Boris (terza stagione)

lista di episodi della terza stagione

Voce principale: Boris.

Boris (terza stagione)

Stagione di una serie TV

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Paese Italia
Episodi 14
Data 1º marzo – 12 aprile 2010
Rete televisiva Fox
Regia Davide Marengo
Sceneggiatura Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo
Interpreti e personaggi
Cronologia
Stagione precedente Stagione successiva
seconda quarta

Boris, terza stagione.


Citazioni in ordine temporale.

Episodio 1, Un'altra televisione è possibile (prima parte)

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  • René: È un thriller rinascimentale se vogliamo, con questo frate misterioso... Perciò capite che tutto sarà più chiaro in Machiavelli, tutto sarà molto più chiaro, comprensibile ma...
    Direttore di rete 1: Sì, ma veda Ferretti, mi perdoni se la interrompo, il punto è che questo Machiavelli ci preoccupa un po'.
    Direttore di rete 2: Vede Ferretti, il collega consigliere vuole dire che ragionandoci siamo arrivati alla conclusione che Machiavelli è troppo caldo, troppo attuale.
    René: No, come troppo attuale?
    Direttore di rete 3: Naturalmente non è il caso di spiegarle, caro Ferretti, quanto la Repubblica fiorentina sia una ferita ancora aperta nella coscienza del nostro Paese. Chi può dire in tutta onestà che il pubblico italiano sia pronto per una simile prova?
    Direttore di rete 1: Non sappiamo se affrontare lo spinosissimo problema delle guerre puniche, si figuri se possiamo riaprire il capitolo machiavellico, così, di punto in bianco.
    Direttore di rete 3: Sarebbe una follia.
    René: No. Scusate un momento...
    Direttore di rete 3: "Sono incinta di Gioooorgio."
    Direttore di rete 1: E poi il suo progetto ha un problema ancora più drammatico, Ferretti: manca la fregna![1]
  • [Prendendo il nuovo pesce rosso dall'acquario per la nuova fiction] E questo è Roger Federer, pronto per la nuova avventura! Eh, ma non ti fare illusioni, caro Federer, quelli della rete hanno detto due anni per fare Machiavelli, ma vedrai che ci mettiamo molto meno. Oh, dipende anche da te però, Roger, eh... [mostrando poi ad Alessandro i pesci del suo acquario] Guarda qua: ogni pesce una fiction, ogni fiction una sfida. (René)
  • Allora signori, noi avremo l'onore di lavorare con René Ferretti, un uomo che faceva sette milioni di spettatori e che per coerenza ha detto... no. Un sognatore. Un visionario. Diciamolo pure, il Roberto Saviano della fiction italiana. (Raul)
  • Il tema del concorso è Contro tutte le mafie. Può essere tutto e niente. (Lorenzo)
  • Benedetto: Ah, piccola novità: pare... pare che in puntata sei ci sarò un piccolo cammeo di... Roberto Gervaso! Grande!!
    [Tutti gli attori di Troppo Frizzante sono stupiti ed entusiasti della cosa; René e Duccio commentano sottovoce]
    René: Porco Giuda!
    Duccio: Quello della P2?
    René: Eh...
    Duccio: Minchia, una persona straordinaria!
  • Paco Revelli [introducendo una barzelletta]: Ehi, sentite questa. Come si chiama il giapponese che legge le analisi cliniche?
    Ciccio Sultano: Come?
    Paco Revelli: Moso-Koso!
  • Maddalena: Maestro, gradisce un po' di cocaina?
    Duccio: Ma dici sul serio?
    Maddalena: Certo.
    Duccio: E perché no? Una volta ogni tanto, no?
  • Alessà, io ero convinto di dover fare lo schiavo per tutta la vita, invece alla fine l'autobus passa per tutti. L'Italia è veramente il Paese dove tutto è possibile. (Lorenzo) [commentando il fatto che, dopo l'elezione di suo zio a senatore, ora può ambire ad uno scatto di carriera]
  • Troppo Frizzante parla della morte. Qua tra massimo due puntate si viene a sapere che sono tutti nell'aldilà. Il che spiega certe battute tipo «prontoo», oppure, «apri quella pooorta», che sono chiaramente battute dette da morti. (Duccio) [a René]
  • Questa storia della nostra compagnia di bandiera mi puzza... [sniffa un po'] Alita-lia! (Paco Revelli) [recitando una battuta durante Troppo Frizzante]
  • Lopez [al telefono]: Senti, domani sei convocato urgentemente alle quattro in rete.
    René: Ma come, io... Mi sa che non posso, Diego.
    Lopez: No, no, non solo tu puoi, ma devi! Domani ti giochi la carriera, è uno di quei giorni in cui o fai vedere la tua faccia o sei fuori! Raus! Caput! Finito! Mi hai capito? René, ci sei?
    René: Diego, scusa, io non volevo ma sono costretto a dirti la verità. Io ho la malaria, sì è proprio così. Scusa se te lo dico così veramente, ma io c'ho proprio 'a malaria, Diego.
    Lopez: Senti, adesso ti dico una sola parola, testa di cazzo e apri bene le orecchie: Machiavelli! Si sono riaperti i giochi, René. Hai capito? E vedi come ti passa la malaria!
  • René: Capirai la sorpresina...
    Arianna: Perché?
    René: Sarà il solito regalino in albergo: il cesto con il miele, 'o zafferano e il panettone demmerda! [ultime parole famose, siccome ad attenderlo in camera troverà una coppia di escort]

Episodio 2, Un'altra televisione è possibile (seconda parte)

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  • Io è Machiavelli che voglio fare, non questa sitcom demmerda de comici demmerda! (René) [ad Arianna]
  • Benedetto: Hai capito? Giuseppe, che poi obiettivamente era anche il più sotto-sfruttato, entra il scena ed ha il sedere... [ride] incastrato in un gabinetto. E siccome è grasso fa ridere, no? Da paura, no? Zeniale!
    René [perplesso]: Ah, certo, lui entra c' 'sto cesso praticamente e dirà un tormentone dei suoi, immagino?
    Giuseppe Locomotiva: No!
    René: Ah no?
    Giuseppe Locomotiva: Nunn'o tengo 'o tormentone pecché songo napulitano! E quindi non ci sta bisogna, fa già ridere 'o fatto ca songo napulitano e ca tengo famme!
    Benedetto: Come Pulcinella, che aveva fame e faceva ridere: la grande commedia dell'arte!
    René: È vero. Dai.. dai...
    Giuseppe Locomotiva: Facci caso, Woody Allènn nun tene famme e nun fa ridere!
  • Alessandro: Ma quanto sarebbe la paga?
    Gabriele Immirzi: Tre euri l'ora. No dico, te fai otto ore al giorno so' ventiquattro euro, cinquantamila lire. Mica t'ho detto cazzo!
  • È partita Iva alle sette e quaranta. (Antonietta Locomotiva) [proponendo una battuta per Troppo Frizzante]
  • Alfonso chiavi in mano: Pazzesco! Sembra un sogno ma è realtà.
    Ciccio Sultano: Alfonso chiavi in mano è stato preso al Bagaglino! È stato preso al Bagaglino!
    Alfonso chiavi in mano: Pare che faccio Barack Obama.
    Paco Revelli [stringendogli la mano]: Sei un grande, te lo sei meritato.
    Alfonso chiavi in mano: E io quello che avevo proposto era che io potevo entrare e dire: «Buonasera, sono Barack Obama.» E lì credo di averli stesi.
    René: No, scusate, scusate, scusate tutti ragazzi! Ascoltatemi bene! Ascoltatemi! Be', io sono scioccato. Non avevo capito che era questo il livello! Anche questa cosa che ho sentito del Bagaglino... ma qui abbiamo a che fare con dei mostri sacri! Adesso capisco le fitte che avevo questa mattina: non erano dovute a un problema fisico, noo! E sarebbe da cialtroni – sì! – da cialtroni, dire che io stavo male fisicamente. No... io stavo male qua. [colpendosi la testa] Signori, io non voglio rovinare un pilota che ha tutti i numeri per diventare un piccolo gioiello della comicità italiana.
    Raul: Che stai dicendo René?
    René: Signori, io in tutti questi anni ho imparato una cosa: bisogna sapersi fermare! Io non sono pronto per Troppo Frizzante, vi chiedo scusa! [partono gli applausi]
  • Claudio: Ora ti spiego com'è la situazione, la rete sta perdendo pubblico giovane, quindi vuole aprirsi a nuovi progetti, allentando le maglie del controllo editoriale, perché vuole osare, rinnovarsi, modernizzarsi. Però non vuole e non può perdere i sette milioni di Occhi del cuore... Quanti cazzi, dirai tu! E invece no, perché la risposta è questa qui: Medical Dimension. [estrae un fascicolo dalla valigetta e lo porge a René] Mantenere il pubblico di Occhi del cuore e insieme imbarcare nuovo pubblico, fresco, vitale, che consuma, che piace agli inserzionisti pubblicitari. [...] Tecnicamente Medical Dimension è uno spin-off di Occhi del cuore: il dottor Giorgio Corelli lascia Villa Orchidea e sbarca nella sanità pubblica. Cambiamo le carte, René, iniziamo a fare sul serio. [...]
    René: Senti ma... visto che cambia tutto, non si potrebbe cambiare anche Stanis?
    Claudio: Non si può fare. È l'unica cosa su cui il dottor Cane si è raccomandato, perché Stanis rende l'operazione più sicura. Con lui ci portiamo dietro nelle intenzioni tutto un pubblico fatto di zie, macellai, ragazzine che lo adorano... Al quale ci aggiungiamo il nuovo pubblico, il pubblico del futuro. Poi in un secondo momento – chi lo sa? – quel pubblico lo mandiamo a fanculo. Il futuro, René, è nel pubblico profilato, ma la rete non ha la mentalità, è già tanto che ce lo facciano fare così. Niente più buonismo, René. Niente più pacchetti azionari. Niente tradimenti usa e getta. Noi dobbiamo raccontare la realtà del nostro Paese, la sua disperazione, il disagio e l'eccesso... la cocaina, che tanto piace ai giovani... il sesso tra i minori, la violenza... Noi dobbiamo cambiare il linguaggio, le intenzioni, la mentalità. Noi dobbiamo misurarci con l'inferno della malasanità: inefficienza, sporcizia, degrado, barboni che dormono in urologia, antibiotici di cui finiscono le scorte, decessi che si potevano evitare. Voglio interrogazioni parlamentari. Voglio le casalinghe sul piede di guerra. Voglio l'ordine dei medici inviperito! Voglio che Medical Dimension sia stimolo, che sconquassi! Voglio che i giovanissimi vedano e rivedano le scene su Youtube, che inondino i forum di riflessioni e ipotesi sugli sviluppi della serie. Voglio i critici in ginocchio. Voglio il paginone di Repubblica. René, voglio che facciamo il botto!
    René [visibilmente confuso, accenna un piccolo sorriso]: Senti ma... ehm, Claudio... ma invece tu chi cazzo sei?
  • [Alessandro e Arianna stanno amoreggiando sul letto dell'albergo]
    Alessandro: Chissà se anche questo albergo è suo...
    Arianna: Suo, di chi?
    Alessandro: Suo! Del presidente... presidente Berlusconi. [Arianna smette di baciarlo] Che è?
    Arianna: Io l'ho votato.
    Alessandro: Chi?
    Arianna: Berlusconi.
    Alessandro: C... cioè?
    Arianna: Perché? Per chi dovevo votare, scusa?
    Alessandro: Va bene!
    Arianna: Va bene?
    Alessandro: Ma certo! [sta per baciarla di nuovo, poi si ferma] Ma fammi capire l'hai votato così l'ultima volta anche... diciamo... come voto di protesta?
    Arianna: No, l'ho votato sempre.
    Alessandro: Ah, cioè fin dall'inizio? Dal '94?
    Arianna: No, dal '94 no, perché non ero maggiorenne e non potevo votare. Però ho fatto campagna elettorale attiva e penso sia il meglio che abbiamo in questo Paese. [Alessandro prova a baciarla di nuovo, ma non ci riesce]

Episodio 3, La qualità non basta

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Valentina Lodovini interpreta Jasmine nella serie
 
Filippo Timi interpreta Bruno Staffa nella serie
  • Allora signori, chiedo un attimo la vostra attenzione per spende due parole prima di iniziare. Con Medical Dimension mi gioco tutto, se sbaglio questa fiction io giuro che cambio mestiere, lo giuro sulla testa di Lopez! Scherzo Diego! Vedete, io penso che in televisione si possano ancora fare cose decenti e lo voglio dimostrare con questa fiction. Certo dipenderà da tutti noi, da Arianna, da me, dalle maestranze, dagli attori. A proposito, ne approfitto per dare il benvenuto a Jasmine, che come sapete si è sempre rifiutata di fare la tv ma che invece in questo caso è qui con noi, perché crede in questo progetto. Grazie Jasmine, grazie! [tutti applaudono] Grazie... Jasmine crede in Medical Dimension. Io, signori, chiedo a tutti voi di crederci, anche agli schiavi! Non si faranno più le cose a cazzo di cane, no! Non racconteremo più cose finte! Noi racconteremo la realtà di questo Paese attraverso la vita quotidiana di un ospedale pubblico e quindi signori... dai, dai, dai! Daje che spacchiamo tutto! (René) [alla troupe]
  • René: Aoh, a Sergio. Questo [si riferisce a Bruno Staffa] me lo devi trattare coi guanti di velluto, me raccomando. Questo è il Roberto Saviano della sanità italiana.[2] Ha scritto un libro pazzesco. Come si chiama il libro che hai scritto?
    Bruno Staffa: Sanità Anno zero.
    Sergio: Ammazza!
    René: Sergio, con lui noi raccontiamo la sanità italiana per quello che è.
  • [Dopo aver girato una scena con Stanis e Jasmine]
    Itala: Com'era? [segue una lunga pausa durante la quale René fissa un po' titubante tutti gli astanti]
    René [urlando]: Scarto!
    Stanis: Mmm, non ho... Che hai detto René?
    René: Lo so, lo so signori, non l'avete mai sentita questa parola "scarto".
    Stanis [agli altri attori]: Cioè avete senti... Ha detto "scarto"?
    René: È finita l'epoca in cui erano tutte buone, quante volte Itala hai segnato che era buona e invece era una bugia? [non ricevendo da lei alcuna risposta] Quante volte, Itala?!
    Itala: E che te devo dì il numero?!
    René: E allora "scarto", signori! Scarto!! [parte un applauso per René]
  • Sai che faccio io di solito? Ogni volta che inizio una fiction io mi faccio una lunga intervista che poi rivendo al miglior offerente intorno, di solito, agli ottantamila euro. (Stanis) [a Jasmine]
  • Ascoltami bene, Seppietta, non è più Occhi del cuore. Hai sentito René? È cambiata la musica, è finita la pacchia, Seppia. La tortorella è diventata falco e sono cazzi tuoi, Seppia. Puoi andare adesso. Sparisci! (Stanis)
  • Duccio, se tu non cambi e torni quello di venti anni fa, io ti faccio fuori, Duccio. Occhio, eh. Guarda che io su Medical Dimension passo sopra a tutto, anche all'amicizia. (René)
  • Tu sei 'na merda! Io me ne sbatto ar cazzo se tuo zio è senatore. Finché nun me danno n'artro schiavo come se deve, io m'a pijo co' te! È venuta meno la legge der set ma no quela d'a giungla! (Biascica) [a Lorenzo]
  • René: Ho sbagliato attrice, Arianna. Cazzo, non posso sbagliare la protagonista nel progetto più importante della mia vita! Io m'ammazzo! Ma scusa, dopo vent'anni ero libero di scegliere un'attrice non raccomandata e l'ho sbagliata! Hai capito!? [riferito a Jasmine, le cui capacità recitative non si sono rivelate all'altezza delle sue aspettative]
    Arianna: Dai René, magari siamo ancora in tempo, che dici?
    René: E che c'ha sta voce da Asia Argento, veramente terribile, guarda!
  • Volevo ringraziarti perché avevo proprio bisogno di lavorare. Sembrerà strano, eh, ma non fare niente a volte è stancante, eh. (Alessandro) [ad Arianna]
  • Alessandro: Quella sera a Milano, quando hai detto che hai votato per lui...[3]
    Arianna: Sì?
    Alessandro: Eh, per me è stato un po' uno shock perché... ti ho sempre considerato tra le poche persone intelligenti di questo set.
    Arianna: E una persona intelligente non può pensarla diversamente da te?
    Alessandro: Assolutamente. Assolutamente. Infatti noi ne dobbiamo parlare, ne dobbiamo parlare fino a che...
    Arianna: No, no, no. Non dobbiamo parlare Alessandro, siamo qui per lavorare! Va bene Alessandro? Che quest'anno si fa sul serio, quindi prepara i caffè, porta la pizza, lavorare!
  • Gli ospedali non sono così! In Italia gli ospedali per un buon ottanta percento so... sono cacca! È importante questo concetto, René! (Bruno Staffa) [lamentandosi della scenografia troppo patinata]
  • E meno male che Silvio c'è... | se no la sinistra starebbe al sei perce'... | alla sinistra non è rimasto nien... (Alessandro) [canticchiando con l'intento d'innervosire Arianna]
  • È finito questo Paese! Lo volete capire, Dio santo! È finito! Abbiamo le ore contate! Noi dobbiamo fare qualcosa! Noi dobbiamo raccontare lo schifo, la merda dobbiamo raccontare! Tutto dobbiamo racconta... Io dai tempi della Bolognina[4] l'ho detto che le cose non andavano bene. È testimone Mario! (Bruno Staffa) [dopo aver sfondato una parete della scenografia]
  • Ah, senti René. [...] Tu oggi hai girato dodici secondi, praticamente la media de Kubrick! Io ho già finito 'e sordi de tutta 'a settimana. No, ti volevo dire che la qualità non basta. È il primo giorno? Già stamo ne' 'a merda! (Sergio)

Episodio 4, La clip

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  • No però scusa, non si può fare così. Io le scene me le preparo la sera prima. Ci penso, me le studio, eh... Tu non puoi arrivare qui e dimme: «Famme quella! Damme tre etti de quell'artra!» E che stamo all'alimentari, Lopez? (René)
  • Alle sei liberi tutti: c'è il passaggio de' 'e ricciole. Quindi pe' 'sta clip ve do un'ora da questo momento. (Sceneggiatore 1) [agli altri due]
  • Il Ju Jitsu dice una cosa molto semplice: se ti attaccano tu fai un passo indietro, se ti attaccano di nuovo tu fai un altro passo indietro, ma se dietro c'è il muro, tu devi reagire. (Stanis) [ad Alessandro]
  • Fabiana: Fai ancora volontariato?
    René: Volontariato...
    Fabiana: Dai che mi dicevi che davi una mano a una ragazza disabile, con dei problemi mentali...
    René: Ah... Come no! Corinna, certo! No, l'hanno affidata a un'altra associazione.
  • Ricordati che la rivoluzione dobbiamo farla anche e soprattutto nella regia, nel modo di girare: veloce, moderno... Quindi osa, zooma, sperimenta, divertiti. Falla da paura, René! (Claudio)
  • Stanis: L'hai data al Dottor Cane?
    Fabiana: A chi l'ho data?
    Stanis: Al Dottor Cane.
    Fabiana: E chi è?
    Stanis: Tu non conosci il Dottor Cane?
    Fabiana: No, non so chi sia.
    Stanis: Il Dottor Cane è il capo dei capi della televisione italiana, capisci? È un po' il Totò Riina della fiction, diciamo... in senso buono. Dovresti conoscerlo.
    Fabiana: No, comunque non l'ho data al Dottor Cane. Ho fatto un provino e il regista mi ha scelta, tutto qui.
    Stanis [gli scappa da ridere]: Fa molto ridere questa cosa del provino, te l'ha detto il tuo agente di dirla? Perché è molto divertente.
    Fabiana: No guarda, non ho ancora l'agente.
  • Sergio: Un attimo, Duccio! 'Sta stegavai... segavei lavora pe' te? [riferendosi alla telecamera segway]
    Duccio: Sì.
    Sergio: Quindi non servono più quattro macchinisti e quattro elettricisti? So' troppi!
    Duccio: E quindi?
    Sergio: Quindi io direi che... Fammene fuori quattro: due elettricisti e due macchinisti! Ma anche pe' svelti' 'a troupe! Pe' falla più disinvolta, capito? Più allegra, più giovane! E poi m'è venuta 'sta mania de semplificare tutto!
    Duccio: A maggior ragione, fammi andare a pensare, c'ho pure quest'altra gatta da pelare!
  • Non ti sto costringendo, Lorenzo, desidero soltanto che tu sappia che esistono altre cose oltre al lavoro. Una di queste è la droga. (Duccio)
  • Mister Obama! Mister Obama! (Alessandro) [ad Arianna, imitando Berlusconi]
  • René: Ho un problema con l'attrice: non mi convince.
    Stanis: Ho capito. Tu vuoi sostituire pure questa qui, l'ho capito subito, pensa, e c'ho pure pensato. Sai chi sarebbe perfetta per questo ruolo?
    René: Chi?
    Stanis: Uma Thurman.
  • E non mi dite che con questa storia della qualità, qui nun se fanno più le cose a cazzo di cane! (Gloria) [alla troupe]
  • La rivoluzione è iniziata, René. Stiamo per cambiare la televisione italiana! (Claudio) [dopo aver visto il trailer di Medical Dimension]

Episodio 5, L'importanza di piacere ai notai

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Marco Giallini interpreta Valerio Zanetti nella serie
  • Stanis: Signori, voi conoscete già i miei avvocati, per cui salterei le presentazioni e andrei subito al dunque. Allora, la questione è questa: gli ascolti di Occhi del cuore che sono stati pubblicati da un sito internet hanno evidenziato delle curve molto, molto negative sul mio personaggio. Allora io ho avviato subito una ricerca molto meticolosa che purtroppo ha confermato i miei sospetti: Stanis La Rochelle non piace più agli AA.
    René: A chi?
    Lopez: AA! Sì, è un modo di definire il pubblico, diciamo così, più... agiato, più abbiente.
    Claudio: Sì, sono delle categorie dei pubblicitari: fasce di pubblico divise per tipologie di consumi.
    Lopez: AA: Abbronzati e Abbienti. BB: Bisognosi e Balordi.
    Stanis: Renato, io non piaccio ai ricchi! Io non piaccio più ai ricchi, d'accordo? Io... io vado ancora forte con i BB, con le massaie, le casalinghe, i carpentieri, gli operai, quella gente lì, ma io mi sono perso i ricchi.
    René: Senti, dai Stanis, non mi sembra così grave, eh? È tardi... Ma che c'hai fatto veni' qui pe' questo?
    Stanis: Dammi reta, René, credimi: è una cosa spaventosa per una multinazionale come me! Perché, signori, io per reddito annuo e per mentalità sono una multinazionale, eh? Questo è un danno grandissimo, una cosa tremenda. Ma sia ben chiara una cosa però, che io non ho nessuna intenzione di commettere gli stessi errori della Telefunken.[5]
    René [rivolgendosi, basito, a Lopez]: La Telefunken, ma cosa dice?!
    Lopez [sottovoce a Claudio, picchiettandosi una tempia] È matto.
  • So' obiettivi americani preziosi. (Alfredo) [ad Alessandro, consegnandogli il pacco da dare a Duccio]
  • L'attore è il re del set. Se questo è il suo modo per concentrarsi, tu lo devi rispettare. Se vuole camminare sulle mani, tu lo aiuti a camminare sulle mani. Perché lui è l'attore e tu sei il suo schiavo. (Arianna) [ad Alessandro, illustrandogli i suoi nuovi compiti alle dipendenze di Valerio]
  • [Alessandro ha portato quasi in braccio Valerio nel suo camerino poiché quest'ultimo, dovendo interpretare un paraplegico, si rifiuta di camminare con le proprie gambe al fine d'immedesimarsi nella parte]
    Valerio: Scusami, perdonami. So che per te può essere molto faticoso, ma è una questione proprio di emozioni, ha' capito? Perché mi si rompe tutto l'equilibrio, eh...
    Alessandro: Lo capisco benissimo. Che poi è il metodo Strasberg.[6]
    Valerio: No, questo è il metodo de li cazzi mia.
  • Biascica: Quello era perfetto! Guardalo là... c'aveva tutte 'e caratteristiche proprie de' esse 'o schiavo. Quando io 'o corcavo lui stava muto, zitto, rassegnato... e poi è meridionale, secco secco, co' 'st'occhiali... niente, era perfetto. [riferito a Lorenzo]
    Sergio: Eh ma quello gli hanno fatto lo zio senatore.
    Biascica: 'A politica crea parecchie ingiustizie.
  • Ma chi è 'sta zinnona?! (René) [ad Arianna, riferito all'attrice accanto a Stanis che ne invade l'inquadratura]
  • C'è un recente sondaggio che dimostra chiaramente che chi guadagna più di settantamila euro l'anno sta a rota de zinne! (Stanis) [a René, spiegandogli il motivo per cui ha ingaggiato a sua insaputa l'attrice prosperosa]
  • Lorenzo [a René]: Maestro, ma passiamo alla prossima? Perché pensavo di giocarla tutta sui toni ambra, eh?
    Stanis: Sull'ambra, sì. La vuole giocare sull'ambra... Giocaci, ce la fai vedere e poi ti diciamo che cosa ne pensiamo, eh? Vai a giocare co' l'ambra, su.
  • Quanno René mette per ultima 'na scena, due so' le cose: o nun la gira o la gira a cazzo de cane, cioè negli ultimi cinque minuti così, ar volo ar volo. (Sergio) [a Fabiana]
  • Mo' che vai da Duccio, gli devi dì che so' pesati, gli obiettivi so' pesati, non rompesse i cojoni![7] (Alfredo) [ad Alessandro]
  • Biascica: N' 'a savana ogni matina ce stanno 'a gazzella, er leone e 'o schiavo. 'A gazzella se sveja e sa che deve core pe' non esse acchiappata dar leone. Er leone se sveja e sa che dovrà corre' pe' acchiappa' 'a gazzella... si no se muore de fame... e 'o schiavo...[8]
    Selletta: Porta i cafè?
    Sergio: E vai va', vai a pija 'sti cafè!
  • Come facciamo noi a piacere ai ricchi liguri se la fotografia la fa 'sto pezzente della Basilicata? (Stanis) [a René, riferendosi a Lorenzo]
  • René: Tu sei un attore scomodo, Stanis. Tu sei il Roberto Saviano della recitazione italiana.[2]
    Stanis: Sì, sì, in qualche modo si può dire così, sì.
    René: E io sono convinto che sei anche un grande regista. Io non vedo l'ora di vedere la tua opera prima! Ma in questo momento a me serve a tutti i costi il Roberto Saviano!
  • Fabiana: No però scusate, così non si può lavorare. In teoria sul set c'è una persona che dovrebbe dire che cosa bisogna fare e tutti gli altri dovrebbero attenersi a quello che dice lui.
    Lopez: Sì, e quella persona sono io, piccola!
    Fabiana: Ah sì?
    Lopez: Sì...
    Fabiana: A me sembra invece che sia il regista: da che mondo è mondo, è scritto in tutti i libri di cinema che è il regista a decidere cosa si deve fare.
    Lopez: E infatti questa è la televisione, non è il cinema. E io rappresento la rete, decido io! Perché sono io che sa cosa vuole il pubblico! Sono io che rispondo agli inserzionisti! Io! Io!
    Fabiana: A me sembra una grande puttanata! Una grandissima puttanata!
    [Seguono attimi di silenzio assoluto in cui si respira una palpabile tensione nell'aria, con tutti che fissano Fabiana e Lopez, poi interviene Itala sorridendo]
    Itala: Ma nu' lo riconoscete 'l tono de questa ragazza? La pasta? 'E palle quadrate? [indicando poi René] Metteteje un po' 'e baffi, er pizzetto. Nun l'avete ancora capito che è la fija de René?

Episodio 6, Coprolalia

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  • René: Ma siamo sicuri, Diego? Guarda che è un rischio enorme. Martellone era la linea comica di Occhi del cuore, cioè il peggio del peggio.
    Lopez: Ma tu hai capito cos'è successo con Martellone o no? Hai capito che praticamente è stata la cosa che ha scioccato di più gli italiani dopo il sequestro Moro?
    René: Cioè?
    Lopez: Lo sfogo! Durante il reality La casa senza bagno, dove davanti a milioni di italiani ha parlato del suo rapporto col padre: che prima lo prendeva a ceffoni, poi è sparito e se lo ritrova a Cuba dopo vent'anni. [...] Pupi Avati l'ha definito l'attuale più interessante maschera tragica del Paese.
    René: Ma sei sicuro?
    Lopez: Sono sicuro!
  • Hai ragione, vabbè, scusa, so' stato sdelicato. (Biascica)
  • Medical Dimension è l'anti-Occhi del cuore. (Lopez) [a René]
  • René: Oh, mi raccomando, d'ora in poi tutto forte e drammatico, dimentichiamoci la linea comica.
    Martellone: Eh lo so, e so qua per questo. Te dico solo 'na cosa, René: come Lino Banfi.
  • E quindi il dottore mi fa questa brutta ecografia prostatica. Ma prima di farmi l'ecografia, mi dice: «Maestro si chini...» – oh, Rene! – mi dice: «Si chini e apra tutto.» Ti rendi conto della coincidenza? A me, «Apra tutto, apra tutte cose». (Duccio) [a Itala e poi a René]
  • Stanis: È che la gente è abituata a un altro Dottor Corelli...
    Lopez: Sì, ma quale gente Stanis? Il popolino, le massaie, i vecchietti, gli ammalati, gli storpi, gli gnomi.
  • Martellone: A me piace proprio Medical Dimension! Poi il mio ruolo è forte: cioè, la scena che mi risveglio dal coma è da brividi. La voglio fa' da paura, quella scena.
    Alessandro: Mi sembra fantastico.
    Martellone: Non bisogna mai avere paura delle novità, Sandro. S'è chiusa una fase? E vuol dire che se ne aprirà un'altra, no? Il provino per Pacciani:[9] mo' io non voglio fa' polemiche e va be', ma io facevo un Pacciani da paura, guarda! [imitando il Pacciani] Maremma bucaiola, attent'a te, ti strozzo! Com'è?
    Alessandro: In effetti... è da paura!
    Martellone: E lo so! Solo che hanno preso Favino alla fine: è 'ngrassato dieci chili e dice che è perfetto pe' il ruolo. Tra l'altro sto aspettando notizie pe' 'na miniserie: Spadolini.
    Alessandro: Spadolini?
    Martellone: Sì, però poi m'hano detto che Favino sta ingrassando artri dieci chili, vuole fa' pure Spadolini. 'Na vorta ce stavano i ruoli pe' li attori, adesso li fa tutti Favino.
  • La vita è così: è fatta di grandi botte che uno deve metabolizzare con altre botte, comunque questo è un altro discorso. (Duccio) [a Lorenzo]
  • Allora una possibilità è questa: che io dica in ogni puntata almeno cinque volte la parola "bagascia", che ha anche un retrogusto ligure. [...] Oppure posso dire tranquillamente "Ma guarda che quel paziente m'ha veramente tritato i coglioni!!" Forte e chiara, così. Questa è una battuta bingo perché noi combiniamo il turpiloquio e il politicamente scorretto in una battuta. (Stanis) [a René e Lopez, riferendosi alla nuova richiesta della rete di "sporcare" il linguaggio della serie]
  • René: Senti Nando ti volevo chiedere, ma prima, no, cosa intendevi dire quando mi hai detto «come Lino Banfi»?
    Martellone: No ma infatti era 'na sciocchezza.
    René: Ah, ecco...
    Martellone: Cioè, io nun sarò mai come Lino Banfi. Cioè io ritengo che in questo momento Lino Banfi sia il miglior attore drammatico d'Europa. Lui come me nasce comico, te ricordi? «Eeeh, ti spezzo la noce del capocollo!» [ride] 'Na roba incredibile! Però come attore drammatico proprio nun se batte!
    René: Be' certo, come no...
    Martellone: È al livello di Harvey Keitel!
  • Nando, devi capire che è scientificamente provato che quando ci si risveglia dal coma, possono capitarti questi eccessi proprio di turpiloquio, ma fortissimi. (Lopez)
  • A zoccola! A stronza! A merda! Che cazzo te guardi? Che te guardi? Te rompo er culo! Attaccate ar cazzo! Ar cazzo te devi attaccà, zoccola! (Martellone) [interpretando il notaio che, appena risvegliatosi dal coma, apostrofa così la madre]
  • Martellone: Senti René.
    René: Dimmi Nando.
    Martellone: Me so' fatto du' conti e ho trovato 'na soluzione. Pensavamo, Lopez è d'accordo...
    René: Sentiamo.
    Martellone: Vedi, Bergman nun s'è inventato 'n cazzo! Se faceva sta' male tutti un motivo ce deve esse', no? E ho pensato: andiamo su quella direzione! Abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno, trentadue... trentamila.

Episodio 7, Come Durok

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  • Vi vedo... vi vedo... vi vedo verdi! (Duccio) [alla platea del Roma Fiction Fest, visibilmente sotto l'effetto di stupefacenti]
  • Non è "quello che fa Un nonno di troppo", questo è una delle voci più importanti del teatro italiano: è un mostro sacro. E fa Un nonno di troppo perché la crisi c'è pe' tutti, pure pe' i mostri sacri! E tu gli devi portare rispetto, hai capito? Perché tu sei 'na merda e lui è un mostro sacro! (René) [ad Alfredo, riferendosi alla recente scritturazione di Remo Arcangeli]
  • Itala: Poi te l'ho detto, Se', a me 'sta qualità me sta stretta. Stano sempre tutti agitati, tutti de corsa, René sempre su de giri...
    Sergio: Ma che c'entra la qualità, nun piace a nessuno, Itala.
  • "Bene il più figo della scuola, cattivo e amico dei rasta, per storie di droga.
    Bene le gare delle macchinette il sabato notte al Pincio coi ragazzini strafatti di cocaina che finiscono in tragedia.
    Sì cocaina e canne.
    No eroina.
    Perfetta la quindicenne che si spoglia in chat per farsi fare le ricariche del telefonino.
    Bene il ragazzetto un po' sfigato che diventa fascista per farsi accettare dal gruppo di amici: saluti fascisti, bandiere nere, Mein Kampf sotto il banco a lezione... poi però capisce che è sbagliato.
    Benissimo una quindicenne anoressica.
    Per quanto riguarda gli anziani, bene se tutta la terza età viene radicalmente svecchiata." I vecchi cioè non esistono più: sono tutti giovani, non si muore più. (Dottoressa Barbara Mulè) [leggendo le "nuove direttive di rete" per le fiction, che appaiono scritte anche su un blocchetto]
  • Dai che oggi è una giornata corta ma infernale, corta ma infernale! (René) [a Sergio]
  • Libeccio è diverso dalle altre fiction. A Libeccio vogliono le pezze, vogliono gli spiegoni. A Libeccio deve capire tutto pure il cane di casa! Tu metti che il tuo cane, no, il cocker che c'hai, entra in salotto e Libeccio è già cominciato da venti minuti, quello dopo due minuti deve comunque aver capito, eh? (Alessandro) [ad Arianna, che gli aveva corretto un copione che doveva rifinire per una puntata di Libeccio]
  • In Marocco? No, io in Marocco nun ce vengo, fuori dal Raccordo nun lavoro! (Itala) [al telefono]
  • Ricordati che in Italia vale la regola delle tre "G": la giusta telefonata, al giusto momento, alla giusta persona! (René) [ad Alessandro]
  • Arianna: Ma scusa Itala, la prima volta da tanto tempo che giriamo una cosa veramente bella e tu te ne vai? Non c'ha senso.
    Itala: Lasciame perde', Aria'.
    Arianna: No, fammi capire. È successo qualcosa? C'è qualcosa che non ci vuoi dire?
    Itala: [sempre sorridendo] Niente, niente, non è successo niente. È solo che delle volte nella vita è importante prende' delle decisioni – capito? – senza che la gente te sta a rompe er cazzo co' mille domande e mille insistenze, eh. [Arianna resta di sasso] Lasciateme perde... Lasciateme perde, che è mejo.
  • Pazzesco! Lo vedi come ti sto sul pezzo? È la vitamina B12 che prendo la mattina. 'Na cosa da stregoni... (Duccio) [a René]
  • Stanis: Renatino, ascolta una cosa. Per sembrare più disinvolti ce ne andiamo con la mia Jaguar, perché sono stufo di quell'autista che parla sempre di calcio, basta!
    René: Io non vado, Stanis.
    Stanis: Cribbio Renato, scusa! Cioè non mi puoi lasciare da solo!
    René: Non vado!
    Stanis: Vabbè ho capito, io ho bisogno di una spalla per apparire meglio... che ci faccio da solo al Festival io?
    René: Non ci fai niente. Non ci fai proprio niente. Infatti anche tu non ci vai!
    Stanis: Cioè?
    René: Stanis, noi non siamo gente da festival, noi siamo gente da set!
    Stanis: Tu dici? Assenti eccellenti?!
    René: Bravo! Dico proprio così: assenti eccellenti. Immaginateli: «Ma dove sono?» «Non lo so.» «A girare.» «Come "a girare"?» «Sì, stanno girando.» «Ma è incredibile!» «Sì, sì, è incredibile.» «Proprio oggi che c'è il Festival?» «Proprio oggi che c'è il Festival!» Come Durok! [e fa per andarsene]
    Stanis: Chi è Durok?
    René: Te lo spiego un'altra volta, adesso giriamo.
  • René: Dai andiamo a 'sto festival del cazzo!
    Stanis: Davvero?
    René: Sì!
    Stanis: E Durok?
    René: 'Sti cazzi de Durok! Me lo so' inventato!

Episodio 8, Buona festa del Grazie

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  • Dottor Cane: E come le sembra questo Medical Dimension?
    Lopez: Le puntate sono una meglio dell'altra.
    Dottor Cane: Ah, sì? Sono tutte belle?
    Lopez: No, intendevo dire che sono due: una è un po' meglio dell'altra.
  • Signora Bonsanti: Senta, e come ha detto che si chiama questa fiction?
    Sergio: L'onore... e l'audacia.[10]
  • Signora Bonsanti: Ma lei ha già fatto qualche altra fiction?
    Biascica: A voglia, signò! So' vent'anni che faccio 'sto lavoro io.
    Signora Bonsanti: Ah, e quali? Mi dica.
    Biascica: Eh tante, tutte 'e più importanti: Caprera, La bambina e il capitano, Provaci ancora Pino, Libeccio.
    Signora Bonsanti: Hohoho! Complimenti! E qui che cosa fa? In questa fiction intendo.
    Biascica: L'elettricista.
    Signora Bonsanti: Elettricista... Mi può anticipare qualcosa?
    Biascica: 'N che senso anticipà...?
    Signora Bonsanti: Voglio dire... L'elettricista che dopo si scopre che invece era?
    Biascica: Nu' 'a sto a capì, signò!
    Signora Bonsanti: Sì, tutta la serie lei farà l'elettricista?
    Biascica: Te credo!
    Signora Bonsanti: Eh no! Dopo si scopre che non era vero! Di solito funziona così nelle fiction!
    Biascica: No guardi si sta sbagliando, non funziona così, signora.
    Signora Bonsanti: Ma sì, di solito nelle fiction...
    Biascica [urlando]: Le sto a dì de no, porco deno! Si se' elettricista resti elettricista, mica fa' l'autista! Può succede 'na vorta. È capitato a Mauretto che è entrato macchinista e l'hanno fatto capo-elettricista, li mortanguerieri! Ma quella è 'na brutta storia, tipica da UIL! Me so' innervosito, signora! Me lasci perdere! [si allontana]
  • Ti voglio bene, René! Ti voglio bene perché t'ho creato io a te! Tu sei una mia creatura e ti voglio bene sul serio! (Stanis)
  • Sergio: Meno male che a' signora j'ho dato un nome farso. Anzi René ricordati, io sono Alberto Ferretti.
    René: Ma è il nome di mio padre!
  • Signora Bonsanti: Senta, è per mio marito che me lo chiedeva, io non me lo ricordo mai! Come ha detto che si chiama questa fiction?
    Sergio: Ah... eh... L'onore... L'onore... L'odore dell'onore. L'odore dell'onore[10], signora.
  • Lopez [al telefono]: Abbiamo un problema con la scena dodici molto semplice.
    René: Non ho capito. Qual è il problema?
    Lopez: Be', la scena dodici risulta un omaggio a una scena di una serie americana.
    René: Come "un omaggio"?
    Lopez: È una scena parente di una scena di una serie TV americana, capito?
    René: No cioè scusa, mi stai dicendo che la festa del Grazie sarebbe la... [in tono affranto] la festa del Ringraziamento?
    Lopez: Sì esatto, sì. Solo che loro là hanno il tacchino e noi qui abbiamo messo le quaglie.
  • Ma che belle quaglie! Che Festa della Repubblica sarebbe senza quaglie? (Stanis) [recitando una battuta di Giorgio]
  • Stanis: No Renato, ne facciamo un'altra? Vorrei dire "pandemia" al posto di "epidemia", è più bello, è più forte! È più... è più attuale, ti prego!
    René: Stanis, andava bene così.
    Stanis: Dai, su...
    Arianna: Poi "pandemia" vuol dire un'altra cosa.
    Stanis: Sì, tu quando la finirai di nutrire del rancore nei miei confronti, me lo spieghi un giorno. Io lo capisco che è difficile, Arianna, lavorare con un ex però esci da questa cosa, superala, ti fa male e ti ammali poi! Abbi pazienza!

Episodio 9, Puzza di capolavoro

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  • Allora c'è questa serie neozelandese che non è male, eh, c'è roba! Poi è interessante questo telefilm coreano. Io dico interessante così a naso, perché in realtà è tutto in coreano, non si capisce un cazzo! (Sceneggiatore 2) [cercando fonti da cui "attingere" per scrivere nuove scene di Medical Dimension]
  • E ricordati: è il mediocre che copia, il genio ruba.[11] E tu hai rubato. Hai rubato... ladro! Genio! (Lopez) [a René]
  • Io non ho bisogno di capire la scena, René. Io ho bisogno di sentire la scena. D'accordo, Renato? "Sentire la scena" dal greco "sentire la scena"? (Stanis)
  • René: Io credo che il Dottor Corelli drogato – no? – sia un po' diverso magari da...
    Stanis: Sì d'accordo, però l'altra volta quando mi dovevo drogare, io mi sono preso l'amfetamina. Non ti ricordi? Non è stata una grande idea.
    René: Infatti.
    Stanis: E questa volta che cosa ho deciso di fare? Invece di drogarmi ho deciso di sentire la droga e mi sembra di esserci riuscito... di aver restituito questa specie di nausea...
    René: Non lo so, capito. Io penso, se uno si è drogato, se uno s'è fatto a un certo punto sta 'n po' come un funambolo su un filo, come uno scimpanzé attaccato a... a... Duccio! Scusa eh, ti dispiace fare una camminata? Per favore.
    Duccio: In che senso?
    René: No, no, normale, normale, come se stessi lavorando, eh.
    Duccio: Minchia però, René. [si alza e comincia a camminare a fatica]
    René [a Stanis, indicando la camminata di Duccio]: Ecco! 'Na cosa del genere, capito? Anche un po' meno, eh?
  • Arianna: Se tu nel frattempo vuoi darti una rinfrescata. Tranquillo eh, c'è tutto il tempo.
    Valerio: Nun te preoccupà, io me faccio n'artra cinquanta de flessioni e sono da voi!
    Arianna: Ah grande, ho capito. Flessioni, doccetta e vai con la scena!
    Valerio: Ma quale doccetta? Io me le porto appresso le flessioni, me devono calza' come un vestito. Hai capito, baby?
  • Fabiana: Che cosa deve fare un giovane in Italia per poter far teatro.
    Remo Arcangeli [cominciando a sbottonarsi la patta per urinare sulla scenografia]: Prima di tutto lavarsi, a differenza di quel suo collega – uhm? – e poi, andarsene... lontano... andarsene all'estero... America, Australia, Canada. Senta, vada dove vuole.
  • Allora delle due l'una: o il ragazzo non si è lavato e io sono stato preso in giro oppure ha una brutta malattia alla pelle. (Remo Arcangeli) [riferito a Valerio che puzza]
  • Io non me fermo mai, io so' na slavina! (Valerio)
  • Ferretti, non ci si impegni troppo su questa serie. Lasci perdere che è diversa... che è migliore... è come le altre... come tutte le altre fiction. È vera cacca. (Remo Arcangeli)
  • No, perché Libeccio è una fiction molto brutta, allora uno pensa che la possa scrivere chiunque. Invece no, ci vuole proprio del talento perché a loro non basta che scrivi una cosa brutta, 'na schifezza, loro vogliono proprio esattamente quella mondezza lì. Io non ne sarei capace. (Arianna) [ad Alessandro]
  • Guarda che la fiction in Italia è in mano alla sinistra, lo sai, sì? (Arianna) [ad Alessandro]

Episodio 10, L'epifania

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Laura Morante interpreta la signora che stende i panni in questo episodio
  • [L'episodio comincia con l'intervista di uno sceneggiatore di fiction "pentito", con il volto oscurato e la voce camuffata, in una trasmissione televisiva]
    Intervistatore: Ci vuol dire quando ha cominciato?
    Sceneggiatore pentito: Erano i primi anni Novanta e eravamo tanti... molti di noi forse nemmeno si rendevano conto di quello che stavano facendo. Sai... soldi facili e la quasi certezza dell'impunità ci hanno spinto a fare cose terribili.
    Intervistatore: Quali sono le fiction di cui oggi più si pente?
    Sceneggiatore pentito: Preferirei non fare nomi come le dicevo ma... ho fatto cose molto brutte.
    Intervistatore: Ha lavorato per la soap opera? Per Un posto al sole?
    Sceneggiatore pentito: Le soap opera le ho fatte praticamente tutte, tranne Un posto al sole che era della colonna napoletana. Ma in tutta onestà se me l'avessero offerta avrei scritto anche quella!
    Intervistatore: Cosa vuole dire ai parenti delle vittime? [viene inquadrato una signora morta su una poltrona, davanti a un televisore]
    Sceneggiatore pentito: Non posso chieder loro di perdonarmi. Sono cose che uno si porta dietro per tutta la vita con cui è giusto fare i conti fino in fondo.
    Intervistatore: E cosa vuole dire ai giovani per far sì che non commettano gli errori che lei e molti suoi colleghi hanno commesso tanti anni fa?
    Sceneggiatore pentito: Non lo so. Di individuare un limite. Di non raschiare il fondo del barile. Di non andare mai oltre la terza stagione. Di non rassegnarsi al brutto. [scoppia a piangere]
  • Ecco, vedi, vedi. Qui il dottor Corelli decide di smetterla con la droga ed è proprio questa visione che lo fa cambiare dentro, perché vede questa immagine normale, questa bella signora che fa un gesto naturale, quotidiano, bellissimo... È un'epifania!! Capito? (René) [dopo aver rivisto la scena in cui Stanis, nel ruolo di Giorgio, si sofferma su una signora che sta stendendo le lenzuola al balcone]
  • Sara[12]: Oh, oh! Che sei 'l regista te?
    René: Sì. Piacere, René Ferretti, grazie di essere dei nostri.
    Sara[12]: Certo. Senti, se te serve io me butto!
    René: Certo che me serve! Io voglio che gli attori si buttino, non voglio che si trattengano, capito? Poi caso mai sarò io a dirti «fai meno!»
    Sara[12]: Infatti... No, no, che hai capito? Si te serve me butto... me butto dar letto!
    René: No, no, no. Stattene a letto che stai perfetta.
  • Tu 'o sai ora che fai? Tu ritorni dalla signora e la convinci a firma la liberatoria! Perché fà firmà le liberatorie è l'abc del tuo lavoro e se tu nu' lo sai fare, te ne ritorni ai CTO de Lampedusa[13] da do' sei arrivato e ce rimani, so' stato chiaro? (Sergio) [ad Alessandro]
  • Stanis: Questo è Stanislavskij, eh?[14]
    Sara[12]: Staschi... sì...
    Stanis: Tu fai più cinema o televisione?
    Sara[12]: Io faccio 'a stazione Termini!
  • Alessandro [al telefono]: Sergio, niente, questa... questa non ne vuole sapere! Io non so che fare!
    Sergio: Oh cazzo, ma se cretino? Ma j'hai offerto quaranta euri?!
    Alessandro: Sì, sì, certo.
    Sergio: E lei?
    Alessandro: Niente!
    Sergio: Ok, scateniamo l'inferno! Offrigliene sessanta, e vai!
    Alessandro: Ma Sergio... ho come l'impressione che non sia una questione di soldi...
    Sergio: Ah nun è una questione de soldi, li mortacci tua! Allora dije settantacinque euri, ha' capito? E chiudi, bastardello! Forza, sbrighete!
    Alessandro: Ma...
    Sergio: Ma cosa ma... Che sei 'n combutta c'a signora? Porco cazzo! Guarda che se vengo lì ve sputo a entrambi, 'e capito? [chiude il telefono]
  • Posso dire una cosa, che la tua mania di protagonismo è veramente insopportabile, Seppia? Ti faccio una domanda: tu ti rendi conto che ogni volta che sei lontano dal centro dell'attenzione tu cerchi di dire o fare qualcosa per farti notare? Questa è una cosa brutta! (Stanis)
  • E quindi ho contattato Sbrodolossima,[15] quel programma dove mandano in onda dei ciak sbagliati, sai... dove gli attori si mettono a ridere. Tu non hai idea di come arrivi al cuore degli italiani con queste puttanate! (Lopez) [a René]
  • Certo che questa ragazza così drogata... a me me fa pena. (Duccio) [ad Alfredo, riferito a Sara[12]]
  • Claudio [al telefono]: René, Medical Dimension è una trappola. È una trappola ti stanno fregando.
    René: No come... Scusa, no, ma che stai dicendo, scusa? Non ho capito. Ma che cazzo dici, Claudio?
    Claudio: Guardati le spalle, René.

Episodio 11, Stopper

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Sergio Brio interpreta sè stesso in questo episodio della serie
  • [I tre sceneggiatori stanno guardando una serie coreana per trarre spunto per i dialoghi di Medical Dimension]
    Sceneggiatore 2 [col dizionario in mano]: Eh, però qui adesso attenzione. Perché se è "wo hee heé" allora vuol dire "palleggio", ma se è "woo heè hee" vuol dire "arancia".
    Sceneggiatore 3: E mo sò cazzi.
    Sceneggiatore 1: Vabbè io scrivo sia palleggio che arancia, poi capiremo.
  • Arturo: Brio? No, quello de 'a Juve de tanti anni fa? Quello che dava i carci a Pruzzo?
    Biascica: Er bomber de Crocefieschi, esatto!
  • Non mi sta bene che siamo tutti qui ad aspettare un calciatore, cioè un inutile, d'accordo... un semplice intrattenitore. Perché qui noi abbiamo una missione ben precisa, siamo dei sacerdoti. Tu lo sai a me come mi guarda la gente per strada? Non lo sai! (Stanis) [ad Arianna]
  • Io amo le comparse, il sottoproletariato dello spettacolo. (Stanis)
  • Biascica: Scusi Brio, la permette una parola? [presentandosi] Biascica Augusto, capo-elettricista romanista.
    Sergio Brio: Piacere!
    Biascica: Questa è mio figlio Arturo.
    Arturo: Ciao.
    Sergio Brio: Ciao.
    Biascica: Colgo l'occasione per farle i complimenti per tutto quello che lei è stato come calciatore, ma... malgrado tutto, e... e poi successivamente come telecronista.
    Sergio Brio: Grazie.
    Biascica: E je volevo fa 'na domanda: che è successo er 10 maggio 1981? La Roma era scomoda forse? Ce stavano de mezzo i servizi segreti, come dicono 'n parecchi? Eh, com'è andata veramente, Brio? Forse è ora che 'sta storia venga fuori, 'sta verità!
    Arturo: Papà...
    Biascica: 'O so, 'o so, 'o dico senza polemica.
    Sergio Brio: Maggio '81? Ma il gol di Turone dici?[16]
    Biascica: Esatto!
    Sergio Brio: Ma basta co' questa storia! Qui a Roma non fate che parlare d'altro che del gol di Turone da trent'anni! Basta! [...]
    [Brio intanto va via]
    Biascica [al figlio Arturo]: Hai visto però? Hai visto? Ha fatto 'a faccetta. Come a dire: «So tutto, ma non posso parlare»...
  • Stanis: Ascolti una cosa Brio, io non farei mai a cambio con un calciatore e sai perché? Perché poi a trentacinque anni voi avete finito, avete fatto tutto... e poi ecco la depressione, ecco la voglia di farla finita da un giorno all'altro. Io invece no, io lavorerò fino a ottant'anni. Voi invece niente, buio, nulla... Altro che "Brio": "buio".
    Sergio Brio: Ma quale buio, io c'ho tante cose da fare nella mia vita!
    Stanis: Per il momento, Brio, poi finisce la carriera e iniziano i dolori, abbi fede, dai!
    Sergio Brio: Ma la mia carriera è finita vent'anni fa.
  • Sergio Brio: Va bene, ho capito tutto. Siete tutti simpatici. E il dottore matto [Stanis], il capo elettricista col finto figlio [Biascica], la signora che ha bevuto il vino [Itala] e il finto regista bravissimo [René], adesso tu con 'sta storie delle medicine,[un uomo che aveva fatto irruzione sul set per aggredire Stanis, che ne aveva quasi avvelenato la madre prescrivendole dei farmaci da un vecchio episodio de Gli occhi del cuore] bellissima storia, però basta. Bravissimi tutti.
    Sergio: Cioè?
    Sergio Brio: Cioè, vuoi che lo dico io? "Sergio Brio, sei su Scherzi a parte!"
  • Arianna: Ma tu veramente hai prescritto dei farmaci a sua madre?
    Stanis: Scusami un attimo Arianna, abbi pazienza, eh... La signora aveva gli stessi identici sintomi dell'albanese a puntata tre de Gli occhi del cuore 2, eh? Te lo ricordi che poi a puntata sette stava molto meglio? Per cui sono andato sul sicuro, non... Che poi se non sbaglio abbiamo fatto il picco di ascolto in quelle puntate, o no?
    Arianna: Picco d'ascolto?
    Stanis: Eh, mi sembra di sì per cui non capisco... cioè veramente non capisco.
  • [René ha scoperto che la serie debutterà lo stesso giorno della finale di Champions League e, avendo inoltre riscontrato altre irregolarità produttive, contatta Lopez per avere delle spiegazioni]
    Lopez: Il senso dell'intera operazione peraltro è più complesso, più ampio: dimostrare a tutto il comparto televisivo nazionale, dalle reti ai produttori, dai giornalisti agli investitori pubblicitari, che in Italia una fiction diversa oggi non solo non è possibile, ma non è neanche augurabile. Non la vuole nessuno una fiction diversa!
    René: Ma è pazzesco, io non...
    Lopez: Ma tu ti rendi conto cosa succederebbe se veramente qualcuno facesse una fiction più moderna? Ben scritta, ben recitata, ben girata. Ma tutto un intero sistema industriale, ma fondamentale per il nostro Paese, di colpo così da un giorno all'altro... dovrebbe chiudere! Caput! Ma la domanda è un'altra: perché rivoluzionare un sistema che funziona già?
    René: Per il pubblico!
    Lopez: Bravo! Ma la fiction un suo pubblico ce l'ha già!
  • Il Dottor Cane è troppo buono, lui lo sa che ti voglio bene come si vuole bene ad un compagno di scuola ritardato. (Lopez) [a René]

Episodio 12, Nella rete

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Paolo Sorrentino interpreta sé stesso in questo episodio della serie
  • Fabiana: Ma hai bevuto?
    René: Uh, haha... prrrr... urca, chiede se abbiamo bevuto!
    Duccio: Ce l'ha chiesto pure la polizia, eh... Allora signori, ascoltate tutti quanti, questo è il nostro nuovo amico Montecarlo, lo abbiamo trovato sul lungotevere. Montecarlo è un maestro assoluto di bon-ton ed è soprattutto un artista. Ora vi facciamo vedere! [Duccio, René e Montecarlo improvvisano una sorta di tarantella]
  • [Fabiana e Valerio sono in sala trucco]
    Fabiana: Sai quando dici di no a una persona e questa continua a insistere?
    Valerio: Senti, nun m'attaccà il pippone, per favore, eh.
    Fabiana: Il che?
    Valerio: Pippone, siluro, come 'o chiami?
    Truccatrice: Pippone è un discorso un po' lungo, devastante...
    Valerio: Devi esse' breve, 'sta cosa se me 'a voi racconta', ce devi mette' due minuti, due minuti e mezzo, ma massimo!
    Truccatrice: 'Mazza Vale', te sempre 'n signore, ve'?
    Valerio: Guarda che a me m'attaccano dai dodici ai tredici pipponi al giorno e io li blocco subito, li fermo.
  • Stanis: Comunque quando vi accorgerete che questa scena senza il Dottor Corelli non funziona e verrete a chiedermi: «Ti prego Stanis vieni in scena! Ti prego Stanis, fai la scena!» Ecco, sapete cosa potrà succedere? Che io non vorrò più farla a quel punto.
    Arianna: E vabbè...
    Stanis: E mi fate venir voglia di far saltare la festa, ok?
    René: Festa, quale festa?
    Stanis: Anzi, già che ci siamo ne approfitto per dirlo a tutti... Signori, voi siete tutti invitati nella mia villa di Sabaudia per la messa in onda della prima puntata di Medical Dimension che, correggimi se sbaglio Renato, è il 22 del mese prossimo. [René e Duccio si mettono a ridere] Esatto! Molto importante: naturalmente siete invitati tutti, anche i più umili del set. Capito, Seppiolina? Piccolo mollusco, anche tu puoi venire! Cosa molto importante: per carità non mi portate del vino, perché io il vostro vino lo butto, d'accordo? Anzi! Vi chiedo una cortesia, non portate proprio nulla perché io butto tutto.
    René: Ma è un'idea grandiosa la tua, Stanis!
    Stanis: Eh, lo vedi?
    René: Una festa per la prima messa in onda di Medical Dimension. [si mette a ridere] Hai capito, Duccio? [si mette a ridere anche Duccio] Che dici?
    Stanis: E ti dirò di più, che per l'occasione sai cosa ho fatto, Renato? Ho comprato una televisione con uno schermo ultrapiatto che è grande come una porta di calcio, per valorizzare il lavoro che abbiamo fatto. Perché quello che noi abbiamo fatto è pazzesco, quello che noi abbiamo fatto, Renato, rimarrà per sempre. Lo sai questo? [lo bacia sulla fronte] Per sempre!
    René: Tu sei un bravissimo ragazzo, Stanis. Sei un bravissimo ragazzo.
  • Secondo me questo non è Federer! (René) [ad Alessandro riferito al pesce]
  • Valerio: Lo sai che c'è? Che comunque io me so' rotto li cojoni de fa' 'sto lavoro.
    Biascica: Ah, ma 'o sai che se vede 'n po'?
  • René: D'altra parte chi è di noi che non ha mai pensato: «Mo' m'ammazzo!» [Itala fa segno di no] È una scena che parla di tutti noi, signori, vero Duccio? [riferito alla scena che stanno girando in cui Fabiana vuole suicidarsi]
    Duccio: Assolutamente, maestro! Infatti io e l'amico Montecarlo abbiamo deciso di aprire tutto, nella tradizione!
  • Racconta una storia di quelle tue di Matera, una cosa buffa, magari una storia di estrema povertà in Lucania. (Duccio) [a Lorenzo]
  • Brava Arianna, come sempre. Senti, ma come mai voti Berlusconi? Vabbè dai non ti preoccupare, me lo dici un'altra volta. (René)
  • Boris, come ho potuto non sentire le tue grida?! Perché tu volevi avvertirmi, vero? Tu lo sapevi, tu avevi capito tutto. Che stupido che sono stato! (René) [al pesce, dopo aver capito che non si tratta di Federer ma di Boris]
  • [Paolo Sorrentino arriva sul set di Medical Dimension]
    Sergio: Dica, scusi, desidera?
    Paolo Sorrentino: Sono Paolo Sorrentino, devo parlare con un'attrice in teatro.
    Sergio: Ah... Piacere! Piacere! Sergio Vannucci. Tra l'altro io mi volevo sempre complimentare pe' come si chiama lì... Camorra!
    Paolo Sorrentino: Gomorra.
    Sergio: Eh bravo, Gomorra...
    Paolo Sorrentino: Comunque Gomorra è di Matteo Garrone. È quello basso Garrone. Sta perdendo pure i capelli...
    Sergio: Ah, mi dispiace...
    Paolo Sorrentino: Eh, lo so.
    Sergio: Garone, come no? Lo scrittore c'a scorta?[17]
    Paolo Sorrentino: Eh sì, quello là... quello là...
  • Paolo Sorrentino: Basta, questo posto è luttuoso e mortuario, non lo vedi? Vattene via da questa serie di merda!
    Fabiana: Ma guarda che te l'ho detto, eh! È una serie diversa. È più... interessante.
    Paolo Sorrentino: Stessa storia. Tutte le serie tv all'inizio sono diverse, poi arriva qualcuno che le scrive e diventano irrimediabilmente delle cacate.
  • Itala: Lo sai che stai proprio in grande forma? Pari proprio un regazzino!
    Paolo Sorrentino: Grazie! Grazie!
    Itala: Quando m'hanno detto quello è Alan Sorrenti m'è pijato un coccolone, ce so' rimasta! Ma il segreto qual è? Nun magni 'a carne?
  • Dottor Cane: Vede Ferretti, un progetto televisivo è come un cocktail. [...] Questo è un Manhattan e un Manhattan si fa con sette decimi di whisky, tre decimi di vermouth rosso, una goccia di angostura e una ciliegina rossa. [...] Io personalmente ci aggiungo un mezzo Lexotan. Gli ingredienti di una buona fiction sono come questa roba qui: hanno un loro equilibrio.[18] [...] Lei è un uomo molto fortunato. Ha visto cosa è successo a Dimension Six, il prodotto direi gemello del suo Medical Dimension? Ha fatto il tre percento. Ecco, vede Ferretti, Dimension Six ha preso il palo che noi avevamo prenotato per lei, si figuri. Mi segue?
    René: Mica tanto...
    Dottor Cane: Mi spiego meglio. Eravamo a casa del Presidente e avevamo due prodotti gemelli creati tutti e due con lo stesso intento, quello cioè di essere uccisi. Il Presidente, che è una persona di spirito, ha voluto che si tirasse la monetina. E noi abbiamo tirato la monetina. Ed è toccato a loro, a Dimension Six, prendere quel palo. Ed è per questo, vede Ferretti, che oggi posso farle questo grande regalo: Medical Dimension non andrà in onda. Mai. Mai. Glielo prometto. Ha la mia parola.

Episodio 13, Ritorno al futuro (prima parte)

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  • Biascica: Oh, che ne sarà di noi?
    Duccio: Guarda io ho trovato una cosa che potrebbe non essere male, eh. Guardia forestale.
    Biascica: Guardia forestale? E per quann'è?
    Duccio: Subito.
    Biascica: Ma come, aoh? Te sei trovato 'n artro capo elettricista? Nun me l'aspettavo da te, Duccio.
    Duccio: Biascica, tu sei una minchia... Sono io la guardia forestale! Nel senso che lo zio Totò mi ha raccomandato per entrare come guardia forestale in Abruzzo, nella... nella?
    Biascica: Foresta?
    Duccio: Nella riserva naturale!
    Biascica: Ah be'... cioè... sei tu la guardia... sei proprio la guardia forestale.
    Duccio: Sono io la guardia forestale. Duemila euro al mese, zero spese e c'ho pure la casetta dove andare a pensare.
  • Stamme a sentì: la cazzata vera è stata fatta cinque mesi fa co' sto Medical Dimension. Co' 'a qualità, 'a qualità... a me mi fa schifo anche solo la parola. 'A qualità... Quanno sarà tutto finito, cioè domani, a noi ce tratteranno come l'appestati, hai capito? Artro che Ferretti... condottiero de 'sta ceppa. (Itala) [ad Alfredo]
  • Allora non avete capito... Io voglio la merda del passato, io sono il re della merda, voi siete degli esseri di merda che vivono nella merda e insieme possiamo fare un grande classico! (René) [agli sceneggiatori]
  • Signori, fermi tutti. Oggi Luigi Pirandello avrebbe compiuto centoquarantatré anni.[19] (Sceneggiatore 3)
  • Stanis: Sono rimasto perché sono molto affezionato a questo posto, a questo teatro, la sua particolare atmosfera. Non sono rimasto per aspettare René Ferretti, questo è chiaro? Perché Stanis La Rochelle non aspetta?
    Arianna: Nessuno.
    Stanis: Nessuno. Adesso – e arrivo al punto – questo posto, questo teatro, con questa particolare atmosfera e tutto il resto... mi ha rotto il cazzo! Va bene? Per cui Stanis La Rochelle se ne va perché non c'è più motivo per rimanere.
  • È una scena bellissima, una scena in cui... tu... sei... davanti allo specchio e prendi atto di quanto sei cresciuto, no, di quanto sei maturato, di quanto sei uomo... bello... bellissimo... ecco e vedi proprio tutta la tua virilità. (Arianna) [a Stanis, inventando una scena da girare per convincerlo a rimanere]
  • Qui voglio un carrello, alla Notting Hill, capito? Alla londinese! (René)
  • E insomma sei diventato dialoghista di Libeccio, eh? Bravo ragazzo mio, è così che si inizia. Metti la cera, togli la cera.[20] Metti la cera, togli la cera. (Sceneggiatore 3) [ad Alessandro che sta pulendo lo yacht degli sceneggiatori con uno spazzolino]
  • Sai, una volta è venuto da me e mi ha iniziato a fare tutti i discorsi strani tipo: «Sai, forse non sono tuo padre»... Io l'ho fermato subito e gli ho detto: «Allora caso mai, forse, sono io che non sono tua figlia.» E poi comunque se le cose stanno così dammi la mia quota, arrivederci e grazie. (Cristina)
  • Alfredo: "Quota"? Come la vedi la "quota"?
    Sergio: Beh, "stecca" è sotto i cinquemila... "parte" mi pare che è sotto i cinquantamila...
    Alfredo: E "quota" è sopra un milione.
    Sergio: Decisamente. Che mondo di merda!
  • Senti non mi pija pe' culo Duccio, io vojo te. Basta con la fotografia da fighetto de 'sto stronzo. [riferito a Lorenzo] Capito, io voglio la roba tua, la roba tua 'n tanto al chilo, hai capito? La roba tua de 'na volta, voglio che apri tutto. Voglio che smarmelli! (René)
  • Duccio: Hai capito che cosa ha detto René? Che la tua fotografia fa schifo. Io ti volevo dare una possibilità ma tu non l'hai saputa cogliere perché hai voluto fare una fotografia politica, ignaro del fatto che i muri sono caduti.
    Lorenzo: I muri?
    Duccio: Adesso è tornato il tempo di aprire tutto.
  • Lasciaci fare il nostro lavoro. Tu fai le cose tue, no. Vai a urlare alle comparse o cose del genere. (Sceneggiatore 1) [ad Arianna]
  • [Facendo il ciakkista] Occhi del cuore 3, uno bis, prima! Sì signori, avete capito bene! Occhi del cuore 3... perché a noi la qualità c'ha rotto er cazzo! Perché un'altra televisione diversa, è impossibile![21] Viva la merda! (René) [conclude tra gli applausi scroscianti dei presenti]
  • Cristina: Ma te l'hanno detto che mi sono staccata dalla mia famiglia, vero?
    René: Sì, sì, me l'hanno detto che hai fatto questa scelta coraggiosa. Eh... Che sei diventata quasi povera.
    Cristina: Guarda, non me ne parlare. Da sola con questi trenta milioni. Anche perché a noi giovani non ci aiuta nessuno.
  • Ma tu perché nun te sei mai rifatta? Il naso, le labbra, 'e zinne. C'hai un problema, sei cattolica, hai fatto un voto, un fioretto? (Glauco Benetti) [a Corinna]
  • Ma come hai fatto a sopportarla du' anni questa? Io il giorno dopo volevo prendere il machete in macchina! (Glauco Benetti) [al telefono con René, riferendosi a Corinna]
  • René: Mo' dove li metto 'sti cani? Ma tu non c'avevi un giardino?
    Alfredo: Venduto...
    René: Sì, ma tu avevi la passione per i cani...
    Alfredo: Venduta. Venduta pure quella.
  • René, te credo che non funziona. Famoli sogna' 'sti italiani, no? Famole vede' un po' de zinne. (Karin)
  • Questa è merda... vecchia... loro adesso vogliono merda nuova! (Sceneggiatore 2) [a René, commentando il girato effettuato finora]

Episodio 14, Ritorno al futuro (seconda parte)

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  • Sceneggiatore 1: Vedi, René, in rete considerano Occhi del cuore acqua passata. Senza sapere esattamente cosa vogliono, blaterano sempre di futuro... e Occhi del cuore è il passato.
    René: Cioè?
    Sceneggiatore 1: Renato, svegliati! Serve un qualche cazzo di futuro!
    René: No, guarda... ci sono già cascato nel futuro, eh? Non mi fido del futuro!
    Sceneggiatore 1: Ma non il futuro di Medical Dimension, che è una gran cazzata, io parlo della locura, René, la locura. La pazzia – che cazzo, René! –, la cerveza, la tradizione, o merda, come 'a chiami tu, ma con una bella spruzzata di pazzia: il peggior conservatorismo che però si tinge di simpatia, di colore, di paillette. In una parola: Platinette. Perché Platinette, hai capito, ci assolve da tutti i nostri mali, da tutte le nostre malefatte... Sono cattolico, ma sono giovane e vitale perché mi divertono le minchiate del sabato sera. È vero o no? [...] Ci fa sentire la coscienza a posto Platinette. Questa è l'Italia del futuro: un paese di musichette, mentre fuori c'è la morte![22] È questo che devi fare tu: Occhi del cuore sì, ma con le sue pappardelle, con le sue tirate contro la droga, contro l'aborto, ma con una strana, colorata, luccicante frociaggine. Smaliziata e allegra come una cazzo di lambada. È la locura René, è la cazzo di locura. Se l'acchiappi hai vinto.
    René: Ci sto! Non so che cazzo hai detto ma ci sto!
  • Arianna: Vedo che ti sta entusiasmando parecchio Occhi del cuore.
    Alessandro: Eh, mi sto entusiasmando per la tecnica che c'è dietro.
    Arianna: Sì ma non funziona così. Perché ora che hai imparato la tecnica sei dentro un meccanismo, un meccanismo che è pieno di soldi, di... di fiction diverse che però so' tutte uguali. Alla fine non ne esci più.
    Alessandro: Vabbè però allora spiegami, cioè... che... che devo fare io? Come lo pago l'affitto?
    Arianna: Devi riuscire a conservare un... un senso di...
    Alessandro: Un senso di? [Arianna si appisola]
  • Ah ma si smonta anche perché qui da lunedì si insedia una fiction straordinaria, bellissima... Luciano Moggi: un eroe italiano. Oh, oh! La fa Favino. Ma non ci si può credere! Si è rapato tutto qui, no? È identico! Fa impressione![23] (Lopez)
  • Karin: Lo sai che c'hai 'n bel problema, Cristì?
    Cristina: Io? Quale?
    Karin: Che non ti fa mai li cazzi tua!
  • René, Renè... Fino all'ultimo proprio... Sei proprio un simpaticissimo caprone! (Lopez)
  • Assistente di Lopez [porgendo un DVD]: Questa è una copia omaggio di un prodotto di punta della rete, Libeccio, la quinta stagione, da parte del Dottor Cane.
    Biascica: [commosso] Libeccio! Ma quanti ricordi... gli straordinari d'aprile... le vertenze sindacali... le litigate de' a CGIL. Grazie signorina, mortacci tua!
  • Ma lo sai cos'è l'intelligenza, René? È ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. E tu con il massimo sforzo ti prepari ad ottenere lo sai cosa? [...] Niente. (Lopez)
  • Io so' tanti anni che lavoro co' René Ferretti e ogni anno pare che l'affonnano, ma René Ferretti non affonna mai... risorge... come Cristo 'n croce. Io dico questo allora: se Cristo 'n croce me chiede oggi: "Te spigneresti fino a oltre 'e diciotto?", come se dice, no... Aidadrì... I've a drì... I have a dream... dico: "Me spingo fino a' 'e dieciotto". E voi e l'altri fate come ve pare! (Biascica) [alla troupe]
  • Sceneggiatore 2: Praticamente l'idea è che in ogni puntata il nostro carismatico Dottor Giorgio all'inizio si scontra con la diffidenza dei pazienti – no? –, però poi, pian piano, li convince a fidarsi di lui e a farsi operare anche se è cieco. È... è un personaggio archetipale.
    Sceneggiatore 3: Molto americano!
    Sceneggiatore 2: Molto americano!
    Sceneggiatore 1: Molto americano.
    Stanis: Io ci penso un po' e poi vi faccio sapere se vi faccio causa.
  • Karin: Certo che voi due ve siete trovati eh? [rivolta ad Arianna ed Alessandro che parlavano tra loro]
    Arianna: Scusa?
    Karin: No, dico, ve siete trovati... tra comunisti. Avete fatto coppietta. Ando' ve siete trovati, dentro a 'n centro sociale? Che poi tra l'artro a me le coppiette de comunisti me so' pure simpatiche, me fanno simpatia e tenerezza. Sai, un po' zozzarelli, "Ciao ciao amo', er mare inquinato, le spiagge libere..."
  • Dio m'ha dato un dono, non ti preoccupare: | sono un gran dottore, ti saprò guarire. | Non ti vedo bene, ma ti voglio bene. | Siamo una famiglia, adesso vieni. | Dammi tre parole: o-occhi del cuore | e così ritroverai l'amore. | È una clinica speciale, fuori dal normale, | vieni qui a farti curare. | Con i suoi pazienti, anche meno abbienti, | sulla salute non facciamo affari, aaah, ahhh... (Stanis) [interpretando Giorgio e cantando la canzone della locura insieme agli altri della troupe sulle note di Tre parole di Valeria Rossi]
  • Sergio: Siamo l'unica fiction al mondo che il giorno che la sospendono spende più de tutti l'artri giorni, eh.
    René: Ma vedrai Sergio che questa è l'unica fiction al mondo che il giorno che la sospendono... n' 'a sospendono!
  • René, io ho già sparso la voce che t'ho mandato affanculo. È 'na polizza per il futuro, capito? Te vojo bene. (Itala)
  • Stanis: Ti volevo fare una proposta, ascolta. Io ti offro quindicimila euro se tu spontaneamente e pubblicamente ammetti che tra tutti gli uomini che tu hai avuto in vita tua, io come amatore sono stato imbattibile. Anzi, anzi, l'imbattibile.
    Karin: È 'na proposta carina quella che me stai a proporre!
    Stanis: Sì?
    Karin [annuisce]: Ciao amò! [lo bacia]
    Stanis: Eddai su... Non l'imbattibile, non l'imbattibile... il toro!
  • Alessandro: Te l'ho mai detto che c'ho un diario?
    Arianna: No.
    Alessandro: No, be'... Rispetto a quello che ci dicevamo stanotte... l'idea... Eh, io questo diario lo sto rileggendo in quest'ultimo periodo e devo dire che mi son successe cose veramente interessanti in quest'ultimo anno e mezzo e quindi pensavo... che magari insieme... potevamo scrivere un soggetto per una serie tv. Un personaggio come René non puoi non...
    Arianna: No guarda, scusa ti fermo subito, ma non credo che funzionerebbe. Sarebbe una cosa un po' da addetti ai lavori.
    Alessandro: Ah... Non funziona infatti... Tra l'altro pure la storia d'amore... strana.
    Arianna: Strana...
  • Senti René, ma una serie tipo Quelli della forestale ambientata qua, tu come la vedi? (Duccio)
  • Dottor Cane: Capisci, Lopez, perché sei un testa di cazzo? Perché mi hai nascosto questo [il dvd di Occhi del cuore 3] per mesi.
    Lopez: Vabbè, neanche la durata richiesta... mi è sembrato inutile.
    Dottor Cane: Ecco, è per questo Lopez che tu non sarai mai me... perché non hai un briciolo di cuore.
    Lopez: Dottore, sono veramente desolato.
    Dottor Cane: E mi rincresce perché Ferretti ha capito una cosa... Che la televisione in questo Paese deve dare sì quel senso – peraltro un po' irreale – di tradizione, ma deve dare anche qualcosa di più: una pazzia... un colore... e diciamo pure una locura. La roba di cui, diciamo, va matta mia figlia Lucrezia.[24] E Ferretti l'ha capito... ed è così che si salva la tradizione. Perché non mi hai detto niente?
    Lopez: Sono veramente mortificato, Dottore. Quindi vogliamo andare avanti con Occhi del cuore [fa il segno "tre" con la mano]?
    Dottor Cane: Ma certo, Lopez! Certo! Perché vedi, Occhi del cuore è come il Colosseo: vecchio, decrepito, i piccioni ci defecano sopra, ma lui sta sempre lì e lo guardano tutti.
    Lopez: Bellissima metafora, Dottore!
    Dottor Cane: Ah... perché vedi – non mi interrompere! – Occhi del cuore esisterà finché esisterà un Paese chiamato Italia!

[Squilla il cellulare di René che insieme a Duccio sta facendo ormai da mesi il lavoro di guardia forestale]
René: Dai, senti un po' chi è.
Duccio: Lopez.
René: Chi?
Duccio: Lopez. Che faccio rispondo?
[René indugia e la serie si conclude con il telefono che ancora squilla]

  1. La scena alla fine si rivela essere un sogno di René Ferretti che si è appisolato nell'attesa di parlare con i direttori di rete.
  2. a b Riprendendo una battuta del primo episodio della terza stagione.
  3. Riferito a un loro dialogo della puntata precedente.
  4. Cfr. la voce Svolta della Bolognina su Wikipedia.
  5. Cfr. voce su Wikipedia.
  6. Cfr. la voce Lee Strasberg su Wikipedia.
  7. Riferimento a una sua battuta precedente e alla valigia piena di "obiettivi" che ha dato ad Alessandro, incaricandolo di portarla a Duccio.
  8. Cfr. Abe Gubegna (attribuita): «Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più del leone o verrà uccisa. Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, un leone si sveglia e sa che dovrà correre più della gazzella o morirà di fame. Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, non importa che tu sia leone o gazzella, l'importante è che cominci a correre.»
  9. Cfr. Mostro di Firenze.
  10. a b Riferimento alla fiction L'onore e il rispetto. Cfr. voce su Wikipedia.
  11. La citazione «I bravi artisti copiano, i grandi artisti rubano» viene spesso erroneamente attribuita a Pablo Picasso, soprattutto da Steve Jobs che riprese più volte la frase. In realtà non ci sono evidenze a supporto di tale attribuzione. Una prima frase simile risale al 1892, William Henry Davenport Adams in quell'occasione però si riferì ai poeti e non agli artisti in senso lato: «i grandi poeti imitano e migliorano, mentre quelli piccoli rubano e si rovinano.» Poi nel 1920 Thomas Stearns Eliot scrisse (riferendosi sempre ai poeti): «I poeti immaturi imitano; i maturi rubano.» Nel 1959 comparve per la prima volta una frase simile in cui si faceva riferimento agli artisti e non ai poeti nello specifico: «Gli artisti immaturi prendono in prestito; gli artisti maturi rubano.» Versioni leggermente diverse di questa citazione sono state in seguito erroneamente attribuite anche a Igor' Fëdorovič Stravinskij (1967) e William Faulkner (1974).
  12. a b c d e f Si tratta di una ragazza tossicodipendente raccattata da Sergio per interpretare il ruolo della paziente con la sindrome di Münchhausen.
  13. Riferimento al CPT (Centro di Permanenza Temporanea) di Lampedusa. Cfr. voce su Wikipedia.
  14. Cfr. la voce Metodo Stanislavskij su Wikipedia.
  15. Cfr. la voce Paperissima su Wikipedia.
  16. Cfr. la voce Serie A 1980-1981 su Wikipedia.
  17. Sergio confonde il regista del film Gomorra con Roberto Saviano, l'autore del libro Gomorra.
  18. Il discorso tra René Ferretti e il Dottor Cane avviene in realtà prima degli eventi narrati nella puntata e l'episodio viene ricordato dal regista sotto forma di flashback. I primi tre stralci riportati del discorso del Dottor Cane vengono ricordati da Ferretti in vari momenti precedenti della puntata, mentre tutto la restante parte viene ricordata dal regista al termine della puntata.
  19. Essendo Pirandello nato il 28 giugno 1867, la scena è ambientata nel 28 giugno 2010.
  20. Cfr. Karate Kid - Per vincere domani (1984), Miyagi: «Dai la cera, togli la cera.»
  21. Riferimento a una sua battuta nell'ultimo episodio della seconda stagione.
  22. Questa parte del monologo dello sceneggiatore interpretato da Valerio Aprea è stata campionata da Willie Peyote nell'intro di Mai dire mai (la locura), canzone presentata al Festival di Sanremo del 2021. Il titolo stesso della canzone è un evidente riferimento al monologo di Aprea. Cfr. Francesca Binfarè, La canzone di Willie Peyote e la locura di «Boris», la citazione (e cosa significa), gqitalia.it, 2 marzo 2021.
  23. Cfr. una battuta di Martellone nella sesta puntata di questa stagione.
  24. Probabile riferimento ad un'altra battuta dello stesso Dottor Cane in un altro dialogo con Lopez nella quinta puntata della prima stagione.

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