Dracula, principe delle tenebre

film del 1966 diretto da Terence Fisher

Dracula, principe delle tenebre

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Titolo originale

Dracula: Prince of Darkness

Lingua originale inglese
Paese Regno Unito
Anno 1966
Genere horror
Regia Terence Fisher
Sceneggiatura John Elder e Jimmy Sangster
Produttore Anthony Nelson Keys
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note
Casa di produzione: Hammer Film Productions

Dracula, principe delle tenebre, film del 1966 con Christopher Lee, diretto da Terence Fisher.

Incipit

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Dopo un regno di innarrabile terrore durato più di un secolo, il re dei vampiri era stato finalmente scovato nella sua tana su un picco dei Carpazi. Per più di un secolo, molti avevano sperato di distruggerlo, e tutti avevano fallito. Qui, finalmente, un avversario armato di una profonda conoscenza delle orride forze del male lo distrusse in modo assoluto, definitivo... così almeno sembrò. Migliaia di persone erano state schiave dell'osceno culto del vampirismo. Ora esso periva alla sua stessa sorgente. Solo il ricordo rimaneva, il ricordo della più diabolica e orrida creatura che l'umanità abbia conosciuto. (Narratore)

  • Aglio per allontanare i vampiri! Ormai qua non ci sono più i vampiri. E se ci fossero, altro che aglio! Volete cacciarvi in testa che è finita? Finita ormai da dieci anni! (Padre Sandor)
  • Quello che non vuol capire la gente di qua è che un vampiro non può entrare in una casa se non invitato da qualcuno che l'abita. Ma se questo accade, nessun esorcismo è valido a tenerlo fuori. (Padre Sandor)
  • Se vuol assistere alla distruzione di un mostro generato dal Conte Dracula, venga con me. Ma, l'avverto, non è uno spettacolo edificante. (Padre Sandor)

Dialoghi

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  • Padre Sandor: Lei disonora il suo abito.
    Sacerdote: Noi non possiamo correre rischi.
    Padre Sandor: Rischi? Quali rischi? La ragazza è morta! Non lo capisce un ministro di Dio? È morta. Morta e basta.
    Sacerdote: No, non si è mai sicuri!
    Padre Sandor: Io ne sono sicuro. Al cimitero! E datele degna sepoltura.
    Sacerdote: Io mi rifiuto di officiare per lei.
    Padre Sandor: La seppellirò io. Fate come ho detto! Avete capito?
    Sacerdote: Lei è fuori della sua giurisdizione. Protesterò col vescovo.
    Padre Sandor: Vada! E gli dica che vi ho impedito di compiere un atto sacrilego. O vuole che vada io a dirglielo?
    Sacerdote: Ma dobbiamo essere sicuri!
    Padre Sandor: Lei è uno stolto, padre. Anzi, peggio. Lei è uno stolto pavido e superstizioso.
  • Padre Sandor: Per fortuna la regola mi concede il lusso di scaldarmi il posteriore. Il che, a queste altitudini, non è poco.
    Charles: Lei dunque apprezza anche qualcosa di terreno.
    Padre Sandor: Ma sì, figliolo, certamente! Frate Fuoco è un dono di Dio, senza che abbia nulla a che fare con le fiamme dell'Inferno. No, sono sicuro che darsi una scaldatina davanti a un camino acceso e bere vino caldo non è motivo di dannazione. Sono sani piaceri terreni da godersi finché si può.
  • Charles: Ho la passione del viaggiare. Viaggiare arricchisce la mente.
    Padre Sandor: Oh, sì. Lodevole. Però discuto la scelta della meta. Non vi arricchirete la mente fra questi barbari.
    Charles: Sembra che non abbia molta stima per il suo gregge.
    Padre Sandor: Non è mio, grazie al cielo no. Io non li sopporterei.
  • Padre Sandor: Io vi consiglio di non andare a Carlsbad.
    Helen: Ho sentito che è un posto molto bello.
    Padre Sandor: È bella anche la pelle del boa constrictor.
  • Padre Sandor: Sono lieto di avervi conosciuto, e se doveste decidere di non ascoltare il mio consiglio, state almeno lontano dal castello.
    Alan: Dal castello? Ma non ci sono castelli qui sulla carta, se no io l'avrei notato.
    Padre Sandor: Perché non è sulla carta non significa che non esista.
  • Charles: Il suo padrone non cena con noi?
    Klove: No, signore. Temo di no.
    Charles: È indisposto?
    Klove: È morto.
    Charles: A costo di apparire un poco ottusi, ma se volesse spiegarci–
    Klove: Spiegare, signore?
    Charles: Sì. Sembra che lei ci attendesse. E questa cena, le camere, la carrozza... tutto.
    Klove: Ma certo, signore. Il mio signore è morto, ma per sua volontà il castello dev'essere sempre pronto ad accogliere ospiti. Io sto solo rispettando la sua volontà.
    Charles: Capisco. Chi era il suo padrone?
    Klove: Era il Conte Dracula, signore. Di antica e aristocratica famiglia. [...]
    Charles: E non c'è nessun discendente?
    Klove: Il mio signore morì senza eredi, signore. Nel senso corrente dell'espressione.
  • Alan: Ma che strano tipo.
    Helen: Sì, molto strano. È agghiacciante.
    Alan: Ora mi sembra che esageri.
    Helen: Io non riesco a capirvi, né te né gli altri. Ma come fate a stare tranquilli?! Questo luogo ha qualcosa di diabolico!
    Alan: Sei stanca, cara. È stata una giornata molto faticosa.
    Helen: Oh, ma che stanca! Tutta questa situazione è come... come un brutto sogno. Aspetto ogni momento di svegliarmi e accorgermi che non è vero.
    Alan: Oh, Helen!
    Helen: Sul serio! E la cosa peggiore è che io sono la sola ad accorgermene. Oh, Alan! Andiamo via, ti prego.
    Alan: Ora sei ridicola.
    Helen: Dico sul serio!
    Alan: Ah sì, lo so. Riderai di questi timori, domani. Vedrai.
    Helen: Se ci sarà domani per noi.
  • Helen: Ti stavamo aspettando, Diana. Ti stavamo aspettando.
    Diana: Helen! Dov'è Charles? Cosa sta accadendo? Dov'è Alan?
    Helen: Stai tranquilla. Vieni, cara.
    Diana: Dov'è Charles?
    Helen: [Mostrando i denti affilati] Non hai bisogno di Charles.
  • Charles: Ho letto qualcosa sui vampiri. Ma avevo sempre pensato che fossero il prodotto di fantasie troppo fertili.
    Padre Sandor: Ah, magari fosse così. Qua sui Carpazi il vampirismo era purtroppo un'orribile realtà. Il custode di questo culto osceno era proprio il Conte Dracula. Io lo credevo distrutto per sempre. Le ultime notizie che avevo di lui... Ecco, risalgono a dieci anni fa. Da quanto mi ha detto è stato Alan, il suo sventurato fratello, a fornirgli la linfa vitale per la sua resurrezione.
    Charles: Allora, devo ucciderlo?
    Padre Sandor: Non ucciderlo. Egli è già morto. È uno spirito che si materializza. Può essere distrutto, ma non ucciso.

Citazioni su Dracula, principe delle tenebre

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  • Al di là dell'assenza di dialoghi, la stessa presenza del vampiro sullo schermo è ridotta al minimo. Nelle sue poche apparizioni il Dracula di Lee risulta animalesco, crudele, e l'attore sembra aver abbandonato il desiderio di distinguersi nettamente dal vampiro di Lugosi: in Dracula Prince of Darkness, infatti, indossa un anello che è la copia esatta di quello portato da Bela Lugosi, come omaggio al grande attore ungherese. (Fabio Giovannini)
  • Alla Hammer mi volevano nel film, ma sarei costato loro troppo se avessi preso parte a tutto il lavoro, e allora, dissero, «costruiamo la storia e vediamo se riusciamo a mettercelo dentro». Quando ebbi la sceneggiatura nelle mani mi resi conto che non avevano molto bene in mente cosa avrei dovuto dire e io gli risposi che piuttosto che recitare frasi come «Io sono l'apocalisse» avrei preferito evitare di dire una sola parola e giocare tutto sui gesti. Il problema della Hammer è che il film veniva prima degli interpreti che venivano fatti calzare a forza. Una volta chiesi: «Perché non usare il libro di Stoker, nessuno lo ha mai fatto». Non mi risposero e mi arrabbiai. «È giusto il momento di finirla – replicai – mi state sfruttando. Vendete questi film solo perché ci sono io che faccio il vampiro. Sto diventando stereotipato e questo rende sempre più difficile trovare nuovi lavori perché i produttori non sanno che io so fare molte altre cose». (Christopher Lee)
  • Dopo aver letto la sceneggiatura, ho posto come condizione che non avrei mai pronunciato frasi come: "Sono l'Apocalisse!" (Christopher Lee)
  • Dopo Dracula Prince of Darkness per Lee inizia la disaffezione verso il personaggio che lo aveva reso celebre. O almeno, la disaffezione verso i progetti della Hammer relativi al conte vampiro. «È assurdo!», sbotta l'attore con i dirigenti della casa produttrice. «Prima scrivete la storia e poi cercate di adattarvi il personaggio, è ridicolo. Non voglio farlo. Non lo farò». La sensazione di Lee, infatti, era che alla Hammer si scrivessero dei soggetti e solo successivamente decidessero di inserire Dracula nella storia, portando così a incongruenze e a uno svilimento del personaggio. (Fabio Giovannini)
  • Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (il Morandini)
  • Il problema di questo e dei film seguenti sarà proprio la mancanza di una figura forte da contrapporre a Dracula, che, non avendo un valido antagonista, verrà sempre più marginalizzato. Questo è anche l'ultimo Dracula diretto da Fisher e resta un buon film proprio per la sua accorta regia. Fisher punta molto sulla figura iconica di Christopher Lee che, avendo trovato banali i dialoghi previsti nel copione, non recita battute, limitandosi alla presenza e a significativi sguardi. Il personaggio più interessante è quello interpretato da un'intensa Barbara Shelley, una vera eroina fisheriana, dannata e felice di esserlo, passata dal perbenismo ipocrita, cui era costretta, alla sensualità sfrenata post-vampirizzazione. (Rudy Salvagnini)
  • Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (Il Mereghetti)
  • Se lo script è siglato Sansom, vuol dire che l'ho fatto io, ma non ne ho memoria. Se l'ho firmato con un altro nome vuol dire che non ero convinto del lavoro e che mi serviva soltanto di farlo per questioni finanziarie. (Jimmy Sangster)
  • Anche se non esaltante, Dracula principe delle tenebre è comunque un film che a me è piaciuto, se non altro perché - come tanti altri appassionati nel mondo - ho atteso ansiosamente che venisse realizzato per diversi anni, praticamente sin da quando ho visto il primo Dracula il vampiro. Quando poi sono diventato regista, mi sono divertito a "citare" la sequenza più bella di Dracula principe delle tenebre rifacendola in maniera quasi eguale per una mia pellicola. [Le avventure dell'incredibile Ercole]
  • È comunque elegante e ben realizzata, ma non ha né la forza né l'originalità del primo Dracula il vampiro. La sequenza migliore è senza dubbio quella in cui Dracula viene fatto risorgere: è molto lunga e splendidamente realizzata in collaborazione tra il direttore della fotografia, il truccatore Roy Ashton e il tecnico degli effetti ottici abituale della Hammer, Les Bowie.
  • Il Dracula di questo film, rispetto a quello della pellicola precedente, è un personaggio abbastanza diverso, quasi un mero animale feroce che si distingue dalle belve solo per l'aspetto umano, non pronuncia una sola parola in tutta la pellicola, sibila e ringhia unicamente, gli occhi rossi per la bramosia di sangue, i lunghi canini scintillanti.

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