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Pietro Vierchowod

allenatore di calcio ed ex calciatore italiano

Pietro Vierchowod (1959 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio italiano.

Citazioni di Pietro VierchowodModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • [Su Gianluca Vialli.] Oltre ad essere un grande giocatore è un caro ragazzo. È il classico collante da spogliatoio. [...] Soffriva quando le cose giravano storte, non ci sta mai a perdere, è un vincente insomma. Ammirevole nel mascherare ciò che gli ribolle dentro. E così non turba il morale dei compagni di squadra.[1]
  • [Su Ronaldo.] Forse è il solo giocatore che, sfidandomi in più occasioni quand'ero al massimo della condizione, avrebbe potuto beffarmi. Io, da giovane, ero troppo rapido per chiunque. Anche per i Batistuta, gli Inzaghi, i Del Piero di oggi. Ma Ronaldo ha veramente un altro passo.[2]
  • [Su Giampaolo Montesano.] Era imprendibile, scattava da una parte all'altra senza che io riuscissi a fermarlo. Uno come Montesano lo incontri una sola volta in una carriera intera. [...] Per la sua categoria, facendo le giuste proporzioni, Montesano è stato il giocatore più forte che abbia affrontato e guardi che io Maradona l'ho marcato più di una volta. Ma uno come Montesano non l'ho più incontrato.[3]
  • Sono juventino da piccolo, quando alla radio sentivo "Grande parata di Anzolin", il mio primo idolo.[4]
  • [«L'attaccante più forte?»] Van Basten: per eleganza, tecnica, e anche cattiveria. Però, quando lo marcavo io, non ha mai fatto un gol su azione.[4]

Vierchowod e i riti di Liedholm

Intervista di Germano Bovolenta, La Gazzetta dello Sport, 5 marzo 2005

  • [Su Diego Armando Maradona.] Che numeri. Una volta gli ero addosso, incollato. L'avevo, come si dice adesso, ingabbiato. Si è girato con una piroetta, un tunnel ed è volato via. Io allora sono scattato e l'ho raggiunto e chiuso in angolo e lui si è messo ridere: "Hanno ragione a dire che sei Hulk: ti manca solo il colore verde".
  • [Su Marco van Basten.] Alcuni anni fa, l'ho visto [...] e mi ha chiesto: "Ma tu giochi ancora?" Era triste, è stato imbarazzante. Lui si era ritirato a 29 anni, io ne avevo 40 ed ero ancora in pista. È stata una perdita immensa. Noi del calcio, tutti noi, non sappiamo cosa abbiamo perso con l'addio di Marco. Giocatore unico, forse come i nostri duelli. Erano duri e spigolosi, ma leali. Ci siamo battuti e picchiati, non si è mai tirato indietro. Non era cattivo [...] ma il gomito lo alzava anche lui.
  • Liedholm era molto superstizioso. Sulle maglie, ad esempio. Non potevamo prenderle, doveva consegnarle lui. Una volta, l'ho strappata dal mucchio, tanto sapevo il numero. Mi ha guardato malissimo: "Se succede qualcosa la colpa è tua. Non farlo più, capito?" Un'altra volta mi metto, per sbaglio, il suo cappotto: nelle tasche c'era di tutto. Ma proprio di tutto: sale, ciondoli, amuleti, boccettine, cornetti. Uomo fine e ironico ma credeva a queste cose.

Citazioni su Pietro VierchowodModifica

  • Pietro Vierchowod. La sua faccia da rettile estinto, il suo fisico da bronzo di Riace, i suoi gol di puro odio. (Sandro Veronesi)
  • Vierchowod: indiscutibile la sua sampdorianità. Attacca adesivi blucerchiati in via Venti Settembre. (Paolo Mantovani)
  • Vierchowod, in assoluto, il peggiore difensore da affrontare. Fisico e veloce. Non lo sovrastavi. Non lo dribblavi, mi metteva sempre in grande difficoltà. (Fabrizio Ravanelli)

NoteModifica

  1. Dall'intervista di Angelo Caroli, Vierchowod: giovani, fatemi largo, La Stampa, 3 giugno 1996, p. 32.
  2. Dall'intervista di Stefano Petrucci, Vierchowod: E adesso mi dedico a Balbo, Corriere della Sera, 15 gennaio 1998, p. 47.
  3. Citato in Massimo Norrito, Maradona, Pelè o Montesano?, la Repubblica, 4 ottobre 2003.
  4. a b Dall'intervista di Alberto Cerruti, «Marcai Ronaldo a 41 anni: a 60 datemi Cristiano», La Gazzetta dello Sport, 6 aprile 2019, p. 21.

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