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Leonard Maltin

critico cinematografico statunitense
Leonard Maltin nel 2010.

Leonard Maltin (1950 – vivente), critico cinematografico statunitense.

Citazioni di Leonard MaltinModifica

  • [Su Gli uomini preferiscono le bionde] Brillante, colorito gingillo d'intrattenimento con due impertinenti protagoniste che allettano gli uomini di due continenti; Marilyn è al meglio nei panni della cacciatrice di dote Lorelei Lee, e la Russell fa una performance abile e consapevolmente comica come sua amica.
Slick, colorful bauble of entertainment with two sassy leading ladies tantalizing the men of two continents; Marilyn is at her best as fortune-hunter Lorelei Lee, and Russell gives a sly, knowing comic performance as her pal.[1]
Science fiction mixed with action and romance results in a shallow but entertaining thriller, though Washington, as always, is first-rate.[2]
  • [Fluido mortale] Non è poi un granché, ma come si può odiare un film del genere? (Specialmente se Burt Bacharach ne ha composto il tema musicale).
Not really all that good, but how can you hate a film like this? (Especially when Burt Bacharach composed the title song.)
  • [Boxing Helena] Tenta di essere provocatorio e scioccante, ma è semplicemente ridicolo (quando non è noioso).
Tries to be provocative and shocking, but the result is unintentional laughter (when it's not boring).[3]

Guida ai film 2007Modifica

  • [Amarcord] Viaggio nostalgico di Fellini nell'Italia degli anni Trenta, sulle tracce della sua giovinezza. Una serie di quadretti pieni di calore e di vita, divertenti e talvolta a sfondo osceno: si parla di amore, sesso, politica, crescita personale e rapporti familiari. Oscar come miglior film straniero.
  • [Arabesque] Grande pellicola spionistica, con Gregory Peck e una Loren all'apice del suo splendore. Appassionante e puro intrattenimento, con in più una fotografia di altissimo livello.
  • [L'arpa birmana] Straordinario film antibellico, appassionante e memorabile anche se un po' troppo lungo. Lo stesso Ichikawa ne ha curato il remake nel 1985.
  • [The Arrival] Thriller fantascientifico vecchio stampo, girato con intelligenza e pieno di idee brillanti; peccato solo per la lentezza dell'ultima parte. Sceneggiatura dello stesso regista. Con un sequel, uscito solo in homevideo.
  • [Atto di forza] Una trama complicata e non facile da seguire, basata su un racconto di Philip K. Dick, non diminuisce comunque l'impatto visivo del film, davvero notevole. Perfetto il granitico Schwarzy. Sharon Stone, qui in un ruolo di secondo piano, tornerà a lavorare con Verhoeven nel successivo Basic Instinct.
  • [Balle spaziali] Parodia piacevolmente sciocca di Guerre Stellari, che sostanzialmente è una raccolta di battute, verbali e visive. Quelle divertenti bastano a farne un gradevole, anche se non spassoso, passatempo. Sorprendentemente poco offensivo per Brooks & Co., con Mel impegnato in due ruoli, tra cui il minuscolo Yogurt.
  • [La battaglia dei giganti] Presentato originariamente in cinerama, questo ipertrofico dramma bellico non può nulla contro una sceneggiatura banale. Meglio leggere un libro sull’argomento.
  • [A Better Tomorrow] La pellicola che ha lanciato Woo (anche co-sceneggiatore) è uno dei più grandi blockbuster di sempre nel mercato di Hong Kong: forse non incisiva come altre girate successivamente, ma con diverse sequenze davvero esplosive; inoltre, si avvale della grande performance di Chow Yun-Fat.
  • [Il castello errante di Howl] Questa favola ricca di misticismo è un'esperienza unica: chiede allo spettatore di compiere un salto con la fiducia ma poi offre sorprese costanti, passando dall'umorismo alla tristezza al senso di miracolo celato in un battito di ciglia. Miyazaki, maestro dell'animazione nipponica, ha adattato un romanzo di Diana Wynne Jones.
  • [Il ciclone] Commedia record di incassi, si fa apprezzare per la leggerezza di Pieraccioni che sa essere sobrio e non volgare, ma la leggerezza è pure il limite di questo film veramente senza troppe pretese.
  • [Danko] Tetro, sboccato film action con due dei personaggi meno simpatici che si possano immaginare nella parte dei buoni. Questa è stata la prima produzione americana a cui è stato permesso di girare delle scene nella Piazza Rossa di Mosca (...ma perché?)
  • [La donna della domenica] Buon giallo con interessanti osservazioni sulla struttura sociale.
  • [Entrapment] Le due star si guardano sempre con piacere e la pellicola è ricca di scene d'azione da ginnasti, ma il tutto risulta piuttosto piatto.
  • [Fight Club] All'inizio, il film coinvolge con la sua storia intrigante da commedia nera e con sgargianti effetti visivi; poi cambia tono, diventa molto pesante e punta verso una soluzione allarmante e senza senso.
  • [Final Fantasy] Primo film con attori generati dal computer. Adattamento di un famoso videogame è una storia di fantascienza abbastanza convenzionale con in sottofondo accenni alla dimensione soprannaturale.
  • [Fracchia contro Dracula] Si ride senza sbellicarsi.
  • [Fuochi d'artificio] Cucinato con gli ingredienti dei film precedenti – belle ragazze, comicità leggera non troppo volgare, qualche macchietta disseminata qua e là, carinerie varie – anche questo successo al botteghino appare completamente ingiustificato, data l'assenza di regia e la superficialità della sceneggiatura, ma forse proprio l'insipidezza del piatto non scontenta nessuno.
  • [Good Bye, Lenin!] Questo film deliberatamente lento e spensierato ha a che fare con la natura effimera della storia, ma anche col passaggio all'età adulta in una famiglia con un solo genitore. È stato un grosso successo al botteghino in Germania.
  • [Matrix] Da un'idea geniale alla Philip K. Dick, i fratelli Wachowski esibiscono il loro pessimismo ansiogeno e confezionano quello che negli anni diventerà un cult della fantascienza.
  • [M - Il mostro di Düsseldorf] Il film, uno dei migliori di Lang, si può quasi ritenere il manifesto dell'espressionismo tedesco. Straordinario Lorre, al suo esordio sul grande schermo.
  • [Il paradiso all'improvviso] Sembra il soggetto di un altro paio di film di Pieraccioni e infatti le sorprese sono del tutto assenti. Il pubblico però gradisce e gli regala l'ennesimo trionfo al botteghino. Solo per i fan del regista toscano.
  • [Il risveglio del dinosauro] Ottimi effetti speciali di Ray Harryhausen, specialmente nelle scene finali ambientate in un luna park.
  • [Il rompiscatole] Molte scene divertenti e acute, ma il film oscilla fra toni brillanti e altri più tristi e seriosi che - seppur interessanti – colgono in contropiede. Le continue frecciate alla televisione sono tra i momenti più spassosi. Il regista Stiller compare in un cammeo ricorrente.
  • [Scent of a Woman - Profumo di donna] Una storia godibile (anche se poco credibile), galvanizzata da una prova superlativa di Pacino, che gli è valsa un Oscar. La sceneggiatura di Bo Goldman è indebolita non poco da un'appendice alla storia che sembra materiale di scarto di L'attimo fuggente.
  • [Scoprendo Forrester] Un divertimento scorrevole, e una grande prova per Connery (che coproduce) con una pacca sulla spalla, con la mano pesante, dal geloso professor Abraham.
  • [Il seme della follia] I primi due terzi del film sono tra le cose migliori di Carpenter, e Neill è straordinario; ma l’ultimo terzo diventa inutilmente oscuro, e il finale è pretenzioso ma deludente. Tratto, seppur non dichiaratamente, da H. P. Lovecraft.
  • [Il sorpasso] Coinvolgente e ben interpretato.
  • [Top Gun] Gli inseguimenti in aria sembrano quelli dei video games, e fra i due protagonisti non c'è nessuna alchimia sessuale, ma è tutto calcolato per piacere al pubblico degli anni Ottanta e ai fan del sempre sorridente Cruise. Giorgio Moroder e Tom Whitlock vincono un Oscar per la canzone «Take My Breath Away» cantata dai Berlin.
  • [Trappola di cristallo] Grandi scene d'azione e acrobazie, con gli effetti speciali di Richard Edlund, e una parte perfetta per Willis, che gioca al gatto e al topo con il cattivo Rickman. Rovinato solo da un'eccessiva lunghezza e da troppi inutili personaggi di supporto.
  • [Tron] Stupefacenti effetti speciali all'avanguardia, ma la storia perde entusiasmo troppo presto, con solo il carisma di Bridges a tenerla a galla. Deludente produzione Disney.
  • [L'ultimo samurai] Film epico che, pur lasciandosi andare a qualche ingenuità, presenta una solida recitazione e un'efficace descrizione del tempo e dei luoghi. Zwick ha collaborato anche alla sceneggiatura, mentre Cruise ha co-prodotto.
  • [Weekend con il morto] Semplice ma gradevole farsa, scritta da Robert Klane. Con sequel.

NoteModifica

  1. (EN) Da Leonard Maltin's 2015 Movie Guide, Penguin, 2014. ISBN 9780698183612
  2. (EN) Da Leonard Maltin's 2013 Movie Guide: The Modern Era, Penguin, 2012, p. 628.
  3. (EN) Leonard Maltin's 2015 Movie Guide, Penguin, 2014. ISBN 9780698183612

BibliografiaModifica

  • Leonard Maltin, Guida ai film 2007 (Leonard Maltin's Movie Guide 2007), Zelig Editore, 2007.

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