Referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea

referendum del 23 giugno 2016
(Reindirizzamento da Brexit)

Citazioni sul referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea noto anche come referendum Brexit.

L'Unione Europea (in blu)

CitazioniModifica

  • A 100 giorni dalla Brexit il pensiero che nell’Irlanda del Nord torni la violenza politica degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta fa paura, e ci si augura che sia Boris Johnson che Ursula Von der Leyen non vogliano passare alla storia come coloro che ne hanno riacceso la miccia. (Loretta Napoleoni)
  • [Nel novembre 2017] Che nessuno dubiti della nostra determinazione o metta in questione la nostra risolutezza: la Brexit sta avvenendo. (Theresa May)
  • Come Trump se la prende col Messico e la Cina così la Gran Bretagna attribuisce agli immigrati e all'Unione Europa i problemi inglese. L'altra metà delle ragioni che portano alla Brexit è che il popolo inglese si dimentica delle cose di cui può essere fiero. Quelli che erano vivi nel 1940 e ricordano la battaglia d'Inghilterra, quando il paese da solo si oppose a Hitler, appartengono a una generazione che sta scomparendo, mentre i giovani non ne sanno nulla. Questo significa perdere una fornte dell’orgoglio e dell'identità nazionale. (Jared Diamond)
  • Conteggio finale voti Brexit: 48% ragione e sentimento, 52% orgoglio e pregiudizio. (Bill Maher)
  • Decine di studi sui profili di coloro che hanno votato Trump e Brexit, mostrano che il livello di istruzione è il principale parametro predittivo del voto populista. (Gilberto Corbellini)
  • Formidabili questi nuovi critici della libertà: un anno fa volevano insegnare la democrazia ai greci, che nel loro piccolo l'hanno creata qualche millennio fa. Ora ci riprovano con gli inglesi, padri della democrazia moderna. Due referendum, che erano stati voluti dai premier in carica, criticati come lesione della "vera democrazia", e peraltro solo a causa del loro risultato. (Enrico Mentana)
  • Gli inglesi sono stoici, resilienti e pragmatici (più dei tedeschi, quasi come gli americani). Brexit non li ha cambiati e non li cambierà. Se andrà peggio, sapranno gestirlo al meglio. Gli inglesi possiedono anche la presunzione delle nazioni di talento. Non capiscono che l'Inghilterra – senza Impero, senza Europa, magari senza Scozia – rischia di diventare un regno pittoresco al largo delle coste francesi. (Beppe Severgnini)
  • Il disastro che ci ha portato a toccare il fondo è ovviamente la Brexit. La Brexit che ha spaccato il Paese a metà (48% contro 52%, se vogliamo essere precisi); la Brexit che ci ha separati dai nostri alleati europei e ci ha gettati nelle mani di quel folle al di là dell’Atlantico; la Brexit che, nella sua forma più dura ed estrema, è ora la politica ufficiale dei due principali partiti politici, entrambi schiavi della falsa narrazione (diffusa principalmente dai tabloid popolari) che l’opinione estemporanea espressa in un giorno del 2016 possa essere interpretata come l’irrevocabile «volontà della gente». (Jonathan Coe)
  • Il genio dell'euroscetticismo è uscito dalla lampada e non verrà rimesso al proprio posto. (Nigel Farage)
  • I predicatori della Brexit nostalgici parlavano in campagna di "Impero 2.0", invece sono dei patetici ignoranti, perché avverrà l'opposto. Il Regno Unito, in mano a questi venditori di menzogne, è diventato un ragazzino immaturo, tronfio, drogato e masochista. (William Dalrymple)
  • Lo abbiamo fatto senza bisogno di combattere, senza sparare un solo proiettile[1], l'abbiamo fatto combattendo sul territorio con un dannato duro lavoro. (Nigel Farage)
  • Molte persone non si interessano alla Brexit ma lo stesso accadeva poco prima della Guerra Mondiale del 1914-1918. Poi, quando le emozioni e la psicologia presero il sopravvento, interessò tutti. Lo scenario peggiore sarà questo: Brexit disordinata, caos che si espande, collasso del governo britannico, nuove elezioni, nuovo governo di Jeremy Corbyn, magari muore anche la Regina, ulteriori difficoltà economiche e governo autoritario di estrema destra. Il precipizio sarebbe quasi inevitabile. (Robert Harris)
  • Non credo che Brexit sia una mossa saggia per il Regno Unito e non ho fiducia nella squadra di governo che negozia in nome del popolo britannico. Vorrei che si tenesse un altro referendum, una volta che saranno note le condizioni della fuoriuscita. Quanti cittadini britannici avranno voglia di pagare, diciamo, diecimila sterline per lasciare l'Unione? Non molti, a mio parere. (Richard Thaler)
  • [A proposito dell'esito del referendum] Non penso di aver mai desiderato tanto la magia come oggi. (J. K. Rowling)
  • Non si parla più di Brexit perché i dati sono positivi. Mostrare che chi esce sta meglio, che non esistono apocalissi di sorta, è qualcosa che i nostri media non possono permettersi di raccontare. (Alberto Bagnai)
  • Per i fautori di Brexit la Gran Bretagna del futuro è un Paese con tasse basse e regolamentazione leggera, uno snodo commerciale offshore che attirerà investimenti facendo il contrario di quello che detta la cultura europea. I Brexiteer faranno leva su sentimenti nazionalistici riguardo questioni come l'immigrazione. È qualcosa di simile al fenomeno Trump: una nuova coalizione politica di uomini d'affari liberisti e nazionalisti, uniti dal disgusto verso lo Stato, la filosofia del politicamente corretto e l'integrazione culturale. (Tony Blair)
  • Per me questo è un disastro di proporzioni inimmaginabili. La Brexit non ha un solo aspetto positivo. Molti miei colleghi, inclusa Emma Thompson, sono come me europei entusiasti e non possiamo crederci. (Colin Firth)
  • Questo Paese [Gran Bretagna] ha perso la sua calma, la sua ironia, tutta la sua razionalità. Siamo diventati come un adolescente folle, sguaiato, capriccioso, arrabbiato, rivoluzionario. Questa è una delle cose più tragiche per me. Oramai guardi il tuo vicino e l'unica cosa che pensi di dirgli è: "Anche tu al referendum [sulla Brexit] hai votato per questa merda". (Robert Harris)
  • Tra tutti i paesi europei, quello che più di tutti ha lavorato sulla diversità sia l'Inghilterra. Con la sua uscita l'Unione perderà anche gran parte delle minoranze presenti all'interno del parlamento, proprio perché Londra a differenza di altri paesi ha lavorato molto da questo punto di vista. (Cécile Kyenge)
  • Una buona parte dell’opinione pubblica inglese si sta facendo influenzare dalle idee di Trump. Ma siamo su un’isola, non si possono costruire muri. Si propongono quindi queste soluzioni. E si creano problemi falsi, come l’immigrazione o appunto l’Europa, che distolgono dai veri problemi, che sono la diseguaglianza sociale e lo strapotere dei ricchi. (Michael Moore)
  • Una cosa deve essere chiara: si può criticare anche aspramente Cameron che usando l'arma del referendum ha finito per esserne travolto. Ma è proprio fuori dall'idea di democrazia criticare la scelta dell'elettorato britannico: quando si dà la parola al popolo sovrano se ne accetta il responso, e si riflette. (Enrico Mentana)
  • Uscire dall'Unione è un po' complicato, non credo che lo faranno altri stati. Al limite possono minacciare, ma farlo davvero no. I parlamentari ancora oggi che piangono per le conseguenze della Brexit e vorrebbero tornare a rifare il referendum. E questo perché è stato fatto senza pensare al dopo, stiamo cercando giorno per giorno gli accordi, senza che nessuno, soprattutto chi aveva spinto per l'uscita, avesse previsto come gestirla. (Cécile Kyenge)
  • Vietnam? La Brexit è molto, molto peggio, perché ci ha trascinato nella situazione più brutta della nostra Storia: il mio Paese rischia di frantumarsi dopo un'unione di trecento anni, le nostre storiche alleanze si stanno disgregando, l'economia ne uscirà severamente danneggiata. Il Vietnam è stato un duro colpo per gli Stati Uniti, ma mica questo ha messo a repentaglio la loro esistenza. La Brexit è come il Vietnam e la Guerra civile americana messi insieme. (William Dalrymple)

Gwynne DyerModifica

  • Dal punto di vista dell'Unione europea, la Brexit è un peccato, ma non un disastro. I britannici non hanno mai voluto adottare l'euro, e hanno sempre frenato la marcia dell'Europa verso "un'unione più stretta". Un'eventuale defezione dell'Italia, invece, potrebbe minacciare la sopravvivenza dell'Europa unita.
  • L’ultimo round dei troubles (le violenze cominciate alla fine degli anni sessanta) si è concluso il 10 aprile 1998 con l’accordo di pace del venerdì santo. Sfortunatamente, la Brexit e Johnson lo hanno reso vano.
  • La vittoria risicata dei sostenitori della Brexit (52 per cento favorevoli, 48 per cento contrari) è stata determinata soprattutto dalla generazione degli inglesi nazionalisti (i cosiddetti little englanders) che però sta rapidamente scomparendo per motivi di età, mentre la maggioranza di chi ha meno di 35 anni ha votato per l'adesione.
  • Secondo un recente sondaggio di YouGov il 63 per cento dei conservatori sarebbe disposto a perdere la Scozia pur di ottenere la Brexit. Il 59 per cento accetterebbe di separarsi anche dall'Irlanda del Nord. Più del 60 per cento è pronto a subire "danni pesanti all'economia britannica". Insomma Brexit dev'essere a ogni costo, più dura e dannosa possibile.
    Quindi sì, è innegabile che il Partito conservatore sia sostanzialmente impazzito.
  • Un no deal rappresenterebbe una catastrofe economica. Il commercio con l'estero del Regno Unito è attualmente regolato da una miriade di accordi negoziati dall'Unione nel corso dei decenni a nome degli stati che ne fanno parte, dunque una volta abbandonato il club, il Regno Unito non avrebbe più alcun accordo commerciale, nemmeno con l'Europa.

Bill EmmottModifica

  • Abbiamo capito che il problema della Brexit sono le scelte incompatibili l'una con l'altra: per esempio mantenere il Nord Irlanda nel Regno Unito ma evitare un confine tra l'Irlanda e l'Europa.
  • Credo che il problema più rilevante tra il popolo britannico sia che solo ad una piccola parte di esso importa abbastanza dell'Europa. L'Europa non è un tema importante per la maggior parte degli elettori britannici, perciò quando è stata offerta loro la scelta e hanno dovuto prendere una decisione, il fatto che l'Unione europea non funzionasse bene, insieme allo scontento per scelte del loro stesso governo, li ha portati a votare, con uno scarto ridotto, in tale direzione. Alla fine dei conti, però, sono troppo pochi i cittadini britannici a cui importa dell'Ue. Credo che in Italia, in Francia, in Germania, grazie all’esperienza della Seconda guerra mondiale, ci sia un più profondo sentimento di legame con l’Unione europea; in Gran Bretagna il problema è che troppe persone sono indifferenti o disinteressate all'Ue.
  • Credo che il problema principale sia stato da parte britannica. Tuttavia, l’Unione europea, sin dalla crisi finanziaria globale del 2008, non ha funzionato bene. Non ha protetto le vite, gli standard di vita dei suoi cittadini, ha dimostrato processi di decisione politica lenti e problematici, soprattutto riguardo all'euro, ma anche sull’immigrazione.
  • Credo che il Regno Unito perderà la sua voce, la sua influenza nelle decisioni, nei comportamenti e nelle azioni che verranno intraprese da Germania, Francia, Italia e dai principali Stati membri dell'Unione europea riguardo alla collettività. Sarà un Paese con un ruolo marginale, a cui si telefona per secondo, o per terzo, non per primo, per essere consultato e con cui allinearsi. Perciò saremo messi ai margini, perderemo influenza, perderemo voce, tutto questo. Quello che guadagneremo, credo sia forse una sorta di chiarezza nella nostra politica, per troppo tempo occupata da litigi sull'Unione europea. Ma comunque credo che ne guadagneremo ben poco.
  • Sento che questo è un momento molto triste e assolutamente non necessario, dovuto a decenni di mala gestione politica da parte dei governi britannici. Ma ora è successo e dobbiamo conviverci.

Pierre HaskiModifica

  • Non si vota per la Brexit o per Trump perché dicono la verità, ma perché incarnano, a torto o a ragione, un rifiuto del "sistema". E i social network, grazie all'ambivalenza della tecnologia che fa gli interessi di chi la sa usare meglio, sono il campo di battaglia preferito di chi si crede poco rappresentato dai mezzi d'informazione tradizionali. La postverità è incompatibile con la democrazia. Se lasceremo che si radichi e si diffonda in maniera duratura, ne pagheremo tutti il prezzo.
  • Ralph Keyes definisce la menzogna "un'affermazione falsa, fatta in piena cognizione di causa con l'obiettivo d'ingannare". Un esempio? La campagna referendaria per l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea sosteneva che Londra versava all'Ue 350 milioni di sterline alla settimana e che tale denaro sarebbe potuto essere investito nel servizio sanitario nazionale in caso d'uscita dall’Unione europea. L'affermazione era chiaramente falsa: non erano vere né la cifra né la promessa. Ma una volta scritta sugli autobus britannici a due piani è diventata credibile.
  • Ricordiamo ancora che parte della campagna per il referendum del 2016 si era giocata sulla presunta presenza di "troppi stranieri" sul suolo britannico. Per i favorevoli all'uscita (leave), la definizione di "straniero" coincideva con le persone provenienti da altri paesi dell'Unione europea. Una sorta di versione britannica dell'"idraulico polacco".
    Dopo il voto per uscire dall’Unione e anni di incertezze, negoziati sfiancanti e psicodrammi in parlamento, almeno un milione di europei ha deciso di lasciare il paese dove aveva ricostruito la sua vita ma dove non si sentiva più benvenuto. I britannici ne hanno patito le conseguenze prima di tutto nel sistema sanitario, che dipendeva molto dal personale straniero. Nel frattempo nessuno ha prestato molta attenzione agli autotrasportatori, che a causa di complicazioni amministrative hanno deciso di tornare nel loro paese.

NoteModifica

  1. La frase ha provocato una certa indignazione perché è stata pronunciata una settimana dopo l'omicidio della deputata laburista Jo Cox.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica