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1leftarrow blue.svgVoce principale: Ultime parole dai film.

Raccolta delle ultime parole pronunciate dai personaggi del film Romanzo criminale e della serie televisiva Romanzo criminale - La serie in punto di morte.

FilmModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Sto a morì... (Il Grana)
Quattro ragazzini rubano una macchina e si rifugiano nel loro covo, una roulotte vicino ad Ostia. Qui i quattro decidono i loro "soprannomi da criminali": Dandi, Libanese, Freddo e Grana. Tuttavia, presto arriva la polizia, ad infrangere il loro idillio: mentre i primi tre fuggono Il Grana, che si era ferito nel furto della macchina e probabilmente ha avuto una emorragia interna, muore nella roulotte.
  • No, no, io devo vedere mia figlia... (Barone Rosellini)
Rapito da un gruppo di criminali, il Barone Rosellini viene portato in un casolare abbandonato e lì rinchiuso. Un giorno, i membri della banda irrompono nella cantina in cui è chiuso e gli ordinano di fare una foto, per dimostrare che è ancora vivo: il barone mostra reticenza, ma in quel momento Il Libanese, che ha sempre covato astio verso di lui per come trattava i genitori, suoi dipendenti, uccide Rosellini con un colpo di pistola alla testa, tra gli sguardi attoniti degli amici.
  • Il Napoletano: Bernardì, che minchia fai?
    Bernardino: Io passo, vado al cesso. Embè?
Due dei cinque più importanti boss di Roma, Il Napoletano e Bernardino, si ritrovano insieme in un locale a giocare a carte. Ad un certo punto, Bernardino si alza per andare in bagno: uscito dalla porta, si imbatte nel Freddo. Egli chiede al nuovo venuto che voglia, ma in quel momento viene attaccato alle spalle dal Dandi, che inizia a strangolarlo con una garota: mentre gli altri della banda massacrano a colpi di mitra Il Napoletano e i suoi uomini, Freddo, ritenendo il metodo di Dandi troppo lento, finisce Bernardino con due colpi di pistola.
Dopo aver fatto incarcerare Il Libanese, Il Terribile, unico boss sopravvissuto alla mattanza iniziale della banda, viene scaricato anche dal referente della mafia che lo proteggeva, Zio Carlo. Mentre si reca alla propria abitazione, il boss viene intercettato sulla scalinata di Trinità dei Monti da Libanese, Dandi e Freddo e viene pugnalato da quest'ultimo: dopo averlo fatto sedere, i tre prendono per un po' in giro Il Terribile, ormai agonizzante, per poi lasciarlo morire.
Durante una partita a Poker, Il Libanese insulta pesantemente la sua guardia del corpo nonché ex braccio destro del Terribile, Nicolino Gemito, rifiutandosi di pagargli un ingente debito di gioco, venendo fermato solo grazie all'intervento dei fidi Bufalo, Ricotta e Ciro Buffoni. Poco dopo, il boss di Roma esce dal locale, ubriaco e senza scorta, ma viene raggiunto e pugnalato dallo stesso Gemito, desideroso di vendetta: fatti pochi passi, Il Libanese cade a terra stremato, morendo circondato dalla folla.
  • A' Ste, và a vedere che succede. (Nicolino Gemito)
Dopo aver ucciso il libanese, Gemito si rifugia nella propria villa sul mare, mentre i suo famigliari vengono uccisi per vendetta dalla banda. Un giorno però sente dei rumori sospetti provenire dal cortile e invita un suo scagnozzo ad andare a controllare. L'uomo però viene ucciso da Bufalo e Ricotta, mentre il rumore sospetto erano Aldo Buffoni e Freddo che uccidevano gli altri scagnozzi: la banda infatti è stata avvisata da Zio Carlo sulla sua posizione. Preso dal panico, Gemito ingaggia una sparatoria con Bufalo e Ricotta, ma viene trattenuto dal Freddo, che aveva fatto il giro della casa, e pugnalato al collo da Aldo.
  • Grazie! Grazie! (Aldo Buffoni)
Aldo Buffoni ha tradito il Freddo e la banda vendendo per conto proprio parte della droga comprata in comune. Dopo esserlo venuto a sapere, Freddo porta con una scusa Aldo in un posto deserto. Qui, dopo un lungo dialogo e dopo aver concesso a Buffoni la possibilità di scappare in Brasile nonostante il tradimento, Freddo uccide Aldo a tradimento con un colpo di pistola, non fidandosi realmente di lui.
Su ordine di Dandi, prezzolato dai servizi segreti, Il Nero, sicario al servizio della banda, si reca a Milano, vicino al banco Ambrosiano. Qui, vedendo uscire un uomo, gli chiede il nome e, appurato che si tratta del suo bersaglio, il banchiere Danconi, lo uccide con un colpo di pistola:Il Nero si appresta poi a scappare con la propria motocicletta, ma in quel momento una guardia della banca, che aveva assistito all'omicidio dalle telecamere, gli spara alla schiena, facendogli sfondare la vetrina di un negozio e uccidendolo.
  • Va beh, incartami pure questi, va'. T'e saluto, Mike, buona giornata! (Il Dandi)
Divenuto il boss di Roma sacrificando quasi tutti i componenti della banda, Il Dandi si reca nel negozio di antiquariato che è solito frequentare per rilassarsi. Qui controlla e compra alcuni pezzi d'arte, poi, salutato il negoziante, esce per strada: tuttavia, mentre si mette gli occhiali viene raggiunto da un motociclista, che si rivela essere l'ex compagno Bufalo, rancoroso da quando fu catturato dalla polizia per un suo atto di codardia, che gli spara alla testa e al cuore uccidendolo.
  • Grazie mille, arrivederci! (Roberta Vannucci)
Dopo essere stata lasciata dal fidanzato, Il Freddo, Roberta Vannucci si reca in un piccolo bar e ordina un caffè. Dopo aver notato un uomo strano seduto accanto a lei, paga il conto e si dirige verso la propria macchina: appena la mette in moto però Roberta rimane uccisa dall'esplosione di una bomba, piazzata nella macchina dall'uomo misterioso, Ciro Buffoni, deciso a vendicare la morte del fratello Aldo.
Dopo aver ucciso Roberta, ragazza del Freddo, per vendicare il fratello Aldo, Ciro Buffoni si reca in chiesa per pregare per l'anima del fratello, ma non trova il suo solito confessore. Uscito dalla chiesa, si ritrova davanti Il Freddo: dopo un attimo di esitazione, i due compagni estraggono le pistole, ma il più veloce è Il Freddo, che uccide Ciro con un colpo alla testa. Subito dopo, Freddo fa per dirigersi in questura, in modo da costituirsi al commissario Scialoja, ma viene colpito a distanza da un cecchino mascherato, presumibilmente inviato dai servizi segreti.

SerieModifica

  Citazioni in ordine temporale.

Prima stagioneModifica

  • Aiuto, aiuto! Questo è matto! Aiutateme, aiutateme! (Capo dei teppisti)
Nel primo episodio, nella Magliana dei giorni nostri, una banda di teppisti picchia selvaggiamente un vecchio, derubandolo poi di tutti i soldi. Andati a festeggiare in un bar, i ragazzi vengono raggiunti dal vecchio, che estratta una pistola ferisce il loro capo alla gamba: mentre i teppisti e gli altri avventori del bar scappano, il capo grida inutilmente aiuto, venendo finito con un colpo di pistola alla testa. Alla fine della serie si scoprirà che il vecchio altri non era che il Bufalo.
  • So' sceso a controlla', credevo che dormiva. (Gaetano Cannizzaro)
Nel primo episodio, tornati al luogo dove hanno nascosto il Barone Rosellini, i criminali della Magliana e del Testaccio hanno una brutta sorpresa: uno degli uomini che avevano lasciato di guardia, Gaetano Cannizaro, non ha esitato ad uccidere il barone dopo che questi lo ha visto in faccia. Mentre gli uomini della banda iniziano a litigare, Il Libanese spara alla testa di Gaetano, sotto gli sguardi increduli di Ruggiero Buffoni e Fierolocchio, vicini a lui.
  • Ve spaccio gratis! ve faccio tutto quello che ve pare! (Il Saggio)
Nel quinto episodio, informato dagli altri della banda, il Libanese viene portato in un luogo isolato dove sono stati catturati la sua ex Sara e il suo nuovo complice, Il Saggio: Sara, presentatasi di nuovo nella sua vita, lo aveva solo usato per derubarlo con il complice. Furente, il Libanese estrae una pistolaq e nonostante le sue suppliche uccide Il Saggio con un colpo alla testa, sotto lo sguardo disperato di Sara.
  • Non torna niente come prima, non ci torna niente come prima! (Sara)
Nel quinto episodio tornato a casa, Il Libanese si ritrova davanti Sara, che aveva lasciato andare. Sara, puntandogli una pistola contro, gli rinfaccia di come per colpa sua venne stuprata dai fratelli Gemito per conto del Terribile, per poi suicidarsi sotto i suoi occhi.
Nel settimo episodio, mentre si ritrovano al matrimonio di Scrocchiazeppi, i membri della banda ricevono una soffiata del Sardo che indica il luogo dove è nascosto il Terribile, loro principale rivale. Mentre la maggior parte dei criminali, Libanese compreso, resta al matrimonio per procurarsi un alibi, un commando composto da Bufalo, Ricotta, Trentadenari e Freddo si reca nel covo del boss, drogato e ubriaco: dopo esser stato crivellato di colpi dai primi tre, il Terribile viene finito da Freddo con una pugnalata al cuore.
  • Ecco do' ammazzi chi te se mette contro: il cimitero dei martiri della Majana! Ma mo che c'hai tutta Roma contro, sto cimitero l'ha' da chiude'! Te devi scava' la fossa tua! (Il Satana)
Nel decimo episodioIl Satana, che aveva precedentemente insultato la banda davanti a tutti, viene intercettato all'uscita di casa dal Libanese, Dandi e Freddo, che lo costringono a salire in macchina e lo portano in un luogo isolato: vogliono infatti farne un esempio per coloro che non approvano la banda, essendone addirittura un ex membro. Mentre viene condotto nella radura dove dovrà morire, Satana non esita ad insultare nuovamente Il Libanese: subito dopo, viene colpito dai tre con un colpo di pistola a testa.
  • Ao', gl'avete fatta! Ma che... (Angioletto)
Nel undicesimo episodio Angioletto, nipote del Puma, passa l'intera mattinata a cercare i soldi che deve dare ai suoi misteriosi fornitori di droga. Riuscito nell'intento, egli raggiunge i suoi fornitori in un vicolo isolato, portandogli i soldi: i misteriosi fornitori però lo crivellano di colpi. Si scoprirà che gli assassini erano i fratelli Bordini.
  • All'affari che faremo 'nsieme! (Enrico Bordini)
Nel undicesimo episodioi fratelli Enrico e Gianni Bordini, piccoli spacciatori, vengono convocati dal Libanese ad un incontro nel suo Night, dopo l'orario di chiusura, per diventare soci. All'appuntamento, Il boss si dimostra apparentemente cordiale, e i Bordini brindano agli affari che potranno fare insieme: tuttavia, Il Libanese gli rinfaccia la morte di Angioletto ed estratto un mitra dal bancone del bar crivella di colpi i fratelli uccidendo subito Enrico, per poi finire Gianni percuotendolo con un posacenere.
  • Te l'ho già detto, ce volevamo rimette a paro! Volevamo arza' n po' de sordi spignendo 'n po' de droga! (Gianni Bordini)
Nel undicesimo episodioi fratelli Enrico e Gianni Bordini, piccoli spacciatori, vengono convocati dal Libanese ad un incontro nel suo Night, dopo l'orario di chiusura, per diventare soci. All'appuntamento, Il boss si dimostra apparentemente cordiale, e i Bordini brindano agli affari che potranno fare insieme: tuttavia, Il Libanese gli rinfaccia la morte di Angioletto ed estratto un mitra dal bancone del bar crivella di colpi i fratelli uccidendo subito Enrico, per poi finire Gianni percuotendolo con un posacenere.
Nel dodicesimo e ultimo episodio, dopo una partita a poker finita con una rissa con Maurizio Gemito, Il Libanese, ubriaco e drogato, si reca a casa della madre. Nel cortile della palazzina, sotto una pioggia scrosciante, il boss chiama ripetutamente la madre, ma viene raggiunto da due uomini in motocicletta: dopo che uno dei due scende dalla moto, Il Libanese gli chiede che vuole, e il sicario per tutta risposta lo uccide con tre colpi di pistola. Si scoprirà poi che i due sicari erano Nembo Kid e Il Nero, inviati da Zio Carlo e dai Servizi Segreti.

Seconda stagioneModifica

  • No, bello! Ma perché voi chi cazzo sete? (Beato Porco)
Nel primo episodio un uomo detto "Beato Porco" si vanta in giro di aver ucciso il Libanese. Mentre si trova in un bar a vantarsi e a insultare Il Libanese e gli altri della banda, l'ubriacone viene raggiunto da Bufalo, Fierolocchio e Scrocchiazeppi: nonostante alcuni avventori del bar provino a convincerli dell'innocenza di Beato Porco, il Bufalo lo uccide improvvisamente con un colpo alla testa, sotto gli sguardi increduli degli amici.
  • Freddo! (Remo Gemito)
Nel primo episodio, grazie ad una soffiata, i membri della banda scoprono che i fratelli Gemito, presunti assassini del Libanese, si sono fermati in un centro scommesse, per ritirare dei soldi utili alla loro fuga dalla banda. Con Ruggiero a fargli da palo, Il Freddo entra nel centro scommesse, dove Remo Gemito sta ritirando i soldi mentre Maurizio telefona ad alcuni complici: avvicinatosi a Remo, Freddo lo pugnala ripetutamente, per poi andarsene mentre il criminale muore tra le braccia del fratello.
  • Che...? (Maurizio Gemito)
Nel terzo episodio Maurizio Gemito, ferito a seguito di una sparatoria con la banda, decide di collaborare col commissario Scialoja, in modo da vendicare il fratello e abbandonare la malavita una volta per tutte. Sfortunatamente, prima che possa essere interrogato, nella sua camera d'ospedale si introduce, con un diversivo, Il Nero, inviato come sicario dalla mafia per conto di Dandi: mentre Scialoja arriva all'ospedale, Gemito viene buttato giù dalla finestra, in modo da simulare un suicidio.
  • Me pare giusto... Io ho solo un'altra richiesta: io credo che è arrivato il momento che tu te ne vai affanculo! (Il Sardo)
Nel quarto episodio Freddo viene invitato da Dandi a partecipare ad un incontro con Trentadenari e il Sardo, in modo da sistemare i problemi con quest'ultimo. Raggiunta la villa-fortezza del Sardo, Freddo gli fa le sue proposte, ma gli viene puntata una pistola contro da Dandi, che si era accordato in precedenza col boss per fregare l'amico e diventare l'unico capo della banda: tuttavia, Dandi a sorpresa uccide con un colpo alla testa proprio il Sardo, mentre gli altri della banda uccidono i suoi scagnozzi.
  • Questo lo devi chiedere a Zio Carlo. (Il Nero)
Nel quinto episodio la banda e Il Nero si recano ad un appuntamento con Don Mimmo, che ha preso in ostaggio Freddo e pretende il corpo dell'assassino del Sardo. Appartatosi un attimo col Nero, Dandi gli rivela di sapere il suo ruolo nella morte del Libanese e ne chiede il motivo: il sicario si limita a rivelargli che il mandante è Zio Carlo. Dandi allora uccide Il Nero sparandogli in testa, dichiarando poi a Don Mimmo che era stato lui ad uccidere Sardo.
  • A' Sergio, dije qualcosa te... (Il Canna)
Nel sesto episodio, Freddo scopre da Donatella che uno spacciatore della zona dei fratelli Buffoni, noto come Il Canna, sta vendendo droga per conto proprio e ordina ai due fratelli di occuparsene. Raggiunto lo spacciatore, Ruggero inizia a pestarlo e gli chiede chi sia il suo fornitore: Il Canna però appare confuso e chiede aiuto a Sergio, che tuttavia estrae la pistola e lo crivella di colpi, sotto lo sguardo incredulo del fratello.
  • Li mortacci tua! (Sergio Buffoni)
Nel settimo episodio Freddo ha scoperto il tradimento di Sergio, quest'ultimo infatti aveva aperto un nuovo canale di droga alle spalle del Freddo e del resto della banda. Così, il Freddo porta Buffoni in un posto isolato, vicino ad un aeroporto e gli comunica di aver scoperto il tradimento. Sergio è disperato e prova in tutti i modi a convincere il socio a risparmiarlo. Freddo, sembra essersi convinto e offre un abbraccio all'amico: durante l'abbraccio però Freddo accoltella ripetutamente Sergio a tradimento.
  • Fierolo', eh... scusame, 'o so c'ho fatto 'n macello! Però me organizzi n'artro pajo de'ncontri, te sistemo tutto! (Marcellino)
Nel settimo episodio Fierolocchio organizza un incontro truccato con un giovane pugile, Marcellino, che dovrà perdere un incontro su cui il criminale ha scommesso un'ingente cifra di denaro. Marcellino però, nella foga della lotta, vince l'incontro: quando viene raggiunto negli spogliatoi, il pugile prova a giustificarsi con Fierolocchio, ma il criminale, furente per i soldi persi e scosso per la notizia della morte di Sergio, pesta barbaramente Marcellino fino ad ucciderlo.
  • Sorciè'... (Trentadenari)
Nell'ottavo episodio, Il Sorcio, sfuggito da un attentato del Secco e cacciato da Dandi, si incontra col commissario Scialoja, che gli propone di testimoniare contro gli altri della banda. Il criminale rifiuta, ma Scialoja contrattacca, mostrandogli una cosa che gli farà capire perché la fidanzata Vanessa lo ha lasciato: si tratta di alcune foto in cui la ragazza ha rapporti sessuali con Trentadenari. Andato a casa del criminale napoletano, Il Sorcio trova i due che escono di casa, ridendo e scherzando finché non lo vedono: furioso, Sorcio uccide Trentadenari con tre colpi di pistola, per la disperazione di Vanessa.
  • Dì ar Dandi che è stato un piacere! (Il Larinese)
Nel nono episodio Donatella, facendo le veci del Dandi che è in carcere, porta i soldi pattuiti al Larinese in cambio della lista mancante della P2, sotratta in precedenza dal falsario per ricattare Dandi. L'uomo, soddisfatto dell'affare appena concluso, saluta la ragazza e si allontana con il suo complice. Donatella tuttavia estrae inaspettatamente una pistola e uccide alle spalle il Larinese e il suo socio.
  • Ao', ma Dandi 'ndo cazzo sta?! (Scrocchiazzeppi)
Nel decimo e ultimo episodio Scrocchiazzeppi, appena uscito dal carcere, deve ricevere una ingente somma di denaro, come d'accordo, dal Dandi. All'incontro si presentano Fierolocchio e uno degli scagnozzi del Dandi, con la borsa ricolma di soldi. Dopo aver rivolto una sguardo di disprezzo a Fierolocchio, che lo aveva tradito uscendo di galera al posto suo e diventando l'amante di sua moglie, Scrocchiazzeppi controlla la borsa con i soldi, ma proprio quando sta per allontanarsi dal luogo con la borsa viene ucciso a tradimento dallo scagnozzo di Dandi, proprio per ordine di quest'ultimo, scatenando tra l'altro l'ira dell'incredulo Fierolocchio.
  • Proprio a te aspettavo! (Ruggero Buffoni)
Nel decimo e ultimo episodio, dopo aver ucciso Gigio, fratello del Freddo, per vendicare il fratello Sergio, Ruggiero Buffoni si trova nel proprio appartamento, ubriaco e fatto, a guardare la televisione, quando sente suonare il campanello: andato alla porta, appena la apre viene ucciso con un colpo di pistola dal suo visitatore, Donatella.
Nel decimo e ultimo episodio il Dandi, ormai divenuto l'unico boss di Roma, si dedica ad una delle sue passeggiate quotidiane, rifiutando di essere scortato dai suoi "gorilla". Dopo aver salutato il proprietario di un negozio di antiquariato da lui frequentato, il boss si sofferma a guardare un ricco trono nella vetrina del negozio, ma viene raggiunto da due motociclette, con a bordo Il Pischiello, giovane criminale, e Fierolocchio e Bufalo, inviati dal Secco: è Bufalo, da sempre in astio con lui, a crivellare di colpi con un mitra Dandi.
  • Te devo parlà. Chiudiamola sta storia. (Il Freddo)
Nel decimo e ultimo episodio Il Freddo, informato da Donatella sui veri assassini del Libanese, si reca dal Dandi per ucciderlo, ma desiste all'ultimo. Dopo un ultimo sguardo all'amata Roberta, il criminale decide di costituirsi chiamando l'eterno rivale della banda, il commissario Scialoja, e dandogli appuntamento alla Fontana delle tartarughe. Mentre lo aspetta, viene però raggiunto da Donatella, inviata presumibilmente dai servizi segreti per metterlo a tacere: dopo un ultimo sguardo, Donatella uccide il Freddo con tre colpi di pistola.
Alla fine del decimo e ultimo episodio si conclude il lungo flashback iniziato con l'apertura della serie e il Bufalo, ormai anziano, dopo aver commesso un omicidio, torna nello storico bar della banda. Qui l'uomo rivive i ricordi sotto forma di una sorta di allucinazione, vedendo i membri della banda, tutti ormai morti, svolgere le loro solite azioni come se nulla fosse cambiato. Poco dopo la polizia lo raggiunge nel bar:Il Bufalo tuttavia rifiuta di arrendersi ed estrae la sua pistola, venendo quindi freddato dalla polizia.