Marco Terenzio Varrone

letterato, scrittore e militare romano
Statua di Varrone a Rieti

Marco Terenzio Varrone (116 a.C. – 27 a.C.), scrittore romano.

  • Gli dèi aiutano coloro che ad essi si rivolgono. (da De re rustica, I, 1, 4, in Opere)
  • Quello della porta è il passo più lungo per mettersi in cammino. (da De re rustica, I, 2, 2, in Opere)

Satire menippeeModifica

  • Domani si fa a credenza, oggi no.[1]
Cras credo, hodie nihil.
  • Soppesare ogni parola con il bilancino dell'orafo. (fr. 419 Bücheler)[2]
Unum quodque verbum statera auraria pendere.
  • Un difetto della moglie si deve eliminarlo o sopportarlo: chi elimina il difetto si assicura una moglie più trattabile; chi lo sopporta rende migliore se stesso. (fr. 83 Bücheler)[3]

NoteModifica

  1. Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 476.
  2. Citato in Dizionario delle sentenze latine e greche, a cura di Renzo Tosi, Rizzoli, 2017, § 72.
  3. Citato in Emilio Pianezzola, Autori di Roma antica, vol. 2, Le Monnier, 1987, pp. 99-100.

BibliografiaModifica

  • Marco Terenzio Varrone, Opere, a cura di Antonio Traglia, UTET, Torino, 1974.

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