Sandro Salvadore

calciatore e allenatore di calcio italiano (1939-2007)

Sandro Salvadore (1939 – 2007), calciatore e allenatore di calcio italiano.

Sandro Salvadore (1969)

Citazioni di Sandro Salvadore

modifica
  • Effettivamente la nazionale è qualcosa di più del campionato a patto però che il risultato sia legato ad un traguardo. Le amichevoli, insomma, non mi andavano. Io raggiunsi il massimo del rendimento proprio quando i responsabili della nazionale si dimenticarono di me.[1]

Dall'intervista di Enrica Speroni a La Gazzetta dello Sport, 30 ottobre 1994; ripubblicata in gazzetta.it, 4 gennaio 2007.

  • Quando come me vieni da una famiglia operaia ed emergi grazie allo sport, diventa quasi naturale prendere le distanze dagli altri, da quelli che prima avevano preso le distanze da te. Sì, ero abbastanza orso. [«Lei passava anche per essere un grande spilorcio...»] È vero, certo. Non avendo mai avuto un tubo, anche quando ho cominciato a guadagnare cercavo di spendere quello che potevo spendere prima. Ed era poco. Per questo sembravo spilorcio.
  • Da ragazzino facevo il falegname per 2.500 lire alla settimana; a 16 anni ho provato per il Milan, mi hanno preso e ho avuto, come primo rimborso spese, 3.500 lire alla settimana. [«Sì, ma il primo contratto vero?»] Era la stagione 1958-'59, quella del debutto in serie A. Abbiamo litigato un po', Viani e io, poi lui mi ha detto: "Ti do il doppio di quello che guadagna tuo padre alla Pirelli". Lo dissi al mio papà che non ci pensò due volte: "Ma firma, dai! Guadagni il doppio di me e invece di lavorare 48 ore alla settimana devi solo giocare a pallone". Firmai.
  • [«Se la ricorda la prima volta che ha messo piede al Milan?»] Come no. Il provino di cui le ho già accennato. Con me c'era anche Trapattoni. Lui venne preso subito. Io ero magro, un po' deperito... Viani disse all'allenatore: "Questo qui per quindici giorni lo facciamo mangiare da noi, poi lo riproviamo e vediamo. Venni portato al Milan e per due settimane mi nutrirono loro, pranzo e cena. Riprovai. Mi presero. Due anni dopo ero in serie A.
  • [«Di tutte le sfide Juve Milan ce n'è una che ricorda meglio?»] La prima in bianconero: 18 novembre 1962. Il giorno dopo mi sono sposato, con l'occhio nero per una gomitata di Altafini. Mi hanno messo il fondotinta per nascondere la botta.

Citazioni non datate

modifica
  • Nella mia carriera non ricordo di aver mai parlato bene di un allenatore. Di Picchi debbo farlo, lui non lo sa ma giochiamo quasi sempre per lui.[2]

Citato in Stefano Bedeschi, tuttojuve.com, 29 novembre 2022.

  • [«Billy fu adottato come nome di battaglia da Salvadore»] Potenza del nome, suonava bene, e poi apparteneva a un gran regista difensivo [Billy Wright], un pilastro dell'Inghilterra dei maestri.
  • Al Milan si guardava molto ai giovani a cominciare dal direttore tecnico Viani. Allora l'allenatore della prima squadra ci seguiva assiduamente. La presenza di Viani, anche se critica, era utile. Noi eravamo una signora squadra con i vari Danova, Trebbi, Ferrario, Radice, Trapattoni e il sottoscritto. Andammo alle Olimpiadi romane e tenemmo testa alle selezioni dell'Est che pure erano le Nazionali A. Rocco era un autodidatta, poco democratico, ma aveva quel qualcosa che gli faceva sempre capire gli altri, in particolare i propri giocatori, tenerli carichi psicologicamente.
  • [«La Juventus divenne la sua nazionale. Non saltò mai una partita»] Avessero dovuto pagarmi a gettone, sarei costato un patrimonio alla società.

Citazioni su Sandro Salvadore

modifica
  • Billy è stato un maestro, oltre che un compagno. Spesso la domenica mattina andavamo a Messa insieme. Ho tanti ricordi personali più che calcistici, per quelli credo parli la sua carriera di campione straordinario e duttile, capace di giocare terzino come centrale con la stessa efficacia. (Roberto Bettega)
  • Billy era un grande calciatore, un difensore con la classe di un centrocampista. Mi ha aiutato a inserirmi nel gruppo e in tanti abbiamo imparato molto da lui, anche Scirea, che prese poi il suo posto. (Francesco Morini)
  • Quando ero arrivato a Torino, Sandro era uno degli anziani, il capitano, ed è sempre stato per tutti un punto di riferimento. Non voleva mai perdere, era una persona speciale. (Pietro Anastasi)
  • Salvadore pur di non «aiutare» deliberatamente un compagno, di non rischiare lui la brutta figura, andava a marcare il palo sinistro della porta di Anzolin. (Vladimiro Caminiti)
  • Sandro per me era un punto di riferimento. Con Del Sol, Leoncini, Castano, rappresentava la vecchia guardia e quando arrivai a Torino era un serbatoio inesauribile di consigli utili e di esperienza. (Giuseppe Furino)
  1. Da un'intervista a Hurrà Juventus nº 4, aprile 1979.
  2. Citato in Stefano Bedeschi, Armando Picchi (seconda parte), tuttojuve.com, 17 luglio 2013.

Altri progetti

modifica