Libro di Abacuc

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Libro di Abacuc, testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana, attribuito al profeta Abacuc.

IncipitModifica

 
Icona di Abacuc (XVIII sec.)

Oracolo che ebbe in visione il profeta Abacuc.

Fino a quando, Signore, implorerò
e non ascolti,
a te alzerò il grido: "Violenza!"
e non soccorri?
Perché mi fai vedere l'iniquità
e resti spettatore dell'oppressione?
Ho davanti rapina e violenza
e ci sono liti e si muovono contese.
Non ha più forza la legge,
né mai si afferma il diritto.
L'empio infatti raggira il giusto
e il giudizio ne esce stravolto.

CitazioniModifica

  • Ecco, io faccio sorgere i Caldei, | popolo feroce e impetuoso, | che percorre ampie regioni | per occupare sedi non sue. | Egli è feroce e terribile, | da lui esce | il suo diritto e la sua grandezza. | Più veloci dei leopardi sono i suoi cavalli, | più agili dei lupi della sera. | Balzano i suoi destrieri, venuti da lontano, | volano come aquila che piomba per divorare. | Tutti avanzano per la rapina. | La loro faccia è infuocata come il vento d'oriente, | ammassano i prigionieri come la sabbia. (1, 6 – 9)
  • Egli li prende tutti all'amo, | li tira su con il giacchio, | li raccoglie nella rete, | e contento ne gode. | Perciò offre sacrifici alla sua rete | e brucia incenso al suo giacchio, | perché fanno grassa la sua parte | e succulente le sue vivande. | Continuerà dunque a vuotare il giacchio | e a massacrare le genti senza pietà? (1, 15 – 17)
  • Ecco, soccombe colui che non ha l'animo retto, | mentre il giusto vivrà per la sua fede. (2, 4)
  • La ricchezza rende malvagi; il superbo non sussisterà; | spalanca come gli inferi le sue fauci | e, come la morte, non si sazia, | attira a sé tutti i popoli, | raduna per sé tutte le genti. | Forse che tutti non lo canzoneranno, | non faranno motteggi per lui? (2, 5 – 6)
  • Guai a chi costruisce una città sul sangue | e fonda un castello sull'iniquità. (2, 12)
  • Poiché, come le acque colmano il mare, | così la terra dovrà riempirsi | di conoscenza della gloria del Signore. (2, 14)
  • A che giova un idolo | perché l'artista si dia pena di scolpirlo? | O una statua fusa o un oracolo falso, | perché l'artista confidi in essi, | scolpendo idoli muti? | Guai a chi dice al legno: "Svegliati", | e alla pietra muta: "Alzati". | Ecco, è ricoperta d'oro e d'argento | ma dentro non c'è soffio vitale. (2, 18 – 19)

ExplicitModifica

Il Signore Dio è la mia forza,
egli rende i miei piedi come quelli delle cerve
e sulle alture mi fa camminare.

Citazioni sul Libro di AbacucModifica

  • Nella dottrina dei profeti, Abacuc apporta una nota nuova: osa domandare conto a Dio del suo governo del mondo. Sì, Giuda ha peccato; ma perché Dio, che è santo (1,12), che ha occhi troppo puri per vedere il male (1,13), sceglie i barbari caldei per esercitare la sua vendetta? Perché fa punire il cattivo da uno più cattivo di lui? Perché sembra voler sostenere il trionfo di una forza ingiusta? È il problema del male, posto sul piano delle nazioni. Lo scandalo di Abacuc è anche quello di molte anime moderne. A lui e ad esse va la risposta divina: per vie paradossali, il Dio onnipotente prepara la vittoria finale del diritto, e «il giusto vivrà per la sua fede» (2,4): perla di questo piccolo libro, che san Paolo inserirà nella sua dottrina sulla fede (Rm 1,17; Gal 3,11; Eb 10,38). (La Bibbia di Gerusalemme)

BibliografiaModifica

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