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Persia

Rovine di Persepoli

Citazioni su Persia.

Indice

CitazioniModifica

  • In quasi tutte le città ciascuno è lasciato libero di educare i propri figli come gli pare, di modo che, da adulti, essi vivono a loro piacimento; solo a educazione ormai avvenuta il pongono dinanzi ai divieti: non rubare, non saccheggiare, non entrare a forza in casa altrui, non battere chicchessia ingiustamente, non commettere adulterio, non disobbedire ai magistrati e così via. E prevedono pene per coloro che commettono una di queste trasgressioni. (Senofonte)
  • Persia era il nome che lo scià preferiva per il suo paese. Lo voleva storicamente collegato all'epoca preislamica. (Bernardo Valli)

Mohammad Reza PahlaviModifica

  • Gli antichi iraniani fondarono la loro monarchia, che fu il primo esempio di governo ariano ed allo stesso tempo il primo impero nella storia del mondo, sulla base degli stessi principi di giustizia e di amore per l'umanità, di cui l'ormai noto editto di Ciro il Grande fu un'insigne incarnazione.
  • Noi siamo un Paese antichissimo: la storia della Persia si perde nella notte dei tempi.
  • [Sulla conquista della Persia di Alessandro Magno] Si trattò dell'imposizione di una cultura e di una civiltà progredite contro la cultura e la civiltà monarchica iraniana. Ma il paese non solo riconquistò in pieno la propria personalità ed identità nazionale, ma lo stesso Alessandro finì con l'identificarsi con l'Iran e si fece chiamare il successore dei re achemenidi.
  • Venticinque secoli fa, la monarchia iraniana, facendo la sua comparsa sulla scena mondiale, inaugurò una nuova era nella storia dell'evoluzione della civiltà umana.

Amir TaheriModifica

  • Da quando la monarchia persiana ebbe inizio circa 2550 anni fa, l'Iran ha avuto più di trecentocinquanta re. Non meno della metà di essi furono o assassinati o uccisi in battaglia. Molti andarono in esilio per sfuggire alla morte. La lunga storia dell'Iran è piena di corone cadute e di sogni imperiali infranti.
  • La stragrande maggioranza dei persiani aveva completamente dimenticato i suoi trascorsi preislamici e possedeva pochissime, se non dire punte, nozioni cronologiche sulla sua storia precedente. Persepoli, le cui maestose rovine dominavano la piana di Morghab (vicino a Shiraz), per l'iraniano medio non era affatto identificabile come la gloriosa ex capitale dell'Impero Achemenide e veniva invece chiamata Takht-e-Jamshid (il trono di Jamshid), mentre tutti credevano che si trattasse soltanto della reliquia di un passato mitologico. Anche la tomba di Ciro il Grande, a Pasargade, era ritenuta il sepolcro della madre di re Salomone. Al di fuori dell'esigua comunità zoroastriana, tutti gli antichi nomi persiani erano stati rimpiazzati da termini arabo-islamici, e lo Shahnameh (il Libro dei re), l'epica nazionale persiana adottata in seguito come testo sacro del nazionalismo iraniano, veniva declamato in pubblico per onorare il primo imam Ali. Il famoso editto di Dario il Grande, scolpito su di una roccia dalle parti di Kermanshah, era stato scoperto e decifrato ben cinquant'anni prima dall'archeologo inglese Henry Rawlinson, e qualche tempo dopo ne era stata divulgata la traduzione sia inglese che persiana. Ciononostante, erano in molti ad ignorare l'esistenza e quindi ad ignorare del tutto le grandi imprese del re dei re. Per qualcosa come quattro sedi, i mullah erano riusciti a cancellare dalla memoria collettiva tutta quella parte che riguardava il passato preislamico, e la storia antica veniva generalmente considerata una favola piena d'ignoranza e di sacrilegio che era meglio condannare all'oblio.
  • Per più di 25 secoli la monarchia fornì l'elemento centrale dell'identità nazionale dell'Iran. Un monarca, Ciro il Grande, e i suoi successori achemenidi avevano creato la nazione iraniana come un miscuglio di numerosi gruppi tribali ed etnici che popolavano l'altopiano asiatico occidentale. Lo Shahansha (Re dei Re) governava la nazione grazie a Farah-e-Izadi (Grazia Divina) conferitagli da Ahura Mazdā (il Dio del Bene). Quando un re era fuorviato dal suo orgoglio o dalla sua crudeltà, la Grazia Divina gli veniva tolta. Poi sarebbe seguito un periodo di corruzione e di caos, di distruzione e di morte. Lo stesso destino tragico avrebbe colpito il paese se la nazione avesse tradito il suo re o sfidato la sua autorità con un atto di ribellione. Lo Shahanshah era il padre, maestro, giudice, generale ed architetto della nazione.

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