Massimo Introvigne

sociologo, filosofo e scrittore italiano

Massimo Introvigne (1955 – vivente), sociologo, filosofo e scrittore italiano.

Massimo Introvigne

CitazioniModifica

  • Esistono infatti innumerevoli scuole teologiche e forme di spiritualità, ma da un punto di vista sociologico è possibile parlare in modo sensato di "una" religione cattolica, definita dal magistero della Chiesa e illustrata nel Catechismo. Non è invece possibile parlare quando si tratta del cristianesimo, delle sue origini e di Gesù Cristo di "una" scienza. Anzitutto, ci sono più scienze che si occupano di questi temi: colpisce, per esempio, l'assenza nel testo di qualunque riferimento alla sociologia delle religioni, una scienza il cui più noto esponente statunitense contemporaneo, Rodney Stark, ha dedicato una delle sue opere fondamentali precisamente alle origini del cristianesimo. (da Una truffa intellettuale: Inchiesta sul cristianesimo di Corrado Augias e Remo Cacitti, Cesnur)
  • I critici evangelicali contemporanei dei Testimoni di Geova hanno spesso affermato che questi avessero origini massoniche e che lo stesso Russell fosse un massone. Ma dell'appartenenza di Russell alla massoneria non è mai stata fornita alcuna prova, il che porta a concludere che la prova non esista e che dunque Russell non fosse massone.[1]
  • I giovani, certo, non seguono sempre l'insegnamento della Chiesa. Ma non saprebbero che farsene di una Chiesa che gli dicesse che tutto quello che fanno va bene. Sono più attratti da una Chiesa esigente, capace quando è necessario di dire loro di no e di ammonirli, come ha fatto il Papa a Loreto, a non seguire chi privilegia «l'apparire e l'avere a scapito dell'essere». (da Il Giornale, 3 settembre 2007)
  • I "nazionalismi senza nazione", che separano le nazionalità dalle radici cristiane, portano a una guerra che la morale non riesce a controllare e sono alle radici del rifiuto del cristianesimo, l'attuale "cristofobia" secondo l'espressione coniata dal grande giurista (ebreo ortodosso, non cristiano) Joseph H. H. Weiler, che caratterizza l'Europa. (da Orientamenti Pastorali, 1° gennaio 2007)
  • La religione cattolica, il cuore della storia italiana, non può essere cacciata dalla scuola. Solo il rispetto dei diritti della maggioranza garantisce un clima sereno dove si rispettano anche i diritti delle minoranze. (da Agliè, il vescovo ed Elisa di Rivombrosa: "Perché la religione non si può espellere dalle scuole", il Giornale, 2 marzo 2004; citato in Cesnur)
  • Per quanto riguarda il pastore Russell, non possiamo concludere che fosse favorevole alla massoneria solo per aver usato simboli come la croce all'interno della corona o il sole alato. Questi simboli erano usati ai suoi tempi dai massoni, ma anche da molti gruppi protestanti, alcuni apertamente antimassonici. I sermoni raccontano, tuttavia, una storia diversa. Confermano che Russell aveva familiarità con la massoneria, forse perché alcuni dei suoi parenti erano davvero massoni (proveniva da una famiglia di mercanti di Pittsburgh, dove tra la borghesia l’appartenenza alla massoneria era diffusa). Ci si può aspettare che, persone appartenenti alla classe media negli Stati Uniti d'America del secolo XIX a cui i sermoni erano destinati, conoscessero i simboli massonici e personaggi come Hiram Abiff. Russell tuttavia, usava l'immaginario massonico come un semplice espediente retorico.[1]
  • Perché riesumare nel 2010 casi vecchi o molto spesso già noti, al ritmo di uno al giorno, attaccando sempre più direttamente il Papa – un attacco, per di più, paradossale se si considera la grandissima severità del cardinale Ratzinger prima e di Benedetto XVI poi su questo tema? Gli "imprenditori morali" che organizzano il panico hanno un'agenda che emerge sempre più chiaramente, e che non ha veramente al suo centro la protezione dei bambini. La lettura di certi articoli ci mostra come – alla vigilia di scelte politiche, giuridiche e anche elettorali che un po' dovunque in Europa e nel mondo mettono in questione la somministrazione della pillola RU486, l'eutanasia, il riconoscimento delle unioni omosessuali, in cui quasi solo la voce della Chiesa e del Papa si leva a difendere la vita e la famiglia – lobby molto potenti cercano di squalificare preventivamente questa voce con l'accusa più infamante e oggi purtroppo anche più facile, quella di favorire o tollerare la pedofilia. (da Preti pedofili: un panico morale, Cesnur)
  • [...] presentazione prima letteraria e poi cinematografica di un Medioevo falsificato ed elevato a "simbolo ideologico"; i temi della più trita polemica anticattolica di sempre, il cui scopo "positivo" si compendia nell'apologia della modernità come carattere specifico del mondo contemporaneo. (dal commento su Il nome della rosa di Umberto Eco, in Cristianità 15 (1987) febbraio, n. 142, p. 7-11)
  • Tra il 1850 e il 1870 il governo risorgimentale piemontese era straordinariamente tollerante con tutte le forme di religiosità non cattolica o anti cattolica. Insomma, in quegli anni arrivarono in Piemonte e a Torino, maghi di ogni genere, occultisti. Qui erano al sicuro, mentre nel resto dell'Europa rischiavano la vita. La tolleranza di Cavour era pura strategia politica. Riteneva così di infastidire la Chiesa di Roma, il vescovo. Poi nel 1890 ci fu lo storico processo delle sonnambule. Decine di medium arrestate ed espulse.[2]

I Testimoni di Geova: un profetismo gnostico

in Quaderni di Cristianità, anno I, n. 1, primavera 1985 (articolo riportato in [1])

  • Verso gli inizi del 1980, Raymond Franz rimane coinvolto in una crisi dottrinale della setta, legata alla diffusione — peraltro del tutto interna e discreta — di una serie di tesi di Edward Dunlap, uno dei massimi «teologi» della organizzazione. Quest’ultimo poneva in discussione soprattutto la distinzione, all’interno stesso dei credenti salvati e dei medesimi Testimoni di Geova, tra due classi di cristiani, gli «unti» destinati al regno dei Cieli, e le «altre pecore» che, nonostante la loro fede e la loro fedeltà alla verità, avrebbero ricevuto come ricompensa soltanto il regno sulla terra. Secondo l’insegnamento tradizionale — almeno dal 1935 — dei Testimoni, gli «unti» riconoscerebbero di essere tali mediante una parola interiore, a cui seguirebbe la professione esterna; Gesù Cristo sarebbe sostanzialmente mediatore soltanto per gli «unti» e non per le «altre pecore». Raymond Franz attesta una serie di gravi difficoltà nella setta a causa di questa dottrina: un complesso di scrupoli trattiene la grande maggioranza dei Testimoni dal proclamarsi «unti»; d’altra parte, soltanto gli «unti» possono accedere al Governing Body e le «altre pecore», spesso figure di spicco nella vita sociale oppure nella setta, avvertono con pena una certa condizione di inferiorità.
  • [Sul Corpo direttivo dei Testimoni di Geova] Emette decisioni dottrinali senza appello, suscettibili di influenzare la vita di migliaia di persone, in un modo a dire poco sbrigativo e sommario. Molto spesso [...] ci si limita a consultare un manualetto di istruzioni su «come rispondere alla corrispondenza dalla periferia», e solo dopo avere deciso in base al manuale oppure alla collezione della Watch Tower, uno dei custodi della «pura verità biblica» si preoccupa di cercare qualche citazione scritturale da inserire nella risposta.
  • Il Governing Body dei Testimoni di Geova non adotta sempre lo stesso standard, ma si lascia anche pesantemente condizionare da considerazioni di carattere politico. [...] Su richiesta dei Testimoni di Geova residenti nel Malawi si confermò per oltre dieci anni, dal 1965 al 1975, che non sarebbe stato in alcun modo lecito acquistare la tessera del partito unico, il Malawi Congress Party, che il «Presidente a vita» di quel paese, Kamuzu Banda, pretendeva di «vendere» a tutti i cittadini. Il risultato [...] fu una serie di orrori e di stragi da parte dei seguaci del partito al potere nei confronti dei Testimoni del Malawi. Quasi contemporaneamente, venne in discussione il quesito se fosse lecito in Messico acquistare da ufficiali corrotti una cartilla da cui sarebbe risultato, falsamente, che i Testimoni di Geova avevano compiuto il servizio militare. Dopo varie discussioni, la forza anche economica della ricca organizzazione dei Testimoni di Geova messicani sarebbe prevalsa, e per questo da Brooklyn sarebbe partito il segnale di via libera per l'acquisto della cartilla. [...] Rimane la impressione che i criteri seguiti per decidere i problemi controversi non siano sempre così «biblici» e «teocratici» come la letteratura della setta vorrebbe fare credere.
  • Le pubblicazioni della setta [...] insistono su due elementi: la data del 1914 sarebbe stata scoperta dal fondatore dei Testimoni, Charles Taze Russell, in seguito a uno studio biblico iniziato nel 1870, e annunciata al mondo per la prima volta nel 1877 nel suo volume Three Worlds; la stessa data farebbe parte di un patrimonio dottrinale legato alla missione profetica dello stesso Russell, e fedelmente trasmesso nella setta fino ai nostri giorni.
  • Spesso, oggi, i Testimoni di Geova affermano che Charles Taze Russell aveva semplicemente previsto «grandi eventi» per il 1914, rivelandosi così un vero profeta per avere annunciato con esattezza l'inizio della prima guerra mondiale. In realtà, una serie di copie fotostatiche [...] mostra come i volumi del presidente Russell promettevano per il 1914 il regno definitivo di Dio, la caduta di Babilonia, cioè la distruzione dell'attuale Cristianità, e il rovesciamento completo dell'ordine di cose esistente.
  • Si comprende [...] come la delusione per il mancato ritorno dei principi nel 1925 sia stato uno dei maggiori episodi di disillusione collettiva nella storia dei Testimoni di Geova, segnato dall'abbandono della setta da parte di numerosi aderenti. [...] Il presidente Rutheford dichiarava che la profezia relativa a quella data doveva essere considerata «soltanto una opinione», mentre l'«entusiasmo» dei «fratelli» l'aveva trasformata in certezza. La versione è stata mantenuta fino a oggi. [...] La verità è che Joseph F. Rutheford aveva annunciato senza possibilità di equivoci la certezza del ritorno dei giusti di Israele per il 1925.
  • Con la presidenza di Nathan H. Knorr, ammaestrati dalla precedenti ondate di delusione, i Testimoni si resero per qualche tempo più cauti nel fissare date e profezie. Tuttavia, nessuno si sentiva di mettere in discussione la credenza secondo cui persone già nate e coscienti nel 1914 avrebbero visto il ritorno visibile di Gesù Cristo e l'inizio del regno.
  • Il problema principale riguarda sempre la tesi, che fa ancora parte della professione di fede dei Testimoni stessi, secondo cui uomini in grado di capire ciò che vedevano nel 1914 vivranno per vedere il secondo visibile ritorno del Signore. Il problema incalza, perché chi aveva dieci anni nel 1914 ha compiuto ottant'anni nel 1984.
  • Le modifiche degli insegnamenti dottrinali ufficiali dei Testimoni di Geova non sono facili giacché, per cambiare un insegnamento stabilito, è necessaria una maggioranza di due terzi del Governing Body: avviene così che si continuino a mantenere su vari punti insegnamenti da cui più della metà dei membri del Corpo Direttivo — ma meno dei due terzi — in realtà dissentono.
  • La gnosi escatologica dei Testimoni di Geova si inserisce a pieno titolo nell'alveo dei «movimenti gnostici di massa», religiosi ma anche politici, che hanno caratterizzato l'occidente postilluminista e di cui Eric Voegelin, Thomas Molnar e Augusto Del Noce hanno riconosciuto i tratti nel comunismo e nel nazionalsocialismo.
  • [Sulla Società Torre di Guardia] Costituisce nella sua struttura un seminarium e un modello di organizzazione totalitaria basata su credenze millenaristiche, con la pretesa di crescere e di imporsi al mondo attraverso il continuo aumento dei «convertiti».

Quando i comunisti mangiavano (per davvero) i bambini

in il Domenicale. Settimanale di cultura, anno 5, n. 38, 23 settembre 2006 (articolo riportato in Cesnur.org)

  • Quarant'anni fa, nell'agosto 1966, cominciava in Cina la rivoluzione culturale, cioè la distruzione sistematica della cultura cinese. Tre milioni d'intellettuali e membri di gruppi sociali "sospetti" furono uccisi, e cento milioni di cinesi incarcerati o deportati. Bastava avere in casa un libro non marxista per rischiare la deportazione o peggio.
  • Un dramma nel dramma è quello costituito da una forma di cannibalismo che un sociologo non può non chiamare rituale, dove i "nemici del popolo" sono mangiati in adunate di massa, un fatto che in questa forma non ha precedenti neppure nella storia del comunismo.
  • I "banchetti di carne umana" non miravano a placare la fame, ma erano definiti "dimostrazioni esemplari di eliminazione", il cui scopo era terrorizzare ogni potenziale dissidente e infliggere al "nemico", cioè a chiunque la pensasse diversamente da Mao, e ai suoi figli, un trattamento che mostrasse a tutti che il regime non li considerava persone umane.
  • Ci sono stati altri casi di cannibalismo – come si è accennato, nei GULag siberiani e nella stessa Cina delle grandi carestie – nella storia di morte del comunismo. Ma quello della rivoluzione culturale è l'unico dove la fame non c'entra, non può essere invocata per fornire una qualunque difficile giustificazione. No: si mangiavano i bambini – e gli adulti, le donne, i vecchi – non per necessità alimentare, ma per celebrare un rito politico con toni a loro modo "religiosi". Gli unici precedenti – ma su scala numerica assai più ristretta – li troviamo nel cannibalismo ai danni dei rivoltosi cattolici vandeani praticato dalle più fanatiche truppe della Rivoluzione francese e documentato dallo storico francese Reynald Secher.
  • [Mao Tse-tung] il maggiore assassino della storia, responsabile di 70 milioni di morti.
  • E non si stupisca se "comunista" resterà, per molti e per sempre, una parola che odora di tortura, di strage e di sangue.

Altri progettiModifica

  1. a b Da Testimoni di Geova e massoneria: accuse in Cina e documenti storici, Bitterwinter.org, 14 aprile 2019.
  2. Dall'intervista di Manila Alfano, «Tutta colpa di Cavour Così maghi e occultisti arrivarono a Torino», ilgiornale.it, 16 marzo 2017.