Roberto Bettega

dirigente sportivo ed ex calciatore italiano (1950)

Roberto Bettega (1950 – vivente), dirigente sportivo, opinionista sportivo ed ex calciatore italiano.

Roberto Bettega (1970)

Citazioni di Roberto BettegaModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Per noi telespettatori, ieri pomeriggio è stato veramente un supplizio. Non so quanti abbiano resistito fino al termine dell'incontro Austria-Germania. Anch'io, dentro di me, mi chiedevo perché continuavo a stare lì seduto davanti al televisore, rinunciando a un bagno in mare che tra qualche tempo rimpiangerò tanto. Forse attendevo un'impennata improvvisa o forse, in verità, volevo vedere cosa sarebbe successo a fine gara: un'invasione di campo algerina, tedeschi e austriaci che uscivano abbracciati, boccali di bina, salsicce e crauti negli spogliatoi. [...] Dopo Austria-Germania, la prima e unica partita della prima fase falsata e condizionata da aspetti non tecnici ma di opportunità (escludiamo i rigori della Spagna, che sono pur sempre dei fatti tecnici, appunto), ritorneranno alla carica i detrattori della formula a 24 squadre, che può dare adito a certe speculazioni. Ora: io sono, come sapete, pienamente favorevole a questa nuova formula che ha risvegliato un grandissimo interesse. Su una cosa non sono però d'accordo: secondo me, si sarebbe dovuto cercare di far giocare le squadre impegnate nello stesso girone nello stesso giorno e alla stessa ora, non consentendo così troppi calcoli e vantaggi a chicchessia.[1]
  • Lo stile Juve, oltre che un'educazione a rispettare quanti lavorano con te, è anche un'educazione a vincere.[2]
  • [Sull'esperienza nel calcio nordamericano] Mi ha entusiasmato persino vedere "come" la gente va allo stadio, "che cosa" si aspetta di vedere. Difficilmente una partita di qualsiasi disciplina dura meno di tre ore. O, meglio, difficilmente dura meno di tre ore lo spettacolo offerto. Ogni tempo morto, viene riempito e sfruttato, ma non tutto è business. Sopravvivono concetti quasi "candidi", come quello relativo alla proibizione di "sporcare" le maglie con scritte pubblicitarie. Contraddizioni? Direi piuttosto, "cultura".[3]
  • [Sull'esperienza nel calcio nordamericano] In America, nel calcio come in tutti gli altri sport, il giocatore è responsabile solo di quello che dà in campo. Se il campo ti "boccia" ti fanno fuori: se il campo ti dà ragione, te, nella tua vita privata, puoi fare tutto quello che vuoi. Probabilmente non è un concetto esportabile in Italia, dove tutto è vissuto in maniera più drammatica e traumatica. Là non esiste la parola "ritiro", qua, se una partita va male, ci sono allenatori che sono capaci di sequestrare i giocatori sin dal martedì finendo sovente con l'aumentare uno stato di tensione che una maggiore libertà invece potrebbe contribuire a stemperare.[3]
  • [Sul campionato di Serie A 1997-1998, «ma vi sentite accerchiati, con tutte queste insinuazioni?»] Macché accerchiati! La Juventus si sente prima e basta.[4]
  • La Juventus è stata una delle ragioni della mia vita. Amo questa squadra, questa società e questi colori.[5]
  • [Rispondendo a Gabriele Oriali] Sai Lele io fino al 2006 ho vinto quattordici scudetti, più di quanto l'Inter abbia fatto in tutta la sua storia.... eh eravamo soldatini.[6]
  • [Sulle parole di Antonio Cassano che aveva definito come «soldatini» i giocatori della Juventus] Se soldatini vuol vincere allora ben venga, abbiamo vinto trenta scudetti.[6]
  • È comportarsi come in famiglia, con educazione e un grande rispetto reciproco. Queste due cose sono alla base dello stile Juve fuori campo. In campo è giocare sempre e solo per vincere.[7]

Citazioni su Roberto BettegaModifica

  • Bastano due aggettivi per definirlo: discreto, corretto. Sì, perché per me Roberto è soprattutto una persona perbene, legato alla famiglia, al lavoro. Ho imparato a conoscerlo telecronaca dopo telecronaca, di pari passo con la progressiva caduta di quel velo di comprensibile cautela (o diffidenza) che faceva da filtro fra due tipi diversi, in cui il più estroverso ero io. Così ci volle una serata ad Eindhoven con Sacchi per scoprire la sua passionaccia per Lucio Battisti le cui canzoni, seppi poi, avevano fatto da colonna sonora ai suoi vent'anni. (Bruno Longhi)
  • Bettega è l'uomo decisivo di questa nazionale [...] Bettega non finisce mai di entusiasmarmi, fa prodezze che altri giocatori si sognano. (Enzo Bearzot)
  • La sua signorilità è ormai fuori discussione. È forse il bianconero più simpatico ai giornalisti poiché regala sempre delle battute o delle frasi intelligenti, perché non rifiuta mai il dialogo, neppure quando la Juve perde malamente. (Beppe Conti)
  • Lui non è adatto a tenere il timone di un'azienda. È un bravo ragazzo, un operativo. Se lo mandi in giro fa il suo dovere. Ma ha bisogno di qualcuno che gli stia sopra, come ai tempi miei e di Giraudo. Non lo stimo più, Bettega. Anzi, sa cosa le dico? Non lo saluterò neanche se me lo ritrovassi a un passo. Ma come? Al Tribunale sportivo di Roma gli azionisti, certi azionisti almeno, ci scaricano e ci tirano addosso. Alla Procura di Torino ci denunciano per infedeltà patrimoniale. E lui rientra in società, dentro questa società? Ci vuole anche la faccia come il c... per richiamarlo. Bettega farà la fine di Ferrara, glielo garantisco. A Ciro gli hanno fatto accettare un gruppo senza capo né coda, a lui rinfacceranno di non aver rimesso a posto la squadra. (Luciano Moggi)
  • Roberto è stato uno dei giocatori che hanno fatto la storia bianconera [...] un grande campione, un simbolo. (Giampiero Boniperti)

NoteModifica

  1. Citato in La Stampa, 26 giugno 1982.
  2. Citato in Panorama, Edizioni 894-897, 1983, p. 374.
  3. a b Dall'intervista di Marino Bartoletti, Il sogno americano, Guerin Sportivo nº 17 (486), 25 aprile - 1º maggio 1984, p. 23.
  4. Citato in Salvatore Lo Presti, Bruno Bartolozzi, La Juve rompe l'assedio, La Gazzetta dello Sport, 28 aprile 1998.
  5. Citato in Juventus, Bettega: "Bianconero ragione di vita", tuttomercatoweb.com, 21 febbraio 2008.
  6. a b Dal programa televisivo Serie A Live, Mediaset Premium, 3 novembre 2012; citato in Bettega, Oriali e i soldatini, canalejuve.it, 4 novembre 2012.
  7. Citato in Gianni Mura; Andrea Gentile, Aurelio Pino, Non gioco più, me ne vado: gregari e campioni, coppe e bidoni, Il Saggiatore, Milano, 2013, p. 191. ISBN 88-4281-752-X

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