Generazioni (film)

film del 1994 diretto da David Carson

Generazioni

Immagine Star Trek Generations Logo.png.
Titolo originale

Star Trek: Generations

Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 1994
Genere fantascienza
Regia David Carson
Sceneggiatura Ronald D. Moore, Brannon Braga
Produttore Rick Berman
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Generazioni, film statunitense del 1994 con Patrick Stewart e William Shatner, regia di David Carson.

FrasiModifica

  • Il rischio fa parte del gioco se vuole sedere su quella poltrona. (James T. Kirk)
  • Numero Uno, si dice "ritrarre" passerella, non "rimuovere" passerella. (Jean-Luc Picard)
  • La cosa più bella di andare per mare era che nessuno poteva raggiungerti. Quella era libertà. (Jean-Luc Picard)
  • Ritengo che la mia crescita come forma di vita artificiale sia giunta ad un impasse. Per 34 anni mi sono sforzato di diventare più umano, più di quanto prevedesse la mia programmazione originaria. Eppure, sono incapace di afferrare un concetto basilare come l'umorismo. (Data)
  • Dicono che il tempo sia il fuoco in cui noi tutti bruciamo. (Tolian Soran)
  • Il pagliaccio può restare, ma il ferengi travestito da gorilla deve andarsene! (Data)
  • [Sul Nexus] Se ci andrai, non ti importerà più niente di niente, né di questa nave, né di Soran e né di me. Di niente! Tu vorrai solamente restare nel Nexus, e non vorrai ritornare mai più. (Guinan)
  • Avere dei sentimenti significa anche integrarli nella propria vita, imparare a conviversi. [...] A volte, ci vuole coraggio per tentare, Data. E anche il coraggio può essere un emozione. (Jean-Luc Picard)
  • Quello che lei sta per fare, Soran, non è diverso di quello che hanno fatto i borg quando hanno distrutto il vostro mondo. Anche loro ne hanno uccisi a milione, compreso sua moglie, i suoi figli. (Jean-Luc Picard)
  • Sa, c'è stato un tempo in cui non avrei fatto del male a una mosca. Poi sono arrivati i borg, e mi hanno insegnato che se c'è una costante in tutto l'universo, è la morte. Dopodiché, ho cominciato a rendermi conto che non aveva grande importanza. Tutti dobbiamo morire prima o poi, è solo una questione di come e di quando. (Tolian Soran)
  • Non sente come incombe il tempo? È come un predatore, ti aspetta al varco. (Tolian Soran)
  • È la mortalità che ci definisce, Soran. Fa parte della verità della nostra esistenza. (Jean-Luc Picard)
  • [Rivolto a Picard] Ora se vuole scusarmi, Capitano, ho un appuntamento con l'eternità, e non voglio fare tardi. (Tolian Soran)
  • Ero come lei una volta, così preso dal dovere e gli obblighi che non riuscivo a vedere oltre la mia uniforme. E che cosa ci ho guadagnato? Una casa vuota. (James T. Kirk)
  • Oh, merda... (Data)
  • [Rivolto a Picard] Capitano dell'Enterprise, eh? [...] Le voglio dire una cosa: No! Non accetti promozioni, non accetti trasferimenti, non accetti niente che la porti via dal suo ponte di comando perché, finché resta lì, può fare la differenza. (James T. Kirk)
  • [A Picard] Se Spock fosse qui, direbbe che solo un essere umano, illogico e irrazionale, accetterebbe una missione del genere. Sarà divertente! (James T. Kirk)
  • [Rivolto a Kirk] Veramente io la storia la conosco molto bene, e se non vado errato, lei è morto! (Tolian Soran)
  • [Ultime parole] Picard!!! Sta' lontano da quella rampa!! Via!!! (Tolian Soran)
  • All'inizio, ero impreparato alla natura imprevedibile delle emozioni. Tuttavia, dopo aver sperimentato 261 stati emotivi diversi, io ritengo di aver imparato a controllare i miei sentimenti. Non saranno più loro a controllare me. (Data)
  • Qualcuno una volta mi ha detto che il tempo è un predatore che ci aspetta al varco per tutta la vita, ma io credo che il tempo sia un amico che ci accompagna durante il viaggio e ci ricorda di godere di ogni istante, perché quell'istante non tornerà mai più. Quello che ci lasciamo alle spalle è meno importante di come abbiamo vissuto. Dopo tutto, Numero Uno, siamo solo mortali. (Jean-Luc Picard)
  • Parli per se, signore: io intendo vivere per sempre. (William T. Riker)

DialoghiModifica

  • Kirk: Scotty, sono veramente stupefatto.
    Scotty: Di che cosa, signore?
    Kirk: Sulu. Come ha trovato il tempo di farsi una famiglia?
    Scotty: Be', come dice sempre lei, se una cosa è importante il tempo si trova. Ah, allora ecco perché non si dà pace. Senza il lavoro ci si sente un po' soli, vero?
    Kirk: Fortunatamente, lei è un ingegnere. Con la sua sensibilità farebbe pena come psichiatra!
  • Picard [osservando il mare]: Se lo immagina com'era una volta? Niente motori, niente computer. Solo il vento e il mare, e le stelle a guidarti.
    Riker: Pessimo cibo, disciplina brutale... niente donne!
  • Jean-Luc Picard: Fin da piccolissimo, ricordo che mi raccontavano le imprese dei miei antenati, i Picard che avevano combattuto a Trafalgar, il Picard che aveva vinto il premio Nobel per la chimica, i Picard che avevano impiantato le prime colonie su Marte. E quando Robert si è sposato e ha avuto un figlio, io...
    Deanna Troi: Ha sentito che non toccava più a le la responsabilità di preoccuparsi della discendenza.
    Jean-Luc Picard: Certo. Sì, infatti. Esattamente. Lo sa, consigliere? Ultimamente, mi sono ritrovato a pensare che ormai non ho più molti giorni davanti a me, ma mi dava un certo sollievo pensare che la dinastia sarebbe sopravvissuta. Ora però non ci saranno più Picard.
  • Guinan: A Soran non interessano le armi o il potere. Quello che vuole è solo tornare nel Nexus.
    Jean-Luc Picard: Che cos'è il Nexus?
    Guinan: La stringa di energia che ha distrutto quella nave non è soltanto un fenomeno accidentale che attraversa l'universo. È una via d'accesso a un altro luogo che noi chiamavamo il Nexus. È un luogo che ho cercato con tutte le mie forze di dimenticare.
    Jean-Luc Picard: Che cosa vi è successo?
    Guinan: Era come trovarsi all'interno della gioia, come se la gioia fosse qualcosa di tangibile, come se ci si potesse avvolgere come in una coperta. E mai, in tutta quanta la mia vita, mi sono sentita così felice.
    Jean-Luc Picard: E poi il razzo vi ha portato via di lì.
    Guinan: Trascinati, strappati via. Nessuno di noi voleva andarsene. Io avrei fatto qualunque cosa per tornare lì. E quando mi sono resa conto che non era possibile, ho dovuto rassegnarmi.
    Jean-Luc Picard: E Soran, invece?
    Guinan: Se la sua è un ossessione, potrebbe essere un uomo molto, molto pericoloso.
  • Soran [studiando il Visor di Geordi]: Hai mai pensato ad una protesi che ti facesse sembrare un pochino più... Come dire? Normale?
    Geordi: Com'è "normale"?
    Soran: Com'è normale! Ecco una bella domanda. "Normale" è come sono tutti gli altri. Tutti tranne te.
  • Kirk: Lei dice che la storia mi considera morto? Chi sono io per contraddire la storia?
    Picard: È un ufficiale della Flotta Stellare, ha un dovere da compiere!
    Kirk: Non venga a dare lezioni a me! Io combattevo per la galassia quando suo nonno era ancora in fasce e credo che la galassia sia in debito con me.
  • Soran [stupito vedendo Kirk]: Si può sapere chi diavolo è lei?
    Picard: Il capitano James T. Kirk. Non conosce la storia?
  • Kirk: Ci è riuscito? Abbiamo fatto la differenza?
    Picard: Oh sì, abbiamo fatto la differenza. Grazie.
    Kirk [ultime parole]: È il minimo che potessi fare... per il capitano dell'Enterprise. È stato... divertente. Addio.

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