Così parlò Bellavista

film del 1984 diretto da Luciano De Crescenzo

Così parlò Bellavista

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Titolo originale

Così parlò Bellavista

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1984
Genere commedia
Regia Luciano De Crescenzo
Sceneggiatura Riccardo Pazzaglia e Luciano De Crescenzo
Produttore Mario Orfini, Emilio Bolles
Interpreti e personaggi

Così parlò Bellavista, film italiano del 1984 diretto e interpretato da Luciano De Crescenzo.

  • Lui tiene pure dei terreni, a Nocera... però Inferiore. (Salvatore) [Alludendo a Bellavista]
  • Guagliu', stateme a senti': questo è il bene [Disegnando alla lavagna un punto interrogativo]... e questo è il male [Disegnando un punto esclamativo]. Il bene è il dubbio, quando voi incontrate una persona che ha dei dubbi state tranquilli, vuol dire che è una brava persona, vuol dire che è democratico, che è tollerante, quando invece incontrate questi qui [Indicando il punto esclamativo], quelli che hanno le certezze, la fede incrollabile, e allora stateve accorte, vi dovete mettere paura, perché ricordatevi quello che vi dico: la fede è violenza, la fede in qualsiasi cosa è sempre violenza. Gli uomini, invece, gli uomini si dividono in uomini d'amore e uomini di libertà, a secondo se preferiscono vivere abbracciati gli uni con gli altri, oppure preferiscono vivere da soli e non essere scocciati. (Bellavista)
  • Siamo angeli con un'ala soltanto, e possiamo volare solo restando abbracciati. (Luigino il poeta)
  • 'A droga mia 'a tengo dinto 'o core, 'a cocaina mia se chiamma ammore. (Luigino il poeta)
  • La doccia è milanese perché ci si lava meglio, consuma meno acqua e fa perdere meno tempo. Il bagno invece è napoletano: un incontro con i pensieri. (Bellavista)
  • 'Stu Cazzaniga! (Bellavista)
  • Save', questa è civiltà. Lo sconto è un atto d'amore del venditore per il compratore. In un paese veramente civile lo sconto dovrebbe essere obbligatorio e diverso da persona a persona, hai capito? (Bellavista)
  • Come si fa a capire quando uno è stoico e quando uno è epicureo? È una cosa semplicissima: gli stoici amano i grandi obiettivi posti al di là della vita e per questi obiettivi loro sono disposti a morire [...]. I cristiani sono stoici, eh sì, perché i cristiani che cosa vogliono? Vogliono la felicità eterna e come dicono i cristiani: siamo nati per soffrire. [...] I marxisti sono stoici perché vogliono la giustizia per tutti e per questa giustizia sono disposti a sopportare la dittatura del proletariato e la rivoluzione, che detto tra di noi sono cose scomodissime. Cazzaniga è stoico, si alza alle sei e mezza alla mattina perché vuole diventare direttore generale dell'Alfa Romeo. Noi no, noi siamo epicurei, noi ci accontentiamo di poco, purché questo poco ci venga dato al più presto possibile. (Bellavista)
  • La verità è, signora, che il vero bisogno dell'uomo di oggi è questo di buttare e comprare, buttare e comprare, perché questo è il consumismo. Questo è l'origine di tutti i nostri guai. (Bellavista)
  • Si è sempre meridionali di qualcuno. (Bellavista)
  • [...] In questo mondo del progresso, in questo mondo pieno di missili e bombe atomiche, io penso che Napoli sia ancora l'ultima speranza che resta all'umanità per sopravvivere. (Bellavista)

Dialoghi

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  • Vecchietta al balcone: E che fate, ve ne andate? E ccà sta tutta 'a munnezza 'nterra!
    Saverio: Nun ve preoccupate signo'! Torno fra mezz'ora a passare la cera.
  • Bellavista: Mo' arriva Cazzaniga e mi mette lo scompiglio nella vita, me sposta 'a'ntenna, me sposta 'a cassetta.
    Salvatore: Ve sposta 'a nervatura...
    Bellavista: E chest'è!
    Salvatore: Però voi non vi dovete arrabbiare prufesso', quella è 'n'ata razza, se bevono 'o ttè! E non è che lo bevono per far vedere agli altri: pure quando stanno soli! Lle piace!
    Bellavista: Salvato', si possono bere anche il veleno, non me ne importa, non possono mettere lo scompiglio nel palazzo!
  • Bellavista: Sentite, dal momento che siete così gentile, potrei farvi una domanda personale?
    il cammorrista: Dite pure.
    Bellavista: Ma siete nato a Napoli?
    il cammorrista: Sì, perché?
    Bellavista: A Napoli, Napoli... o provincia?
    il cammorrista: No, di Napoli centro, sono nato 'n'gopp [sopra] 'e quartieri.
    Bellavista: Da genitori stranieri?
    il cammorrista: No, da genitori napoletani! Ma perché mi state facendo questo interrogatorio?
    Bellavista: Perché mi sembra strano, che un napoletano, un uomo d'amore, possa essere così spietato contro un'altra persona, da minacciarla di morte, solo per motivi di danaro.
    Il cammorrista: Professo' voi dove vivete? Napoli non è più quella di una volta: qua ci sono duecentomila disoccupati che si muoiono di fame.
    Bellavista: Sentite, a me questo fatto dei disoccupati che si muoiono di fame non mi ha mai convinto. Ai tempi miei, non si contavano i disoccupati, ma si contavano gli occupati perché si faceva prima. Io certi alibi non li accetto! Conosco tanti disoccupati che si arrangiano, sì, ma non per questo vanno ammazzando la gente.
    Il cammorrista: E chesta è gente senza curaggio!
    Bellavista: Voi invece siete coraggiosi! La notte mettete una bomba sotto una saracinesca, e vi sentite degli eroi! Magari 'o piano 'e sopra sta 'nu povero vicchiariello ca 'nc'appizza 'a pelle! Ma a vuje che ve ne 'mporta? Siete disoccupati, avete l'alibi morale: siete napoletani e ammazzate Napoli. Eh già, perché ci sono i commercianti che falliscono, le industrie che chiudono, i ragazzi che sono costretti ad emigrare... Ah, po' vulevo dì 'n'ata cosa: ma tutto sommato, nunn'è che fate 'na vita 'e mmerda? Perché penso io: Gesù sì, fate pure i miliardi, guadagnate, però vi ammazzate tra di voi, e poi anche quando non vi ammazzate tra di voi, ci sono le vendette trasversali, vi ammazzano le mamme, le sorelle, i figli... Ma vi siete fatti bene i conti? Vi conviene?
  • Presentatore televisivo: Cari spettatori di Tele Mergellina, per presentare il numero che segue non ci sono parole. Ve lo ricordate il batterista Parascandolo, quello che accompagnò nella sua tournée in Puglia, Campania e Basilicata il famosissimo cantante Gennarino Savastano? Indovinate chi abbiamo l'onore e il piacere di avere stasera qui in studio? Il fratello di Parascandolo! Un applauso al fratello di Parascandolo! [Rivolgendosi all'ospite] Ci dica: che cosa si prova ad essere il fratello di Parascandolo? [il fratello di Parascandolo allarga le braccia] Ma lei nella vita che ffa'?
    Il fratello di Parascandolo: Vendo 'e patane, 'e cocomer, l'aglio e friariell, 'e fenucchie, 'e patane nove, vendo tutte cose, chelle ca trovo chello faccio. 'E cepolle nove, ll'arance, 'e purtualle, 'e mandarine 'e mmele.

Voci correlate

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