Valerio Massimo

storico romano

Valerio Massimo (I secolo a.C. – I secolo d.C.), storico romano.

Valerio Massimo

Citazioni di Valerio MassimoModifica

Urbem inexpugnabilibus muris cinctam. (da Factorum et dictorum memorabilium libri IX, IX, VI, ext. 2)
  • Ecco i miei gioielli.
Haec ornamenta mea.[1] (Cornelia: da Factorum et dictorum memorabilium libri IX, IV, IV, incipit)

Citazioni su Valerio MassimoModifica

  • Come autore di nove libri factorum et dictorum memorabilium, ossia d'una voluminosa raccolta di fatti, aneddoti ed esempi storici, Valerius Maximus è generalmente classificato tra gli scrittori di storia, ma sarebbe molto più a suo posto messo in coda ai retori e declamatori, a completare il quadro di questa parte cosi vana e pur storicamente cosi importante della vita romana. (Carlo Giussani)
  • Di questi [uomini di mediocre ingegno] è Valerio Massimo. Il quale, non ammettendo mai che i fatti parlino da sé, non volendo lasciarne nessuno (pur in tante serie di simili) senza il corredo illustrativo di qualche considerazione o epifonema o antitesi o risalto, riesce in tutte queste cose troppo spesso o falso o arbitrario o tronfio o vacuo o stentato e, nell'insieme, monotono e stucchevole. Cosi, nello stile, suo studio principalissimo il non essere naturale: il periodare diseguale, spesso implicato e confuso per la mania di ammassar troppo, talora anche scorretto, e quindi non senza oscurità; e del pari oscurità per le inopportune imitazioni del linguaggio poetico, per l'abuso di traslati talora molto strani e capricciosi, sopratutto per la smania di spostare i naturali riferimenti logici sostituendo a un concreto una sua qualità astratta, o riferendo un aggettivo non al suo sostantivo, ma a un'aggiunta secondaria, e simili. (Carlo Giussani)

NoteModifica

  1. Per la precisione: «"haec" inquit "ornamenta sunt mea".»

Altri progettiModifica

OpereModifica