Vlad III di Valacchia

sovrano rumeno

Vlad III di Valacchia (1431 – 1476/1477), voivoda rumeno.

Ritratto di Vlad III, 1560 ca., copia di un originale realizzato durante la sua vita

Citazioni su Vlad III di ValacchiaModifica

  • Chi, se non un Voivoda della mia razza, osò traversare il Danubio per sconfiggere il turco sul suo stesso terreno? Fu un Dracula, certo! (Conte Dracula, Dracula)
  • Costantinopoli era caduta. I musulmani turchi dilagarono in Europa con un immensurabile e fortissimo esercito, attaccando la Romania e minacciando tutto il mondo cristiano. Dalla Transilvania, si levò un cavaliere rumeno del Sacro Ordine del Dragone conosciuto come Draculea. (Dracula di Bram Stoker)
  • Fu un genio militare, il fondatore di Bucarest, un sovrano valoroso. È vero uccideva e impalava, ma non è che i turchi fossero più buoni con i cristiani. Oggi si parlerebbe, forse, di crimini contro l'umanità. Ma allora era normale. (Francis Ford Coppola)
  • Lei discende di Vlad Țepeș? [...] Significa Impalatore. Era un macellaio con sete di sangue. Lui infliggeva innominabili torture a zappaterra. Taglia mani e piedi, strappa occhi di orbite, e poi pianta grossi pali per strada... anali! (Dracula: morto e contento)

Ion Heliade RădulescuModifica

  • Giusto fino all'estremo si determinò di non perdonare più nulla. Giurò sul palo con tutto il fuoco dell'odio, come neppure un pietoso giurerebbe sulla croce. Sventurato il nemico della Patria, della religione e dei suoi disegni! lo aspetta il suo palo.
  • Organando il paese militarmente, punendo con rigore e con giustizia, non perdonando alcuna cattiva azione, come un secondo Dracone di Atene, applicando la pena di morte alla minima trascuranza delle leggi, per mezzo del terrore giunse a moralizzare il paese ed a stabilire la sicurezza pubblica. Ma se Vlad era terribile verso i Rumeni, pure non fuvvi mai una tigre che difendesse i suoi figli con più furore contro i nemici, di quel che difese Vlad V i Rumeni contro i Turchi e gli altri nemici tanto esterni quanto interni.
  • Se alcuno comparasse la prodezza e le crudeltà di Vlad l'Impalatore con quelle di Michele il Bravo, vedrebbe che l'Impalatore fu crudo per purgare la Rumenia dai suoi esterni nemici, per moralizzarla, e perché la posterità trovasse, come trovò Michele, uomini liberi per difenderla.
  • Uomo pieno di energia e di spirito vendicativo, avendo molto sofferto dalla parte dei Dani alleati e consanguinei coi cattolici; avendo a vendicare la morte di suo padre, quella dei boiardi conservatori delle istituzioni di Radu-Negru e di Mircea, nemico implacabile delle novazioni ed imitazioni secondo la feudalità cattolica dell'Ungheria e della Polonia, si determinò a sagrifichare insieme colla vita, il nome, l'onore e l'anima, solo per purgare il paese dalla grande gangrena.

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