Boris Abramovič Berezovskij

imprenditore, politico e matematico russo

Boris Abramovič Berezovskij (1946 – 2013), imprenditore, politico e matematico russo.

Citazioni di Boris BerezovskijModifica

  • Ho cambiato molte delle opinioni che mi ero formato. Anche su me stesso. E su che cosa siano la Russiae l'Occidente. Mi ero fatto un'immagine idealizzata della possibilità di costruire una Russia democratica. E avevo una concezione idealistica della democrazia al centro dell'Europa. Ho sottovalutato l'inerzia della Russia e ho sopravvalutato l'Occidente. È successo in modo graduale. Ho cambiato l'idea che mi ero fatto del cammino della Russia... Non dovevo andarmene.[1]

Da «Il primo terrorista siede al Cremlino. Usa la Cecenia per la sua dittatura»

Intervista di Nathan Gardels sulla seconda guerra cecena, La Stampa, 14 settembre 2004

  • [Sulla strage di Beslan] Cos'è il terrorismo? Prendere mille bambini e i loro genitori in ostaggio in una scuola, un sequestro che è costato la vita a centinaia di persone, è senza dubbio terrorismo. Ma quando le truppe russe mandate da Putin in Cecenia si macchiano di genocidio, uccidendo e ferendo centinaia di bambini, bene, quello non è terrorismo? Terrore chiama terrore.
  • [Su Aslan Maschadov] Mosca è contradditoria nei suoi confronti. Da un lato sostiene che non controlla i gruppi armati ceceni e quindi è inutile trattare con lui. Dall'altra, secondo Putin, c'è lui dietro a tutti gli attacchi terroristici contro la Russia. Come possono essere vere entrambe le cose? Non è logico.
  • Maskhadov odiava Eltsin ma accettò di negoziare direttamente con lui perché comprese che si batteva per l'unità della Russia. Putin invece combatte solo i ceceni. È un criminale, responsabile di genocidio. Perciò Maskhadov accetterà di negoziare solo con una mediazione internazionale.
  • Durante il governo Eltsin abbiamo superato il periodo più nero della frammentazione ed eravamo sulla buona strada per costruire un sistema statale autonomo, innovativo e aperto. Putin ha cambiato strada: sta cercando di reintrodurre in Russia lo stesso sistema pesantemente centralizzato e opprimente dell'Urss e in questo schema rientra la campagna militare contro la Cecenia.
  • Personalmente sono contrario all'indipendenza cecena. Se la diamo a loro domani dovremo concederla al Tartarstan, poi all'Inguscezia, e così via. Per la Russia sarebbe il collasso.
  • Quella cecena è una crisi locale, non terrorismo internazionale. Maskhadov è pronto a negoziare, Bin Laden no. Sì, alcuni ceceni sono terroristi ma non tutti, proprio come i palestinesi. E in entrambi i casi il problema è una volontà, frustrata, di autodeterminazione.

Citazioni suModifica

Enzo BettizaModifica

  • La carriera repentina e strabiliante di Berezovskij era ed è, sotto ogni aspetto, personalissima e paradigmatica al tempo stesso. Un campione emblematico, per così dire, da sociologia postsovietica. Si riflette in esso non solo il talento di un giocatore d'azzardo fuori norma, non solo la tenebrosa fortuna di un nocchiero della neoimprenditoria corsara alla russa. Ma, quel che più conta, nella temerità inventiva dell'uomo e delle sue azioni si riverbera in presa quasi diretta la metamorfosi epocale dell'Urss dei piani quinquennali nella Russia dei mercati ebbri e scapestrati.
  • Pioniere e prototipo della nomenclatura oligarchica postsovietica, Berezovskij non si è mai limitato alla sola cura dei suoi feudi imprenditoriali. Li ha sempre collegati e avviluppati nell'intrigo politico. Combinando clientelismo e affarismo è stato per qualche anno l'oscuro deus ex machina della cerchia più intima di Eltsin, ha tenuto in pugno consiglieri e amministratori della «Famiglia» come Voloshnin e Borodin, ha letteralmente distrutto con le sue santabarbare televisive l'immagine e le aspirazioni presidenziali di candidati temibili come l'ex primo ministro Primakov e il sindaco di Mosca Luzhkov. Alla fine ha coronato le operazioni facendosi eleggere deputato alla Duma, il che potrà assicurargli una salvacondotto per la tessitura di altre trame e, soprattutto, una garanzia d'immunità per i tempi procellosi che probabilmente dovrà affrontare nell'era Putin.
  • Più che una persona fisica, più che un nome odiato o temuto, Berezovskij è il simbolo e l'incarnazione di un caotico processo storico che ha visto la Russia passare in un baleno dalla non economia totalitaria all'ipertrofia di un capitalismo darwiniano con pochissime regole e pochi padroni.

Giulietto ChiesaModifica

  • Boris Berezovskij, chi era costui? Era - diranno gli storici della Russia - il più agguerrito degli oligarchi dell'era Eltsin, il più spregiudicato, il più astuto. Forse non il più ricco ma, certo, colui che meglio ha saputo tradurre in politica la sua fortuna.
  • Senza il suo acume, con ogni probabilità, Vladimir Putin non avrebbe oggi le redini della Russia.
  • Un uomo senza dubbio poliedrico. Forse non esattamente un imprenditore, così come lo si intende dalle nostre parti, ma sicuramente uno che sa come usare il denaro.

NoteModifica

  1. Citato in Ho perso il senso della vita mi, manca la mia Russia, la Repubblica, 25 marzo 2013.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica