cioè superbi, avidi, avari, vendicativi, violenti, carnali e bestiali. (Giovanni Papini)
  • Se nell'esser cristiani non vi è ogni momento, come al principio, assolutamente il più grande pericolo umano possibile, il Cristianesimo è abolito. (Søren Kierkegaard)
  • Se non abbiamo fatto qualche cosa nel mondo non è perché siamo cristiani, ma perché non lo siamo abbastanza. (Lia Varesio)
  • Se tu dici: – Io sono un Giudeo, – nessuno si preoccuperà. Se tu dici: – Io sono Romano, – nessuno si sentirà scosso. Se tu dici: – Io sono un Greco, un barbaro, uno schiavo, un libero, – nessuno si turberà. Se tu dici: – Io sono un cristiano, – tutti si agiteranno. (Vangelo secondo Filippo)
  • Si potrebbe dire che le beatitudini sono come il "clima spirituale" di tutta la nostra vita cristiana; quando le beatitudini diventano qualche cosa di totalmente estraneo, non siamo cristiani. (Marie-Dominique Philippe)
  • Siano, le anime dei cristiani, come altari sui quali si ripetano e si ravvivano le varie fasi del Sacrificio che immola il Sommo Sacerdote: i dolori, cioè, e le lacrime che lavano ed espiano i peccati; la preghiera a Dio rivolta che si eleva fino al cielo; la propria immolazione fatta con animo pronto, generoso e sollecito e, infine, l'intima unione con la quale abbandoniamo a Dio noi e le nostre cose e riposiamo in Lui. (Papa Pio XII)
  • Siate attenti alla oggettività del vero e del bello, del nuovo, dell'amoroso, che accompagna la presenza del cristiano del mondo, sempre. Se per un minimo l'uomo cristiano aderisce alla sua fede, porta realmente questa novità. Voi siete nelle condizioni ancora più privilegiate, perché siete stati chiamati a portare il contributo della vostra buona volontà, come aiuto ai vostri compagni e ai vostri amici. (Luigi Giussani)
  • Siate, Cristiani, a muovervi più gravi: | non siate come penna ad ogne vento, | e non crediate ch'ogne acqua vi lavi. | Avete il novo e 'l vecchio Testamento, | e 'l pastor de la Chiesa che vi guida; | questo vi basti a vostro salvamento. | Se mala cupidigia altro vi grida, | uomini siate, e non pecore matte, | sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida! (Dante Alighieri, Divina Commedia)
  • [Motivando il titolo del libro Memorie di un cristiano] So che per questo titolo mi condanneranno. Alcuni – i più – diranno: sarebbe ora che la smettesse con queste sciocchezze. Al giorno d'oggi lo capiscono tutti che la fede cristiana è una delle tante religioni. E tutte le religioni sono superstizioni, sono cioè quel materiale che più di ogni altra cosa intralcia l'evoluzione dell'umanità. Altri diranno: come, di un cristiano? Chi può dire di sé: io sono un cristiano? Il vero cristiano è innanzitutto umile e non osa definir sé stesso cristiano né tantomeno dichiararsi tale sulla carta stampata. Mi condannino pure, ma io metterò questo titolo. Non mi fa paura che mi si accusi di essere retrogrado perché non soltanto non ritengo che la religione sia una superstizione, ma, al contrario, ritengo che la verità religiosa sia l'unica verità accessibile all'uomo, e la dottrina cristiana io la ritengo una verità che – lo vogliano riconoscere gli uomini o no – si trova a fondamento di tutto il sapere umano, e non mi fa paura nemmeno mi si condanni perché ho l'orgoglio di chiamarmi cristiano, dato che le parole: io sono un cristiano, le intendo diversamente da come le si intende di solito. (Lev Tolstoj)
  • Solo di una cosa bisogna avere paura: di non essere cristiani, di essere, come diceva Gesù, un «sale senza sapore», una luce spenta o un lievito senza vita. (Andrea Santoro)
  • Sono cristiano, confesso di esserne orgoglioso e di lottare con ogni mezzo per essere riconosciuto come tale. (Giustino martire)
  • Tutti coloro, singoli o associati, che si gloriano del nome di cristiani, devono, se non dimenticano il proprio dovere, alimentare non le inimicizie e le rivalità tra le classi sociali, ma la pace e il mutuo amore. (Papa Pio X)
  • Un cristiano è perfettamente libero da tutti, soggetto a nessuno. Un cristiano è un servo di tutti, soggetto a tutti. (Martin Lutero)
  • Un cristiano è tale in quanto la sua vita dice qualcosa, non in quanto decide lui di essere cristiano. (Sabino Chialà)
  • Un cristiano ha eminentemente quelle qualità che un antico domanda a uno storico... un buon senso per le cose del mondo, una gradevole espressione (François-René de Chateaubriand)
  • Un cristiano non può considerare "giustificabili" l'odio o l'esecrazione in nessuna occasione e qualunque sia la tua opinione in merito non ci sono dubbi sulle conseguenze pratiche che la cosa avrebbe su di te. Potresti ingoiare una dose di acido prussico in due sorsi e pensare di proteggerti dicendo: «Questo è per Robespierre, quest'altro è per l'assassino di Bristol», ma sarà difficile avere dubbi su chi beneficerà del veleno. (Emmet Fox)
  • Una delle grandi fortune dell'essere cristiani sta anche in questa libertà di dialogo e di rapporto con tutti. (Ernesto Olivero)
  • Vergogna su quanti tra noi sono Cristiani e non seguono la via del Salvatore del mondo la cui vita fu piena di bontà, umiltà e martirio! Se avessimo vissuto secondo le leggi che Egli ci ha dato e se fossimo stati degni di essere chiamati Cristiani la pace avrebbe regnato su questa terra. Gli uomini furono concepiti per essere come gli angeli viventi che incessantemente cantano le lodi al Dio Eterno. Se fosse stato così, i popoli della terra non sarebbero stati divisi lungo linee di inimicizia. In verità non c'è ragione legittima né buona causa che possa giustificare la guerra. (Haile Selassie)
  • Vi spiegherò perché non sono cristiano. E qui bisogna subito chiarire il significato della parola. Oggi molti la usano non sempre a proposito. Certuni definiscono cristiano la persona che cerca di condurre una vita retta. Esisterebbero allora cristiani in ogni setta e credo religiosi. Forse che tra i buddhisti, i confuciani, i maomettani non figurano persone ammodo? Certamente non è questo il vero significato della parola. Per venire a buon diritto chiamati cristiani, occorre molta fede, e ben definita. La parola, ora, non ha la stessa chiara applicazione dei tempi di sant'Agostino e di san Tommaso, quando dogmi precisi erano accettati con profonda convinzione. (Bertrand Russell)
  • Il cristiano vive riferito a Cristo.
  • La più grande sventura per un cristiano non è perdere la salute e la vita, ma il buon sapore di Cristo, la sua grazia.
  • Se la missione è attrazione, il cristiano dovrebbe vivere in modo tale da fare "invidia" ad altri che, sorpresi, si chiederanno il segreto di questo singolare modo di stare nel mondo. Il nostro segreto non è esclusivo, poiché Dio abita dove lo si fa entrare.
  • Se per nessuno è possibile l'assenteismo sociale, per i cristiani è un peccato di omissione.
  • Vivere da cristiani è bello, ma impegnativo, spesso difficile: chiede anche di andare contro corrente, di non pensare e agire secondo le mode del mondo. La preghiera è incontro con il Signore e scuola di vita.
  • Chi è il cristiano? Uno che impegna la propria vita per i fratelli, perché egli stesso è debitore della vita al crocifisso. Ma che cosa può dare seriamente ai fratelli? Non soltanto cose visibili; il suo dono – ciò che è stato dato a lui stesso – affonda nelle cose invisibili di Dio.
  • Il cristiano che, avendo nella preghiera dimestichezza con lo Spirito santo di Gesù che continuamente guida e comanda, è in grado di sentire di dover abbandonare l'intero suo progetto a favore del disegno di Dio: ecco il cristiano maturo!
  • Il cristiano che è interrogato e che interroga è più che mai isolato.
  • Il cristiano deve continuamente determinare il proprio posto, per poter rettamente pregare ed agire.
  • Il cristiano deve saper vedere tramonti attorno a sé, senza che per questo il suo sole scompaia; deve essere povero con i fratelli (spiritualmente) poveri e tuttavia non deve rinnegare la sua ricchezza.
  • Il cristiano è mandato allo scoperto, dove «deve restare saldo» con l'unico «scudo della fede» e l'elmo della salvezza» e «la spada dello spirito, che è la parola di Dio, con ogni sorta di preghiera e di supplica» come armi di difesa e di offesa.
  • Il cristiano incontra Cristo nel prossimo, non fuori di lui o al di là di lui.
  • Il cristiano si differenzia dagli altri uomini per il fatto che per lui il rapporto tra essere e dover essere si è rovesciato.
  • Il cristiano sta sulla soglia della vita, dove tutto si schiude, tutto promette, tutto subisce una trasfigurazione profonda, per nulla superficiale, vera e non verniciata.
  • Ogni cristiano deve essere missionariamente aperto anche al mondo non cristiano, anzi in modo più intenso di quanto lo possa essere la comunità ecclesiale in quanto tale.
  • Un cristiano deve sempre, che egli vegli o dorma, che preghi o che lavori, che taccia o che parli, stare a disposizione, poiché egli già da sempre è stato posto a disposizione.
  • Un cristiano non può essere tranquillo perché salvo, mentre un fratello è perduto, egli condivide i sentimenti e la preoccupazione del Buon Pastore.
  • All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva.
  • Il cristiano non deve essere tiepido. L'Apocalisse ci dice che questo è il più grande pericolo del cristiano: che non dica di no, ma un sì molto tiepido. Questa tiepidezza proprio discredita il cristianesimo. La fede deve divenire in noi fiamma dell'amore, fiamma che realmente accende il mio essere, diventa grande passione del mio essere, e così accende il prossimo. Questo è il modo dell'evangelizzazione: «Accéndat ardor proximos», che la verità diventi in me carità e la carità accenda come fuoco anche l'altro. Solo in questo accendere l'altro attraverso la fiamma della nostra carità, cresce realmente l'evangelizzazione, la presenza del Vangelo, che non è più solo parola, ma realtà vissuta.
  • Non si può essere cristiani a spese dell'essere uomini; e per essere uomini si intende poi ciò che pare e piace a ciascuno. Esser cristiani è un optional gradito, ma non deve costare nulla... Cristo è salito sulla croce: un Gesù disponibile a tollerare tutto non sarebbe stato crocifisso.
  • Un cristiano non può essere mai triste perché ha incontrato Cristo, che ha dato la vita per lui.
  • I battimani sono una droga da cui i cristiani dovrebbero guardarsi con più attenzione.
  • Io non ho paura della civiltà moderna, se noi cristiani sapremo immettere negli uomini di oggi la verità e l'amore, e sapremo con i racconti su Gesù e sul Padre far sentire la nostalgia del cielo.
  • Per il cristiano, rendere conto della propria speranza significa rendere conto agli uomini della speranza che Dio pone in essi, della fiducia che accorda loro, con cui li ama.
  • [I cristiani] Deridono coloro che adorano Zeus perché a Creta se ne mostra la tomba; ciò non di meno venerano colui che è risorto dalla tomba, senza sapere come né perché i Cretesi si comportano in questo modo.
  • I Cristiani sono impostori, ed evitano accuratamente le persone più sofisticate, perché poco disposte a lasciarsi ingannare; e adescano invece gli zotici.
  • I Cristiani stringono fra loro dei patti che violano le istituzioni tradizionali. I patti possono essere palesi, quando si fanno in conformità alle leggi, oppure occulti, quando vengono stipulati contro le istituzioni tradizionali. La cosiddetta agape dei Cristiani nasce dal pericolo comune, e vale assai più dei giuramenti. I patti fra Cristiani contravvengono alla legge comune.
  • La loro morale è banale, e in confronto a quella degli altri filosofi non insegna alcunché di straordinario o di nuovo.
  • Che modestia negli Antichi! Epitteto dice della Provvidenza: «Non ha potuto fare di meglio». Quale teologo cristiano avrebbe avuto l'onestà di dire la stessa cosa del suo dio?
  • Disprezzo il cristiano perché è capace di amare i suoi simili da vicino. A me, per riscoprire l'uomo ci vorrebbe il Sahara.
  • Gli asceti cristiani pensavano che solo il deserto fosse senza peccato, e lo paragonavano agli angeli. In altre parole, non c'è purezza se non là dove non nasce nulla.
  • L'idea che ho potuto – come tutti – essere sinceramente cristiano, fosse anche per un solo secondo, mi getta nello smarrimento. Il Salvatore mi annoia. Sogno un universo immune da intossicazioni celesti, un universo senza croce né fede.
  • Il corrotto è fisso in uno stato di sufficienza, non sa cosa sia l'umiltà. Gesù, a questi corrotti, diceva: "La bellezza di essere sepolcri imbiancati", che appaiono belli, all'esterno, ma dentro sono pieni di ossa morte e di putredine. E un cristiano che si vanta di essere cristiano, ma non fa vita da cristiano, è uno di questi corrotti.
  • Noi cristiani forse abbiamo perso un po' il senso della adorazione, e pensiamo: andiamo al Tempio, ci raduniamo come fratelli – quello è buono, è bello! – ma il centro è lì dove è Dio. E noi adoriamo Dio.
  • Noi cristiani non vogliamo adorare niente e nessuno in questo mondo se non Gesù Cristo, che è presente nella santa Eucaristia. Forse non sempre ci rendiamo conto fino in fondo di ciò che significa questo, di quali conseguenze ha, o dovrebbe avere questa nostra professione di fede. Questa nostra fede nella presenza reale di Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, nel pane e nel vino consacrati, è autentica se noi ci impegniamo a camminare dietro a Lui e con Lui.
  • Non siate mai uomini e donne tristi: un cristiano non può mai esserlo!
  • Non siate sciocchi, ricordate, un cristiano non può permettersi il lusso di essere sciocco.
  • Dobbiamo ammettere realisticamente e con profonda sofferenza, che i Cristiani oggigiorno si sentono smarriti, confusi, perplessi ed anche delusi; vengono diffuse tante idee che si oppongono alla verità come è stata rivelata e insegnata da sempre; vere e proprie eresie si sono diffuse nelle aree del dogma e della morale, creando dubbi, confusioni e ribellioni; la liturgia è stata alterata; immersi in un relativismo intellettuale e morale e quindi nel permissivismo, i Cristiani sono tentati dall'ateismo, dall'agnosticismo, da un illuminismo vagamente morale e da una cristianità sociologica priva di dogmi o di una moralità obbiettiva.
  • Fissare gli occhi sul volto di Cristo, riconoscerne il mistero nel cammino ordinario e doloroso della sua umanità, fino a coglierne il fulgore divino definitivamente manifestato nel Risorto glorificato alla destra del Padre, è il compito di ogni discepolo di Cristo; è quindi anche compito nostro. Contemplando questo volto ci apriamo ad accogliere il mistero della vita trinitaria, per sperimentare sempre nuovamente l'amore del Padre e godere della gioia dello Spirito Santo.
  • Per noi cristiani ogni giorno può e deve essere Avvento; può e deve essere Natale! Perché, quanto più purificheremo le nostre anime, quanto più faremo spazio all'amore di Dio nel nostro cuore, tanto più Cristo potrà venire e nascere in noi.
  • Chiunque non confidi nell'uomo è, in fondo, un cristiano.
  • Essere cristiani è trovarsi di fronte a colui cui non possiamo nasconderci, di fronte a cui non possiamo mascherarci. È assumersi il peso di dire la verità anche quando offende.
  • Il cristiano moderno sente l'obbligo professionale di mostrarsi affabile e allegro, di sfoggiare un benevolo sorriso a trentadue denti, di ostentare cordialità ossequiosa per convincere il miscredente che il cristianesimo non è religione «ombrosa», dottrina «pessimista», morale «ascetica». Il cristiano progressista ci stringe forte la mano con ampio sorriso elettorale.
  • Cristiani che uccidono, ah! Siamo a corto di idee su questo pianeta, non è vero?
  • Ho fatto questo spettacolo in Alabama e questi tre bifolchi mi incontrarono dopo lo spettacolo. "Signor tipo divertente, vieni qui. Ehi amico, siamo cristiani, non ci piace quello che hai detto!". Ho risposto: "Allora perdonatemi".
  • Molti cristiani portano croci attorno al collo. Pensate che quando Gesù tornerà, vorrà vedere una fottuta croce? È come andare da Jackie Onassis con su un ciondolo a fucile.
  • La gioia del cristiano è come un raggio di sole che brilla da una lacrima, una rosa fiorita su una macchia di sangue, essenza d'amore distillata dal dolore, [...] per questo ha la forza apostolica di uno squarcio di Paradiso.
  • Non c'è cristiano senza la croce. Se non portiamo la nostra croce non possiamo seguire Gesù che sale al Calvario portando la sua croce. La croce è la radice della carità. Con essa abbiamo una vita solida, ben piantata, protetta contro le tempeste. Con essa si cammina sicuri. Due grandi amori deve possedere il nostro cuore: Maria come punto d'arrivo e la croce come mezzo per essere un'altra lei nel mondo, e adempiere i disegni di Dio.
  • Occorre, per essere cristiani, amare questo prossimo ora. Quindi non un amore platonico, non un amore ideale: amore fattivo.
  • Per amare, il cristiano deve fare come Dio: non attendersi di essere amato, ma amare «per primo».
  • È finito il tempo di fare da spettatore sotto il pretesto che si è onesti e cristiani. Troppi ancora hanno le mani pulite perché non hanno mai fatto niente. Un cristiano che non accetta il rischio di perdersi per mantenersi fedele a un impegno di salvezza, non è degno d'impegnarsi col Cristo.
  • Il cristiano che si ferma e si chiude invece di camminare rischia di smarrire la coscienza della cattolicità.
  • Il cristiano è l'uomo finalmente promosso a uomo.
  • Il cristiano è un "uomo di pace", non un "uomo in pace": fare la pace è la sua vocazione.
  • Il cristiano non può rifiutare che il male, per comporre cattolicamente ogni cosa buona.
  • L'uomo che manca all'uomo è ingiusto; il cristiano che manca al cristiano è sacrilego.
  • Nessuno è più viandante di un cristiano. Un altro può sostare ove gli piace, poiché davanti ad ogni sorgente l'attende una sete. Il cristiano, ha la sete di tutte le cose visibili e invisibili; la sete che non si può frazionare in piccole avventure, saldato com'è a Qualcuno, che pur non conoscendo ancora bene, pur non sapendo con qual nome chiamarlo, sa di dover cercare in un'Avventura che gli impone il ritorno qualora la strada non cammini.
  • Quanti cristiani, per assicurarsi un diritto all'odio, si tramutano in farisei che non vedono fratelli, ma pubblicani, ma samaritani, ma pagani.
  • Un cristiano deve fare la pace anche quando venissero meno "le ragioni di pace".
  • Quest'uomo che si considera cristiano, si è tirato un colpo di revolver perché non era più d'accordo col mondo che è stato creato. Ha fatto un segno di croce sul revolver, l'ha baciato e se n'è andato.
  • Se fossi stato cristiano credente, mi sarei fatto prete. E sarei stato un santo. Perché o un credente è santo o non è un credente.
  • Vorrei essere cristiano solo per pochi istanti, così da poter pregare per l'anima di Pompeo e per quella di Malatesta, come Dante fece pregare papa Gregorio per l'anima dell'imperatore Traiano. L'idea di Dante, idea sublime: questo è il cristianesimo. Ebbi questo pensiero molto giovane, probabilmente bambino. Ma pensavo a Scipione e non a Malatesta, di cui ignoravo l'esistenza.
  • È compito specifico del cristiano opporsi al mondo.
  • I veri cristiani sono vigilanti, e i cristiani incoerenti non lo sono.
  • Per i cristiani, una visione poetica delle cose è un dovere: siamo tenuti a colorire tutte le cose con le tinte della fede, a riconoscere in ogni evento un divino significato e una tendenza soprannaturale.
  • Come appariva [...] un tale Germano «migliorato», sedotto al chiostro? Come una caricatura d'uomo, come un aborto: era diventato «peccatore», stava in una gabbia, lo si era rinserrato tra idee semplicemente terribili... Ora se ne stava lì, malato, meschino, incattivito contro se stesso: pieno di odio verso gli impulsi alla vita, pieno di sospetto per tutto quanto fosse ancora forte e felice. Insomma, un «cristiano»...
  • L'elemento criminale nell'essere cristiani aumenta nella misura in cui ci si avvicina alla scienza. Il criminale dei criminali è perciò il filosofo.
  • La decisione del cristiano di trovare brutto e malvagio il mondo ha reso il mondo brutto e malvagio.
  • Non già il loro amore per il prossimo, bensì l'impotenza del loro amore per il prossimo impedisce agli attuali cristiani di metterci [...] sul rogo.
  • Il "regno di Dio" voluto da Gesù, non fu ancora attuato. Passati i pericoli dei primi anni del cristianesimo, molti vollero dirsi cristiani, ma quasi nessuno si ricordò de' principii di Cristo.
  • Voi potete anche andare in chiesa ogni giorno; voi potete ogni giorno confessarvi e comunicarvi; voi potete recitare quante preghiere volete; ma se assistete indifferenti alle miserie e alle ingiustizie che vi circondano, se nulla fate perché esse debbano scomparire, voi non avete nulla di comune con Cristo e i suoi seguaci, voi non avete capito nulla delle loro dottrine, voi non avete il diritto di chiamarvi cristiani...
  • Voi vi dite cristiani, perché recitate le preghiere che vi insegnarono i vostri parenti; perché andate alla messa e alla benedizione; perché infine vi confessate, vi comunicate e osservate tutte le altre pratiche del culto cattolico. Ma credete voi che questo basti per chiamarsi cristiani?
  • Con tutto il suo impegno per la felicità terrena, la giustizia e il superamento dell'egoismo sociale, il cristiano attende la vita eterna con Dio, sapendo naturalmente che la può conseguire, e con essa la redenzione promessa dal Signore, soltanto attraverso l'atteggiamento di un amore incondizionato verso il prossimo.
  • Il cristiano deve, in ultima analisi, prendere la propria decisione davanti alla croce di Cristo. Qui sta la sua salvezza, qui appare con chiarezza ai suoi occhi il senso della sua esistenza. Ma sulla croce, come dice San Paolo, Dio vince mediante l'impotenza e la follia di Colui che vi muore sopra, benché Paolo fosse incrollabilmente convinto che con il Crocefisso è giunto il regno definitivo di Dio. Il cristiano deve prendere le sue decisioni secondo i criteri proclamati da Gesù nel discorso della montagna. Deve abbracciare la follia della croce, che è richiesta come vera sapienza del cristiano.
  • Ma certamente in molti casi possiamo trovarci d'accordo con i marxisti. Che i poveri debbano essere trattati in maniera più decente; che non sia lecito opprimere i deboli; che in America Latina vi siano tremende ingiustizie sociali: su questi e simili dati, cristiani e marxisti possono benissimo trovarsi d'accordo. Là dove la povera gente viene sfruttata, il marxista e il cristiano devono lottare insieme per l'eliminazione di un simile sfruttamento.
  • In un mondo che conosce nuove divisioni, ma non meno radicali di quelle di ieri, i cristiani rappresentano umilmente una comunità che testimonia la familiarità tra i popoli e l'amicizia con i poveri.
  • La forza "umile" del cristiano può andare incontro a insuccessi, ma resta animata da una fiducia che non ha la sua misura nel risultato immediato.
  • Nei varchi delle divisioni tra cristiani, si insinua il grande male della guerra.
  • Il Cristiano può dubitare circa qualunque cosa particolare, se Iddio voglia o in questo o in quel modo farla strumento della sua gloria; ma riguardo a tutta la Chiesa di Gesù Cristo, egli non può dubitare, perciocché è certo che essa è stabilita sì come il grande strumento e il gran mezzo onde Egli sia glorificato innanzi a tutte le creature intelligenti.
  • Il vero Cristiano che desidera di rivolgersi a quella perfezione a cui è chiamato, dee proporsi di seguire, in tutte le operazioni della sua vita, sempre ciò che crede più caro al suo Dio, di sua maggior gloria e volontà.
  • Non può adunque il Cristiano giammai sbagliare, quando si propone tutta la santa Chiesa per oggetto de' suoi affetti, de' suoi pensieri, de' suoi desideri e delle sue azioni; perciocché egli sa di certo che la volontà di Dio è questa, che la Chiesa di Gesù Cristo sia il gran mezzo, pel quale venga pienamente glorificato il suo nome.
  • Non bisogna già che si smarrisca il Cristiano né punto né poco, o che s'arresti, se le cose esterne fanno la loro impressione sopra di lui.
  • Tutti i Cristiani, cioè i discepoli di Gesù Cristo, in qualunque stato e condizione si trovino, sono chiamati alla perfezione; conciossiaché tutti sono chiamati al Vangelo, che è la legge di perfezione; e a tutti egualmente fu detto dal divino Maestro: «Siate perfetti, siccome il Padre vostro celeste è perfetto» (Mt 5, 48).
  • È difficile che un buon cristiano possa estraniarsi dalla sorte dei suoi simili. Il fratello maggiore non può disinteressarsi dei fratelli minori. Anche Cristo andò nel deserto, ma per un tempo limitato.
  • È scandaloso che un cristiano ponga l'ubbidienza prima della verità. [...] Se, ad esempio, il capo della Chiesa predica l'odio e benedice le armi, cioè il contrario di quello che Cristo ha insegnato, i cristiani devono continuare a ubbidirgli?
  • Non lasciate avvelenare il vostro cuore dall'odio verso i falsi cristiani che ci perseguitano. Quei disgraziati che fanno commercio di Cristo, meritano soltanto la nostra pietà. Malgrado l'oro che essi ammucchiano, sono dei poveretti da commiserare. Malgrado le armi, la servitù in livrea, le vesti di seta, il cerimoniale faraonico di cui si attorniano, quelli di essi che vi trovano piacere, sono degli incoscienti, gli altri, degli infelici.
  • Il tesoro del cristiano non è sulla terra, ma in cielo. Il nostro pensiero perciò deve volgersi dov'è il nostro tesoro.
  • Figli miei, penso spesso che la maggior parte dei cristiani che si dannano, si dannano a causa della loro ignoranza.
  • Il demonio lascia in pace i cattivi cristiani: nessuno se ne occupa.
  • Molti sono i cristiani, figli miei, che non sanno assolutamente perché sono al mondo.
  • Anche un bambino può vedere la discrepanza tra quello che i galilei [termine derogatorio per i cristiani] dicono di credere e quello che effettivamente credono: ci sono le loro azioni a rivelarlo. Una religione di fratellanza e di amore che ogni giorno miete vittime fra quelli che non sono d'accordo con la sua dottrina si può giudicare soltanto ipocrita, se non peggio.
  • I cristiani, molto abilmente, hanno indotto nei loro riti quasi tutti gli elementi popolari dei culti di Mitra, di Demetria e di Dioniso. Il cristianesimo moderno è un'enciclopedia della superstizione tradizionale.
  • [Sui cristiani] I loro giorni di splendore sono finiti. Non solo ho proibito che perseguitino gli ellenisti, ho anche proibito che si perseguitino fra loro. E loro mi giudicano insopportabilmente crudele!
  • Nulla al mondo eguaglia in ferocia un vescovo a caccia di "eresie", come i cristiani chiamano le opinioni diverse dalle loro. E sono particolarmente sicuri di sé, su un argomento che ignorano completamente, come tutto il resto dell'umanità. Intendo la morte.
  • Una setta che mira solo a distruggere una civiltà nata al suono della lira del cieco Omero.
  • Come strada per arrivare alla natura di Dio, come strumento per spiegare il suo essere noi dobbiamo usare proprio ciò che noi, come cristiani, sperimentiamo di Dio. Se volessimo rinunciarvi, ci chiuderemmo nel nostro mondo terreno.
  • L'inizio è la forma della vita cristiana. Essere cristiano è un'eterna promessa, che non è mai del tutto attuata sulla terra, è un tendere, cercare, lottare, bussare e anelare a qualcosa che si apre sempre senza essere mai del tutto aperto, che è perennemente in germe.
  • Un cristiano che rifiutasse di morire dopo essersi confessato sarebbe indegno della vita.
  • Essere cristiano è far sbocciare tutti i fiori nella certezza che l'amore avrà l'ultima parola.
  • Molti cristiani vedono la Chiesa come una società di assicurazione dove basta versare il premio alla scadenza giusta per assicurarsi la salvezza eterna.
  • Noi cristiani non abbiamo ragione contro nessuno: noi abbiamo ragione per tutti.

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