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Natale

festività cristiana che celebra la nascita di Gesù
Albero di Natale

Citazioni sul Natale.

CitazioniModifica

  • Accetta dunque, mia cara mamma, un bacio con tutto il cuore nella solenne ora di Natale, la più pacata dell'anno, la più misteriosa, in cui i desideri ancora ignari si tendono fino all'estremo e vengono per prodigio esauditi: trascorrila nel profondo, grande raccoglimento del Tuo cuore, abbandona ogni dubbio e incomprensione: in quest'ora abbiamo un posticino dentro di noi dove siamo semplicemente bambini, che attende e sta là, fiducioso e mai confuso, nel suo diritto a una grande gioia: questo è il Natale. (Rainer Maria Rilke)
  • Ahimè, quel Natale era solo una festa domestica, una festa di dolciumi e balocchi. Perché gli adulti non cambiavano i loro cuori d'ogni giorno, non si abbandonavano all'estasi? Dov'era l'estasi? (David Herbert Lawrence)
  • Ciò che rende veramente belle le feste di Natale è il fatto che il sei gennaio arriva la befana.
    Per l'essere umano qualsiasi attività piacevole, se si prolunga, a un certo punto inizia a risultare inconsapevolmente molesta, per poi diventare insopportabile. Tanto più insopportabile quanto più le persone intorno a noi non si rendono conto che la nostra disposizione d'animo è cambiata, e quel particolare stato delle cose che fino a non molto tempo prima ci accarezzava l'animo adesso ci sta scartavetrando la pazienza. Invece, con le feste di Natale, questo problema te lo risolve il calendario; arriva il sei gennaio e via, si ricomincia. (Marco Malvaldi)
  • Come? [...] pranzare in casa? | Pranzare in casa è male | oggi ch'è la vigilia di Natale! | Mentre il Quartiere Latino le sue vie | addobba di salsicce e leccornie? | Mentre un olezzo di frittelle imbalsama | le vecchie strade? È il dì della vigilia! | Là le ragazze cantano contente | ed han per eco ognuna uno studente! | Un po' di religione, o miei signori: | si beva in casa, ma si pranzi fuori. (La bohème)
  • Cosa dovrebbe regalarci il robot di Natale? La risposta è semplice: dovrebbe regalarci un nemico [...]. Come possiamo volerci bene tra noi se non abbiamo un nemico? (Sebastiano Vassalli)
  • Da un punto di vista commerciale, se il Natale non esistesse bisognerebbe inventarlo. (Katharine Whitehorn)
  • È che spesso a Natale mi viene il magone | con le luci, il presepe e tutte quelle persone | con i pacchi dei regali, con le facce tutte uguali, | col boccone sempre in bocca come un branco di maiali. | E pensare com'era bella questa notte trenta anni fa | alla luce di un'altra stella, alla luce di un'altra età. (Brunori Sas)
  • E quella maggioranza che vede nel Natale una sciocchezza e nel presepe una commedia infantile, non si rende conto di quale enorme difesa di fronte alla stanchezza della vita, alle abitudini, ai tedi, alle fatiche, essa privi il bambino, e col bambino l'uomo, quando reprima e lanci l'interdetto a quello spirito di stupore. (Emanuele Samek Lodovici)
  • Gesù Signore, dammi il tuo Natale | di fuoco interno nell'umano gelo. (Clemente Rebora)
  • Il Natale è poesia ma è anche una grande esperienza di precarietà, perché Gesù nasce in una situazione di assoluta precarietà. E in una società in cui questa condizione è una delle caratteristiche più forti, abbiamo bisogno del messaggio positivo che viene dal Natale precario di Gesù. (Giuseppe Betori)
  • Il Natale è una verità: la verità di Dio che sorprendentemente ci ama ed è venuto a farsi uno di noi. Dio ormai non ci lascia più; per questo oggi esplode la gioia, che dalla capanna di Betlemme raggiunge gli estremi confini dell'universo. Non siamo più soli: i compagni, gli amici, i parenti ci possono abbandonare. Ma il Dio che ha tanto amato il mondo da dare il suo unico Figlio, unito personalmente per sempre alla nostra natura di creature fragili e dolenti, non ci abbandonerà mai alle nostre tristezze, alla nostra inquietudine, al nostro peccato. Non è una fiaba, è una notizia, cioè l'informazione su un fatto avvenuto; non è un bel sogno, è una realtà ancora più bella di ciò che desidereremmo sognare. Nessun uomo ormai può sfuggire al suo Creatore, che lo insegue, lo vuol raggiungere e legare a sé. Non possiamo sfuggirgli, perché il suo amore corre più veloce di noi. Ti inganni, se credi di poter schivare sino alla fine il Signore che è venuto a cercarti. Egli non ti darà pace; ti tormenterà, per portarti a essere sul serio felice; forse disporrà sulla tua via le sconfitte e le delusioni, per farti partecipe della sua definitiva vittoria. Questa è la verità del Natale. Capirlo, inebriarcene, lasciarci trovare da colui che è venuto a cercarci sino a farsi uomo: è l'augurio natalizio più genuino e più bello. (Giacomo Biffi)
  • Il Natale era ancora, negli anni Cinquanta e nei primi anni Sessanta, una festa che aveva qualcosa a che fare con lo spirito e con l'anima. Non era necessario essere cristiani per pensare che in quella notte si compiva un evento straordinario, che per i credenti era la nascita di Gesù, e per gli altri (per me, per esempio, che sono di madrepatria russa, dove si festeggia non Cristo ma «papà Gelo») era qualcosa di magico e di fatato, di irrazionale, di incomprensibile. Pensavamo sul serio che il giorno di Natale gli uomini fossero tutti un poco più buoni. (Massimo Fini)
  • Il Natale non è soltanto il racconto di ciò che è stato; è percezione di ciò che è. Non è soltanto percezione di un episodio circoscritto e databile; è assaporamento di un'attualità perenne e universalmente efficace, è esultanza per una ricchezza che ci viene donata. Basterebbe a convincercene l'annotazione che il Natale in fondo è un compleanno. Ora i compleanni si fanno per gli uomini vivi. Per i morti – anche se sono grandissimi e famosissimi – si ricordano al massimo i centenari. Dunque celebrare il Natale ogni anno vuol dire esprimere la certezza che Gesù di Nazareth – quel bambino nato duemila anni fa in una stalla – è una persona viva: è veramente, realmente, fisicamente vivo; è ancora principio per noi di salvezza; è ancora il centro di ogni nostra esistenza e della storia intera. (Giacomo Biffi)
  • Ma il cristiano sa che il mistero del Natale, come quello della Resurrezione, è il simbolo, e la luminosa realtà, della luce che squarcia le tenebre più profonde. Così avvenne a Betlemme, così accadde spesso nella storia. "Natale" fu il grido di entusiasmo con cui nella notte del 25 dicembre dell'anno 496, i Franchi salutarono il battesimo del loro Re Clodoveo. La stessa acclamazione riecheggiò sotto le volte di San Pietro nella notte di Natale dell'anno 800, quando Carlo Magno fu incoronato Imperatore dal Papa san Leone III. (Roberto de Mattei)
  • Natale è il periodo in cui tutte le ragazze parlano solo di cose belle, di cose calde. (Martin Amis)
  • Natale non sarà Natale senza regali. (Louisa May Alcott)
  • Natale (s.m.). Giorno speciale, consacrato allo scambio di doni, all'ingordigia, all'ubriachezza, al sentimentalismo più melenso, alla noia generale e a domestiche virtù. (Ambrose Bierce)
  • Nel corso del nostro anno triste e razionale, sopravvive una sola festività tra le antiche e allegre ricorrenze un tempo diffuse in tutto il mondo. Il Natale continua a ricordarci le epoche, pagane o cristiane, in cui invece di poche persone che scrivevano poesie, ve ne erano molte che le recitavano. (Gilbert Keith Chesterton)
  • Oggi è Natale, il dì degli affetti, il dì dei ricordi, eppure non orma d'uomo s'imprime sull'umida zolla del cimitero, né un fiore adorna le croci, fuorché il nostro. (Carlo Dossi)
  • Oggi il Natale porterà | gioia e serenità. | Senti un lieto scampanare | simbolo di felicità. | Senti nell'aria la magia, | l'ottimismo, l'allegria | e felici con gli amici | siamo in festosa compagnia. | Se la neve fiocca già | ed i tetti coprirà | nelle case unita sia | la famiglia in armonia. | Oggi il ricco porterà | cibo e doni a chi non ha || se puoi toglierti il di più, | va' e portali anche tu, | sempre più, sempre più. | Ad ogni dono che farai | più felice tu sarai. | Quanta gioia ti darà | dire buon Natale (dire buon Natale) | dire buon Natale (dire buon Natale) | un buon Natale ognun avrà. (Canto di Natale di Topolino)
  • Oggi siamo seduti, alla vigilia | di Natale, noi gente misera, | in una gelida stanzetta, | il vento corre di fuori, | il vento entra. | Vieni, buon Signore Gesù, da noi, | volgi lo sguardo: | perché Tu ci sei davvero necessario. (Bertolt Brecht)
  • Ogni tanto bisognerebbe ricordarsi che Natale non significa solo farsi largo tra i reparti di un grande magazzino e spintonarsi con gli altri! Qualcuno dovrebbe spiegarle che il Natale è una cosa diversa. Migliore di questa più importante, più bella, più autentica e ha a che fare con la passione, l'amore la carità, la compassione. (Ai confini della realtà)
  • Se potessi fare a modo mio, ogni idiota che se ne va attorno con cotesto "allegro Natale" in bocca, avrebbe a esser bollito nella propria pentola e sotterrato con uno stecco di agrifoglio nel cuore. Sì, proprio! (Charles Dickens)
  • – Ti dirò io che cos'è il Natale! È solo un altro giorno lavorativo e ogni scemo che non è d'accordo dovrebbe essere bollito nel suo brodo!
    – Ma signore, il Natale è un giorno in cui si fa del bene. È un giorno da passare in famiglia.
    – E io dico: bla, bubbole! (Canto di Natale di Topolino)
  • Vi ha un giorno nell'anno in cui il vae soli [Guai a chi vive solo!] della Bibbia ci è in viso buttato, come ingiuria, dalla rossa vampa del caminetto e ci soffia gelato alle orecchie, come minaccia, dalla terra nevata. È il Natale. (Carlo Dossi)
  • Voi, gente normale, non potete immaginare quant'è triste il Natale... Quando bisogna essere felici per forza, e invece c'è tanta gente che soffre... (Dylan Dog)

Benedetto XVIModifica

  • In quella notte santa Dio, facendosi carne, ha voluto farsi dono per gli uomini, ha dato se stesso per noi; Dio ha fatto del suo Figlio unico un dono per noi, ha assunto la nostra umanità per donarci la sua divinità. Questo è il grande dono.
  • Il Natale è fermarsi a contemplare quel Bambino, il Mistero di Dio che si fa uomo nell'umiltà e nella povertà, ma è soprattutto accogliere ancora di nuovo in noi stessi quel Bambino, che è Cristo Signore, per vivere della sua stessa vita, per far sì che i suoi sentimenti, i suoi pensieri, le sue azioni, siano i nostri sentimenti, i nostri pensieri, le nostre azioni. Celebrare il Natale è quindi manifestare la gioia, la novità, la luce che questa Nascita ha portato in tutta la nostra esistenza, per essere anche noi portatori della gioia, della vera novità, della luce di Dio agli altri.
  • Il Natale è pertanto la festa in cui Dio si fa così vicino all'uomo da condividere il suo stesso atto di nascere, per rivelargli la sua dignità più profonda: quella di essere figlio di Dio. E così il sogno dell'umanità cominciando in Paradiso – vorremmo essere come Dio – si realizza in modo inaspettato non per la grandezza dell'uomo che non può farsi Dio, ma per l'umiltà di Dio che scende e così entra in noi nella sua umiltà e ci eleva alla vera grandezza del suo essere.
  • Il Natale è un'opportunità privilegiata per meditare sul senso e sul valore della nostra esistenza.
  • La venuta di Cristo dirada le tenebre del mondo, riempie la Notte santa di un fulgore celeste e diffonde sul volto degli uomini lo splendore di Dio Padre. Anche oggi.
  • Nel Natale noi incontriamo la tenerezza e l'amore di Dio che si china sui nostri limiti, sulle nostre debolezze, sui nostri peccati e si abbassa fino a noi.
  • Per il clima che lo contraddistingue, il Natale è una festa universale. Anche chi non si professa credente, infatti, può percepire in questa annuale ricorrenza cristiana qualcosa di straordinario e di trascendente, qualcosa di intimo che parla al cuore. È la festa che canta il dono della vita.

Giovanni Paolo IIModifica

  • Dobbiamo meditare attentamente sul perché Gesù si è incarnato: è importante che ciò sia sempre presente al nostro spirito se vogliamo che il Natale non si riduca a festa solamente sentimentale o consumistica, ricca di regali e di auguri, ma povera di autentica fede cristiana. Il Natale, infatti, ci fa riflettere, da una parte, sulla drammaticità della storia umana, nella quale gli uomini, feriti dal peccato, sono perennemente alla ricerca di verità, di perdono, di misericordia, di redenzione, e, dall'altra, sulla bontà di Dio, che è venuto incontro all'uomo per comunicargli direttamente la Verità che salva e per renderlo partecipe della sua amicizia e della sua vita.
  • Il Natale è la festa dell'Amore divino: per amore Egli ci ha creati, per amore ci ha redenti in Cristo e ci attende nel suo regno.
  • La festa del Natale dà un senso cristiano al succedersi degli eventi e agli umani sentimenti, progetti, speranze, e consente di rintracciare in questo ritmico e apparentemente meccanico scorrere del tempo, non soltanto le linee di tendenza di un umano peregrinare, ma anche i segni, le prove e gli appelli della Provvidenza e Bontà divina.
  • Non possiamo pertanto trasformare ed avvilire il Natale in una festività di inutile spreco, in una manifestazione all'insegna del facile consumismo: il Natale è la festa dell'Umiltà, della Povertà, della Spogliazione, dell'Abbassamento del Figlio di Dio, che viene a donarci il suo infinito Amore.

ProverbiModifica

ItalianiModifica

  • A Natale, freddo cordiale.
  • Castagne verdi per Natale sanno molto e poi vanno a male.
  • Da Natale a Carnevale non c'è vigilia da osservare, se San Mattia [14 maggio] non appare[1].
  • Da Natale al gioco, da Pasqua al fuoco.
  • Da Ognissanti a Natale i fornai perdono il capitale.
  • Da San Martino [11 novembre] a Natale, ogni povero sta male.
  • La neve che cade prima di Natale, mette i denti.
  • Natale al sole Pasqua al freddo.
  • Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi.
  • Natale in venerdì, vale due poderi.
  • Natale viene una sola volta l'anno.
  • Quando Natale viene in domenica, vendi la tonaca per comperar saggina.
  • Se a mezzanotte di Natale la luna è piena, gran siccità.
  • Se fa bello a San Gallo [16 ottobre], il bello arriva sino a Natale.
  • Se il Natale è verde la Pasqua sarà bianca.

ToscaniModifica

  • A Natale, mezzo pane; a Pasqua mezzo vino.
  • Per Sant'Andrea piglia il porco per la sèa; se tu non lo puoi pigliare, fino a Natale lascialo andare.

NoteModifica

  1. Il proverbio è nato evidentemente quando l'apostolo San Mattia veniva ancora celebrato il 24 febbraio.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica