Hammer Film Productions

casa di produzione cinematografica britannica

Citazioni su Hammer Film Productions, casa di produzione cinematografica britannica.

Citazioni

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  • È certamente nell'horror, o meglio nella combinazione fra horror e fantascienza, che la Hammer dà il meglio di sé e rivela i maggiori talenti registici e attoriali. (Alberto Farassino)
  • È stato certamente il terrore erotico della Hammer che ha aperto la strada agli accoppiamenti insoliti della Mosca e alle vertiginose esibizioni della Cosa, anche se l'immaginario di Cronenberg e Carpenter è lontanissimo da quello gotico-vittoriano. (Emanuela Martini)
  • Fra le brughiere e le cripte, i sotterranei e le taverne dei film Hammer, in mezzo ai verdi e agli arancioni dei filtri e della Eastmancolor, si affacciano assai più di quel che si creda la realtà e l'attualità. Il pubblico popolare a cui quei film erano destinati si ritrova nelle figure di servi, pazienti d'ospedale, frequentatori di bettole, osservatori non sempre silenziosi delle vicende di principi e baroni. (Alberto Farassino)
  • Il nostro pubblico ormai si trova soltanto nelle rassegne specializzate. La Hammer è rimasta vittima della crisi generale del cinema inglese e della concorrenza televisiva. È inutile farsi illusioni. (Val Guest)
  • La Hammer era una società composta da due famiglie unite, quella di mio padre Will Hinds e l'altra di Enrique Carreras prima e di suo figlio James e del nipote Michael poi. Malgrado facessimo tantissimi film, non eravamo un'industria, ma un piccolo, anche se indaffaratissimo, laboratorio artigianale, con dentro alcuni collaboratori artistici e tecnici che praticamente erano sempre gli stessi, più degli amici che dei dipendenti veri e propri. (Anthony Hinds)
  • Lavorare con la Hammer ha sempre significato lavorare con dei seri professionisti dai quali aspettarsi il meglio. Era gente che conosceva il cinema alla perfezione, che agiva naturalmente. Tutto era molto bello, tutto così amichevole. Per ogni regista che andasse a lavorare per la Hammer era sufficiente lavorare negli orari previsti, senza bisogno di fare straordinari. Tutto era sempre perfetto. (Val Guest)
  • Nutro la convinzione che la Hammer fosse un gruppo affiatato di persone, Tony Hinds, Jimmy e Michael Carreras, che trovò una buona formula per ottenere dei buoni incassi. So che i giornalisti si seccano quando dico una cosa di questo tipo, ma la Hammer era esclusivamente il frutto di tre brillati tipi che avevano avuto una grande idea. Tutti si aspettano che io dica qualcosa di magico su quei tre, ma tutto quello che si può dire è che erano tre "superuomini d'affari" con l'idea giusta, al momento giusto, per fare i soldi. (Freddie Francis)
  • Quando ero adolescente andavo con gli amici a vedere certi film. Se vedevamo il logo della Hammer sapevamo che avremmo assistito a un film molto speciale, un'esperienza sorprendente e terrificante. (Martin Scorsese)
  • Quando nel '75 mi sono trasferito a Los Angeles, ho conosciuti tutti, John Landis, Martin Scorsese, Steven Spielberg, Brian De Palma. E tutti, come un ritornello, a ripetermi: da ragazzi abbiamo divorato i vostri film, al cinema e in tv, sono stati la nostra scuola; se non ci fossero stati i film della Hammer non avremmo potuto girare i nostri. Coppola, persino, mi ha detto che, senza la Hammer, oggi il cinema fantastico forse non esisterebbe. (Christopher Lee)
  • C'è stato un momento in cui il vecchio approccio al film non era più adattabile alle nuove esigenze del mercato. E quando dico questo parlo del mercato horror anche se credo che bisognerebbe dare più importanza ai lavori che abbiamo prodotto al di fuori di questo genere. Il problema fu che tutti avevamo cominciato a girare film horror e la domanda andava lentamente saturandosi con prodotti giapponesi, tedeschi, spagnoli e statunitensi senza considerare quello che arrivava dall'America Latina e quello che veniva fatto in Inghilterra dalla Amicus e dalla Tyburn. Ad un certo punto gli americani, che erano il mercato maggiore, hanno detto basta e tutto il ciclo ha visto arrivare la parola fine. Voglio sottolineare che non penso siano stati i fans a perdere il proprio interesse nei nostri lavori. Credo che loro non sopportassero solo i punti in cui i film della Hammer cominciavano a deviare dalla vecchia strada, ritengo volessere sempre lo stesso tipo di film, senza contaminazione alcuna. I distributori non erano dello stesso avviso.
  • Credo proprio che la Hammer abbia avuto la fortuna di fissare uno standard, un nuovo approccio al modo di fare cinema. O, meglio, credo che abbiamo messo insieme un gruppo di tecnici in grado di imporre i propri standards. Ho l'impressione che tutti insieme abbiamo creato la "qualità Hammer", lo vedi chiaramente se pensi ai registi e ai cameraman che usavamo. Erano dei veri maestri.
  • È difficile per il momento creare altri "mostri". L'horror richiede nuove componenti. Forse, come la Walt Disney, siamo finiti in una scatola di ghiaccio.
  • I film della Hammer hanno significato cose diverse per molta gente diverse ma credo che alla fine debbano essere considerati largamente responsabili per aver fatto accettare, sul mercato americano come su quello internazionale, il cinema inglese.
  • La Hammer tutta ha dato un contributo fondamentale alla storia del cinema inglese. Un grande contributo da una piccola compagnia indipendente di produzione, una di quelle che spesso vengono dimenticate dai critici per l'assenza di grandi nomi, ma che mai è stata abbandonata dagli studiosi del cinema inglese, dagli amanti del gotico o semplicemente dai suoi fans.
  • Noi ci siamo sempre ispirati all'espressionismo tedesco, ai film della Ufa. Il nostro gotico veniva di là: ci siamo arresi soltanto quando ci siamo accorti che non rendeva più.
  • Di quell'era gloriosa ci restano oggi tanti film, parecchi degni di nota e alcuni degli autentici capolavori, e finché verranno proiettati in un cinema o in televisione il marchio della Hammer vivrà ancora.
  • I film della Hammer [...] costituiscono un vero e proprio corpus completo e autonomo, indipendentemente dai vari specialisti che li hanno firmati, dove vengono riflessi alla perfezione le tematiche e le problematiche prevalenti nel periodo sociale e culturale in cui sono stati realizzati.
  • Il "fenomeno Hammer" non è stata solo un delirante mix di splendide donnine seminude, bagni di sangue e orrori assortiti, ma molto, molto di più e, soprattutto, di più profondo, essendo riuscito a scardinare per quasi due decenni i rapporti di forza esistenti da tempo quasi immemorabile nell'olimpo del cinema mondiale.
  • In effetti, il sesso ha sempre avuto, insieme al sangue, un ruolo fondamentale nel successo della Hammer: nei suoi film sono passate tantissime attrici splendide, forse parecchio scarse come interpreti, ma sicuramente notevoli come bellezza fisica, tutte o quasi con seni e fianchi abbondanti.
  • La Hammer è un marchio glorioso che ha segnato un’epoca intera del cinema horror, ispirando tanti registi italiani, francesi e americani, e lanciando alla grande la voga del cinema horror. Basterebbe questo a evidenziarne l’importanza, anche se non ci fosse poi, come in effetti c’è, un lungo elenco di film da essa realizzati che si sono dimostrati fondamentali e assai influenti.
  • Se poi devo stilare una lista dei venti film della Hammer che personalmente preferisco, in quanto a qualità realizzativa e a presa "fantastica" e drammatica, la mia classifica presenta, assolutamente non in ordine progressivo ma per varie ragioni tutti posti alla pari, i seguenti titoli, che considero indispensabili per rendersi conto dello splendore di questa grande, piccola società cinematografica di londinese: La maschera di Frankenstein; L'astronave degli esseri perduti; Hallucination; Dracula il vampiro; La vendetta di Frankenstein; Le spose di Dracula; Il mistero del castello; Il mostro di Londra; I vampiri dello spazio; La mummia; La furia dei Baskerville; La nebbia degli orrori; L'uomo che ingannò la morte; La lunga notte dell'orrore; L'astronave atomica del dottor Quatermass; L'implacabile condanna; Il fantasma dell'Opera; Barbara il mostro di Londra; Un milione di anni fa.
  • Che cos'è il cinema gotico inglese reso famoso dalla Hammer e dai volti di Cristopher Lee e Peter Cushing? È molte cose contemporaneamente. Innanzitutto è una delle cose più belle del cinema inglese perché è libero, eversivo e politicamente scorretto.
  • Il cinema gotico italiano derivò dal successo della Hammer, ma ebbe la capacità di superarla grazie a opere straordinarie dal punto di vista visivo, in cui il testo e i dialoghi erano meno importanti e interessanti.
  • Quando un tipo di cinema attira spettatori inaspettati vuol dire che ha una forza interna superiore alla media. Per questo, si potrebbe fare un censimento su chi resta a mezzanotte per vedere i grandi Hammer: non c'è dubbio, sono i migliori.
  • Sta di fatto che l'amore per la Hammer unisce e forma una specie di comunità intellettuale tra coloro che amano il cinema.
  • I critici ufficiali erano molto severi con i film della Hammer e fin dagli inizi sentenziarono che il filone non avrebbe funzionato. Al contrario gli spettatori regalavano quasi immancabilmente dei risultati economici eccezionali: con pochi mezzi e scarsi investimenti, la Hammer riusciva a realizzare dei film di grande successo internazionale. Presto la Hammer divenne l'unica casa produttrice britannica a essere automaticamente distribuita attraverso le major americane, dalla Universal alla Warner Bros., dalla Columbia alla Fox. Un vero fenomeno imprenditoriale e un'audace scelta di specializzazione nel fantastico e nel gotico. Oggi, finalmente, anche gli studiosi di cinema cominciano ad apprezzare l'originalità di quelle pellicole e la maestria dei registi e degli interpreti.
  • Il successo della Hammer era sicuramente dovuto al crollo di credibilità del fantastico americano, sempre più relegato nella serie B, e indubbiamente si avvantaggiò del colore e di una nuova leva di attori e registi (dal duo Peter Cushing e Christopher Lee al caposcuola Terence Fisher). Ma un ruolo importante ha avuto la struttura imprenditoriale della casa Hammer.
  • Più di ogni altra questa compagnia dagli anni Cinquanta agli anni Settanta ha saputo riempire le sale cinematografiche riproponendo, in Eastmancolor, i grandi miti del fantastico: Dracula, l'uomo lupo, gli zombi, la gorgone, ecc. Un fantastico spesso intrecciato al thriller e all'avventura, ma senza mai uscire dai canoni caratteristici del fantagotico.

Filmografia

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