Apri il menu principale

Pasquale Bruno

commentatore televisivo, ex calciatore e agente sportivo italiano

Pasquale Bruno (1962 – vivente), ex calciatore e commentatore televisivo italiano.

Citazioni di Pasquale BrunoModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Vialli in Inghilterra è una Ferrari che corre su una strada sterrata.[1]
  • Tanti miei colleghi [calciatori] pensano solo a soldi, donne, auto e orologi. Credono che Rossana Rossanda sia una caramella, Pol Pot un piatto tipico piemontese e Clinton una pistola.[2]
  • Mi piacerebbe avere la possibilità di essere in campo nel calcio di oggi, Pasquale Bruno che gioca un Juventus-Torino contro Bonucci. Vederlo così tanto eccitato, euforico, pronto a protestare sempre, anche quando non serve, mi ha fatto immaginare Pasquale Bruno nel tunnel che dà un pugno in faccia a Bonucci, gli spacca il labbro con 5 punti di sutura e così non parla per 5 mesi [...]. È insopportabile il suo comportamento. Io ero antipatico, forse sono stato il peggiore di tutti. Diranno "senti chi parla", ma io davo tanto e protestavo poco. È il mio sogno nel cassetto, irrealizzabile, ma ce l'ho.[3]
  • In certe occasioni, da calciatore, sono stato troppo duro. Hai presente dottor Jekyll e mister Hyde? In fondo fuori dal campo sono sempre stato uno tranquillissimo. È che non voglio perdere mai, perdere mi provoca proprio dolore. Sto male. Sai quante volte ho pianto sotto la doccia dopo una sconfitta... Mia figlia [...] un giorno mi rivelò: «Quando entravi in casa dopo una sconfitta, capivo dai tuoi passi se avevi perso...».[4]

Pasquale Bruno: "Alla Juve vogliono in campo uomini veri"

Da un'intervista a Radio Audax; citato in Alessio De Silvestro, Tuttomercatoweb.com, 18 ottobre 2012.

  • [Riferendosi alla rivalità tra la Juventus e il Napoli] A distanza di tanti anni mi brucia ancora dentro quella sfida di Coppa Uefa del 1989 in cui la Juventus fu fortemente penalizzata dall'arbitro, di cui ricordo ancora oggi nazionalità e nome.
    Quella sera fu un arbitraggio a senso unico con quel gol annullato ingiustamente a Laudrup che ancora grida vendetta, il rigore inventato su Careca che accentuò la caduta oltre a tanti altri episodi dubbi contro la Juve. Per noi fu una partita da incubo sotto tutti i punti di vista. Poi quando ormai eravamo preparati ai rigori arrivò improvvisa la rete di Renica al 119' che permise al Napoli di passare alle semifinali di Coppa. Ricordo che lo Stadio San Paolo era gremito in ogni ordine di posto. Le cifre ufficiali parlarono di 88.000 persone ma per me erano tanti, molti di più visto che non entrava più uno spillo e quando segnava il Napoli tremavano anche i piloni dello stadio. Quella sera fu una somma di errori. Pazienza, però lo possiamo dire senza nasconderci: quella gara fu un vero furto.
  • [Sul paragone tra Diego Armando Maradona e Lionel Messi] Maradona era un grande, in campo un vero esempio. Lui in carriera ha preso tante di quelle botte altro che Messi... Mi fanno ridere quelli che mettono a confronto i due giocatori. Messi sarà anche grande giocatore, ma Maradona era unico. Messi oggi gioca con i due-tre metri di vantaggio del calcio moderno. Vorrei vedere Maradona con quei metri di vantaggio quanti goal avrebbe fatto...
  • Alla Juve vogliono uomini veri che sanno che rappresentano una grande società con milioni di tifosi sparsi per il mondo. Io quando giocavo nella Juve se arrivavo vestito in jeans venivo rimproverato. Era importante anche l'immagine, non solo il talento. Se vai alla Juve vai lì per vincere perché c'è una mentalità diversa, unica. E lo dice uno che in cuor suo è rimasto granata.
  • [Sul ruolo dei difensori nel cosiddetto «calcio moderno»] Penalizzati dal nuovo regolamento. Io quando giocavo entravo sempre duro e non rinnego niente. Gli arbitri all'epoca si divertivano ad ammonirmi o cacciarmi fuori. La marcatura a uomo rendeva il calcio più sentimentale. Ora che non c'è più non abbiamo più un difensore degno di nota o quasi. Se guardo che in nazionale giocano Ogbonna e Bonucci mi viene da piangere. Della Juventus e Napoli ammiro [Paolo] Cannavaro e Chiellini per il modo in cui interpretano il calcio.

NoteModifica

  1. Citato in Marco Sappino, Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano, Dalai Editore, 2000, p. 2109. ISBN 8880898620
  2. Citato in Marco Sappino, Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano, Dalai Editore, 2000, p. 2112. ISBN 8880898620
  3. Da un'intervista a Tuttomercatoweb.com; citato in Pasquale Bruno si scaglia contro Bonucci: "Sogno di spaccargli il labbro!", Goal.com, 3 novembre 2015.
  4. Citato in Luca Castaldini, «Al Bernabeu come in bici: io sono estremo», SportWeek nº 40 (957), 5 ottobre 2019, pp. 66-67.

Altri progettiModifica