George Bernard Shaw

scrittore, drammaturgo e aforista irlandese

George Bernard Shaw (1856 – 1950), scrittore e drammaturgo irlandese.

George Bernard Shaw
Medaglia del Premio Nobel
Per la letteratura (1925)

Pigmalione

  • Migliore sceneggiatura non originale (1939)

Citazioni di George Bernard ShawModifica

  • A cosa servono in battaglia le cartucce? Anziché le munizioni porto con me la cioccolata.[1]
  • Amo citarmi spesso; aggiunge sapore alla conversazione.
I often quote myself. It adds spice to my conversations.[2]
  • C'è una sola religione, benché ne esistano un centinaio di versioni.[3][4]
  • Che voi crediate o meno che Gesù fosse Dio, dovete comunque ammettere che era un economista politico di prima categoria.[5]
  • Chi non esita a vivisezionare difficilmente esiterà a mentire sul proprio operato.[6]
  • Ci sono solo due qualità al mondo: efficienza e inefficienza; e solo due tipi di persone: efficienti e inefficienti.[7][8]
  • Com'è comica la verità![9]
  • Conoscerete almeno sei persone che non sono di alcuna utilità e creano più problemi di quanto valgano. Prendeteli e dite loro: "Caro signore o cara signora, potrebbe spiegarci la sua esistenza? Se non può giustificarla, se non controlla il suo peso, se non produce quanto o più di quel che consuma, allora non possiamo utilizzare quell'enorme organizzazione che è la nostra società allo scopo di tenerla in vita, perché la sua vita non produce alcun beneficio per noi, e non è di molta utilità nemmeno per lei".[10]
  • [Sulla sperimentazione animale] Dobbiamo applicare il test del carattere e non chiederci solo: cosa succederà se faccio questo particolare (esperimento)?, ma anche: che tipo d'uomo sarò se lo faccio?[11]
  • È pericoloso essere sinceri, a meno che non siate anche stupidi.[12]
  • Essere innamorati significa esagerare smisuratamente la differenza fra una donna e un'altra.[13][8]
  • Finché gli uomini tormenteranno, tortureranno e uccideranno gli animali, avremo la guerra. Come possiamo aspettarci delle condizioni ideali sulla terra quando siamo i becchini viventi di animali uccisi?[14]
  • Finché ho un desiderio, ho una ragione per vivere. La soddisfazione è la morte.
As long as I have a want, I have a reason for living. Satisfaction is death.[15]
  • Gli animali sono miei amici... e io non mangio i miei amici.[16]
  • Ho definito l'americano al cento per cento un idiota al novantanove per cento.[17][8]
  • I segreti meglio custoditi sono quelli che tutti immaginano.[18]
  • Il gran vantaggio del baseball rispetto al cricket è che una partita dura molto meno.[19]
  • Il mondo non sarà mai un posto tranquillo finché non si riuscirà ad estirpare il patriottismo dalla razza umana.[20]
  • Il potere non corrompe gli uomini; e tuttavia se arrivano al potere gli sciocchi corrompono il potere.[21]
  • Il prezzo... non dipende dal merito, ma dalla domanda e dall'offerta.[22]
  • Il segreto per essere infelice è avere abbastanza tempo per preoccuparsi se si è felici o no.[23][4]
  • L'assassinio: la forma estrema di censura.
Assassination is the extreme form of censorship.[24]
  • L'uomo può considerarsi civile nella misura in cui è capace di capire il gatto.[25]
  • La danza: Una espressione perpendicolare di un desiderio orizzontale.[26][20]
  • La scienza è sempre imperfetta. Ogni volta che risolve un problema, ne crea almeno dieci nuovi.
Science is always wrong. It never solves a problem without creating ten more.[27]
  • La vita familiare come la concepiamo noi non ci è più naturale di quanto lo sia una gabbia per un cacatoa.[28]
  • La volubilità delle donne che amo è eguagliata soltanto dall'infernale costanza delle donne che mi amano.
The fickleness of the women I love is only equaled by the infernal constancy of the women who love me.[29]
  • Le persone che si lamentano del proprio stato danno sempre la colpa alle circostanze. Le persone che vanno avanti in questo mondo sono quelle che si danno da fare e cercano le circostanze che vogliono e se non riescono a trovarle, le creano.[30]
  • Mi appello ai chimici affinché scoprano un gas pietoso che uccide all'istante e senza alcun dolore. Letale in ogni caso, ma pietoso, non crudele...[31]
  • Mi nutrivo di carta ed emettevo fiamme.[32]
  • Non c'è nulla che renda un uomo così egoista come il lavoro.[33]
  • Non desideriamo che a corte ci sia solo gentaglia selezionata.[34]
  • Non mi è chiara la ragione per cui le persone che credono agli elettroni debbano ritenersi meno credulone di quanti credono agli angeli.[35]
  • Ogni Inglese crede che Händel ora occupi un'importante posizione in paradiso. Se è così, le bon Dieu dovrebbe sentirsi davanti a lui come Luigi XIII dinanzi Richelieu.[36]
Every Englishman believes that Handel now occupies an important position in heaven. If so, le bon Dieu must feel toward him very much as Louis Treize felt toward Richelieu.
  • Per giocare a golf non è indispensabile essere stupidi, però aiuta.[37]
  • Quando abbiamo i parenti in casa, dobbiamo pensare a tutte le loro buone qualità, altrimenti sarebbe impossibile sopportarli. Ma quando sono via, ci consoliamo della loro assenza indugiando sui loro vizi.[38][8]
  • Quello che lusinga un uomo è il fatto che tu lo consideri degno di adulazione.[39][4]
  • Quello che vogliamo vedere è il ragazzo alla ricerca della conoscenza e non la conoscenza alla ricerca del ragazzo.[40]
  • Se i genitori riuscissero soltanto a capire quanto annoiano i loro figli.
If parents would only realize how they bore their children![41]
  • Se rechi offesa al tuo vicino, meglio non farlo a metà.[20]
  • Sono stato un cannibale per venticinque anni. Per il resto della vita sono stato vegetariano. Fu Shelley che mi aprì gli occhi per la prima volta sulla ferocia della mia dieta.
I was a cannibal for twenty-five years. For the rest I have been a vegetarian. It was Shelley who first opened my eyes to the savagery of my diet.[42]
  • Sta tutto qui il segreto di un combattimento ben riuscito. Costringere il nemico in una posizione svantaggiosa; e mai, per nessun motivo, affrontarlo ad armi pari.[43]
  • Tolomeo ha costruito un universo durato 1400 anni e Newton un universo durato 300 anni. Anche Einstein ha creato un universo ma non so dirvi quanto durerà.[44]
  • Troppo stanco per lavorare, scrivevo libri.[45]
  • Tutte le grandi verità cominciano come bestemmie.
All great truths begin as blasphemies.[46]
  • Tutto ciò che i giovani possono fare per i vecchi è scandalizzarli e tenerli aggiornati.[47][20]
  • Una vacanza perpetua è una definizione calzante di inferno.[48]
A perpetual holiday is a good working definition of hell.

AttribuiteModifica

  • Gli scout sono dei bambini vestiti da cretini, guidati da cretini vestiti da bambini.
[Citazione errata] La citazione spesso viene erroneamente attribuita a George Bernard Shaw.[49] In realtà la citazione originale «A scout troop consists of twelve little kids dressed like schmucks following a big schmuck dressed like a kid.» fu pronunciata da Jack Benny.[50] Il comico infatti ironizzava spesso sugli scout nei suoi spettacoli radiofonici e televisivi,[51] come molti altri comici negli anni '60.[52]
The United States and Great Britain are two countries separated by a common language, oppure The English and the Americans are two peoples divided by a common language.
Sebbene attribuita a Shaw all'inizio del 1940, specialmente dopo essere apparsa nel numero di novembre 1942 del Reader’s Digest, la citazione è in realtà la variante di una frase[53] tratta dal Fantasma di Canterville di Oscar Wilde (1887).
  • L'unico periodo in cui la mia educazione si è interrotta è quando andavo a scuola.
The only time my education was interrupted was when I was in school.
Largamente attribuita a Shaw dal 1970 in poi, non esiste nei suoi lavori. La prima attribuzione conosciuta in un testo stampato è in Neil Postman e Charles Weingartner Teaching as a Subversive Activity, 1971.[54]
  • Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.[55]
[Citazione errata] La citazione spesso viene erroneamente attribuita a George Bernard Shaw. Risulta piuttosto originare da un discorso di Charles F. Brannan, ministro dell'agricoltura USA, all'NBC, 3 aprile 1949.[56]

CandidaModifica

  • L'uomo riesce a scalare le vette più alte, ma lassù non può rimanere a lungo. (III)[57]
  • Non abbiamo il diritto di consumare la felicità senza produrla più di quanto non ne abbiamo di consumare la ricchezza senza produrla. (I)[58]
  • Solo per la birra sono astemia, non per lo champagne. (III)[59]

Cesare e CleopatraModifica

  • Quando uno zotico fa una cosa della quale si vergogna, dice ch'è il suo dovere. (atto III, p. 141)
Quando uno stupido fa qualcosa di cui si vergogna, dice sempre che è suo dovere.[4]
  • Quando uno ha qualche cosa da dire a questo mondo, la difficoltà non sta nel fargliela dire, ma nell'impedirgli di dirla troppo spesso. (atto IV, pp. 211-212)
  • E poi c'è l'illusione dell'«accresciuto dominio sulla natura»: il che significa in sostanza che il cotone è a buon mercato e che, invece di far quattro miglia a piedi, l'uomo ne fa dieci in bicicletta. Ma anche se l'accresciuto dominio sulla natura includesse un poco di maggior dominio sopra noi stessi (e questo è l'unico dominio che voglia dire qualcosa, per l'evoluzione verso una specie superiore), resta il fatto che, soltanto con lo scappar via dall'accresciuto dominio sulla natura, verso i luoghi dove la natura domina ancora lei sull'uomo può questi riaversi dagli effetti del fumo, del fetore, dell'aria viziata, della vita nei formicai urbani col loro frastuono, la loro bruttezza e il loro sudiciume: dagli effetti insomma di tutto ciò che gli costa il cotone a buon mercato. (Note, p. 280)

GinevraModifica

IncipitModifica

PERSONAGGI
(nell'ordine della loro entrata in scena)
BEGONIA BROWN/L'EBREO/IL NUOVO VENUTO/LA VEDOVA/IL GIORNALISTA AMERICANO/IL VESCOVO INGLESE/IL COMMISSARIO RUSSO/IL SEGRETARIO DELLA LEGA DELLE NAZIONI/SIR ORPHEUS MIDLANDER/IL GIUDICE OLANDESE/IL FIDANZATO/BOMBARDONE/BATTLER/LA DIACONESSA/IL GENERALE FLANCO
ATTO PRIMO
LA DATTILOGRAFA (ad alta voce) Entrez, s'il vous plait.
Un uomo di media età, d'aspetto signorile, con la barba e i baffi biondi, il cilindro, il Kraus e i guanti, viene avanti. Osserva la stanza e la giovane donna con evidente stupore
LUI. Pardon, madamoiselle: cerco l'ufficio del Comitato Internazionale per la Cooperazione Intellettuale.
LEI. Sissignore: è questo. Si sieda, prego.
LUI (esitando) Grazie; ma sono qui per una questione di grandissima importanza: devo vedere il suo capo. Questa non è la sede centrale, vero?
LEI. No: la sede centrale è a Parigi. Qua non c'è altro. Non è un gran che, vero?
LUI. Già, le confesso che dopo aver visitato il sontuissimo palazzo dell'Ufficio Internazionale del Lavoro e la nuova sede del Segretariato, m'aspettavo di trovare il Comitato per la Cooperazione Intellettuale in un edificio monumentale.
Che scandalo, vero? Vorrei che lei lo dicesse sui giornali. La prego, si sieda.

CitazioniModifica

  • Noi abbiamo bisogno di qualcosa di più alto del nazionalismo: abbiamo bisogno d'un cattolicesimo veramente politico e sociale. (p. 82)
  • L'organizzazione delle nazioni è l'organizzazione della guerra mondiale. Se due uomini vogliono bisticciare come si può impedirglielo? Tenendoli separati, non mettendoli insieme. (p. 82)

Guida della donna intelligenteModifica

IncipitModifica

Mi sarebbe facile, cara signora, rinviarvi a quelle numerose opere sul socialismo moderno che son state pubblicate da quando, alla fine del secolo scorso, esso divenne nel nostro Paese una questione costituzionale degna di rispetto. Ma vi consiglio vivamente a non leggerne nemmeno una riga senz'aver prima discusso – voi e le vostre amiche – in qual modo la ricchezza dovrebb'esser distribuita in un Paese civile che si rispetta e prima d'esser giunta da voi stessa alla migliore possibile conclusione.

CitazioniModifica

  • Quando vedete la moglie di un uomo ricco (o chiunque altro) scuotere la testa per deplorare la prodigalità dei poveri e lamentare che non tutti fanno economia, abbiate pietà per l'ignoranza di quella signora, ma non irritate i poveri ripetendo loro le sciocchezze di questa donna. (p. 17)
  • Non vi è ricchezza senza lavoro. (p. 19)
  • Il più grande servizio sociale che chiunque possa rendere al Paese ed all'umanità è forse quello di allevare una famiglia. (p. 38)
  • I domestici creano oggi tanti fastidi che molte signore, quando s'incontrano, non sanno parlare d'altro che di essi. (p. 59)
  • Un ubriaco è molto più felice d'un astemio ed è per questo che molti infelici si danno al bere. (p. 59)
  • Sono soltanto le doti intellettuali e morali quelle che contano: prendete cura di esse e la felicità prenderà cura di se stessa. (p. 59)
  • Le sole persone che ricavano qualche specifica soddisfazione dall'esser più ricche delle altre sono quelle che amano l'ozio e che s'illudono d'esser migliori dei loro vicini e d'esser trattate come tali. (p. 65)
  • Quando si dice comunemente che i genitori sono i migliori giudici di ciò che più conviene ai propri figli, ciò non dipende soltanto dalla qualità dei genitori, ma anche dal fatto ch'essi sono in condizioni finanziarie abbastanza buone per esercitare il loro istinto paterno e materno. (p. 225)

Il dilemma del dottoreModifica

  • [...] il cloroformio ha fatto un sacco di guai. Ha permesso a qualsiasi imbecille di fare il chirurgo.
[...] chloroform has done a lot of mischief. It's enabled every fool to be a surgeon. (p. 13) (Sir Patrick)
  • In fondo esiste un solo trattamento veramente scientifico per tutte le malattie, ed è quello di stimolare i fagociti. (atto I)[60]
  • La moralità consiste nel sospettare gli altri di non essere legalmente sposati.[8]
  • Nessun uomo impegnato a fare una cosa molto difficile, e a farla molto bene, perde mai il rispetto di se stesso.
No man who is occupied in doing a very difficult thing, and doing it very well, ever loses his self-respect. (prefazione, p. XXIX)
  • Non è colpa dei nostri dottori, se il servizio medico nella comunità è, nella sua organizzazione attuale, un assurdo criminale. Che una nazione ragionevole, avendo osservato che ci si può procurare il pane offrendo un interesse economico ai fornai che ce lo fabbricano, seguiti ad offrire a un chirurgo un interesse per le gambe che ci amputa, è quanto basta per farci disperare dell'umanità politica.
It is not the fault of our doctors that the medical service of the community, as at present provided for, is a murderous absurdity. That any sane nation, having observed that you could provide for the supply of bread by giving bakers a pecuniary interest in baking for you, should go on to give a surgeon a pecuniary interest in cutting off your leg, is enough to make one despair of political humanity. (prefazione, p. XIII)
  • Tutte le professioni sono cospirazioni contro i profani.
All professions are conspiracies against the laity. (p. 28) (Sir Patrick)
  • Una vita spesa a commettere errori è molto più utile di una vita consumata a non far niente.
[...] a life spent in making mistakes is not only more honorable but more useful than a life spent doing nothing. (prefazione, p. LXXXVIII)

Il discepolo del diavoloModifica

  • Da un soldato non mi aspetto mai che pensi. (III)[20]
  • Il martirio è l'unico mezzo con il quale un uomo può diventare famoso senza abilità.
Martyrdom, sir, is what these people like: it is the only way in which a man can become famous without ability. (II)
  • Il peggior peccato contro i nostri simili non è l'odio ma l'indifferenza; questa è l’essenza della disumanità. (II)[4]

Il maggiore BarbaraModifica

  • La proprietà è una rapina organizzata. (Prefazione)[4]
  • Le colpe dello scassinatore sono le virtù del finanziere.
The faults of the burglar are the qualities of the financier. (Prefazione)
  • Non sa niente. E crede di saper tutto. Questo indica una chiara vocazione per la carriera militare. (III)[4]
  • Non si farà mai niente in questo mondo finché gli uomini non saranno pronti ad ammazzarsi a vicenda perché venga fatto. (IV)[4]
  • Sono un milionario. E questa è la mia religione. (II)[4]

Il wagneriano perfettoModifica

  • Quattrocento anni fa, quando la credenza in Dio e nella rivelazione generale in tutta Europa, un movimento intellettuale in questo senso condusse i popoli più animosi ad affermare che il giudizio individuale è un interprete di Dio e della rivelazione che merita più fede che la Chiesa. Questo movimento fu il Protestantesimo. (p. 70)
  • I Protestanti non ebbero la forza di essere coerenti in tutto al loro principio, e stabilirono una nuova Chiesa; ma tuttavia il movimento, in complesso, ha giustificato la direzione che prese. Oggigiorno l'elemento soprannaturale nel Protestantesimo è finito. (p. 70)
  • Uno dei punti deboli che l'esperienza scopre nelle teorie anarchiche è l'appoggiarsi che esse fanno sul progresso già compiuto da quella cosa che si chiama «Uomo». Questa cosa non esiste nel mondo. Esiste una moltitudine di uomini: alcuni sono gran furfanti, alcuni sono grandi uomini di Stato, alcuni sono l'uno e l'altro; c'è poi una grande maggioranza capace di sbrigare i propri affari personali, ma non di comprendere col pensiero l'organizzazione sociale, o di affrontare i problemi che nascono dalla convivenza dei loro simili in enormi agglomerazioni. Se per «Uomo» s'intende il tipo di questa maggioranza, l'«Uomo» allora non ha fatto nessun progresso; anzi non ha fatto che resistere al progresso. (p. 71)
  • Il principio di autorità, religioso e politico, ci sbanda da un lato, il Protestantesimo e l'Anarchismo dall'altro; l'Ordine ci salva dalla confusione e ci fa cadere nella Tirannia; la Libertà interviene a salvare la situazione; e non passa molto che diventa anche essa un fastidio grosso come il dispotismo. Un'applicazione di tutte queste forze, che sia equilibrata scientificamente, non è possibile date le passioni umane. (p. 73)
  • Non si può mettere in dramma una reazione rappresentando solo la forza reagente: sarebbe come se Archimede avesse voluto sollevare il mondo con la leva ma senza il punto d'appoggio. Bisogna impersonare anche il potere costituito contro il quale la nuova forza reagisce, e dal contrasto fra le due forze scaturirà il dramma; poiché la essenza del dramma è sempre il contrasto. (p. 74)
  • Wagner insiste sempre sulla necessità di parlare ai sensi e di eccitarli per dare realtà alle idee astratte. Sostiene anzi che la realtà non ha altro significato. Per applicare questo procedimento all'amore poetico egli doveva quindi per forza risalire alla sua supposta origine, all'amore sessuale. E l'emozione dell'amore dei sensi egli ha espresso nella musica con una franchezza, con un verismo suggestivo che molto probabilmente avrebbe scandalizzato Shelley. (p. 77)
  • [il sesso nelle opere di Richard Wagner] Il duetto d'amore nel primo atto della Valchiria arriva ad un punto tale che le convenienze sociali correnti esigono d'urgenza il sipario. E il secondo preludio del Tristano e Isotta traduce in musica con tanta fedeltà e con intensità mirabile le emozioni che accompagnano l'amplesso, che è il caso di domandarsi cosa vuol dire la grande popolarità di questo pezzo nei concerti; se cioè i nostri pubblici rispettano con assoluta e ragionata imparzialità la vita in tutte le sue funzioni benefiche e creatrici; o se godono semplicemente la musica senza capirla. (p. 77)
  • La libertà è una cosa ottima; ma non può cominciare se non dopo che la società ha pagato il suo debito alla Natura guadagnandosi da vivere. Fin che questo non è assicurato, non può esservi altra libertà che quella di vivere a spese degli altri; libertà, questa, molto apprezzata ai nostri giorni, tanto è vero che averla o non averla è ciò che distingue il signore dal volgo. Ma non è affatto salutare dal punto di vista del bene comune. (p. 81)

PigmalioneModifica

  • È una persona per bene, guardategli le scarpe. (atto I)
  • Felice è l'uomo che può vivere della sua passione! (atto I)
  • In fondo che cos'è la vita se non una serie di ispirate sciocchezze? La difficoltà consiste nel trovare il modo di commetterle. (atto II)
  • È proprio tempo di pensare all'avvenire, quando non c'è più nessun avvenire a cui pensare. (atto II)
  • Chi di noi sa quello che deve fare? E sapendolo, si sarebbe disposti a farlo? (atto II)
  • pickering: Siete un uomo cortese nei riguardi delle donne?
    henry: Ne avete mai conosciuto uno?
    pickering: Oh! sì, molti
    henry (categorico, ponendosi con un balzo a sedere sul pianoforte): Ebbene io mai. (atto II)
  • I piccoli risparmi formano le grandi ricchezze: questo è valido sia per i denari che per le abitudini. (atto II)
  • pickering: Siete un uomo senza morale!
    doolittle (senza ombra di vergogna): Non ci si guadagna niente, con la morale, capo. Se foste povero come me, non ve ne fregherebbe un tubo. (atto II)
  • Non pretendo di essere una persona per bene. Non lo sono e non lo sarò mai. Non mi piace esserlo, questa è la verità. (atto II)
  • Io sono un uomo che pensa, e mi occupo di politica, di religione, e di riforme sociali, come di tante altre perdite di tempo – e vi assicuro che da qualunque parte mi rigiriate è una vita da cani. La miseria è la mia compagna stabile. Cambiare uno stato sociale per un altro è... è... bene, è tipico di chi non ha nessuno stato, secondo me. (atto II)
  • Ci sono tante donne no? che se vogliono vivere in pace con il proprio marito, devono dargli da bere! È sempre stato così! Quando un uomo è sobrio si accorge di avere una coscienza, e allora diventa un disgraziato! (atto III)
  • Ah, che brutta faccenda essere nati poveri. (atto III)
  • Per far bene una cosa occorre studio, disciplina ed esercizio! (atto IV)
  • Ecco quello che mi manda in bestia: la gente stupida non sa della propria stupidità. (atto IV)
  • henry: Avete trovato Eliza? Questa è l'unica cosa importante, ora.
    doolittle: L'avete perduta?
    henry: Già.
    doolittle: Avete proprio tutte le fortune voi. (atto V)
  • henry: Doolittle: siete un galantuomo o un mascalzone?
    doolittle (conciliante): Un po' dell'uno e un po' dell'altro. Come tutti, del resto. Un po' dell'uno e un po' dell'altro. (atto V)
  • Matrimonio! Che bruttissima parola! Di quelle che ti fanno capire in che guaio ti sei ficcato! (atto V)
  • Il grande segreto, infatti, Eliza, non è nel possedere buone oppure cattive maniere, ma nell'adoperare le stesse maniere con tutti. (atto V)
  • La vostra anima è il vostro specchio: è tutta voi. (atto V)
  • Indipendenza? Libertà? Illusioni della borghesia. Tutti dipendiamo, inevitabilmente, l'uno dall'altro. Tutti al mondo, Eliza. (atto V)

Torniamo a MatusalemmeModifica

  • Il silenzio è la più perfetta espressione del disprezzo.[4]
  • La danza è un tentativo molto rozzo di penetrare nel ritmo della vita. (V)[4]
  • Le peggiori cricche sono quelle composte da un uomo solo.
The worst cliques are those which consist of one man. (V)
  • Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso e si usano le opere d'arte per guardare la propria anima.
You use a glass mirror to see your face: you use works of art to see your soul. (The She-Ancient, V)
  • Tutto capita a tutti, prima o poi, se c'è abbastanza tempo.
Everything happens to everybody sooner or later if there is time enough. (As Far as Thought Can Reach, V)
  • Vedi cose che esistono e ti chiedi "perché?" Ma io sogno cose non ancora esistite e chiedo "perché no?"
You see things; and you say "Why?" But I dream things that never were; and I say "Why not?"[61]

Uomo e superuomoModifica

  • Concedi alla donna il voto, e fra cinque anni vi sarà una schiacciante tassa sul celibato. (Epistola dedicatoria ad Arthur Bingham Walkley; 2022, p. 1785)
  • Una vita di felicità! Nessun essere vivente potrebbe sopportarla: sarebbe l'inferno in terra. (atto I; 2022, p. 1841)
  • Quante più sono le cose di cui un uomo si vergogna, tanto più è rispettabile. (atto I; 2022, p. 1843)
  • Non vi è amore più sincero dell'amore per il cibo. (atto I; 2022, p. 1863)
  • È una necessità tutta femminile sposarsi non appena possibile, ed è una necessità dell'uomo rimanere libero più che può. (atto II; 2022, p. 1919)
  • Gli inglesi non saranno mai schiavi:[62] essi sono liberi di fare qualsiasi cosa sia consentita dal Governo e dall'opinione pubblica. (atto III; 2022, p. 2011)
  • Un inglese è convinto di essere morale solo quando si trova in difficoltà. (atto III; 2022, p. 2013)
  • In una battaglia tutto quello di cui hai bisogno per combattere è un po' di sangue caldo e la consapevolezza che è più pericoloso perdere che vincere. (atto III; 2022, p. 2027)
  • Ci sono due tragedie nella vita. Una è quella di non gratificare i desideri del cuore, l'altra è di soddisfarli.[63] (atto IV; 2022, p. 2151)

Massime per rivoluzionariModifica

  • Non fare agli altri quello che vorresti che gli altri facessero a te. I loro gusti potrebbero non essere uguali ai tuoi. (La regola d'oro; 2022, p. 2223)
  • La democrazia sostituisce l'elezione dei molti incompetenti per la nomina dei pochi corrotti. ('Democrazia; 2022, p. 2225)
  • Libertà vuol dire responsabilità. Ecco perché molti uomini la temono. (Libertà ed eguaglianza; 2022, p. 2227)
  • La mente del folle digerisce la filosofia come follia, la scienza come superstizione e l'arte come pedanteria. Ecco l'istruzione universitaria. (Educazione; 2022, p. 2227)
  • Colui che può, fa. Colui che non può, insegna. (Educazione; 2022, p. 2227)
  • Nessuno uomo può essere un puro specialista senza essere un idiota in senso stretto. (Educazione; 2022, p. 2229)
  • Il matrimonio è popolare perché combina il massimo della tentazione con il massimo dell'opportunità. (Matrimonio; 2022, p. 2229)
  • Quando un uomo vuole assassinare una tigre, dice che è sport; quando la tigre vuole assassinare l'uomo, dice che è ferocia. La differenza tra Delitto e Giustizia non è più grande. (Delitto e castigo; 2022, p. 2231)
  • L'uomo più ansioso in una prigione è il governatore. (Delitto e castigo; 2022, p. 2233)
  • Guardatevi dall'uomo il cui dio sta nei cieli. (Religione; 2022, p. 2235)
  • La negazione di sé non è una virtù: è soltanto l'effetto della prudenza sulla bierbanteria. (Virtù e vizi; 2022, p. 2237)
  • In cielo un angelo non è nulla di particolare. (Grandezza; 2022, p. 2237)
  • L'uomo ragionevole adatta se stesso al mondo: quello irragionevole persiste nel cercare di adattare il mondo a se stesso. Ne deriva che tutto il progresso dipende dall'uomo irragionevole. (Ragione; 2022, p. 2243)
  • Gli uomini sono saggi non in proporzione alla loro esperienza, ma alla loro capacità di fare esperienza. (Esperienza; 2022, p. 2243)
  • La vita colloca tutti gli uomini allo stesso livello: la morte rivela quelli eminenti. (Esperienza; 2022, p. 2245)
  • La casa è la prigione della ragazza e l'ospizio di mendicità della donna. (Donne nella casa; 2022, p. 2245)
  • La giovinezza, alla quale si perdona tutto, a se stessa non perdona nulla; alla vecchiaia, che si perdona tutto, non si perdona nulla.
  • Se i malvagi prosperano e i più idonei sopravvivono, la natura deve essere il Dio delle canaglie. (Massime smarrite; 2022, p. 2249)
  • Il sacrificio di sé ci rende capaci di sacrificare gli altri senza arrossire. (Scrificio di sé; 2022, p. 2251)

Incipit di alcune opereModifica

Le case del vedovoModifica

Cokane (al cameriere, in tono perentorio, uscendo in giardino dall'albergo) — Portateci due birre qui fuori. (A Harry) Grazie al mio tatto, Harry, abbiamo avuto una camera con vista che è la migliore di tutto l'albergo. Domattina ripartiremo di buonora, e così faremo anche Francoforte e Magonza.
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Uno sprazzo di realtàModifica

PERSONAGGI
(nell'ordine della loro entrata in scena)

GIULIA/FERRUCCIO/SQUARCIO/SANDRO
Siamo nel XV secolo. È il crepuscolo. Una locanda sulle rive d'un lago italiano. Una croce di pietra, su un piedistallo a gradini. Un vecchissimo frate è seduto sui gradini. Suona l' angelus . Il frate prega e si fa il segno della croce. Una ragazza arriva in barca alla riva, e sale su per il greto fino alla croce.

LA RAGAZZA. Padre: siete stato mandato qua da un ragazzo di...
IL FRATE (con voce alta e flautata, ma chiara) Sono un uomo molto vecchio. Sì, molto vecchio. Tanto vecchio che potrei essere il tuo bisnonno, figliola mia. Oh, molto molto vecchio.
LA RAGAZZA. Ma siete stato mandato qua da un ragazzo di...
IL FRATE. Oh sì, sì, sì, sì. Era proprio un ragazzo, lui. Molto giovane. E io son molto vecchio. Oh, molto molto vecchio, cara figliola.
LA RAGAZZA. Siete un sant'uomo?
IL FRATE. (estatico) Sì molto santo. Molto, molto, molto, molto santo.
LA RAGAZZA. Ma la testa, padre, ce l'avete ancora a posto? Mi potete assolvere da un grande peccato?

Citazioni su George Bernard ShawModifica

  • G. B. Shaw: un uomo gentile, impavido, saggia anima, spirito indomito di un indomito Irlandese. (Sean O'Casey)
  • La scomparsa dalla nostra sfera di un uomo veramente grande rende sempre più precaria la concezione comune della vita e della morte. Se Shaw è morto, noi che cosa siamo? Questi grandi uomini, «eroi» come li chiamava Carlyle, sono talmente vitali che andandosene non perdono nulla e anzi sembra che portino via con sé un lembo della vita. (Henry Furst)
  • Le commedie di Shaw sono il prezzo che paghiamo per le sue prefazioni. (James Agate)
  • Ora sto leggendo con grande attenzione e piacere un libro sul socialismo di B. Shaw, veramente un tipo da togliersi il cappello, dotato d'uno sguardo molto acuto sull'agire umano. (Albert Einstein)
  • Se è vero che il teatro è fatto di fervore e di passione, niente è dunque meno teatro che quello di Shaw. Il disordine caotico delle sue opere rassomiglia al tumulto della vita assai meno che l'ordine geometrico delle commedie tradizionali. Tutte le sue inversioni, tutti i suoi paradossi, rivelano ad ogni passo la metodica premeditazione, senz'abbandono. Quando si è detto che l'irlandese Shaw, sia pure per reazione a una idolatria che in Inghilterra è divenuta accademica, si è fatto campione del frigido luterano Ibsen contro la veramente cattolica magnificenza di uno Shakespeare, s'intende anche troppo facilmente da che sia viziata la sua mentalità. (Silvio D'Amico)

NoteModifica

  1. Da Le armi e l'uomo, atto I, in Teatro, p. 637.
  2. Citato in Connie Robertson, The Wordsworth Dictionary of Quotations, Wordsworth, Herfordshire, 1996.
  3. Dalla prefazione di Commedie piacevoli.
  4. a b c d e f g h i j k Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, Milano, 2013. ISBN 9788858654644
  5. Da Prefazione sul Cristianesimo, introduzione a Androclo e il leone, 1916; ora in Sia fatta la Sua volontà, traduzione di Donatella Buonassisi, Massimo Gardella, revisione di Massimiliano Galli, Chiarelettere, 2011. ISBN 978-88-6190-249-7
  6. Citato in Erica Joy Mannucci, La cena di Pitagora, Carocci, Roma, 2008, p. 108. ISBN 978-88-430-4574-7
  7. Da L'altra isola di John Bull.
  8. a b c d e Citato in Elena Spagnol, Enciclopedia delle citazioni, Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894
  9. Citato in Albino Luciani, Illustrissimi, APE Mursia, Milano, 1979, p. 16.
  10. Citato nel documentario Gli orrori del comunismo, History Channel, dal minuto 18:45 al minuto 19:24.
  11. Citato in Tom Regan, Il diritto di non soffrire, in Aa. Vv., I diritti degli animali: prospettive bioetiche e giuridiche, a cura di Silvana Castignone, il Mulino, Bologna, 1985, p. 177. ISBN 88-15-00669-9
  12. Citato in Piero Rébora, Bernard Shaw, comico e tragico, Vallecchi, 1948, p. 182.
  13. Citato in Sigmund Freud, Psicologia delle masse e analisi dell'Io.
  14. Citato in Karlheinz Deschner, Sopra di noi... niente, traduzione di Gianni Bertocchini, Ariele, 2008. Un brano simile, più esteso, è riportato come «attribuito» a Shaw in Emanuela Barbero, Alessandro Cattelan, Annalaura Sagramora, La Cucina Etica, Edizioni Sonda, Casale Monferrato, 2010, p. 12. ISBN 978-88-7106-566-3
  15. Da Overruled, 1912.
  16. Citato in Claus Leitzmann, Vegetariani: fondamenti, vantaggi e rischi, traduzione di Margherita Cavalleri, Bruno Mondadori, 2002, p. 9. ISBN 88-424-9584-0
  17. Dal New York Times del 19 dicembre 1930, a proposito del conferimento del Premio Nobel per la letteratura a Sinclair Lewis.
  18. Crofts, da La professione della signora Warren, III, in Teatro, p. 533.
  19. Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Palla lunga e pedalare, Dalai Editore, 1992, p. 67. ISBN 88-8598-826-2
  20. a b c d e Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X
  21. Citato in Focus, n. 65, p. 135.
  22. Da Sul socialismo, 1926. Citato in AA.VV., Come funziona il management, traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2021, p. 66. ISBN 9788858035184
  23. Da Misalliance, prefazione.
  24. Da The Shewing Up of Blanco Posnet: The Rejected Statement, I: "The Limits to Toleration" (1909).
  25. Citato in Hans Ruesch, Imperatrice nuda, Rizzoli, Milano, 2005 (ed. elettronica basata sulla 2ª ed. del 1976), p. 69.
  26. Citato in George Melly, Revolt into Style.
  27. Citato in Khalil A. Cassimally, "Define Science", Labcoat Life. Because science is a thing of beauty, Nature Education, 7 agosto 2011.
  28. Da Getting Married, prefazione.
  29. Da The Philanderer, 1893, II.
  30. Da La professione della signora Warren, II, p. 56.
  31. Da Listener, 7 febbraio 1934; citato nel documentario Gli orrori del comunismo, History Channel, al minuto 19:55.
  32. Citato in Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Letteratura inglese, vol. 2, a cura di Nicoletta Polo, Mondadori, Milano, 1990, p. 349. ISBN 9788804345879
  33. Da La conversione del capitano Brassbound, III, in Teatro, p. 1699.
  34. Frase pronunciata in occasione di un ricevimento di Lady Astor nel 1938. Citato in Edward Klein, La maledizione dei Kennedy, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2007, p. 119. ISBN 978-88-04-53311-5
  35. Dalla prefazione a Santa Giovanna, in Teatro, p. 2999.
  36. Da Ainslee's Magazine, maggio 1913.
  37. Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Palla lunga e pedalare, Dalai Editore, 1992, p. 71. ISBN 88-8598-826-2
  38. Da Casa Cuorinfranto.
  39. Da John Bull's other Island.
  40. Citato in Roger Abravanel e Luca D'Agnese, La ricreazione è finita, Rizzoli, 2016, p. 211.
  41. Da Misalliance, I.
  42. Da Sixteen Self Sketches, Constable, 1949, p. 53; citato in Desmond King-Hele, Shelley: His Thought and Work, Macmillan Press, 1984, p. 42.
  43. Da Le armi e l'uomo, atto II, in Teatro, p. 671.
  44. Durante una cena in onore di Einstein in Inghilterra, citato in David Cassidy, Einstein and Our World, Humanities Press, Atlantic Highlands (N.J.), 1995; citato in Albert Einstein, Pensieri di un uomo curioso (The Quotable Einstein), a cura di Alice Calaprice, prefazione di Freeman Dyson, traduzione di Sylvie Coyaud, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1997, p. 181. ISBN 88-04-47479-3
  45. Citato in Giorgio Manganelli, Il rumore sottile della prosa, Adelphi.
  46. Da Annajanska, the Bolshevik Empress, 1917.
  47. Da La prima commedia di Fanny.
  48. Citato in Charles Krauthammer, Holiday: Living on a Return TicketTime, 27 agosto 1984.
  49. Cfr. Mario Porqueddu, Con tenda e zaino, per "crescere" nella natura, Corriere della Sera, 9 agosto 1999, p. 2.
  50. Citato in Michelle Vogel, Children of Hollywood: Accounts of Growing Up as the Sons and Daughters of Stars, McFarland, 2005, p. 50. ISBN 0786420464
  51. Da un elenco del materiale radiofonico di Jack Benny risulta che a volte avesse a che fare battute e sketch sugli scout, citate anche in una sua biografia, dove ci sono delle gag su di un fittizio gruppo scout, i Beverly Hills Beavers.
  52. «Lo scautismo divenne presto un fenomeno a diffusione mondiale, godendo di gran rispetto e prestigio fino agli anni '60, quando una nuova consapevolezza cominciò ad interrogarsi sui suoi vantaggi. I comici cominciarono a metterci becco, con Jack Benny che dice [...]» («The scouting movement soon became a worldwide phenomenon, enjoying enormous respect and prestige until the 1960s, when a new consciousness began to questions its benefits. Comedians seemed especially eager to get their licks in, with Jack Benny saying [...]», Dr. Mardy's Quotes of the Week, February 6-12, 2005).
  53. (EN) Indeed, in many respects, she [Mrs. Otis] was quite English, and was an excellent example of the fact that we have really everything in common with America nowadays, except, of course, language.
  54. (EN) G. B. Shaw's line that the only time his education was interrupted was when he was in school captures the sense of this alienation.
  55. Citato in Giovanni Vittorio Pallottino, La fisica della sobrietà: ne basta la metà o ancora meno, edizioni Dedalo, Bari, 2012, p. 15.
  56. Quote investigator.
  57. Da Teatro, p. 887.
  58. Da Teatro, p. 791.
  59. Da Teatro, p. 897.
  60. Citato in AA.VV., Il libro della medicina, traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 156. ISBN 9788858036730
  61. La citazione, in una sua variante, viene spesso erroneamente attribuita a Robert Kennedy. John F. Kennedy citò per primo queste parole in un discorso rivolto al Parlamento irlandese a Dublino il 28 giugno 1963. Successivamente, nel 1968, Robert durante la campagna elettorale per le elezioni presidenziali usò una citazione molto simile: «Alcuni uomini vedono le cose come sono e chiedono: perché? Io sogno cose non ancora esistite e chiedo: perché no?» («Some men see things as they are and say, why; I dream things that never were and say, why not.»). In quello stesso anno Robert morì e Ted Kennedy citò questa frase del fratello durante il suo elogio funebre. Cfr. (EN) N. 465. You see things; and you say "Why?" But I dream things that never were; and I say "Why not?", Bartleby.com.
  62. Allusione ironica a uno dei versi nel coro del canto patriottico britannico Rule, Britannia!: «Britons never will be slaves.»
  63. Attribuita anche a Oscar Wilde. Cfr. Il ventaglio di Lady Windermere: «Due soltanto sono le tragedie a questo mondo; la prima consiste nel non raggiungere quello che si vorrebbe, l'altra nell'ottenerlo. Quest'ultima è la peggiore e vera tragedia!».

BibliografiaModifica

  • George Bernard Shaw, Cesare e Cleopatra, traduzione di Antonio Agresti, Mondadori, Milano, 1927.
  • George Bernard Shaw, Ginevra, traduzione di Paola Ojetti, BMM, 1960.
  • George Bernard Shaw, Guida della donna intelligente (The Intelligent Woman's Guide To Socialism, Capitalism, Sovietism and Fasism), BMM, 1950.
  • George Bernard Shaw, Il wagneriano perfetto (The Perfect Wagnerite), traduzione di C. Castrelli e T. Diambra, Casa Editrice Sonzogno, Milano, 1924; E.D.T. Edizioni di Torino, 1981. ISBN 88-7063-015-3
  • George Bernard Shaw, La professione della signora Warren (Mrs Warren's Profession), traduzione di Franco De Poli, Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1974.
  • George Bernard Shaw, Le case del vedovo, 1892.
  • George Bernard Shaw, Pigmalione, traduzione di Leonardo Bragaglia e Lucio Chiavarelli, Newton Compton, Roma, 2021. ISBN 978-88-227-5928-3
  • George Bernard Shaw, Teatro, a cura di Francesco Marroni e Dan H. Laurence, traduzione di Richard Ambrosini, Raffaella Antinucci, Benedetta Bini, Elisa Bizzotto, Fiorenzo Fantaccini, Francesco Marroni, Loredana Salis, Enrico Terrinoni, Bompiani, Firenze-Milano, 2022. ISBN 978-88-587-8992-6
  • George Bernard Shaw, (EN) The doctor's dilemma, Constable and Company Ltd., Londra, 1922.
  • George Bernard Shaw, Uno sprazzo di realtà, traduzione di Paola Ojetti, BMM, 1960.

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