John Fitzgerald Kennedy

politico e saggista statunitense, 35º presidente degli Stati Uniti d'America (1961-1963)
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John Fitzgerald Kennedy (1917 – 1963), 35° presidente degli Stati Uniti.

John F. Kennedy nel 1963

Citazioni di John Fitzgerald Kennedy

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  Citazioni in ordine temporale.

  • Gli statisti sono responsabili dei loro errori soltanto nel settore in cui sono preposti, cioè quello del governo, e non vanno giudicati responsabili della nazione nel suo complesso. [...] Una delle manchevolezze della democrazia, è di cercare capri espiatori per la sua debolezza.[1]
  • Quando parlo di questioni pubbliche, non parlo a nome della mia Chiesa e la Chiesa non parla a nome mio.[2]
  • [...] non chiedete cosa il vostro paese può fare per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese.[3]
  • Non dobbiamo mai negoziare per timore, ma non dobbiamo mai aver timore di negoziare.[3]
  • Signore e signori, la parola "segretezza" è ripugnante in una società libera e aperta e noi, come popolo, ci siamo opposti, intrinsecamente e storicamente, alle società segrete, ai giuramenti segreti e alle riunioni segrete. Siamo di fronte, in tutto il mondo, ad una cospirazione monolitica e spietata, basata soprattutto su mezzi segreti per espandere la sua sfera d'influenza, sull'infiltrazione anziché sull'invasione, sulla sovversione anziché sulle elezioni, sull'intimidazione anziché sulla libera scelta. È un sistema che ha reclutato ampie risorse umane e materiali nella costruzione di una macchina affiatata, altamente efficiente, che combina operazioni militari, diplomatiche, di intelligence, economiche, scientifiche e politiche. Le sue azioni non vengono diffuse, ma tenute segrete. I suoi errori non vengono messi in evidenza, ma vengono nascosti. I suoi dissidenti non sono elogiati, ma ridotti al silenzio. Nessuna spesa viene contestata. Nessun segreto viene rivelato. Ecco perché il legislatore ateniese Solone decretò che evitare le controversie fosse un crimine per ogni cittadino. Sto chiedendo il vostro aiuto nel difficilissimo compito di informare e allertare il popolo americano. Sono convinto che con il vostro aiuto l'uomo diventerà ciò che per cui è nato: un essere libero e indipendente.[4]
  • La guerra non ci si propone più come un'alternativa razionale.[5]
  • L'umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all'umanità.[5]
  • Il conformismo è il carceriere della libertà e il nemico dello sviluppo.[6]
  • Adesso sì che posso ritirarmi dalla politica, dopo che una ragazza dolce e pura come Marilyn Monroe mi ha augurato buon compleanno![7]
  • Non... rischieremo una guerra nucleare mondiale... in cui anche i frutti della vittoria sarebbero cenere nella nostra bocca.[8]
  • [Sulla guerra d'Indocina] È giunta l'ora di dire al popolo americano la cruda verità. Riversare denaro, materiale e uomini nelle giungle dell'Indocina, senza nemmeno una remota prospettiva di vittoria, sarebbe pericolosamente futile ed auto-distruttivo... Io sono francamente dell'opinione che nessuna quantità di assistenza militare americana all'Indocina possa aver ragione di un nemico che è dovunque, e allo stesso tempo in nessun luogo, un "nemico del popolo" che ha la simpatia e l'appoggio nascosto del popolo... Intervenire unilateralmente e mandare truppe nel più difficile terreno del mondo... significherebbe esporci ad una situazione che sarebbe ancora più difficile di quella che abbiamo incontrato in Corea...[9]
  • L'uomo è ancora il più straordinario dei computer.[10]
  • Dunque non concentriamoci solo sulle nostre differenze, ma pensiamo anche ai nostri interessi comuni e a come superare tali differenze. E se le nostre divergenze non possono essere risolte oggi, almeno possiamo cercare di rendere il mondo un luogo sicuro per le diversità. Perché, in fin dei conti, il nostro più elementare legame è che tutti noi abitiamo questo piccolo pianeta, respiriamo la stessa aria, ci preoccupiamo per il futuro dei nostri figli, e siamo tutti mortali.[11]
  • C'è molta gente nel mondo che davvero non capisce, o dice di non capire, dove sia la vera differenza tra il mondo libero ed il mondo comunista. Li si faccia venire a Berlino. Ci sono molti a dire che il comunismo è l'onda del futuro. Li si faccia venire a Berlino. E ci sono alcuni che dicono che in Europa e ovunque noi potremmo lavorare insieme con i comunisti. Li si faccia venire a Berlino. E ci sono perfino alcuni che dicono che il comunismo è un sistema malvagio ma ci permette di fare progressi economici. Lass' sie nach Berlin kommen. Li si faccia venire a Berlino.[12]
  • L'Italia, ha scritto Shelley, è il paradiso degli esiliati. In questo mio breve esilio dal clima di Washington ho immensamente apprezzato questo paradiso come ultima tappa del mio viaggio in Europa. L'accoglienza affettuosa di Napoli ci rende più triste la partenza, più felice il pensiero del ritorno.[13]


Citazioni in lingua originale

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Kennedy durante il discorso sulla corsa allo spazio, 12 settembre 1962
  • Abbiamo scelto di andare sulla Luna in questo decennio e di fare altre cose, non perché sono facili, ma perché sono difficili, perché quell'obiettivo servirà ad organizzare e misurare il meglio delle nostre energie e abilità, perché è una sfida che siamo disposti ad accettare, una sfida che non siamo disposti a rimandare e che abbiamo intenzione di vincere. [...] Ciò è in qualche misura un atto di fede e di visione poiché non sappiamo quali vantaggi ci attendano. [...] Ma lo spazio è la e noi lo scaleremo [...][14]
We choose to go to the moon in this decade and do the other things, not because they are easy, but because they are hard, because that goal will serve to organize and measure the best of our energies and skills, because that challenge is one that we are willing to accept, one we are unwilling to postpone, and one which we intend to win, and the others, too. [...] this is in some measure an act of faith and vision, for we do not now know what benefits await us. [...] Well, space is there, and we're going to climb it [...][15]
  • Il grande nemico della verità molto spesso non è la menzogna: deliberata, creata ad arte e disonesta; quanto il mito: persistente, persuasivo ed irrealistico.
The great enemy of the truth is very often not the lie — deliberate, contrived and dishonest — but the myth — persistent, persuasive, and unrealistic.[16]
  • Io sono un berlinese.
(DE) Ich bin ein Berliner.[17]
  • Ritengo che questa nazione debba impegnarsi, prima della fine del decennio, a conseguire l'obiettivo di portare un uomo sulla Luna e ricondurlo sano e salvo sulla Terra.
I believe that this nation should commit itself to achieving the goal, before this decade is out, of landing a man on the moon and returning him safely to the Earth.[18]
  • Se una libera società non può aiutare i molti che sono poveri, non dovrebbe salvare i pochi che sono ricchi.
If a free society cannot help the many who are poor, it cannot save the few who are rich.[19]
  • Siamo legati all'oceano. E quando torniamo al mare, sia per navigarci che per guardarlo, torniamo da dove siamo venuti.
We are tied to the ocean. And when we go back to the sea, whether it is to sail or to watch it we are going back from whence we came.[20]
  • Un uomo fa ciò che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana.
A man does what he must – in spite of personal consequences, in spite of obstacles and dangers and pressures – and that is the basis of all human morality.[21]

Citazioni senza data

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  • Aldilà di questa frontiera si estendono i domini inesplorati della scienza e dello spazio, dei problemi risolti della pace e della guerra, delle sacche di ignoranza e di pregiudizi non ancora debellate.[22]
  • Cuba non deve essere abbandonata ai comunisti.[23]
  • [A proposito del talidomide] Il giudizio eccezionale [di Kelsey]... ha impedito una grande tragedia... negli Stati Uniti.[24]
  • Io sono un idealista senza illusioni.[25]
  • La mia prima impressione [al suo arrivo in Francia ancora da studente universitario] è questa: mentre i francesi amano tutti Roosevelt, un tipo di governo alla Roosevelt non potrebbe avere successo in un paese come la Francia, che sembra mancare della capacità di guardare ad un problema nel suo complesso. Non amano Blum perché prende i loro soldi e li dà agli altri: cosa che per un francese è très mauvaise.[26]
  • La vittoria ha moltissimi padri, la sconfitta è orfana.[27]
  • Le migliori manovre strategiche avvengono sempre per caso.[28]
  • Mia madre era sempre o in una casa di moda parigina o inginocchiata dinnanzi ad un altare. [...] Quando avevamo veramente bisogno di lei, non c'era mai [...] Mia madre non mi ha mai stretto a sé, né mi ha mai coccolato. Mai, mai![29]
  • Mio padre [Joseph P. Kennedy] mi ha detto che tutti gli uomini di affari sono figli di puttana.[30]
  • [In riferimento alla NATO] Nei prossimi mesi sarà necessario concentrarsi su interessi degli Stati Uniti. La nostra politica [europea] è stata molto generosa, ma noi non abbiamo perso la nostra potenza economica e la nostra influenza su quei paesi. Non crediate che gli europei facciano qualcosa per noi checché gli Stati Uniti abbiano fatto per loro. Sarà dunque necessario che i nostri rappresentanti difendano con molta forza interessi americani.[31]
  • Non voglio la capote sulla macchina, tutte le texane devono vedere che bella ragazza è Jackie.[32]
  • Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticarti mai i loro nomi.[33]
  • So che abbiamo tutti un debito con il nostro grande amico Frank Sinatra. Prima ancora di cantare, raccoglieva voti per i democratici in un distretto elettorale del New Jersey. Quel distretto è cresciuto fino a diventare una nazione... e quando smetterà di cantare, continuerà a parlare in favore del partito democratico, e io lo ringrazio a nome di tutti i presenti.[34]
  • Sono giunto alla conclusione che il fascismo è fatto per la Germania e l'Italia, il comunismo per la Russia e la democrazia per l'America e l'Inghilterra.[35]

Citazioni su John Fitzgerald Kennedy

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  • A mio parere, nessuno, dal tempo di Franklin ha mai avuto lo stesso genere di rapporto simbiotico con le folle. Franklin talvolta incominciava una campagna elettorale stanco e apatico. Ma nel corso della campagna traeva forza e vitalità dall'uditorio e finiva meglio di quanto non avesse incominciato. Penso che per il senatore Kennedy sia lo stesso: la sua intelligenza e il suo coraggio suscitano nelle folle sentimenti che a loro volta lo sostengono e lo rendono più forte. (Eleanor Roosevelt)
  • Credo che Kennedy fosse un uomo pieno di entusiasmo, molto intelligente, con un carisma innato, che cercava sempre di fare cose positive. Commise degli errori [...], anche di tipo etico, ma ritengo però che sia stato un uomo coraggioso capace di correggersi e abbastanza coraggioso da introdurre cambiamenti nella politica degli Stati Uniti. (Fidel Castro)
  • E fra la folla sorrise, fu l'ultimo sorriso perché | un colpo traditore trafisse il cuore di un grand'uomo quel dì. (Rino Gaetano)
  • Era assillato dal pensiero degli uomini che muoiono in giovane età. (Jacqueline Kennedy)
  • Era dotato dell'abilità di risolvere i conflitti internazionali con negoziati, come il mondo capì durante la cosiddetta crisi cubana. Quantunque giovane era un grande statista. Credo che se Kennedy fosse vissuto le relazioni tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica sarebbero state migliori delle attuali. Perché dico ciò? Perché Kennedy non avrebbe mai permesso che il suo paese si impantanasse nel Vietnam. (Nikita Sergeevič Chruščёv)
  • La prematura e improvvisa morte del Presidente Kennedy, in giovane età, ha privato l’America e il mondo intero dell’ispirazione e dei servigi di questo leader scrupoloso e determinato. Egli sarà pianto non solo dai suoi amati ma da tutti i popoli, e in particolare dal popolo Africano. (Haile Selassie)
  • La vita non è tutta qui, lui lavora anche lassù | e come un fiume bagnerà qua, il suo fantasma ispirerà. (Rino Gaetano)
  • Mentre Melbourne voleva essere il portavoce dell'opinione popolare, Kennedy sperava di esserne la guida e il precorritore. Melbourne era un conciliatore, Kennedy voleva essere un leader. Egli seppe fondere lo stile Whig con l'attivismo di Roosevelt. (Arthur Schlesinger Jr.)
  • Neanche nel peggior incubo Marilyn avrebbe mai desiderato una relazione stabile con JFK. Andare a letto con un presidente così carismatico andava bene per una notte; lei era affascinata dalla teatrale segretezza della faccenda. (Susan Strasberg)
  • [Era una] persona scettica, di poche parole, dotata di un'enorme attrattiva personale, del tutto sdegnosa del tradizionale costume politico del Massachusetts e del tutto aliena dal pietismo caratteristico del liberalismo americano. (Arthur Schlesinger Jr.)
  • Roosevelt [Franklin Delano] dimostrò che la Presidenza [degli Stati Uniti d'America] può essere un mestiere da esercitarsi vita natural durante. Truman ha dimostrato che chiunque può fare il Presidente. Eisenhower, che non v'è in realtà bisogno di un Presidente. Kennedy, che può essere pericoloso avere un Presidente...[36]
  • Sapete, potete andare lì alla Dealey Plaza, dove Kennedy fu assassinato. E potete andare veramente al sesto piano del deposito di libri scolastici: è un museo chiamato "Il Museo dell'Assassinio". Penso che l'abbiano chiamato così dopo l'assassinio, non posso essere così sicuro sulla cronologia qui ma... (Bill Hicks)
  • Un leader moderno, caldo, che sapeva come arrivare al cuore della gente. (Tito Stagno)
  • Biografi e archivisti hanno provveduto all'importante lavoro di raccontare. I loro studi hanno rivelato un presidente freneticamente "su di giri" per pasticche di tutti i tipi; veloce con la pistola e pronto a rivolgersi alla mafia per la sua politica estera; disposto a rischiare la guerra nucleare per salvarsi la faccia.
  • Chi oggi crede davvero che Kennedy volesse rivedere il suo sconsiderato coinvolgimento nel Vietnam del Sud? Possiamo almeno convenire che il suo zelo nell'assassinare il presidente Diem – che lui stesso aveva messo al potere pagando un certo prezzo di sangue – era un indicatore alquanto contraddittorio rispetto all'intenzione di disimpegnarsi?
  • Sarò probabilmente in minoranza, e non mi importa, ma sono lieto di scoprire che il dramma e il culto di Kennedy stanno svanendo nel nulla. Lo sforzo per tenerli in vita costa troppa fatica.
  • Sul fronte dei diritti civili, viceversa, anche gli storici più inclini all'adulazione trovano difficile spiegare perché i fratelli Kennedy preferirono la strategia millimetrica del passo della lumaca. Ma almeno questo serve a dimostrare che conoscevano l’esistenza di una cosa chiamata prudenza o cautela.
 
Kennedy nel 1961 con Kwame Nkrumah
  • Con un autentico senso della storia, John Kennedy mise in atto, nel modo più drammatico, ciò che Abraham Lincoln avviò cento anni fa. Come Lincoln, gli fu impedito di realizzare i suoi progetti ai grandi livelli che si era prefisso dal proiettile d'un assassino. Da uomo dotato di grande calore umano, il suo rapporto con le persone fu sempre amichevole e sincero.
  • I successi di John Kennedy negli affari internazionali sono stati rilevanti. Noi in Africa lo ricorderemo, soprattutto, per la sua opposizione inflessibile al fanatismo razziale e religioso, all'intolleranza e all'ingiustizia.
  • Malgrado il suo breve mandato, il Presidente Kennedy ha lasciato un segno indelebile nella storia contemporanea. Verrà ricordato come un campione illustre della pace e dei diritti dell'uomo.
  • Nato nella ricchezza, era tuttavia profondamente sensibile ai problemi e alle speranze dell'uomo comune e degli svantaggiati. Questo aspetto del suo carattere si rispecchiò sia nelle sua politica interna che in quella internazionale.
  1. Dalla tesi di laurea di Kennedy, pubblicata come saggio dal titolo Why England Slept nel 1940; citato in Arthur Schlesinger Jr., I mille giorni di John F. Kennedy, p. 105.
  2. Dichiarazione del 12 settembre 1960. Citato in Kennedy e la laicità, 51 anni fa, ilpost.it, 12 settembre 2011.
  3. a b Dal discorso d'insediamento, 20 gennaio 1961.
  4. Dal discorso presso l'Hotel Waldorf-Astoria di New York, 27 aprile 1961.
  5. a b Dal messaggio all'ONU del 25 settembre 1961; citato in Elena Spagnol, Enciclopedia delle citazioni, Garzanti, Milano, 2009, p. 435. ISBN 9788811504894
  6. Dal messaggio all'ONU del 25 settembre 1961.
  7. 19 maggio 1962; citato in Marilyn, p. 369.
  8. Dal discorso alla nazione durante la crisi dei missili a Cuba, 22 ottobre 1962. Citato in AA.VV., Il libro della legge, traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 245. ISBN 9788858029596
  9. Da un discorso del 6 aprile 1954. Citato in La guerra speciale del presidente Kennedy, L'Unità, 27 gennaio 1963
  10. Da un discorso del 21 maggio 1963.
  11. Dal discorso alla American University, 10 giugno 1963.
  12. Dal discorso a Berlino Ovest, 26 giugno 1963.
  13. 2 luglio 1963. Citato in Pier Luigi Razzano, Kennedy 50 anni fa la visita napoletana, repubblica.it, 28 giugno 2013.
  14. Traduzione da Robert Zubrin, The case for Mars – La questione Marte. Con le ultime informazioni sulla vita su Marte, Lulu.com, 2009, p. XIII. ISBN 9788890449109
  15. Da un discorso alla Rice University, 12 settembre 1962. (EN) Citato in John F. Kennedy Moon Speech - Rice Stadium, ER.JSC.NASA.gov
  16. Dal discorso inaugurale alla Yale University, New Haven, Connecticut, 11 giugno 1962.
  17. Dal discorso a Berlino Ovest, 26 giugno 1963; citato in http://news.bbc.co.uk
  18. Dal discorso alla sessione riunita del Congresso, 25 maggio 1961. Citato in Alan Parsons, Apollo, dall'album "On Air".
  19. Da Inaugural Address of John F. Kennedy, avalon.law.yale.edu, discorso inaugurale alla Yale Law School, 20 gennaio 1961.
  20. Dal discorso all'America's Cup del 14 settembre 1962.
  21. Da Profiles in Courage, 1956.
  22. Citato in Giovanni Sabbatucci e Vittorio Vidotto, ''Il mondo contemporaneo. Dal 1848 a oggi'', Editori Laterza, Roma, 2008, ISBN 978-88-420-8741-0, pag. 542
  23. Citato in AA.VV., Il libro della storia, traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2018, p. 315. ISBN 9788858016572
  24. Citato in AA.VV., Il libro della medicina, traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 259. ISBN 9788858036730
  25. Citato in Enzo Biagi, Buoni cattivi: esiste ancora una morale valida per tutti?, BUR, Milano, 1991, p. 15. ISBN 88-17-11549-5
  26. Citato in Arthur Schlesinger Jr., I mille giorni di John F. Kennedy, p. 101.
  27. Citato in Dizionario mondiale di Storia, Rizzoli Larousse, Milano, 2003, p. 656. ISBN 88-525-0077-4
  28. Citato in Arthur Schlesinger Jr., I mille giorni di John F. Kennedy, p. 93.
  29. Citato in Edward Klein, La maledizione dei Kennedy, p. 31.
  30. Citato in Edward Klein, La maledizione dei Kennedy, p. 64.
  31. Citato in Ennio Di Nolfo, Storia delle relazioni internazionali. Dal 1918 ai giorni nostri, Editori Laterza, Roma, 2008, ISBN 978-88-420-8734-2, pag. 1069
  32. Detto al suo collaboratore più stretto, Kenneth O'Donnell, a proposito della sua visita alla città texana di Dallas, che avrebbe avuto luogo di lì a due giorni. Citato in Edward Klein, La maledizione dei Kennedy, p. 183.
  33. Citato in Gino e Michele, Matteo Molinari, Le Formiche: anno terzo, Zelig Editore, 1995, § 1953.
  34. Citato in Guida completa a Frank Sinatra.
  35. Dal diario tenuto durante il suo soggiorno in Europa nel 1938, citato in Arthur Schlesinger Jr., I mille giorni di John F. Kennedy, p. 102.
  36. Dall'apologo dei magnati americani dell'acciaio durante la controversia con il Presidente John Fitzgerald Kennedy; citato in Piero Buscaroli, Una nazione in coma, Argelato (BO), Minerva Edizioni, 2013, p. 162. ISBN 978-88-7381-494-8

Bibliografia

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  • Chris Ingham, Guida completa a Frank Sinatra, traduzione di Barbara Ponti e Vanna Lovato, Antonio Vallardi Editore, 2006. ISBN 9788878870161
  • Mike Evans, Marilyn (Marilyn Handbook, MQ Publications Limited, 2004), traduzione di Michele Lauro, Giunti Editore, 2006. ISBN 880904634X
  • Edward Klein, La maledizione dei Kennedy, Arnoldo Mondatori Editore, Milano, 2007 ISBN 978-88-04-53311-5
  • Arthur Schlesinger Jr., I mille giorni di John F. Kennedy, Milano, Rizzoli, 1966.

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