Terence Fisher

regista britannico

Terence Fisher (1904 – 1980), regista britannico.

Citazioni di Terence FisherModifica

Da Intervista Terence Fisher

Intervista di Jan Van Genechten, Gary Parfitt e Alan Frank, 18 gennaio 1976; riportato da Davide Pulici in Nocturno, giugno 2021, nº222, pp. 79-84.

  • Non va bene che ci sia un artista che cerca di fare un film senza la conoscenza dell'abc della meccanica del cinema. Non va bene nemmeno conoscere solo la tecnica del fare film, senza avere l'impulso artistico. Devi averli entrambi, insieme. Sono complementari. Non si può dire che uno sia più importante dell'altro. Sono entrambi essenziali.
  • [Su Jimmy Sangster] Lui inseriva nelle storie cose che potevano anche essere tolte senza alterare l'idea originale. Le sue sceneggiature ti permettevano di giocare con il contenuto, senza cambiarlo troppo nella forma, ma aggiungendoci la tua interpretazione personale.
  • Penso che Tony Hinds sia andato un po' più a fondo nelle relazioni tra i personaggi e nelle loro emozioni. Era davvero coinvolto in ciò che scriveva. Jimmy non li ha sviluppati allo stesso modo, ma la sua trama era di prima classe. Così era Tony Hinds, credo che sia andato un po' più a fondo. E penso che Jimmy sarebbe probabilmente d'accordo con me.
  • [Su Bernard Robinson] Mi è piaciuto molto, personalmente e professionalmente. Aveva una grande sensibilità per l'impatto emotivo di un soggetto. Era inquietante sapere che se avessi avuto bisogno di un certo tipo di design di finestre o di pareti o di qualcosa del genere in un posto particolare, lui te le dava. Capiva esattamente dove si svolgeva una certa azione e ti dava uno sfondo che andava bene con l'impatto emotivo di quella scena. Aveva un grande feeling per il suo lavoro.
  • Ho sempre cercato, nell'interpretazione delle sceneggiature, nel contesto della trama, di sottolineare questo conflitto tra i poteri del Bene e i poteri del Male. Ho anche cercato di sottolineare l'attrattiva del Male. Questi script offrivano sempre un'opportunità per sottolineare, da qualche parte, queste cose e l'ho fatto ogni volta che ne ho avuto la possibilità. Solo che i critici non l'hanno mai visto nella mia ottica. Sono stato accusato di ogni possibile forma di sensazionalismo, ma non ho mai veramente girato una scena che non si adattasse all'emotività della trama, nel contesto della sceneggiatura. Ma i critici mi hanno sempre insultato.
  • [Su Dracula il vampiro] Ho cercato di sottolineare il fascino sessuale del vampiro, di Dracula... [...] Ovviamente questo è uno dei maggiori punti di forza di Dracula. Ha queste tre cose: una potente forza fisica, il potere di muoversi nel tempo e nello spazio e un fortissimo appeal sessuale per le sue vittime femminili. Abbiamo molte situazioni sessuali in Dracula, vero? All'epoca, non si potevano ancora filmare esplicitamente queste situazioni come si farebbe oggi, ma l'ho accentuato ogni volta che ho potuto.
  • [Su Le spose di Dracula] Ho accentuato in questo film l'attrazione sessuale tra uomo e donna. E ho anche sottolineato la relazione lesbica. Ma non credo di aver mai cercato consapevolmente di sottolineare la relazione omosessuale tra gli uomini.
  • Chris ha anche colto molto bene il contenuto soprannaturale. Tutto il suo movimento, il suo modo fisico di camminare era perfetto.

Da La seconda parte dell'intervista al regista

Intervista di Jan Van Genechten, Gary Parfitt e Alan Frank, 18 gennaio 1976; riportato da Davide Pulici in Nocturno, luglio 2021, nº223, pp. 79-84.

  • [Su Lo sguardo che uccide] Sì, era un bel film. Coinvolgeva in modo simpatico i suoi personaggi nella base mitologica della storia.
  • [Sullo scontro finale ne Lo sguardo che uccide] Non era così male. Non c'è stato abbastanza tempo per sperimentare i diversi materiali che usano per realizzare una testa. Non sembrava una testa solida, ma non sembrava nemmeno un pallone di calcio che rimbalza. Gli mancava solo quel piccolo tocco che avrebbe convinto.
  • [Sulla testa della gorgone ne Lo sguardo che uccide] Dovevamo stare attenti a mantenere i serpenti in movimento. Era un aggeggio infernale, con fili su ciascuna testa dei serpenti e scie di fili che entravano in una cosa meccanica in cui giravi la maniglia per far oscillare le cose e fare ciò che avrebbero dovuto fare. [...] Se avessimo avuto il tempo di sperimentare, l'avremmo fatto in questo modo, con la pressione dell'aria invece che con i cavi.
  • [Su Dennis Wheatley] Lo ammiro come scrittore. È un po' verboso, ma il contenuto delle storie è sempre meraviglioso. E anche tutti i suoi romanzi sono molto ben studiati.
  • Il Diavolo può manifestarsi in molti modi. Voglio dire: che aspetto ha davvero il Diavolo? La donna più bella del mondo un momento e un vecchio orribile quello dopo. A volte si manifesta anche da bambino. Il diavolo è puramente l'illusione di una personificazione, no? Come si manifesta il Bene? Come ritrai Dio, come ritrai gli angeli? È solo un uso di parole, o meglio di immagini invece di parole, un'interpretazione di un'idea... E anche noi... Favole, allegorie, ecco cosa siamo veramente.
  • [Su The Devil Rides Out] La trama non è fantasy finché non appare Mocata sulla scena. Hai una famiglia perfettamente normale che viene improvvisamente coinvolta nella situazione della magia nera. La magia nera non è fantasia, che ti abbia convinto e che tu ci creda o no, non è questo il problema.
  • [Su Il fantasma dell'Opera] Tutti dicevano che il Fantasma non era un personaggio orribile. Ovviamente non era un personaggio orribile, era un personaggio molto emotivo e molto triste. Era una vittima delle circostanze. Quest'uomo era spinto a fare certe cose, ma era spinto a farle. Non era un mostro ma un personaggio molto emotivo.
  • [Su L'implacabile condanna] Non ho mai detto che mi piace più di tutti, ma mi piace davvero di più perché è l'unico con una vera storia d'amore. È una storia d'amore forte e frustrata, ecco perché mi piace.
  • [Su L'implacabile condanna] Ho sempre cercato e cercato tra i miei film, ma questo è davvero l'unico che conteneva quello che si può chiamare un vero romanticismo. È stata una situazione straziante, credo.
  • [Su Anthony Hinds] Era un produttore molto, molto bravo. Si è assicurato che i soldi che provenivano dall'alto fossero usati correttamente. Si poteva anche discutere con lui di cose interpretative in un modo che non mi sarei mai sognato con un altro produttore.

Citazioni su Terence FisherModifica

  • Era così bravo come regista perché era anche un montatore. Penso che ogni regista possa essere agevolato dal fatto di saper montare. (Peter Cushing)
  • Era un uomo perfettamente competente e devoto al Gotico. Ho passato molte serate a discutere con lui sulle origini di questo suo sentimento ma non siamo mai arrivati a nulla. Era un regista romantico e, con tutto il rispetto che porto per Freddie Francis, devo dire che quest'ultimo non ha mai avuto lo stesso cuore di Terry. (Michael Carreras)
  • Il nome e l'anima creativa della Hammer. Che ancor prima di ritrovare sulla sua strada il barone Frankenstein e gli altri miti e personaggi ripresi dalla letteratura gotica del secolo scorso, si rivela ossessionato da temi come le mutazioni, i raddoppiamenti, i trapianti, tutto un universo simbolico a cui egli darà forme e figure sue personali divenute poi classiche. Il mondo di Fisher è chiuso, ripetitivo, rituale. Un continuo scavare in cimiteri bui per seppellire o disseppellire cadaveri più o meno definitivi. Un inarrestabile scoperchiare di bare. Un incessante ribollire e fumigare di alambicchi e provette in laboratori sotterranei. Una lotta continua fra la luce e il buio, il sangue e il pallore, il movimento e la rigidità. Una liturgia della liberazione dal male che si avvale di complicati strumenti e rituali: fiamme, croci, pioli di legno appuntiti e, più elaborato di tutti, unico metodo per uccidere l'uomo-lupo, la pallottola d'argento ricavata dalla fusione di un crocifisso. Ma la figuratività sontuosa e antica dei film di Fisher, dei suoi castelli, saloni, tendaggi e colonne ritorte, mentre determina appunto un universo d' autore particolarissimo, non è in contraddizione con il resto della produzione fantascientifica della Hammer e del periodo. (Alberto Farassino)
  • Il regista Terence Fisher è comunque l'uomo che insieme ai due attori da lui scoperti e lanciati, - Peter Cushing e Christopher Lee - viene oggi universalmente identificato nel mondo con la Hammer. (Luigi Cozzi)
  • La costante tematica è la lotta tra il Bene e il Male, una dicotomia romantica piuttosto anacronistica ai nostri tempi, che Fisher ha aggiornato con una buona dose di ambiguità nella caratterizzazione dei personaggi evitando che una schematizzazione troppo accentuata togliesse spessore psicologico e credibilità. Conseguenti da questa direttrice sono poi alcune costanti molto interessanti. La sottolineatura, decisa ma raffinata, della sessualità è una di queste ed è possibile trovarla soprattutto nella serie di Dracula e in La mummia, dove la rappresentazione morbosa e sensuale delle eroine è indice dell'effetto provocato su di loro dagli agenti del soprannaturale. Nella serie di Frankenstein è invece comune un senso di «partecipazione» alle pene degli esseri creati o modificati dal barone, un patetismo che provoca sequenze di notevole suggestione. Da queste running images Fisher non si è quasi mai distaccato, pur evolvendole e modificandole film dopo film. (Rudy Salvagnini)
  • Maestro dell'horror, Fisher, classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. (il Morandini)
  • Nonostante la casualità del suo incontro con il cinema del fantastico, [...] Terence Fisher si accostò subito al tema con una sensibilità ed un gusto insospettati. Già da La maschera di Frankenstein (suo primo film dell'orrore), infatti, rifiutò la maniera espressionista che aveva caratterizzato gli horror americani (non dobbiamo dimenticare la preponderante influenza dei cineasti tedeschi nella Hollywood degli anni '20 e '30) e scelse una nuova ed originale strada, girando a colori i suoi film e affondando le sue radici culturali nella narrativa gotica inglese, che tra gli altri aveva appunto generato il mito di Frankenstein. La chiave di volta della sua opera sta proprio in questo suo romanticisimo gotico, al quale ha saputo unire una forte venatura razionalista ed illuminista soprattutto nella figura del barone Frankenstein, il suo personaggio più riuscito. (Rudy Salvagnini)
  • Semplicemente il più straordinario regista che abbia lavorato alla Hammer, malgrado non piacesse molto né a James né a Michael Carreras, che più di una volta hanno cercato di toglierselo definitivamente di torno, bloccati ogni volta dal direttore artistico Tony Hinds che invece lo considerava fondamentale (e aveva ragione!) per la loro società, né più né meno. (Luigi Cozzi)
  • Un autore sul quale, a parte qualche inglese e soprattutto i francesi, si è studiato poco e con parecchio snobismo. (Emanuela Martini)

Christopher LeeModifica

  • [Su Dracula il vampiro] Ricordo che nel momento di girare la sequenza in cui Dracula deve buttare la donna nella fossa scavata in giardino, succese qualcosa di molto ridicolo. Gettai la ragazza, che poi era una stunt girl, nella fossa e mi buttai su di lei cominciando a ridere sino a che Fisher fermò l'azione dicendo che non stavamo facendo "uno di quei film..."
  • Terence Fisher era davvero un simpatico "arrangiatore" dell'orrore: lui prevedeva tutto, seguiva le riprese dalla A alla Z, sapeva come "giocare" con quelle atmosfere gotiche. Era geniale.
  • Terence era un gran professionista, un artista non sempre apprezzato in giusta misura. Ha fatto cose incredibili, anche considerando le limitate possibilità tecniche offerte dal periodo. Credo che la maggior parte dei registi moderni non avrebbe potuto realizzare ciò che Terence ha fatto, non senza la tecnologia a disposizione. Mi dispiace che non abbia mai ricevuto l'attenzione che si meritava da parte della critica.

FilmografiaModifica

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