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Hormoz Farhat

Hormoz Farhat (1930 – vivente), compositore iraniano.

Citazioni di Abbas MilaniModifica

Conversazione con Francesco de Leo

da Francesco de Leo, L'ultimo scià d'Iran, Guerino e Associati, 2019, pp. 113-120, ISBN 978-88-6250-738-7

  • Bisogna riconoscere che prima del periodo di Reza Scià - proclamato Re il 12 dicembre 1925 e incoronato il 25 aprile 1926 - l'Iran era piuttosto arretrato, una sorta di società medievale, dove il controllo della totalità del territorio non era nelle mani del governo centrale. Reza Scià fu l'uomo in grado di creare e consolidare un potere centralizzato, mentre prima di lui il Paese si trovava in uno stato di semi-anarchia. Successivamente, consolidò il potere nelle proprie mani e ovviamente ciò lo fece diventare un leader autocratico, molto in stile con gli altri autocrati del periodo, come Lenin, Stalin, il Duce in Italia e successivamente, negli anni Trenta, Hitler. Fu il periodo dei grandi dittatori e Reza Scià rispecchiava questo stile, nel senso che fu un sovrano autocratico criticabile e criticato, che aveva istituito un regime forte, uno stile autoritario determinato.
  • Lo Scià Mohammad Reza non era particolarmente interessato alle questioni artistiche, mentre l'Imperatrice era più coinvolta in tutti gli aspetti che riguardavano i movimenti artistici, la musica, la pittura, la scultura, l'architettura e il teatro. È stata una grande sostenitrice e promotrice di queste attività.
  • L'Imperatrice è stata una forza molto positiva nella promozione dei diritti delle donne. Infatti, alla fine vennero approvate leggi grazie alle quali la donna raggiunse la parità con l'uomo in molti ambiti. Tra questi, parliamo del diritto di chiedere il divorzio, il diritto di ricevere lo stesso trattamento dinanzi alla legge, il diritto del voto e di essere elette. Alla fine della monarchia, in ogni ufficio del Paese c'erano ministri di governo e deputati in parlamento di sesso femminile, così come in molte altre professioni.
  • La musica persiana, come ogni altra tradizione orientale asiatica, è generalmente monofonica. Polifonia e armonia sono specifici della tradizione classica occidentale, anche se esistono alcune tradizioni musicali popolari occidentali che sono monofoniche. Quindi, questo carattere monofonico è un aspetto fondamentale di cui bisogna essere consapevoli, non solo in riferimento alla musica persiana, ma anche a quella indiana, araba, turca, cinese e giapponese. Un'altra peculiarità è che la musica persiana si basa su modi, o modalità; ve ne sono molti di più che nella tradizione occidentale.
  • Per concludere, possiamo dire che la musica persiana non è scritta, ma orale, viene appresa da tradizioni orali; la sua caratteristica principale è il fatto di basarsi fondamentalmente sull'improvvisazione e su un'ampia varietà di modi.
  • Nell'Islam sciita [...] viene mantenuto un atteggiamento prescrittivo verso la musica. La musica è generalmente considerata una frivolezza, una futilità, una perdita di tempo; c'è una tendenza non solo a limitare, ma in certi casi addirittura a proibire le rappresentazioni musicali.
  • Quella iraniana è una società composta in gran parte da persone istruite, molto moderne e consapevoli di cosa succede nel mondo. Non si tratta di una società chiusa, e questo devo dirlo come una sorta di complimento per il regime, in quanto, almeno sotto questo aspetto, le persone vanno e vengono senza ostacoli, viaggiando all'estero se hanno la disponibilità economica per farlo. Stiamo parlando di persone che, pur molto inserite nel mondo di oggi, hanno le loro esistenze regolate dal regime. Altro grande problema del momento è la povertà. Pur essendo un Paese potenzialmente ricco, le risorse iraniane vengono sprecate e utilizzate perlopiù impropriamente.

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