Ultime parole dai libri

lista di un progetto Wikimedia

Raccolta delle ultime parole pronunciate in punto di morte da personaggi immaginari, tratte dai libri.

Ultime parole dai libriModifica

  • Adunque | morrò senza vendetta? Eh, che si muoia, | comunque sia. Cosí, cosí mi giova | girne tra l'ombre inferne: e poi ch'il crudo, | mentre meco era, il mio foco non vide, | veggalo di lontano; e 'l tristo augurio | de la mia morte almen seco ne porte. (Didone)
Personaggio dell'Eneide (29 – 19 a.C.) di Publio Virgilio Marone. Didone, regina di Cartagine, prima di darsi la morte, maledice Enea per averla abbandonata.
  • Aprirò spazi dove milioni di uomini | vivranno non sicuri, ma liberi e attivi. | Verdi, fertili i campi; uomini e greggi | subito a loro agio sulla terra nuovissima, | al riparo dell'argine possente | innalzato da un popolo ardito e laborioso. | Qui all'interno un paradiso in terra, | laggiù infurino pure i flutti fino all'orlo; | se fanno breccia a irrompere violenti, | corre a chiuderla un impeto comune. | Sì, mi sono votato a questa idea, | la conclusione della saggezza è questa: merita libertà e la vita solo | chi ogni giorno le deve conquistare. | Così vivranno, avvolti dal pericolo, | magnanimi il fanciullo, l'uomo e il vecchio. | Vorrei vedere un simile fervore, | stare su suolo libero con un libero popolo. | All'attimo direi: Sei così bello, fermati! | Gli evi non potranno cancellare la traccia dei miei giorni terreni. – | Presentendo una gioia così alta | io godo adesso l'attimo supremo. (Faust)
Protagonista del Faust (1808) di Johann Wolfgang von Goethe. Faust, ormai vecchio, si apre finalmente a una visione ottimista dell'umanità, immaginando di essere in quel momento del futuro e di volerlo fermare per sempre.
  • Ben lo previdi che pregato indarno t'avrei. Hai cor di ferro, e lo sapea. Ma bada che di qualche celeste ira cagione io non ti sia quel dì che Febo Apollo e Paride, malgrado il tuo valore, t'ancideranno su le porte Scee. (Ettore)
Protagonista dell'Iliade (IX secolo a.C.) di Omero. Ferito a morte, Ettore predice ad Achille la morte.
  • Che Dio mi aiuti. Ma lo so che non mi aiuterai. Perché dovresti? (Dennis John "Denny" Malone)
Protagonista di Corruzione di Don Winslow. Ormai consapevole di essere finito, il corrotto detective Denny Malone diffonde le prove della corruzione del dipartimento e si reca armato fino ai denti nel covo di Carlos Castillo, sua nemesi che prova odio per lui da quando ha ucciso suo cugino Diego Pina. Una volta nel covo Malone riesce a massacrare tutti gli sgherri del narcotrafficante, compresa una squadra di altri poliziotti corrotti suoi rivali, ma viene gravemente ferito da Castillo. Dopo un agguerrita colluttazione tuttavia il poliziotto riesce ad uccidere il narcotrafficante: ormai moribondo, Malone si trascina all'esterno e, sentendo il suono famigliare delle sirene della polizia, spira ripensando a tutti i suoi cari e chiedendo invano aiuto a Dio.
  • Come un cane! (Josef K.)
Protagonista de Il processo (1925) di Franz Kafka. Condannato a morte, Josef K. viene condotto in una cava fuori città da due uomini e giustiziato con un coltello da macellaio.
  • È nera la freccia? (Sir Daniel Brackley)
Antagonista de La freccia nera (1883) di Robert Louis Stevenson. Ormai sconfitto, Sir Daniel Brackley cerca di scappare incappucciato, ma viene colpito mortalmente da una freccia nera lanciata da Ellis Duckworth e spira tra le braccia di Dick Shelton.
  • In un eccesso di follia ho creato un essere razionale ed ero in obbligo nei suoi confronti di assicurargli, secondo le mie possibilità, benessere e felicità. Questo il mio dovere. Ma ce n'era un altro superiore a questo, gli obblighi verso i miei simili. Sulla spinta di questa consapevolezza mi rifiutai di forgiare una compagna al primo essere creato perché questo ha dimostrato una perfidia senza pari; ha sterminato la mia famiglia dedicandosi alla distruzione di creature che possedevano encomiabili virtù. Non so dove e quando avrà fine la sua sete di sangue. Anch'egli è un povero infelice che deve morire per non procurare infelicità ad altri. Il compito della sua distruzione spettava a me, ma ho fallito. Spinto da egoismo, vi chiesi di farvi carico di questa missione incompiuta; indotto dalla ragione e dalla virtù, rinnovo ora la mia richiesta. Non posso chiedervi di sacrificare a questo scopo la vostra esistenza. Ma lascio a voi riflettere e soppesare quelle che ritenete le vostre responsabilità. La mia capacità di giudizio e le mie idee sono ottenebrate dall'insorgere della morte. Non oso chiedervi di adempiere a ciò che ritengo giusto, perché potrei ancora essere tratto in inganno dalla passione. Addio Walton! Mi turba il pensiero che lui possa danneggiare altri. Io non sono riuscito a fermarlo, ma un altro forse, dove io ho fallito, potrà avere successo. (Dr Vicor Frankenstein)
Personaggio di Frankenstein o il moderno Prometeo (1818) di Mary Shelley. Stremato dal suo inseguimento della sua creazione, Victor Frankenstein pronuncia le sue ultime parole all'esploratore Robert Walton, pregandolo di compiere la sua vendetta.
  • L'orso... di' loro che l'orso... (Bel-ka-Trazet)
Personaggio de La valle dell'orso (1974) di Richard Adams. Ex-Gran Barone di Ortelga fuggito nella lontana e sporca città di Zerai, dove dopo diversi mesi si ammala. Sul letto di morte cerca di mettere in guardia le sue persone fidate dal pericolo dell'orso, senza riuscire a concludere l'ammonimento.
  • Ma come vuoi morire un giorno, Narciso, se non hai una madre? Senza madre non si può amare. Senza madre non si può morire. (Boccadoro)
Boccadoro, uno dei due personaggi principali, insieme a Narciso, del romanzo Narciso e Boccadoro (1930) di Hermann Hesse. Sul letto, ormai morente, Boccadoro, carattere vagabondo e sensuale, quasi rimproverandolo, lascia capire all'amico Narciso, spirito contemplativo e ascetico, che nella vita non si può negare la via dell'amore.
  • Ma io moro incontaminato, e padrone di me stesso, e pieno di te, e certo del tuo pianto! Perdonami, Teresa, se mai – ah consolati, e vivi per la felicità de' nostri miseri genitori; la tua morte farebbe maledire le mie ceneri. Che se taluno ardisse incolparti del mio infelice destino, confondilo con questo mio giuramento solenne ch'io pronunzio gittandomi nella notte della morte: Teresa è innocente. – Ora tu accogli l'anima mia. (Jacopo Ortis)
Jacopo Ortis, personaggio principale de Le ultime lettere di Jacopo Ortis (1801) di Ugo Foscolo. Prima di pugnalarsi a morte, Jacopo lascia scritte queste parole all'amata Teresa.
  • Ma presto morirò e non sentirò più quello che sento adesso. Presto queste brucianti miserie si estingueranno. Salirò trionfante sul mio rogo funebre, ed esulterò nell'agonia delle fiamme divoratrici. La luce di questa conflagrazione svanirà; il vento disperderà le mie ceneri nel mare. Il mio spirito riposerà in pace; o, se penserà, non penserà certo in questo modo. Addio. (mostro di Frankenstein)
Il "demone" creato dal dottor Frankenstein, personaggio di Frankenstein, o il moderno Prometeo (1816-1817) di Mary Shelley. Prima di lasciarsi andare alla deriva sul ghiaccio nei mari del Nord, il "demone" conclude così il suo discorso a Walton, amico del dottore.
  • Mi spiace [...] L'ultimo... il fine ultimo di questa stupida vita... Che confusione...!
Montgomery, personaggio de L'isola del dottor Moreau (1896) di H. G. Wells. Assistente del dottor Moreau, dopo una notte folla con le bestie dell'isola, viene ritrovato morente da Edward Prendick e muore tra le sue braccia.
  • Mue otu e aga. (Re John)
Personaggio del romanzo La regina disadorna di Maurizio Maggiani. Re John, sovrano dell'isola di Moku Iti, si schianta con la motocicletta contro la palizzata della basilica, finendo infilzato da una trave. Spirando, sussurra le sue ultime parole in lingua locale, che significano "non ho un cattivo cuore".
  • Or puoi menar gran vampo, Ettorre, or che ti diero di mia morte la palma Apollo e Giove. Essi, non tu, m'han domo; essi m'han tratto l'armi di dosso. Se pur venti a fronte tuoi pari in campo mi venían, qui tutti questo braccio gli avría prostrati e spenti. Ma me per rio destin qui Febo uccide fra gl'Immortali, e tra' mortali Euforbo, tu terzo mi dispogli. Or io vo' dirti cosa che in mente collocar ben devi: breve corso a te pur resta di vita: già t'incalza la Parca, e tu cadrai sotto la destra dell'invitto Achille. (Patroclo)
Personaggio dell'Iliade (IX secolo a.C.) di Omero. Ferito a morte, Patroclo predice ad Ettore la morte per mano di Achille.
  • Pensate a voi, io sono morto. (Colin Ray Campbell di Glenure)
Personaggio di Rapito (1886) di Robert Louis Stevenson. Glenure, soprannominato la Volpe Rossa, mentre sta parlando con Daniel Balfour sulla strada per Aucharn, viene colpito di sorpresa da un colpo di fucile sparato dall'alto di una collina, e spira così tra le braccia dei suoi amici.
  • Signore, perdonami tutto! (Anna Karenina)
Protagonista dell'omonimo romanzo (1877) di Lev Tolstoj, Anna Karenina rivolge questa preghiera a Dio prima di uccidersi.
  • Prego vivamente i nominati signori esecutori testamentari che se la buona sorte li portasse a conoscere l'autore che si dice abbia composto una storia, la quale va attorno col titolo di Seconda parte delle prodezze di don Chisciotte della Mancia, gli chiedano da mia parte, il più fervidamente ch'esser possa, che perdoni se io, senza pur pensarlo, gli ho dato occasione di scrivere tante e tante scempiaggini quante in essa ne ha scritte, poiché parto da questa vita con lo scrupolo di avergli dato motivo a scriverle. (Don Chisciotte)
Protagonista de Don Chisciotte della Mancia (1605-1615) di Miguel de Cervantes. Sul letto di morte, così l'hidalgo termina di dettare il proprio testamento.
  • Ti risparmio la fatica del conto.Sono settanta chili. Eroina nera messicana, "Dark Horse". Valore al dettaglio cinquanta milioni. I contanti che vedi sono poco più di quattro milioni di dollari. Prendi i soldi e la droga e lasciami andare. Salgo su un aereo per la repubblica Dominicana e non mi vedi più. (Diego Peña)
Personaggio di Corruzione di Don Winslow. A seguito del massacro di una famiglia di spacciatori,massacrata dalle gang dominicane, i poliziotti dell'unità speciale di Mannhattan Denny Malone, "Monty" Montague, Phil Russo e Billy O irrompono nel covo dei criminali: nonostante Billy si ferisca accidentalmente, l'operazione ha successo e i quattro si trovano faccia a faccia con Diego Peña, boss locale dei dominicani circondato dalla droga prodotta. Non volendo finire in prigione, il criminale prova a corrompere i poliziotti offrendogli tutti i suoi soldi e la droga di rivendere. Non dandogli una risposta specifica, Malone gli intima di estrarre lentamente la sua pistola: Peña obbedisce, ma viene immediatamente ucciso dal poliziotto con due colpi di pistola al cuore, in modo da poterlo derubare insabbiando la sua morte.
  • Verso di te rotolo, verso di te, balena che tutto distruggi senza riportar vittoria; fino all'ultimo mi azzuffo con te, dal cuore dell'inferno ti trafiggo; in nome dell'odio ti sputo addosso l'estremo respiro. Affonda tutte le bare e tutti i catafalchi in un vortice solo! e poiché né questi né quelle possono essere per me, ch'io ti trascini sbranata mentre continuo a darti la caccia, benché sia legato a te, dannata balena! Così, lascio andare la lancia! (Achab)
Protagonista di Moby Dick (1851) di Herman Melville. Così il capitano Achab urla a Moby Dick prima di ramponarla ancora, ma per l'ultima volta: il cavo gli si attorciglia alla gola e la balena lo trascina con sé nelle profondità del mare.
  • Voglio esser sepolto con questi abiti, Carlotta, tu li hai toccati e consacrati: anche di questo ho pregato tuo padre. La mia anima si librerà sulla mia tomba. Non mi si devono frugare le tasche. Il nastro rosa pallido che avevi in petto quando ti vidi per la prima volta fra i tuoi bambini... oh, baciameli tanto, e racconta loro la storia dell'infelice amico. Cari! essi si affollano intorno a me. Ah, come mi legai a te, fin da quel primo istante non potevo più lasciarti! Quel nastro deve essere sepolto con me: tu me lo regalasti il giorno del mio compleanno, e come mi fu caro! Ah non immaginavo dove mi avrebbe condotto la via che seguivo! Sii calma, ti prego, sii calma!
    Sono cariche. Battono le dodici! Il mio destino si compia! Carlotta, Carlotta, addio! addio! (Werther)
Protagonista de I dolori del giovane Werther (1774) di Johann Wolfgang von Goethe. Sono le parole che Werther scrive a Carlotta prima di suicidarsi con un colpo di pistola alla tempia.

L'isola del tesoroModifica

  • Le dieci! Ci restano sei ore. Ma ce la faremo! (Billy Bones)
Mentre passeggia al di fuori della locanda di famiglia il giovane Jim Hawkins si imbatte in un uomo cieco, il vecchio Pew: questi, utilizzando un atteggiamento crudele ed aggressivo, chiede di poter vedere Billy Bones, un misterioso bucaniere che da tempo alloggia nella locanda. Completamente sconvolto, Bones riceve dal cieco la Macchia Nera, simbolo di morte della pirateria, per poi andarsene: consapevole di una futura incursione del cieco e dei suoi scagnozzi, Bones esorta Jim a prepararsi, ma improvvisamente viene colto da un mortale colpo apoplettico, causato dallo stress e dalla sua dipendenza del rum.
  • Johnny, Cane Nero, Dirk! Non vorrete lasciare qui il vecchio Pew, vero? Amici, non potete lasciare il vecchio Pew! (Pew)
Raggiunto il villaggio con sua madre, Jim chiede di andare a chiamare il dottor Livesly, fidato amico di famiglia, per poi tornare alla locanda: mentre la madre recupera il denaro che Bones doveva per il conto il ragazzo esamina la sua cassa, trovando una misteriosa mappa. In quella tuttavia i due sentono arrivare Pew e i suoi accoliti: mentre Jim e la madre fuggono e cercano riparo in un fosso i criminali devastano la locanda alla ricerca della mappa, in realtà l'indicazione per il tesoro del leggendario capitano Flint. In quella tuttavia sopraggiungono alcuni armigeri inviati dal dottore in avanscoperta: abbandonato dai compagni, il bieco Pew tenta una maldestra fuga venendo travolto dal cavallo del comandante dei soldati.
  • Alan! Che la sua anima riposi, poiché era un autentico marinaio! John Silver, tu fosti a lungo mio compagno, ma ora non lo sei più. Se io muoio come un cane, morirò compiendo il mio dovere. Tu hai fatto uccidere Alan, non è vero? Ebbene, ammazza anche me, se ti dà animo. Io ti sfido. (Tom)
Scoperto che il grosso dei marinai che li accompagna, guidati dal cuoco Long John Silver, sono in realtà dei pirati, Jim avvisa il dottor Levasley e il cavaliere Trellawney, finanziatore dell'impresa: per calmare le acque e riorganizzarsi il capitano Smollet ordina agli uomini di sbarcare, ma Jim scende a sua volta per esplorare l'isola. Rimasto isolato, il ragazzo trova Silver con uno dei marinai, Tom: questi è un uomo onesto ed è riluttante a partecipare all'ammutinamento organizzato dai pirati. Sentendo improvvisamente un grido, il marinaio scopre dal cuoco che Alan, un altro dei marinai onesti con cui aveva stretto amicizia, è stato ucciso: consapevole di trovarsi con dei farabutti, il coraggioso Tom sceglie di ribellarsi dando le spalle a Silver. Furibondo, il feroce pirata colpisce alla schiena il povero marinaio con la propria stampella: con la schiena ormai spezzata Tom non può più nulla e viene ripetutamente pugnalato da Silver, sotto gli occhi sconvolti di Jim.
  • È l'usanza, signore. (Thomas "Tom" Redruth)
Mentre Jim esplora l'isola, il dottore, il capitano, il cavaliere e i suoi tre servitori decidono di passare all'azione: reclutato il marinaio onesto Abraham Grey, essi lasciano la nave e si dirigono verso un vecchio fortino costruito da Flint. Scampando alle cannonate della nave, il gruppo arriva nelle vicinanze del fortino: alcuni pirati, capitanati dal nostromo Jon Anderson, allora cercano di attaccarli, venendo però messi in fuga con pochi colpi. Durante la ritirata tuttavia uno dei pirati riesce a colpire il vecchio guardacaccia Tom Redruth, l'uomo più fedele del cavaliere: portato al rifugio, egli chiede scusa ai compagni per averli potuto aiutare poco e, dopo aver chiesto una preghiera, spira tra le braccia del suo commosso padrone.
  • No, signore. Temo di no. (Richard Joyce)
Raggiunto da un ambasceria di Silver, Smollett rifiuta la resa proposta dai pirati: subito dopo egli dispone le difese del fortino, consapevole che presto subiranno un attacco. Poco dopo il servitore Richard Joyce spara ad un pirata, scatenando subito una reazione: pur non avendo centrato il proprio uomo l'azione del servitore si rivela utile, dato che il gruppo è in grado di stabilire dove verrà tenuto l'attacco principale in base agli spari. Pochi istanti dopo, gli ammutinati iniziano tuttavia un feroce attacco, dove lo stesso Joyce viene centrato alla testa da un proiettile.
  • Addosso, tutti quanti! (Job Anderson)
Guidati da Job Anderson, gli ammutinati riescono presto ad accedere al fortino: nel conflitto che ne segue il servitore Hunter viene ucciso mentre Smollett è ferito gravemente. Su sollecitazione del capitano, gli uomini escono dal fortino per combattere nel corpo a corpo: preso un coltello, Jim si ritrova tuttavia con il feroce Job Anderson alle calcagna. Il nostromo prova ad ucciderlo con un fendente, ma Jim scansa il colpo rotolando giù dalla collinetta del forte: prima di poter fare un altro attacco Anderson viene pugnalato da Grey, giunto in tempo per salvare Jim.
  • Jim, mi sembra che ci troviamo nei pasticci, io e te, e dovremo venire a patti. Ti avrei preso, se non fosse stato per quello sbandamento, ma d'altra parte io non ho fortuna. Quindi dovrò fare un patto con te, anche se è un duro colpo per un nostromo doverlo fare con un pivellino come te, Jim. (Israel Hands)
Fuggito dal forte, Jim riesce a risalire sulla nave, lasciata alla deriva in mare: qui egli trova il ferito timoniere Israel Hands, braccio destro di Silver, e il cadavere del marinaio O'Brien, resti di una rissa tra i due ubriachi. Apparentemente arrendevole, Hands aiuta Jim a sistemare nuovamente la barca: il ragazzo tuttavia si accorge presto delle sue cattive intenzioni e schiva in tempo un colpo mortale. Jim prova a sparargli con le sue pistole, ma la polvere da sparo è bagnata, e nasce così una colluttazione al termine della quale Jim riesce a risalire in cima all'albero maestro, ricaricando l'arma in tempo. Bloccato sulle sartie, Hands tenta di impietosire il ragazzo, che per tutta risposta lo deride: il pirata approfitta però della sua distrazione e gli lancia contro il proprio pugnale, scatenando la reazione di Jim che istintivamente lo crivella di colpi facendolo finire in mare.
  • Ragazzi, sono soltanto due, quelli lì. Uno è il vecchio storpio che ci ha portato qui ingannandoci fino a questo punto. L'altro è il bamboccio a cui voglio strappare il cuore. Ora, ragazzi... (George Merry)
Catturato dai pirati, a cui il dottore e gli altri hanno ceduto il fortino e la mappa, Jim scopre che vi sono delle tensioni tra Silver e gli altri ammutinati, capitanati dal bieco George Merry: dopo una visita del dottore, che rincuora Jim e Silver, il gruppo parte verso il nascondiglio del tesoro. Dopo vari avvenimenti, tra cui un urlo misterioso e la scoperta di un cadavere che indica la via, il gruppo raggiunge la locazione del tesoro: qui però non trovano altro che una buca vuota e già scavata, da cui il tesoro è già stato rimosso. Comprendendo la difficile situazione, Silver dona a Jim un arma e si porta dall'altro lato della fossa con lui, perché gli altri cinque ammutinati guidati da Merry, furibondi per essere stati ingannati, decidono infatti ucciderli. Ma prima che Merry possa dare l'ordine, il gruppo viene attaccato da Livesley, da Grey e dal naufrago Ben Gunn, che feriscono il leader, uccidono un ammutinato e mettono in fuga gli altri: caduto nella fossa, Merry prova a rialzarsi ma Silver lo finisce con due colpi di pistola, vendicandosi così per l'ammutinamento nei suoi confronti.

L.A. ConfidentialModifica

  • Dud, sei venuto preparato... (Turner "Buzz" Meeks)
Rifugiatosi in un motel abbandonato dopo aver rubato numerosi chili di eroina al gangster Mickey Cohen, l'ex poliziotto Buzz Meeks vede avvicinarsi due uomini che inizialmente scambia per i messicani che lo dovranno portare al confine: egli tuttavia riconosce ben presto nei due dei poliziotti corrotti di Los Angeles, facenti parte della scorta all'eroina. In quella il Motel viene attaccato da numerosi uomini e Meeks è costretto a difendersi nella sua stanza: egli massacra molti uomini ma viene presto ferita da una raffica. Nel motel ormai in fiamme entra allora il sergente Dudley Smith, capo della scorta nonché vecchia conoscenza di Meeks: dopo essersi scambiati due parole i due fanno per spararsi a vicenda ma il sergente è più veloce e fredda Meeks.
  • Nossignore, v...Va t...Tutto bene! (Sylvester Fitch)
A seguito del massacro nella caffetteria Night Owl la polizia arresta tre neri, interrogati dal sergente Ed Exley: egli riesce a condurre in maniera brillante l'interrogatorio, ma quando viene fuori che l'alibi dei tre è una ragazza violentata interviene il brutale Bud White, rivale di Exley che utilizzando la forza scopre dove è tenuta la donna. Recatosi sul posto insieme al suo protettore Dudley Smith e ai suoi uomini, White entra nella casa e trova la ragazza insieme ad un altro violentatore, Sylvester Fitch: questi si arrende terrorizzato, ma viene immediatamente freddato da White con un colpo alla testa per vendicare le violenze fatte alla ragazza.
  • Mi...Mi assumo la piena responsabilità per questo incidente. Sono stato io a ordinare che i tre sospetti fossero trasferiti in una sezione a minima sicurezza. Fa...Si farà ogni sforzo per ricatturare gli evasi con la dovuta sollecitudine…Io… (Capitano Russell "Russ" Millard)
Nonostante gli investigatori Jack Vincennes, Ed Exley e Bud White arrivino ad altre piste che coinvolgono la pornografia, tutte le prove portano ai neri: il procuratore distrettuale vorrebbe una confessione estorta con la forza, ma il capitano Russ Millard preferisce un approccio meno diretto e organizza un ora prima un interrogatorio con Exley. I neri però approfittano del trasferimento in una cella adibita agli interrogatori per fuggire: sconvolto per il suo errore, Millard muore per un infarto fulminante in ufficio.
  • Il gatto ti ha mangiato quella dannata lingua, sorellina? ("Sugar" Ray Coats)
Ricordandosi un'affermazione fatta dai tre neri e dopo essere stato provocato da Inez Soto, la ragazza violentata divenuta sua amante, Exley si reca presso lo spacciatore Roland Navarette: la sua intuizione si rivela giusta e riesce a sorprendere i tre fuggitivi disarmati. Il capo dei neri, "Sugar" Ray Coats, lo provoca facendo riferimento al loro precedente interrogatorio: per tutta risposta Exley massacra brutalmente lui, i suoi complici e Navarette con un fucile, vendicando Inez e chiudendo il caso senza complicazioni.
  • Socio, mi spiace per tutte le puttanate che ho fatto. Mi spiace soprattutto per quelli che quando facevo il poliziotto ho trattato male solo perché mi erano finiti tra i piedi quando ero incazzato, e per quei ragazzi del Natale, e per l'uomo del negozio di fiori e suo figlio. È troppo tardi per rimediare. Così tutto quello che posso fare è dire che mi dispiace, anche se non vuol dire niente. Cercherò di accettare la punizione da uomo. Continuo a pensare che al mio posto potresti esserci tu, che è stata tutta fortuna e so che forse l'hai pensato anche tu. I tipi come te e come me dovrebbero stare più attenti a quello che fanno. Io me la sono vita e pace, ma Exley ha continuato a menarla, anche quando non ce n'era bisogno, e se posso chiederti un'ultima cosa è di dargli quello che si merita ma di stare attento a non fare qualche cazzata come avrei fatto io. Usa il cervello e i soldi che sai dove trovare e dagli un bel calcio in culo, di quelli buoni, da parte del sergente Dick Stens. Buona fortuna, socio. Non riesco a credere che quando leggerai questo io sarò morto. Dick. (Richard "Dick Stens" Stensland)
Divenuto capitano grazie alla risoluzione del Night Owl, Exley approfitta del suo potere per perseguitare i suoi due nemici, Bud White e il suo ex partner Dick Stensland: questi commette una rapina con morto e viene arrestato dagli uomini del capitano, venendo condannato a morte. Dopo aver passato la sua ultima notte ad ubriacarsi con White Stensland muore nella camera a gas urlando oscenità contro Exley: un suo ultimo biglietto, contenente il suo pentimento e un invito a vendicarsi su Exley, verrà dato a White da una guardia.
  • No, Abe, no, Lee, no! (Pierce Morehouse Patchett)
Con la riapertura del Night Owl Exley e Vincennes arrivano a collegare la pornografia e l'eroina al miliardario Pierce Patchett: approfittando del fatto che il miliardario possiede delle prove contro Vincennes i due investigatori organizzano un incontro per farlo parlare. La situazione però degenera presto e Vincennes e Patchett arrivano ad una colluttazione: il miliardario droga l'agente e si prepara ad ucciderlo, ma viene immediatamente crivellato di colpi dai sopraggiunti gangster Lee Vachs e Kikey Teitlelbaum.
  • Mitzvah...Una buona morte...Johnny vuole fuori...I tipi della galera. Il treno di Q. Dot ha fornito...Le armi. (Abraham "Kikey" Teitlelbaum)
Mettendo insieme le loro scoperte White, Exley e Vincennes arrivano alla soluzione del caso: dietro al Night Owl vi è il capitano Smith, che ha usato Vachs, Teitlelbaum e Johnny Stompanato per compiere la strage e spaventare Patchett in modo da entrare nel suo racket. Ricevuta una nota da un sottoposto di Exley il trio scopre che Vachs e Teitlebaum sono a riunione nel loro locale: recatisi sul luogo i tre scatenano una sparatoria che termina con la morte di Vachs e il ferimento di Teitlelbaum. Avvicinatosi al gangster moribondo Exley gli chiede di fare il nome di Smith, ma egli si limita a dire che il capitano e i suoi complici vogliono fare evadere tre loro sgherri, testimoni chiave nel caso: comprendendo che la nota era di Smith, deciso ad eliminare i due gangster in quanto scomodi testimoni, il trio si reca a fermare l'evasione, non prima che White finisca Teitlelbaum soffocandolo con il piede.
  • Non sono in quello lì! (Sergente John "Bidone Jack" Vincennes)
Mentre Exley chiede rinforzi, Vincennes e White si recano sul treno che trasporta i detenuti insieme ad alcuni uomini dello sceriffo: presto scoppia una sparatoria con gli evasi e si genera il caos. Salito sul treno, White si ritrova coinvolto in uno scontro con i tre sgherri di Smith uccidendone due: Vincennes lo raggiunge per dargli una mano, ma sfortunatamente viene colpito in faccia da un colpo vagante, morendo sotto lo sguardo sconvolto di White.

Romanzo criminaleModifica

  Per approfondire, vedi: Ultime parole da Romanzo criminale.