Citazioni sul perché.

  • Amo i colori, tempi di un anelito inquieto, irresolvibile, vitale, spiegazione umilissima e sovrana dei cosmici "perché" del mio respiro. (Alda Merini)
  • C'è un "perché" nascosto in tutte le cose che conduce ad un altro "perché", il quale suggerisce un piccolissimo imprevisto "perché", da cui scaturisce probabilmente un altro, nuovissimo e appena nato "perché". (Dacia Maraini)
  • – Come quel tale che ho conosciuto a El Paso. Un giorno si è spogliato ed è saltato su una pianta di cactus. Gli ho fatto la stessa domanda: «Perché?».
    – E lui?
    – Disse che gli era parsa una buona idea, al momento. (I magnifici sette)
  • E ci sono gesti, piccoli, anzi più piccoli sono meglio è dopo i quali nulla è più come prima. Gesti immediati, che non ti aspetti, senza i quali nulla inizierebbe. Gesti senza un perché ma che di perché ne creano molti. (Federico Moccia)
  • È questa la vera domanda, no? "Perché?" Il "come" e il "chi" sono diversivi per il pubblico. (JFK - Un caso ancora aperto)
  • – Ora basta! Non voglio più sentire altre domande!
    – Perché? (Futurama)
  • Vedi cose che esistono e ti chiedi "perché?" Ma io sogno cose non ancora esistite e chiedo "perché no?"[1] (George Bernard Shaw)
  1. La citazione, in una sua variante, viene spesso erroneamente attribuita a Robert Kennedy. John F. Kennedy citò per primo queste parole in un discorso rivolto al Parlamento irlandese a Dublino il 28 giugno 1963. Successivamente, nel 1968, Robert durante la campagna elettorale per le elezioni presidenziali usò una citazione molto simile: «Alcuni uomini vedono le cose come sono e chiedono: perché? Io sogno cose non ancora esistite e chiedo: perché no?» («Some men see things as they are and say, why; I dream things that never were and say, why not.»). In quello stesso anno Robert morì e Ted Kennedy citò questa frase del fratello durante il suo elogio funebre.

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