Cacatua

famiglia di uccelli
Un cacatua

Citazioni sui cacatua o cacatoa.

  • La vita familiare come la concepiamo noi non ci è più naturale di quanto lo sia una gabbia per un cacatoa. (George Bernard Shaw)
  • – Ti ricordi Mugglesworth?
    – Il cacatua che avevo da bambino? Cavolo, non ci pensavo più da anni!
    – I tuoi genitori quando è morto dove ti dissero che lo portavano?
    – Al santuario degli uccelli, ma non è morto. È ancora là, vive con tutti gli altri uccelli del santuario.
    – Gus, tu c'eri quando ce lo portarono?
    – Certo che no! Aveva una malattia molto rara per cui perdeva le penne quando qualcuno lo guardava, perciò la gabbia era rivestita di specchi. Che c'è?
    – Gus, i tuoi ti hanno mentito. Lo facciamo a volte per proteggere i nostri figli. Il tuo uccello è morto, mi dispiace! (Psych)

Ottavio RosatiModifica

  • Essendo in grado di alzare un'ampia cresta, il Cacatoa è, come direbbe Groddeck, l'uccello dell'Es, l'unico che può avere un'erezione in pubblico senza essere tacciato di oscenità ma, al contrario, suscitando in uomini e donne ammirazione festosa e grida di giubilo. [...] Tutto questo rese l'imago simbolica del pappagallo Teto, come emblema fallico, finalmente degna di fiducia e rispetto, liberando Fabio dalla paura di essere uomo e dalla colpa dei suoi oggetti interni persecutori (come la sorella) che lo vedevano e lo volevano castrato.
  • I pappagalli, soprattutto i cacatua, hanno una sensibilità particolare [...] sono come dei radar e captano immediatamente se c'è tensione nell'aria o se qualcuno sta mentendo. Se una persona in uno psicodramma vuole nascondere qualcosa di profondo, il pappagallo se ne accorge e si mette a urlare [...] Può capitare un paziente chiuso nel suo mondo inaccessibile, preso da una disperazione quasi suicidale e lo psicoanalista è preso da sconforto perché non può instaurare un rapporto con il paziente. A realizzare il contatto interviene il pappagallo [...] Non basta occuparsi di un animale per guarire. Bisogna riconoscere la sua alterità e studiarlo come altro da sé e non come doppio di se stessi.
  • Innanzi tutto, pur avendo pagato una certa somma di denaro a un allevamento di Ferrara per tenere con me [il cacatoa] Teto, come Ego Ausiliario della lunga terapia a 360 gradi di Fabio, rifiuto la qualifica di padrone e mi considero il suo custode, qualcosa tra un tutore e un albero vivente. A tutti gli effetti, Teto è mio come io sono suo.

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