Boris Johnson

politico, giornalista e scrittore britannico, attuale primo ministro del Regno Unito

Alexander Boris de Pfeffel Johnson (1964 – vivente), politico, giornalista e scrittore britannico.

Boris Johnson

Citazioni di Boris JohnsonModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Per dieci anni noi nel partito Conservatore ci siamo abituati allo stile della Papua Nuova Guinea con orge di cannibalismo e uccisioni dei capi.[1]
  • [Su Hillary Clinton] Ha i capelli biondi tinti e la bocca imbronciata, lo sguardo azzurro d'acciaio di una infermiera sadica in un ospedale psichiatrico.[2]
  • Praticamente ogni singolo sport internazionale è stato inventato o codificato dai britannici. E lo dico con tutto il rispetto per i cinesi, che sono così bravi a ping-pong. Il ping-pong è stato inventato attorno ai tavoli dell'Inghilterra del 19esimo secolo e allora si chiama Wiff-waff! Al posto delle racchette si usava una scatola di sigari e al posto della pallina un tappo di sughero di una bottiglia di vino.[3]
  • [Su Margaret Thatcher] Il più grande premier da Winston Churchill.[4]
  • [Su Vladimir Putin] Un tiranno manipolatore che sembra un po' Dobby l'elfo domestico.[5]
  • Napoleone, Hitler e altre diverse persone ci hanno provato, ed è finita tragicamente. L'Ue è un tentativo di fare lo stesso con metodi diversi.[6]
  • [Su Recep Tayyip Erdoğan] C'era un giovane ragazzo che veniva da Ankara, | che era un terribile segaiolo, | fin quando visse promiscuamente con l'aiuto di una capra, | ma lui non si è fermato neanche a ringraziarla.[7]
There was a young fellow from Ankara | Who was a terrific wankerer | Till he sowed his wild oats | With the help of a goat | But he didn't even stop to thankera.
  • [Su Denis Sassou Nguesso] Mi spiace, non posso stringere la mano a costui, è un criminale.[8]
  • [In merito alla pandemia di COVID-19 nel Regno Unito] Voglio essere onesto con voi, onesto col popolo britannico: molte famiglie, molte altre famiglie perderanno prematuramente dei loro cari.[9]
  • La corsa alla scoperta di un vaccino per sconfiggere il virus non è una gara tra Paesi, ma il più urgente sforzo comune della nostra vita.[10]
  • Non avrei dovuto chiudere tutto. È un disastro, non avremmo mai dovuto farlo, avevo ragione a febbraio: avremmo dovuto ignorare la cosa, far sì che il Covid circolasse in tutto il Paese e non distruggere l'economia così. Il Telegraph e mezzo partito conservatore ora mi distruggeranno. (marzo 2020)[11]
  • Non possiamo fermare l'economia solo perché muoiono persone con più di 80 anni. In media le vittime hanno 82 anni, è oltre l'aspettativa di vita. Dunque, prendere il Covid [e guarire] allunga la vita. Queste esagerazioni della sanità pubblica (Nhs) non mi convincono più. (15 ottobre 2020)[11]
  • [Su Partygate] Quando ero uscito nel giardino appena dopo le 18 del 20 maggio del 2020 per ringraziare lo staff, per poi rientrare nell'ufficio per continuare a lavorare 25 minuti dopo, credevo in maniera implicita che si trattasse di un evento di lavoro. (12 gennaio 2022)[12]
  • [Sulla crisi russo-ucraina del 2021-2022] Il piano della Russia di invadere l'Ucraina porterebbe al più grande conflitto in Europa dalla seconda guerra mondiale.[13]
  • Questa orribile e barbara avventura di Vladimir Putin deve finire con un fallimento. E quindi dico al popolo russo, il cui presidente ha appena autorizzato un'ondata di violenza contro un popolo slavo, ai genitori dei soldati russi che perderanno la vita: non posso credere che questo sia stato fatto in vostro nome o che vogliate davvero lo status di "paria" che porterà al regime di Putin. (Discorso pronunciato poco dopo l'invasione russa dell'Ucraina del 2022)[14]
  • Dico agli ucraini, in questo momento di agonia, che siamo con voi. Preghiamo per voi e le vostre famiglie e siamo dalla vostra parte. E se i mesi a venire saranno cupi e la fiamma della libertà si spegnerà, so che in Ucraina risplenderà di nuovo perché nonostante tutte le sue bombe, carri armati e missili, non credo che il dittatore russo potrà mai domare il sentimento nazionale degli ucraini e la loro appassionata convinzione che il loro paese dovrebbe essere libero. (Discorso pronunciato poco dopo l'invasione russa dell'Ucraina del 2022)[14]
  • [Su Vladimir Putin] Non crede affatto che l'Ucraina sarebbe entrata nella Nato [né] a quella roba semi mistica sulle origini del popolo russo, quel mix di Nostradamus e Wikipedia russa. [...] Penso che tema l'Ucraina perché in Ucraina ci sono libera stampa e libere elezioni. (Intervento a una conferenza a Blackpool)[15]

Da Berlusconi a Downing Street a me, inglese, farebbe orrore

Intervista di Enrico Franceschini, la Repubblica, 6 settembre 2003

  • Non nego di essere un ammiratore di Berlusconi e di quello che sta cercando di fare. Mi rattrista che abbia nemici così ostinati nel suo paese, e altrove. A me pare un uomo di grande capacità, che ha creato grandi cose.
  • [«Un ultramiliardario proprietario di televisioni e giornali, diciamo un Rupert Murdoch, potrebbe diventare premier in Gran Bretagna?»] Assolutamente no. [...] Mi farebbe orrore.
  • Berlusconi suscita antipatia in una certa euro-nomenklatura perché è un politico nuovo, insolito, acceso partigiano del libero mercato e filo-americano. Qualche giudice è probabilmente prevenuto contro di lui. Ciò detto, può darsi che le accuse di corruzione abbiano un senso. Può darsi che un giorno sarà costretto a pagare un prezzo per questo.

Da Boris Johnson, direttore dello Spectator: resta il più forte

Intervista di Paolo Filo Della Torre, la Repubblica, 28 settembre 2003

  • Blair soffre della perdita di credibilità per la serie di manipolazioni e tragicomici errori nella presentazione delle ragioni per l'invio delle truppe britanniche in Iraq. La Thatcher era vulnerabile per la crisi dell'economia e inoltre era stata predisposta un'impopolare riforma della tassazione sui servizi pubblici comunali. Ci sono tuttavia similitudini per quanto riguarda i movimenti di deputati ed esponenti di rilievo del partito al potere.
  • [Su Tony Blair] È l'uomo che ha dato ai laburisti due straordinarie vittorie. Ancora oggi nei sondaggi è considerato il personaggio più accettabile come premier malgrado le critiche. Non solo per il dossier Iraq, ma anche perché il suo governo non è capace di mantenere le promesse sul miglioramento dei servizi pubblici.
  • [Su Gordon Brown] La sua strategia economica non ha tenuto conto della recessione mondiale, ha pianificato un livello di spesa pubblica sostenibile solo con un forte aumento di tasse, una soluzione che non sarà certo gradita.

Da I suoi veri nemici fra i conservatori

la Repubblica, 8 febbraio 2005

  • [Su Margaret Thatcher] Mi sentivo come se mi avessero ammazzato la tata. Lontano da lì, a Londra, una gang di deputati conservatori crudeli e vigliacchi aveva appena silurato il più grande primo ministro inglese del tempo di pace. Da quel momento in poi la guerra sul significato e l'importanza del suo lascito non si è mai interrotta.
  • Il thatcherismo prima di qualsiasi altra cosa doveva essere una dottrina per migliorare e liberalizzare l'economia, anche se le nude cifre non sono così impressionanti come noi thatcheriani vorremmo che fossero.
  • Si supponeva che Thatcher dovesse essere simile a De Gaulle, in quanto aveva un'idea super-patriottica del suo paese d'origine. La considerazione thatcheriana di un'Inghilterra protagonista del mondo, una nazione con la quale non si scherzava, fu esemplificata dai suoi memorabili istrionismi nella Ue. Colpiva a borsettate gli altri leader europei con una fiera indignazione tutta femminile e provocava vere e proprie estasi di devozione sentimentale nei suoi sostenitori. Al tempo stesso si rese conto che era essenziale allargare al massimo l'influenza inglese coltivando Washington e in particolare le relazioni con Reagan. Ciò nonostante, alla fine del suo mandato, le sue posizioni riguardanti tanto l'Europa quanto l'America apparivano sorpassate e imbarazzanti.
  • Per tutta la mia infanzia la politica inglese era stata dominata da una facile accettazione del declino. Il nostro peso nel mondo stava scemando e non c'era molto che si potesse fare al riguardo. Thatcher cambiò tutto. Indipendentemente da quello che le statistiche paiono suggerire, lei cambiò decisamente in meglio i presupposti stessi dell'economia inglese, con modalità che è stato difficile per i Labour revocare. Rimise in piedi il settore energetico e le imprese. Emancipò milioni di persone che furono libere di acquistare proprietà e azioni e di prendere parte a una democrazia capitalista. Seppe tenere a bada i sindacati. Vinse una guerra distante migliaia di chilometri, rivendicando il principio della sovranità nazionale. Fu coraggiosa e spesso ebbe ragione. Più di ogni altra cosa, nei ceti più alti della nomenklatura inglese lei seppe cambiare il concetto stesso di quello che voleva dire essere inglesi. Essere inglesi, dopo Thatcher, non significava più essere rassegnati al declino.

Da «La mia Londra? Un'antica Roma del Ventunesimo secolo»

Intervista di Guido Santevecchi, Corriere.it, 6 giugno 2008

  • Sì, amo il latino e il greco, vorrei che fossero insegnati in più scuole. E mi piace anche l'italiano. Penso che il latino sia una magnifica chiave per apprendere altre lingue.
  • [Sulla violenza tra i giovani in Londra] Sembra un brutto incubo, ma ogni atto di violenza aumenta la mia determinazione a cambiare le cose: più pattuglie di polizia nelle strade e su autobus, metropolitana, treni. Tolleranza zero, certo. Ma dobbiamo anche cambiare questa cultura dell'aggressione e della vendetta. Dobbiamo far capire ai ragazzi quali sono i limiti.
  • Il principale successo dei romani fu che riuscirono a creare un senso di identità, romanitas. Dal Portogallo all'Iraq, dalla Scozia alla Libia, su enormi estensioni territoriali i romani spinsero i popoli a convincersi di essere parte di una stessa cultura. A Londra siamo fortunati, abbiamo gente che parla trecento lingue diverse, è fantastico, ci arricchisce. Ma voglio che la nostra sia una città unita, voglio che abbia una identità condivisa, che sia leale alla comunità, che tutti parlino anche l'inglese, per capire i nostri valori.
  • Io ho beneficiato dell'immigrazione: la mia famiglia è arrivata qui un secolo fa.

Da Intervista esclusiva a Boris Johnson: "Rischiamo un'altra Chernobyl in Europa. L'Onu protegga subito le centrali nucleari in Ucraina"

Intervista di Antonello Guerrera sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022, Repubblica.it, 4 marzo 2022

  • [Vladimir Putin] si è ficcato in un vicolo cieco con la sua folle invasione e, visto che non c'è via di uscita, continua a distruggere l'Ucraina e a polverizzare innocenti, in città europee innocenti, in una missione irrazionale e catastrofica. Vuole smembrare il diritto degli ucraini di difendersi da soli e il nostro legittimo diritto da europei di sostenere la resistenza degli ucraini. Non ci riuscirà.
  • [Vladimir Putin] ha commesso tanti errori, non prova alcuna empatia umana per la sofferenza e ora si è ficcato in un cul de sac. Bisogna cercare una soluzione che fermi la distruzione totale che ha intrapreso. Per questo Putin deve fallire, però attenzione: oggi dobbiamo concentrarci a proteggere il popolo ucraino. Non bisogna andare oltre, né abbiamo in programma di farlo.
  • Di certo c'è una profonda analogia tra il comportamento di Putin e quello di Slobodan Milosevic in Serbia negli anni Novanta. Entrambi al potere per molto tempo, entrambi sempre più autocratici, entrambi che per cementare la loro posizione politica hanno trovato una causa nazionalista. Come Milosevic con il Kosovo, Putin ha fatto con Kiev e la distorta visione delle origini della religione e della cultura ortodossa. È questo l'incubo che ora abbiamo davanti.
  • Serve una strategia collettiva europea sull'energia per ridurre tutti la dipendenza dalla Russia, e aumentare l'energia rinnovabile. Sarà una transizione difficile, anche per i nostri cittadini purtroppo, in termini di costi in bolletta. In ogni disastro, c'è sempre un'opportunità.

Citazioni su Boris JohnsonModifica

  • Boris Johnson è un camaleonte, perciò a un certo punto dirà cose diverse, uscendo dalla sua posizione di liberista radicale. Siccome è un camaleonte, dirà al suo elettorato altre cose, correggendo da più parti il suo messaggio. Insomma, cercherà di sopravvivere, perché tutto gli è contro in questo momento. La rivoluzione economico-sociale che voleva fare, la riproponeva sulle orme di Trump, contando sul sostegno degli Stati Uniti che avrebbero fatto con il Regno Unito un accordo molto liberista e vantaggioso per Londra. Adesso si sta accorgendo che le cose non stanno così, lo avrebbe dovuto capire prima, ma ha ora compreso l'inaffidabilità di Trump. Punterà a conservare il potere, visto che il consenso nei suoi confronti non è caduto. La Gran Bretagna attraversa un momento di grande delusione nei confronti della democrazia rappresentativa, con la Camera dei Comuni, gioiello della sua storia, che non sta funzionando e il Paese che attraversa una fase difficile. Ecco... Boris Johnson è l'uomo che galleggerà. (Sergio Romano)
  • Il primo ministro britannico Johnson ha affermato che il successo (relativo) del suo paese nei vaccini è frutto dell'avidità del capitalismo. Naturalmente subito dopo ha corretto e si è scusato, come quando un anno fa aveva dichiarato che il suo popolo doveva prepararsi a perdere i propri cari e accettarlo.
    In realtà ora come allora Johnson ha spifferato brutalmente ciò che le classi dirigenti fanno senza dire, anzi nascondendosi tra ipocrite affermazioni di segno opposto. (Giorgio Cremaschi)
  • Lui non capisce molto di calcio ma ha cavalcato l'onda patriottica, si fa fotografare con le bandiere o alzando i pugni. Per questo si è schierato contro la Superlega appena ha fiutato la protesta popolare. (John Foot)
  • Penso che Boris Johnson sia unfit. Ha mostrato in queste prime settimane di non essere davvero capace di fare il mestiere. Magari può impararlo: tutti i primi ministri hanno bisogno di un po' di tempo per orientarsi. (Bill Emmott)
  • Qualsiasi cosa si possa dire di Boris Johnson, in questa crisi [l'invasione russa dell'Ucraina del 2022] l’Inghilterra è stata una roccia. (Paul Krugman)

Anne ApplebaumModifica

  • La sua specialità erano storie divertenti, semivere, costruite a partire da un granello (e a volte meno) di verità, che mettevano in ridicolo la UE dipingendola invariabilmente come una fabbrica di follie normative. I suoi articoli avevano titoli quali Minaccia per le salsicce rosa britanniche, e riferivano (false) voci secondo cui i burocratici di Bruxelles, per esempio, si apprestavano a mettere al bando gli autobus a due piani o le patatine di cocktail di gamberi. Benché chi sapeva come stavano le cose ne ridesse, quelle frottole avevano un impatto. Altri direttori chiesero ai propri corrispondenti da Bruxelles di scoprire storie dello stesso genere; e i tabloid si affrettarono a mettersi al passo. Anno dopo anno, quel tipo di narrazione contribuì a diffondere un sentimento di sfiducia per la UE che avrebbe aperto la strada, molto tempo dopo, alla Brexit.
  • Nel «normale» procedere degli eventi, in un mondo senza Brexit, Boris Johnson non sarebbe forse mai divenuto primo ministro. Il partito che aveva eletto David Cameron, un centrista moderato, dedito alla «disintossicazione» del Partito conservatore dopo una serie di leader dai toni rabbiosi, avrebbe avuto difficoltà a scegliere una figura rischiosa come Johnson, con la sua storia di gaffe, licenziamenti e scandali sessuali. Egli divenne il leader dei tory perché i tory non sapevano cos'altro fare. La partita di rugby e la mischia c'erano state, e qualcuno s'era effettivamente lasciato scappare la palla.
  • Non sono mancati i commenti sul narcisismo fuori misura di Johnson, in effetti divorante, come sulla sua altrettanto notevole pigrizia. Il debole che nutre per le montature è ben noto. All'inizio della sua carriera fu licenziato dal «Times» di Londra per essersi inventato delle citazioni e nel 2004 fu espulso dal gabinetto ombra per avere mentito. L'aura di impotenza che lo circonda, attentamente studiata, nasconde una vena di crudeltà: con una serie di relazioni, intrattenute con incredibile sfacciataggine in pubblico, ha distrutto sia il suo primo sia il suo secondo matrimonio, quest'ultimo durato un quarto di secolo, nonché la vita di tante altre donne.

John le CarréModifica

  • Boris Johnson è un bambino che si fa passare per Primo Ministro.
  • Oratori per le masse del genere di Boris Johnson non parlano il linguaggio della ragione. Lui invece è del tipo che soffia sul fuoco della nostalgia e della rabbia.
  • Un narcisista ossessivo, totalmente senza principi, probabilmente mezzo pazzo. Un oratore etoniano della peggiore specie. La sua vita privata in teoria non sarebbe importante. Ma un uomo che non riesce a controllare se stesso… [...] Se non riesci a controllare i tuoi istinti, come puoi governare un Paese? È un bambino, il fratello naturale di Trump.

Gwynne DyerModifica

  • Boris – "Al" per gli amici, i familiari e le molte amanti, ma è passato a Boris da giovane perché pensava che fosse più memorabile – non è un neofascista. Non è affatto ideologico, è solo un opportunista pronto a indossare qualunque identità lo porti dove vuole arrivare.
  • È difficile immaginare che [il Galles] si dilegui 750 anni dopo che gli inglesi l'hanno conquistato, ma Boris Johnson è un solvente universale.
  • È disposto a usare i cittadini britannici come cavia da laboratorio. È plausibile immaginare che simili pensieri abbiano attraversato la mente dei leader francese, statunitense o coreano, ma è piuttosto improbabile che lo stesso sia accaduto a quella di Johnson. Non è un uomo attento ai dettagli, ed è più probabile che si sia semplicemente ritrovato in questa posizione a forza di disattenzione e pie illusioni.
  • Il futuro politico di Boris non è chiaro. Attualmente è un contendente per il titolo di primo ministro meno longevo nella storia britannica, perché la sua sconfitta in parlamento e la defezione di così tanti parlamentari conservatori moderati significano che ci dovrà essere un'elezione – che Johnson potrebbe perdere.
  • La determinazione di Trump nell'eliminare ogni traccia dell'eredità di Obama (sanità pubblica, accordo con l'Iran, e così via) fa sì che abbia una sorta di programma politico, ma tutto in chiave negativa. Boris Johnson non ha neanche questo. Il suo unico ruolo nella politica britannica è salvare il Partito conservatore rendendo possibile la Brexit.
  • La sua campagna per liberare il Regno Unito dalle grinfie dell'Unione europea (la Brexit) è stata solo la prima fase del suo piano. La fase due è liberare l'Inghilterra dalle grinfie del Regno Unito.
  • "Lasciate che i cadaveri si accatastino a migliaia", aveva detto sbottando Boris Johnson nel suo ufficio privato, ma la porta era aperta e molti testimoni l'hanno sentito.
  • Prima che tutto sia finito molte persone potrebbero morire [in Irlanda del Nord], ma la scivolata probabilmente ora è inarrestabile. E Johnson non si getterà certamente in un fosso per fermarla.

Pierre HaskiModifica

  • Il principale nemico di Boris Johnson è proprio lui stesso. L'ebbrezza del successo e l'assenza di princìpi, infatti, potrebbero trasformarsi negli ingredienti della sconfitta.
  • Johnson ha maltrattato il suo partito conservatore cacciando alcuni deputati che gli si erano opposti; ha colpito le istituzioni britanniche al punto da incassare una dura condanna dalla corte suprema e ha forzato la mano degli unionisti nordirlandesi, grazie ai quali il suo partito ha potuto governare negli ultimi due anni.
    Ma per Johnson tutto questo non è importante. Il fine giustifica i mezzi. E in questo caso il fine non è mai stato la Brexit, ma il potere.
  • L'attuale primo ministro ha sempre vantato le virtù del mercato unico e in passato il suo sostegno alla Brexit non era affatto scontato. Johnson, in sostanza, si è schierato a favore dell'uscita dall'Ue solo al momento del referendum del 2016, spinto dal suo fiuto e da una buona dose di opportunismo e diventando una delle figure di punta del fronte della Brexit.

Bernardo ValliModifica

  • Boris Johnson, primo ministro britannico, è il disertore dall'Unione Europea. Un disertore legittimato democraticamente dalla maggioranza del popolo del Regno Unito. Il suo nome è legato alla prima mutilazione politica del Vecchio Continente faticosamente impegnato da sette decenni a rendere permeabili le frontiere, se non proprio a eliminarle. Così Boris Johnson resterà nella Storia per avere girato le spalle a un'entità ricca e fragile.
  • Il personaggio trae in inganno. Esibisce eccentricità che nascondono virtù. Non è una tattica, è un suo modo di essere che dura da tutta la vita. C'è chi l'ha definito un "buffoon", perché imprevedibile.
  • In un panorama europeo dominato da uomini grigi, mediocri, che occupano ministeri e parlamenti, i comportamenti bizzarri ritmano la vita privata di Johnson, ma non ne compromettono il forte impegno in quella pubblica.
  • Non assomiglia certo alla rigorosa Angela Merkel, anzi è l'opposto: ma, come la cancelliera, il disertore Boris Johnson è uno dei più accattivanti personaggi sulla ribalta politica europea, dalla quale si è adesso messo ai margini.
  • Oltre ad andarsi a sposare in mutande, Boris Johnson è anche il migliore allievo nella facoltà di letteratura classica. E sarà l'autore di un libro sulla Roma antica. Ancora oggi, a 56 anni, sa recitare a memoria interi capitoli dei poemi omerici, durante le conferenze stampa. In questo modo vuole, forse, intimidire e dissuadere i giornalisti dall'interrogarlo sulla sua vita sentimentale.

NoteModifica

  1. Da un articolo del Daily Telegraph, 8 settembre 2006; riportato in "Scusa, mondo", Firenze ospita Boris, lo sfasciaeuropa che non ci farà pagare il dazio sul prosecco, Alganews.it, 15 settembre 2016.
  2. Da I want Hillary Clinton to be president, Telegraph.co.uk, 1º novembre 2007; riportato in Boris Johnson, 9 gaffe (tra le tante) del nuovo ministro degli Esteri di Sua Maestà, Ilfattoquotidiano.it, 14 luglio 2016.
  3. Alla conclusione dei Giochi della XXIX Olimpiade, citato in Boris Johnson in whiff-whaff ping-pong row, Telegraph.co.uk, 2 settembre 2008; riportato in Uk, Boris Johnson agli Esteri: incidenti diplomatici dietro l'angolo, Wallstreetitalia.com, 15 luglio 2016.
  4. Dal funerale di Margaret Thatcher; citato in Gran Bretagna piange "Iron lady", Ansa.it, 8 aprile 2013.
  5. Da Let's deal with the devil: we should work with Vladimir Putin and Bashar al-Assad in Syria, Telegraph.co.uk, 6 dicembre 2015; riportato in Uk, Boris Johnson agli Esteri: incidenti diplomatici dietro l'angolo, Wallstreetitalia.com, 15 luglio 2016.
  6. Da un'intervista al Sunday Telegraph; citato in Brexit, la frase choc di Johnson: «L'Ue ha stessi obiettivi di Hitler», Ilmessaggero.it, 15 maggio 2016.
  7. Citato in Boris Johnson wins The Spectator's President Erdogan Offensive Poetry competition, Spectator.co.uk, 18 maggio 2016; riportato in Boris Johnson sarà il Ministro degli Esteri inglese. Due mesi fa diede del "segaiolo" e dello zoofilo a Erdogan, Giornalettismo.com, 13 luglio 2016.
  8. Citato in Boris Johnson rifiuta di stringere la mano al Presidente del Congo, ma Macron l'abbraccia, Scenarieconomici.it, 9 febbraio 2020.
  9. Dal discorso per annunciare le nuove misure contro la pandemia; citato in Coronavirus, Johnson: "Molte altre famiglie perderanno prematuramente dei loro cari", Tg24.Sky.it, 12 marzo 2020.
  10. Citato in Coronavirus, Johnson: "Ricerca vaccino non è gara tra nazioni", Adnkronos.com, 4 maggio 2020.
  11. a b Citato in Covid, l'ex "rasputin" accusa Johnson: "Diceva: muoiono solo gli 80enni e il virus allunga la vita", Repubblica.it, 20 luglio 2021
  12. Citato in Boris Johnson si è scusato per il party durante il primo lockdown del 2020, Ilpost.it, 12 gennaio 2022.
  13. Citato in Russia-Ucraina, Boris Johnson prevede la catastrofe: "La più grande guerra in Europa dal 1945", Iltempo.it, 20 febbraio 2022.
  14. a b Citato in Ucraina, Johnson: «La Russia diventerà uno Stato di paria», Video.corriere.it, 24 febbraio 2022.
  15. Citato in Ucraina, Johnson: "Errore normalizzare rapporti con Putin", Adnkronos.com, 19 marzo 2022.

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