Osama bin Laden

fondatore di Al-Qaida
(Reindirizzamento da Osama Bin Laden)

Osāma bin Muhammad bin ʿAwaḍ bin Lāden (1957 – 2011), terrorista saudita.

Osama bin Laden

Citazioni di Osama bin LadenModifica

  • Se lottare contro gli Stati Uniti e il sionismo per liberare la sacra Kaaba e la moschea di Al Aqsa è terrorismo, la storia sarà testimone che io sono un criminale. Quel che faccio è la guerra santa che il gran Dio ci ha ordinato di condurre per far sì che la sua parola sia ancora più grande. (da un intervista di Asharq Al Awsat, dicembre 1998)[1]
  • Questa guerra è simile alle precedenti crociate guidate da Riccardo Cuor di Leone, Federico Barbarossa e Luigi di Francia, in questo momento chi ci attacca si schiera sotto il comando di Bush. (da una videocassetta prodotta da Al Ansaar, maggio 2002)[2]
  • La guerra è tra noi e gli ebrei. Ogni Paese che salta nella stessa trincea con Israele deve prendersela solo con se stesso. (da una videocassetta prodotta da Al Ansaar, maggio 2002)[2]

Da «Perché voglio stragi di americani»

Intervista di Abdel Bari Atwan, riportato ne La Stampa, 28 novembre 1996

  • Il terrorismo contro criminali, ladri e banditi è una pratica legittima, adottata da ogni Paese in ogni epoca. Il terrorismo biasimevole è quello svolto da ladri contro una nazione.
  • Riteniamo che il governo americano abbia commesso il più grave errore entrando [nell'Arabia Saudita] in cui da 14 secoli nessun'altra nazione non islamica aveva osato entrare. Persino i britannici e altri non avevano mai occupato la terra delle due città sante.
  • Ci aveva stupito il morale basso delle truppe americane in Somalia: non c'era confronto con i russi che avevamo combattuto in Afghanistan, più coraggiosi e più pazienti degli americani.
  • Preferirei morire che stabilirmi in un Paese europeo.

Da Così parlò Bin Laden

Raccolta di interviste di Robert Fisk svolte nel 1993, 1996 e 1997, riportato ne La Stampa, 20 settembre 2001

  • Noi crediamo che Dio si sia servito della nostra guerra santa in Afghanistan per distruggere l'Armata rossa e l'Unione sovietica. Lo abbiamo fatto su queste montagne e ora chiediamo a Dio di poter fare la medesima cosa all'America, di ridurla all'ombra di se stessa. Crediamo anche che la nostra lotta contro l'America sia molto più facile di quella contro l'Unione sovietica, perché molt dei mujaheddin che hanno combattuto qui in Afghanistan hanno partecipato anche alle operazioni contro gli americani in Somalia e si sono meravigliati del crollo del morale americano. Laggiù ci siamo convinti che l'America sia una tigre di carta.
  • Il regime [saudita] si affermò sotto la bandiera dell'applicazione della legge islamica. Sotto quella bandiera tutto il popolo saudita lo aiutò a prendere il potere. Ma Abdulaziz non applicò la legge islamica; il Paese venne creato per il bene della sua famiglia. Dopo la scoperta del petrolio, il regime saudita trovò un nuovo strumento - il denaro - per tener buono il popolo arricchendolo e offrendogli servizi sociali e la vita che voleva.
  • Il regime saudita, commettendo il grave errore di accogliere le truppe americane, rivelò la sua doppiezza. Diede sostegno alle nazioni che combattevano i musulmani. I governanti sauditi avevano già aiutato i comunisti yemeniti del Nord contro i musulmani yemeniti del Sud e poi avevano aiutato Arafat a combattere contro Hamas. Dopo aver insultato e arrestato gli ulema, il regime saudita ha perso ogni legittimità.
  • Il popolo saudita non dimentica quel che hanno detto gli ulema e si rende conto che l'America è la causa principale dei suoi problemi. L'uomo della strada sa che il suo Paese è il più grande produttore di petrolio del mondo, ciononostante deve pagare molte tasse e non fruisce che di scadenti servizi sociali. Il popolo ascolta quello che dicono gli ulema nelle moschee, cioè che il nostro Paese è diventato una colonia americana, e si dà da fare per cacciare gli americani.
  • In quanto musulmani non amiamo il regime iracheno, ma pensiamo che gli iracheni e i loro figli siano nostri fratelli e ci preoccupiamo del loro avvenire.

Da Il testo della dichiarazione di Bin Laden

La repubblica, 7 ottobre 2001

  • Ecco l'America, colpita da Dio Onnipotente in uno dei suoi organi vitali tanto da distruggere i suoi più grandi edifici. Sia Grazia e gratitudine a Dio. L'America è stata colmata di orrore, da nord a sud, da est a ovest, e sia resa grazia a Dio che ciò che l'America sta assaggiando ora è solo una imitazione di ciò che noi abbiamo assaggiato.
  • Dio ha benedetto una piccola avanguardia di musulmani, la prima linea dell'Islam, affinché distruggessero l'America. Dio li benedica, e conceda loro un posto supremo in Paradiso, poiché Egli è l'unico che ha la capacità e il diritto di farlo.
  • Un milione di bambini innocenti stanno morendo mentre parliamo, uccisi in Iraq senza nessuna colpa. Non ascoltiamo denunce né editti dai regnanti ereditari. In questi giorni, i carri armati di Israele imperversano per la Palestina, a Ramallah, Rafah e Beit Jala, e in molte altre parti della terra dell'Islam, e non sentiamo nessuno levare la sua voce o reagire. Ma quando dopo 80 anni la spada si è abbattuta sull'America, l'ipocrisia ha rialzato la testa compiangendo quegli assassini che hanno giocato con il sangue, l'onore e la santità dei musulmani.

Da "Il nostro è un terrorismo buono Bush e Blair capiscono solo la forza"

La repubblica, 11 novembre 2001

  • Bush e Blair non capiscono nulla se non il potere della forza. Ogni volta che ci uccidono li uccidiamo, così può raggiungersi l'equilibrio del terrore.
  • Le torri gemelle erano obiettivi legittimi, esse sostenevano il potere economico degli Stati Uniti. Questi eventi sono stati grandi sotto tutte le dimensioni.
  • Se vendicare l'uccisione della nostra gente è terrorismo, allora la storia testimonierà che siamo terroristi. Sì, noi uccidiamo i loro innocenti, e ciò è legale dal punto di vista religioso e logico.
  • Ci sono due tipi di terrore, buono e cattivo. Quello che pratichiamo noi è terrore buono. Non cesseremo di uccidere loro [gli americani] e chiunque li appoggi.
  • È dovere di ogni musulmano combattere, uccidere ebrei è la massima prorità.

Da Bin Laden: «Ho l'atomica e potrei usarla»

Intervista di Hamid Mir, La Stampa, 11 novembre 2001

  • Gli americani e i loro alleati ci stanno massacrando in Palestina, Cecenia, Kashmir e Iraq. I musulmani hanno il diritto di attaccare l'America per ritorsione.
  • Gli attacchi dell'11 settembre non erano diretti a donne e bambini. I veri obiettivi erano i simboli del potere economico e militare americano.
  • Gli americani devono ricordare che pagano le tasse al loro governo, che eleggono il loro presidente, che il loro governo produce armi e le dà a Israele e che Israele le usa per massacrare i palestinesi. Il Congresso americano approva tutte queste misure del suo governo e ciò dimostra che l'America intera è responsabile delle atrocità perpetrate contro i musulmani.
  • La nostra è una Jihad difensiva. Vogliamo difendere il nostro popolo e la nostra terra. In questo senso dico che se noi non otteniamo sicurezza, nemmeno gli americani avranno sicurezza. Questa è una formula semplice, che anche un bambino americano è in grado di capire.
  • La storia è piena di ulema che hanno giustificato l'occupazione della Palestina da parte degli ebrei e la presenza militare americana in Arabia saudita. Questa gente sostiene gli infedeli per fare i propri interessi personali. I veri ulema sostengono la Jihad contro l'America.
  • Dichiaro che se l'America usa armi chimiche o nucleari contro di noi, noi reagiremo con armi chimiche e nucleari. Noi le abbiamo, come deterrente.
  • La lobby ebraica ha preso in ostaggio l'America e l'Occidente.
  • L'unico Paese islamico è l'Afghanistan. Il Pakistan segue la legge britannica. Io non considero l'Arabia saudita come un Paese islamico.
  • In questo momento viene combattuta in Afghanistan una delle grandi guerre della storia islamica. Tutte le grandi potenze sono unite contro i musulmani. È nostro dovere religioso partecipare a questa guerra.
  • [Su Mohammed Omar] Egli è uno dei più grandi e coraggiosi musulmani del nostro tempo. Non teme altri che Allah. Non ha relazioni personali né obbligazioni con me. Compie solo il suo dovere religioso.

Da Bin Laden: né Bush, né Kerry salveranno gli Usa

Da un video mandato in onda su Al Jazeera il 29 ottobre 2004, La Stampa, 30 ottobre 2004

  • Con questo messaggio vi indico il modo migliore per evitare una nuova Manhattan. [...] La continuazione della politica Usa porterà a nuovi spargimenti di sangue. [...] La vostra sicurezza non è nelle mani né di Kerry né di Bush né di Al Qaeda, ma nelle vostre stesse mani.
  • Il vostro capo della Casa Bianca quando ha saputo del nostro attacco alle Torri ha tranquillamente continuato a leggere favole a una scolaretta. [...] Non avrei mai pensato che il supremo leader potesse lasciare da soli tanti suoi concittadini nelle due torri a far fronte da soli a eventi terribili mentre avevano bisogno di lui.
  • Vediamo una somiglianza tra il governo di Bush e quello dei nostri regimi militari e reali corrotti, di chi governa con arroganza e prende il denaro senza averne diritto.

Citazioni su Osama bin LadenModifica

  • Bin Laden è creatura americana: la religione era un'arma contro i sovietici, poi è cambiato tutto. (Farah Pahlavi)
  • Dire che Ossama Benladen "non ha niente a che fare" con l'islam è un bel salto nell'immaginario. (Amir Taheri)
  • Hanno ammazzato Bin Laden e pace all'anima sua, un assassino in meno anche se bisognerebbe ricordare quanti lo hanno utilizzato in questi anni e soprattutto bisognerebbe ricordare che, se poi sarà tutto confermato ciò che ci hanno raccontato questa mattina, lo hanno preso in Pakistan, dove peraltro si è sempre saputo che si era rifugiato e quindi resta da domandare come mai abbiamo fatto una guerra in Iraq, una guerra in Afghanistan, adesso una guerra in Libia, prima ne avevamo fatta una in Serbia e il Pakistan, paese tradizionalmente protettore di Bin Laden, come del resto gli emirati sauditi, tradizionalmente finanziatori di Bin Laden, non siano mai stati neanche sfiorati dalla furia dell'occidente nella guerra al terrorismo, anzi siano stati sostenuti e siano considerati tutt'ora nostri ottimi alleati. (Marco Travaglio)
  • Il suo scopo è evidentemente quello di consumare una vendetta personale contro l'America, il suo vecchio padrone, e di destabilizzare il regime saudita che ospita soldati americani sul suo territorio. Cerca, inoltre, di alimentare il risentimento dei musulmani, un risentimento che nel mondo arabo è molto diffuso, soprattutto dopo i bombardamenti sulla popolazione irachena e la repressione dei Palestinesi. Questo risentimento rischia di annebbiare i pensieri dei musulmani e impedire loro di dubitare e aprire gli occhi sulla realtà del male immenso che Bin Laden sta facendo all'islam e agli Arabi in tutto il mondo. (Tahar Ben Jelloun)
  • L'eliminazione da parte delle forze Usa dello sceicco del terrore Bin Laden all'indomani della beatificazione di Giovanni Paolo II può essere letta come un nuovo enorme miracolo per il mondo regalato dal Papa più amato [...]. (Michaela Biancofiore)
  • Non credo che lui abbia nulla a che fare con gli attentati contro l'America. Ritengo che chi ha pianificato e ha attuato questi attentati risieda in America, gente come McVeigh, l'autore della strage di Oklahoma City; l'America è piena di McVeigh. (Gulbuddin Hekmatyar)
  • Non lo capisco: condanna l'Occidente ed è riuscito solo a far ammazzare la gente in Afghanistan. (Farah Pahlavi)
  • Osama Bin Laden – come tutti sappiamo – ha avuto la gravissima responsabilità di diffondere divisione e odio fra i popoli, causando la morte di innumerevoli persone, e di strumentalizzare le religioni a questo fine. Di fronte alla morte di un uomo, un cristiano non si rallegra mai, ma riflette sulle gravi responsabilità di ognuno davanti a Dio e agli uomini, e spera e si impegna perché ogni evento non sia occasione per una crescita ulteriore dell'odio, ma della pace. (Federico Lombardi)
  • Osama è ancora latitante, | l'ho visto ieri al ristorante! | Lo so che voi non mi credete, | se sbaglio mi corigerete. (Simone Cristicchi)
  • Quando Bin Laden ha fatto la sua dichiarazione attraverso l' emittente televisiva Al Jazeera, il tono, la calma, la sicurezza e l'indice leggermente curvo e alzato in segno di minaccia hanno impressionato la gente e fatto paura a molti. Quest'uomo fa tremare il pianeta e sfugge all'esercito e alla polizia più grandi del mondo. Ma, se questo suscita l' ammirazione dei popoli musulmani, alcuni hanno osservato che Bin Laden ha appena commesso il suo primo errore teologico. Facendosi riprendere davanti a una roccia, voleva suggerire di trovarsi in prossimità di una grotta nella montagna. Così facendo, però, riproduce l'immagine del profeta Maometto che ha ricevuto la Rivelazione nella grotta del monte Hira. In questo modo Bin Laden confonde le acque e scandalizza i veri musulmani. Ho sentito parlare di eresia e di impostura. Allah ha detto che Maometto è l' ultimo dei profeti e che chiunque sosterrà d'essere un profeta sarà un bugiardo e un usurpatore. Come osa quell' exagente degli Americani, che indossa una giacca dell' esercito americano e un orologio sofisticato, lanciare una fatwa come se fosse il profeta di tutti i musulmani, il loro rappresentante e la loro guida? Con quale diritto scaglia una fatwa contro l'America e l'Occidente? Una fatwa è un'indicazione religiosa, non una legge. La può emettere un saggio, un teologo di rango elevato, un uomo dalla moralità perfetta, una guida rispettata e profondamente religiosa. Originariamente, tale indicazione veniva espressa dai Compagni del Profeta, persone di grandi qualità. Non certo guerrieri che mandavano terroristi a seminare la morte in giro per il mondo. (Tahar Ben Jelloun)

Oriana FallaciModifica

  • È l'unica persona al mondo per cui tradirei la mia promessa di non aver più nulla a che fare col giornalismo.
  • Incomincerei interrogandolo sulla sua infanzia e la sua adolescenza. Sul fatto che suo padre fosse così ricco e così legato a re Faysal, tuttavia escluso dai fasti della Corte saudita. Sono assolutamente convinta che la chiave del personaggio stia lì: dentro la sua infanzia e la sua adolescenza. Dev'esser successo qualcosa, nella prima fase della sua vita, che ha dato fuoco alle polveri del suo orgoglio e della sua megalomania. Perché non credo che a muoverlo sia stata la molla della religione, della fede in Allah. È un tipo troppo intelligente. Sospetto la vera molla sia il suo bisogno di emergere come individuo. Proprio il caso di Napoleone e di tutti i grossi leader che la Storia dell'Uomo ci ha dato, escluso Gesù Cristo.
  • Senza Khomeini non ci sarebbe stato Bin Laden. Non ci sarebbe stato l'Undici Settembre ed oggi non ci sarebbe l'Eurabia. Ma l'eredità di Khomeini l'ha raccolta Bin Laden.

Nuruddin FarahModifica

  • Bin Laden ha avvelenato l'Occidente in tale misura da dipingere tutto l'Islam con lo stesso colore, senza distinguere.
  • Bin Laden ha ucciso più musulmani che occidentali. I musulmani secolari sono considerati da Bin Laden dei traditori e dagli occidentali dei terroristi. Sono presi nel mezzo.
  • In certa misura, Bin Laden è stato aiutato da Bush. Se fosse stato braccato in Afghanistan sarebbe un'altra storia.
  • L'attacco alle Torri Gemelle è stato per uno sconvolgente paradosso oltre che premeditato un falso scopo. Bin Laden supposto che davvero sia il responsabile dell'attacco, e pur con il suo odio per gli Stati Uniti, mira a un bersaglio politico ben diverso a lungo termine: destabilizzare l'Arabia Saudita. Come dice un proverbio somalo: "Quando tiri un sasso al colpevole può darsi che tu colpisca l'innocente".

Bernardo ValliModifica

  • Osama non è un musulmano colto, non conosce molto di teologia, ma questo l'aiuta: parla un arabo semplice, elegante, classico, condito di versetti del Corano.
  • Prima di dedicarsi all'Afghanistan, con la benedizione della monarchia saudita della quale era un suddito, bin Laden aveva cercato di contrastare in Siria gli Assad al potere, colpevoli di avere represso i Fratelli musulmani. La successiva scelta afghana avrà per il mondo conseguenze che sono andate ben al di là dei confini dell'Arabia saudita. Gli americani hanno aiutato bin Laden e la sua Al Qaeda nella lotta contro i sovietici. Lo stesso bin Laden ha ringraziato il principe Bandar, ambasciatore saudita negli Stati Uniti, per avere convinto gli americani ad aiutarlo nella lotta contro i sovietici. A Washington non potevano immaginare di avere armato un uomo più tardi accusato di essere il responsabile, per sua stessa ammissione, dell'aggressione dell'11 settembre. Come altri arabi impegnati in Afghanistan, bin Laden era convinto di avere provocato non solo la sconfitta militare dell'Urss nel paese asiatico, ma anche la successiva implosione. Sicuro di averne fatto crollare uno, Osama bin Laden ha deciso di dedicarsi a quello che restava: gli Stati Uniti e i loro alleati europei.
  • Quale arabo, dopo forse il Saladino, ha affrontato l'Occidente con tanto impeto?
  • Quella avvenuta ad Abbotabad (a 80 chilometri a nord di Islamabad) è stata la seconda morte di Osama Bin Laden. Quella fisica. Mentre quella simbolica, politica, ideologica, era già avvenuta sulle piazze del Cairo, di Tunisi, di Damasco, di Bengasi, dove Al Qaeda è stata ignorata. Nessuno l'ha esaltata. Nessuno l'ha nominata. La "primavera araba" è sbocciata, è esplosa per la voglia di democrazia, di libertà. Non è provocata dal fanatismo islamista, e ancor meno ispirata dall'idea di un califfato (antico fantasma totalitario) lanciata da Bin Laden. Il suo strumento terroristico, Al Qaeda, più una nebulosa alimentata da gruppi di imitatori spersi nel mondo che una organizzazione vera e propria, è stata ed è ignorata dai giovani egiziani, tunisini, siriani o libici. Per loro è un arnese insanguinato e obsoleto. Non è una scelta. È fuori dal tempo, anche se i suoi sporadici seguaci sono ancora capaci di colpire. Prima degli americani, Bin Laden è stato ucciso simbolicamente dalla gente di piazza Tahrir e di avenue Burghiba.

NoteModifica

  1. Citato in Bin Laden: musulmani, punite americani, inglesi ed ebrei, La Stampa, 27 dicembre 1998
  2. a b Citato in Nuovo video di Bin Laden: la nostra guerra si allarga, La Stampa, 20 maggio 2020

Altri progettiModifica