Israel Zangwill

scrittore, drammaturgo e umorista inglese

Israel Zangwill (1864 – 1926), commediografo britannico.

Israel Zangwill

Citazioni di Israel ZangwillModifica

  • Gratta il cristiano e troverai il pagano – rovinato.
Scratch the Christian and you find the pagan — spoiled. (da Children of the Ghetto, libro 2, cap. 6)
  • Nessun ebreo fu mai abbastanza stupido da diventare cristiano senza essere un uomo intelligente.
No Jew was ever fool enough to turn Christian unless he was a clever man. (da Children of the Ghetto, libro 1, cap. 7)
  • Se il vostro occhio destro vi offende, strappatevelo; se il vostro braccio destro vi offende, tagliatevelo. E se la vostra ragione vi offende, diventate cattolico. (citato in Giuseppe Rensi, Le aporie della religione. Studio sul problema religioso, Casa editrice Etna, Catania, 1932, p. 245)
If your right eye offends you, pluck it out; if your right arm offends you, cut it off. And if your reason offends you, become a Catholic. (da From a Mattress Grave, in Dreamers of the Ghetto, cap. 9)

Citazioni su Israel ZangwillModifica

Luigi TonelliModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Israele Zangwill, scrittore inglese celebrato in patria, non ignoto in Francia, [...]; è affatto sconosciuto in Italia, dove soltanto ora appare la traduzione d'uno dei migliori suoi libri: I Sognatori del Ghetto, e dove non ha trovato ancora il suo critico. Spero che il successo, che coronerà indubbiamente questa prima fatica, paziente ed amorosa, del traduttore Gian Dàuli, incoraggerà l'Editore a tentare la traduzione di altri scritti dello Zangwill: ché veramente in tanta penuria d'opere spirituali, che elevino l'anima alla meditazione de' suoi più profondi problemi, la lettura di esso può fare assai bene.
  • Egli è ebreo, e ama la sua razza. L'ama perché ha vissuta la parte migliore della sua vita nei limiti angusti e profondi del culto dei padri; perché ne conosce tutta la storia, da Mosè al Congresso sionistico di Basilea, per tutti i paesi, ove fu un Ghetto: da Smirne ad Amsterdam, da Roma al Cairo, da Gerusalemme a Londra e Nuova York...; perché infine il suo spirito artistico trova soddisfazione soltanto nel descrivere il mondo ebraico, nel rivivere la sua storia, nel ritrarre gli stati d'animo per cui passarono gli ebrei nei momenti più diversi della loro civiltà. La sua tavolozza ha infatti colori orientali: il grigio, l'oro, il violaceo, l'indaco..., e le sue linee, sfumate, e le proporzioni, bizzarre. La sua musica è lenta, solenne, malinconica, quasi disperata, come una nenia ebraica. Ma, vinta la prima ripugnanza e incertezza, appare una pallida e soave luce, tremolante all'orizzonte tenebroso, e s'ode una dolce melodia incrinare il rombo dominante.. È la luce della speranza; la melodia dell'amore... Qui è forse l'originalità di Israele Zangwill.
  • Zangwill sogna l'affratellamento delle religioni, riconosciute tutte egualmente vere, rispetto al popolo e al tempo, che le videro nascere e prosperare; e crede che lo spirito, che informò il Giudaismo e il Cristianesimo, e mosse il Maomettismo e il Protestantesimo, si ravviverà ancora, e ispirerà la nuova Conoscenza, che ancora giace morta e sconosciuta fuori dell'Umanità...

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