Meccanismo Europeo di Stabilità

organizzazione internazionale e intergovernativa dell'Eurozona

Meccanismo europeo di stabilità (MES o Fondo Salva-Stati), organizzazione internazionale sovranazionale a carattere regionale.

Stati aderenti al MES

Citazioni sul MES

modifica
  • Ampliando la riforma i compiti del MES e sostanzialmente trasformandolo nel backstop del Fondo unico di risoluzione bancaria, contribuisce al raggiungimento del secondo pilastro dell'unione bancaria, peraltro in scia con quanto il nostro Paese chiede da tempo. Si tratta, quindi, di una vera e propria mutualizzazione dei rischi che sotto il profilo della solidarietà europea mi sembra un ottimo segnale ed è un ulteriore viatico verso il progetto dell'unione bancaria, fino, ci auguriamo, ad aprire una discussione per la creazione di un vero e proprio meccanismo di mutualizzazione delle perdite. (Claudio Stefanazzi)
  • Come mai con il Governo Draghi nessuno parlava più di MES e l'argomento torna puntuale con il Governo Meloni? Forse perché Draghi sapeva, ovviamente, le stesse cose di cui stiamo, ad esempio, parlando oggi sulla non congruità degli strumenti del MES ai bisogni immediati dell'Italia, e diventava forse politicamente imbarazzante sentirselo dire da lui, mentre adesso si reputa buona l'occasione di seminare zizzania contro gli interessi del Paese. (Carmen Letizia Giorgianni)
  • [Riguardo l'approvazione della riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità] Davanti alla crisi pandemica stavolta l'Europa ha risposto battendo un segno positivo e l'Italia è protagonista di questa svolta. La riforma del Mes è una piccola parte ma va in giusta direzione. (Matteo Renzi)
  • È bene che l'Italia proceda alla ratifica del MES senza aspettare l'oracolo della Corte di Karlsruhe, perché è nell'interesse dell'Italia che il MES esista, è nell'interesse dell'Italia che sia completata la ratifica, anche nell'interesse della stabilità del sistema bancario italiano e delle prospettive di poter affrontare eventuali ulteriori crisi avendo una rete di protezione spalle. (Benedetto Della Vedova)
  • È del tutto evidente che il MES sia stato elaborato in una fase diversa da quella di oggi, perché il MES, come è stato ricordato in molti interventi, è stato elaborato tra il 2010 e il 2012, nel pieno della crisi economica che ha colpito soprattutto i Paesi industriali tra il 2008 e il 2015 e che ebbe il suo epicentro nella crisi greca, come ricordiamo. E fu pensato, elaborato e costruito come un meccanismo di assistenza finanziaria a Paesi in difficoltà in quella temperie, il che spiega perché il MES continui ad avere, come sottostanti, ad esempio, i parametri di Maastricht nella dimensione del 3 per cento e del 60 per cento, quando sappiamo tutti, ma questo credo non sia un elemento di dissenso tra noi, che quei parametri furono definiti in quella dimensione in un'altra fase. (Piero Fassino)
  • [Riguardo l'approvazione della riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità] Grazie al nuovo Mes, che ha tutti i difetti di questo mondo, con il suo salva banche si metterà fine alla tragica passeggiata a Deauville, al tragico di Merkel e Sarkozy. Per questa ragione non voterò contro, voterò in dissenso dal mio partito [...] Oggi mi addolora che in quest'Aula non ci sia quello stesso spirito nel dare pieno mandato al nostro presidente del Consiglio per il prossimo Eurosummit. Purtroppo è prevalso lo spirito di parte, di schieramento, è prevalsa la propaganda, piuttosto che lo spirito di unità. Ma così si indebolisce il Paese, non vince nessuno, è un gioco a somma negativa (Renato Brunetta)
  • Il MES è diventato una sorta di totem o di tabù, non si discute nel merito. (Benedetto Della Vedova)
  • Il MES, questo MES, non è un vero strumento dell'Unione europea, è piuttosto uno strumento intergovernativo, che, proprio per questa caratteristica, mette un'ipoteca seria sulla logica della governance dell'Unione europea. (Andrea Orsini)
  • [Riguardo il "MES sanitario"] Il problema è che i soldi del MES sono "gratis" solo se vengono utilizzati per spese direttamente o indirettamente connesse all'emergenza Covid19. Difficile pensare che si possa giustificare un aumento del 30% della spesa sanitaria per ovviare alle conseguenze di una malattia che ha fatto circa 36.000 vittime, pari a circa il 5% dei morti che si registrano ogni anno del nostro Paese. Intendiamoci: ognuno di questi morti rappresenta per i suoi cari e per la comunità nazionale una tragedia immensa, ma ai controllori del MES di questo non importerà molto. Se scoprissero che i soldi sono stati spesi per interventi "non-COVID", scatterebbe la tagliola prevista dai trattati per chi viola le condizioni del MES [...] E infatti di ricorrere al MES si parla solo in Italia, e solo perché il PD desidera che il Paese possa essere commissariato da Bruxelles quando gli elettori avranno mandato questo Governo a casa. (Alberto Bagnai)
  • Il punto centrale della risoluzione oggi in discussione è che all'orizzonte non si intravede nessuna - ripeto, nessuna - necessità di ricorrere all'attivazione del MES e che la scelta definitiva sull'adesione dell'Italia al nuovo Trattato resta nella piena disponibilità del Parlamento. (Elisa Scutellà)
  • [Riguardo l'approvazione della riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità] La cosa importante è che ieri c'è stato questo passaggio parlamentare che ha sancito la coesione delle forze di maggioranza, un passaggio che dà un chiaro mandato all'Italia a partecipare ai lavori del Consiglio europeo per completare questa riforma del Mes. (Giuseppe Conte)
  • La riforma del MES appare come l'extrema ratio di una ristrutturazione del debito o, nella migliore delle ipotesi, di un commissariamento dei conti italiani, perché, con questa revisione, gli interessi delle nostre imprese esportatrici sarebbero allineati a quelli delle imprese esportatrici tedesche. (Francesco Emilio Borrelli)
  • [Riguardo l'approvazione della riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità] La riforma del Mes non ci piace, certo, ma ho detto che non faremo ostruzionismo se tutti gli altri Paesi europei stanno andando in quella direzione e sono quegli stessi Paesi europei ci troviamo a giocare una partita molto più complessa per il futuro dell'Ue, una partita per arrivare a una visione più ampia. (Vito Crimi)
  • Molto è stato detto circa il rischio stigma rispetto all'utilizzo del Meccanismo stesso. Per tale ragione, è bene ricordare quanto avvenuto per alcuni Stati europei: nel 2011 lo spread della Spagna superava i 600 punti, quello dell'Irlanda i 700 punti, quello portoghese i 1200. Oggi le situazioni citate sono tutte rientrate grazie al Fondo e, va detto, nel rispetto delle sue condizionalità. Nessuno di questi Stati ebbe difficoltà a finanziare i suoi mercati, quindi quale stigma? (Isabella De Monte)
  • [Riguardo l'approvazione della riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità] Noi avevamo dato un mandato molto preciso sia a Tria sia a Conte, cioè di opporsi in sede europea. E infatti Salvini disse "noi non lo firmiamo" e il M5S esaltò il veto sul blog delle Stelle. E ora, dopo un anno di pandemia, si torna a parlare della riforma del Mes, che se venisse approvata l’Italia finirebbe in un vicolo cieco. (Claudio Borghi Aquilini)
  • Noi non possiamo aspettarci che il MES ci offra delle condizioni di finanziamento per i nostri squilibri interni più convenienti di quelle che ci offrirebbe il mercato, per il semplice motivo che già oggi stiamo vedendo che, in contesti meno drammatici, un esperimento di mutualizzazione del debito ci sta offrendo tassi di interesse meno vantaggiosi di quelli che avremmo potuto cogliere, intervenendo con strumenti di debito nazionale. (Alberto Bagnai)
  • Oggi rimane la necessità di portare avanti il processo di riforma già avviato. Riteniamo infatti opportuno, anzi necessario, completare l'attuale negoziato di modifica del MES, passo indispensabile per l'ulteriore trasformazione di tale organismo in un vero e proprio Fondo monetario europeo all'interno del quadro giuridico di diritto dell'Unione, coordinato con le politiche di bilancio europee. (Giovanna Iacono)
  • Per onestà intellettuale dobbiamo ricordare chi in Italia, prima del 2012, trattò, contrattò e poi approvò il MES, successivamente oggetto di riforma. Tutta l'attività istruttoria europea precedente all'istituzione del MES si è svolta tra il 2010 e il 2011; in carica, c'era il Governo Berlusconi 4, sostenuto dalla Lega, dall'allora Popolo delle Libertà e da quella parte di Popolo delle Libertà che sarebbe poi diventato Fratelli d'Italia. (Alessandra Todde)
  • Quando fu introdotto per sostituire precedenti dispositivi di protezione che non avevano sortito alcun effetto, ottenne il risultato per cui era stato istituito, cioè arginare la speculazione nei confronti dei titoli di Stato dei Paesi più deboli dell'Eurozona, riportando il differenziale dello spread a livelli fisiologici; in questo modo - dobbiamo ricordarlo - favorendo anche il salvataggio del sistema bancario. In una fase di contrazione dell'economia, molte banche avevano investito ingenti risorse in titoli di Stato. Se non ci fosse stata l'azione del MES, e quindi una riconduzione a un equilibrio fisiologico dello spread, probabilmente avremmo assistito ad una problematica difficilmente risolvibile di capitalizzazione del sistema bancario. (Claudio Stefanazzi)
  • Se il MES funziona o non funziona lo si deve addebitare non al meccanismo in quanto tale, ma alle volontà di coloro che quel meccanismo sono chiamati a far funzionare, che sono ancora una volta gli Stati nazionali. (Piero Fassino)
  • Se passerà la riforma [Del Meccanismo Europeo di Stabilità], i Paesi meno virtuosi, che non rispettano i parametri del Patto di stabilità, subiranno un'analisi sulla sostenibilità del debito prima di ricevere il prestito e se avranno un parere negativo saranno spinti, più o meno volontariamente, a ristrutturarlo. (Carmen Letizia Giorgianni)
  • Spesso sentiamo parole come fiscal compact e MSE, ma gli italiani oggi sono a conoscenza del significato? Sanno qual è il senso? L'unica cosa che ci è dato sapere è che siamo in crisi, che abbiamo un debito enorme e che i cittadini devono pagare sempre più tasse. (Davide Tripiedi)
  • [Riguardo l'approvazione della riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità] Sul Mes in queste ore ci giochiamo la credibilità del Paese, l'andamento dello spread e dei mercati. Non si può giocare con il fuoco. (Dario Franceschini)
  • Questo Governo eredita, per quanto concerne il Meccanismo europeo di stabilità, una situazione già pesantemente tracciata da chi ci ha preceduto, nonostante la nostra ferma posizione di criticità negli anni, che non abbiamo mai fatto mancare.
  • È davvero singolare che neppure la maggioranza di unità nazionale di Mario Draghi sia stata in grado di approvare la ratifica [del Meccanismo Europeo di Stabilità], proprio perché tema spinosissimo e divisivo.
  • Il ragionamento sul MES è, quindi, più o meno il seguente: se questi denari sono così vantaggiosi, allora perché non sono state richiesti da altri Paesi? Siamo certi che il MES possa cambiare in corsa le sue condizionalità, portando, in parallelo, l'ingresso della Troika come ente controllore, così come è accaduto durante la crisi ellenica nel 2012.
  • La posizione di Fratelli d'Italia [sul Meccanismo Europeo di Stabilità] è stata sempre chiara, perché non vogliamo commissariamenti economici della nostra Nazione ad opera di funzionari sconosciuti. Abbiamo già messo in campo una nuova manovra di bilancio che mette l'Italia sulla strada della ripresa e non ci servono dunque strumenti che sarebbero contro la nostra economia.
  • La riforma messa in campo negli anni scorsi del MES non è stata ratificata dall'Italia e dalla Germania; si tratta di una riforma negoziata e finalizzata dal Governo Conte giallo-rosso, palesemente inadeguata alla tutela degli interessi nazionali in Europa.
  • In Italia - è stato detto - durante la pandemia l'intervento salvifico o quantomeno ritenuto tale del MES veniva invocato quasi ogni giorno dagli esponenti del PD e del centrosinistra, almeno fino a quando ci si è resi conto che in concreto gli strumenti di sostegno messi a disposizione dall'Unione europea hanno di fatto reso anacronistico e superato il ricorso a questo strumento.
  • In sintesi, con la riforma il MES incorpora quanto di più inopportuno la politica economica europea abbia proposto negli ultimi dieci anni: l'austerità del Fiscal compact, la destabilizzazione finanziaria del bail-in e il commissariamento della politica italiana.
  • Dalla discussione che c'è stata viene fuori, quindi, che se il MES era dannoso per l'Italia prima dell'impennata dei debiti pubblici, a causa del COVID e della guerra in corso, ora è palesemente fuori fase per tutta l'Unione europea.
  • La riforma del MES, come hanno detto diversi colleghi, pare, purtroppo come l'extrema ratio di una ristrutturazione del debito; nella migliore delle ipotesi, di un commissariamento dei conti italiani, perché, con questa revisione, gli interessi delle nostre imprese esportatrici sarebbero di fatto allineati a quelli delle imprese esportatrici tedesche.
  • Se il MES può apparire uno strumento utile per affrontare la crisi, in grado di prestare denaro a chi non riesce più a ricevere prestiti, fin dalla sua nascita, nel 2012, le condizioni e le riforme imposte ai Paesi per ricevere aiuto sono state davvero troppo severe. Chi riceve i prestiti è obbligato ad approvare un memorandum di intesa, quei famosi MoU di cui abbiamo sentito spesso parlare, un piano definito di misure da prendere in termini di tagli al deficit al debito e di riforme strutturali. Insomma, il MES opera in stretto coordinamento con la Commissione europea, la BCE e l'FMI e ricordiamo bene che la cosiddetta trojka è intervenuta in svariati contesti con atteggiamenti tutt'altro che generosi.
  • Per quali ragioni bisognerebbe accettare strumenti di sostegno che sembrano pensati per penalizzare maggiormente proprio chi di quel sostegno potrebbe avere maggior bisogno?
  • Lo Stato italiano spende per interessi quasi il doppio di quanto non spenda per investimenti pubblici. È, quindi, prioritario per noi tornare su un sentiero di rientro del debito pubblico. Ma la riforma del MES non è un meccanismo facilitatore in questo senso, al contrario, gli strumenti di assistenza finanziaria sembrano perfetti per innescare una nuova crisi del debito, perseverando, in tal modo, i gravi errori che abbiamo già visto nel biennio 2011-2012.

  Citazioni in ordine temporale.

  • Il Ministro Giorgetti questa mattina ha detto che, sulla ratifica del MES - su cui nella scorsa legislatura in quest’Aula si sono raccontate le più grandi “balle” della storia repubblicana - il Governo italiano per decidere cosa fare aspetterà la pronuncia della Corte costituzionale tedesca. Sapete perché state dicendo così? Perché non sapete come giustificare agli italiani tutta la narrazione che avete fatto sul MES in questi anni. Ma governare significa prendersi la responsabilità delle cose che si sono dette e di quelle che verranno fatte.
  • Il MES (Meccanismo europeo di stabilità), sia nella versione che discutiamo oggi, cioè la riforma del Trattato istitutivo, sia per analogia, la linea pandemica creata durante il COVID, ma di cui oggi non discutiamo, non è solo un buono, non fondamentale, ma buono e necessario passo in avanti nel difficile percorso di integrazione europea.
  • Il MES è anche la vicenda che più e meglio di qualunque altra racchiude in sé che cosa sia stato il populismo in questo Paese.
  • Quando penso al MES penso a uno dei principali leader italiani dell'epoca – lo è tuttora -, il senatore Matteo Salvini, che, quando si discuteva su questo argomento, la riforma del Trattato istitutivo del MES, faceva interviste sui principali quotidiani italiani e andava nelle principali trasmissioni della rete televisiva pubblica a dire che il MES era una banca privata, non un'organizzazione internazionale con, nel board, i Ministri dell'economia, ma una banca privata. È successo tutto questo.
  • Due ragazzini, che non sapevano distinguere un bilancio da un forno a microonde, che dichiaravano di essersi formati sulla base dei documentari sui rettiliani, bloccarono, a nome del partito che rappresentavano, la riforma del MES. E' successo, in questo Paese è successo.
  • Si fa entrare nella testa degli italiani che una sigla è brutta e si persegue su quella linea, perché ci si si illude che questo porti consenso alla propria parte politica, consenso da spendere nel breve o nel brevissimo periodo.
  • 17 Paesi su 19 hanno già ratificato questo accordo. E voi, signor sottosegretario [Lucia Albano], ma anche il Ministro Giorgetti lo ha ripetuto, ci dite: dobbiamo aspettare la Corte costituzionale tedesca. Io vi invito ad essere più sovranisti. Perché dobbiamo aspettare la deliberazione di un organo giurisdizionale di un Paese straniero per decidere se questo è nel nostro migliore interesse o no?
  • [Sul Governo Meloni] Voi state cercando una credibilità internazionale che sapete benissimo essere stata messa a dura prova dal modo in cui, negli anni scorsi, avete fatto opposizione. Il modo migliore per trovare la credibilità internazionale che questo Paese merita, a vantaggio di tutti i nostri concittadini, è avere il coraggio di chiudere la stagione in cui la politica è stata un misto fra un reality show e una campagna pubblicitaria di quarto ordine, e niente come la vicenda del MES rappresenta quella ferita del nostro Paese.
  • Siamo partiti con un atteggiamento, come dicevo prima, ineluttabile, un atteggiamento in cui chi soltanto poteva mettere in dubbio la velocità con la quale dovevamo assumere il MES era un nemico del popolo. Oggi vedo più di un dubbio su questo, vedo valutazioni più distaccate, vedo atteggiamenti più prudenti.
  • Io, ripeto, non ho capacità accademiche, non ho capacità scientifiche, nel mio piccolo, però, penso che i soldi degli europei e, più segnatamente anche degli italiani, starebbero meglio se amministrati da persone che hanno una valenza democratica alle loro spalle, che hanno una valenza più controllabile, che possano essere soggetti al vaglio di qualcuno.
  • La Germania è un modello da imitare sempre oppure quando si tratta di MES bisogna dire: ma perché aspettate la Germania? L'aspettiamo e come la aspettiamo, vogliamo proprio vedere cosa fa la Germania.
  • A noi questo “MES-estremismo” mascherato da finto europeismo non piace, a noi sembra molto strumentale, a noi sembra sempre una bandierina da sventolare per dichiararsi più politicamente corretti di alcuni.
  • Il MES è nato nel 2012 con l'obiettivo di salvaguardare la stabilità finanziaria della zona euro, ma di fatto i Paesi che vi hanno fatto ricorso hanno sottoscritto memorandum che sono andati ad incidere pesantemente sulla loro politica fiscale, sul mercato del lavoro e su molti altri aspetti della politica interna.
  • È giusto ricordare in questa sede, Presidente, che il Governo in carica ai tempi dell'istituzione del MES era il Governo Monti, sostenuto anche dal Popolo della Libertà, e che le trattative nel 2011 sono state sostenute e portate avanti dal Governo Berlusconi, sostenuto anche dalla Lega. Possiamo dire che gli attuali Presidente del Consiglio [Giorgia Meloni] e Vicepresidenti del Consiglio [Matteo Salvini e Antonio Tajani], con i loro partiti, hanno contribuito attivamente all'istituzione del MES. Siete voi i signori del MES.
  • Mentre il Governo Conte lottava contro la pandemia, un giorno sì e l'altro pure si diceva che si sarebbe attivato il MES. Ebbene, la verità la possiamo dire adesso: il MoVimento 5 Stelle aveva promesso che il MES non si sarebbe attivato con noi al Governo e così è stato.
  • D'altronde è paradossale, Presidente, che con l'emergenza economica ed energetica che ci troviamo ad affrontare stiamo parlando oggi in Aula di uno strumento che è assolutamente superato, che è obsoleto. Questo lo si deve sicuramente alla testardaggine di quelle forze politiche che evidentemente hanno una certa nostalgia nei confronti delle politiche di austerità, nei confronti delle politiche lacrime e sangue.
  • Fratelli d'Italia, in questi anni, ha sempre ritenuto che fosse un meccanismo che non ha trovato compiuta realizzazione e non poteva trovare compiuta realizzazione. [...] crediamo che, così come è stato formulato e così come è stato presentato, non possa funzionare.
  • La critica nei confronti del MES non è una critica preconcetta. Noi non crediamo che alle spalle del MES si nasconda il malvagio impero galattico, non crediamo alle streghe e ai fantasmi; crediamo, più modestamente e più umilmente, a quello che vediamo e quello che vediamo è scritto nei Trattati.
  • Se in questi anni coloro che hanno fatto ricorso [...] a strumenti simili a questo MES, o al MES stesso, sono stati Paesi in forte difficoltà, è evidente che da questo possa derivare uno stigma.
  • Ora, questo MES, dal nostro punto di vista, ha dimostrato di avere un impianto fuori dal tempo, ha dimostrato di essere superato dalla realtà, di essere poco flessibile e di non tenere conto, appunto, in queste condizionalità, delle situazioni delle strutture macro economiche globali e degli Stati interessati all'eventuale sostegno da parte del MES.

Voci correlate

modifica

Altri progetti

modifica