Tony Blair

politico britannico, ex Primo ministro del Regno Unito

Anthony Charles Lynton Blair (1953 – vivente), politico britannico.

Tony Blair nel 2005

Citazioni di Tony Blair

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  • [Su Giulio Tremonti] È il ministro europeo più colto che abbiamo.[1]
  • È vero che talvolta la mia testa pensa in modo conservatore, specialmente riguardo l'economia e la sicurezza, ma il cuore batte sempre per il progressismo, e l'anima è e sarà sempre quella del ribelle. (dall'introduzione a Un viaggio)
  • Per i fautori di Brexit la Gran Bretagna del futuro è un Paese con tasse basse e regolamentazione leggera, uno snodo commerciale offshore che attirerà investimenti facendo il contrario di quello che detta la cultura europea. I Brexiteer faranno leva su sentimenti nazionalistici riguardo questioni come l'immigrazione. È qualcosa di simile al fenomeno Trump: una nuova coalizione politica di uomini d'affari liberisti e nazionalisti, uniti dal disgusto verso lo Stato, la filosofia del politicamente corretto e l'integrazione culturale.[2]
  • [Dopo la morte del calciatore] Tutti noi sappiamo che George Best è stato probabilmente il più dotato dei calciatori della sua generazione, uno dei più grandi calciatori che il Regno Unito abbia mai prodotto.[3]

Da I "laicisti"? Sono "orologiai" ciechi di un "relativismo" disumano

Da Avvenire, 4 aprile 2008.

  • La fede "corregge", in modo necessario e vitale, la tendenza dell'umanità al "relativismo".
  • La fede è un credere "vivo", non fermo in un'epoca nella storia, ma che si muove col tempo, con la ragione, migliorata dalle scoperte scientifiche e tecnologiche, non in "antitesi" ad esse, e dirige tali scoperte verso fini umani.
  • La fede risponde al desiderio umano più fondamentale, irresistibile, "irreprimibile" di fare del bene, di migliorarsi, di pensare e agire oltre i limiti degli egoismi umani.
  • Sono d'accordo che non devi essere religioso per essere buono – è vero –, ma non si può separare la religione dall'idea di fare del bene, una verità del tutto diversa dalla prima.

Da Il progresso ha bisogno di fede

Intervista di Lorenzo Fazzini, Avvenire, 10 marzo 2011.

  • La storia della Chiesa mostra che essa crea una cornice in cui è possibile amare in maniera "esagerata" ed essere esempi eccezionali di misericordia, sacrificando se stessi.
  • I santi, infatti, hanno mostrato che la religione rende possibile il rischio di vivere ai margini e fare in modo che la speranza sia la sola sicurezza.
  • Credere, soprattutto, permette di perdonare.
  • In quest'epoca la conoscenza religiosa sia vitale per l'armonia internazionale.
  • Ho avuto la possibilità di coltivare una passione più grande della politica: la religione.
  • La divisione tra ragionamenti laici e religiosi è molto meno ampia di quanto presumiamo.
  • Un disabile, quando contrasta l'eutanasia, adotta un argomento laico o religioso riferendosi al valore di ogni vita umana?
  • Quando qualcuno si proclama ateo, il Dio in cui dice di non credere forse non ha niente a che fare con quello in cui crede una matura fede cattolica.
  • Dialogare dimostrerebbe pure che, come Benedetto XVI ha fatto forse meglio di chiunque altro, ragione e fede sono profondamente a fianco l'una dell'altra.

Intervista di Enrico Franceschini, Repubblica.it, 30 aprile 2017.

  • Lo spirito ottimistico, tollerante e multiculturale della Cool Britannia non è scomparso, ma ora si confronta con uno spirito diverso: l'umore negativo che ha prevalso nel referendum sulla Brexit.
  • [...] la globalizzazione è un evento determinato da tecnologia e immigrazione, non dai governi. Se governassi oggi continuerei a dire che bisogna accettarla e prepararsi alle sue conseguenze: non fermarla. Compito dei progressisti è mostrare alla gente che ne comprendiamo l'ansia di fronte ai sempre più rapidi cambiamenti mondiali e aiutarla ad affrontarli: non cercare rifugio in protezionismo e nazionalismo, che non funzionano.
  • Dubito che un cameriere polacco in meno a Londra creerebbe un posto di lavoro in più per un operaio disoccupato nel nord dell'Inghilterra.
  • Se la sinistra non si modernizza di continuo, è condannata a perdere. Questa era l'idea del New Labour nel '97 ed è ancora più rilevante perché da allora il progresso tecnologico ha enormemente accelerato. Se la sinistra dà l'impressione di essere una forza conservatrice, anti-business e isolazionista, non funziona. Deve emanare ottimismo e dimostrare che il futuro contiene speranze per tutti. Sinistra e destra significano ancora qualcosa, ma occorre aggiungere un'altra dimensione al confronto: quella tra "apertura" e "chiusura", tra l'apertura a commerci e immigrazione e la chiusura dei commerci e delle frontiere.
  • [Rispondendo alla domanda: "Crede ancora nell'Unione Europea?"] Le ragioni per l'esistenza dell'Europa unita sono ancora più forti che in passato. Certo, la Ue ha bisogno di riforme. Ma chi crede nella sua disintegrazione è un illuso. Nel mondo globalizzato contano le dimensioni e l'unico modo di competere con giganti come Cina e India, per le nazioni europee, è stare insieme. Personalmente, non perdo la speranza che la Gran Bretagna possa tornare a farne parte. Il dibattito sulla Brexit è lontano dall'essere concluso.
  • Immaginiamo che situazione avremmo oggi, con il risorgere del nazionalismo russo, se l'Europa orientale non facesse parte della Ue.
  • [...] l'Italia è un paese potenzialmente a rischio di populismo. E il M5s è un pericolo.

Intervista di Alessandra Muglia, corriere.it, 23 maggio 2022.

  • Non bisogna umiliare Putin? Ma non lo abbiamo mai fatto.
  • Molti Paesi africani dipendono dalle importazioni di grano, soprattutto da Russia e Ucraina. Ora Mosca non sta esportando e sta pure impedendo all’Ucraina di farlo, bloccando le sue rotte marittime. [...] In Africa le conseguenze non riguardano soltanto il cibo ma anche l’aumento vertiginoso dei prezzi del petrolio. L’impatto allargato di questo conflitto è enorme. Occorre fermarlo.
  • Ho ricevuto Putin a Downing Street, abbiamo accolto la Russia al summit della Nato, abbiamo fatto ogni sforzo per rassicurarlo. L’accerchiamento non è reale, è nella sua mente purtroppo. Se si riuscirà a negoziare una fine del conflitto su basi giuste, dobbiamo farlo. Il problema è che nelle prime settimane di guerra, prima che si compiessero atrocità, trovare una soluzione era relativamente semplice. Ora no.
  • All’inizio appariva un leader concentrato sull’economia del suo Paese, voleva riformarla con lo sguardo rivolto verso l’Occidente. La Russia ha risorse enormi e una popolazione giovane e smart: sono tante le opportunità che Mosca avrebbe potuto cogliere. In poco tempo però quello stesso leader è diventato sempre più antioccidentale e ha iniziato a smantellare i pesi e contrappesi democratici del Paese. Malgrado la deriva autoritaria in quegli anni restava ancora un gran calcolatore. E piuttosto brutale in alcune sue azioni. A darmi ansia oggi è assistere a un’invasione che appare il prodotto di un errore di valutazione, di una totale incomprensione del mondo.
  • L’Europa è sempre a un passo dalla crisi, ma se non la osservi mese per mese, ma di decennio in decennio, l’Europa è un progetto politico ed economico di grande successo destinato a rafforzarsi nel tempo.

Citazioni su Tony Blair

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  • Io e Tony siamo sposati da 31 anni e ci conosciamo da almeno 35, e persino dopo 35 anni mi eccita ancora, in tutti i modi possibili. (Cherie Blair)
  1. Citato in Tony Blair: «Giulio? È il più colto», Corriere della Sera, 9 gennaio 2009.
  2. Da I cittadini britannici per cosa hanno votato? Il dilemma della Brexit, traduzione di Fabio Galimberti, Rep.repubblica.it, 24 febbraio 2018.
  3. Citato in È morto il calciatore George Best, Corriere.it, 11 novembre 2005.

Bibliografia

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  • Tony Blair, Un viaggio, traduzione di Ilaria Katerinov, Rizzoli, Milano, 2010. ISBN 88-17-04314-1

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