Apri il menu principale

Gianluca Vialli

commentatore televisivo, ex allenatore di calcio ed ex calciatore italiano
Gianluca Vialli (2017)

Gianluca Vialli (1964 – vivente), ex calciatore, allenatore e opinionista sportivo italiano.

Indice

Citazioni di Gianluca VialliModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • [Dopo il passaggio dalla Sampdoria alla Juventus] Mi mancheranno i "vaffanculo" che prendevo non solo nelle settimane di vigilia del derby...[1]
  • Ti credevamo invincibile. In questi undici mesi sei stato un esempio per noi, per come hai saputo affrontare problemi veri, non quelli legati a semplici vittorie o sconfitte, con coraggio e serenità, forza e determinazione. Ti abbiamo voluto bene, ti portiamo nel cuore. Onore a te, fratello Andrea Fortunato.[2]
  • [Nel 1999] Le dichiarazioni di Zeman sul doping? Coglionate di un terrorista.[3]
  • [Nel 1999] Lippi è stato il mio messia, il mio modello sotto tutti i punti di vista.[3]
  • Il golf è più difficile del calcio perché la pallina sta ferma: così la guardi, cominci a pensare a tutto quello che ti hanno insegnato e finisci quasi sempre per sbagliare.[4]
  • [Antonio Conte è] un tecnico con le idee chiare. Magari non complicatissime, ed è una fortuna, ma molto efficaci. Soprattutto è un martello. E di solito la combinazione tra l'avere le idee chiare ed essere un martello, risulta vincente. La cosa che più mi ha colpito è stata la capacità di trasmettere in modo sincero e genuino il suo senso di appartenenza, la juventinità, che unita all'effetto stadio ha creato una miscela esplosiva. È da tanto che non vedevo un rapporto così intenso.[5]
  • Zeman è una persona molto intelligente ma è anche un grandissimo paraculo, combatte le battaglie che gli convengono e le altre se le dimentica. Io, tra l'altro, non l'ho mai perdonato quando ha gettato un'ombra sulla carriera mia e di Del Piero e non mi ha ancora chiesto scusa.[6]
  • Pirlo è un direttore d'orchestra, detta i tempi, fa giocare la squadra ma negli ultimi 30 metri mette degli assist... Avessi avuto io un centrocampista così avrei fatto il doppio dei gol. Essendo un giocatore determinante, però, quando gira a un cilindro in meno rispetto al solito, ne risente tutta la squadra.[7]
  • Tévez è un campione con un'indole molto proletaria, non una star. Gioca per la squadra, è umile, si sacrifica. Dove lo metti sta, segue le consegne e lo fa nel migliore dei modi. È un grande giocatore, non ti lascia mai in dieci e mi hanno detto che è anche un professionista serio, uno che non dà problemi.[7]
  • [Su Massimiliano Allegri] Non era facile, il suo arrivo dopo Conte [alla Juventus] poteva essere paragonato al post-Mourinho all'Inter. Max ha dimostrato di essere capace di costruire uno splendido rapporto con i giocatori. Ha fatto quello che è riuscito a Capello dopo Sacchi al Milan.[8]
  • [Ultime parole famose sulla Juventus nel 2015] La squadra che ha vinto lo Scudetto, ha cambiato 3-4 giocatori importanti e avrà bisogno di un po' di tempo per tornare a certi livelli. Lo farà alla svelta perché la squadra del futuro è già stata costruita, però credo che quest'anno la Juventus non possa vincere lo Scudetto.[9]
  • La Juve è una filosofia. Può piacere o non piacere ma è qualcosa di unico. Per me è stato un privilegio far parte della storia di quella società. Non è una società perfetta ma ha un dna vincente. Quando indossi quella maglia, ne senti il peso.[10]
  • Cosa si mangia di speciale a Torino? Esiste un ambiente di lavoro molto particolare, sei contagiato: un'atmosfera che serve nella vita e in panchina. La principale caratteristica alla Juve è la testa bassa. L'umiltà rispetto a quello che si vince, che è sempre tanto. Il club ti in­segna l'importanza degli one­ri: ti mette nelle condizioni giuste per dimostrare quanto vali, ma poi tu devi dare il mas­simo. A quel punto vinci e ti go­di gli onori. Ma per poco per­ché devi rivincere subito dopo. Ecco, il successo è spesso un sollievo più che una gioia [...]. Certo, al Barcellona predili­gono l'estetica, la bellezza o anche solo il divertimento, mentre la Juventus è meravi­gliosamente pratica. Confesso che nei miei anni in biancone­ro non è mai entrato un diri­gente a dirci: "Mi raccomando, oggi giochiamo bene". Più e più volte, la frase era: "Mi rac­comando, oggi vinciamo".[11]
  • Un grande allenatore deve essere lui stesso leader, ma deve crea­re altri leader che in campo ri­producono idee, valori, carat­tere.[11]

Vialli: "Un rigore parato è uno scacco matto"

Intervista di Simone Battaggia, Gazzetta.it, 20 agosto 2008.

  • [Parlando del suo legame con gli scacchi] È stato uno zio a farmi conoscere gli scacchi e la dama. All'epoca non c'era la playstation, al massimo avevamo i puzzle. Quei pomeriggi in casa mentre fuori pioveva compensavano tutta l'attività fisica che facevo.
  • Quando ho iniziato a fare l'allenatore, ho capito che gli scacchi mi sarebbero potuti essere utili. [...] Perché hai bisogno di una strategia, devi sempre cercare di essere una mossa avanti all'avversario. Ti serve ragionare sul gioco delle mosse e contromosse, tentare di portare l'avversario fuori strada. Preparare un attacco e un po' come preparare una partita. L'unica differenza è che in mano hai dei pezzi, e non delle persone. Da questo punto di vista, il mestiere di allenatore è ancora più difficile.
  • [Rispondendo alla frase di Kasparov, secondo cui gli scacchi sono lo sport più violento del mondo] È un modo interessante per far capire cosa si viva a certi livelli. Io mi sono fatto più male giocando a calcio, ma credo che gli scacchi siano la cosa che si avvicina di più alle scelte che deve fare un generale davanti a un campo di battaglia.
  • Potenzialmente alcuni allenatori sono grandi scacchisti: penso ai vari Mourinho, Lippi, Capello. In panchina una delle cose più difficili è mantenere la mente fredda senza poter scaricare la tensione, e loro ci riescono. Sarei curioso di vederli davanti a un tavolino. [...] I portieri. Anche quando tiri un rigore, alla fine, si sviluppa un sottile gioco psicologico tra te e chi cerca di fermare il tiro. Tutti i portieri che in carriera mi hanno parato un rigore, è come se mi avessero battuto a scacchi.

Gianluca Vialli: «Un maglione sotto la camicia per nascondere la malattia»

Intervista di Aldo Cazzullo, Corriere.it, 25 novembre 2018.

  • Io sono cresciuto all'oratorio, come tutti. Non c'era la PlayStation, la tv aveva un solo canale. Sono della generazione di Carosello. E come tutti ho imparato dai preti a giocare a pallone; a patto di frequentare anche il catechismo.
  • [«A Genova trovò Mancini. Siete ancora amici?»] Fratelli. Quando hai la stessa età e hai condiviso per tanti anni il campo di battaglia, puoi stare molto tempo senza sentirti, ma il rapporto rimane per sempre».
  • [Su Giampiero Boniperti] Duro, esigente, ma giusto.
  • [«Com'è giocare nella Juve?»] Un onore, e un onere. Senti il peso della maglia, il dovere di riconsegnarla piegandola per bene e riponendola un po' più in alto di dove l'avevi presa.
  • [Sulla battaglia contro il cancro] Sapevo che era duro e difficile doverlo dire agli altri, alla mia famiglia. Non vorresti mai far soffrire le persone che ti vogliono bene [...]. E ti prende come un senso di vergogna, come se quel che ti è successo fosse colpa tua. Giravo con un maglione sotto la camicia, perché gli altri non si accorgessero di nulla, per essere ancora il Vialli che conoscevano.
  • L'importante non è vincere; è pensare in modo vincente. La vita è fatta per il 10 per cento di quel che ci succede, e per il 90 per cento di come lo affrontiamo.

Citazioni su Gianluca VialliModifica

  • [«Se Roberto Baggio è Raffaello e Del Piero Pinturicchio, Vialli chi è?»] Mi faccia pensare. Direi il Michelangelo della Cappella Sistina. Lo scultore che sa trasformarsi in pittore. (Gianni Agnelli)
  • Mi telefona Vialli da Torino: "Presidente come faccio qui a trovar casa con vista al mare?". "Cerca bene, vedrai che ci riesci". (Paolo Mantovani)
  • Nessuno potrà mai far dimenticare Vialli alla Sampdoria, però io spero che sostituibile lo sia. (Paolo Mantovani)
  • Oltre ad essere un grande giocatore è un caro ragazzo. È il classico collante da spogliatoio. [...] Soffriva quando le cose giravano storte, non ci sta mai a perdere, è un vincente insomma. Ammirevole nel mascherare ciò che gli ribolle dentro. E così non turba il morale dei compagni di squadra. (Pietro Vierchowod)
  • Una forza della natura, ma soprattutto una persona vigorosa sotto tutti i punti di vista. A livello psicologico era uno straordinario motivatore, ed è stato sostenuto nelle sue scelte dalla famiglia. Sapevano che sarebbe diventato un campione, ma hanno voluto che prendesse un diploma, che diventasse un uomo prima ancora che un calciatore. (Emiliano Mondonico)
  • Vialli in Inghilterra è una Ferrari che corre su una strada sterrata. (Pasquale Bruno)
  • Vialli mi dà del paraculo perché combatto le battaglie che mi convengono? Sbaglia, pensavo avesse smesso con i farmaci. Io per le mie convinzioni sono rimasto fuori dal grande giro per più di dieci anni. (Zdeněk Zeman)
  • Vorrei avere l'inventiva di Baggio, i piedi di Mancini, la potenza di Vialli. (Attilio Lombardo)

NoteModifica

  1. Da Il Secolo XIX, 30 ottobre 1992; citato in AA.VV., Quelli che il baciccia, Fratelli Frilli Editori, Genova 2002.
  2. Durante il discorso pronunciato in occasione del funerale del calciatore, svoltosi il 26 aprile 1995 nella cattedrale di Salerno; citato in La Juventus ricorda Andrea Fortunato, Tuttosport.com, 25 aprile 2012.
  3. a b Citato in Marco Tarozzi, Robe di Luca, Calcio 2000, n. 11 [24], novembre 1999, p. 57.
  4. Citato in Carolina Durante, Da Jordan a Kakà Lo sport in buca, La Gazzetta dello Sport, 14 marzo 2009.
  5. Citato in Gianni Lovato, Vialli: «Juve, prendi Cavani. Conte vale Mourinho», Tuttosport.com, 16 maggio 2012.
  6. Citato in Vialli: «Zeman è un parac... Juve, un grande mercato», Tuttosport.com, 10 settembre 2012.
  7. a b Citato in Stefano Semeraro, My name is Gianluca, Hurrà Juventus, gennaio 2014, p. 63.
  8. Da un'intervista di Stefano Scacchi; citato in «Toro non t'illudere la Juve è spietata», Tuttosport, 23 aprile 2015, p. 8.
  9. Da un'intervista a Sky Sport; citato in Vialli: "La Juve non può vincere lo Scudetto", Tuttojuve.com, 30 agosto 2015.
  10. Da un'intervista a Calcio2000; citato in Vialli: "La Juve è una filosofia. Può piacere o non piacere ma è qualcosa di unico. Vincere la Champions è stato un sollievo", Tuttojuve.com, 16 marzo 2016.
  11. a b Da un'intervista a La Gazzetta dello Sport; citato in Vialli: "Juve club speciale, non ci chiedevano di giocare bene, solo il successo. Lippi il maestro. Allegri adattissimo a mentalità bianconera", Tuttojuve.com, 26 novembre 2016.

Altri progettiModifica