Modi di dire latini

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Raccolta di modi di dire latini.

Indice
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Meridiana murale con incisione in latino
Non ci sia offesa nelle parole (originale Non ci sia invidia nelle parole)
(Tito Livio)
La commedia è finita
(Ottaviano)
(Condannato) Alle bestie.
Alle calende greche
Cioè mai, in quanto nel calendario greco non esistevano le calende, periodo del mese presente nel calendario romano.
(Svetonio, Augusto, 87)
A piacere; a volontà
  • Adhic sub iudice lis est
Il processo è ancora davanti al giudice
(Orazio, Ars poetica, 78)
Alla lettera
A cose più grandi!
Augurio generico o durante un brindisi.
  • Alea iacta est
Il dado è tratto
(Giulio Cesare)
Attribuita da Svetonio nel suo De vita Caesarum a Giulio Cesare.
  • Alter ego
Un altro me stesso[3]
Molto usato dagli autori classici (Cicerone in particolare), a quell'epoca indicava un amico così fedele da poter essere considerato "un altro sé stesso".[3]
  • Altum silentium
Profondo silenzio
(Virgilio, Eneide, 10,63)
  • Apertis verbis
A chiare lettere
(Cicerone, Epistulae ad familiares, 9, 22, 5)
Una ottimale condizione intermedia
(Orazio, Odi, 2, 10, 5)
Oggi accettato anche: Aurea mediocrità.
Bellum omnium in omnes
Bellum istud omnium contra omnes
Guerra di tutti contro tutti
(Hobbes, De cive, rispettivamente in Praefatio, 1, 12 e 1, 13)
  • Bonum est diffusivum sui
Il bene si diffonde[4]
Il bene è qualche cosa che tende a diffondere il bene stesso[5]
Il bene è diffusivo del suo essere[6]
(Tommaso d'Aquino,[7] Summa Theologiae I, questione 5, articolo 4, ad 2;[4] I-II, questione 2, articolo 3;[5] Commento alle Sentenze di Pietro Lombardo[6])
  • Caesar non supra grammaticos.
Tu, o Cesare, non hai autorità sopra i grammatici.
(citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 550)
  • Candida de nigris et de candentibus atra facere
Trasformare il nero in bianco e il bianco in nero
(Ovidio, Metamorfosi, 11, 314)
  • Canina....facundia excerbatur
Praticava un'eloquenza... mordace
(Sallustio, Historiae, 4, 54)
  • Canis a non canendo
Si chiama cane perché non canta
(Varrone, De lingua latina, 7, 32), volgarizzato
  • Cantilena eandem canis
Canti sempre la stessa cantilena
(Terenzio, Phormio, 495)
  • Captatio benevolentiae
La conquista di un atteggiamento benevolo
(Cicerone, De inventione, 1,15,21. [8])
  • Carmina non dant panem[9]
Le poesie non dànno da mangiare
  • Carthago delenda est
Cartagine dev'essere distrutta
(Marco Porcio Catone)
  • Circulus vitiosus
Circolo vizioso
(Seneca, Epistulae, 77,6)
  • Conticuere omnes
Tacquero tutti
(Virgilio, Eneide, 2,1)
In cospetto di tutto il popolo. In pubblico. Alla presenza di tutti.
  • Cum grano salis
Con un granello di sale
(Plinio il Vecchio, Naturalis Historia)
  • Cui prodest?
A chi giova?
(Seneca)
Desidero morire
(Paolo di Tarso, Lettera ai Filippesi 1, 23 – 24)
  • De via in semitam degredire
Passa dalla via in un sentiero
(Plauto, Casina, 675)
Sui gusti non si deve discutere
  • Deus ex machina
Dio dalla macchina[10]
Do perché tu mi dia
(formula giuridica abbreviata)
  • Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur.
Mentre a Roma si delibera, Sagunto viene espugnata.
(Tito Livio)
  • Dura lex sed lex[12]
Dura è la legge, ma è la legge.
  • E pluribus unum
Da molti l'unità
Presente come motto sullo stemma degli USA a indicare lo statuto federativo.
  • Favete linguis!
State zitti!
(Orazio, Carmina, 3,1,2)
  • Festina lente
Affrettati lentamente
Frase attribuita da Svetonio all'imperatore Augusto.
Emissione di voce, discorso inconsistente
Frase attribuita a Roscellino
Mi spezzo ma non mi piego
Pieghiamoci docilmente, senza abbatterci
(Agostino d'Ippona, De Catechizandis Rudibus [399], 14, 20)
  • Gallina scripsit
L'ha scritto una gallina
(Plauto, Pseudolus, 30)
Ecco i miei gioielli
Frase attribuita a Cornelia da Valerio Massimo, Factorum et dictorum memorabilium libri IX, IV, 4, incipit, dove per la precisione è scritto: haec [...] ornamenta sunt mea
  • Horresco referens
Inorridisco nel raccontare
(Virgilio, Eneide, II, 204) – riferito ad Enea
  • Horror vacui
Orrore del vuoto
(Aristotele)
  • In absentia
In contumacia, in assenza[14]
Nel dubbio, [giudica] in favore dell'imputato
(Giustiniano I)
  • In ipsa quaestione, pro qua canes latrant, dicit se nescire quod quaeritur
Anche in una questione, su cui abbaiano i cani, dice di non sapere ciò che si chiede
(San Girolamo, Apologia contra Rufinum, 2,10,498)
  • In medias res
Nel vivo dell'argomento
(Quinto Orazio Flacco, Ars poetica)
  • In medio stat virtus[15]
La virtù sta nel mezzo
A chi capisce (basta) poco
  • Ista cum lingua, si usus venias tibi, possis culos et crepidas lingere carpatinas
Con una lingua tal puoi dei villani, ripulire le scarpe e i deretani.
(Gaio Valerio Catullo, 98,3 s.)
Lavoro di limatura
(Orazio, Ars poetica, v. 290, dove per la precisione è scritto limae labor et mora)
  • Laconicae malo studere brevitati
Preferisco imitare la concisione laconica
(Simmaco, Epistulae, 1,14[8],1)
Errore dovuto alla penna
Un errore della lingua [Parola errata pronunciata involontariamente]
(Bibbia, Siracide, 20,18 – Vulgata)
  • Lucus a non lucendo.
In latino il bosco si dice lucus perché non c'è luce.
(citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 551)
Il lupo nella favola
  • Medice, cura te ipsum![18]
Medico, cura te stesso!
Di propria iniziativa.
  • Mutatis mutandis[20]
Cambiato ciò che dev'essere cambiato
  • Ne quid nimis
In nulla il troppo
(citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 575)
  • Nec caput nec pes sermoni apparet
Il discorso non ha né capo né piede
(Plauto, Asinaria, 729)
  • Nec plus ultra o Non plus ultra
Non più avanti [21]
(citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 704)
  • Neque mu facere audent
Non osano fare neppure muuuu
(Ennio, frammento 10, dove per "mu" si intende la lettera "mu" greca ossia "m", un suono inarticolato a bocca chiusa)
  • Nemo contra Deum nisi Deus ipse
Nessuno contro Dio se non Dio stesso
(Goethe, Dalla mia vita. Poesia e verità, Utet, 1957, vol. II, p. 877 e p. 1012)
Calzolaio, non giudicare oltre le scarpe!
(Plinio il Vecchio, Naturalis historia, XXXV, 84)
  • Non causa pro causa
Una non-causa spacciata per causa
(Aristotele, Sophistici elenchi, 167b)
  • Non multa, sed multum.
Non molte cose, ma molto [cioè profondamente].
(citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 517)
  • O tempora!, o mores!
Che tempi!, che abitudini!
(Cicerone)
Malvolentieri
Formula giuridica romana poi attestatasi in alcuni autori latini (Plauto, Poenulus 790 [obtorto collo ad praetorem trahor]; Rudens 853; Cicerone, Orationes In Verrem II, 4, 10. 24 [obtorta gula]; Seneca, Apokolokyntosis 11, 6 [collo obtorto])
  • Oves et boves
Pecore e buoi
(dalla Bibbia)
Tutti, anche chi c'entra poco.
  • Palam et publice.[22]
Apertamente e pubblicamente.
  • Pectore ab imo
Dal più profondo del cuore
(Lucrezio, De rerum naturae, 3,57)
[Obbedendo] allo stesso modo di un cadavere
(Ignazio di Loyola, Constitutiones Societatis Iesu, SEXTA PARS - CAP. 1)
Raggiungere le stelle attraverso le avversità.
Dopo di ciò, quindi a causa di ciò[23]
  • Pro bono pacis
Per amor di pace.[24]
  • Punctum saliens
Il punto saliente
(Teodoro Gaza[25])   senza fonte
  • Qualis pater, talis filius
Come il padre, così il figlio[26]
  • Quando conveniunt Ludmilla, Sybilla, Camilla | miscent sermones et ab hoc et ab hac et ab illa
Quando si trovano insieme Ludmilla, Sibilla e Camilla fanno una confusione di discorsi e da questo e da questa e da quella[27]
  • Quibus sunt verba sine penu et pecunia
Pieni di parole, ma privi di patrimonio e soldi
(Plauto, Captivi, 472)
  • Quis custodiet ipsos custodes?
Chi controllerà i controllori?
(Giovenale VI 347-348)
  • Quis leget haec?
Chi lo leggerà?
(Persio, Prima satira, verso 2)
  • Quod erat demonstrandum
Come volevasi dimostrare
(Euclide[28])
Rendi i conti (utilizzato come sinonimo di "resa dei conti" o "giudizio finale.")
  • Reductio ad absurdum
Riconduzione all'assurdità
(ripreso da Zenone, in vari paradossi)
  • Relata refero
Riferisco ciò che mi è stato riferito
(medievale, ripreso da Erodoto, Storie, 7,152,3)
Così passa la gloria del mondo.
(Imitazione di Cristo)
Insieme staranno oppure insieme cadranno.
Se è lecito paragonare le cose piccole alle grandi
(Virgilio, Georgiche, 4,176)
  • Sit venia verbo
Mi sia scusato il dire
(Plinio il Giovane, Epistulae, 5,6,46)
  • Sonus geminas mihi circumit auris
Un rumore mi circonda entrambe le orecchie
(Cecilio Stazio, Silvae 4,4,26)
  • Stat magni nominis umbra
Resta l'ombra di una grande fama
(Lucano 1,135)
In alto i cuori!
  • Tacitulus taxim
In silenzio piano piano
(Marco Terenzio Varrone, Satire menippee, 187 e 318)
  • Tertium non datur
Non è concessa una terza possibilità
(Publilio Siro, il concetto viene da Aristotele)
  • Timeo danaos et dona ferentes
Temo i greci anche quando portano doni
(Virgilio, Eneide, II, 49).
  • Toto coelo errare[31]
Sbagliare completamente
  • Tu quoque Brute, fili mi
Anche Tu Bruto, Figlio mio
(Giulio Cesare)
Dove sei tu Gaio, lì sarò io Gaia.
Formula matrimoniale latina.
  • Unum quodque verbum statera auraria pendere
Soppesare ogni parola con il bilancino dell'orafo
(Marco Terenzio Varrone, Satire menippee, 419)
  • Veni, vidi, vici
Venni, vidi e vinsi
(Giulio Cesare)
  • Verbum de verbo
Parola per parola
(Terenzio, Adelphoe, 11)
  • Verum ipsum factum
Il vero è il fatto stesso.
(Frase coniata da Giambattista Vico per sintetizzare uno dei principi della Nuova scienza: è vero soltanto ciò che si fa.)
  • Video meliora, proboque. Deteriora sequor
Vedo le cose migliori e le approvo. Seguo le peggiori
(Ovidio, Metamorfosi, VII, 20)
  • Vir bonus, dicendi peritus
Uomo di valore ed esperto nel dire
(Marco Porcio Catone)
La voce di chi grida nel deserto
(Vangelo secondo Marco; Vangelo secondo Giovanni)
  • Vox populi vox dei
Voce del popolo, voce di Dio
(Libro di Isaia)

Senza fonte

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  • Alma mater
Madre che nutre
usato nella Roma antica per riferirsi alla Grande Madre
  • Aquas in mare fundere
Portare acqua al mare.
  • Asinus in cathedra
Un asino in cattedra
  • Compressis manibus sedere
Sedere con le mani in mano
  • Et ab hic et ab hoc
Da qua e da qui[33]
  • Eundem calceum omni pedi inducere
Fare entrare i piedi nella stessa scarpa
  • Ex nihilo crevit
Venne su dal nulla
  • Hic est
Così è
  • Hodie mihi (tibi), cras tibi (mihi)
Oggi a me (a te), domani a te (a me)
  • In diem vivere
Vivere alla giornata
  • Illud te rogo atque hortor, ut philosophiam in praecordia ima demittas
Di quello ti prego e ti esorto, perché la filosofia ti scenda nel cuore
  • In rerum naturae.
Nella natura delle cose
  • Mala tempora currunt!
Corrono brutti tempi!
  • Multa paucis
Molte cose in poche parole
  • Non est id in nobis
Ciò non dipende da noi.
  • Non sequitur
Non ne consegue[34]
  • Nos duo turba sumus
Noi due siamo già una folla.
  • Notus in Iudaea
Conosciuto nella Giudea[35]
  • Ora et labora
Prega e lavora
Precetto del rapporto tra il lavoro e la preghiera nella Regola monastica benedettina.
  • Qui non est mecum contra me est
Chi non è con me è contro di me.
  • Quod me nutrit me destruxit
Ciò che mi nutre mi distrugge
  • Toto caelo errare
Fare un errore grande come il cielo.
  • Toto erras via
Sbagli completamente strada.
  • Uno pro puncto caruit Martinus Asello
Per un unico punto Martino perse Asello[36]
  • Ubi tu Gaius, ibi ego Gaia
Dove tu Gaio, lì io Gaia
(Antica formula matrimoniale latina, attualmente si protrebbe tradurre con "Dovunque tu sarai, io sarò lì con te.")
  • Vae victis!
Guai ai vinti!
  1. Citato in Dizionario delle sentenze latine e greche, a cura di Renzo Tosi, Rizzoli, 2017, § 1489.
  2. a b Citato in L'Ape latina, p. 7
  3. a b Citato in Mastellaro, p. 16.
  4. a b Traduzione dall'Udienza generale di papa Giovanni Paolo II del 18 settembre 1985.
  5. a b Diversa traduzione e altra ricorrenza.
  6. a b Ulteriore differente traduzione italiana, e altro testo tomano, dell'identica locuzione latina.
  7. Nonostante ogni volta l'Aquinate l'attribuisca a Dionigi l'Areopagita (De divinis nominibus, capitolo IV), in realtà quest'ultimo ha formulato solo il concetto ma non la locuzione esatta.
  8. Benevolentiam captare oportebit
  9. L'ape latina, p. 34
  10. Dal greco από μηχανής θεός. Soluzione incoerente o inverosimile di un intreccio narrativo. Il Deus ex Machina era un attore vestito da divinità che veniva calato nella scene dall'alto, cioè dall'apparato scenico (machina). Citato in L'ape latina, p. 61
  11. Citato in Paola Mastellaro, Il libro delle citazioni latine e greche, Mondadori, Milano, 2012, p. 13. ISBN 978-88-04-47133-2.
  12. L'ape latina, p. 72
  13. L'ape latina, p. 96
  14. Cf. voce in dictionarist.com. URL consultato il 22 luglio 2011.
  15. Sentenza scolastica medievale, citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Milano, Hoepli, 2007, p. 527. ISBN 88-203-0092-3
  16. L'ape latina, p. 139
  17. L'ape latina, p. 149
  18. Augusto Arthaber, Dizionario comparato di proverbi e modi proverbiali, Milano, Hoepli, 1981, p. 395. ISBN 88-203-0214-4
  19. L'ape latina, p. 166
  20. L'ape latina, p. 169
  21. Iscrizione scolpita da Ercole sui monti Calpe e Abila, considerati i limiti del mondo, oltre i quali ai mortali era vietato andare.
  22. Citato in Béla Tóth, I tre pigri, in Novellieri ungheresi, a cura di Ignazio Balla e Aldo Borgomaneri, Edizioni Alpes, Milano, 1931, p. 255.
  23. Citato in L'ape latina, p. 233
  24. Citato in L'ape latina, p. 239
  25. Nel tradurre l' Historia animalium di Aristotele, invece di tradurre "punto color sangue"
  26. Citato in L'ape latina, p. 247
  27. Espressione medievale ripresa da Friedrich Taubmann nel sedicesimo secolo.
  28. Euclide, a chiosa delle dimostrazioni dei teoremi, scriveva όπερ έδει δείξαι. Nei testi è spesso abbreviato come q.e.d..
  29. L'ape latina, p. 268
  30. Esortazione liturgica al Praefatio della Messa in lingua latina. Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Milano, Hoepli, 2007, p. 459
  31. Citato in Galileo Galilei, Memorie e lettere inedite finora o disperse di Galileo Galilei, per G. Vincenzi e Comp., vol. I, Modena, 1818, p. 246.
  32. Citato in Gabriele Rosa, Le origini della civiltà in Europa, vol 2, Editori del Politecnico, Milano, 1863, p. 143.
  33. Dall'adagio medievale: Quando conveniunt......
  34. Locuzione presente già nel latino antico parlato.
  35. Salmo della versione della Vulgata
  36. Modo di dire italiano: Per un punto Martin perse la cappa.

Bibliografia

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  • Paola Mastellaro, Il libro delle citazioni latine e greche, Mondadori, Milano, 2012. ISBN 978-88-04-47133-2.
  • Giuseppe Fumagalli, L'Ape latina, Milano, Ulrico Hoepli, 1975

Voci correlate

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